Pablo Ruiz Picasso (Málaga, 25 ottobre 1881 - Mougins, 8 aprile 1973) è una delle figure centrali dell’arte del Novecento, protagonista di una trasformazione radicale del linguaggio visivo che attraversa pittura, scultura, grafica e ceramica. La sua opera, vasta e proteiforme, non segue una linea evolutiva lineare ma si articola in una successione di fasi, spesso sovrapposte, che riflettono un’incessante tensione sperimentale. Brillante, carismatico e ribelle sono gli aggettivi che caratterizzano Pablo Picasso, uno dei più influenti e rivoluzionari pittori nella storia dell’arte occidentale. Cofondatore del movimento cubista, inventore delle tecniche del collage e dell’assemblage, ha denunciato attraverso la sua opera gli orrori delle guerre, delle dittature e della violenza. La filosofia rivoluzionaria di Picasso era che "L'arte non è fatta per decorare gli appartamenti".
Le Origini e la Nascita di un Artista Prodigio
Pablo Ruiz Picasso nasce il 25 ottobre 1881, di sera, a Malaga, in Plaza de la Mercede, in Spagna. Il padre, Josè Ruiz Blasco, è professore alla Scuola delle Arti e dei Mestieri e conservatore del museo della città. Durante il tempo libero è anche pittore. Figlio di José Ruiz Blasco, pittore e insegnante di disegno, Picasso mostra precocemente un talento straordinario. Si racconta che la prima parola pronunciata dal piccolo Pablo non sia stata la tradizionale "mamma", ma "Piz!", da "lapiz", che significa matita. Secondo la madre, infatti, le prime parole pronunciate da Picasso furono “piz piz”, l’abbreviazione di lapiz, che tradotto in italiano significa matita. E prima ancora di incominciare a parlare Pablo disegna. Gli riesce talmente bene che, qualche anni dopo, il padre lo lascia collaborare ad alcuni suoi quadri, affidandogli - strano il caso - proprio la cura e la definizione dei particolari. Il risultato sorprende tutti: il giovane Picasso rivela subito una precoce inclinazione per il disegno e la pittura. Suo padre lo avvia molto presto all’apprendistato artistico. Rivelato come un enfant prodige fin da un’età molto precoce, ha dimostrato il suo talento per il disegno, tanto che suo padre (un modesto pittore e insegnante presso l'Accademia di Barcellona) lo ha lasciato collaborare ad alcuni dei suoi dipinti.
Intanto i genitori mettono al mondo altre due bambine, una delle quali morirà quasi subito. Il suo primo dipinto, Il picador, è del 1889, quando l’artista spagnolo aveva soltanto… 8 anni! È un quadro che risulta assai difficile attribuire alla capacità di un bambino, in cui è ritratto un uomo a cavallo con tre spettatori a guardarlo. A 12 anni risale il suo disegno dal titolo Torso maschile, opera di per sé eccezionale, indipendentemente dall’età. Molto tempo dopo Picasso dichiarò: «A 12 anni dipingevo come Raffaello. Ma mi ci è voluta una vita per imparare a dipingere come un bambino».

La Formazione e i Primi Anni di Indipendenza Artistica
La formazione accademica di Picasso inizia tra Málaga, La Coruña e Barcellona, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti. Dopo alcuni anni trascorsi in Galizia, Picasso si trasferì a Barcellona con la famiglia. Nel Giugno 1895 Josè Ruiz Blasco ottiene un posto a Barcellona. Nuovo trasferimento della famiglia: Pablo prosegue i suoi studi artistici presso l'Accademia della capitale catalana. Negli anni successivi troviamo Pablo a Madrid, dove vince il concorso dell'Accademia Reale. Lavora moltissimo, mangia poco, vive in un tugurio mal riscaldato e, alla fine, si ammala. Con la scarlattina ritorna a Barcellona dove per un periodo frequenta la taverna artistica letteraria "Ai quattro gatti" ("Els Quatre Gats"), così chiamata in onore de "Le Chat Noir" di Parigi. Fu proprio nella sala delle rappresentazioni teatrali di "Els Quatre Gats" che Picasso allestisce la sua prima mostra personale, inaugurata il primo febbraio 1900. L'anno seguente, è il 1897, porta a termine una serie di capolavori, fra cui la famosa tela "Scienza e carità", ancora assai legata alla tradizione pittorica dell'Ottocento. Il quadro ottiene una menzione all'Esposizione nazionale di Belle Arti di Madrid.
Mentre prosegue diligentemente la frequentazione dell'Accademia e il padre pensa di mandarlo a Monaco, la sua natura esplosiva e rivoluzionaria comincia pian piano a manifestarsi. Fin dagli esordi si distingue per una padronanza tecnica fuori dal comune, che gli consente di assimilare rapidamente la tradizione per poi superarla. Paradossalmente, questa padronanza tecnica perfetta gli ha permesso di liberarsene consapevolmente per inventare un linguaggio artistico rivoluzionario. Il suo rapporto con il padre si incrinò; Pablo era ribelle e indomabile, non voleva avere nessuno che ne controllasse la propria creatività e le proprie scelte di vita.
Proprio in questo periodo, fra l'altro, adotta anche il nome di sua madre come nome d'arte. Egli stesso spiegherà questa decisione, dichiarando che "i miei amici di Barcellona mi chiamavano Picasso perché questo nome era più strano, più sonoro di Ruiz". In questa scelta, molti vedono in realtà un conflitto sempre più grave tra padre e figlio, una decisione che sottolinea il vincolo d'affetto nei confronti della madre, dalla quale secondo numerose testimonianze, sembra che abbia preso molto. Non tutti conoscono l’origine italiana del grande pittore né che il cognome che ha adottato è quello della madre Maria Picasso y López. Questa, infatti, era di nazionalità argentina ma di famiglia genovese. L’adozione del cognome della madre, Picasso, avvenne a Barcellona quando l’artista aveva 20 anni. I suoi amici gli dissero che era meno comune di Ruíz (il cognome del padre) e più piacevole all’udito. Tuttavia, malgrado i contrasti, anche il padre continua a rimanere un modello per lo scapigliato artista, in procinto di effettuare una rottura radicale con il clima estetico del suo tempo.

I Periodi Artstici: Dal Blu al Rosa
Il trasferimento a Parigi nei primi anni del Novecento segna una svolta decisiva. Dopo un ritorno a Barcellona, va a Parigi nel 1900: vi farà ritorno più volte, fino a stabilirvisi definitivamente. Qui entra in contatto con le avanguardie e con artisti come Henri Matisse e Georges Braque. Pablo diventa un "personaggio", odiato e amato. Il ruolo dell'artista maledetto per un po' lo soddisfa. Si stabilisce a Montmartre, ospite del pittore barcellonese Isidro Nonell, e incontra molti dei suoi compatrioti tra i quali Pedro Manyac, mercante di quadri che gli offre 150 franchi al mese in cambio della sua produzione: la somma è discreta e permette a Picasso di vivere qualche mese a Parigi senza troppe preoccupazioni. Non sono momenti facili dal punto di vista economico, nonostante le importanti amicizie che stringe in questi anni, tra cui quella con il critico e poeta Max Jacob che cerca di aiutarlo in ogni modo. Il clima parigino, e più specificamente quello di Montmartre, ha una profonda influenza. Alla fine dello stesso anno torna in Spagna forte di questa esperienza. Soggiorna a Malaga, poi trascorre qualche mese a Madrid, dove collabora alla realizzazione di una nuova rivista "Artejoven", pubblicata dal catalano Francisco de Asis Soler (Picasso illustra quasi interamente il primo numero con scene caricaturali di vita notturna).
Nel febbraio del 1901 riceve però una terribile notizia: l'amico Casagemas si è suicidato per un dispiacere d'amore. I dipinti di questi anni vengono dopo la tragedia che colpì Picasso nel febbraio del 1901, quando il suo migliore amico, con cui condivideva l’abitazione a Madrid, Carlos Casagemas, si era tolto la vita a Parigi a causa dei tradimenti della donna che amava.
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Il Periodo Blu (1901-1904)
Il cosiddetto periodo blu inizia ora e si protrae fino al 1904. Il Periodo Blu (1901-1904) è dominato da tonalità fredde e da una visione malinconica della realtà, popolata da figure marginali, mendicanti e solitari. Dapprima utilizza esclusivamente il blu, steso in diverse tonalità. In questo periodo, in cui l’artista spagnolo esprime, utilizzando soprattutto il colore blu e le tonalità fredde, tutto il suo dolore, la sua nostalgia, la sua malinconia, la sua tristezza. I soggetti sono soprattutto poveri ed emarginati. Picasso li ritrae preferibilmente a figura intera, in posizioni isolate e con aria mesta e triste. Con il blu, colore freddo, Pablo Picasso rappresenta la triste condizione dei poveri e degli emarginati. Le figure, spesso allungate, sono definite mediante una spessa linea di contorno. Un’opera simbolo di questo periodo è Arlecchino Pensoso, datata 1901. Nel dipinto Arlecchino appare rapito dai suoi pensieri. La palette di blu e azzurro accarezza il protagonista della scena, mettendo in luce tutta la comprensione dell’artista per lo stato d’animo di questo malinconico arlecchino. I personaggi della commedia dell’arte accompagneranno a lungo la vita artistica di Picasso. Le sue opere giovanili ritraggono spesso poveri, mendicanti, artisti circensi, emarginati, persone viste e conosciute nei bordelli spagnoli e parigini, gente di strada.
A Parigi le sue opere vennero notate dal mercante d’arte Ambroise Vollard, che gli fece esporre nella propria galleria ben 64 quadri. Dopo aver fatto la spola tra Barcellona e Parigi, nel 1904 Picasso si stabilì definitivamente nella capitale francese. Iniziò un periodo felice per Picasso, che nonostante la condizione economica poté stringere amicizia con molti artisti, tra cui Max Jacob e Guillaume Apollinaire.

Il Periodo Rosa (1904-1907)
Segue il Periodo Rosa (1904-1906), in cui la palette si scalda e i soggetti si spostano verso il mondo del circo e degli artisti itineranti, con un’atmosfera più lirica ma ancora sospesa. Dal 1905 alla fine del 1906, Picasso schiarisce la sua tavolozza, utilizzando le gradazioni del rosa più calde rispetto al blu. Ora Pablo Picasso raffigura attori, saltimbanchi, giocolieri del circo: sono forse allusione alla figura del giullare, da sempre simbolo di libertà. I quadri di questo periodo, ribattezzato come “periodo rosa” (dal 1904 al 1907), sono pieni di speranza e di colori più caldi, soprattutto rosa. Un’opera significativa di questo periodo è La famiglia di saltimbanchi. In questo caso i protagonisti della tela sono un gruppo di circensi, circondato da un paesaggio senza tempo. In quest’opera l’artista propone un universo umano, che si ispira alla commedia dell’arte, in cui i personaggi appaiono come vittime dell’emarginazione borghese.

La Svolta Cubista e l'Influenza Africana
Dopo il “periodo blu” e il “periodo rosa”, scopre l’arte primitiva africana. Durante una visita al Musée de l'Homme, al palazzo Trocadero a Parigi, rimane colpito dalle maschere dell'Africa Nera, lì esposte, e dal fascino che emanano. I sentimenti più contrastanti, la paura, il terrore, l'ilarità si manifestano con un'immediatezza che Picasso vorrebbe anche nelle sue opere.
La rottura più radicale arriva nel 1907 con Les Demoiselles d’Avignon, opera che inaugura una nuova concezione dello spazio e della figura. Questa celebre opera è considerata il manifesto del Cubismo di Picasso ed è senza dubbio uno dei suoi dipinti più famosi. Vengono ritratte alcune ragazze in una casa di tolleranza che il pittore stesso frequentava. I volti delle giovani destano subito attenzione perché non hanno le forme naturali, ma sono un richiamo alle maschere tradizioni africane. Influenzato dall’arte africana e iberica, Picasso frantuma la prospettiva tradizionale e apre la strada al Cubismo, sviluppato insieme a Braque.
Nel 1907, insieme a Georges Braque, fonda il Cubismo. La svolta cubista di Picasso arriva tra il 1906 e il 1907. Sono gli anni della retrospettiva su Paul Cézanne, che influenza enormemente il pittore. Alcuni storici e critici dell’arte affermano che alla base dell’idea del Cubismo vi siano lo studio approfondito delle opere di Paul Cezanne, che in un certo senso ha anticipato di qualche anno il cubismo. L’idea di Picasso e Braque alla base del cubismo è la rappresentazione di un soggetto da molteplici punti di vista, scomponendolo e semplificandolo attraverso forme geometriche. I due artisti lavorarono a stretto contatto, al punto da produrre opere che sono spesso indistinguibili tra loro. La fase cubista è un periodo di grande sperimentazione: Picasso mette in discussione il concetto stesso di rappresentazione artistica.
Il cubismo, inventato da Picasso con Georges Braque verso 1907, rivoluziona la rappresentazione artistica scomponendo la realtà in facce geometriche. Questa tecnica permette di mostrare contemporaneamente tutti gli angoli di un oggetto, abbandonando la prospettiva tradizionale per creare una visione multipla e simultanea. Nel Cubismo analitico (1909-1912) la realtà viene scomposta in piani e frammenti, mentre nel Cubismo sintetico (dal 1912) si introducono elementi estranei come collage e materiali non pittorici, ampliando il concetto stesso di opera d’arte. I quadri simbolo di questa corrente pittorica sono Les demoiselles d’Avignon di Picasso, del 1907, e Case all’Estaque di Braque, del 1908. Il termine cubismo fu coniato dal critico d’arte Louis Vauxcelles nel 1907, con l’intento di denigrare le opere degli artisti di questo movimento.

Si narra che Pablo Picasso e l’artista Georges Braque, osservando che l’ombra proiettata da un chiodo piantato nel muro era più lunga e diversa dal chiodo stesso, e andava in diagonale per l’effetto della luce, presero questo effetto di illusione come base per inventare, nel 1912, la tecnica del collage (il primo collage della storia, firmato da Picasso, si intitolava Natura morta con sedia impagliata). Con il collage, infatti, attraverso dei pezzi di immagini diverse, si creano figure nuove che danno un effetto di illusione. La fase cubista di Picasso dura circa dieci anni.
Relazioni Personali e Trasformazioni Stilistiche
Nel 1912 Picasso incontra la seconda donna della sua vita: Marcelle, da lui detta Eva, ad indicare che é diventata lei la prima di tutte le donne. Nell'estate 1914 si incomincia a respirare aria di guerra. Alcuni degli amici di Pablo, tra cui Braque e Apollinaire, partono per il fronte. Montmartre non é più il quartiere di prima. Purtroppo poi nell'inverno 1915 Eva si ammala di tubercolosi e dopo pochi mesi muore. Per Picasso é un duro colpo. Cambia casa, si trasferisce alle porte di Parigi.
Conosce il poeta Cocteau che, in stretti contatti con i "Ballets Russes" (gli stessi per i quali componeva Stravinskij, al quale Picasso dedicherà un memorabile ritratto ad inchiostro), gli propone di disegnare i costumi e le scene del prossimo spettacolo. I "Ballets Russes" hanno anche un'altra importanza, questa volta strettamente privata: grazie a loro l'artista conosce una nuova donna, Olga Kokhlova, che diventerà ben presto moglie e sua nuova musa ispiratrice, da lì a qualche anno sostituita però con Marie-Thérése Walter, di appena diciassette anni, anche se indubbiamente assai matura.
Nel 1917, anche a seguito di un suo viaggio in Italia, avviene l'ennesimo stravolgimento del suo stile, e la sua pittura torna ad essere più tradizionale. Negli anni successivi Picasso attraversa una fase definita “classica”, caratterizzata da un ritorno a forme più monumentali e leggibili, influenzate anche dai suoi viaggi in Italia e dall’incontro con la tradizione mediterranea. Parallelamente continua a sperimentare, dimostrando una libertà stilistica che sfugge a ogni categorizzazione. In seguito il pittore si avvicina ai linguaggi dell’espressionismo e del surrealismo, specie nella scultura, cui si dedica particolarmente.
Il carattere di Picasso, complesso e complicato, non ha espresso soltanto aspetti nobili, soprattutto nel suo rapporto con le donne. Moltissime quelle che si sono innamorate di lui e che egli ha tradito. Non poteva resistere all’attrazione per il gentil sesso e ogni sua relazione è stata a dir poco burrascosa e passionale ben oltre i limiti di sopportazione. Quattro i suoi figli, due le mogli che ha avuto, ma infinite le sue amanti, alcune delle quali hanno poi vissuto le conseguenze devastanti della loro relazione con il pittore.
Guernica: La Denuncia della Guerra
Nel 1936, in un momento non facile anche dal punto di vista personale, in Spagna scoppia la guerra civile: i repubblicani contro i fascisti del generale Franco. Per il suo amore per la libertà Picasso simpatizza per i repubblicani. Una sera, in un caffé di Saint-German, presentatagli dal poeta Eluard, conosce Dora Maar, pittrice e fotografa.
Il 1937 è l'anno dell'Esposizione Universale di Parigi. Per i repubblicani del Frente Popular è importante che il legittimo governo spagnolo vi sia ben rappresentato. Per l'occasione Picasso crea un'opera enorme: "Guernica", dal nome della città basca appena bombardata dai tedeschi. Attacco che aveva provocato moltissimi morti, tra la gente intenta a compiere spese al mercato. Il suo famosissimo quadro dal titolo Guernica, del 1937, di quasi 8 metri per 3 e mezzo, rappresenta la strage avvenuta nella città spagnola di Guernica a seguito del bombardamento, avvenuto il 26 aprile 1937, effettuato dai nazi-fascisti tedeschi e italiani in appoggio al generale fascista Francisco Franco contro il governo repubblicano della Spagna. Guernica (Pablo Picasso, 1937) fu dipinto dopo il terribile bombardamento di Guernica compiuto dall'aviazione tedesca nel corso della Guerra Civile Spagnola.
Il 1937 segna uno dei momenti più alti e drammatici della sua produzione con Guernica, realizzata in risposta al bombardamento della città basca durante la guerra civile spagnola. L’opera si impone come una potente denuncia della violenza e come uno dei manifesti più emblematici dell’arte del Novecento. Si dice che un giorno un ufficiale nazista visitò lo studio dell'artista. Inizialmente, a quanto pare, Picasso lavorò ad un’opera che rappresentava la morte del torero José Gómez Ortega. Ma dopo il bombardamento di Guernica, decise di abbandonare il progetto per realizzare il capolavoro che conosciamo. L’opera ritrae una madre che grida al cielo con il suo bambino morto tra le braccia, un cavallo, un toro, una colomba che sta per cadere a terra. Tutte figure distorte, immerse in toni grigi, bianchi e neri, privi di vita. Un quadro di rara potenza e drammaticità.
Poco dopo la realizzazione dell’opera, nel 1939, il generale Francisco Franco instaurò la dittatura militare fascista in tutta la Spagna per ben 36 anni, fino al 1975. Il quadro di Picasso è uno dei più celebri capolavori della storia dell’arte, simbolo del dolore e della tragedia della guerra e della dittatura. Fu fuggito dalla Spagna nel 1936 a causa della guerra civile, e ritornò in Francia dove venne incaricato, nel 1937, di realizzare una grande opera per rappresentare la Seconda Repubblica Spagnola e l’ispirazione fu lo sterminio della popolazione nella città di Guernica. Puoi vedere l’opera dal vivo al Museo Reina Sofia di Madrid.

La Maturità Artistica e un'Eredità Immensa
Negli anni '50 Pablo Picasso è ormai un'autorità in tutto il mondo. Ha settant'anni ed é finalmente sereno, negli affetti e nella vita lavorativa. Nel secondo dopoguerra Picasso si stabilisce nel sud della Francia, dove amplia ulteriormente il proprio raggio d’azione dedicandosi intensamente alla ceramica e alla scultura. Al termine del secondo conflitto mondiale, decise di abbandonare Parigi e si rifugiò prima ad Antibes e poi Vallauris, continuando a realizzare nuove e numerose opere. Negli anni seguenti il successo aumenta e spesso la privacy dell'artista viene violata da giornalisti e fotografi senza scrupoli. Si succedono mostre e personali, opere su opere, quadri su quadri. La sua produzione tarda è caratterizzata da una straordinaria energia creativa e da un continuo dialogo con la storia dell’arte, reinterpretata in chiave personale. Negli anni successivi ebbe una vocazione precisa: rivisitare il patrimonio artistico dell’Occidente, tanto che nacquero Las Meninas, e personali interpretazioni di altre opere di artisti come Courbet e Rembrandt.
Pablo Picasso è considerato l’artista più prolifico della storia dell’arte. Nella sua lunga vita - è morto nel 1973 in Francia, all’età di 92 anni e ancora in attività - ha prodotto circa 13.500 opere tra dipinti e disegni, oltre 100.000 tra incisioni e litografie, circa 34.000 illustrazioni per libri, centinaia di ceramiche e circa 300 sculture! La sua figura rimane centrale non solo per l’innovazione formale, ma per aver ridefinito il ruolo stesso dell’artista moderno, libero di attraversare linguaggi, tecniche e tradizioni senza vincoli. La sua ultima dichiarazione che ci rimane è questa: "Tutto ciò che ho fatto è solo il primo passo di un lungo cammino. Si tratta unicamente di un processo preliminare che dovrà svilupparsi molto più tardi."

Aneddoti e Curiosità su Pablo Picasso
Pablo Picasso non è stato solo un artista di talento, ma un uomo che ha vissuto 7 vite in una, con alti e bassi, come capita a ciascuno di noi (anche se non tutti abbiamo il suo talento). Di lui si è detto che non fosse capace di disegnare, si è parlato del suo rapporto controverso con Amedeo Modigliani, della sua produzione fuori dalla norma e di molto altro.
- Il Nome Completo: La maggioranza delle persone alla sua nascita riceve uno o due nomi e uno o due cognomi, ma per Picasso non è stato così. Il suo nome è composto da oltre venti parole e cioè Pablo Diego José Francisco de Paula Juan Nepomuceno María de los Remedios Cipriano de la Santísima Trinidad Martyr Patricio Clito Ruíz y Picasso. Già solo con questa premessa, la sua storia non poteva essere ordinaria. Gli ultimi due sono rispettivamente i cognomi paterno e materno.
- Sospettato del Furto della Gioconda: È stato sospettato di aver rubato la Gioconda. Il 21 agosto del 1911 la Monna Lisa di Leonardo venne rubata, durante l’unico giorno di chiusura al pubblico del Louvre di Parigi. Il caso suscitò un enorme scalpore e tra i possibili colpevoli furono citati anche Picasso e Apollinaire perché un assistente di Apollinaire aveva rubato delle opere che poi aveva regalato a Picasso. Nella sua giovinezza, trascorsa prima a Barcellona e in seguito a Parigi, Pablo Picasso trascorreva le giornate tra la realizzazione delle sue opere e le bevute nei locali di pessima fama insieme ai suoi amici, artisti come lui. Tra questi, a Parigi, si trovavano anche Amedeo Modigliani, il poeta Guillaume Apollinaire e altri che avrebbero avuto un ruolo importante nella storia dell’arte del ‘900. Accadde che, nel 1911, la Gioconda, il quadro più enigmatico di Leonardo da Vinci, venne rubato di notte dal Museo del Louvre a Parigi. Il poeta Apollinaire fu arrestato per essere stato segretario e amico di Pieret, il principale indiziato del furto. Quando fu interrogato, Apollinaire fece il nome di Picasso come possibile autore di quello che era considerato “il furto del secolo”. Picasso fu arrestato e processato. Sia Picasso che Apollinaire furono assolti e rilasciati. Nel 1913, infatti, la Gioconda fu ritrovata a Firenze. In realtà l’artefice del colpo fu Vincenzo Peruggia che venne smascherato qualche anno dopo.
- La Rivalità con Modigliani: Picasso è stato amico di Amedeo Modigliani, ma tra i due c’era una forte competizione, nemmeno troppo celata. L’episodio in cui culminò è piuttosto divertente: Picasso usò un’opera di Modigliani come tela per un suo dipinto. Dopo essere stato scoperto ammise che si fosse trattato di un terribile errore causato dalla forte ispirazione creativa, ma noi ci crediamo poco.
- L'Amicizia con Gertrude Stein: Picasso ha avuto un’importante amicizia con una grande donna dell’arte: ci riferiamo a Gertrude Stein. Stein è stata infatti una delle sue prime sostenitrici e non solo acquistava i suoi dipinti, ma li esponeva durante gli eventi nella sua casa.
- Sorvegliato Speciale: Ha trascorso gran parte della sua vita come sorvegliato speciale. Come hanno raccontato alcuni storici, per oltre 40 anni fu controllato dalla polizia e dai servizi di intelligence francesi a causa delle sue non celate simpatie comuniste e dei suoi legami con alcuni anarchici e attivisti politici spagnoli.
- Direttore del Prado: È stato nominato Direttore del Prado nel 1937, con un decreto del governo repubblicano. Accettò la nomina ma, essendo antifranchista, con l’inizio della dittatura di Franco si astenne dal praticare quell’incarico.
- Guinness dei Primati: Il Guinness dei Primati cita Picasso come il pittore più prolifico, grazie ad una produzione di più di 13.000 fra dipinti e disegni, più di 100.000 tra incisioni e litografie ed almeno 300 sculture.
- Valore di Mercato: Le opere di Picasso raggiungono prezzi record sul mercato internazionale: Le donne di Algeri è stata venduta a 179,4 milioni di dollari nel 2015. A seconda del periodo e dell'importanza dell'opera, i prezzi variano tra 5 e 50 milioni di dollari per i pezzi principali. Nel 2015 il suo dipinto Donne di Algeri fu venduto per 179 milioni di dollari (fino a pochi anni fa il quadro più costoso della storia).
- Influenza: L'influenza di Picasso sull'arte contemporanea rimane immensa: le sue innovazioni come il collage, l'assemblage, e la geometrizzazione espressiva continuano a ispirare gli artisti attuali. Il pop art, l'arte concettuale, e le installazioni contemporanee esplorano ancora le piste creative che ha aperto.
ll lato oscuro di PICASSO - L' horror dietro la storia
I Musei Picasso nel Mondo
Il suo valore artistico era così riconosciuto che nel 1963 è stato istituito a Barcellona il Museo Picasso. La sua morte è avvenuta dieci anni dopo, quando aveva 91 anni: è stato seppellito nel parco del castello di Vauvenargues nel sud della Francia e nel 2003 è stato inaugurato il Museo Picasso a Malaga, con un’esposizione permanente di oltre 200 opere.
Museo Picasso a Barcellona
Durante i nostri numerosi viaggi a Barcellona abbiamo visitato il Museo Picasso almeno 2/3 volte. Questa istituzione culturale della città offre un’esposizione permanente di oltre 4.000 opere di Picasso, appartenenti soprattutto al suo periodo giovanile. Gran parte delle opere sono state donate proprio da Picasso come ringraziamento all’amico Jaime Sabartés, suo segretario personale e ideatore e sostenitore del museo. Il Museu Picasso si trova a Montcada 15/19 ed è aperto dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 19:00. Oltre alla collezione permanente, a volte vengono ospitate anche delle mostre temporanee. Qui puoi ammirare il ciclo di opere Las meninas di Picasso.
Museo Picasso a Malaga
Inaugurato nell’ottobre 2003, il Museo Picasso di Malaga spicca per la splendida architettura della sua sede (lo storico Palacio de Buenavista) e per la meravigliosa collezione permanente composta da oltre 200 opere.