Partorire all’improvviso: Guida alla gestione del travaglio precipitoso

Quando arrivi alla fine della gravidanza, una delle tue principali preoccupazioni è: come sarà il mio parto? Molte donne sperimentano dei chiari e comprensibili sintomi all’inizio del travaglio di parto, mentre altre sono in uno stato molto più confuso. Nessuno sa chiaramente che cosa fa iniziare il meccanismo del parto o quando, ma la comparsa di alcuni cambiamenti fisici può indicare che il parto sta arrivando. Il travaglio di parto è il più significativo processo di cambiamento che avviene nel corpo della donna durante la sua vita; contemporaneamente è la prima esperienza di cambiamento che ogni essere umano ha sperimentato nascendo.

illustrazione schematica delle fasi iniziali del travaglio

I Segnali Preparatori e le Modificazioni Fisiologiche

Il processo mediante il quale il bambino si insinua e si spinge all’interno della tua pelvi prima del parto si chiama IMPEGNO. L’impegno della testa fetale può avvenire alcune settimane prima del parto oppure poche ore prima. Il tappo mucoso è un accumulo di muco denso che si forma nel canale cervicale (nel collo dell’utero) durante la gravidanza. Quando il collo uterino (cervice) comincia ad allargarsi il muco viene spinto in vagina e tu vedrai fuoriuscire delle perdite gelatinose e capirai che il collo uterino ha cominciato a dilatarsi. L’aspetto del tappo mucoso può essere chiaro, rosa o leggermente striato di sangue.

Già settimane prima del travaglio il ginecologo ti può comunicare che è presente un iniziale appianamento del collo uterino. Questo meccanismo è preparatorio al travaglio e generalmente è causato dalle contrazioni di Braxton Hicks. Durante il travaglio di parto la tua cervice diventa sempre più sottile e sempre più corta, stirandosi e aprendosi intorno alla testa del bambino, come un imbuto. L’accorciamento e assottigliamento è detto APPIANAMENTO, ed è misurato in percentuale, da 0% a 100%. Quando la cervice ha uno spessore dimezzato il suo appianamento è del 50%. Quando è completamente assottigliata è del 100%. Lo stiramento e l’apertura della tua cervice è detta DILATAZIONE ed è misurata in centimetri; la dilatazione è completa a 10 cm. L’appianamento e la dilatazione sono l’effetto diretto di valide contrazioni uterine sulla cervice.

Comprendere le Contrazioni: Dalle Braxton Hicks al Travaglio Attivo

Le contrazioni uterine servono a dilatare la cervice e spingere il bambino all’esterno fuori dall’utero. Durante le contrazioni uterine l’addome diventa duro, mentre fra una contrazione e l’altra, poiché l’utero si rilassa, l’addome ritorna morbido. La contrazione viene percepita in modo molto diverso da ciascuna donna e anche diversamente da un parto all’altro. Generalmente però le contrazioni da parto generano un dolore sordo e fastidioso nella regione lombare e nel basso addome, con un aumento della pressione nella pelvi. Le contrazioni hanno una andamento a “onda”, dalla parte alta dell’utero sino alla parte bassa.

Prima che il vero travaglio cominci tu puoi avere dei “falsi dolori” da travaglio. Questi dolori sono provocati da contrazioni chiamate ”di Braxton Hicks”. Queste contrazioni uterine irregolari sono perfettamente normali, sono preparatorie al vero travaglio, e possono comparire dal secondo trimestre, sebbene siano più comuni nel terzo trimestre di gravidanza. Le contrazioni di Braxton Hicks possono essere descritte come un irrigidimento della zona addominale che va e viene. Nel falso travaglio le contrazioni sono spesso irregolari e non sono ravvicinate, possono fermarsi quando cammini, riposi, o quando cambi posizione, sono generalmente deboli e non diventano più forti col passare del tempo. Nel vero travaglio le contrazioni vengono a intervalli irregolari e durano circa 30-70 secondi. Quando pensi che il tuo “vero” travaglio sia iniziato comincia a controllare la durata delle contrazioni. Le contrazioni iniziano lievi, non molto dolorose, generalmente partono ogni 15 - 20 minuti e durano da 60 a 90 secondi. Poi le contrazioni diventano più regolari sino ad avere un intervallo di 5 minuti.

Misurazione della frequenza e del ritmo del polso di un paziente radiale

Il Periodo Prodromico e la Gestione a Casa

Il periodo prodromico del travaglio è la fase che precede il travaglio attivo e può durare ore o anche giorni, soprattutto nelle prime gravidanze. Si manifesta con contrazioni irregolari, talvolta dolorose ma ancora non efficaci nel determinare una dilatazione progressiva del collo dell’utero. L’attività contrattile sporadica (anche dolorosa) è presente nell’ultimo periodo della gravidanza, ed è un bene, perché il collo si modifica e si prepara già nel periodo precedente il travaglio. È esperienza comune avere delle contrazioni durante la sera, che passano poi prima della notte.

La fase dei prodromi è forse il fenomeno più variabile e imprevedibile che riguarda la nascita. Se l’obiettivo da raggiungere per essere in travaglio sono i famosi 4 cm di dilatazione, il tempo e le energie per raggiungere questo risultato non sono quantificabili. È fondamentale garantirsi una situazione comoda, intima, la compagnia giusta, piccoli pasti appetitosi e digeribili, e bevande tiepide o fresche leggermente zuccherate. Ingannare l’attesa con attività piacevoli, passeggiare, riposarsi, dormire. Soprattutto, è fondamentale evitare stress da prestazione, in genere indotto dall’ansia dei parenti. Meglio aspettare a casa fino a che ci si sente comode e al sicuro.

Quando si Rompono le Acque

Quando si rompono le membrane amniotiche (il sacco pieno di liquido che circonda il bambino in gravidanza) puoi avere la sensazione di una improvviso fiotto di liquido che esce rapidamente dalla vagina o di uno sgocciolio di liquido che scivola sulle gambe. Questo liquido è generalmente privo di odore e può essere chiaro o leggermente giallino. Se si rompono le acque ti consiglio di scrivere l’orario della rottura, quanto liquido è uscito, che tipo di liquido è, e poi chiamare il tuo ginecologo. Sebbene il travaglio possa non partire immediatamente dopo la rottura, il parto avverrà entro 24 ore. Infine ricorda che non tutte le donne hanno la rottura spontanea delle acque durante l’inizio del travaglio. La rottura delle membrane può precedere l’inizio delle contrazioni. In questo caso è consigliabile contattare il punto nascita per ricevere indicazioni su quando recarsi in ospedale.

Il Fenomeno del Parto Precipitoso

Il 2021 ci ha insegnato la veridicità del detto popolare secondo il quale “Quando un bambino vuole nascere, lo fa” indipendentemente da dove si trovi la mamma. Il cosiddetto ‘parto precipitoso’ è un evento che avviene in poche ore e non è prevedibile, ciò significa che può avvenire ovunque e in qualsiasi momento, indipendentemente dalla distanza dall’Ospedale.

L’accelerazione del meccanismo del parto è dovuta probabilmente a diversi fattori. Da un lato si ha l’instaurarsi fin dall’inizio di contrazioni uterine particolarmente valide ed efficaci, segno di una buona produzione di prostaglandine. Dall’altro, ha un ruolo importante l’elasticità dei tessuti: ci sono donne che presentano fibre uterine particolarmente toniche, e quindi più pronte a rispondere alla sollecitazione delle contrazioni, raggiungendo una buona dilatazione in tempi brevi. E ancora: è più facile che si abbia un parto veloce quando il feto non è molto grosso. Sebbene questo tipo di parto possa essere impegnativo per mamma e bambino, che non ha avuto il tempo di prepararsi alla nascita, in genere non porta con sé complicazioni particolari. Restano, comunque, un po’ più frequenti le difficoltà dell’utero a contrarsi dopo il parto con conseguenti emorragie post partum.

mappa concettuale dei passaggi da seguire in caso di parto d'emergenza

Strategie di Supporto e Gestione del Dolore

È dimostrato che il massaggio ha comportato una riduzione dell'intensità del dolore statisticamente significativa nella prima fase del travaglio, rispetto alle cure abituali. È stato dimostrato che il massaggio ha comportato una riduzione dell'ansia statisticamente significativa nella prima fase del travaglio, rispetto alle cure abituali. È dimostrato che posizioni erette e deambulanti ha comportato una riduzione statisticamente significativa della durata del travaglio di primo stadio, una diminuzione del rischio di parto cesareo e una diminuzione del rischio di dolore materno.

Nella seconda fase del travaglio, il parto sembra procedere più rapidamente in posizione eretta. Qualsiasi posizione eretta comporta una riduzione statisticamente significativa del rischio di parto assistito e della durata della seconda fase del travaglio, rispetto alla posizione supina. È stato dimostrato che il contatto pelle a pelle ha comportato una riduzione statisticamente significativa dell'ansia da stato materno da 8 ore a 3 giorni dopo il parto.

Procedure di Emergenza e Supporto Telefonico

Una volta individuata e registrata l’emergenza sul nostro sistema operativo, la mission dell’infermiere di centrale, rimane quella di procedere con le Istruzioni Pre Arrivo (IPA) ed erogare assistenza nel miglior modo possibile. Il problema principale delle situazioni che ci siamo trovati ad affrontare, è stato quello logistico: si è passati da una comoda camera da letto, al parcheggio sotto casa in una notte d’inverno, passando per la piazzola d’emergenza dell’autostrada A13. Avere, dall’altra parte del telefono, un professionista che si dimostri in grado di farsi carico di quel momento e di guidare i quasi genitori, può fare realmente la differenza per tutti.

Far sdraiare la donna. Se vi è il padre del bambino o una persona di fiducia, farla posizionare (ove possibile) alle spalle della donna per poterle dare conforto e incoraggiamento. Predisporre un campo sterile o pulito, sistemando teli o traverse sotto i glutei della donna. Essere pronti a sostenere il neonato già dalla fuoriuscita della testa. Adagiare il neonato sulla pancia della mamma. Per quanto riguarda il clampaggio del cordone ombelicale, utilizzare 2 cord clam, applicandoli a 10 cm circa dal bambino. Durante il secondamento è normale la fuoriuscita di sangue dalla vagina: apporre una traversa pulita. Portare madre e bambino in ospedale, nel frattempo fornire supporto emotivo alla madre (e al neonato), monitorando i parametri vitali. Un parto fisiologico, anche al di fuori della sala parto, non rappresenta un’emergenza. Risulta essenziale comunicare tempestivamente alla Centrale Operativa 118 l’anamnesi ostetrica della donna e decidere qual è la migliore assistenza per lei e per il feto.

Dinamiche della Fase Espulsiva

«Saprò spingere?». È questa una delle più frequenti ansie delle donne relative al parto. Nella norma non c’è alcun bisogno di insegnare a una donna come deve spingere, semplicemente perché al momento giusto sarà impossibile impedirglielo. A spingere non si insegna e non si impara. La spinta è spontanea, è “incoercibile”, è un riflesso automatico, in genere non doloroso, dovuto alla pressione della testa del bambino sui muscoli del perineo. Hanno bisogno di calma, rassicurazioni, sostegno fisico ed emotivo, e incoraggiamento ad ascoltare il segnale del bambino. Hanno bisogno di bere e di una quota di zuccheri per compensare la fatica.

No, quindi, nel modo più assoluto, a spinte guidate dall’esterno; no a trattenere l’aria, no a spinte lunghissime, e soprattutto no a spinte in posizione litotomica (sdraiate sulla schiena) e a spinte sulla pancia. Le spinte sono molto più efficaci in posizione libera. Serviranno molte spinte per far uscire completamente la testa, poi, alla contrazione successiva, sarà il turno delle spalle, e in seguito di tutto il corpo del bambino. Se non c’è perdita di sangue importante si deve aspettare (senza fare manovre né trazioni del cordone ombelicale) che la placenta si distacchi e una poderosa contrazione la faccia uscire. Ogni donna che abbia partorito ricorda tutti i particolari del suo travaglio di parto. Ogni storia familiare custodisce le narrazioni delle donne, e anche degli uomini, che descrivono ogni nascita, nella sua unicità. Il travaglio di parto è soprattutto un’esperienza, singolare, irripetibile, originale. Per molte ore si susseguono intense contrazioni, una dopo l’altra, e la dilatazione avanza a ritmo di 1 cm ogni due ore per il primo bambino, e più rapidamente per i successivi. Respiri, sorrisi, lacrime, massaggi, parole di conforto, luci basse, mente non troppo presente e lucida: questo è il travaglio, facilitato da tutte quelle condizioni che favoriscono il rilascio di ossitocina e di endorfine. L’intimità con il partner, i massaggi e le carezze sono l’aiuto migliore al lavoro degli ormoni. Sarà l’ostetrica a consigliare se e come procedere a stimolazioni più intense, come il massaggio dei capezzoli, qualora la situazione lo richieda. Ogni travaglio sarà diverso dall’altro e, come ogni fenomeno della natura, contiene una quota di imprevedibilità da accogliere con curiosità. Il travaglio è un percorso in cui bisogna mettercela tutta, consapevoli che si ha il diritto di essere aiutate.

tags: #partorire #all #improvviso