Sappiamo tutti che i tempi dello spannolinamento diurno non corrispondono a quelli dello spannolinamento notturno, e questa è una realtà naturale. Spesso, quando si festeggia perché finalmente il figlio non usa più il pannolino di giorno e sta diventando sempre più autonomo, inizia a sorgere la preoccupazione per la notte. Domande come "E per la notte adesso come faccio?", "Continuerà a fare la pipì senza rendersene conto?", "Quante volte dovrò svegliarlo perché non si bagni o non inzuppi le lenzuola?" o "Finirà presto tutto questo?" sono comuni e generano una miscela di ansia, nervosismo e impazienza. È un passaggio carico di emozioni, un mix tra l’entusiasmo per la crescita e un po’ di agitazione per quello che verrà.
L’addio al pannolino è una tappa importante nello sviluppo del bambino, che richiede tempi diversi da caso a caso e non ha una scadenza universale. Non esiste una regola a chi ci riesce prima. Alcuni bambini tolgono il pannolino notturno a tre anni, altri a cinque o sei. Non esiste una regola universale, ma esiste il metodo giusto per il proprio bambino, che si scopre un pezzetto alla volta, osservando, ascoltando e rispettando i suoi tempi. Affrontare questo passaggio con serenità è fondamentale per rafforzare il legame con il bambino. Con il giusto tempo, uno sguardo attento e una buona dose di pazienza, ogni famiglia può trovare il proprio modo per gestirlo.
La Maturazione del Controllo Sfinterico: Giorno e Notte a Confronto
È naturale che l’autonomia diurna arrivi prima rispetto a quella notturna. Spesso, quando il bambino riesce a restare asciutto durante il giorno, ci si aspetta che possa fare lo stesso anche di notte. Tuttavia, il controllo sfinterico notturno è una capacità più complessa da acquisire, poiché dipende da una maturazione fisiologica che avverrà nel tempo. Durante il sonno, il corpo del bambino lavora in modo diverso. In passato si pensava che l’enuresi notturna fosse legata al sonno profondo dei bambini; si è scoperto invece che dipende da un riposo disturbato e di "bassa qualità", con molti movimenti degli arti, che causa quindi difficoltà nel risveglio.
Il controllo sfinterico dipende dalla maturazione del sistema nervoso centrale e prima dei 18 mesi circa il bambino non ha fisiologicamente raggiunto quei progressi utili a controllare la pipì e la cacca. La pipì si forma nei reni, arriva nella vescica, che è l’organo di raccolta dell’urina (oltre che del suo contenimento e della sua espulsione), attraverso due sottili tubicini, gli ureteri. A bloccare l’espulsione involontaria dell’urina ci sono gli sfinteri, ovvero due muscoli circolari, uno involontario e uno volontario, deputati al controllo della fuoriuscita urinaria. Da un punto di vista biologico non esiste un’età precisa in cui il bambino è pronto. Solitamente è tra i 18 e i 24 mesi che il piccolo sviluppa la capacità di controllare gli stimoli, tuttavia è importante sapere che alcuni bambini non sono pronti fino ai 4 anni e che ciò non deve assolutamente preoccupare. Anche se tuo figlio è “spannolinato” di giorno, potrebbe avere ancora bisogno del pannolino di notte, ed è del tutto normale.

Il Ruolo Cruciale della Pazienza e delle Aspettative Realistiche
In questo percorso di spannolinamento notturno, non si tratta di qualcosa che potrai “insegnare” o “raccomandare” a tuo figlio. Infatti, si tratta di una maturazione fisiologica che avverrà nel tempo, e quindi la pazienza e l’attesa necessaria che tutto avvenga da sé sono i migliori strumenti di cui potrai equipaggiarti. Dovrà entrare in campo la regina "Pazienza" e dovranno uscire dal campo le scomode sorellastre "Aspettative".
Non succederà che da una notte precisa in poi toglieremo per sempre il pannolino. Non succederà nemmeno che nostro figlio sarà magicamente autonomo, non bagnerà le lenzuola, andrà in bagno da solo senza interrompere il tuo sonno e poi tornerà a letto riaddormentandosi con facilità senza richiedere il tuo intervento. Non solo questa è fantasia, ma è naturale che avvenga piuttosto il contrario. Semplicemente perché non è questa la natura del bambino che, a differenza di quanto noi vorremmo, fa le cose per gradi e lentamente e a piccoli passi fa maturare il bambino e la fisiologia del suo corpo.
È indispensabile evitare di mettergli fretta, di colpevolizzarlo, di mostrarti scocciata o dispiaciuta. Questa è una fase della vita che fa parte dell’esistenza di tuo figlio e non va condannata, anche se per te è preferibile non essere svegliata di notte. Ogni cosa ha il suo tempo e chi sceglie di essere genitore lo deve in qualche modo mettere in conto. La calma del genitore è fondamentale perché il figlio avverte l’ansia; dal punto di vista del bimbo, ancora di più, la quiete è condizione intrinseca della buona riuscita del passaggio.
Riconoscere i Segnali di Prontezza per lo Spannolinamento Notturno
Comprendere quando è il momento giusto per togliere il pannolino di notte senza stress significa prepararsi in modo pratico ed emotivo. È un compito osservazionale del genitore controllare il “tempo del pannolino asciutto“, ovvero valutare con quale frequenza il bambino svuota la vescica.
Ecco alcuni indizi che possono suggerire che il momento giusto è giunto:
- Il pannolino è asciutto al risveglio, o quasi, per almeno 5-7 giorni consecutivi. Questo è un buon momento di passaggio.
- Il bambino si sveglia da solo durante la notte per fare pipì? Ti chiede di accompagnarlo per andare in bagno? Questo è un indicatore importante del risveglio notturno per fare pipì.
- Durante il giorno ha acquisito una buona autonomia nel riconoscere lo stimolo? Questi segnali, sebbene non obbligatori, possono indicare una maggiore consapevolezza del corpo e dei ritmi fisiologici, aiutandoci a capire se possa essere pronto a questo cambiamento.
Se il bambino, efficace di giorno nell’uso del vasino e già maturo (4 anni +), bagna spesso il letto, questo suggerisce che potrebbe non essere ancora il momento. Segnali di prontezza del controllo sfinterico notturno includono anche il pannolino asciutto dopo il riposino pomeridiano.
COME TOGLIERE IL PANNOLINO. MINI-GUIDA per lo SPANNOLINAMENTO. Psicologa infantile.
Strategie Pratiche per un Passaggio Sereno al Controllo Notturno
Quando si affronta lo spannolinamento notturno, è fondamentale adottare un approccio graduale e supportivo, evitando pressioni che potrebbero ostacolare il processo naturale di maturazione del bambino.
La Gestione del Pannolino: Continuità e Transizione
- Dopo aver tolto il pannolino di giorno, continua ad usarlo la notte. Questo permette al bambino di concentrarsi su un passaggio alla volta.
- Controlla il pannolino la mattina e riconosci come un buon momento di passaggio quello in cui trovi il pannolino quasi sempre asciutto o poco bagnato. Questo è l'indicatore chiave per procedere.
- Quando arrivi al punto in cui il pannolino è spesso asciutto, puoi passare alla mutandina. È importante che sia una mutandina “vera” e non un pannolino a mutandina. Una volta tolto il pannolino di notte, a costo di qualche lavatrice in più, non tornare indietro e non rimetterlo, anche se la cosa sembra andare per le lunghe. Togliere il pannolino di giorno e metterlo di notte non dà continuità allo spannolinamento, piuttosto crea nel processo una spaccatura in due fasi. La migliore soluzione per togliere il pannolino in breve tempo è farlo in modo netto sia di giorno che di notte, ma solo quando il bambino mostra chiari segnali di prontezza notturna.
Routine Serale e Idratazione
- Soddisfa la sete di tuo figlio anche di sera ricordandoti di non esagerare con cibi troppo salati o asciutti (che fanno venire molta sete). Non eccedere inoltre con bevande gassate o dolcificate, preferendo l’acqua e nella giusta quantità.
- Per sicurezza, puoi portarlo a fare la pipì prima di dormire anche più di una volta (sempre senza assillarlo e senza stress). Coinvolgi il tuo bambino nella routine della sera: scegliere il pigiama, fare pipì prima della nanna, magari portare a letto un pupazzo che “non usa più il pannolino”. Più il tutto è semplice e condiviso, meno ci sarà tensione.
Evitare Pressioni e Stress Inutili
- Evita di creare stress attorno a questo momento. Evita quindi di spiegare a tuo figlio perché dovrebbe smettere di fare la pipì di notte, o accorgersi dello stimolo e chiamarti, evita di dirgli che adesso è grande, ecc.
- Evita di svegliare tuo figlio di notte puntando l’orologio. In questo modo non stai favorendo la sua naturale maturazione e armonizzazione che, anche se più lenta e scostante rispetto a quello che tu immagini o vorresti, è pur sempre la più perfetta. Tuttavia, se il bambino, efficace di giorno nell’uso del vasino e già maturo (4 anni +), bagna spesso il letto, per ovviare all’inconveniente notturno puoi puntare una sveglia ogni 2-3 ore e accompagnarlo in bagno. Ogni 4/5 giorni allargate i tempi del suddetto accompagnamento di 30 minuti, 45 minuti, un’ora e così via, sino a copertura dell’intera nottata. Va da sé che il piccolo incidente di percorso è parte del processo di spannolinamento e il bambino non deve mai subire alcuna mortificazione.
Preparazione del Letto per Gestire gli "Incidenti"
Dato che non è detto che tu sia così disponibile e contenta di svegliarti di notte per cambiarlo, dobbiamo evitare di far passare il messaggio di essere scontenti o disturbati dal fatto che nostro figlio ha fatto la pipì nel letto e non possiamo neppure farlo sentire inadeguato. Ti suggerisco di rendere il momento dello spannolinamento notturno più semplice per te in questo modo:
- Tieni sempre a portata di mano indumenti puliti per il cambio e, se non vuoi andare in bagno, anche salviette e asciugamani.
- Prepara il letto con doppie lenzuola in modo da ridurre i tempi di cambio. A partire dal basso disponi: materasso - coprimaterasso - lenzuolo - coprimaterasso - traversa plastificata - lenzuolo. Ti basterà togliere i primi tre strati per ritrovare già tutto asciutto e posizionato. Questo sistema a strati (coprimaterasso, traversa, lenzuolo, un’altra traversa e un altro lenzuolo) permette di rimuovere velocemente il primo strato, trovando il letto già pronto.
- Tieni anche a portata di mano un lenzuolo e una federa del cuscino puliti e una coperta pulita e asciutta. Sai bene che la pipì che scappa di notte raggiunge a volte punti impensabili che vanno anche oltre le leggi della fisica!

Accogliere gli Incidenti e Superare i Momenti Difficili
Capiterà qualche pipì nel letto. È normale. Non è un fallimento, fa parte dell’apprendimento. Piccoli passi indietro sono frequenti, soprattutto in periodi di cambiamento (inizio del nido, nascita di un fratellino, malattia). Rimproveri o punizioni possono aumentare l’ansia e rendere il percorso più difficile. È più utile mantenere un atteggiamento calmo, rassicurare il bambino e riproporre con gradualità le routine. Il tuo sguardo può fare la differenza. Più è accogliente, più il bambino si sentirà libero di sperimentare, senza paura di deluderti.
Evita frasi come “Ma come, di nuovo?” o “Sei grande, devi essere più attento/a!” e prova a dire invece:
- “È successo, capita. Cambiamoci insieme.”
- “Il tuo corpo sta imparando, ci vuole un po’ di tempo.”
Prima di tornare a letto, proponi comunque di andare a fare pipì in bagno, potrebbe averne ancora bisogno.Se non è ancora il momento, va bene così. Può succedere che sembri pronto e poi ci ripensi. Oppure che inizi a svegliarsi agitato, o a fare pipì anche di giorno. Nessun problema: ogni bambino ha i suoi tempi. In questi casi, può essere necessario trovare un nuovo equilibrio, lavorando su vari aspetti. Attendi qualche settimana tra lo spannolinamento diurno e quello notturno, perché il controllo sfinterico di notte si acquisisce successivamente. Potrebbero volerci anche alcuni mesi.
Rivedere la Routine Serale
Per favorire un sonno più sereno e un risveglio più consapevole, rivedi la routine serale. Se non l’hai mai utilizzata, puoi inserire una lucina notturna in camera che aiuti il bambino in caso si svegli la notte per andare a far pipì in bagno. Tieni un cambio pigiama a portata di mano, magari anche una piccola lucina notturna.
Comprendere i Bisogni Emotivi
Prova a comprendere i bisogni emotivi che si nascondono dietro una pipì notturna o una resistenza al cambiamento. È arrivato un fratellino o sorellina? Il suo letto è stato spostato in una camera diversa in questa fase di transizione? L’ideale è proporre ai bambini un cambiamento alla volta, affinché lo accettino con più serenità.
Il Cambio Pannolino nei Primi Mesi: Fondamenta dell'Igiene
Anche se l'obiettivo finale è l'eliminazione del pannolino notturno, è utile comprendere le migliori pratiche per la gestione del pannolino nei neonati e nei bambini più piccoli, in quanto ciò costituisce la base per una buona igiene e consapevolezza corporea. Farlo bene è indispensabile per mantenere la pelle del neonato asciutta e prevenire irritazioni e arrossamenti. I neonati, soprattutto nei primi mesi di vita, hanno una pelle molto delicata e sensibile, per questo motivo è importante evitare il contatto prolungato con feci e urine, che possono causare irritazioni, dermatiti e arrossamenti.
Quando Cambiare il Pannolino
In generale, il pannolino del neonato andrebbe cambiato ogni due o tre ore, oppure ogni volta che il piccolo evacua. In questa fase, è importante monitorare il pannolino molto spesso per evitare che il meconio (prime feci del neonato), particolarmente appiccicoso, resti a contatto con la pelle troppo a lungo. Un altro momento per il cambio del pannolino è prima o dopo le poppate, poiché molti neonati tendono a evacuare subito dopo aver mangiato, un riflesso noto come riflesso gastrocolico. Per proteggere la delicata pelle del tuo bambino, dovresti cambiare il pannolino non appena esso è bagnato. In caso di feci vale la regola: cambia il pannolino sempre appena te ne accorgi. Un cambio regolare aiuta inoltre il tuo bambino a sviluppare una consapevolezza del proprio corpo, imparando che alla sensazione di bagnato segue una reazione - un passo importante per accompagnarlo a diventare indipendente dal pannolino.

Il Cambio Notturno: Minimi Interventi
La notte è un momento particolarmente delicato per il cambio del pannolino. Durante le ore notturne, l’obiettivo è garantire un sonno lungo e tranquillo al bambino. Se il neonato dorme serenamente e il pannolino non è troppo pieno, è preferibile evitare di svegliarlo per cambiarlo, a meno che non abbia evacuato. Il tipo di pannolino utilizzato può influire sulla frequenza dei cambi. Tuttavia, anche con i migliori pannolini, è fondamentale cambiare il neonato con regolarità per evitare irritazioni. Se allatti il tuo bambino di notte o gli dai il biberon, questo è il momento migliore per dare una rapida occhiata al pannolino e cambiarlo se necessario. Se il pannolino è solo leggermente bagnato, non è necessario cambiarlo per forza. Tuttavia, se noti che ci sono delle feci nel pannolino, dovresti cambiare subito il tuo bambino. Con gesti delicati, il tuo piccolo si sveglierà appena e potrà tornare a dormire tranquillamente.
Appena il sistema digestivo del tuo bambino sarà più maturo, di solito tra i due e i tre mesi, le evacuazioni notturne diventeranno più rare. Più il tuo bambino cresce, più è probabile che tu possa rinunciare al cambio del pannolino durante la notte. Da un lato, la sua vescica diventa più grande, dall'altro l'ormone antidiuretico (ADH) fa sì che il corpo produca meno urina di notte. Il sonno del tuo bambino viene disturbato meno spesso dallo stimolo a urinare e il pannolino è in grado di assorbire bene i liquidi. Se il tuo bambino dorme tutta la notte, non serve svegliarlo appositamente per cambiare il pannolino. Puoi semplicemente dare un'ultima occhiata prima di andare a letto.
I Passaggi Fondamentali per un Cambio Pannolino Efficace e Delicato
- Posizionamento sicuro: Il primo passo consiste nel posizionare il bambino su una superficie sicura e stabile, come un fasciatoio o un tappetino da cambio. Assicurati che il piccolo sia ben protetto con le cinture di sicurezza, se presenti, e non perderlo mai di vista.
- Apertura del pannolino: Una volta sistemato, apri il pannolino usato sganciando delicatamente le chiusure laterali. Afferra quindi le gambe del bambino con una mano, mantenendo una presa sicura ma delicata sulle caviglie, per poter sollevare leggermente il sederino dal pannolino.
- Pulizia accurata: Il passaggio successivo consiste nella pulizia del neonato. Utilizza salviette umidificate specifiche per bambini, senza alcool o profumazioni forti, oppure una garza imbevuta di acqua tiepida. È essenziale pulire il bambino dalla parte anteriore verso la parte posteriore, specialmente per le bambine, al fine di evitare che eventuali batteri possano entrare a contatto con le vie urinarie.
- Asciugatura e protezione: Dopo la pulizia, è importante asciugare delicatamente la pelle del neonato con un panno morbido e pulito. Tampona la pelle senza strofinare per evitare irritazioni. Una volta che la pelle è asciutta, puoi applicare una crema protettiva contro le irritazioni. Le creme a base di ossido di zinco sono particolarmente indicate perché creano una barriera protettiva tra la pelle e l’umidità, prevenendo arrossamenti e dermatiti.
- Posizionamento del nuovo pannolino: A questo punto, rimuovi il pannolino sporco da sotto il bambino e sostituiscilo con uno pulito. Apri bene il nuovo pannolino e posizionalo sotto il bambino in modo che la parte con le chiusure adesive sia sotto il sederino. Solleva leggermente le gambe del bambino per posizionare correttamente il pannolino.
- Regolazione del pannolino: Assicurati che il pannolino sia posizionato correttamente, con i bordi rivolti verso l’esterno per prevenire fuoriuscite. Verifica anche che l’elastico attorno alle gambe sia ben aderente ma non troppo stretto, per evitare irritazioni e garantire che il bambino possa muoversi liberamente. Se il piccolo ha un cordone ombelicale non ancora caduto, presta attenzione a piegare la parte superiore del pannolino verso il basso, in modo da lasciarlo esposto all’aria e ridurre il rischio di infezione.
- Vestizione e interazione: Dopo aver posizionato correttamente il pannolino, puoi vestire nuovamente il bambino e assicurarti che sia a suo agio. Il cambio del pannolino è anche un momento prezioso per l’interazione con il neonato. Parlagli dolcemente o cantagli una canzoncina.
- Smaltimento: Infine, smaltisci il pannolino sporco. Se utilizzi pannolini per bambini usa e getta, chiudili arrotolandoli e fissando le linguette adesive per evitare fuoriuscite e odori. Poi gettali in un apposito contenitore per pannolini o in un sacchetto sigillato per lo smaltimento.
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Consigli per un Cambio Pannolino Notturno Sereno
Per evitare che il tuo bambino si svegli completamente o per facilitarne il riaddormentamento, dovresti seguire alcune semplici regole:
- Evitare luci forti: Una luce intensa potrebbe stimolare la naturale curiosità del bambino e disturbare il suo ritmo sonno-veglia.
- Organizzazione: Rendi il cambio pannolino notturno il più semplice possibile. Tieni tutto il necessario a portata di mano vicino al letto, così potrete entrambi tornare velocemente a riposare.
- Abbigliamento adeguato: L’abbigliamento da notte giusto può rendere il cambio più veloce. I sacchi nanna che si aprono dal basso sono ideali: così non devi spogliare completamente il tuo bambino e lui non si raffredda.
- Tranquillità: Di notte vale la regola: meno è meglio. Mentre il cambio del pannolino di giorno può essere accompagnato da giochi, di notte la tranquillità è fondamentale. Accompagna i tuoi gesti con una voce calma e sommessa ed evita movimenti bruschi.
Pannolini Moderni e Soluzioni Alternative per la Notte
Molti produttori di pannolini promettono fino a 12 ore di asciutto e fanno sembrare il cambio notturno apparentemente superfluo. Ma è davvero così? Un pannolino adatto può effettivamente reggere per tutta la notte. Soprattutto con i neonati, tuttavia, il cambio notturno è ancora necessario. I pannolini moderni sono progettati per assorbire molti liquidi. Quindi non è necessario svegliare il tuo piccolo per ogni piccolo bisogno. I bambini hanno naturalmente il bisogno di mantenere se stessi e il loro posto letto puliti. L’evacuazione notturna nel pannolino può quindi causare irrequietezza.

Pannolini Lavabili per la Notte: La Soluzione Judes
I pannolini di stoffa possono offrire una protezione speciale durante la notte, poiché assorbono i liquidi spesso ancora meglio e più rapidamente rispetto ai pannolini usa e getta. Se si pensa ai pannolini di stoffa, si possono immaginare tecniche di piegatura complicate e lavaggi faticosi. Judes è stato sviluppato per rendere la vita più semplice ai genitori, offrendo un pannolino sostenibile e sano per il bambino, ma facile da usare come un usa e getta. È composto solo da due parti:
- Il pannolino interno in 100% cotone biologico offre una sensazione morbida sulla pelle. È super assorbente, senza risultare ingombrante. Grazie a una speciale tessitura può trattenere in modo sicuro i liquidi fino a 12 ore. Allo stesso tempo, il tessuto è traspirante e garantisce un ambiente sano per la pelle.
- Sopra il pannolino interno va solo la cover impermeabile.
Cambiare il pannolino con Judes è altrettanto veloce e semplice come con i pannolini usa e getta. Si aprono le chiusure in velcro, si mette il pannolino interno usato in un sacco per pannolini traspirante e si appende la cover impermeabile ad arieggiare. Judes è studiato e semplice, assorbe rapidamente i liquidi e garantisce notti tranquille. Se dovesse capitare che il pannolino di stoffa perda di notte, è utile controllare la vestibilità e la capacità di assorbimento. Spesso basta semplicemente scegliere una tutina di una taglia più grande o usare un inserto aggiuntivo.
Alcuni bambini sono molto sensibili all’umidità. Se noti irrequietezza durante la notte, puoi aiutare il tuo bambino anche con il trattenere. Nel sonno profondo i bambini non riescono a liberarsi. Se però lo tieni delicatamente sopra un vasino, può fare pipì anche nel dormiveglia e poi tornare a dormire serenamente. I nostri pannolini di stoffa non sono solo facili da usare, ma anche davvero sostenibili, favoriscono una pelle sana per il bambino e aiutano il tuo piccolo a diventare indipendente dal pannolino quasi un anno prima. Sono più affidabili contro le perdite, ti fanno risparmiare tempo e denaro nel lungo termine e sono assolutamente igienici.
Spannolinamento in Condizioni Speciali e Ruolo degli Strumenti
Capire i tempi di approccio a questa delicata fase di passaggio necessita di una comprensione più generica delle fasi di evoluzione che caratterizzano i primi anni di vita del bambino. Esistono situazioni in cui il processo di transizione dall’uso del pannolino può risultare notevolmente differente, come ad esempio nei casi di bambini autistici o di bambini che non parlano e non sono quindi in grado di comunicare verbalmente.
L'importanza del Vasino e del Bagno
Molte mamme (e anche alcuni esperti e taluni medici) ritengono il vasino un passaggio in più, ulteriore rispetto al water e quindi addirittura inutile. Di fatto il vasino non esaurisce il processo di spannolinamento e implica un successivo adattamento al WC. Tuttavia, il vasino è uno strumento a misura di bambino e aiuta il processo imitativo. Collocare il vasino in bagno è essenziale affinché i bambini comprendano sin da subito qual è l’ambiente, ovvero il luogo fisico, deputato all’espletamento dei bisogni fisiologici. L’angolo vasino non è secondario, fa sì che il bimbo disponga di uno spazio confortevole, all’inizio potrà avere bisogno di un tempo più lungo per riuscire a liberare l’intestino e dovrà anche fare amicizia col vasino.
Sarebbe sempre utile introdurre il vasino con gradualità, ovvero prima dello spannolinamento effettivo. Dopo avere spiegato al bambino cos’è il vasino, come si usa, dove sarà collocato e quando sarà necessario sedersi proprio lì, potete coinvolgere il piccolo nella scelta e nell’acquisto del suo vaso. Per un bambino, sentirsi a proprio agio in bagno significa avere a disposizione un luogo che sia alla sua portata, una stanza conosciuta e non ostile, dove poter agire in maniera autonoma. Per aiutare il bambino ad assumere una posizione che facilita l’evacuazione, servirà un solido appoggio per sostenere i piedi, che non vanno lasciati penzoloni. Non c’è una regola per stabilire se sia meglio il gabinetto o il vasino; dipende dalle preferenze del bambino. Se nei mesi precedenti abbiamo preparato la strada all’autonomia dal pannolino, non sarà difficile accorgersi del momento in cui il bambino è pronto per l’addio definitivo. Talvolta sarà il bambino stesso a chiedere di toglierlo.
Spannolinamento e Bisogni Speciali
Per i bambini con bisogni speciali, i genitori hanno il compito di mappare le abitudini fisiologiche. Partite, dunque, dall’osservazione e fatelo controllando il pannolino ogni 30 minuti. Il consiglio migliore è quello di annotare su un’agenda giornaliera ogni quante ore il pannetto si bagna, questo vi consentirà di individuare gli orari e i tempi in cui il bimbo si libera dell’urina ed evacua. Se il bambino non riesce a trattenere l’urina per almeno due ore vuol dire che non è pronto allo spannolinamento. Diversamente, una volta rintracciati questi orari e tempi, potete procedere all’allenamento al vasino portando regolarmente il bambino in bagno e invitandolo a fare i suoi bisogni.
È importante che il bambino riconosca l’ambiente bagno prima ancora di avviare lo spannolinamento; perciò, se pensate di provarci a breve, portatelo in bagno (fisicamente) ogni volta che qualcosa vi fa credere che il bimbo sia sul punto di fare la cacca o la pipì. In particolare, può essere un limite allo spannolinamento l’immaturità motoria. In tali casi, attentamente e insieme al Pediatra, va valutata la maturità sfinterica del bambino. Spesso non viene chiarito, ma è giusto che i genitori sappiano che lo spannolinamento in assenza di autonomia motoria è tanto più facile quanto più regolari e prevedibili sono i movimenti intestinali e quanto più formate e comunque morbide sono le feci. Per favorire i processi imitativi e per avviare un percorso di cambiamento delle abitudini igieniche, che conduca il bambino a fare la pipì e la cacca su wc, è consigliabile incominciare usando i pannolini mutandina o le mutandine assorbenti da training.
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Gestione delle Feci e Sensibilità Sensoriali
Già siete sulla buona strada se il vostro bambino è in grado, a suo modo, di indicarvi che sta per fare cacca o pipì o che l’ha appena fatta. Diversamente potete costruire un orologio visivo sul quale fissare i momenti chiave della giornata in cui si va a fare la cacca. L’evacuazione delle feci può essere più complessa della pipì in quanto la relazione feci-bambino è sempre più intima e l’esperienza di espulsione è sempre più coinvolgente. Per esempio, potete costruire un pannello step to step che illustri visivamente come andare in bagno attraverso contrassegni disegnati per esplicare ogni azione. È molto importante inquadrare e rappresentare ogni singola fase dal momento dell’ingresso in bagno sino all’uscita dal bagno. In caso di bimbi nello spettro autistico può essere decisivo dettagliare ogni passaggio, per esempio stabilire quanti strappi di carta usare e per quante volte (4 strappi per due volte).
La cacca può attrarre i bambini con bisogni speciali. Spesso questi bimbi non hanno un comune senso del disgusto e sono portati ad indagare le feci attratti da consistenza, colore e anche odore, senza considerare il senso di appartenenza che comunemente il bambino già vive nella relazione con la cacca. Pertanto, il consiglio è quello di settare una routine in cui si minimizzi il contatto anche visivo del bambino con la cacca. I bambini con diverse abilità spesso hanno una spiccata sensibilità sensoriale, il che può determinare un aumentato fastidio, per esempio, nel rimanere a lungo seduti sulla tavoletta del wc oppure una intolleranza al rumore dell’acqua dello sciacquone. Abbiate cura delle differenti sensibilità dei bambini.
Un bambino di 4 anni e mezzo che trattiene le feci di giorno per rilasciarle di notte mentre dorme, probabilmente sperimenta un problema legato al controllo volontario diurno che si perde nel sonno profondo. La continenza sfinterica è una conquista di autonomia e di controllo sul proprio corpo, non solo un fatto di pulizia. A volte è traumatica, viene inizialmente rifiutata, alcuni bimbi non vogliono espellere le feci se non hanno il confortevole e conosciuto pannolino; altri diventano stitici, dopo aver iniziato a usare il vasino. L'evacuazione deve essere un momento gradevole. Si possono aiutare i bambini con lodi e approvazione, abituarli ad associare l'uso del vasino a un momento di relax dopo un pasto, magari leggendo un libro o un giornalino, concedendo un tempo ragionevole di 15-20 minuti, dopo il quale si può pensare che il bambino abbia terminato o non abbia necessità. Sono piccole e semplici regole che vanno, però, insegnate.
Quando Rivolgersi al Pediatra o a un Professionista
Se le difficoltà persistono a lungo o si associano a dolore, stipsi o rifiuto marcato del vasino, è consigliabile confrontarsi con il pediatra per escludere eventuali cause mediche o ricevere indicazioni di supporto. È consigliabile parlarne con il pediatra se il bambino mostra dolore o bruciore durante la minzione, stipsi importante, perdite fecali involontarie dopo aver acquisito il controllo, oppure se non compaiono segnali di prontezza dopo i 3-4 anni. Anche un ritorno persistente al pannolino dopo un periodo di autonomia merita attenzione. Come professionista, il miglior consiglio è quello di cercare un accompagnamento professionale, anche presso un collega Pedagogista, che possa valutare il bambino nella sua soggettività e indicare ai genitori strategie personalizzate seguendo il nucleo familiare in un percorso da compiere passo dopo passo. Rivolgersi a una figura esperta non significa “non farcela da soli”, ma scegliere di essere accompagnati con delicatezza in un momento importante della crescita del proprio bambino.
Professioniste come Roberta Cavallo, consulente genitoriale nel Programma TV “4 MAMME” e autrice di best seller, aiutano i genitori a comprendere e a “leggere” i comportamenti dei figli in ogni fase di crescita, ritrovando la sicurezza e la gioia di fare sempre le scelte giuste al momento giusto. Questo tipo di supporto può fornire nuovi spunti per alimentare l'istinto innato e la capacità di osservazione del genitore, mettendo in campo risorse davvero efficaci in queste fasi di passaggio del figlio.