La dolcezza del distacco: parafrasi e riflessioni sulla poetica di Roberto Piumini

La letteratura per l'infanzia, troppo spesso erroneamente relegata a mero strumento di intrattenimento, nasconde al suo interno una complessità formale e contenutistica profonda. Tra le voci più autorevoli che hanno saputo interpretare questa delicatezza, quella di Roberto Piumini occupa un posto di rilievo. Quando ci si avvicina a un componimento come la Ninna Nanna di Piumini, non si sta semplicemente leggendo una successione di versi per favorire il sonno, ma ci si immerge in un esercizio di sottrazione. Come suggerisce Bruno Tognolini, per semplificare bisogna togliere, riconoscendo l'essenza delle cose per comunicarle nella loro integrità.

rappresentazione poetica del sonno e della natura

L'essenza del riposo nel quotidiano infantile

La Ninna Nanna di Piumini si configura come un rituale di transizione tra il dinamismo frenetico della giornata e la quiete necessaria della notte. Nel contesto della Scuola dell'Infanzia di Ca’ Baroncello, dove i bambini imparano a esplorare, crescere e donare bellezza agli spazi, il sonno non è un’interruzione, ma un momento di elaborazione. Parafrasare Piumini significa dunque entrare in risonanza con quel ritmo lento che i bambini stessi ricercano, un ritmo che ricorda il movimento dolce delle onde del mare o il respiro della natura nel grande giardino della scuola, dove trova spazio anche un pollaio, simbolo di una quotidianità autentica.

La poesia di Piumini trasforma il buio in un luogo di accoglienza. Laddove il bambino potrebbe temere la separazione, l'autore propone immagini rassicuranti: la luna che veglia, il silenzio che avvolge, il distacco graduale dal mondo del gioco per entrare in quello del sogno. È la stessa logica che muove le insegnanti quando leggono storie ai piccoli: creare un’atmosfera intima, favorevole all’ascolto, dove il tempo si dilata.

La sottrazione come atto poetico

Il processo di parafrasi della Ninna Nanna deve necessariamente passare per la "distillazione" dei termini. Piumini sceglie parole lievi, volatili, che non appesantiscono la mente del bambino prima del riposo, ma la liberano. Se dovessimo tradurre il senso profondo dei suoi versi, dovremmo parlare di una promessa di protezione.

In un mondo in cui, come scrive il pedagogista, siamo spesso tentati di "aggiungere" decorazioni e rumori, Piumini ci insegna l'arte del silenzio. Questo approccio è speculare a quello adottato nella Giornata Mondiale dei Diritti dell'Infanzia, dove la storia di Piumini, La bambina senza nome, ha permesso ai bambini di riflettere sui propri diritti con competenza e saggezza. La ninna nanna è, in fondo, l'affermazione del diritto più intimo di ogni bambino: il diritto alla serenità e a un riposo sicuro, circondato dall'affetto di chi, come i nonni - definiti "patrimonio dell'umanità" -, costituisce il pilastro dell'esistenza.

Per Te Vorrei, Poesia dal Nido Maria Bonino di Biella

Verso il sogno: una metafora pedagogica

Il sonno, raccontato dai versi di Piumini, diventa una metafora della crescita. Come un faggio piantato nel giardino della scuola - simbolo di vita e di cura - il bambino che ascolta una ninna nanna si radica nel presente per poter poi crescere verso la luce del sole. Le parole della poesia sono come le impronte delle manine dei bambini sulla tela bianca della scuola: tracce di un passaggio che rimane nel tempo, pur nella sua apparente fugacità.

Nell'atto di parafrasare questo testo, non cerchiamo di spiegare razionalmente il contenuto - poiché, come suggerisce l'approccio MCE nelle scuole, le poesie di primavera vanno lette per il piacere, senza chiedere prestazioni - ma di coglierne la vibrazione. Quando Piumini scrive, la sua penna toglie il "materiale in più" dal masso della giornata, lasciando solo la scultura essenziale del riposo. Ogni verso è un invito a lasciare andare le ansie, le attività scientifiche con i Lego, le corse in giardino o le intense giornate trascorse al Parco Natura Viva di Verona, per confluire nella calma dell'attesa.

La cura del linguaggio: un legame con il mondo

La Ninna Nanna di Piumini stabilisce un legame profondo tra il microcosmo del bambino e il macrocosmo universale. La voce del poeta diventa quella della madre, del padre, o dell'educatore che accompagna il passaggio. È un linguaggio che rispetta l'intelligenza del bambino, poiché, come insegna la letteratura di alta qualità, non c'è bisogno di semplificare il vocabolario quanto di elevare il pensiero.

Questo incontro tra poesia e infanzia si realizza pienamente in momenti come la "Festa dell’accoglienza" o il laboratorio di biblioteca, dove le parole diventano ponti interculturali. Quando leggiamo Piumini, stiamo partecipando a una tradizione in cui la lingua madre è anche la lingua della culla. Il sonno, dunque, non è una negazione dell'essere, ma un momento di potenziamento: è nel riposo che il bambino sogna di diventare re, regina, scienziato o pilota, proprio come i piccoli alunni di Ca' Baroncello hanno espresso durante le letture animate.

L'impronta della memoria nel riposo

Ogni ninna nanna contiene l'eco del passato e la promessa del futuro. Nel chiudere gli occhi, il bambino non si isola, ma si connette a una rete di affetti: i nonni, gli amici, i tutori delle scuole primarie incontrati nel Progetto Continuità. Parafrasare Piumini significa riconoscere che la poesia è un "fatto" tanto quanto il gioco o la merenda in giardino. È uno strumento di conoscenza del mondo che, partendo dal particolare - il battito del cuore, il respiro regolare - arriva al generale - l'appartenenza all'umanità.

In definitiva, la Ninna Nanna di Roberto Piumini è un inno alla lentezza in un mondo che corre troppo. Ci invita a fermarci, a "togliere" per ritrovare ciò che conta, a valorizzare il silenzio tanto quanto le grida di gioia dei bambini che cantano danze dal mondo. In questo spazio, il bambino può finalmente essere se stesso, unico e irripetibile come un calzino spaiato, protetto dalla rassicurante certezza che, anche nel buio della notte, il mondo è un luogo in cui vale la pena continuare a sognare.

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