Napoleone Bonaparte non è solo una figura storica, ma un vero e proprio pilastro della cultura moderna, la cui eredità permea la nostra quotidianità in modi spesso insospettabili. Dalla struttura dello Stato moderno alle piccole curiosità domestiche, il nome di Napoleone continua a esercitare un fascino duraturo. È significativo notare come, in Italia, il 5 maggio sia tutt’ora una data celebre, ricordata grazie all’ode del Manzoni. Questa ricorrenza è solo il punto di partenza per esplorare una figura che ha segnato il destino di un'intera epoca.
L'icona del potere: Il cappello bicorno
Il cappello di Napoleone è, senza dubbio, l'accessorio che lo rende immediatamente riconoscibile. Mai un simbolo rappresentò meglio un personaggio storico; Napoleone e il suo cappello sono infatti nell’immaginario collettivo una cosa sola. Il celebre cappello di Napoleone Bonaparte, oggetto tanto controverso quanto iconico, ha suscitato emozioni contrastanti nei suoi contemporanei. “Eccoti lì, cappello infame!” fu l’indimenticabile apostrofo del Principe Metternich al cappello, un passaggio emblematico del monologo di Rostand nell’Aiglon.

Mentre i suoi ufficiali portavano i cappelli "en colonne", perpendicolari alle spalle, lui lo indossava "en bataille", con le corna parallele alle spalle. Questa scelta, apparentemente semplice, trasformò un banale copricapo nel simbolo della sua leadership. Napoleone non seguiva la moda: si faceva consegnare, ogni anno, quattro cappelli tutti uguali dal suo fornitore di fiducia, Poupard. La forma resterà invariata per anni, riducendosi solo nella decorazione con l'aumentare del potere. Ancora oggi, la storia di questo oggetto continua ad affascinare: all'asta il cappello bicorno di Napoleone Bonaparte ed altri mille oggetti che fanno parte della collezione napoleonica raccolta dal Principe Luigi II. Nonostante il feltro del copricapo sia decisamente consumato e alterato per l'età, gli organizzatori sperano di recuperare dalla vendita almeno 500 mila euro.
Napoleone e la quotidianità: Dai pannolini alla tavola
Approcciarsi alla storia di Napoleone significa anche comprendere come le sue scelte abbiano influenzato abitudini che arrivano fino a noi. Un esempio curioso è la storia dei pannolini. Fare un tuffo nella storia del pannolino, oltre che essere davvero interessante, ci aiuta a spostare il punto di vista su questo aspetto della cura e aprirci a più possibilità. L’utilizzo del pannolino infatti è diverso per ogni epoca storica e cambia da cultura a cultura.

Sebbene il concetto di "pannolino" moderno sia lontano dall'epoca napoleonica, è affascinante notare come, tra le curiosità legate al nome dell'Imperatore, si citi spesso la diffusione di prodotti a lui intitolati, come la famosa torta "Napoleon" in Russia (millefoglie) o una varietà di ciliegia. Inoltre, il genio logistico di Napoleone si spinse oltre le battaglie: è stato il grande Napoleone Bonaparte a favorire l’invenzione del cibo in scatola, nel mese di giugno del 1810, tramite un concorso da lui indetto per creare un sistema adatto a conservare i cibi da portare nelle campagne militari. A vincerlo fu il cuoco Nicholas Appert, il quale, pur non conoscendo nulla di microbiologia, sigillò il cibo in una scatoletta dopo averlo riscaldato a temperatura elevata.
L'uomo dietro il mito: Curiosità e biografie
Napoleone era un uomo di estremi. La sua altezza è un tema dibattuto: era alto 1 metro e 69 centimetri, circa 3 sopra la media dell’epoca e 3 in più rispetto all’ex presidente francese Sarkozy. Anche le sue abitudini personali erano particolari: a quanto pare, l’imperatore aveva un’abitudine che non tutti apprezzavano. Louis Constant Wairy, il capo maggiordomo, scrive che quando il suo padrone era di buon umore pizzicava i suoi amici più cari sulla punta delle orecchie, dando pizzicotti anche sui menti dei bambini finché le madri non ne avevano abbastanza.
Alessandro Barbero - La vita ai tempi di Napoleone (Doc)
La sua passione per i libri era immensa. Fu un lettore smodato, un accumulatore seriale di volumi, un «costruttore» di biblioteche. Si può considerare il fondatore della comunicazione moderna («L'opinione pubblica è tutto», diceva). La mole di letteratura su di lui è impressionante: sono stati scritti più di 70.000 libri su Napoleone, in diverse lingue, più di quanto siano i giorni trascorsi dalla sua morte. E su Internet, rimane il personaggio storico più citato dopo Gesù.
Un'eredità legislativa: Il Codice Civile
Oltre alle curiosità personali, l'impatto di Napoleone sul sistema sociale è innegabile. Ci si sposa, si divorzia, si acquista una casa o si diventa cittadino italiano grazie al Codice Civile. Fu Napoleone a crearlo nel 1804. Questa notevole opera legislativa è ben presente nella nostra vita da più di duecento anni. Sebbene Napoleone volesse uno Stato forte, non desiderava uno Stato arbitrario, motivo per cui creò il Consiglio di Stato, giudice dello Stato ma anche redattore di leggi.

Le sue riforme furono radicali: istituì la Banca di Francia per controllare le finanze, la cui eredità è oggi raccolta dalla Banca Centrale Europea, e nel 1802 creò i licei, permettendo agli studenti di seguire un programma comune per poi accedere all’Università. Anche la Legione d'Onore fu istituita per premiare il merito indipendentemente dalla nascita e dalle condizioni sociali, un modello di riferimento per la maggior parte degli ordini nel mondo. Napoleone Bonaparte fu dunque un catalizzatore di modernità, il cui lascito, nonostante le ombre e le luci della sua ascesa e caduta, rimane una componente fondamentale dell'identità europea.