La decisione su dove partorire è un momento cruciale e intimo per ogni futura mamma, un periodo che, pur essendo generalmente lieto, è tutt’altro che un evento privo di rischi o imprevisti. Nel territorio bresciano, la scelta si concentra spesso su due strutture di eccellenza che dominano il panorama ostetrico: gli Spedali Civili di Brescia e la Poliambulanza. Queste due realtà sanitarie, entrambe superando i 2.500 parti l’anno, rappresentano i punti di riferimento per la maggior parte delle famiglie residenti, con due famiglie su tre che optano per una di queste opzioni. La complessità della gravidanza e le esigenze individuali guidano le preferenze, delineando un quadro diversificato di aspettative e necessità.
Panorama delle Nascita nel Bresciano e Fattori di Rischio
Nel Bresciano, l'anno scorso sono nati 8.998 bambini. Per la metà delle famiglie che hanno accolto questi nuovi nati, si trattava del primo figlio, un dato significativo che sottolinea l'importanza di un supporto adeguato e di informazioni chiare per chi si affaccia per la prima volta al mondo della genitorialità. L'analisi dei dati di Ats Brescia (esclusa la Vallecamonica) conferma un trend ormai consolidato da diversi anni, che vede gli Spedali Civili e la Poliambulanza come i principali centri per il parto.
Il report annuale sulle nascite redatto da Ats Brescia evidenzia anche delle differenze nelle preferenze, correlate al decorso della gravidanza. Infatti, nel quinquennio dal 2017 al 2022, è emerso che più del 50% dei parti da gravidanza patologica è avvenuto presso gli Spedali Civili. Al contrario, in caso di decorso fisiologico, si è registrata una maggior tendenza a partorire presso la Poliambulanza. Questo suggerisce una specializzazione implicita o percepita delle strutture in base alla complessità clinica.

La gravidanza e il parto, pur essendo eventi naturali, comportano intrinsecamente delle variabili che possono influenzarne il decorso. Risulta infatti che il 18,6% delle gravidanze nel 2022 ha avuto un decorso definito «patologico». Numerosi aspetti possono influenzare questa condizione, rendendola più complessa e potenzialmente rischiosa. Tra i fattori di rischio identificati si annoverano l’età superiore ai 39 anni della madre, la storia di aborti spontanei pregressi, e il matrimonio tra consanguinei, come fra cugini di primo o secondo grado. Quest'ultimo dato incide per lo 0,55% tra le donne italiane e raggiunge il 4,5% tra le donne straniere, con una quota elevata tra le comunità pakistane residenti. Ma non sono solo fattori genetici o demografici a contribuire ai rischi: anche l’essere sovrappeso, il consumo di alcool e il fumo rappresentano importanti fattori di rischio per la salute materna e fetale.
In relazione al fumo, le statistiche mostrano un quadro misto: l’11% delle donne in dolce attesa smette di utilizzare la sigaretta durante la gravidanza. Tuttavia, una percentuale non trascurabile, il 7,4% delle donne italiane, continua a fumare in questo periodo delicato. Se si considerano le straniere residenti nel Bresciano, la percentuale delle donne incinte che continuano a fumare scende al 3,4%, indicando differenze nelle abitudini e nei comportamenti legati alla salute tra diverse popolazioni.
Il report di Ats Brescia traccia anche il percorso degli ultimi vent’anni, evidenziando significative evoluzioni nei tassi di natalità. Se oggi nascono all’incirca 9 mila bambini l’anno, nel 2003 il dato dei parti raggiungeva i 11.775. Col passare degli anni, il numero dei parti è cresciuto in maniera costante fino al 2008, arrivando a toccare quota 13.879, per poi diminuire negli anni successivi. Questa flessione è in parte attribuita alla maggiore natalità delle donne straniere nei periodi precedenti, un fenomeno che ha compensato il calo tra le donne italiane. Dal 2009, però, anche il numero di nuovi nati è andato calando tra le straniere. Attualmente, il 33,5% dei piccoli viene alla luce da una donna straniera, il cui tasso di natalità - ovvero il numero di figli - si mantiene a valori doppi rispetto a quello delle donne bresciane.

Per quanto riguarda il luogo di parto, le donne straniere spesso si recano nell'ospedale più vicino. Questa tendenza è particolarmente evidente in alcune zone: oltre il 55% delle partorienti di Desenzano e Chiari sono straniere. Il dato scende al 33% agli Spedali Civili e al 20% in Poliambulanza, suggerendo che fattori geografici e logistici possano giocare un ruolo preponderante nella loro scelta.
L'Opzione del Parto Fisiologico e la Gestione del Dolore
La ricerca di un parto che sia il più naturale e rispettoso possibile delle esigenze della donna è una priorità per molte future mamme. Nell’Unità Operativa di Ostetricia di diverse strutture, tra cui la Poliambulanza, si cerca attivamente di favorire il parto fisiologico. Questo approccio incoraggia le donne a vivere il travaglio e a partorire in posizioni libere e alternative, promuovendo un'esperienza più autonoma e confortevole.
Per quanto riguarda la gestione del dolore, un aspetto fondamentale dell'esperienza del parto, esistono metodologie che consentono di contenere le sensazioni intense senza l’utilizzo di farmaci. Tuttavia, per le donne che desiderano un sollievo farmacologico, l'anestesia epidurale è un'opzione ampiamente disponibile.
Nella Poliambulanza, per garantire alla mamma un’esperienza positiva e nella massima sicurezza, è garantita la possibilità di richiedere l’anestesia epidurale. Questo servizio è disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e prevede la previa esecuzione di una valutazione anestesiologica gratuita. Per accedere a questa consulenza anestesiologica specifica per il PARTO ANALGESIA, è possibile prenotare chiamando il CUP (Centro Unico di Prenotazione) al numero dedicato. Una volta somministrata, la dose effettuata ha un periodo di latenza di circa 20 minuti; ciò significa che il suo effetto inizia subito ma impiega circa 20 minuti a raggiungere l’effetto massimo. Durante questo periodo iniziale, alcune contrazioni possono ancora essere percepite, sebbene con un'intensità via via minore. L’effetto antalgico di questa anestesia durerà poi per circa 90 minuti, offrendo un sollievo significativo dal dolore.Anche agli Spedali Civili, l'epidurale è un'opzione garantita H24, a conferma dell'impegno delle strutture bresciane nel fornire un adeguato supporto per la gestione del dolore durante il travaglio.
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Confronto Tra Spedali Civili e Poliambulanza: Cifre e Specializzazioni
Entrambe le strutture, Spedali Civili e Poliambulanza, sono ampiamente riconosciute per l'eccellenza delle loro prestazioni nel campo ostetrico, ma presentano alcune differenze in termini di volume di parti e specializzazioni percepite.Gli Spedali Civili gestiscono un volume di parti considerevolmente più elevato, con circa 3700 nascite all'anno. Questo dato ne fa una delle più grandi maternità della regione. La Poliambulanza, secondo dati di alcuni anni fa (circa cinque), gestiva circa 1500 parti all'anno. Questa differenza numerica può influenzare l'esperienza complessiva, come notato da chi ha lavorato in entrambi gli ambienti.
Un aspetto cruciale nel confronto tra le due strutture riguarda le loro capacità di gestione delle gravidanze e dei neonati prematuri o con patologie. Gli Spedali Civili sono dotati di una Patologia Neonatale che interviene dalle 23-24 settimane di gestazione, offrendo un elevatissimo livello di cura per i casi più complessi e prematuri. La Poliambulanza, d'altro canto, disponeva (secondo informazioni di circa cinque anni fa) di una Patologia Neonatale che funzionava dalle 32 settimane. Questa distinzione può essere determinante per le gravidanze a rischio di parto prematuro o con complicazioni.
Il report di Ats Brescia ha messo in luce che, nel quinquennio 2017-2022, più del 50% dei parti da gravidanza patologica è avvenuto proprio presso gli Spedali Civili, mentre in caso di decorso fisiologico vi è una maggior tendenza a partorire presso la Poliambulanza. Questo suggerisce che gli Spedali Civili sono spesso il punto di riferimento per le situazioni più complesse, il che potrebbe tradursi in una maggiore esperienza del personale con casi difficili. Alcuni ritengono che, visto il maggior numero di parti e la gestione di casi più complicati, i medici e le ostetriche del Civile possano essere "più preparati" per affrontare ogni evenienza.
Indipendentemente dalla struttura, i ginecologi sono considerati bravi da entrambe le parti. È importante ricordare che durante il travaglio, la presenza costante è quella dell'ostetrica, mentre il medico interviene in caso di problemi o per le suture post-parto. Tra i nomi di spicco menzionati, il dottor Rampinelli agli Spedali Civili è descritto come "in gambissima" e "molto attento", mentre per la Poliambulanza viene citata la dottoressa Dorigatti, anch'essa ritenuta "brava". Un'esperienza condivisa riporta che il dottor Rampinelli ha diagnosticato e risolto un problema non individuato altrove, portando a una gravidanza attesa.
Esperienza della Degenza e Servizi Offerti
La scelta del luogo del parto non si basa solo sulle capacità mediche, ma anche sull'esperienza complessiva che la struttura offre alla futura mamma e alla sua famiglia, inclusi l'ambiente, la degenza e i servizi accessori.
La Poliambulanza: Un Ambiente Accogliente e Familiare
La Poliambulanza è spesso descritta come un ambiente "più raccolto e familiare". Grazie a un volume di lavoro inferiore rispetto al Civile, le future mamme possono sentirsi "più seguite durante il travaglio".La struttura offre stanze a due letti e la possibilità di effettuare il parto in acqua, un'opzione che molte donne considerano per un'esperienza più dolce e naturale. In passato, era presente anche un nido, un servizio che permetteva di affidare il neonato alle cure del personale per alcuni periodi.Un aspetto distintivo della Poliambulanza è la sua "impronta cattolica". Questo si manifesta, ad esempio, con le preghiere che vengono diffuse la mattina tramite interfono. Tuttavia, le testimonianze indicano che questa caratteristica non è vissuta come invadente, e non ci sono stati passaggi di preti per benedizioni o simili, pur mantenendo uno "stampo" evidente. Molte donne si sono trovate bene per visite ed esami prima della gravidanza, e chi è stata seguita per patologie come l'endometriosi ha espresso grande soddisfazione per il personale.
Gli Spedali Civili: Sicurezza e Supporto Completo
Gli Spedali Civili di Brescia sono percepiti come una "struttura immensa e dà senso di sicurezza", in parte grazie alla capacità di gestire un alto numero di parti e una vasta gamma di "casi più complicati". Le stanze sono generalmente a due letti, anche se una testimonianza più datata (2008) menzionava camere da sei letti con bagno nel corridoio, il che suggerisce un'evoluzione delle configurazioni.Per quanto riguarda il neonato, l'esperienza più recente di una neo-mamma indica che il bambino può stare in stanza, ma c'è anche la possibilità di lasciarlo al nido. Il personale del nido è descritto come "stupendo", e viene offerta la possibilità di affidare il neonato per la prima notte, per permettere alla madre di riposare. Il supporto post-parto è molto apprezzato: le infermiere sono sempre a disposizione, e viene insegnato come lavare, cambiare il neonato e come tenerlo in braccio, oltre a fornire consigli sui massaggini per le coliche. La struttura fornisce anche tutto il materiale necessario, come asciugamani per il bimbo o la bimba, pannolini e cremine.Un'altra comodità offerta è la possibilità di prenotare direttamente in reparto un giro della sala parto, un servizio utile per familiarizzare con l'ambiente prima del grande giorno. Anche al Civile è disponibile il parto in acqua. Le testimonianze personali di chi ha partorito al Civile sono molto positive, parlando di "esperienza bellissima", "ostetriche meravigliose, pazienti e sempre presenti", e riscontrando "cortesia, umanità, disponibilità e soprattutto competenza".

Il Taglio Cesareo: Quando è Necessario e le Diverse Politiche
Il taglio cesareo è una procedura chirurgica che, sebbene salvavita in molte circostanze, presenta un tasso di ricorso variabile a seconda delle strutture e delle specifiche politiche ospedaliere. Considerando tutta la popolazione, indipendentemente dalla nazionalità, l'anno scorso sono stati praticati 2.489 tagli cesarei, pari a un dato medio del 28% dei parti totali nel Bresciano. Tuttavia, ci sono delle notevoli differenze tra le varie cliniche; ad esempio, la Clinica S.Anna ha registrato un tasso del 41%.
È chiaro che in alcune circostanze il cesareo è d’obbligo, rappresentando l'unica opzione per garantire la sicurezza della madre e del bambino. Tuttavia, i dati del 2022 mostrano che su 2.485 casi, in ben 1.301 il ricorso al taglio cesareo non è avvenuto in urgenza, bensì "in elezione", quindi in modo programmato. Questo dato evidenzia come una parte significativa dei cesarei sia pianificata in anticipo, spesso per motivi medici preventivi o per specifiche indicazioni.
Agli Spedali Civili, la politica dell'ospedale è fortemente orientata verso il parto naturale. Per questo motivo, l'ottenimento di un taglio cesareo "a richiesta" può risultare più difficile e viene ottenuto "a fatica". Nonostante questa politica, la struttura garantisce un elevato senso di sicurezza, dato che dispone di un pronto soccorso ginecologico e di una patologia neonatale di alto livello, essenziali per affrontare qualsiasi tipo di emergenza.

La Scelta Personale: Consigli e Considerazioni Finali
La scelta tra Spedali Civili e Poliambulanza è profondamente personale e non esiste un ospedale "giusto" e uno "sbagliato", poiché entrambe sono "strutture molto valide (tra le prime in Italia)". La decisione finale è spesso influenzata da una moltitudine di fattori, che vanno dalle esperienze pregresse con le strutture, alle preferenze individuali sull'ambiente e sui servizi offerti.
Molte testimonianze suggeriscono che l'esperienza è "tutto molto soggettivo e dipende molto dal personale che incontri". Questo sottolinea l'importanza dell'interazione umana e della percezione di empatia e professionalità da parte di medici e ostetriche. Se una futura mamma si sta già sottoponendo a visite e controlli in una delle due strutture e si sta trovando bene, il consiglio è spesso quello di continuare il percorso lì per il parto, mantenendo una continuità assistenziale che può infondere maggiore tranquillità.
Per alcune, il "senso di sicurezza" che una struttura ampia e con un alto volume di casi complessi può offrire è prioritario. Per altre, un ambiente "più raccolto e familiare" e la sensazione di essere "più seguita durante il travaglio" sono elementi determinanti. Ad esempio, una donna con una storia familiare di gestosi e in sovrappeso potrebbe preoccuparsi maggiormente della sicurezza in caso di complicazioni, orientandosi verso la struttura con la più alta capacità di gestione delle emergenze.
Tra i medici, il dottor Rampinelli agli Spedali Civili e la dottoressa Dorigatti alla Poliambulanza sono nomi che risuonano positivamente nelle discussioni. Anche se il ginecologo non è sempre presente durante il travaglio, avere un riferimento di fiducia può essere un elemento di comfort.È importante considerare tutte le opzioni, fare domande, e, se possibile, visitare i reparti. Al Civile, si può chiamare direttamente in reparto per prenotare un giro della sala parto. In passato, anche la Poliambulanza organizzava tali visite.
Informasalute Focus novembre - Percorso Nascita Valli Taro e Ceno 2° parte
La scelta è, in definitiva, una questione di equilibri tra le proprie paure, le proprie aspettative e le informazioni disponibili.
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