Il parto cesareo: indicazioni, procedure e consapevolezza clinica

Il parto cesareo è un intervento chirurgico che permette la nascita del bambino attraverso un’incisione dell’addome e dell’utero. Può essere programmato in base a indicazioni mediche o scelte condivise, oppure eseguito d’urgenza in situazioni che mettono a rischio la salute di madre e neonato. La scelta della modalità del parto rappresenta oggi un tema delicato e complesso che merita attenzione e consapevolezza. Il punto fondamentale è mettere al centro la salute e il benessere, fisico e psicologico, della gestante.

rappresentazione schematica dell'utero in gravidanza e incisione chirurgica

La natura dell'intervento e le distinzioni cliniche

Il parto cesareo si effettua mediante un intervento chirurgico che prevede un'incisione dell’addome e dell’utero. In base alle necessità cliniche e alla tempistica, si distinguono diverse tipologie di approccio:

  • Parto cesareo programmato (o “di elezione”): Viene concordato con il medico e l’ostetrica all’interno della struttura ospedaliera di riferimento. Si pianifica in anticipo per motivi medici come la placenta previa, presentazioni fetali non cefaliche o rischi materni/fetali.
  • Parto cesareo d’urgenza: Eseguito quando emergono situazioni che mettono a repentaglio la salute della madre o del bambino durante il travaglio o la gravidanza, come in caso di sofferenza fetale o emorragie.
  • Cesareo elettivo su richiesta: Spesso richiesto dalla donna in assenza di indicazioni cliniche strette, sebbene la posizione della FIGO (Federazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia) affermi che un intervento eseguito senza un’indicazione medica non rientra nei canoni della migliore pratica medica.

Indicazioni mediche e raccomandazioni cliniche

Secondo le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità, un parto cesareo dovrebbe essere programmato o eseguito d’urgenza quando il rapporto benefici-rischi è favorevole. Le indicazioni più frequenti includono:

  1. Precedente parto cesareo: Sebbene sia una delle cause principali, non preclude automaticamente il parto vaginale in gravidanze successive.
  2. Presentazione podalica: In caso di gravidanza a termine con feto singolo in presentazione podalica è opportuno offrire un taglio cesareo programmato perché l’intervento diminuisce la mortalità perinatale/neonatale e la morbosità neonatale grave rispetto al parto vaginale.
  3. Infezioni materne: Il taglio cesareo programmato è raccomandato alle donne con infezione primaria da Herpes simplex genitale (HSV) che presentano lesioni nel terzo trimestre di gravidanza o al momento del parto.
  4. Complicanze placentari: Condizioni come placenta previa, placenta accreta o distacco di placenta rappresentano indicazioni elettive per l'intervento chirurgico.

È importante notare che misure come la pelvimetria, la misura del piede o la stima delle misure fetali non sono predittive della mancata progressione del travaglio. Inoltre, le prove attualmente disponibili non dimostrano l’efficacia della gestione attiva del travaglio, dell’immersione in acqua o della mobilità materna nel ridurre la necessità di un cesareo.

Taglio cesareo

Considerazioni su travaglio e assistenza

Le donne in gravidanza devono essere informate che un sostegno emotivo continuo durante il travaglio di parto, effettuato da persone con o senza una formazione specifica, riduce la probabilità di un taglio cesareo e di parto operativo. Nonostante l'opinione comune, la scelta del cesareo non dipende solo dalla volontà della donna; la ricerca indica che una forte componente della scelta è determinata dalla tipologia di struttura sanitaria: il 56,9% dei tagli cesarei viene effettuato in strutture private contro il 33,3% nelle strutture pubbliche, spesso per un'eccessiva cautela difensiva da parte dei medici.

Il dibattito sulla paralisi cerebrale

Il taglio cesareo viene erroneamente ritenuto più sicuro del parto vaginale in termini di prevenzione neurologica. Tuttavia, studi di epidemiologia clinica indicano che, nella maggior parte dei casi, gli eventi che conducono alla paralisi cerebrale si verificano prima dell'inizio del travaglio o dopo la nascita. Le patologie neurologiche sono il risultato di eventi multifattoriali che il taglio cesareo, di fatto, non può prevenire. Non è eticamente ammissibile praticare il cesareo allo scopo di ridurre la frequenza di paralisi cerebrali, poiché non esiste un dimostrato rapporto di causa-effetto.

infografica che illustra i fattori di rischio multifattoriali nella paralisi cerebrale

Parto vaginale dopo cesareo (VBAC/TOLAC)

Alle donne che hanno già partorito mediante taglio cesareo deve essere garantita un’adeguata sorveglianza clinica e un monitoraggio elettronico fetale continuo. Il VBAC è un’opzione valida in presenza di incisione uterina trasversale inferiore e assenza di controindicazioni ostetriche. È necessario fornire informazioni specifiche sulle modalità assistenziali in uso, poiché la disponibilità di un’equipe pronta all'emergenza condiziona gli esiti. Se, in assenza di controindicazioni, si decide per un parto vaginale, è opportuno sapere che in oltre il 90% dei casi il parto avrà un regolare decorso ed esito positivo.

Preparazione e post-operatorio

Non è richiesta alcuna particolare preparazione specifica oltre ai comuni protocolli chirurgici. La valigia per il parto deve essere preparata secondo le indicazioni della struttura. Il post-operatorio richiede attenzione alla gestione del dolore e alla cura della ferita chirurgica. La ferita in genere richiede solo piccoli accorgimenti: medicazione quotidiana fino alla prima guarigione, preferendo indumenti morbidi e traspiranti.

È compito dell’ostetrica favorire un contatto precoce tra mamma e neonato. Molte strutture ospedaliere hanno introdotto lo "skin to skin" in sala operatoria, pratica che ha benefici significativi sulla soddisfazione materna, sull'allattamento al seno e sulla colonizzazione del microbioma neonatale.

illustrazione del contatto pelle a pelle (skin to skin) tra madre e neonato dopo il cesareo

Rischi e complicanze

Sebbene la mortalità e la morbilità del taglio cesareo siano basse, esse risultano superiori rispetto a quelle di un parto vaginale. I rischi per la donna comprendono emorragie, infezioni, trombosi, aderenze addominali e lesioni di organi vicini come la vescica. Per il neonato, possono riscontrarsi difficoltà respiratorie transitorie e tempistiche diverse nell'adattamento alla vita extrauterina.

In gravidanze successive, la presenza di una cicatrice uterina richiede attenzione clinica per il potenziale rischio di placenta previa, placenta accreta o, in rari casi, rottura uterina. Il confronto costante con il personale sanitario è fondamentale per affrontare il parto in modo consapevole, bilanciando benefici e rischi in base alle proprie esigenze e al proprio progetto di vita riproduttiva.

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