Approfondiamo che cosa si intende per “parto prematuro”, quali possono esserne le cause e le conseguenze, e quali i trattamenti sono disponibili per migliorare la prospettiva a lungo termine dei neonati prematuri. Il periodo che si estende tra la 37esima e la 42esima settimana di gestazione costituisce la finestra ideale in cui si attende la maggior parte dei parti, definendo un parto "a termine" se avviene tra le 37 e le 41 settimane di gravidanza. Dalla 37esima settimana in poi, dunque, i rischi che concernono l’incompleto sviluppo del feto sono ridotti. Se un bambino nasce prima della 37a settimana di gravidanza, si parla di parto prematuro. Comprendere le implicazioni di un parto alla 31esima settimana, classificato come "molto prematuro", è cruciale per genitori e operatori sanitari, data la complessità delle decisioni che possono riguardare la modalità di nascita e le cure successive.
Definizione e Classificazione del Parto Prematuro
Una gravidanza normale dura circa 40 settimane. Si parla di parto prematuro (codice ICD-10: P07.3) quando il bambino nasce prima della fine della 37a settimana di gravidanza, cioè più di tre settimane prima della data di nascita prevista. Il grado di prematurità varia a seconda della settimana di nascita, influenzando direttamente le sfide e le necessità del neonato.
I parti prematuri sono generalmente categorizzati in base all'età gestazionale:
- Late/moderate preterm (prematuri lievi o moderati): rappresentano l’85% del totale dei nati pretermine. I prematuri lievi nascono tra le 34 e le 37 settimane, mentre i moderati tra le 32 e le 33 settimane. I bambini nati tra la 32a e la 37a settimana di gravidanza sono noti anche come bambini pretermine tardivi.
- Very preterm (molto prematuri): sono i neonati nati tra le 28 e le 31 settimane di gestazione. La nascita alla 31esima settimana rientra in questa categoria, presentando sfide significative ma anche progressi notevoli nelle cure intensive neonatali.
- Extremely preterm (estremamente prematuri): si riferisce ai nati prima delle 28 settimane di gestazione.
La regola generale è che la 23a settimana di gravidanza deve essere completata perché il bambino sia vitale. In Germania, tutti i bambini che hanno raggiunto la 24a settimana di gestazione alla nascita ricevono cure mediche intensive. Sebbene non sia la norma, ci sono sempre storie di successo di bambini che sono sopravvissuti dopo un parto prematuro alla 21esima, 22esima o 23esima settimana di gravidanza, con un peso alla nascita particolarmente basso, a volte inferiore a 500 grammi. Tuttavia, la possibilità di sopravvivenza per questi bambini prematuri particolarmente piccoli è stimata intorno al 20-30% in paesi ad alto reddito.

Il Parto alla 31esima Settimana: Sfide e Prognosi
Un parto alla 31esima settimana di gestazione colloca il neonato nella categoria dei "molto prematuri". Questa fase comporta una serie di sfide specifiche dovute all'incompleta maturazione degli organi e dei sistemi corporei. Feti che vedono la luce alla 28ma settimana sopravvivono nell’80-90% dei casi, con un rischio del 10% di sviluppare complicazioni a lungo termine. Se il feto raggiunge le 32 settimane (ottavo mese) la speranza di sopravvivenza è pari al 95% circa, con rischi futuri generalmente minimi. Sebbene la 31esima settimana offra prospettive migliori rispetto alle settimane più precoci, l'anticipo rispetto al termine significa che i rischi crescono all'aumentare dell'anticipo.
I bambini che nascono ancor prima di aver completato la 28^ settimana sono quelli che hanno maggiori necessità di assistenza, ma anche i nati a 31 settimane richiedono cure intensive specializzate. Tra le potenziali complicazioni, i piccoli hanno un aumentato rischio di contrarre la retinopatia della prematurità, una malattia dell’occhio causata da una crescita anomala dei vasi retinici che nei rari casi più gravi può portare alla cecità. Gli “estremamente prematuri” e i "molto prematuri" possono riportare anche danni neurologici e un disturbo dello sviluppo psicomotorio più facilmente rispetto ai nati pretermine più prossimi al termine. È importante sottolineare che i danni neurologici gravi riguardano circa il 5% dei nati pretermine e sono ancora in corso studi che attestino gli esiti a lungo termine degli estremamente prematuri. Nonostante le sfide, negli ultimi anni, nei Paesi ad alto reddito, la possibilità di sopravvivenza è notevolmente migliorata anche in fasce di età gestazionale che una volta venivano considerate non compatibili con la vita.
Segnali di Allarme e Intervento Medico per il Parto Prematuro
Molte donne hanno paura di un parto prematuro. Per questo è ancora più importante riconoscere i primi sintomi. Il segno più evidente di un parto prematuro è l'inizio precoce del travaglio. È fondamentale prestare attenzione se le contrazioni durano più di un'ora, se si verificano a intervalli di cinque-dieci minuti e se durano più di 30 secondi; in tal caso, è necessario informare l'ostetrica o il medico e recarsi in ospedale.
Le contrazioni uterine, per definizione, determinano l’inizio del parto. Le contrazioni vere si distinguono dalle contrazioni “false” o di Braxton Hicks per il ritmo regolare, che aumenta di frequenza man mano che procede il tempo. Anche l’intensità delle contrazioni aumenta progressivamente; il dolore, che può essere avvertito anche a livello lombare, ricorda i crampi del ciclo mestruale. Un altro segno di travaglio prematuro è la rottura prematura del sacco amniotico. Le perdite vaginali, dovute all'apertura progressiva del collo dell’utero, possono includere materiale mucoso che può assumere colori variabili, come striature rosate o macchioline di sangue. Il sanguinamento può essere un segno che la placenta si sta staccando prematuramente. Prima che inizino le contrazioni vere e proprie, possono presentarsi per un periodo variabile dei sintomi chiamati “prodromici”, possibili anticipatori del parto anticipato; fra questi ricordiamo le false contrazioni, irregolari per frequenza e intensità, che possono presentarsi in tutte le fasi della gravidanza.
La diagnosi di parto prematuro viene fatta attraverso una visita ginecologica in cui la donna riferisce i sintomi presenti, con particolare attenzione a perdite vaginali e alla tempistica delle contrazioni. Il medico o l’ostetrica valuteranno la dilatazione uterina e l’accorciamento del collo dell’utero, l’eventuale rottura delle membrane e la presenza di uno o più fattori che possono causare il parto prematuro.
Quando viene riconosciuta la minaccia di parto prematuro, si attuano terapie mediche volte a rallentare ed eventualmente bloccare le contrazioni. Se il bambino non è ancora pronto per la nascita, gli operatori sanitari cercano di ritardare il parto in modo terapeutico. In questo caso, la gestante deve rimanere a riposo a letto e può ricevere farmaci inibitori del travaglio. Sebbene questi farmaci non siano in grado di trattare la causa delle contrazioni, danno alla gestante e al bambino un po' di tempo in più, di cui hanno bisogno. La madre può essere trasferita in un centro perinatale specializzato in nascite premature. Qualora questa condizione si presentasse prima della 34esima settimana di gestazione, si procede a un ricovero volto a iniziare terapie utili a interrompere le contrazioni, a valutare se è presente un’infezione da trattare con antibiotico e a monitorare lo stato del bambino per decidere giorno per giorno se è possibile posticipare il parto. Prima del parto, alla donna può essere somministrato del cortisone, poiché questo ormone favorisce la maturazione dei polmoni del piccolo. Inoltre, in caso di parto prematuro tra la 24a e la 32a settimana di gravidanza, la gestante può ricevere solfato di magnesio sotto forma di infusione poche ore prima del parto; questa misura è nota anche come neuroprotezione, con l'obiettivo di proteggere il cervello del neonato.
Diagnosi della minaccia di parto prematuro
Cause del Parto Prematuro: Una Pluralità di Fattori
Esistono diverse cause che possono scatenare un parto prematuro. Spesso diversi fattori giocano insieme, il che significa che non si può ritenere responsabile una sola causa. L’incidenza delle complicanze legate al parto pretermine è proporzionale al livello di prematurità e può essere legata inoltre ad alcuni fattori di rischio materni.
Tra le cause e i fattori di rischio più comuni si annoverano:
- Infezioni: Numerose ricerche hanno dimostrato che le infezioni possono indurre un parto precoce. Poiché molte persone non conoscono questa causa di parto prematuro, è importante sottolineare che le donne che soffrono di parodontite hanno un rischio maggiore di parto prematuro. La parodontite è un'infiammazione del parodonto dove le gengive si ritirano e si formano tasche gengivali, lasciando visibili i colli dei denti. Inizia spesso in modo innocuo con un'infiammazione delle gengive dovuta alla placca, terreno ideale per i batteri. Questi batteri secernono prodotti metabolici, acidi e tossine che attaccano le gengive. La giunzione tra dente e gengiva è particolarmente soggetta a questo fenomeno e se le gengive sono infiammate, spesso lo si riconosce dal sanguinamento. Una semplice infiammazione gengivale non è tragica, ma se non viene trattata, diventa pericolosa e può diffondersi ulteriormente fino a trasformarsi in parodontite. Studi hanno dimostrato che le madri con denti sani hanno un rischio molto basso di aborto spontaneo, mentre le madri che hanno partorito prematuramente soffrono prevalentemente di gravi malattie gengivali; il rischio di parto prematuro è sette volte più alto per le pazienti affette da parodontite rispetto alle donne con denti sani. Anche le infezioni del tratto genitale e/o urinario, in cui batteri e altri microrganismi possono indurre un parto precoce stimolando le contrazioni uterine, sono una causa frequente; sì, le contrazioni possono essere associate a infezioni.
- Complicazioni della gravidanza e condizioni mediche materne: Fattori di rischio materni come diabete, pressione alta o preeclampsia possono contribuire. L'emorragia della placenta, causata dal suo distaccamento precoce dall'utero, dà origine a sanguinamenti vaginali o intrauterini. Il ridotto afflusso di sangue al feto aumenta lo stress del piccolo; inoltre, le sostanze secrete dall’organismo per tamponare l’emorragia hanno anche l’effetto di stimolare le contrazioni dell’utero. La placenta previa, dove la placenta cresce così vicino all'apertura dell'utero da bloccare parzialmente o completamente la cervice materna, se mal gestita, può portare a gravi emorragie. In caso di ipertensione materna cronica controllata con farmaci, il parto viene generalmente programmato tra la 37a e la 39a settimana. Una precedente miomectomia (rimozione di tumori pelvici con conseguente rischio di rottura uterina) implica che il parto debba essere effettuato con taglio cesareo a 37-38 settimane, o anche prima se la madre ha subito una miomectomia complessa o particolarmente estesa.
- Fattori uterini: La distensione eccessiva dell’utero può innescare un travaglio prematuro. Tuttavia, se ci si chiede se una lassità della sinfisi può scatenare un parto prematuro, possiamo rassicurare che durante la gravidanza, la cartilagine che collega la metà destra e sinistra del bacino può espandersi fino a 4 millimetri, e questo non è generalmente considerato un fattore di rischio.
- Gravidanze multiple: I parti prematuri sono particolarmente frequenti nelle gravidanze gemellari. L'età media in cui nascono i gemelli è di 36 settimane di gestazione, per le tre gemelle è di 32 settimane e per le quattro gemelle è di 31 settimane, rendendo questo fattore altamente rilevante per la nascita a 31 settimane.
- Precedenti ostetrici: Se una donna ha avuto un parto prematuro con il primo figlio, esiste un rischio di recidiva per il secondo figlio. Dopo un parto prematuro o un aborto spontaneo, i medici spesso classificano una gravidanza come gravidanza ad alto rischio; in linea di principio, questo non è un motivo di panico e significa semplicemente che le persone colpite devono prendersi cura di sé e seguire le raccomandazioni del personale sanitario.
- Stile di vita e fattori ambientali: È generalmente riconosciuto che uno stile di vita non sano ha un impatto negativo sulla gravidanza. Il fumo e il consumo di alcol o droghe possono non solo compromettere lo sviluppo del bambino, ma anche aumentare il rischio di parto prematuro. Un forte stress può innescare un travaglio prematuro e quindi portare a un parto prematuro, sia esso causato da conflitti nella sfera privata, problemi relazionali, stress sul lavoro o preoccupazioni finanziarie. Sorprendentemente, anche il clima può influenzare il momento del parto: un numero particolarmente elevato di bambini nasce in giornate particolarmente calde e anche il giorno successivo. Numerosi studi hanno anche rilevato che il numero di nascite premature è aumentato drasticamente a causa del coronavirus.
- Fattori genetici: In effetti, sembra esserci una componente ereditaria nel rischio di parto prematuro: le donne che sono nate premature o che hanno un fratello nato prematuro hanno un rischio di parto prematuro superiore del 50-60%.
- Altro: Gli esperti non sono unanimi sulla questione, ma alcuni studi scientifici suggeriscono che l'olio di lino potrebbe aumentare il rischio di parto prematuro. Tuttavia, questo non è ancora stato dimostrato; se si vuole andare sul sicuro, si può evitare l'olio di lino in gravidanza per precauzione.

Modalità del Parto: Naturale vs. Cesareo a 31 Settimane
La scelta della modalità di parto, naturale o cesareo, per un neonato molto prematuro come quello a 31 settimane è complessa e dipende da numerosi fattori, inclusa la condizione della madre e del feto, le complicanze in corso e la valutazione clinica. Circa la metà dei bambini prematuri nei Paesi occidentali nasce con parto cesareo. Per molto tempo si è pensato che questa forma di nascita fosse più delicata per i bambini particolarmente piccoli e deboli. Tuttavia, i ricercatori statunitensi hanno scoperto il contrario: i bambini prematuri nati con taglio cesareo necessitano di un maggiore supporto respiratorio rispetto ai bambini che hanno "lottato" attraverso il canale del parto vaginale. Questo suggerisce che, in alcune circostanze, un parto vaginale attentamente monitorato potrebbe essere vantaggioso anche per i neonati prematuri.
Tuttavia, è anche vero che i bambini con crescita limitata sono più fragili e maggiormente suscettibili a emorragie cerebrali e complicazioni del parto; spesso la nascita è anticipata e il parto cesareo viene preferito a quello naturale per ridurre i rischi fetali durante il travaglio. Nel caso in cui il travaglio sia avanzato, può essere preferibile assistere il parto vaginale, sempre con un'attenta valutazione medica. È importante rivolgersi all’ospedale se il travaglio è iniziato o se si è verificata la rottura del sacco amniotico. È meglio telefonare al punto nascita scelto ed informare il personale della sala parto. Se viene diagnosticato il travaglio, può essere praticato il taglio cesareo in urgenza.
Il taglio cesareo è un intervento che prevede un’incisione dell’addome e dell’utero, attraverso la quale viene estratto il bambino. Alcune situazioni richiedono un cesareo d'urgenza: esiste la possibilità che la gestante necessiti di un taglio cesareo d’urgenza durante il travaglio. Il cedimento o la rottura della cicatrice uterina, in caso di precedenti cesarei, può comportare la necessità di un taglio cesareo d’urgenza, anche se la frequenza con cui si verifica è assai bassa, 2-8 volte su 1000 donne precesarizzate. Il rischio di morte o di danno cerebrale per il bambino in caso di travaglio di prova è molto basso, pari al 2 per 1000 e non è diverso da quello di ogni donna alla prima esperienza di travaglio.
Per le donne che hanno avuto precedenti tagli cesarei, il parto vaginale dopo cesareo (VBAC) è un'opzione valutabile. Complessivamente, 3 donne su 4 (pari al 75%) che hanno avuto una gravidanza fisiologica e che entrano in travaglio spontaneamente, partoriscono per via vaginale dopo taglio cesareo. Se una donna ha avuto un parto vaginale prima o dopo un taglio cesareo, le possibilità di partorire per via vaginale sono 9 su 10, cioè il 90%. Tuttavia, la maggioranza delle donne che hanno avuto due precedenti cesarei attualmente partorisce mediante taglio cesareo. Dopo due parti cesarei, e specie se c'è stato anche un parto naturale, è possibile partorire per le vie naturali, ma non tutti gli ospedali acconsentono, per cui sarà necessario rivolgersi a strutture specializzate. Sarà anche indispensabile la firma dei consensi come le visite in gravidanza per poter accedere a questa possibilità. In linea teorica è possibile partorire naturalmente dopo due cesarei, anche se non si tratta di una pratica comune: spetta, comunque, al ginecologo curante valutare se esistono le condizioni per farlo.
Tuttavia, ci sono pochi casi in cui non è consigliabile un VBAC ed un taglio cesareo ripetuto è più sicuro. Il taglio cesareo elettivo, noto anche come parto cesareo programmato, prevede che la data del parto sia solitamente pianificata in anticipo. Comunque, se la data del parto con taglio cesareo è fissata per la 39° settimana, c’è la possibilità (10%) che il travaglio possa iniziare prima della data del cesareo.
I rischi associati a un taglio cesareo includono la possibilità che l’intervento duri più a lungo e sia complicato: un taglio cesareo ripetuto solitamente comporta una maggiore durata rispetto a un primo cesareo per la presenza di tessuto cicatriziale. La presenza di tessuto cicatriziale e di aderenze (adesioni tra l’utero, l’intestino e/o la vescica) può portare alla lesione di uno degli organi circostanti. Esiste anche la possibilità che si verifichi una trombosi (formazione di un coagulo in una vena), evento che può avere complicanze gravi come l’embolia polmonare, con un rischio di morte materna comunque inferiore a 1 ogni 1000 cesarei. I problemi respiratori per il bambino sono più frequenti dopo un taglio cesareo e solitamente non si protraggono a lungo, ma talvolta il neonato necessita di essere sottoposto a sorveglianza intensiva; circa 3-4 neonati su 100, nati da taglio cesareo elettivo, hanno problemi respiratori in confronto ai 2-3 ogni 100 neonati che nascono dopo VBAC. Infine, per ogni taglio cesareo aumenta la probabilità di partorire in una successiva gravidanza con il cesareo, e l’area di tessuto cicatriziale aumenta, incrementando le possibilità che la placenta si inserisca nell’area cicatriziale, provocando difficoltà di rimozione al momento del cesareo (placenta accreta o percreta), patologia che causa emorragie e può rendere necessaria l’asportazione dell’utero.
Cure Immediate e Assistenza al Neonato Prematuro
Alla nascita, un neonato prematuro può manifestare una serie di condizioni fisiche distintive derivanti dalla mancanza di una maturazione fisica e fisiologica completa. Questi segni sono tanto più accentuati quanto precoce è il parto e richiedono in genere interventi clinici specializzati. Quando un bambino nasce prematuro, di solito non è ancora completamente sviluppato. A seconda del grado di prematurità, il bambino potrebbe non essere ancora in grado di respirare, bere o mantenere la temperatura corporea in modo autonomo. Per questo motivo, i neonati prematuri devono spesso essere ventilati e alimentati con un tubo di alimentazione.
Molti bambini nati prematuri devono prima trascorrere un periodo di tempo in un'incubatrice. Qui vengono simulate le condizioni dell'utero materno e le funzioni degli organi vengono monitorate e supportate. Molti bambini prematuri non sono ancora in grado di regolare la temperatura corporea e hanno bisogno di un supporto per la respirazione e l'alimentazione. I bambini che nascono in questa età gestazionale, specialmente i "very preterm", all’inizio potrebbero non essere in grado di cominciare a respirare autonomamente, vista l’immaturità del polmone. Fortunatamente oggi questa situazione viene gestita con maggiore sicurezza rispetto al passato grazie a nuovi farmaci come il surfattante, che aiuta a espandere gli alveoli polmonari e a respirare meglio. Le difficoltà respiratorie possono persistere anche dopo la nascita e richiedere supplementazione di ossigeno per lunghi periodi.
I neonati pretermine tardivi possono presentare carenze nella funzionalità di alcuni organi, che richiedono ulteriore tempo per svilupparsi completamente. I neonati late preterm sono considerati “sorvegliati speciali” perché meno abili, rispetto ai nati a termine, nell’eseguire tutte le funzioni che maturano completamente a 40 settimane, quali ad esempio il controllo della temperatura, la capacità di coordinare la suzione con la deglutizione e la respirazione, il mantenimento di livelli ottimali di zucchero nel sangue. Può anche presentarsi l’ittero, ovvero una colorazione gialla della cute dovuta al rilascio di bilirubina dai globuli rossi. Inoltre, a 34 settimane si perfeziona la suzione, per cui chi nasce prima di questo termine può avere delle difficoltà ad alimentarsi.
Un aspetto fondamentale delle cure neonatali è il contatto pelle a pelle. Una nascita prematura è un'esperienza traumatica sia per il bambino che per i genitori. Per rafforzare il legame emotivo tra genitori e figlio e per dare al bambino una sensazione di sicurezza e protezione, i neonati prematuri vengono messi sul petto nudo della madre o del padre per diverse ore al giorno, vestiti solo con un pannolino. In questo modo il bambino può sentire il battito familiare del cuore e godere del contatto fisico. Il “canguro” non è solo una piacevole sessione di coccole che ha un effetto psicologico positivo, ma ha dimostrato di avere benefici fisiologici per il neonato.
L'alimentazione è un altro pilastro delle cure. Il latte materno delle madri che hanno avuto un parto prematuro contiene una concentrazione particolarmente elevata di importanti sostanze nutritive e fornisce al bambino anche anticorpi. È quindi importante che il bambino riceva il latte materno il più presto possibile. Tuttavia, i bambini prematuri spesso non sono in grado di bere da soli. Le madri devono quindi esprimere il latte e il bambino lo riceve tramite un sondino. Se il bambino non è ancora in grado di digerire il latte materno, gli viene inizialmente somministrata una miscela di acqua e zucchero.
Il tempo in utero, durante il parto e subito successivo alla nascita, è prezioso e deve essere sfruttato al meglio da professionisti che abbiano le adeguate competenze in materia. È importante ricordare che il contatto fra il piccolo e i suoi genitori è terapeutico tanto quanto le cure d’avanguardia offerte dalle Terapie Intensive Neonatali, che difatti negli ultimi anni si sono attrezzate per lasciare le porte aperte ai familiari dei piccoli pazienti.

Il Percorso di Recupero e le Possibili Complicanze a Lungo Termine
Quando un bambino prematuro è fuori pericolo? Il percorso di recupero di un neonato pretermine è strettamente connesso alla settimana di gestazione in cui è avvenuto il parto prematuro e alla presenza di eventuali complicazioni mediche. Un momento significativo viene raggiunto con la completa capacità di mantenere stabile la propria temperatura corporea in un ambiente normale, senza l’assistenza di incubatrici o altri mezzi di supporto termico. La maturazione del sistema respiratorio rappresenta un altro aspetto fondamentale. Ad ogni modo, ogni bambino ha il suo ritmo di sviluppo.
Alla nascita, un neonato prematuro può apparire significativamente più piccolo rispetto ai neonati a termine, con un peso di molto inferiore alla norma. Di solito, i bambini pretermine impiegano più tempo a sviluppare le capacità necessarie per le funzioni vitali quotidiane. Le risposte agli stimoli esterni possono essere meno efficaci nei neonati prematuri: possono apparire meno reattivi al contatto o ai suoni e la loro capacità di piangere talvolta può essere più debole rispetto a quella di un neonato nato a termine.
Il parto pretermine può associarsi a una serie di complicanze, correlate al mancato sviluppo di alcuni organi e apparati. L’incidenza di queste complicazioni è proporzionale al livello di prematurità. A livello degli occhi, la mancata crescita dei vasi sanguigni che irrorano la retina può provocare una retinopatia, con il rischio di distacco di retina e cecità. Poiché durante un parto prematuro si perde un tempo importante per lo sviluppo nel grembo materno, i bambini della stessa età possono avere un vantaggio nello sviluppo. I bambini prematuri spesso hanno bisogno di diversi anni per recuperare. All'età di tre o cinque anni, per esempio, ci sono ancora grandi differenze tra i bambini prematuri e quelli a termine.
Per gli effetti tardivi della nascita prematura vale un semplice principio: più tardi nasce un bambino, meno è probabile che abbia gravi effetti tardivi. I bambini prematuri con un peso alla nascita estremamente basso (meno di 1.000 grammi) hanno quindi maggiori probabilità di sviluppare disabilità fisiche o disturbi cognitivi. È stato osservato che il 25% dei bambini estremamente prematuri mostra segni di autismo. Secondo uno studio statunitense, il 50% dei bambini con un peso alla nascita inferiore a 1.000 grammi soffre di disturbi dell'apprendimento all'età di otto anni. Un altro studio ha rilevato che i bambini nati prematuri all'età di otto anni hanno il doppio delle probabilità di soffrire di asma (21% contro il 9% del gruppo di controllo), il quintuplo delle probabilità di avere disturbi motori (47% contro il 10%) e il doppio delle probabilità di avere un quoziente di intelligenza inferiore a 85 (38% contro il 15%).
Le conseguenze a lungo termine sono prevedibili anche in età adulta: è più probabile che i bambini prematuri abbiano bisogno di trattamenti terapeutici, ad esempio fisioterapia, logopedia o terapia occupazionale. La nascita prematura ha anche conseguenze sociali e psicologiche a lungo termine: i bambini che pesano meno di 1.500 grammi alla nascita hanno maggiori probabilità di essere ansiosi e insicuri da adulti rispetto ai loro coetanei nati a termine e hanno anche maggiori probabilità di soffrire di depressione e disturbi d'ansia. Spesso rifuggono dai contatti e dalle sfide sociali e hanno difficoltà di comunicazione.
Impatto sui Genitori e Supporto Disponibile
Un parto prematuro è un peso enorme per i genitori. Non solo sono preoccupati per il benessere del loro piccolo, ma spesso si sentono in colpa e hanno la sensazione di aver fallito, anche se non sono effettivamente responsabili della nascita prematura. A ciò si aggiunge l'onere di prendersi cura del bambino prematuro, soprattutto se ci sono altri bambini da accudire. Molti genitori si sentono sopraffatti da un parto prematuro anche perché improvvisamente non hanno tempo e non si sono ancora preparati alla nascita. A causa di questi numerosi fattori di stress, i genitori di bambini prematuri hanno maggiori probabilità di soffrire di depressione e disturbi d'ansia.
Un parto prematuro è un'esperienza con la quale i genitori devono innanzitutto fare i conti. Per questo motivo, durante la degenza in ospedale sono assistiti da specialisti pediatrici, medici e ostetrici e ricevono indicazioni sulla vita quotidiana con il loro bambino prematuro. I genitori possono anche richiedere alla propria assicurazione sanitaria la copertura di alcuni costi di supporto.
La nascita prematura viene presa in considerazione anche per le prestazioni previste dalla legge, che variano a seconda del paese. In Germania, ad esempio, la tutela della maternità e l'indennità di maternità sono estese da 14 a 18 settimane se il peso alla nascita è inferiore a 2.500 grammi. Se il bambino deve rimanere in ospedale dopo la nascita prematura e la presenza di entrambi i genitori è necessaria dal punto di vista medico, i padri possono usufruire di un congedo speciale non retribuito e richiedere alla cassa malattia un'indennità sostitutiva netta. Simile a una nota di malattia, i medici rilasciano un certificato che deve essere presentato all'assicurazione sanitaria. È previsto anche un congedo parentale prolungato per le nascite premature, in modo che i genitori possano dedicare più tempo al proprio figlio. A seconda della prematurità del bambino, i genitori hanno diritto da uno a quattro mesi di indennità parentale di base aggiuntiva, che può anche essere convertita in indennità parentale Plus.
In Svizzera, il congedo maternità di 14 settimane inizia in genere subito dopo la nascita del bambino. Tuttavia, il più delle volte i bambini prematuri rimangono in ospedale per essere monitorati. In questo caso, si ha la possibilità di prolungare il congedo maternità per la durata della degenza ospedaliera (fino a un massimo di 56 giorni), il che comporta anche un’estensione della tutela di maternità (in termini di protezione contro il licenziamento) dopo un parto prematuro. Di solito, quando fanno richiesta per l’indennità di maternità, le future madri richiedono il rinvio del congedo maternità, nel corso del quale ricevono l’80% del proprio salario, per un massimo di 220 franchi al giorno. È importante notare che, in caso di parto prematuro, non è previsto un congedo parentale comune prolungato per madri e padri, in quanto il diritto federale svizzero non contempla alcun congedo parentale.
Esiste anche assistenza legale per danni da parto; gli avvocati di Dannidaparto.legal, ad esempio, hanno un'esperienza pluriennale in casi di danni occorsi al neonato e alla madre a causa errori medici. Questo evidenzia l'importanza di un'assistenza sanitaria di alta qualità e la possibilità di ricorrere a supporto legale in situazioni complesse.
Prevenzione del Parto Prematuro
La vera terapia del parto prematuro sarebbe la sua prevenzione, perché ogni parto anticipato per definizione si configura come un parto a rischio. Come già sottolineato, una nascita prematura può avere un impatto negativo sullo sviluppo del bambino. Per minimizzare il rischio, è fondamentale adottare misure preventive.
- Controlli regolari durante la gravidanza: Assicuratevi di partecipare a tutti i controlli previsti. Se la gravidanza è classificata ad alto rischio, si possono adottare misure preventive specifiche per evitare un parto prematuro. Per esempio, la somministrazione dell'ormone progesterone può ridurre il rischio di un altro parto prematuro se si è già avuto un parto prematuro. La cervice può essere chiusa completamente durante un intervento di chiusura del collo dell'utero (cerchiaggio cervicale) per evitare che i batteri entrino nell'utero e causino un parto prematuro. Il pessario può anche ridurre il rischio di parto prematuro, soprattutto in caso di gravidanze multiple e di debolezza del collo dell'utero.
- Stile di vita sano: Uno stile di vita sano è un prerequisito per una gravidanza sana. Ciò include una dieta equilibrata, esercizio fisico moderato e l'astensione da fumo, alcol e droghe, che possono compromettere lo sviluppo del bambino e aumentare il rischio di parto prematuro.
- Igiene intima accurata: Le infezioni nell'area genitale possono essere causa di parto prematuro. È quindi importante dare priorità a una buona igiene intima. Tuttavia, attenzione a non esagerare: la flora vaginale naturale protegge dagli agenti patogeni e, se la si deterge con prodotti aggressivi non adatti, si altera l'equilibrio e si possono causare danni. È consigliabile utilizzare prodotti per l'igiene intima delicati e chiedere consiglio al proprio ginecologo o all'ostetrica. Inoltre, la biancheria intima sintetica può causare infezioni e costituisce un terreno di coltura ideale per batteri e funghi, quindi è preferibile optare per tessuti naturali.
- Gestione dello stress: Lo stress è anche un fattore di rischio per un parto prematuro. Ridurre lo stress è forse più facile a dirsi che a farsi, soprattutto durante la gravidanza, ma è fondamentale per il benessere materno e fetale. È interessante notare che, per evitare un parto prematuro dovuto allo stress, in genere non si effettuano trattamenti dentali invasivi nel terzo trimestre, nonostante l'importanza della salute orale menzionata in precedenza, evidenziando la complessità delle decisioni cliniche.
Aspetti Specifici della Gestione del Parto Prematuro e Crescita Fetale
Durante la gravidanza, l'importanza della salute dell’utero, della placenta e del cordone ombelicale per lo sviluppo del neonato è massima. Il bambino cresce circondato da liquido amniotico all'interno dell'utero e il sangue arriva al bambino dalla placenta attraverso il cordone ombelicale, fornendo nutrienti e ossigeno essenziali. Lo stress fetale o materno può avere un impatto significativo: durante la gravidanza possono insorgere delle condizioni per cui il piccolo riceva, tramite la placenta, meno sangue di quello di cui necessita. Di conseguenza, il feto va ad aumentare la produzione di ormoni che normalmente vengono rilasciati dall’organismo in condizioni di stress. Anche le situazioni di stress psicosociale materno (quali i quadri di depressione o ansia) possono portare a un aumento di questi ormoni e dunque a un parto anticipato.
Un ritardo di crescita fetale indica che il bambino non sta crescendo secondo le aspettative. Poiché i bambini con crescita limitata sono più fragili e maggiormente suscettibili a emorragie cerebrali e complicazioni del parto, spesso la nascita è anticipata e il parto cesareo viene preferito a quello naturale in questi casi.
In situazioni di gravidanze multiple con complicazioni specifiche, come gemelli dicoriali-diamniotici o monocoriali-diamniotici con un singolo decesso fetale, se il decesso avviene alla o dopo la 34a settimana può essere preso in considerazione il parto. Nel caso in cui la morte del feto si verifichi prima della 34a settimana, il parto è individualizzato in base alle condizioni materne o fetali concomitanti. Per quanto riguarda precedenti natimortalità senza causa nota, non esiste una raccomandazione specifica per l’esecuzione del parto anticipato. Se il parto è programmato a meno di 39 settimane, può essere eseguita un'amniocentesi per la valutazione della maturità polmonare del feto, una procedura che fornisce informazioni cruciali per la gestione della nascita.
