Periactin: Informazioni Dettagliate, Utilizzo e Precauzioni

Il Periactin è un farmaco la cui sostanza attiva è la ciproeptadina cloridrato. Si tratta di un medicinale che appartiene alla classe degli antistaminici di prima generazione, formulato per il trattamento di diverse condizioni allergiche. Il farmaco è disponibile in due forme farmaceutiche: compresse da 4 mg e sciroppo 0,4 mg/ml, presentato in un flacone da 150 ml. È importante sottolineare che il Periactin è un farmaco che richiede prescrizione medica per la vendita e non è vendibile online.

rappresentazione grafica di un farmaco antistaminico in sciroppo e compresse

Indicazioni Terapeutiche

Il Periactin è indicato per il trattamento acuto e cronico sintomatico di una vasta gamma di disturbi. Tra le indicazioni principali si annoverano il trattamento delle pollinosi stagionali (riniti, congiuntiviti), dell'orticaria e del prurito. Viene inoltre impiegato nel trattamento della rinite vasomotoria, una condizione caratterizzata da congestione cronica dei vasi sanguigni della mucosa nasale, starnuti e secrezioni nasali acquose.

Il farmaco risulta utile nel trattamento di diverse dermatosi allergiche, tra cui dermatiti (compresa la neurodermatite e la neurodermatite circoscritta), eczema, dermatite eczematoide, dermografismo e punture di insetti. Periactin trova impiego anche come trattamento coadiuvante delle reazioni generali da sieri e medicinali e nel trattamento coadiuvante dell'angioedema lieve e non complicato.

Meccanismo d'Azione e Proprietà del Principio Attivo

Il principio attivo contenuto in Periactin è la ciproeptadina, un antistaminico di prima generazione dotato di proprietà anticolinergiche, antiserotoninergiche e anestetiche locali. Il meccanismo d'azione è legato alla capacità del farmaco di antagonizzare diversi effetti indotti dalla serotonina e dall'istamina, come broncospasmo, edema, effetto vasodepressivo e shock anafilattico.

La ciproeptadina impedisce all'istamina, una sostanza prodotta dall'organismo durante le reazioni allergiche, di causare sintomi come prurito o starnuti. Questo farmaco blocca anche un'altra sostanza naturale presente nell'organismo (la serotonina), potenziandone così la capacità di calmare i sintomi e supportando altri benefici.

Posologia e Modalità di Somministrazione

La posologia e la durata del trattamento con Periactin devono essere stabilite dal medico in base al tipo di patologia e allo stato di salute generale del paziente. Poiché generalmente l'effetto antiallergico di una singola dose si protrae per 4-6 ore, la posologia giornaliera deve essere frazionata in tre dosi quotidiane o con la frequenza necessaria per ottenere un sollievo costante.

Per quanto riguarda gli adulti, la dose terapeutica varia da 4 a 20 mg al giorno. Per la maggior parte dei pazienti occorrono dai 12 ai 16 mg al giorno. Eccezionalmente possono essere necessari fino a 32 mg al giorno per produrre un sollievo adeguato. Si raccomanda di iniziare con 4 mg (1 compressa o 10 ml) tre volte al giorno e, in seguito, di adattare la posologia alla corporatura e alla risposta individuale. La posologia non deve superare i 32 mg al giorno.

Come misurare la glicemia

Per i bambini dai 7 ai 14 anni, la dose usuale è in genere di 4 mg (1 compressa o 10 ml) tre volte al giorno e può essere regolata, se necessario, a seconda della corporatura e della risposta individuale. Qualora si rendesse necessaria un'ulteriore dose giornaliera, questa deve essere somministrata preferibilmente prima del riposo notturno. La massima dose raccomandata è di 16 mg al giorno.

Per i bambini dai 2 ai 6 anni, la dose iniziale raccomandata è di 2 mg (mezza compressa o 5 ml) due o tre volte al giorno ed, in seguito, di adattare la posologia alla corporatura e alla risposta individuale. Un'eventuale ulteriore dose giornaliera che si rendesse necessaria deve essere somministrata prima del riposo notturno. La massima dose raccomandata è di 12 mg al giorno.

Non esiste uno schema posologico raccomandato per bambini di età inferiore ai due anni. L'assunzione di Periactin dopo i pasti può ridurre la comparsa di disturbi epigastrici o allo stomaco, come dolore, nausea o vomito. Per quanto riguarda lo sciroppo, si raccomanda l'impiego del misurino graduato presente nella confezione, poiché un cucchiaino da tè può contenere da 4 a 7 ml, evitando così potenziali errori nel dosaggio.

Controindicazioni e Precauzioni per l'Uso

Il medicinale è controindicato nei neonati e negli infanti prematuri (fino a 2 anni di età), durante l'allattamento, negli anziani e nei pazienti debilitati. Inoltre, non deve essere utilizzato nei soggetti con ipersensibilità al principio attivo, verso gli antistaminici o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

La ciproeptadina non deve essere usata per la terapia di un attacco asmatico acuto. Il farmaco è controindicato nei pazienti in trattamento con inibitori delle monoaminossidasi (IMAO), nei portatori di glaucoma, di stenosi piloroduodenale, di ipertrofia prostatica, di ostruzione del collo vescicale e di ulcera peptica stenosante. Se il paziente è affetto da porfiria, tenere presente che la ciproeptadina è classificata come possibile agente porfirogenico e deve essere utilizzata soltanto quando non esistono alternative più sicure.

diagramma che illustra i casi di controindicazione per l'uso di antistaminici

Il medicinale non è indicato nel trattamento delle affezioni delle basse vie aeree compresa l'asma bronchiale. Per i loro effetti anticolinergici, gli antistaminici devono essere impiegati con molta cautela in pazienti con una storia di asma, di malattie cardiovascolari, di ipertensione arteriosa, di pressione endooculare elevata e di ipertiroidismo, evitandone l'uso nei casi di maggior gravità.

Gli antistaminici possono diminuire la capacità di attenzione. Tuttavia, particolarmente nei bambini più piccoli, essi possono occasionalmente dare eccitazione. È importante sapere che, raramente, la terapia prolungata con antistaminici può causare discrasia ematica. L'uso degli antistaminici può mascherare i primi segni di ototossicità di certi antibiotici.

Interazioni con Altri Medicinali

Gli inibitori delle monoaminoossidasi (IMAO) prolungano ed intensificano gli effetti anticolinergici degli antistaminici. Pertanto, la somministrazione concomitante di inibitori delle monoaminoossidasi e antistaminici non è raccomandata. Gli antistaminici possono avere effetti additivi con alcool ed altri medicinali che deprimono il sistema nervoso centrale (SNC), come ad esempio ipnotici, sedativi, tranquillanti ed ansiolitici. È pertanto sconsigliata l'assunzione di alcool durante la terapia.

In merito alle interferenze con test diagnostici, la terapia con il farmaco deve essere interrotta prima di effettuare test di funzionalità ipofisaria che utilizzano la risposta dell'ormone della crescita (GH) alla ipoglicemia indotta dall'insulina. Il medicinale può causare un risultato falso-positivo per gli antidepressivi triciclici nelle urine o nel siero.

Effetti Indesiderati

Le reazioni avverse possono variare in frequenza e tipologia, interessando diversi organi e apparati. L'effetto indesiderato che si manifesta più frequentemente è la sonnolenza. Molti pazienti che inizialmente lamentano sonnolenza, superano tale inconveniente dopo i primi tre o quattro giorni di somministrazione continua.

Gli effetti collaterali più comuni includono disturbi del sistema nervoso centrale come sedazione, capogiri, difficoltà di coordinazione motoria, tremore, parestesie, neuriti, convulsioni, cefalea e sincope. Per quanto riguarda l'apparato gastrointestinale, possono verificarsi secchezza delle fauci, dolore epigastrico, anoressia, nausea, vomito, diarrea e stipsi. Possono manifestarsi inoltre disturbi psichiatrici come stato confusionale, irrequietezza, eccitazione, nervosismo e insonnia.

A livello oculare si possono riscontrare diplopia e offuscamento della visione, mentre per l'apparato cardiovascolare sono state segnalate palpitazioni, tachicardia, extrasistoli e ipotensione. Altri effetti comprendono secchezza di naso e gola, addensamento delle secrezioni bronchiali, ritenzione urinaria, dermatiti allergiche e variazioni di peso corporeo.

Gravidanza e Allattamento

Durante la gravidanza, il farmaco deve essere usato solo in caso di effettiva necessità e sotto diretto controllo del medico. In particolare, si tenga presente che l'impiego di antistaminici durante il terzo trimestre di gravidanza può provocare effetti indesiderati negli infanti prematuri e nei neonati, essendo questi particolarmente sensibili verso questi medicinali. Non è noto se il prodotto sia escreto nel latte umano e, a causa del rischio di reazioni avverse gravi nei neonati allattati al seno, una decisione deve essere presa se interrompere l'allattamento al seno o sospendere il medicinale, tenendo conto della rilevanza della terapia per la madre.

Conservazione e Smaltimento

Per quanto riguarda le compresse da 4 mg, non ci sono speciali precauzioni per la conservazione. Lo sciroppo, invece, non deve essere conservato a temperatura inferiore a + 10 gradi C. Non gettare alcun medicinale nell'acqua di scarico o nei rifiuti domestici; si consiglia di chiedere sempre al farmacista come smaltire correttamente i medicinali scaduti o non utilizzati, contribuendo così alla protezione dell'ambiente.

Composizione degli Eccipienti

Le compresse contengono lattosio, calcio fosfato, amido di patata e magnesio stearato. Lo sciroppo contiene saccarosio, glicerolo, alcool etilico, sodio benzoato, sodio saccarinato, essenza tutti frutti, essenza menta e acqua depurata. Si ricorda che lo sciroppo contiene 5 vol % di etanolo, aspetto da considerare in soggetti con patologie epatiche, epilessia o in altre condizioni di rischio.

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