
Introduzione: Il Desiderio di una Gravidanza e il Ruolo della PMA
Il desiderio di vivere l’esperienza della gravidanza è un sogno profondo per molte coppie. Per chi non riesce a realizzarlo naturalmente, la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) offre un percorso di speranza, mettendo a disposizione opportune tecniche e strumentazioni mediche. Questa procedura è finalizzata a realizzare il desiderio di avere un figlio, ed è offerta a coppie che non sono in grado di procreare con metodi naturali, ossia coppie infertili. Per infertilità si intende l’incapacità ad ottenere una gravidanza spontanea dopo almeno un anno di rapporti sessuali regolari non protetti. Le cause di questa condizione possono essere ricondotte all’uomo (ad es. anomalie di produzione e di escrezione degli spermatozoi), alla donna (ad es. disturbi ovulatori, patologie ovariche, difetti tubarici e cervicali) e a entrambi. In circa il 15% delle coppie l’origine dell’infertilità rimane sconosciuta, rendendo il percorso diagnostico particolarmente complesso.
Nella gestione di una coppia con problemi di fertilità, la fase diagnostica è la parte del percorso che richiede più tempo e precisione. La prima bambina ad essere stata concepita con l’aiuto della procreazione assistita è nata nel 1978, segnando una svolta nella medicina riproduttiva. La nostra prima nascita in Italia, due gemelli, risale al 2 agosto 1986, dimostrando la lunga e consolidata esperienza del nostro Paese in questo campo. Eugin, ad esempio, mette a disposizione le migliori tecnologie nei trattamenti di Riproduzione Medicalmente Assistita omologa ed eterologa e, in Italia, opera attraverso diverse cliniche e ambulatori presenti su tutto il territorio nazionale.
Le Tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA): Livelli e Metodologie
La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) comprende un ampio ventaglio di metodiche che mirano a trovare un rimedio all’infertilità. Le prestazioni di PMA si suddividono generalmente in tecniche di I livello e tecniche più complesse di II e III livello.
Le tecniche di I livello includono l’inseminazione intrauterina (IUI), in cui il liquido seminale viene introdotto direttamente all'interno della cavità uterina. Questa metodica è considerata meno invasiva ed è spesso la prima opzione presa in considerazione, in linea con il principio di gradualità che impone di scegliere prima le tecniche meno invasive dal punto di vista tecnico e psicologico.
Le tecniche di II e III livello, come la Fecondazione in vitro (FIVET) e l'Iniezione Intracitoplasmatica dello Spermatozoo (ICSI), sono più complesse. In queste procedure, l’incontro dei gameti si verifica all'esterno del corpo della donna, in laboratorio. Solo dopo l’inseminazione dell’ovocita e l’eventuale fecondazione, l’embrione sviluppato viene trasferito in utero. In Italia, la FIVET può essere praticata sia in centri pubblici o convenzionati sia in centri privati.
Esistono anche metodiche ormai di raro utilizzo, come la GIFT (Gamete Intra Fallopian Transfer), che prevedeva il prelievo degli ovociti per via transvaginale ecoguidata o per via laparoscopica e il trasferimento nelle tube dei gameti maschili e femminili per via laparoscopica o transvaginale (ecoguidata o isteroscopica). Un’altra metodica quasi inutilizzata è la ZIFT (Zygote Intra Fallopian Transfer), che prevedeva il prelievo degli ovociti per via transvaginale ecoguidata, la fecondazione in vitro degli ovociti e il trasferimento intratubarico degli zigoti o degli embrioni per via laparoscopica o transvaginale (ecoguidata o isteroscopica). La progressiva obsolescenza di queste tecniche testimonia l'evoluzione e il miglioramento continuo delle procedure di PMA.
Le tecniche di II e III livello possono essere applicate in cicli definiti “a fresco", quando nella procedura si utilizzano sia ovociti sia embrioni non crioconservati, o altrimenti in cicli definiti “da scongelamento", quando nella procedura si utilizzano ovociti crioconservati oppure embrioni crioconservati. Questa distinzione è fondamentale per la pianificazione del trattamento e per le sue implicazioni logistiche e di successo.
Un'ulteriore evoluzione è rappresentata dalla PICSI (Physiological ICSI), un metodo nato dal miglioramento della ICSI. Nella PICSI, gli spermatozoi vengono specificamente scelti per la loro capacità di legare l’acido ialuronico, un indicatore della loro maturità e qualità. Questo approccio aumenta notevolmente la possibilità di gravidanza, poiché gli spermatozoi competenti fecondano meglio l’ovulo e danno con molta più probabilità un embrione che porta ad una gravidanza.

Il Quadro Normativo Italiano: Dalla Legge 40/2004 all'Eterologa Convenzionata
In Italia, la Procreazione Medicalmente Assistita è disciplinata dalla Legge 40 del 2004, una normativa molto articolata e complessa che ha subito nel tempo significative modifiche, anche a seguito di pronunce giurisprudenziali. L’accesso alle tecniche di PMA è consentito solo se l’infertilità non è risolvibile altrimenti. Un principio fondamentale di questa legge è la gradualità: nell’utilizzare le tecniche si deve seguire un principio di gradualità, scegliendo prima quelle meno invasive dal punto di vista tecnico e psicologico. Inoltre, prima di iniziare un ciclo di PMA occorre dare il proprio consenso informato, un passaggio imprescindibile che garantisce la piena consapevolezza dei potenziali genitori.
Nel corso degli anni, modifiche alla legge hanno rimosso diversi divieti che inizialmente limitavano l'accesso e l'efficacia delle tecniche. È stato rimosso il divieto di produzione di più embrioni, permettendo ai centri di ottimizzare il numero di embrioni disponibili per il trasferimento e la crioconservazione. Parallelamente, è stato eliminato l’obbligo di contemporaneo impianto di tutti gli embrioni prodotti, consentendo ai medici di selezionare il numero più appropriato di embrioni da trasferire, riducendo i rischi di gravidanze multiple.
Un’altra modifica cruciale riguarda le coppie fertili portatrici di malattie genetiche trasmissibili: per loro è stato rimosso il divieto di diagnosi preimpianto. Questa procedura consente di identificare embrioni sani prima dell’impianto, prevenendo la trasmissione di gravi patologie genetiche ai nascituri.
Infine, un’evoluzione epocale è stata l’eliminazione del divieto di fecondazione eterologa, cioè con donazione di gameti. A questa possibilità, il cui utilizzo in Italia ha dato il via libera la sentenza della Corte Costituzionale del 9 aprile 2014, ha permesso a numerose coppie di accedere a trattamenti precedentemente preclusi. La sentenza ha riconosciuto il diritto alla genitorialità anche attraverso l'utilizzo di gameti esterni alla coppia, allineando l'Italia a molti altri paesi europei.
Per quanto riguarda la crioconservazione, la legge stabilisce che gli embrioni non possono essere né soppressi né crioconservati, con l’unica eccezione dell’impossibilità per gravi motivi di salute della donna di eseguire un trasferimento in utero. I gameti, invece, possono essere crioconservati, offrendo maggiore flessibilità per la preservazione della fertilità.
Lo stato giuridico del nato è chiaramente definito: i nati da PMA hanno lo stato di figli legittimi o riconosciuti dalla coppia. È importante sottolineare che qualora, in violazione della Legge, sia stata fatta una fecondazione di tipo eterologo, il coniuge o convivente che ha dato il proprio consenso non può disconoscere il bambino, garantendo la tutela legale dei nati e la stabilità familiare.
La Legge 40 del 2004 e il pronunciamento della Consulta: intervista a Francesco D'Agostino
L'Ovodonazione in Dettaglio: Cos'è, Chi Può Accedere e la Selezione delle Donatrici
L'ovodonazione è una forma specifica di fecondazione eterologa che si avvale dell'utilizzo di ovuli provenienti da una donatrice esterna alla coppia. Questa tecnica è regolata in Italia dalla Legge 40 e sue successive modifiche, in particolare a seguito della già citata sentenza della Corte Costituzionale del 9 aprile 2014, che ha abrogato il limite contenuto nella Legge 40/2004 che vietava la possibilità di rivolgersi ad un donatore esterno alla coppia. Il processo di ovodonazione avviene tramite FIVET o ICSI e si esegue in strutture specializzate, pubbliche o convenzionate, registrate presso l’Istituto Superiore di Sanità.
Sostanzialmente, possono accedere all’ovodonazione tutte quelle donne la cui infertilità è dovuta ad un problema di ovulazione, ma non solo. Tra le principali indicazioni rientrano l'assenza congenita delle ovaie (ad esempio, nella Sindrome di Turner), l'insufficienza ovarica prematura o menopausa precoce, l'asportazione chirurgica delle ovaie (dovuta a patologie oncologiche o altre condizioni), e i casi in cui vi sia il rischio di trasmettere gravi malattie genetiche. In tutti i casi, la legge stabilisce che il ricorso all’ovodonazione sia possibile solo dopo accertata e certificata patologia che ha indotto una sterilità o infertilità irreversibile, cioè quando non ci sono altre soluzioni.
Possono farvi ricorso, anche all’eterologa maschile con donazione di spermatozoi, solo le coppie di sesso diverso, coniugi o conviventi, con più di 18 anni, entrambe viventi ed in età “potenzialmente fertile”. Questo significa che in Italia l'ovodonazione e, più in generale, la fecondazione eterologa rimane vietata alle coppie omosessuali e alle donne considerate troppo anziane. In realtà, in tal senso non c’è un riferimento anagrafico preciso; per cui si stabilisce l’età media della menopausa e si valutano i casi volta per volta, tenendo conto delle condizioni cliniche e della possibilità di portare a termine una gravidanza in sicurezza.
Un aspetto distintivo dell'Italia, a differenza di altri Paesi anche della Comunità Europea, è che la donazione di ovociti è gratuita e deve essere anonima, rendendo impossibile la donazione anche da parte di una familiare. La scelta della donatrice, in specifiche banche di ovuli, viene eseguita attraverso alcuni parametri di compatibilità con la coppia ricevente. Ovviamente, il gruppo sanguigno è un parametro essenziale, ma si considerano anche caratteristiche fenotipiche come razza, colore degli occhi e dei capelli, nonché altezza, per massimizzare la somiglianza con la coppia ricevente.
È fondamentale rivolgersi ad una struttura con comprovata esperienza, poiché non tutti i centri per la fertilità sono autorizzati o in grado di eseguire tali procedure complesse. Alcuni centri, come Raprui, hanno professionisti capaci che si sono occupati di eterologa all’estero ben prima del 2014, accumulando un'esperienza preziosa. Il Centro Medico San Luca, ad esempio, è tra le strutture dove l'eterologa (ovodonazione, donazione seme) è eseguibile in Italia.
Il Percorso dell'Ovodonazione: Ovociti Vitrificati o Blastocisti?
Il percorso dell’ovodonazione in Italia presenta una peculiarità significativa: risente dell’assenza di donatrici autoctone. Questo implica che la maggior parte degli ovociti utilizzati nei trattamenti di ovodonazione proviene da banche estere e viene importata. L'origine degli ovuli impiegati nella PMA è, di conseguenza, un aspetto determinante. Esistono principalmente due percorsi per l'importazione e l'utilizzo dei gameti o embrioni: l'importazione di ovociti vitrificati o l'importazione di blastocisti.
Metodo 1: Importazione di Ovociti Vitrificati
Per quanto riguarda il percorso dell’ovodonazione con ovociti vitrificati, la clinica italiana guida la coppia attraverso ogni fase. Inizialmente, la clinica spiega come avviene il percorso dell’ovodonazione e richiede le caratteristiche fisiche, una fotografia e i gruppi sanguigni della coppia che vuole intraprendere il percorso. Queste informazioni vengono poi inviate alla banca estera che, a quel punto, propone la donatrice più compatibile. Normalmente si possono importare lotti di 4, 6, 8 o 10 ovociti. La scelta del numero dipende sia dal numero di embrioni che si vogliono formare, sia dalla qualità del campione seminale del partner. Inoltre, occorre considerare anche se la coppia vuole o meno eseguire una diagnosi preimpianto nel percorso di ovodonazione, che potrebbe richiedere un numero maggiore di ovociti per garantire una selezione efficace.
Una volta che gli ovociti sono arrivati nella clinica italiana, la paziente può iniziare la preparazione endometriale con la prima mestruazione successiva. A distanza di 7-9 giorni dall’inizio della terapia ormonale, si esegue un’ecografia transvaginale per verificare lo stato dell’endometrio, che deve avere uno spessore di almeno 6 mm e una struttura trilaminare, condizioni ottimali per l'impianto. A quel punto si può programmare lo scongelamento degli ovociti. Il giorno successivo alla fecondazione in vitro si saprà il numero degli embrioni iniziali che si sono formati. Gli embrioni rimangono in coltura fino al quinto giorno di sviluppo, prima di procedere con il trasferimento della blastocisti migliore.
Che cosa sappiamo della resa di questa tipologia di percorso? L’ovocita è una cellula molto delicata e il tasso di sopravvivenza allo scongelamento degli ovociti si aggira intorno all’85-89%. Sebbene sia una percentuale elevata, implica che una piccola parte degli ovociti potrebbe non sopravvivere al processo di scongelamento.
Metodo 2: Importazione di Blastocisti
L’importazione delle blastocisti prevede un percorso differente, spesso preferito per le sue percentuali di successo. Il processo inizia congelando il campione seminale del partner maschile direttamente nella clinica italiana. Successivamente, questo campione viene trasportato nella clinica estera dove viene eseguita la selezione della donatrice, in base ai criteri di compatibilità già menzionati. Una volta confermata dal medico che ha in carico la coppia ricevente, la donatrice inizia la stimolazione ovarica, al termine della quale va a fare il prelievo ovocitario. A questo punto, gli ovociti della donatrice vengono fecondati con il seme del partner maschile e gli embrioni risultanti vengono coltivati fino allo stadio di blastocisti (quinto giorno di sviluppo) nella clinica estera. La blastocisti rientra quindi nella clinica italiana insieme a tutte le informazioni relative agli esami eseguiti sia sulla donatrice sia sulle blastocisti. Da questo punto in poi, il percorso coincide essenzialmente con il precedente, con la preparazione endometriale della ricevente e il successivo trasferimento.
Il vantaggio principale di questa opzione risiede nel tasso di sopravvivenza. Il tasso di sopravvivenza delle blastocisti allo scongelamento è decisamente più elevato rispetto a quello degli ovociti, raggiungendo quasi il 99%. Questo significa che c'è una maggiore certezza che l'embrione sarà vitale dopo lo scongelamento, aumentando le probabilità di successo. Di conseguenza, molti centri ultimamente si sono convertiti al percorso dell’ovodonazione con questo sistema, perché si ha una resa migliore del tasso di successo inteso come test di gravidanza positivo. Il risvolto negativo di questo tipo di seconda opzione? Vale per quelle coppie in cui non si ha un fattore maschile, dove la qualità del campione seminale è buona; di conseguenza, sia il congelamento sia lo scongelamento del campione seminale non riduce il tasso di fecondazione quindi di formazione delle blastocisti, della loro qualità.
La Legge 40 del 2004 e il pronunciamento della Consulta: intervista a Francesco D'Agostino
Costi, Accesso e la Rete dei Centri Convenzionati in Italia
L'accessibilità economica ai trattamenti di Procreazione Medicalmente Assistita è un fattore cruciale per molte coppie. In Italia, tutte le prestazioni di PMA sono state inserite nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) con il DPCM del 12 gennaio 2017. Questo significa che, teoricamente, i trattamenti dovrebbero essere garantiti dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN) su tutto il territorio. Tuttavia, la loro applicazione dipende ancora oggi dall’organizzazione sanitaria regionale, generando purtroppo significative differenze nell'offerta e nei costi tra le varie regioni. Questa variabilità è la ragione per cui, nel 2020, il 26% dei cicli iniziati con tecniche a fresco e il 37,7% dei cicli che utilizzano gameti donati è stato effettuato su pazienti che non risiedono nella regione di appartenenza del centro, un fenomeno noto come "migrazione sanitaria".
Quanto ai costi delle prestazioni di PMA con donazione di gameti, quasi tutte le Regioni hanno recepito la tariffa convenzionale definita dalla Conferenza Stato Regioni e Provincie Autonome di Trento e Bolzano 14/121/CR7c/C7 del 25 settembre 2014. Queste tariffe standardizzate mirano a rendere i trattamenti più accessibili attraverso il SSN:
- €1.500 (compresi €500 per i farmaci) per fecondazione con seme da donatore con inseminazione intrauterina.
- €3.500 (compresi €500 per i farmaci) per fecondazione con seme da donatore in vitro.
- €4.000 (compresi €500 per i farmaci) per fecondazione con ovociti da donatrice (ovodonazione).
È importante notare che, se si accede a queste prestazioni tramite il SSN in un centro convenzionato, si può essere soggetti al pagamento di un ticket, che per la fecondazione, ad esempio, può ammontare a 36,15 euro (se dovuto). Se eseguita privatamente, le tariffe per la fecondazione in vitro (sia omologa che eterologa) vanno in genere dai 3mila ai 5mila euro, a seconda del centro e delle specifiche del trattamento.
La rete dei centri PMA in Italia è vasta e diversificata, includendo strutture pubbliche, private convenzionate e private pure. L’attività di PMA di II-III livello, in termini di cicli iniziati, risulta essere maggiormente a carico del SSN con il 61,2% di tutti i cicli iniziati (il 33,5% di essi effettuati nei centri pubblici e il 27,7% eseguiti nei privati convenzionati).
Eugin mette a disposizione le migliori tecnologie e opera in Italia attraverso diverse cliniche e ambulatori presenti su tutto il territorio nazionale. I centri per la fertilità Eugin si trovano a Milano, Modena, Bologna (presso Omniclinics Day Surgery, fondata dal Prof. Vincenzo Bonomo), Taranto, Torino (presso la Clinica Sedes Sapientiae) e Vicenza. Il centro PMA Eugin di Vicenza, ad esempio, offre tecnologie all’avanguardia e un’equipe specializzata dedicata ai trattamenti di fecondazione assistita omologa ed eterologa.
Anche network come Demetra si distinguono per l'offerta di trattamenti di procreazione medicalmente assistita di altissima qualità. Demetra è il network di PMA privato convenzionato più scelto dagli Italiani. Grazie alla convenzione con il SSN, essi sono in grado di ridurre significativamente il peso economico per le coppie che desiderano intraprendere un percorso di PMA, rendendo così possibile per tutti la realizzazione del proprio sogno di famiglia. Demetra pone un valore imprescindibile nel supporto psicologico e relazionale durante tutto il percorso, consapevole che il progetto di un figlio sia emotivamente impegnativo e richieda comprensione e supporto adeguato alle esigenze individuali. Il loro team di medici, embriologi e specialisti è composto da professionisti altamente qualificati con anni di esperienza nel settore, garantendo tassi di successo che si collocano tra i più alti del settore. Demetra offre piani di trattamento personalizzati, basati sulle specifiche esigenze e sul quadro clinico di ogni paziente, massimizzando le probabilità di successo.
Gestione della PMA in Presenza di Patologie Infettive (HIV, HBV, HCV)
Un aspetto delicato e di fondamentale importanza nella Procreazione Medicalmente Assistita riguarda la gestione di coppie in cui uno o entrambi i partner siano affetti da patologie infettive come HIV (sieropositività), HBV (epatite B) o HCV (epatite C). La criticità principale risiede nella capacità di questi virus di essere trasmessi ai propri figli, pertanto, in caso di ricorso alle tecniche della PMA, è necessario tener conto di questa importante condizione al fine di preservare la salute dei potenziali nascituri.
La prima fase di questo percorso è naturalmente di tipo valutativo. La coppia viene seguita dai medici del Centro di riferimento, tra cui esperti infettivologi, che dopo accurata anamnesi delle condizioni di salute generale, età e situazione socio-familiare dei potenziali genitori, ricavano le effettive possibilità di riuscita delle tecniche di PMA di 1° o 2° livello. Su questa base, stabiliranno se e come procedere ai tentativi di ottenere un concepimento e quindi una gravidanza che non pregiudichino la salute del feto.
Si distinguono due scenari principali:
1. Il portatore del virus è il partner maschile. In questo caso, per ottenere un seme “pulito”, si procede ad un trattamento specifico necessario per abbattere la carica virale. Prima di procedere alla fecondazione, una piccola quantità di liquido seminale viene sottoposta a controlli microbiologici per verificare che il “lavaggio” abbia avuto successo. Nel frattempo, lo sperma restante viene criocongelato in attesa di poter essere utilizzato. Questa tecnica riduce significativamente il rischio di trasmissione verticale.
2. La donna è portatrice della malattia infettiva. Se così fosse, si dovrà prestare particolare attenzione a tutto il processo che precede e segue la gravidanza fino al parto. Il rischio di contagio è sempre presente fino alla nascita del bambino, e pertanto la gestione della gravidanza è molto più complessa e monitorata. Per minimizzare il rischio di trasmissione madre-figlio, il parto si esegue con il taglio cesareo, una misura precauzionale standard in questi casi.
Le tecniche di PMA sono spesso utilizzate anche da coppie fertili in cui uno dei partner sia sieropositivo per evitare di contagiare, oltre all’embrione, anche il compagno/a durante il rapporto sessuale. Questa scelta consapevole rientra nella strategia di prevenzione della trasmissione del virus.
Tuttavia, prima di accedere ai tentativi di fecondazione assistita, alle coppie sierodiscordanti viene fatto firmare un modulo per il consenso informato. In questo documento viene precisato che una minima possibilità di contagio dell’infezione al feto persiste anche dopo il ricorso alle tecniche di lavaggio del seme e l’attento monitoraggio della gravidanza. Questa trasparenza è fondamentale per garantire che le coppie siano pienamente consapevoli dei rischi residui, seppur minimi.

L'Impatto della Pandemia Covid-19 sull'Attività di PMA
L’Italia è stato il primo paese Europeo a dover fronteggiare la diffusione dell’infezione Covid-19 a partire da fine gennaio 2020. L'impatto della pandemia sulla sanità pubblica e, di conseguenza, sui trattamenti di Procreazione Medicalmente Assistita, è stato significativo. Con un Decreto del Governo emanato il 9 marzo 2020, tutte le procedure mediche non ritenute urgenti sono state sospese o procrastinate per non gravare sul Sistema Sanitario Nazionale, già sotto forte pressione. Tra queste, purtroppo, sono rientrati anche i trattamenti di PMA. L'unica eccezione è stata la preservazione della fertilità nei pazienti oncologici con tecniche di crioconservazione di gameti e tessuto gonadico, procedure che sono proseguite in quanto non differibili e considerate essenziali per la futura salute riproduttiva di questi pazienti.
Questa sospensione ha avuto un impatto immediato e misurabile sull'attività di PMA nel Paese. Sebbene verso giugno 2020 l’attività dei centri di PMA sia gradualmente ripresa, si legge nella Relazione del Ministro della Salute al Parlamento sull’attività del 2020 del Registro Nazionale PMA dell’Istituto Superiore di Sanità, che durante tutto l’arco dell’anno in alcune regioni l’attività è stata frequentemente sospesa, soprattutto nelle strutture pubbliche. Questa discontinuità operativa ha ulteriormente complicato la situazione per le coppie in attesa di trattamento. Nei diversi contesti assistenziali, però, la ripresa dell'attività è avvenuta in maniera diversa, riflettendo le specificità organizzative e le pressioni subite dalle singole regioni.
I dati del 2020 mostrano chiaramente le conseguenze di questa interruzione. A causa della pandemia Covid-19, si registra per la prima volta una riduzione del numero di cicli di PMA pari a 18.963, corrispondente a un calo del 19,1% rispetto all'anno precedente. Di conseguenza, nel 2020 diminuiscono anche le gravidanze ottenute (3.692 in meno, pari a -18,9%) e i bambini nati vivi (2.857 in meno, pari a -20,2%). I cicli iniziati sono stati 80.099 (70.820 con gameti della coppia + 9.279 con gameti donati), un numero in netta diminuzione rispetto ai 99.062 del 2019.
È interessante notare come l’attività di PMA di II-III livello, in termini di cicli iniziati, sia risultata essere maggiormente a carico del SSN, coprendo il 61,2% di tutti i cicli iniziati. Di questi, il 33,5% è stato effettuato nei centri pubblici e il 27,7% nei privati convenzionati, evidenziando il ruolo cruciale del sistema pubblico e accreditato nel garantire l'accesso a queste terapie anche in un contesto di crisi. La pandemia ha messo in luce non solo la resilienza del sistema, ma anche le sue vulnerabilità e la necessità di garantire una maggiore stabilità operativa anche in situazioni di emergenza.
La Scelta del Centro PMA e l'Esperienza del Paziente
La scelta del centro di Procreazione Medicalmente Assistita è una decisione fondamentale che può influenzare in modo significativo l'esito del percorso e l'esperienza emotiva della coppia. Altri elementi a cui guardare sono il tipo di tecniche diagnostiche offerte e l’esperienza acquisita dal team di una struttura riguardo a una patologia specifica. Questa esperienza si può cogliere, ad esempio, osservando la concentrazione di coppie con particolari problemi di infertilità in quel determinato centro, indice di una specializzazione consolidata.
Quando i pazienti arrivano in clinica hanno tante domande e sono in attesa per le risposte giuste ed hanno grandi aspettative. È un momento di grande vulnerabilità e speranza. Se non ottengono le risposte ed i risultati che vogliono subito, i loro livelli di ansia e stress schizzano in alto, e il 99% dei pazienti si comporta allo stesso modo. Per questo, un centro di qualità non si limita a offrire tecniche avanzate, ma pone grande enfasi anche sul supporto psicologico e relazionale.
Il network Demetra, ad esempio, considera il supporto psicologico e relazionale un valore imprescindibile che arricchisce la qualità delle cure offerte. Sono consapevoli che il progetto di un figlio sia emotivamente impegnativo e richieda comprensione e supporto adeguato alle esigenze individuali. Il loro team di medici, embriologi e specialisti è composto da professionisti altamente qualificati con anni di esperienza nel settore della procreazione medicalmente assistita. Competenza e professionalità sono elementi chiave per garantire tassi di successo che si collocano tra i più alti del settore. Demetra offre le migliori tecniche e i trattamenti più avanzati di riproduzione assistita, con piani di trattamento personalizzati, basati sulle specifiche esigenze e sul quadro clinico di ogni paziente, massimizzando le probabilità di successo.
I tassi di successo dei trattamenti di PMA dipendono dall’età della donna: nelle classi più favorevoli, la possibilità di gravidanza può superare il 60%. Questo sottolinea l'importanza di non procrastinare eccessivamente la ricerca di aiuto medico.
Tra i centri presenti sul territorio nazionale, come già menzionato, Eugin opera con cliniche e ambulatori a Milano, Modena, Bologna, Taranto, Torino e Vicenza. Per chi cerca un consulto, è possibile prenotare un consulto online comodamente dal sito web di alcuni centri utilizzando il sistema di prenotazione guidata, scegliendo lo specialista di riferimento, il giorno e l'orario preferiti.
Salute e Fertilità: Prevenzione e Stili di Vita
La prevenzione e l'adozione di stili di vita sani giocano un ruolo cruciale nel mantenimento della fertilità, sia maschile che femminile. È importante ricordare che l’infertilità dipende in ugual misura dall’uomo e dalla donna, e pertanto l'attenzione alla salute riproduttiva dovrebbe essere una preoccupazione condivisa dalla coppia.
Diversi fattori legati allo stile di vita possono incidere negativamente sulla capacità di concepire. In primo luogo, è fortemente consigliato non fumare e non usare sostanze stupefacenti o anabolizzanti. L’assunzione di alcune droghe, anche in modo saltuario, può interferire con la normale produzione di ormoni, essenziali per la fertilità, e nuocere direttamente alla qualità dei gameti. Allo stesso modo, l'abuso di alcol può avere effetti deleteri.
Un altro aspetto da non sottovalutare è l'esposizione a determinate sostanze inquinanti. Pesticidi e altri agenti chimici presenti nell'ambiente o in alcuni contesti lavorativi, così come radiazioni e campi elettromagnetici, possono mettere a rischio la fertilità di entrambi i sessi. È quindi prudente adottare misure protettive e, quando possibile, limitare l'esposizione a questi fattori.
Mantenere un peso corporeo sano è altrettanto importante, poiché sia il sottopeso che il sovrappeso o l'obesità possono alterare l'equilibrio ormonale e influenzare negativamente l'ovulazione nelle donne e la produzione di spermatozoi negli uomini. Una dieta equilibrata e un'attività fisica regolare contribuiscono a mantenere la salute generale e, di conseguenza, anche quella riproduttiva.
Infine, la consulenza genetica (come indicato anche dalle "Tabelle 1" e "Tabelle 2" menzionate nel contesto del materiale di riferimento) può essere uno strumento prezioso non solo per le coppie che affrontano problemi di infertilità conclamati o che sono portatrici di malattie genetiche trasmissibili, ma anche in fase preventiva. Attraverso la consulenza genetica, le coppie possono essere informate sui potenziali rischi genetici e sulle strategie per mitigarli, contribuendo a una pianificazione familiare più consapevole e informata. Prendersi cura della propria salute in modo olistico è il primo passo per sostenere la fertilità e, quando necessario, affrontare con maggiori probabilità di successo i percorsi della Procreazione Medicalmente Assistita.

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