Per la salute delle donne, la gravidanza extrauterina è un duro colpo. La questione di un possibile concepimento in futuro rende nervosi quasi tutti coloro che hanno dovuto affrontare questa complicanza. È particolarmente importante valutare le prospettive e i rischi per quelle donne che pianificano la fecondazione in vitro o l'Iniezione Intracitoplasmatica di Spermatozoi (ICSI), in quanto, sebbene la percentuale di tali situazioni sia bassa, essa si presenta comunque nella pratica generale dell’inseminazione artificiale.
La Gravidanza Extrauterina: Una Panoramica Generale
Normalmente, un uovo maturato nell’ovaio lo lascia e si muove lungo la tuba di Falloppio, il cui percorso naturale è verso la cavità uterina. La fecondazione si verifica al momento di spostamento dell’uovo attraverso una delle tube. Se tutto va bene, una cellula fecondata diventa un embrione e prosegue il suo viaggio per impiantarsi nell'utero. A volte, la situazione si sviluppa in un modo diverso. Quando un uovo fecondato non riesce a raggiungere la cavità uterina in tempo, si verifica una gravidanza extrauterina.
Questa condizione, conosciuta anche come gravidanza ectopica, consiste nell'impianto dell'embrione in sedi diverse dalla cavità uterina. La gravidanza extrauterina è una delle principali cause di morte ostetrica, evidenziando la sua serietà. Più del 90% delle gravidanze ectopiche avviene nelle tube di Falloppio, rendendola la forma più frequente. Tuttavia, l’embrione si può impiantare anche nel collo dell’utero (gravidanza ectopica intrauterina), nelle ovaie od all’interno dell’addome (gravidanza addominale). Le gravidanze addominali sono rarissime e spesso vengono diagnosticate solo in fase già avanzata. Un esempio visivo di questa anomalia è dato dall'immagine di una tuba di Falloppio appena rimossa, con una camera gestazionale e un embrione che hanno già perforato la tuba, una situazione che porta la donna in pronto soccorso con dolori intensi e grande quantità di sangue nell’addome, nonostante un test di gravidanza positivo.

Le gravidanze extrauterine riguardano una percentuale tra l’1% e il 2% dei concepimenti naturali. Questa variabilità è legata soprattutto all’età media della popolazione presa in esame, poiché il rischio è sensibilmente maggiore in caso di età più avanzata. La diagnosi di gravidanza extrauterina, il caso più frequente di gravidanza ectopica, di solito coglie di sorpresa la paziente e spesso costituisce un vero e proprio trauma. Tristezza, rabbia, senso di colpa e depressione sono le emozioni negative che accompagnano questa diagnosi, e devono essere riconosciute ed espresse, poiché rappresentano un aspetto cruciale della gestione complessiva della paziente.
Cause e Fattori di Rischio della Gravidanza Extrauterina
Diverse condizioni possono aumentare il rischio di una gravidanza extrauterina, compromettendo il normale trasporto dell'ovulo fecondato verso l'utero. Tra i fattori principali vi sono:
- Danno tubarico: Le tube di Falloppio possono essere danneggiate da infezioni pelviche precedenti (come la malattia infiammatoria pelvica), interventi chirurgici (come la miomectomia, che può causare aderenze), o condizioni come l'endometriosi. Questi danni possono alterare la motilità ciliare o causare ostruzioni parziali, impedendo all'embrione di progredire. Come spiegato dalla Dott.ssa Marta Trullenque, specialista dell’équipe medica della Clinica Eugin, "Alcuni interventi medici, infezioni o la stessa endometriosi possono colpire le tube ed essere la causa di difficoltà nella gestazione o dar origine a una gravidanza ectopica".
- Aderenze: Tessuto cicatriziale, spesso dovuto a interventi chirurgici o infezioni, può formarsi intorno alle tube, ostacolando il loro normale funzionamento. Una paziente ha riferito che la causa della sua gravidanza tubarica e della successiva asportazione della tuba sinistra era attribuita ad aderenze dovute a un pregresso intervento di miomectomia.
- Precedenti gravidanze extrauterine: Le donne che hanno già avuto una gravidanza ectopica hanno un rischio maggiore di averne un'altra. Questo è un dato ricorrente nelle testimonianze dei pazienti e nelle risposte dei professionisti, che sottolineano come "la probabilità d´avere una altra gravidanza estrauterina é molto alto" per chi ha già avuto episodi.
- Età materna avanzata: Come già accennato, l'età media della popolazione presa in esame è un fattore rilevante, con un rischio sensibilmente maggiore in caso di età più avanzata.
- Fumo: Il fumo è un noto fattore di rischio per i problemi tubarici.
- Dispositivi intrauterini (IUD): Sebbene rari, possono esserci casi di gravidanza ectopica con IUD, anche se questi dispositivi prevengono principalmente le gravidanze intrauterine.
- Anomalie congenite delle tube: Raramente, le tube possono presentare malformazioni dalla nascita che ne compromettono la funzione.

È importante comprendere che la presenza di uno o più di questi fattori non garantisce una gravidanza extrauterina, ma aumenta la probabilità che si verifichi.
Sintomi e Diagnosi di una Gravidanza Ectopica
La diagnosi precoce di una gravidanza extrauterina è fondamentale per prevenire gravi complicanze, inclusa la rottura della tuba e l'emorragia interna, che può mettere a serio rischio la vita della donna. Fortunatamente, la maggior parte delle gravidanze ectopiche viene ora diagnosticata in una fase iniziale, spesso addirittura prima che la paziente inizi a manifestare sintomi gravi o complicazioni permanenti.
I sintomi possono essere molto variabili e non sempre evidenti:
- Dolore addominale: Questo è uno dei sintomi più comuni. Colpisce in genere un solo lato della pancia e può comparire gradualmente o in modo più improvviso. Può persistere nel tempo o andare e venire più volte. Una donna ha riferito di "molti dolori addominali, alla schiena e alla gamba destra" prima della diagnosi.
- Sanguinamento vaginale anomalo: Il sanguinamento vaginale è in genere diverso da una normale mestruazione; tende a comparire a fasi alterne, si presenta acquoso e di colore marrone scuro. In alcuni casi in cui la donna non sa di essere incinta, può essere scambiato per un flusso mestruale anomalo e ritardare quindi la diagnosi, con un peggioramento della prognosi.
- Ritardo mestruale o amenorrea: Anche se il sanguinamento può essere presente, la donna potrebbe comunque notare un ritardo nel ciclo mestruale.
- Altri sintomi di gravidanza: Nausea, tensione mammaria, stanchezza possono essere presenti, rendendo difficile distinguere inizialmente una gravidanza ectopica da una normale gravidanza intrauterina.
La diagnosi si basa su:
- Test di gravidanza: Un test positivo (urine o sangue) indica la presenza di gonadotropina corionica umana (hCG).
- Dosaggio seriale della beta-hCG: Nelle gravidanze uterine normali, i livelli di beta-hCG raddoppiano tipicamente ogni 48-72 ore. Nelle gravidanze extrauterine, l'aumento è spesso più lento o i livelli possono diminuire.
- Ecografia transvaginale: Questo è lo strumento diagnostico più importante. Permette di visualizzare l'utero per confermare l'assenza di una gravidanza intrauterina e, idealmente, di individuare la sede della gravidanza ectopica (es. una massa annessiale con battito cardiaco embrionale). Le gravidanze ectopiche si individuano attraverso un’analisi del sangue e un’ecografia.
- Laparoscopia diagnostica: Per confermare la diagnosi di gravidanza extrauterina in alcuni casi è necessaria la laparoscopia, che a volte può anche rivelarsi un intervento curativo. Questa procedura chirurgica, eseguita in ospedale in anestesia totale, permette al chirurgo di esaminare direttamente gli organi pelvici. Un piccolo strumento ottico detto laparoscopio è collocato nella cavità addominale attraverso una piccola incisione a livello dell’ombelico.
Gravidanza extrauterina: quali sono le cause e le conseguenze
Nelle donne che si sottopongono a un trattamento di riproduzione assistita, i controlli analitici ed ecografici fin dall'inizio permettono di individuare una gravidanza extrauterina dopo soli 14 giorni dal trasferimento embrionale. Questo monitoraggio attento è cruciale per una diagnosi tempestiva.
Trattamento e Gestione della Gravidanza Extrauterina
Una volta diagnosticata una gravidanza extrauterina, è necessario interrompere la gravidanza. Il trattamento può essere farmacologico o chirurgico, a seconda di diversi fattori, tra cui la stabilità clinica della paziente, la dimensione e la posizione dell'embrione, e i livelli di beta-hCG.
Trattamento Farmacologico:
- Metotrexato: La maggior parte delle gravidanze ectopiche in fase iniziale può essere curata efficacemente con il metotrexato. Questo farmaco agisce bloccando la crescita cellulare, portando alla regressione dell'embrione. Viene somministrato come singola iniezione intramuscolare o come serie di iniezioni e compresse su diversi giorni. L'opzione farmacologica è l'idonea, soprattutto se si agisce in modo precoce, poiché permetterà di diminuire i rischi derivati da una chirurgia e spesso si riesce a lasciare le tube aperte.
- Criteri per il Metotrexato: Generalmente, il metotrexato è indicato per pazienti emodinamicamente stabili, con una massa ectopica di piccole dimensioni (< 3.5-4 cm), assenza di attività cardiaca embrionale e livelli di beta-hCG inferiori a una certa soglia (spesso < 5000 mUI/mL).
Trattamento Chirurgico:
- Laparoscopia: In molti casi è necessario ricorrere invece alla chirurgia per l’estrazione del feto prima che diventi troppo grande e metta a serio rischio la salute della gestante. Per la rimozione, viene utilizzata la tecnologia laparoscopica, che preserverà gli organi del sistema riproduttivo femminile. Se necessario, il chirurgo può riuscire a rimuovere il feto inserendo speciali strumenti nel laparoscopio o attraverso piccole incisioni sopra il pube.
- Salpingectomia: Consiste nella rimozione completa della tuba di Falloppio interessata. Questa procedura è spesso necessaria in caso di danno tubarico esteso, rottura della tuba o in pazienti con desiderio di contraccezione permanente. Una procedura di emergenza come questa riduce le probabilità di rimanere incinta in modo naturale del 50%, poiché solo una tuba rimane funzionale.
- Salpingotomia (o Salpingostomia): Consiste nella rimozione dell'embrione attraverso una piccola incisione nella tuba, cercando di preservare la tuba stessa. Questa opzione è preferibile per le donne che desiderano mantenere la fertilità, ma comporta un rischio maggiore di gravidanza ectopica ricorrente nella stessa tuba.
- Laparoscopia: In molti casi è necessario ricorrere invece alla chirurgia per l’estrazione del feto prima che diventi troppo grande e metta a serio rischio la salute della gestante. Per la rimozione, viene utilizzata la tecnologia laparoscopica, che preserverà gli organi del sistema riproduttivo femminile. Se necessario, il chirurgo può riuscire a rimuovere il feto inserendo speciali strumenti nel laparoscopio o attraverso piccole incisioni sopra il pube.
Molte donne, al momento della diagnosi di gravidanza extrauterina e soprattutto se hanno cercato per molto tempo di avere un figlio, si chiedono se sia possibile trapiantare l’embrione dalla tuba all’utero, per consentirgli di crescere. Purtroppo, la risposta è no: una volta impiantato ectopicamente, l'embrione non può essere spostato in sicurezza nell'utero.
Dopo un trattamento per gravidanza extrauterina, un corpo sano ha bisogno di 2-3 mesi per ripristinare le risorse e l’autoregolazione del ciclo mestruale prima di considerare un nuovo tentativo di gravidanza. La data dell’inizio di un eventuale nuovo protocollo IVF è determinata dal medico curante.

La Fecondazione In Vitro (FIVET) e l'Iniezione Intracitoplasmatica di Spermatozoi (ICSI): Il Contesto
La fecondazione in vitro (FIVET) e l'iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (ICSI) sono tecniche di riproduzione assistita che offrono speranza a molte coppie con problemi di fertilità. Il processo di FIVET/ICSI è complesso e si articola in diverse fasi, ciascuna con potenziali rischi.

Stimolazione Ovarica Controllata e i Suoi Rischi
La stimolazione ovarica controllata consiste nella somministrazione di farmaci ormonali che causano lo sviluppo follicolare multiplo nelle ovaie della donna. Se è normale in un ciclo mestruale sviluppare un follicolo che dà origine a un ovulo maturo, il farmaco ormonale mira a ottenere diversi ovuli che possono essere fecondati, con l'obiettivo di aumentare la probabilità di gravidanza.
Tuttavia, sia la somministrazione di ormoni che la procedura per rimuovere gli ovuli maturi (puntura follicolare) presentano alcuni rischi di cui le donne dovrebbero essere consapevoli prima di iniziare una FIVET:
- Sindrome da Iperstimolazione Ovarica (OHSS): Consiste in una risposta molto alta delle ovaie ai farmaci ormonali. Molti follicoli si sviluppano, le ovaie crescono in modo eccessivo e dopo l'ovulazione il liquido contenuto nei follicoli può passare nella cavità addominale. I sintomi di questo sono dolore e gonfiore, nausea, diarrea, aumento di peso, ecc. Nei casi più gravi possono verificarsi ascite, tachicardia e mancanza di respiro. Come spiega la ginecologa Valeria Sotelo, "I sintomi più importanti sono nausea, vomito, gonfiore e dolore addominale. Normalmente si tratta di una condizione che può migliorare nel tempo, ma ci sono casi che possono diventare gravi tra 7 e 10 giorni dopo la somministrazione di hCG."
Estrazione degli Ovuli: Procedure e Potenziali Complicazioni
La puntura ovarica è una semplice procedura chirurgica che viene eseguita sotto sedazione per prelevare gli ovuli maturi. I possibili effetti collaterali dell'anestesia sono un lieve disagio, vertigini o calo di pressione, ma niente di più grave. D'altra parte, una complicazione che può insorgere durante la puntura è il danneggiamento degli organi del bacino, che può causare emorragie o infezioni.
Trasferimento degli Embrioni e Questioni Correlate alla Gravidanza
Una volta che gli ovuli sono stati fecondati in laboratorio, è il momento di trasferire gli embrioni in modo che possano impiantarsi nell'utero della madre e dare origine a una gravidanza. La legge 14/2006 sulle tecniche di riproduzione umana assistita consente il trasferimento di un massimo di 3 embrioni. Tuttavia, il rischio di avere una gravidanza multipla è alto. Come ci dice il dottor Miguel Dolz: "Per legge il limite massimo è di 3 embrioni, generalmente ne trasferiamo 2, in alcune circostanze 3 e cerchiamo sempre di più di farne un unico embrione."
Oltre alla gravidanza extrauterina, altri svantaggi della FIVET legati alla gravidanza includono:
- Gravidanza Multipla: Dalla loro introduzione, le tecniche di riproduzione assistita hanno aumentato il tasso di gravidanze gemellari e anche triple. Questo fatto, unito all'età della maggior parte dei pazienti con FIVET, rende maggiori i rischi di gravidanza sia per la madre che per il bambino. Ad esempio, possono verificarsi parto prematuro, parto cesareo, morte fetale, preeclampsia, ecc.
- Aborto Spontaneo: La perdita di gravidanza nelle prime settimane è qualcosa che si verifica in circa il 20% dei casi. Ciò che accade con la FIVET è che vengono rilevati molti più aborti biochimici rispetto a quando si verificano in una gravidanza naturale, poiché possono essere confusi con una semplice mestruazione.
L'ICSI o l'iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi ha gli stessi rischi della FIV convenzionale, poiché il trattamento ormonale e i passaggi sono gli stessi. L'unica procedura diversa è il modo in cui le uova vengono fecondate: con l'ICSI, lo sperma viene introdotto direttamente nell'ovulo con una microiniezione, ma questo non ha conseguenze negative per la donna o l'embrione in termini di rischio specifico aggiuntivo di gravidanza extrauterina rispetto alla FIVET standard.
La Gravidanza Extrauterina nel Contesto della FIVET e ICSI: Percentuali e Meccanismi
La gravidanza ectopica consiste nell'impianto dell'embrione al di fuori dell'utero, come nelle tube di Falloppio. Il rischio che ciò accada dopo la FIVET è del 2-5%, mentre in una gravidanza naturale è solo dell'1%. Altri esperti riportano una percentuale di circa il 2% delle gravidanze dopo FIVET o ICSI che risultano extrauterine, con una variabilità che si attesta tra l'1% e il 3%. Un dato interessante sottolinea che l'incidenza di gravidanza extrauterina in natura è circa l’1%, ma questo valore, per quanto possa sembrare strano, aumenta di 3 volte nel caso di una fecondazione assistita con transfer embrionale, suggerendo un tasso intorno al 3%. Questa discrepanza tra il tasso naturale e quello in FIVET/ICSI è un punto cruciale di discussione.
Storicamente si è pensato che la fecondazione in vitro potesse aumentare l'incidenza di questa patologia. Tuttavia, come sottolineato, in realtà non incrementa il rischio intrinseco di avere una gravidanza di questo tipo per una donna senza fattori di rischio preesistenti. Tale associazione è spesso dovuta al fatto che molte delle pazienti che si sottopongono a questi trattamenti soffrono di un precedente problema tubarico, che è già di per sé un fattore di rischio significativo per la gravidanza extrauterina.
Nonostante il trasferimento dell'embrione avvenga direttamente nella cavità uterina, la gravidanza extrauterina può verificarsi. I meccanismi patogenetici alla base di questa complicanza dopo i trattamenti di riproduzione assistita sono oggetto di studio, come indicato dalla bibliografia (Refaat B ed al. Ectopic pregnancy secondary to in vitro fertilisation-embryo transfer: pathogenic mechanisms and management strategies. Reprod Biol Endocrinol.).

Diverse teorie cercano di spiegare come un embrione, depositato con cura nell'utero, possa migrare verso una sede ectopica:
- Movimento Retrogrado delle Tube: Si pensa che possa esistere un movimento della tuba in direzione contraria (retrogrado), non dal fine tubarico all'utero, ma dall'utero al fine tubarico. Questo spiegherebbe come l'embrione possa essere "risucchiato" dalla tuba dopo il trasferimento uterino. Il Prof. Prof. ha spesso ribadito questa teoria in risposta alle domande delle pazienti, affermando che "una teoria è… un movimento delle tube in direzione contrario."
- Ridotta Recettività Uterina all'Impianto: Se la situazione della mucosa dell'utero non è ottimale o la recettività dell'utero all’impianto embrionale è ridotta, l'embrione potrebbe non attaccarsi immediatamente e continuare a "vagare", migrando verso le tube. Questo può essere legato a contrazioni uterine anomale o retrograde.
- Danno Tubarico Preesistente: Molte pazienti che si sottopongono a FIVET/ICSI hanno già un danno alle tube (es. idrosalpinge, aderenze, ostruzioni parziali) che ha reso necessaria la fecondazione assistita. Anche se l'embrione viene trasferito nell'utero, le tube danneggiate possono comunque intercettarlo o impedirgli il rientro in utero se vi entra accidentalmente. Una paziente con idrosalpinge bilaterale ha testimoniato il suo sospetto di gravidanza ectopica dopo la ricostruzione tubarica, evidenziando il ruolo persistente del danno tubarico.
- Contrazioni Uterine: Contrazioni uterine, talvolta accentuate dallo stress o da altri fattori, potrebbero spingere l'embrione verso le tube. Tuttavia, la teoria delle "vibrazioni uterine causate da stress, tipo fare molti km in macchina" come causa di risalita dell'embrioncino è considerata "inverosimile" da parte dei professionisti, che preferiscono focalizzarsi su meccanismi fisiologici più plausibili.
- Profondità di Impianto e Volume del Fluido di Transfer: Se l'embrione viene depositato troppo in profondità o con un eccessivo volume di fluido, potrebbe essere spinto più facilmente verso le tube.
È importante notare che, effettuando il protocollo di fecondazione in vitro, i medici controllano la paziente in ogni fase. Per questo motivo, i rischi di patologia sono ridotti grazie a un monitoraggio attento e a un'intervento tempestivo in caso di complicanze.
Gestione e Prospettive Future Dopo una Gravidanza Extrauterina da FIVET/ICSI
Affrontare una gravidanza extrauterina, specialmente dopo un percorso di FIVET o ICSI, è un'esperienza emotivamente e fisicamente estenuante. La gestione post-trattamento non riguarda solo la ripresa fisica, ma anche il supporto psicologico e la pianificazione dei passi futuri per un nuovo tentativo di gravidanza.
Gravidanza extrauterina: quali sono le cause e le conseguenze
Recupero e Tempi di Attesa
Dopo l'interruzione di una gravidanza extrauterina, che sia avvenuta tramite trattamento farmacologico o chirurgico, è essenziale concedere al corpo il tempo necessario per recuperare. Per un corpo sano, sono necessari 2-3 mesi per ripristinare le risorse e l’autoregolazione del ciclo mestruale. Il Prof. Prof. ha suggerito un periodo di circa 3 o 4 mesi prima di tentare un nuovo concepimento. Questo periodo consente non solo il recupero fisico, ma anche quello emotivo.
Probabilità di Recidiva e Gestione del Rischio
Una delle domande più frequenti e angoscianti per le donne che hanno subito una gravidanza extrauterina è la probabilità che possa accadere di nuovo. La probabilità di recidiva esiste. Il Prof. Prof. ha chiarito che se esiste ancora una tuba, la probabilità di una GEU dopo l'ICSI è circa dell'1-2%. Anche con le tube aperte, la percentuale di una gravidanza extrauterina rimane circa del 2-3% delle gravidanze dopo FIVET e ICSI. Per avere il 100% di sicurezza, l'unica possibilità è togliere le tube, ma questa è una decisione drastica che compromette la fertilità naturale.
Nel caso di una storia di gravidanze extrauterine multiple, come nel caso di una paziente che ha avuto due GEU nella tuba destra e una nella tuba sinistra dopo che le era stata riaperta, la probabilità di un'altra gravidanza extrauterina è molto alta. In queste situazioni complesse, la decisione di rimuovere anche la tuba rimanente diventa una considerazione seria, per aumentare le probabilità di successo con la FIVET e ridurre il rischio di ulteriori complicanze. "Adesso è un po' anche tua decisione che cosa vuoi fare," ha commentato il Prof. Prof., riconoscendo la difficoltà della scelta.
Prospettive per Futuri Tentativi di FIVET/ICSI
Nonostante le difficoltà, la possibilità di un successo futuro rimane. Molti professionisti incoraggiano le pazienti a ritentare, anche dopo eventi complessi come una gravidanza cornuale (una forma rara di GEU). La discussione spesso verte sull'ottimizzazione del protocollo di FIVET/ICSI:
- Valutazione delle Tube Rimanenti: Se una tuba è stata rimossa o danneggiata, è fondamentale indagare lo stato della tuba rimanente. Tuttavia, anche con una pervietà tubarica, non esiste alcun modo per sapere con certezza se esiste anche la motilità ciliare, cruciale per il trasporto dell'embrione.
- Transfer di Blastocisti: L'idea di trasferire blastocisti anziché embrioni in 2a/3a giornata, pensando che si attecchiscano prima e abbiano meno tempo per spostarsi, è una teoria comune tra le pazienti. Tuttavia, il Prof. Prof. ha espresso scetticismo, affermando che "non credo che trasferire dei blastocisti faccia vantaggio riguardando la localizzazione dell'attecchimento. Non si può influire."
- Rilassamento Uterino: Per ridurre le contrazioni uterine post-transfer, alcune pazienti chiedono di assumere farmaci. Il Prof. Prof. ha menzionato il Valium 10mg compresse come opzione per il rilassamento.
- Monitoraggio Stretto: I medici controllano la paziente in ogni fase del protocollo IVF, riducendo i rischi di patologia. Questo monitoraggio continuo è ancora più cruciale per le donne con una storia di GEU.
Domande Frequenti e Considerazioni Cliniche
Durante il percorso della riproduzione assistita, emergono molteplici domande, non solo di natura medica ma anche etica, emotiva ed economica.
Quali altri problemi possono sorgere durante un trattamento di FIVET?
Oltre ai rischi più fisici che possono sorgere durante una FIVET, il fattore psicologico ed emotivo è anche molto presente in tutti i pazienti di riproduzione assistita. È possibile soffrire di forti episodi di stress e di ansia, soprattutto quando si riceve una diagnosi o un risultato negativo. D'altra parte, possono anche sorgere problemi economici a causa dell'elevato costo dei trattamenti di fertilità. In caso di finanziamento del trattamento, i pazienti possono dover pagare per diversi mesi anche in assenza di una gravidanza.
La fecondazione in vitro comporta dei rischi per il bambino?
Ci sono alcuni studi che affermano che i bambini nati attraverso la FIVET hanno un rischio leggermente maggiore di soffrire di difetti congeniti: 4,5% rispetto al 2-3% del resto della popolazione. Tuttavia, non è dimostrato che ciò sia dovuto alla tecnica di riproduzione assistita stessa o, invece, ai problemi di infertilità dei genitori. Recentemente, è stato anche dimostrato che i bambini nati attraverso la riproduzione assistita non devono soffrire di sterilità, dal momento che la prima ragazza nata attraverso la FIVET al mondo, Louise Brown, è stata in grado di diventare madre naturalmente nel 2006.
Quali sono i problemi etici della FIVET?
Sebbene la FIVET abbia aiutato migliaia di famiglie a diventare genitori, è una tecnica che ha ancora i suoi detrattori a causa di questioni etiche legate alla manipolazione della vita. Queste persone considerano immorale creare embrioni artificialmente, molti dei quali saranno scartati perché non soddisfano i requisiti di qualità e non hanno alcuna possibilità di nascere. Inoltre, ci sono ancora più polemiche con tecniche come la PGD (Diagnosi Genetica Preimpianto), in quanto ciò apre la possibilità di selezionare gli embrioni in base alle loro caratteristiche genetiche e al sesso maschile o femminile.
Come è possibile che embrioni depositati in utero possano spostarsi nell'ovaio?
Questa è una domanda profonda che tocca i limiti della nostra attuale comprensione scientifica. Una paziente ha sollevato questo quesito, chiedendosi "come mai tanti embrioni si impiantano in luoghi che nulla hanno a che vedere con una cavità uterina con le sue caratteristiche fisiche e chimiche e un endometrio ottimale? Se spesso gli embrioni non attecchiscono in utero come mai spesso attecchiscono in altri luoghi?" Il Prof. Prof. ha risposto con onestà, "Questo è una domanda che non si può rispondere." Ha menzionato casi di donne con 3-4 GEU e dopo l'asportazione delle tube, mai una gravidanza intrauterina dopo FIVET. Ciò suggerisce che, in alcuni individui, esistono meccanismi intrinseci o anomalie non completamente comprese che predispongono l'embrione a impiantarsi ectopicamene, indipendentemente dalla qualità dell'embrione o dell'endometrio uterino. L'utero è l'unico organo in grado di portare avanti normalmente la gestazione, e quando l'impianto avviene altrove, la gravidanza non è vitale e può essere pericolosa.
tags: #percentuale #extrauterina #dopo #icsi