Negli ultimi dieci anni, si è assistito a un notevole cambiamento demografico, con il numero di figli di madri di età superiore ai 40 anni che è aumentato del 63,1%. Questo ritardo nella maternità, unito alla diminuzione della qualità dello sperma maschile, spinge sempre più coppie a ricorrere alla medicina riproduttiva per concepire. Tra le diverse tecniche disponibili, l'ovodonazione si afferma come una soluzione efficace per molte donne che desiderano realizzare il sogno di diventare madri. L'ovodonazione, o fecondazione in vitro eterologa con ovociti di donatrice, è un trattamento di fertilità molto comune nei centri di riproduzione assistita, soprattutto in Spagna, ma ormai ampiamente diffusa e legalmente riconosciuta anche in Italia. Questa tecnica prevede la fecondazione degli ovociti di una donatrice esterna con il seme del partner maschile, o talvolta con seme di donatore in caso di doppia donazione.
Tuttavia, con l'aumento dell'uso di queste tecniche, si è creduto che ciò fosse la ragione dell'aumento delle gravidanze multiple. È essenziale comprendere che le gestazioni multiple, sebbene possano sembrare un risultato desiderabile per alcune coppie, comportano rischi significativi sia per la madre che per i neonati. Per questa ragione, la moderna medicina riproduttiva pone un'enfasi crescente sulla strategia del transfer di un singolo embrione, specialmente quando si tratta di ovodonazione, al fine di massimizzare le probabilità di successo e minimizzare le complicanze associate.
Che Cos'è l'Ovodonazione e Quando è Consigliabile Ricorrere ad Essa?
L’ovodonazione è un trattamento IVF/ICSI (Fecondazione in Vitro/Iniezione Intracitoplasmatica di Spermatozoi), dove gli ovociti donati vengono fecondati con gli spermatozoi del proprio partner. Gli embrioni ottenuti sono di proprietà esclusiva della coppia e sono pronti per il trasferimento embrionale.

Il ricorso all'ovodonazione è consigliabile in diverse situazioni cliniche specifiche. Le coppie vengono indirizzate alla fecondazione eterologa con ovodonazione quando la partner femminile presenta un problema di infertilità tale da non consentire una fecondazione omologa. Questo include donne con una bassa riserva ovarica, donne con ovociti di scarsa qualità a causa dell’età o in stato di menopausa precoce. Altri fattori che influiscono sulla fertilità e possono portare a questa scelta includono le conseguenze della chemioterapia sulle ovaia, oppure condizioni mediche che rendono sconsigliabile l'uso dei propri ovociti. È importante notare che affrontare un trattamento di donazione di ovuli non è una scelta semplice, ma può diventare più facile se si crede che la donazione di ovuli sia la strada giusta per aumentare le possibilità di successo e realizzare il sogno di avere un figlio. L'infertilità, definita come l'incapacità di ottenere una gravidanza dopo dodici mesi di rapporti sessuali non protetti, colpisce una percentuale significativa di donne in età riproduttiva, e l'ovodonazione offre un'opportunità concreta di superare questa sfida.
La Selezione della Donatrice: Un Processo Rigoroso e Anonimo
Un aspetto fondamentale del trattamento di ovodonazione è la rigorosa selezione della donatrice. La donazione di gameti in molti paesi europei, inclusa l'Italia e la Spagna, è sottoposta all'anonimato assoluto tra le donatrici e le riceventi. Non è possibile fornire dati identificativi che potrebbero rompere l’anonimato, come il nome o fotografie. Tuttavia, altre informazioni come il colore degli occhi e dei capelli, l’altezza e il peso, vengono fornite affinché la coppia ricevente possa fare la propria scelta in base a caratteristiche fisiche il più possibile compatibili. È necessario tenere presente che non è sempre possibile trovare una corrispondenza perfetta, ma si cercherà di selezionare la donatrice che più assomiglia alla ricevente.

Prima di procedere all’assegnazione, le candidate donatrici sono sottoposte a una valutazione approfondita da specialisti. Questo processo include studi medici e ginecologici, con esami del sangue ed ecografie, per escludere eventuali problemi genetici che potrebbero essere trasmessi al futuro bambino, malattie infettive (come HIV e diversi tipi di epatite) e per valutare la riserva ovarica e il livello di fertilità della donatrice. Inoltre, viene effettuata una valutazione psicologica per escludere patologie mentali e verificare che la donatrice sia pienamente consapevole del processo e delle sue implicazioni. La donatrice di ovuli è solitamente una donna giovane, dai 20 ai 30 anni, che offre le massime garanzie di salute, poiché la sua componente genetica viene studiata in modo approfondito.
Il Percorso dell'Ovodonazione: Passo Dopo Passo
Il processo di ovodonazione dura solitamente tra le 4 e le 6 settimane, dalla selezione della donatrice al trasferimento degli embrioni, anche se questo tempo può variare a seconda della sincronizzazione dei cicli mestruali della ricevente e della preparazione del suo utero.
- Valutazione Preliminare: Inizialmente, viene eseguita una valutazione dettagliata di entrambe le donne (donatrice e ricevente) per verificare che siano idonee al trattamento.
- Stimolazione Ovarica della Donatrice: La donatrice di ovuli inizia la stimolazione ovarica, che dura circa 10-12 giorni. Durante questo periodo, la donatrice è attentamente monitorata con controlli ecografici. Tra il 10° e l'11° giorno della preparazione, è necessario eseguire il controllo ecografico. Dopo l’ecografia della donatrice (ce ne può essere anche più di una), viene decisa la data del prelievo ovocitario.
- Prelievo Ovocitario e Campione di Liquido Seminale: Il prelievo ovocitario è un semplice intervento mini-invasivo. Nella stessa giornata del prelievo, il partner della ricevente dovrà essere disponibile per fornire un campione di liquido seminale.
- Fecondazione in Vitro: I biologi uniranno gli ovociti della donatrice agli spermatozoi del partner (o del donatore) scongelati. Il giorno dopo, si verifica la fertilizzazione.
- Coltura Embrionale: Gli embrioni ottenuti vengono coltivati in vitro. La coltura embrionale in vitro può essere portata fino alla 5° giornata (120 ore), raggiungendo lo stadio di blastocisti.
- Preparazione Endometriale della Ricevente: Durante la stimolazione della donatrice, la ricevente viene sottoposta a una preparazione endometriale. Questa terapia si basa essenzialmente sull'assunzione di estrogeni (per lo più per via orale) e di progesterone (per via vaginale). Serve a preparare l'utero della donna ricevente ad accogliere l'embrione e quindi ad aumentare le possibilità di impianto. La preparazione dura circa 10 giorni. Per le pazienti che non vivono nella stessa sede del centro, il trattamento di preparazione endometriale per l'ovodonazione può essere seguito nel proprio paese d'origine, con assistenza a distanza per visionare i risultati di ecografie e analisi.
- Transfer Embrionale: Una volta che gli ovuli sono stati fecondati e gli embrioni sono stati coltivati per alcuni giorni, viene programmato l’embryo-transfer. Questa fase si conclude con il trasferimento dell’embrione, una procedura semplice che generalmente non richiede anestesia o sedazione della ricevente, poiché gli embrioni vengono trasferiti nell’utero a paziente sveglia e cosciente. Il transfer embrionale può avvenire da 2 a 5 giorni dopo la fertilizzazione ovocitaria.
- Test di Gravidanza: Circa 10-14 giorni dopo il transfer, dovrà essere fatto il test di gravidanza. Come regola generale, si consiglia un esame del sangue, noto anche come "beta" test, perché è il modo migliore per controllare i livelli dell’ormone beta-hcg. L’assunzione di tutti i farmaci continuerà fino alla 12° settimana.
L'Importanza Cruciale del Transfer di un Solo Embrione
Uno degli aspetti più significativi e in continua evoluzione nell'ambito dell'ovodonazione è la raccomandazione di trasferire un solo embrione. Nel passato, era più comune trasferire due o perfino tre embrioni, nella convinzione che ciò aumentasse le probabilità di successo. Oggi, grazie ai notevoli miglioramenti negli effetti dei trattamenti riproduttivi, quasi mai si trasferiscono più di due embrioni. La nostra raccomandazione è trasferire gli embrioni uno a uno allo stato di blastocisti (sviluppo del giorno 5). In tal modo, si minimizza il rischio di gravidanza multipla e le complicanze connesse ad essa.

Dobbiamo innanzitutto capire che il transfer di un solo embrione non riduce significativamente la probabilità di concepimento. È utile anche conoscere la differenza tra "ciclo" e "transfer embrionario". Se si trasferiscono due embrioni allo stesso tempo, è probabile che la probabilità per transfer sia maggiore che per il transfer di un solo embrione; tuttavia, il paziente che decide di trasferire un solo embrione può tenerne altri congelati. Poi, al termine del ciclo e dopo aver trasferito gli embrioni necessari per ottenere un concepimento, la probabilità finale sarà uguale o maggiore. Infatti, "nei trattamenti di ovodonazione i tassi di gestazione con trasferimento di un solo embrione sono praticamente uguali che con due embrioni", come confermato da specialisti. La buona notizia è che le donatrici di ovuli sono donne giovani; pertanto, in generale, le probabilità che nelle riceventi l'embrione si impianti al primo tentativo e dia corso a una gravidanza sono molto elevate.
Rischi delle Gravidanze Multiple
L’incidenza di gestazioni multiple spontanee che avvengono in modo naturale è di 1 ogni 85-90 nascite. Si crede che l'uso delle tecniche di riproduzione assistita sia la ragione dell'aumento delle gravidanze multiple (naturalmente, la proporzione di gemelli è all'incirca dell'1,4%), il che significa che sia le donne incinte, sia i neonati, sono a rischio. Una gestazione multipla si associa a un maggior rischio di malformazioni, aborti e perdita del feto e a un tasso di nati prematuri molto elevato. È più frequente che la madre sia anemica o incorra in un aumento della pressione arteriosa, che può evolvere in preeclampsia, una pericolosa malattia. Tutti questi rischi aumentano notevolmente con una gravidanza gemellare. La gemellarità, infatti, determina alte complicanze. Per questo, la nostra politica è quella di non trasferire più di un embrione se esso è geneticamente testato. In tal modo, aumentiamo le probabilità di successo del transfer, grazie alla buona qualità embrionaria, ed evitiamo il rischio di gestazione multipla.
La Selezione dell'Embrione: Scienza e Tecnologia al Servizio della Vita
Per poter selezionare il miglior embrione, gli embriologi prendono le decisioni seguendo una serie di criteri fondamentali:
- Morfologici: Il numero e l’aspetto delle cellule che compongono l’embrione.
- Cinetici: Il loro ritmo di divisione cellulare.
- Genetici: La composizione cromosomica, valutata tramite il test genetico preimpianto (PGT).
Grazie ai progressi tecnologici, gli strumenti che devono utilizzare gli embriologi per selezionare questi criteri sono migliorati significativamente, cosa che si traduce in migliori tassi di impianto e nascite sane con il transfer di un solo embrione. Tecniche come il time-lapse, un sistema di monitoraggio continuo degli embrioni, il Test di recettività endometriale e il test genetico preimpianto (PGT) contribuiscono al continuo miglioramento al fine di selezionare l’embrione migliore e realizzare il transfer embrionario nel miglior momento. Questo monitoraggio permette di raccogliere informazioni preziose sulla morfologia degli embrioni e su altre caratteristiche, con l'unico obiettivo di selezionare l'embrione migliore.

È la nostra raccomandazione trasferire gli embrioni 1 ad 1 allo stato di blastocisti (sviluppo del giorno 5 o 6). Coltivare gli embrioni fino a questo stadio può aiutare a identificare il migliore. Quando parliamo di blastocisti, che sono embrioni che sono passati per il processo di selezione embrionale e che sappiamo essere in grado di impiantarsi e di generare un bambino, consigliamo sempre il transfer di un solo embrione. Solo nel caso in cui, per diversi motivi, non si decida di realizzare uno studio genetico preimpianto, e non si sappia, dunque, se sono geneticamente adatti, nelle pazienti di oltre 35 anni e aventi un tasso di produzione embrionale geneticamente corretta molto più basso, se è desiderio della paziente, si potranno trasferire due embrioni nell’ipotesi che uno di essi sia geneticamente scorretto e che non darebbe luogo a un concepimento. Nel caso di pazienti cui trasferiamo embrioni del giorno 3, il fatto di trasferire più di un embrione è una cosa di cui si discute con i pazienti stessi, perché trasferire due embrioni di quella qualità non significa che i due embrioni abbiano raggiunto lo stadio di blastocisti e che diano come risultato un concepimento. Pertanto, si può realizzare il transfer di due embrioni con l’idea che solo uno di essi sia giunto a blastocisti. Oltre alla selezione embrionale, si tiene conto anche del fattore endometriale, poiché non è possibile trasferire un embrione quando si vuole; ogni paziente è unico e ci sono condizioni che vengono valutate attentamente nelle cliniche.
Transfer embrionario: eccolo da vicino
Il Ruolo dell'Epigenetica e il Legame Materno
Quando si affronta un trattamento di donazione anonima di ovuli, le emozioni giocano un ruolo molto importante e sono fondamentali per gestire le aspettative. È del tutto normale porsi dubbi sulla somiglianza fisica: "lo sentirò mio? Mi assomiglierà?". Il fatto di non contribuire con parte della genetica materna può portare a chiedersi come sarà il futuro figlio, quale sarà il contributo materno e cosa erediterà.

È qui che l’epigenetica svolge un ruolo cruciale. Epigenetica è una parola greca e il suo significato è chiaro: significa letteralmente essere al di sopra (epi) del genoma. Pertanto, non possiamo spiegare chi siamo basandoci unicamente sulla sequenza del nostro DNA. L'epigenetica non riguarda solo i geni in sé, ma anche il modo in cui questi geni vengono espressi in base alle influenze ambientali e culturali a cui sono sottoposti. Oggi sappiamo che la madre ricevente non è semplicemente un'incubatrice "passiva". Oggigiorno si sa che la madre influisce sull’espressione dei geni del bambino attraverso l’ambiente biochimico ed emotivo, caratterizzando questo tipo di gravidanze. Infatti, non è importante solo il tipo di geni che ereditiamo (la maggior parte permangono in silenzio tutta la vita), ma quanto e quando si esprimono. Si parla di “penetrazione” ed “espressione” dei geni solo per dire che esiste una gran varietà nella forma in cui il codice genetico può esprimersi, nel senso di dare origine a tutte le azioni e modifiche di propria competenza. Potremmo dire che lo stesso ovocito, fertilizzato in vitro con lo stesso spermatozoo, può dare origine a due bambini parzialmente diversi a seconda della madre che riceve l’embrione. Basta pensare al tipo di alimentazione, alle bevande consumate, al peso, allo stato d’animo (depressione, stress, serenità), al fatto che sia diabetica o soffra di ipertensione. Esistono marcatori epigenetici molto importanti nelle prime fasi dello sviluppo umano, come la gravidanza e l’infanzia. A ciò si aggiunge l’influenza della famiglia e, in particolare, del legame materno. Nel corso della vita del bambino, molti fattori plasmeranno il suo aspetto, il suo carattere e i suoi valori. La madre farà parte di ognuna di queste fasi e il bambino le assomiglierà in molti modi, riducendo le preoccupazioni iniziali sulla somiglianza fisica.
Gestione degli Embrioni in Eccesso
A seguito di un programma di fecondazione eterologa, è possibile che si generino embrioni in numero superiore a quanti sono necessari per un singolo transfer "a fresco". Se si ottiene più di un embrione “blastocisti” del quinto giorno di sviluppo dopo il trattamento, le opzioni sono diverse:
- Vitrificazione degli Embrioni per Uso della Stessa Coppia o Donna: Grazie alla tecnologia attuale, è possibile trasferire un embrione per volta e congelare gli altri embrioni per usarli successivamente. I trattamenti con embrioni “freschi” o congelati ottengono risultati simili in termini di successo. Questo offre alla coppia la possibilità di tentare ulteriori gravidanze in futuro senza dover ripetere l'intero processo di stimolazione della donatrice.
- Donazione degli Embrioni con Finalità Riproduttive: Questa seconda possibilità riguarda il caso di pazienti che, per determinate circostanze (donne single, malattie ereditarie, ragioni economiche, ecc.), decidono di ricorrere all’adozione di embrioni. In questo scenario, gli embrioni non utilizzati dalla coppia che li ha generati vengono donati ad altre coppie o donne che desiderano concepire, offrendo loro una preziosa opportunità di maternità.
La filosofia dei centri moderni è di realizzare il transfer di un solo embrione di alta qualità ogniqualvolta sia possibile, aumentando le probabilità di successo del transfer grazie alla buona qualità embrionaria e, al contempo, evitando il rischio di gestazione multipla.
Tassi di Successo e Considerazioni Sull'Età
L’ovodonazione offre circa il 90% di possibilità di gravidanza nelle donne con prognosi riproduttiva complicata, soprattutto quelle di età superiore ai 40 anni. In cliniche specializzate, si possono ottenere tassi di successo di oltre il 72% al primo tentativo con il trattamento di ovodonazione. Questi alti tassi sono in parte dovuti alla politica di trasferire solo embrioni allo stadio di blastocisti (5° o 6° giorno di sviluppo), che permette un monitoraggio più lungo e una migliore selezione dell'embrione.

Sempre più donne decidono di diventare madri dopo i 40 anni, rendendo le decisioni legate alla PMA più complesse e personali. Per queste donne, è pressocchè impossibile ottenere una gravidanza con le proprie uova, cioè avere un figlio geneticamente proprio, a causa della naturale diminuzione della riserva ovarica e del peggioramento della qualità degli ovociti. L'ovodonazione, con l'utilizzo di ovuli di una donatrice anonima, giovane e sana, diventa quindi l'altra metodica per avere un bimbo. Sebbene si pensi che trasferire più embrioni aumenti le possibilità di successo, dopo i 40 anni la realtà è spesso diversa. Dopo i 40 anni, la PMA non è questione di quantità, ma di qualità. Anche una donna di poco più di 40 anni con bassa riserva ovarica, che ha ottenuto due blastocisti, potrebbe scoprire, dopo un test genetico (PGT-A), che solo uno era normale. Trasferire due embrioni, in questo caso, raddoppierebbe il rischio di gravidanza gemellare e quindi le complicanze. Con i propri ovociti, le probabilità di successo sono inferiori al 10% in questa fascia d'età. Si può considerare la donazione di ovociti, ma anche tentare ancora è possibile con strategie su misura come la doppia stimolazione.
Ovodonazione in Italia e all'Estero: Legislazione e Qualità dei Centri
In Italia, la fecondazione eterologa è un trattamento che si può fare per legge da diversi anni, a seguito della sentenza n.162/2014 della Consulta che ha cancellato il divieto presente nell’art.4 comma 3 della legge 40/04. Quindi, molto spesso fare un trattamento di questo tipo all’estero è inutile. Nonostante alcune coppie scelgano la fecondazione eterologa in Spagna, non è quasi mai necessario spostarsi all’estero. La fecondazione eterologa femminile (ovodonazione) è una pratica del tutto regolare in Italia. Esiste anche la possibilità di richiedere gli ovuli di una donatrice e il seme di un donatore (doppia donazione), una pratica legale in Italia se richiesta da una coppia, ma vietata se è una donna single a richiederla.

La scelta del donatore viene attuata presso un Centro estero e si usano uova congelate provenienti da paesi mediterranei che in genere funzionano bene in termini di gravidanza. La scelta e la stimolazione ovarica della donatrice vengono attuate presso un Centro estero, che ha esperienza ventennale con il processo di selezione. Conviene fare la fecondazione eterologa con uova provenienti da paesi mediterranei e non in paesi come la Russia o l’Ucraina, dove le donne hanno caratteri completamente diversi da quelli mediterranei, per garantire una maggiore somiglianza fisica.
Molte coppie fanno ovodonazione in Spagna, ma è importante valutare la qualità dei centri. Da una prima indagine eseguita utilizzando i dati del Registro Spagnolo dei centri di fecondazione eterologa a Barcellona, Madrid e Malaga emerge un dato importante: in molti casi, un alto tasso di gravidanze gemellari. Un tasso di gemellarità oltre il 40% denota cattiva qualità del Centro di fecondazione assistita. Un tasso abnorme di gravidanze gemellari denota che il Centro ha necessità di trasferire un alto numero di embrioni per ottenere apprezzabili tassi di gravidanza, sottoponendo le coppie a rischi eccessivi di perdita della gravidanza a causa di aborti e parti prematuri causati dalla gemellarità. In fecondazione eterologa femminile (ovodonazione) è sufficiente trasferire quasi sempre un solo embrione, soprattutto allo stadio di blastocisti, per minimizzare questi rischi. La "qualità" di un centro non si intende solo come la tecnologia di cui dispone, ma anche l'approccio responsabile al transfer embrionale.
Rischi e Benefici dell'Ovodonazione
Come ogni trattamento medico, anche l'ovodonazione presenta pro e contro.
Quali sono i pro dell'ovodonazione?
- Rapidità del trattamento: I tempi dell’ovodonazione possono essere molto contenuti, offrendo un percorso relativamente veloce per ottenere una gravidanza.
- Alti tassi di successo: Le donatrici sono donne giovani, il che si traduce in ovociti di alta qualità e, di conseguenza, in probabilità molto elevate che l'embrione si impianti al primo tentativo e dia corso a una gravidanza. L’ovodonazione offre circa il 90% di possibilità di gravidanza nelle donne con prognosi riproduttiva complicata.
- Massime garanzie di salute per il bambino: La fecondazione eterologa offre le massime garanzie di salute perché la componente genetica, quella degli ovuli e/o degli spermatozoi, viene studiata in modo approfondito e risulta sana.
- Superamento dell'infertilità: Permette a donne con problemi di riserva ovarica, ovociti di scarsa qualità o menopausa precoce di concepire.
Quali sono i contro dell'ovodonazione?
- Rischi per la donatrice: Le potenziali controindicazioni per la donatrice di ovociti sono legate alla terapia farmacologica necessaria alla stimolazione delle ovaie che precede il prelievo di ovociti.
- Rischi per la futura madre (con età avanzata): Molte donne che si sottopongono all’ovodonazione hanno un’età superiore ai quarantacinque anni, una discriminante che incrementa il rischio di insorgenza di condizioni come anemia e preeclampsia, che possono evolvere in pericolose malattie, o altre complicanze legate all'età gestazionale.
- Assenza di legame genetico materno: Sebbene l'epigenetica giochi un ruolo fondamentale nel plasmare il bambino, l'assenza del contributo genetico materno può essere un fattore emotivo da gestire per alcune donne.
Nel complesso, l’ovodonazione si presenta come un trattamento sicuro ed estremamente efficace per molte coppie e donne che desiderano una gravidanza, specialmente quando viene adottata la strategia del transfer di un singolo embrione di alta qualità.
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