Perché una Gatta Mangia i suoi Gattini Dopo il Parto: Cause e Comportamenti Istintivi

La nascita di nuovi gattini è un evento gioioso e atteso, ma a volte può portare con sé comportamenti inaspettati e sconvolgenti per i proprietari, come il cannibalismo. La domanda "perché gatta mangia gattini dopo parto cause" spesso crea confusione, poiché gli animali, e in particolare le gatte, hanno un istinto materno molto sviluppato. Molte persone conoscono la situazione in cui, dopo la nascita dei gattini, la madre diventa aggressiva e protettiva nei confronti della prole. In realtà, dietro a questo comportamento estremo e apparentemente crudele, si celano ragioni profonde, spesso legate alla sopravvivenza e all'istinto naturale. Non si tratta di crudeltà, ma di istinto di sopravvivenza, ed è una forma di selezione naturale.

Quando un animale di qualsiasi specie mangia un proprio simile, siamo di fronte al fenomeno conosciuto come cannibalismo. Anche se per noi è una parola forte, si tratta di un comportamento più che normale in natura. Questo articolo esplorerà le diverse cause che possono portare una gatta a mangiare i propri gattini, analizzando fattori biologici, ambientali, ormonali e patologici, al fine di offrire una comprensione più approfondita di questi complessi comportamenti materni.

L'Implacabile Legge della Selezione Naturale

Il fattore evolutivo noto come selezione naturale, appreso dai programmi di biologia scolastici, è spesso la ragione principale per cui i gatti uccidono i loro cuccioli. Gli animali sono i loro stessi diagnostici. Durante la gravidanza, gli animali non vengono sottoposti a screening per anomalie genetiche, quindi solo dopo la nascita dei gattini possiamo valutare la salute della cucciolata. Una madre vede immediatamente quale dei suoi gattini nasce malato, quindi cerca di liberarsene il più rapidamente possibile.

Può capitare che dei cuccioli nascano con alcune malattie o siano semplicemente più deboli degli altri e, anche se noi non siamo capaci di vederlo, la madre se ne accorge con l'olfatto. Nel primo caso, mamma gatta mangia i cuccioli per evitare che contagino il resto dei piccoli. La stessa cosa avviene se il gattino nasce morto. Lo stesso succede con i gattini più deboli. In quasi tutte le cucciolate, soprattutto quelle da 5-6 gattini, alcuni sono più grandi e forti, mentre altri più piccoli e deboli. In questo caso è possibile che la mamma “elimini” il piccolo che sa già non sopravvivrebbe, in modo da non sprecare energie preziose che così potrà devolvere completamente alla cura ed all’allattamento degli altri gattini. Sembra una selezione crudele, in realtà non c’è nulla di più naturale. In natura, una gatta abbandona semplicemente i suoi gattini, ma in cattività mangia i gattini appena nati. Perché non può semplicemente abbandonarli e non nutrirli? La risposta a questa domanda risiede ancora una volta nel forte senso di responsabilità nei confronti della prole.

Gatta con gattini, uno più piccolo e debole

Mancanza di Latte e Scarsità di Risorse

Un'altra causa significativa di comportamento inappropriato è la mancanza di latte. In questo caso, la madre decide quali gattini tenere e quali uccidere, poiché non può sprecare il latte, così prezioso per i gattini sani, con un fratello debole e malato. Specialmente in caso di cucciolate numerose, probabilmente alcuni piccoli saranno più forti e robusti di altri. La gatta, percependo l'insufficienza di risorse nutritive, opera una selezione per garantire la sopravvivenza dei gattini più robusti e con maggiori probabilità di crescere sani. Questo è un meccanismo puramente istintivo volto a ottimizzare le possibilità di sopravvivenza della specie, sacrificando i membri più deboli per il bene del gruppo.

🍼 Dolce Allattamento del Cucciolo Appena Nato, da Parte della Mamma Gatto 🐱 nella sua Cuccia

Stress e Interferenze Umane: Un Fattore Critico

Non importa quanto un proprietario si prenda cura della sua gatta e dei suoi gattini, un essere umano sarà sempre un'eccedenza in una famiglia felina. Alcuni animali sono estremamente sensibili al contatto umano con i loro neonati. Un odore estraneo può distruggere completamente il loro istinto materno. Un gattino che è stato maneggiato da un essere umano può essere percepito come un estraneo e potrebbe essere scartato. Questa situazione è particolarmente delicata, poiché l'intenzione del proprietario è spesso quella di aiutare, ma l'azione può avere conseguenze devastanti.

Quando sente che sta per partorire, la madre sceglie il posto che ritiene più comodo, adatto e sicuro. Sebbene si tratti di un gatto domestico, il parto ed i primi giorni di vita dei cuccioli sono momenti particolarmente delicati per la mamma ed i piccoli. È quindi importante lasciare gli animali il più tranquilli possibile, evitare assolutamente di spostare i cuccioli anche se quello scelto dalla mamma non ci sembra un luogo adatto, evitare di manipolarli o toccarli spesso. Se possibile poi cerchiamo di mantenere l’ambiente circostante poco rumoroso e tranquillo, o la mamma potrebbe addirittura sopprimere i piccoli temendo che si trovino in un ambiente pericoloso, in particolar modo se in casa ci sono altri animali.Una gatta domestica, di solito, non uccide i cuccioli perché è stressata, ma non bisogna scartare quest'ipotesi a priori. Tuttavia, se nel corso della gravidanza la gatta vive in un ambiente rumoroso e in cui c'è molta confusione, oppure la soffochi con troppe attenzioni, può iniziare a soffrire di stress e ansia. Tale nervosismo non interessa solo se stessa e la sua sicurezza, poiché teme soprattutto che possa succedere qualcosa ai piccoli, come per esempio che qualcuno glieli prenda o che siano vittima di predatori. In alcuni casi tale ansia porta a conseguenze estreme, per cui mamma gatta mangia i cuccioli.

Ruolo degli Ormoni e Inesperienza delle Primipare

L'istinto materno, sebbene forte, è anche influenzato da fattori ormonali e dall'esperienza della gatta. Gli studi hanno dimostrato che le neomamme, ovvero le gatte al loro primo parto (le cosiddette "primipare"), sono le più aggressive nei confronti della prole. Ciò è dovuto ai cambiamenti ormonali, che fanno sì che l'egoismo prevalga sull'istinto materno. Questo accade più spesso con gli animali domestici. L'amore di un animale domestico è il suo scopo nella vita, quindi condividerlo con un'altra persona non è qualcosa che nessuno vorrebbe fare, nemmeno se si trattasse del proprio figlio. Sono tutti fattori che interessano principalmente le gattine che affrontano la prima gravidanza poiché lo stress è talmente elevato da annullare l'istinto materno.

Un altro dei motivi per i quali la gatta mangia i gattini è la mancanza di istinto materno. In questo caso alla gatta non interessa accudire i piccoli oppure non sa come farlo, per cui l'unica cosa che sente di fare è liberarsene abbandonandoli o, nel peggiore dei casi, mangiandoli.Il legame tra mamma gatta ed i suoi cuccioli si basa moltissimo sull’olfatto e sugli ormoni. Questo spiega anche perché i gatti mangiano i propri gattini nati con parto cesareo. L'istinto gioca un ruolo fondamentale in questo caso: senza un parto naturale, non si attiva l'istinto materno. Se ad esempio la gatta ha partorito con un cesareo, nel suo organismo non vengono prodotti gli ormoni legati alla maternità che invece entrano in circolo nel corpo della gatta quando partorisce in maniera naturale. Questo potrebbe provocare una specie di non riconoscimento, in quanto niente dice alla mamma che quei piccoli sono proprio i suoi. È allora possibile che la gatta non li voglia, li abbandoni o li uccida.

Gatta madre che allatta gattini

L'Influenza dei Gatti Maschi

A volte i padri si comportano in modo ancora più strano delle madri. Sebbene meno comune nelle gatte domestiche dove i maschi sono spesso separati dalle femmine e dalla prole, è importante considerare il loro ruolo. Competizione per l'attenzione di una gatta. I gatti maschi capiscono che la "femmina" sarà completamente assorbita dalla sua prole dopo il parto, quindi fanno tutto il possibile per sbarazzarsi dei rivali. La lotta per il predominio è un altro fattore: proprio come le gatte determinano la vitalità dei loro cuccioli, i gatti maschi distinguono nettamente tra gattini dello stesso sesso. Eliminare il leader, il maschio alfa, è l'obiettivo del gatto maschio. Anche se più frequente sentire storie di gatti maschi che mangiano i cuccioli appena nati (per liberarsi di potenziali rivali), mangiare uno o più piccoli è possibile anche per la madre.

Gatto maschio che interagisce con gattini

Complicazioni Mediche e Dolore: Un Nemico Silenzioso

Alcune condizioni mediche possono causare un tale disagio alla madre da indurla a rifiutare o persino a eliminare i suoi gattini. Il dolore può essere talmente forte che la gatta può anche arrivare a rifiutare i cuccioli o addirittura a mangiarli e ucciderli pur di non soffrire. Un eventuale simile problematica è molto difficile da riconoscere per noi, ma se notiamo che la mamma diventa aggressiva con i cuccioli o li allontana fisicamente quando si avvicinano, possiamo sospettare un problema del genere.

Mastite

La mastite è un'infiammazione delle ghiandole mammarie, comune in molti mammiferi. Può verificarsi sia all'inizio che alla fine del periodo di lattazione. Può essere mortale per la madre e i cuccioli, ma se viene riconosciuta in tempo si può curare facilmente. Il problema principale è che è molto dolorosa per la gatta, soprattutto quando deve allattare. Possono essere causa di predisposizione alla mastite la presenza di ostruzioni in un dotto della ghiandola mammaria, condizioni di vita poco igieniche, o una temperatura insufficiente della zona dove vive la gatta. La secrezione del latte è stimolata direttamente dalla suzione dei piccoli. Più grande è la cucciolata più sarà il latte prodotto dalla ghiandola mammaria, e anche inversamente, se la cucciolata è di un solo gattino, ci sarà pochissimo latte, abbastanza per un solo gattino.Ecco perché lo svezzamento dovrebbe essere graduale, altrimenti le ghiandole della gatta possono diventare troppo piene e doloranti, e l’ingorgo mammario può dar luogo ad una mastite. Se la cucciolata è grande, si possono svezzare prima alcuni gattini (i più grandi e avanti nella crescita) e gli altri dopo qualche giorno. In questo modo la gatta comincerà gradualmente a produrre meno latte. All’inizio della lattazione, si può avere mastite se per disgrazia i gattini muoiono dopo la nascita.

I segni di mastite in una gatta sono la depressione, la letargia, perdita di appetito, febbre e rifiuto di nutrire o occuparsi dei gattini. Una o più ghiandole appaiono gonfie, di colore rosso, dure e dolenti; il latte può essere striato di sangue, giallo o a fiocchi. Dopo che l’infiammazione comincia, i gattini stessi rifiutano di nutrirsi dalla ghiandola infettata, il latte rimane nella ghiandola, mantenendo così il problema. Nelle ghiandole mammarie infettate si possono sviluppare ascessi che, se non trattati, diventano cancrenosi. Se si sviluppano ascessi la gatta diventerà anoressica, febbricitante e si avrà oltre che dolore e rigonfiamento nella ghiandola, una zona violacea di pressione del pus accumulato. La mastite purulenta è pericolosa per i gattini, quindi è necessario nutrirli artificialmente. Le gatte con mastite cronica possono vomitare, avere diarrea e non mostrare però i segni normali della malattia.

Mammelle infiammate di gatta

Diagnosi e Trattamento della Mastite

Molte volte la diagnosi di mastite è basata sulla storia clinica, sui risultati dell’esame fisico e sulla risposta alla terapia.L’analisi del latte è la prova diagnostica più certa. Il latte valutato microscopicamente avrà un conteggio di cellule bianche elevato (superiore a 3000 cellule/mcl). Il tipo predominante delle cellule del liquido dovrebbe essere neutrofili degenerati (globuli bianchi che combattono le infezioni batteriche). Spesso sono presenti batteri liberi o all’interno dei globuli bianchi saranno notati. A volte può non esserci abbastanza latte per fare diagnosi, allora si può fare un aspirato dalla ghiandola e valutare il liquido recuperato (solitamente, soltanto una piccola quantità di liquido). La coltura del latte o dello scolo della ghiandola è un’altra prova utile nella determinazione della terapia antibiotica adatta. Si coltiva il liquido in laboratorio su terreni di supporto appositi per vedere lo sviluppo dei batteri che stanno causando l’infezione e così può essere provata l’efficacia di vari antibiotici. Un profilo biochimico è indicato per valutare la funzionalità degli altri organi del corpo.

Il trattamento dipende dalla gravità della mastite. A volte un massaggio delicato, l’applicazione di compresse di garza calde insieme a drenaggio del latte può essere abbastanza. Nei casi più complicati gli antibiotici sono essenziali, in prima istanza antibiotici a vasto-spettro, per esempio, amoxicillina-acido clavulanico, o una cefalosporina, e poi eventualmente mirati con una coltura di latte. Gli ascessi dovranno essere incisi e svuotati.

Ritenzione delle Membrane Fetali

A volte può capitare che una gatta non riesca ad espellere la parte finale delle membrane fetali dopo che il parto sembra essere terminato. La gatta probabilmente mostrerà segni di irrequietezza e di disagio addominale e potrà essere poco disposta a sdraiarsi con i suoi gattini e prendersene cura durante le 24-72 ore dopo parto. Il suo appetito probabilmente sarà scarso e si potranno avere perdite vaginali brunastre. Il trattamento per questa condizione è la copertura antibiotica a vasto-spettro, mentre l’uso di prostaglandina F2-alpha può contribuire ad indurre l’espulsione delle membrane ritenute. Questo disagio fisico può facilmente portare la gatta a trascurare i suoi piccoli o, in casi estremi, a eliminarli.

Prolasso dell'Utero

Il prolasso uterino consiste nella protrusione o fuoriuscita di un corno uterino rovesciato che sporge dalla vulva. Accade raramente, e si presenta come emergenza acuta post parto, specialmente in un parto lungo e/o di parecchi cuccioli. La protrusione dell’organo è molto evidente, in forma di una formazione sferica o tubolare di colore rosso vivo che esce dalla vulva, la gatta manifesta disagio malgrado il completamento del parto. Il trattamento è chirurgico immediato, poiché se si ritarda a trattare il problema la gatta diventerà velocemente acuta, collassata e letargica, e si può rischiare una rottura uterina. Una condizione così dolorosa e grave rende estremamente improbabile che la gatta possa occuparsi adeguatamente dei suoi gattini.

Tetania da Lattazione

La tetania da lattazione si può verificare durante, o in qualunque momento dopo, il parto. I casi prima del parto sono ben noti nella cagna, mentre nella gatta, la maggior parte dei casi sono registrati più avanti nella lattazione, tipicamente da 17 giorni a otto settimane dal parto. Il trattamento deve essere rapido tramite l’iniezione endovenosa di soluzioni di calcio, e ciò determina un recupero spettacolare delle condizioni della gatta. Può essere anche necessario un trattamento a seguire con iniezioni sottocutanee di soluzioni di calcio ai fini di un completo recupero. I gattini dovrebbero essere rimossi dalla madre e svezzati, se abbastanza grandi, oppure supportati con un’alimentazione supplementare. Alle gatte che ne sono state affette dovrebbe essere permesso soltanto di allevare solo un piccolo numero di gattini a qualunque parto successivo. Anche questa condizione, causata da uno squilibrio di calcio, può portare a comportamenti anormali e a un disinteresse per la prole.

Il Comportamento Naturale di Consumo della Placenta

Dopo la nascita, gli animali mangiano sempre la placenta e i gattini morti. A volte, a causa dello shock, l'organismo dell'animale subisce un malfunzionamento e la neomamma scambia il gattino morto per uno vivo o si lascia trasportare dalla placenta e mangia anche il gattino. Per evitare che ciò accada, il proprietario dovrebbe essere nelle vicinanze.

La gatta che mangia la placenta dopo il parto deve tenere a mente il numero preciso di quelle espulse. O forse è meglio che a questo pensiamo noi. Infatti, se anche soltanto una rimane all’interno dell’organismo possono subentrare dei disturbi di una certa entità, alcuni di essi possono essere anche fatali. Sul perché, dopo aver dato alla luce i propri cuccioli, la mamma ingerisca la placenta c’è ancora un po’ di confusione e si parla ancora di ipotesi. In realtà, la placenta di un cucciolo - vale per i gatti, i cani e i mammiferi in generale - è un organo vascolare temporaneo che ha origine dall’apparato riproduttivo femminile. Si tratta di un mix di tessuti, una parte originati dall’embrione e dall’altra dalla madre. Ha il compito di fare da barriera di separazione tra l’ambiente amniotico e quello del feto. Grazie alla placenta, il cucciolo, durante le settimane che rimane nella pancia della propria mamma, è in grado di ricevere l’ossigeno e le sostanze nutritive che servono a farlo star bene e mantiene una corretta temperatura corporea.

Placenta felina

Sempre addentrandosi nel campo delle ipotesi, c’è chi crede che possegga livelli elevati di prostaglandine, una sostanza che sarebbe in grado di stimolare il processo di pulizia e aiutare l’utero a tornare alla dimensione che aveva prima della gestazione. Un’altra teoria vuole che il consumo della placenta abbia uno scopo legato alla sopravvivenza. La gatta mangia la placenta dopo il parto, forse, per questioni legate alla vita allo stato brado. Inoltre, pare che questi tessuti abbiano un alto contenuto proteico che avrebbe degli effetti positivi sulla ripresa e sulla salute in generale della nostra piccola palla di pelo. Ecco, per esempio, che potrebbe essere spiegata la ragione per cui la mamma gatta non sente l’esigenza di cacciare e di nutrirsi. La pratica appena descritta ha delle ragioni di esistere, come abbiamo già specificato non c’è nulla che gli animali facciano senza una ragione specifica.La placenta viene mangiata da mamma-gatta, in quanto è ricca di sostanze nutritive; i primi giorni di vita dei cuccioli rimane infatti costantemente con loro.

Anche sul fatto, però, che dobbiamo lasciare che mamma gatta mangi la placenta non ci sono delle risposte chiare e univoche. Alcuni proprietari, per esempio, permettono alla propria gattina di mangiarne una, massimo due, ma non lo fanno con tutte quelle a disposizione. Questo perché sono stati rilevati casi di diarrea dopo questa pratica. La scelta spetta soltanto a noi, ma il consiglio è sempre quello di avvalersi del parere dello specialista. Lui - avendo maggiore competenza, più esperienza e un quadro clinico completo - può dirci qual è la soluzione migliore per salvaguardare la salute della gatta e quella dei suoi cuccioli. In definitiva ecco perché la gatta mangia la placenta dopo il parto. Questo comportamento, infatti, rientra tra gli istinti che fanno parte della nostra piccola palla di pelo e che fanno parte del suo dna. Il grado di addomesticamento, ovviamente, fa molto rispetto a determinate pratiche. Se la nostra amica a quattro zampe, invece, vive in semilibertà e ha una maggiore autonomia, magari determinate abitudini vengono rispettate in maniera più puntuale.

Che Cosa Fare in Caso di Cannibalismo

Dei gattini piccoli che stanno per nascere sono spesso motivo di allegria ma allo stesso tempo nervosismo in casa. Di sicuro tutti aspettano impazienti l'arrivo dei nuovi membri della famiglia felina, ma spesso non va tutto come ci si aspetta. Per esempio, può capitare che la gatta abbandoni i cuccioli appena nati, rifiutandoli, o addirittura che se li mangi.Innanzitutto, mantieni la calma. Può essere una situazione preoccupante e sgradevole per gli esseri umani, ma non bisogna umanizzare la gatta, che si comporta seguendo il proprio istinto. Come abbiamo visto, se ha questa reazione è per un motivo ben preciso, anche se per noi non è così evidente.Cerca di capire il perché: analizza uno per uno i motivi che spingono un gatto a mangiare i cuccioli e che abbiamo esposto nell'articolo, considera se rilevi problemi di salute, stress o altre condizioni che interessano i gattini.

Per evitare che ciò accada o per cercare di salvare più cuccioli possibile, osserva il comportamento della gatta dopo il parto: se è evidente che non ha istinto materno e capisci che la vita dei piccoli è in pericolo, dovrai prendertene cura tu. Prenditi cura dei cuccioli sopravvissuti: se sei riuscito a salvare dei micetti dovrai prendertene cura. In ogni caso ti consigliamo di portarlo dal veterinario per sapere con esattezza come accudirlo. Se la gatta ha eliminato l’intera cucciolata, non possiamo fare altro. Ricordiamo sempre che si tratta di un comportamento istintivo e diffuso in natura, pertanto cerchiamo di non lasciarci influenzare da questo nel rapporto con la nostra micia. Un po’ di tempo e tante coccole, insieme alla consapevolezza che il mondo animale e quello umano sono diversi, ci aiuteranno a superare questo momento difficile della relazione.

Se possibile è utile ragionare sugli avvenimenti del periodo del parto e del post parto, in modo da cercare di capire quali possano essere state le cause del gesto. Se la gatta ha mangiato tutti i cuccioli e te ne sei accorto troppo tardi, il consiglio migliore che possiamo darti è sterilizzare la gatta per evitare che resti nuovamente incinta e che ci siano questi triste inconvenienti. Questo articolo è puramente informativo, da AnimalPedia non abbiamo la facoltà di prescrivere trattamenti veterinari né realizzare alcun tipo di diagnosi. Per qualsiasi altra informazione, sulla gestazione e sul parto della gatta, è sempre preferibile che ci si affidi al proprio veterinario di fiducia.

Sviluppo dei Gattini e Cura Materna

I gattini appena nati sono ciechi e parzialmente sordi, non possono regolare la loro temperatura corporea e non sono autonomi ad eliminare i bisogni fisiologici, per questo mamma-gatta li lecca in modo molto intenso per stimolare la respirazione, la digestione, il metabolismo e l’eliminazione. Per le prime 3-4 settimane mamma-gatta tenderà a rimanere con i piccoli più del 70% del suo tempo, per prendersi cura di loro, poi piano piano andrà a diminuire per arrivare circa al 16% intorno alla quinta settimana.Verso la terza settimana i gattini iniziano a mettere i denti da latte e la poppata comincia a diventare man mano dolorosa. L’inizio dello svezzamento parte intorno ai 40 giorni di vita dei cuccioli, quando mamma-gatta comincia ad educarli alla caccia. Mamma-gatta insegna ai cuccioli ad es. come lavarsi, come coprire i bisogni, a cacciare ed a diventare un gatto adulto equilibrato. La frustrazione da svezzamento, quando mamma-gatta allontana il cucciolo che cerca ancora di prendere il suo latte, è un passaggio fondamentale per l’equilibrio psicologico del gattino. Queste tecniche educative non hanno il fine di “aggredire” il cucciolo nel vero senso della parola, ma di educarlo ed infatti sono sempre seguite da comportamenti di cura, leccamento e sfregamenti. Il monitoraggio attento di questi processi può aiutare i proprietari a identificare precocemente eventuali anomalie nel comportamento materno.

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