Capire il momento dell’ovulazione è una delle chiavi fondamentali per chi desidera una gravidanza. Conoscere i segnali del proprio corpo permette infatti di individuare i giorni più fertili del ciclo mestruale, ovvero quelli in cui le probabilità di concepire sono più alte. L’ovulazione è il processo mediante il quale un ovaio rilascia un ovulo, che resta fecondabile per circa 12-24 ore. Ogni mese l’ovaio porta a maturazione un ovocita e lo rilascia durante un processo chiamato “ovulazione”. Il periodo fertile della vita della donna è caratterizzato dalla presenza del ciclo mestruale che inizia il primo giorno di una mestruazione e termina il primo giorno della successiva.

Il meccanismo biologico del ciclo mestruale
Le ovaie, in risposta a ipotalamo e ipofisi, producono diversi ormoni, tra cui estrogeni e progesterone, i più importanti ormoni femminili. Circa al 14° giorno di un ciclo medio di 28 giorni, si verifica l’ovulazione, provocata da un improvviso aumento della concentrazione dell’ormone luteinizzante (LH) che indebolisce la parete del follicolo giunto a maturazione durante la fase follicolare del ciclo e al rilascio dell’ovocita maturo. L’ovulo viene rilasciato dall’ovaio nella vicina tuba di Falloppio, dove rimane per circa 24 ore.
Il periodo fertile dura fino a cinque giorni al mese: comprende i giorni immediatamente prima dell’ovulazione e le 24 ore della fase ovulatoria. È possibile calcolare la finestra fertile sottraendo 18 giorni dalla durata del ciclo più breve dei 12 cicli nell’ultimo anno e 11 giorni dal ciclo più lungo. In presenza di cicli irregolari è difficile calcolare il periodo fertile in quanto l’ovulazione è imprevedibile. La strategia migliore è iniziare a “leggere” il proprio corpo.
ciclo ovarico e mestruale
Sintomi fisici e segnali dell'ovulazione
Ma quali sono esattamente i sintomi fisici dell’ovulazione? Nei giorni antecedenti il periodo fertile è possibile avvertire dei sintomi pre-ovulatori. Le modifiche del muco cervicale sono uno dei segnali principali: si fa più abbondante, trasparente e filante, simile all’albume d’uovo. Si tratta di perdite trasparenti che si possono osservare sullo slip oppure quando si va in bagno. Altri sintomi coinvolgono anche altri apparati e organi della donna. Si può avvertire, ad esempio, una maggiore sensibilità o più tensione al seno.
Alcune donne lamentano un lieve dolore pelvico laterale, nel basso ventre, di durata variabile, che prende il nome di mittelschmerz (dolore della metà del ciclo) e indica il momento in cui il follicolo si rompe. Può trattarsi di una fitta acuta e improvvisa della durata di poche ore o di un dolore continuo che può persistere per uno o due giorni. L’ovulazione può portare con sé un senso di nausea o una spiccata sensibilità agli odori, mentre la tensione alle ovaie può riflettersi sulla zona lombare, causando mal di schiena. Il mal di testa durante i giorni di ovulazione è abbastanza comune e, se l’intensità del dolore non è troppo forte, non dovrebbe essere allarmante.
Monitoraggio della temperatura e variazioni ormonali
Esiste un metodo che permette di risalire all’ovulazione, tracciando la curva della temperatura basale corporea della donna rilevata quotidianamente. Osservando il grafico che si ottiene, si verifica un aumento di 0,2-0,5 °C dopo l’ovulazione. Nella prima metà del ciclo la temperatura basale è bassa; dopo il rilascio dell’ovulo, il corpo si prepara alla fase successiva (luteale) aumentando la produzione di progesterone. Questo cambiamento può portare a un fastidioso senso di gonfiore addominale, poiché il rilassamento dei muscoli intestinali favorisce l’accumulo di gas. È molto comune durante l’ovulazione sentirsi più gonfie a causa della ritenzione di liquidi, che fa aumentare di peso e di volume. È un effetto passeggero, ma può essere molto fastidioso.
Gli stick urinari sono lo strumento più rapido per individuare i giorni fertili poiché rilevano il picco dell’ormone luteinizzante (LH), che aumenta drasticamente circa 24-36 ore prima del rilascio dell’ovulo. Occorre eseguire il test ogni giorno alla stessa ora, preferibilmente nel pomeriggio. Uno stick positivo non garantisce al 100% che l’ovulo sia stato effettivamente rilasciato.

Distinzione tra ovulazione e inizio di gravidanza
Distinguere tra l’ovulazione e l’inizio di una gravidanza è complesso perché in entrambi i casi il protagonista è il progesterone. Molti sintomi sono comuni, quali tensione al seno, gonfiore, sensazione di nausea e talvolta spotting. La differenza principale sta nella tempistica: i sintomi dell’ovulazione svaniscono nel giro di 24-48 ore, mentre se persistono potrebbe trattarsi di una gravidanza.
Durante l’ovulazione alcune donne possono presentare delle piccole perdite di sangue, chiamate col termine spotting, causate dalla rottura del follicolo o dall’aumento degli estrogeni. È una condizione che non deve destare preoccupazione. Se dopo diversi mesi di tentativi mirati non si ottiene una gravidanza, è consigliabile rivolgersi ad uno specialista in fertilità. In adolescenza, i primi due anni dopo il menarca sono caratterizzati da cicli spesso irregolari e anovulatori. Esiste un legame profondo e reciproco tra i disturbi alimentari e la salute ormonale femminile.
Analisi del settimo giorno dopo l'ovulazione (7 PO)
Al settimo giorno post ovulazione (o 7 PO), manca circa una settimana all’arrivo delle mestruazioni e, se stai provando a concepire, probabilmente stai contando i giorni che ti separano dal fare un test di gravidanza. Questa fase può provocare tutta una serie di emozioni ed è assolutamente normale essere sensibile a ogni nuova sensazione, dolore o sintomo potenziale.
Dal punto di vista medico, il giorno 7 PO corrisponde a circa 3 settimane di gravidanza. Al settimo giorno dopo l’ovulazione è generalmente troppo presto per avvertire i sintomi iniziali di gravidanza, perché l’impianto, ovvero l’annidamento dell’ovulo nella membrana uterina, potrebbe essere appena avvenuto. L’impianto si verifica solitamente tra i sei e i dieci giorni dopo l’ovulazione. Dopo l’impianto, il corpo inizia a produrre gli ormoni della gravidanza, tra cui la gonadotropina corionica umana (hCG), che contribuisce a sostenere la gravidanza e a ispessire la membrana dell’utero per facilitare l’impianto.
Sebbene i crampi la settimana prima delle mestruazioni siano spesso causati dalle prostaglandine, al settimo giorno post ovulazione, alcuni riferiscono di avvertire crampi che potrebbero essere dovuti all’annidamento. È importante notare che le evidenze scientifiche a supporto della teoria che i crampi siano un segno di impianto sono alquanto scarse. Inoltre, le fluttuazioni dei livelli ormonali a inizio gravidanza possono causare sbalzi di umore simili a quelli della sindrome premestruale.

Considerazioni finali sul test di gravidanza
È fondamentale dare al corpo il tempo necessario per produrre livelli di hCG abbastanza elevati da essere rilevati dai test disponibili in farmacia. Al settimo giorno dopo l’ovulazione è difficile che un test riesca a dare un risultato positivo. È consigliato aspettare il primo giorno di ritardo del ciclo prima di fare il test di gravidanza. In questo momento la quantità di ormoni della gravidanza è solitamente sufficientemente elevata per il test. Se aspetti il primo giorno di ritardo, la maggior parte dei test di gravidanza a uso domestico sono accurati al 99%, a condizione che li usi al momento giusto e seguendo correttamente le istruzioni.
La pillola contraccettiva agisce mettendo “a riposo” le ovaie: inibendo i segnali ormonali tra ipotalamo e ipofisi, impedisce il picco di gonadotropine e, di conseguenza, l’ovulazione. In caso di mancata fecondazione, l’ovulo muore dopo 12-24 ore. Dopo l’ovulazione, il muco cervicale è più denso e di colore bianco-giallastro. Alcune donne hanno perdite lattiginose e dense all’incirca quattro giorni dopo l’ovulazione. Per quanto riguarda la data del parto, è possibile calcolarla aggiungendo 266 giorni al giorno della propria ultima ovulazione, sebbene questa rimanga solo una stima.
tags: #ovulazione #al #7 #giorno