Comprendere il pianto notturno nel neonato: cause, dinamiche e consigli pratici

Il sonno dei bambini appena nati è motivo di apprensione per moltissimi neo genitori, i quali non capiscono perché il neonato pianga nel sonno, oppure si agiti o si mostri irrequieto. Il suono di un neonato che piange è un vero e proprio richiamo per i suoi genitori: prima o poi tutti ci sono passati perché, almeno per il primo anno di vita, è l’unico modo che hanno i nostri piccoli per farci capire le loro necessità. Se il neonato piange nel sonno, non per questo significa che c’è qualcosa che non va: le cause possono essere molte. Bisogna sempre ricordare che i neonati non hanno ancora cicli veglia/sonno ben definiti e che le loro ore di sonno sono molto diverse da quelle degli adulti.

rappresentazione stilizzata del ciclo del sonno infantile

Lo sviluppo neurologico come base dell'irrequietezza

In molti casi, l'irrequietezza durante il riposo è collegata al loro fisiologico sviluppo cerebrale. È proprio durante la fase REM, la quale dura circa venti minuti, che avviene il maggior sviluppo neurocognitivo dei piccoli. I neonati che si agitano nel sonno, quindi, stanno attraversando un momento di maturazione cerebrale fondamentale per la loro crescita e, per questo motivo, non vanno disturbati, né tanto meno svegliati. Se il neonato si dimena nel sonno, muove le braccia e le gambe compiendo degli scatti e si mostra particolarmente agitato, si tratta di un fenomeno perfettamente normale in quanto è collegato alla sua maturazione cerebrale.

Nelle prime settimane di vita, il sonno è caratterizzato da un'alternanza tra fase REM e non REM molto serrata: le conseguenze possono essere un neonato che si lamenta durante il sonno, oppure la presenza di movimenti convulsi o sussultori. Ciò rientra nella normalità. Il sonno disturbato nel neonato può anche essere causato da una particolare condizione detta "mioclono benigno", la quale si verifica in genere durante il primo anno di vita del bambino. Essa si manifesta con agitazione, irrequietezza e con la presenza di movimenti convulsi, i quali solitamente tendono a scomparire a partire dal decimo mese di vita. Sebbene esso non abbia particolari conseguenze sullo sviluppo fisico e neurologico del bambino, gli impedisce di riposare con tranquillità, rendendolo maggiormente nervoso e irritato.

Il cambiamento a 11 mesi: evoluzione ed emotività

A 11 mesi, molti bambini attraversano una fase di grandi cambiamenti sul piano neurologico ed emotivo: lo sviluppo motorio (camminare, gattonare), il linguaggio, la crescita dell’autonomia e l’ansia da separazione possono riflettersi proprio durante la notte, quando la mente rielabora le esperienze vissute. Il fatto che abbiate una buona routine è un’ottima base. Continuate così, cercando di mantenere ritmi regolari e un ambiente sereno prima della nanna. Se i risvegli sono molto ravvicinati e frequenti, provate a osservare con attenzione come piange: è un pianto disperato, da dolore, o più un lamento da disorientamento? Vi suggerisco di accoglierla con calma e dolcezza, cercando di rassicurarla senza stimolarla troppo.

Cause fisiche e ambientali del pianto notturno

Il sonno può subire profonde modificazioni nel corso dei vari mesi di vita di un bimbo. Se il neonato si gira e rigira nel sonno, le cause sono prevalentemente di tipo esterno o legate a bisogni primari non ancora soddisfatti. Tra le cause principali per le quali un neonato piange nel sonno troviamo:

  • Fame o sete: Spesso un neonato che piange nel sonno ha semplicemente fame ma lo stimolo non è sufficiente a farlo svegliare completamente.
  • Sogni e incubi: Si inizia a sognare prestissimo, addirittura quando si è ancora nel grembo materno. Non sempre i sogni sono piacevoli, come per tutti.
  • Dentizione: Un periodo difficile che tormenta i piccoli anche di notte. Molto spesso, porta i bambini in tenera età a piangere nel sonno o a lamentarsi, anche se non sempre a svegliarsi.
  • Condizioni ambientali: Il piccolo mentre dorme ha freddo o caldo, oppure avverte un altro senso di sconforto fisico. Questo è uno dei casi più comuni, perché spesso per eccessivo senso di protezione si tende a “coprire” i bambini piccoli più del necessario.

schema dei fattori che influenzano la qualità del sonno

L'allestimento dell'ambiente del sonno

Per garantire un riposo sereno, consigliamo sempre di fare attenzione all’allestimento del lettino dei bambini. Fin dai due-tre anni, consigliamo di dotare il letto dei bambini di materassi per bambini ergonomici adeguati, dotati di una struttura che si adatti al loro corpo in crescita e costituito quanto più possibile da materiali organici e certificati. Il materasso per bambini Switch®️, per la sua fodera, utilizza solo cotone certificato Oeko Tex®️ 100 di Classe 1, specifico per l’uso nell’infanzia. Questo conferisce al materasso tre caratteristiche: è anallergico, delicato sulla pelle e termoregolatore, aiutando a restare freschi d’estate e caldi in inverno.

Gestione dei disturbi specifici

Alcuni disturbi possono interferire con il sonno del bambino. Tra questi figurano:

  1. Coliche: Uno dei problemi più comuni nei neonati, che provocano fastidio e insonnia.
  2. Reflusso gastrico: Il bimbo deve abituarsi ai cibi che assume tramite la mamma o al latte artificiale, per cui può succedere che soffra di reflusso. In questo caso, affidati sempre al consiglio del proprio pediatra.
  3. Vie respiratorie ostruite: Assicurati che il tuo bimbo non abbia il naso tappato da raffreddore o tosse.
  4. Sistema nervoso sovraccaricato: Il bimbo è messo di fronte a tantissimi stimoli durante la giornata, e questo richiede un impegno e una costante elaborazione dell’apprendimento.

Per i bambini che non manifestano un disturbo specifico, i genitori possono ricorrere a svariate strategie per consolare il piccolo: tenerlo in braccio, cullarlo delicatamente, fargli ascoltare rumori piacevoli (come il rumore della pioggia o un aspirapolvere), utilizzare il ciuccio o avvolgerlo in fasce (il cosiddetto swaddling).

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Quando è necessario rivolgersi a uno specialista

In oltre il 95% dei casi non è presente alcun disturbo medico specifico responsabile del pianto eccessivo. Tuttavia, in meno del 5% dei casi il pianto eccessivo è causato da un disturbo medico. Alcuni sintomi sono causa di preoccupazione e suggeriscono la presenza di un disturbo medico: difficoltà respiratoria, ecchimosi o gonfiore cranico, movimenti anomali o contrazioni, estrema irritabilità e febbre in un bambino di età inferiore a 8 settimane. I bambini vanno subito sottoposti a visita medica in caso di segni allarmanti, se vomitano, se hanno smesso di mangiare o se i genitori notano gonfiore addominale, arrossamento o qualsiasi comportamento insolito. Se la situazione persiste o si aggrava, potrebbe essere utile un confronto più approfondito per valutare insieme abitudini, ambiente del sonno e eventuali altri segnali sottili.

Quando un bambino piange eccessivamente senza un motivo apparente, i genitori possono sentirsi esausti e stressati. L’assistenza emotiva da parte di amici, familiari, vicini e medici può essere utile ai genitori. Se si sentono frustrati, devono prendersi una pausa dal bambino che piange, lasciandolo in un luogo sicuro per qualche minuto. Questa strategia può aiutare i genitori a staccare e contribuisce a prevenire gli abusi. Ricordate sempre che il vostro profumo, la vostra voce e la vostra tranquillità bastano solitamente a rendere il piccolo più calmo e sicuro.

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