La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) rappresenta una speranza fondamentale per molte coppie che desiderano realizzare il sogno di una famiglia. In questo contesto, l'ovodonazione, ovvero la fecondazione eterologa con ovociti donati, assume un'importanza crescente, e le politiche regionali giocano un ruolo cruciale nella sua accessibilità. In particolare, la Regione Toscana si è dimostrata all’altezza dell’impegno che ha costantemente profuso nell’ambito della Procreazione Medicalmente Assistita e ha colmato una lacuna presente nei recenti LEA, introducendo una delibera sulla compartecipazione ai costi per il reperimento di gameti da banche. Questo importante passo, tuttavia, si inserisce in un quadro più ampio che richiede un'analisi approfondita, come evidenziato dalla dottoressa Claudia Livi, direttrice sanitaria del rinomato centro specializzato in PMA Demetra di Firenze.
La Politica Regionale Toscana per la PMA e le Osservazioni di Claudia Livi
La delibera della Regione Toscana rappresenta un traguardo significativo per le coppie che necessitano di fecondazione eterologa. L’assessore Bezzini, con tutta la Giunta, ha riconosciuto il bisogno di molte coppie e ha deciso di contribuire alla realizzazione del loro sogno di famiglia. La fecondazione eterologa per le coppie residenti in Toscana sarà garantita gratuitamente. Il presidente della Regione Eugenio Giani e l’assessore alla sanità Simone Bezzini hanno spiegato che "con questo atto andiamo a correggere una distorsione introdotta dal nuovo nomenclatore nazionale, che non ha previsto la copertura dei costi per l’acquisto dei gameti da banche autorizzate”. Hanno altresì affermato che “si tratta di un passaggio importante, che dà una risposta concreta alle tante persone che ogni anno si rivolgono ai centri toscani per accedere alla fecondazione eterologa. Con questa misura vogliamo confermare il ruolo della Toscana come punto di riferimento a livello nazionale per questa prestazione e, più in generale, per i diritti delle persone”.
Per le coppie toscane la prestazione rimarrà gratuita, mentre per le coppie non residenti, la compartecipazione prevista è pari a 1.500 euro per l’acquisto di ovociti e 500 euro per l’acquisto di gameti maschili. Nonostante l'apprezzamento per l'iniziativa, la ginecologa Claudia Livi, direttrice sanitaria del centro specializzato in PMA Demetra, privato convenzionato con il Sistema sanitario nazionale, ha espresso la necessità di un ulteriore sforzo affinché la delibera diventi pienamente operativa. A suo avviso, "occorre tuttavia un ulteriore sforzo al fine di rendere davvero operativa la delibera stessa. Riteniamo quindi indispensabile la previsione di un aumento del budget complessivo della PMA, senza il quale allo stato attuale la delibera non potrà trovare applicazione, in quanto la maggior parte dei centri convenzionati lo ha già esaurito e si stanno creando delle lunghe liste di attesa che non vanno incontro alle esigenze dei pazienti”.

L'importo stabilito per la compartecipazione ai costi, a parere degli esperti del settore, riconosce in parte i costi aumentati dei materiali e soprattutto l'uso della tecnologia, senza la quale un Centro di PMA non può raggiungere risultati eccellenti. Tuttavia, si ritiene che una parte importante del problema sarà rappresentata dagli stanziamenti previsti. Si dovrà infatti tenere conto che sebbene le percentuali di successo di ciascun ciclo di trattamento siano molto migliorate negli anni, non superano mai il 50%. È naturale quindi che una coppia si sottoponga a diversi cicli prima di ottenere la gravidanza. Un altro aspetto cruciale è che la lista di attesa per i cicli di PMA non potrà mai esaurirsi: uscirà infatti dalla lista di attesa chi riuscirà ad avere una gravidanza, ma le coppie che non ci riusciranno e le nuove coppie contribuiranno ad alimentarla. Con l'entrata in vigore del decreto tariffe i fondi non saranno più regionali ma nazionali. Si suppone che non sarà più necessario avere l'autorizzazione della ASL di residenza, anche se sarà sempre necessaria la certificazione medica. In Toscana la procedura è esclusivamente ambulatoriale, anche se effettuata in ospedale.
Il Centro Demetra di Firenze: Trent'anni di Eccellenza e Innovazione nella PMA
Trent’anni di vita, trent’anni di vite: con questa frase si celebrano i sei lustri dall’apertura del centro Demetra di Firenze. Nato nel 1994, tra dubbi e scetticismo, oggi Demetra rappresenta uno dei centri di procreazione medicalmente assistita privati-convenzionati più importanti d’Italia. Da allora, sono novemila i bambini che i dottori del centro hanno aiutato a nascere, seguendo oltre trentamila coppie provenienti da tutto lo stivale. Claudia Livi, direttore sanitario e co-fondatrice del centro, esprime il suo orgoglio per questo traguardo, ma sottolinea anche come lo veda "parzialmente come un traguardo, perché ciò che ci ha caratterizzato è sempre stata la visione sul futuro".
Dalla sua nascita ad oggi il Demetra ha vissuto varie tappe che lo hanno portato ad essere un'eccellenza tutta fiorentina nel campo della PMA. Tra queste, le più importanti sono due: la prima, nel 2005, quando il centro ha avuto la possibilità di convenzionarsi prima con la Regione Toscana e poi col Sistema Sanitario Nazionale, un aspetto che ha allargato l'accesso delle coppie in difficoltà. La seconda riguarda l'aspetto politico: il Demetra è stato promotore dei ricorsi alla Corte Costituzionale che hanno reso di nuovo possibile il congelamento degli embrioni nel 2009 e l’abrogazione del divieto di eterologa nel 2014, previsti dalla legge 40/2004. Non solo risultati concreti in campo medico, quindi. Il Demetra, insieme ai suoi dottori, ha dato un contributo importante anche nel sensibilizzare negli anni il tema della procreazione medicalmente assistita.
Il Network Demetra si posiziona come il centro di PMA privato convenzionato più scelto dagli Italiani, offrendo trattamenti di procreazione medicalmente assistita di altissima qualità. Grazie alla convenzione con il SSN, il centro è in grado di ridurre significativamente il peso economico per le coppie che desiderano intraprendere un percorso di PMA, rendendo così possibile per tutti la realizzazione del proprio sogno di famiglia. Questa accessibilità è considerata un valore imprescindibile che arricchisce la qualità delle cure offerte. Il centro presta grande attenzione al supporto psicologico e relazionale durante tutto il percorso, consapevole che il progetto di un figlio sia emotivamente impegnativo e richieda comprensione e supporto adeguato alle esigenze individuali. Il team di medici, embriologi e specialisti è composto da professionisti altamente qualificati con anni di esperienza nel settore, e la loro competenza e professionalità sono elementi chiave per garantire tassi di successo che si collocano tra i più alti del settore. Ogni coppia è unica e così anche il loro percorso verso la genitorialità; per questo, il centro offre piani di trattamento personalizzati, basati sulle specifiche esigenze e sul quadro clinico di ogni paziente, massimizzando le probabilità di successo. L’equipe di specialisti in medicina della riproduzione rappresenta il cuore pulsante del Network Demetra, composta da professionisti altamente qualificati che portano con sé esperienza, competenza e una passione autentica per il proprio lavoro. Demetra offre le migliori tecniche e i trattamenti più avanzati di riproduzione assistita.
Le coppie e la PMA, influenza degli stili di vita. Dott.ssa Claudia Livi.
I numeri di questi ultimi anni testimoniano il percorso di forte crescita del Centro che - soltanto nel 2023 (dati al 30/09) - ha effettuato oltre 1730 cicli con transfer embrionale registrando una percentuale di gravidanza pari al 39%, ampiamente superiore alla media nazionale (report ISS del 10 novembre 2023). Gli obiettivi del centro sono ovviamente quelli di continuare a lavorare bene come hanno fatto in questi anni. Il Centro Demetra, nel 2020, è risultato tra i primi centri in Italia anche per numero di procedure con donazione di gameti, il che testimonia il suo impegno costante. Il Centro Demetra si è sempre impegnato per assicurare alle coppie parità di trattamento, ed è sempre stato in prima fila per modificare la legge 40/2004. L'abrogazione del divieto di eterologa è stata fortemente sostenuta dal centro ed appena è stato possibile il servizio interrotto all'entrata in vigore della legge è stato riorganizzato. A tutt'oggi, il centro è una delle poche realtà ad offrire questo servizio anche in convenzione. La richiesta di eterologa è comunque molto forte e i centri italiani in cui è possibile eseguirla sono pochi, e soprattutto sono pochissimi i Centri pubblici.
La Gestione della Pandemia e l'Impatto sul Servizio di PMA
La pandemia da Covid-19 ha avuto un notevole impatto sull'attività di PMA a causa delle restrizioni dovute ai protocolli per il contenimento della diffusione del virus. Gli ultimi dati ISS, relativi al 2020, parlano di una riduzione nel nostro Paese di circa il 19% dei cicli eseguiti rispetto al 2019 e di un calo di bambini nati con tecniche di PMA superiore al 20%. In base agli stessi dati, il Centro Demetra di Firenze è la struttura che in Italia ha effettuato il maggior numero di procedure ICSI / FIVET, passando dalla terza posizione alla prima con 1767 procedure effettuate nel 2020 contro le 1809 del 2019.
Il periodo pandemico è stato un duro banco di prova per il Servizio Sanitario Nazionale. In Toscana tutte le strutture di chirurgia ambulatoriale hanno cessato l'attività per decreto del Presidente della Regione per due mesi, dall'inizio del lockdown al mese di maggio compreso. Al Demetra, i cicli di trattamento sono stati ripresi a fine maggio, e il centro è riuscito a mantenere un buon volume di attività grazie all'assoluto rispetto delle regole molto rigide imposte dal Consiglio superiore di sanità. L'ammissione al Centro delle sole pazienti e non degli accompagnatori, i tempi delle visite e dei controlli ampliati per evitare la presenza contemporanea in sala d'attesa di più persone, l'attenzione assoluta per la disinfezione delle superfici e dei locali, e i tamponi a cui si sottoponeva regolarmente il personale sanitario (e non) hanno fatto sì che il Centro Demetra abbia potuto mantenere l'attività senza tutto sommato grossi problemi. Le maggiori difficoltà sono state quelle relative a impedire che la pandemia entrasse nel centro. La messa in atto di una serie di procedure specifiche ha consentito di poter continuare ad operare, e si è espressa grande soddisfazione nel poter affermare che nessun operatore ha contratto il Covid-19 durante l'attività lavorativa.
Approfondimenti sui Trattamenti: FIVET, ICSI e Ovodonazione
Nel campo della PMA, le tecniche principali includono la FIVET e la ICSI. L'indicazione principale alla FIVET è l'infertilità di origine tubarica, ovvero quando le tube della donna sono chiuse o non sono utilizzabili perché asportate chirurgicamente. Nella FIVET si lascia che gli ovociti e gli spermatozoi si incontrino liberamente in gocce microscopiche di terreno di coltura. Si procede invece alla ICSI (acronimo per Inseminazione Intracitoplasmatica degli spermatozoi) tipicamente in presenza di un fattore maschile, quando si riscontra un numero di spermatozoi del partner maschile inferiore alla media, oppure quando si deve utilizzare seme recuperato chirurgicamente, o anche nella donazione di ovociti se si utilizzano ovociti crioconservati.

L'avanzare della tecnologia sarà fondamentale per la riproduzione assistita. Questo aspetto sarà cruciale per l'aumento delle percentuali di gravidanza, oltre che naturalmente la ricerca. È importante sottolineare che ad oggi rimangono sconosciuti i fattori che determinano l'impianto degli embrioni, e c'è fiducia che la loro identificazione farà fare un balzo in avanti alle possibilità di successo.
Per quanto riguarda l'età massima per i trattamenti, in Toscana, l'età massima per un ciclo di trattamento in convenzione con i propri ovociti è il compimento del 43esimo anno, mentre è il 46esimo compleanno nel caso in cui si tratti di cicli con ovociti donati. L'età prevista dal decreto Lorenzin (del 2017) è invece di 46 anni sia per omologa che per eterologa. Tuttavia, si ritiene personalmente che non sia corretto uniformare l'età delle due procedure: a 44 anni è molto complesso fare un ciclo di omologa perché la riserva ovarica è generalmente critica e il rischio di avere embrioni sbilanciati dal punto di vista cromosomico è molto elevato. Alle coppie non residenti viene richiesta un'autorizzazione rilasciata dalla ASL di residenza della paziente. Lo stesso vale per una coppia toscana che desideri effettuare un ciclo di trattamento fuori regione. Il ticket attualmente previsto è di 500 euro.
La Dimensione Umana e l'Esperienza del Paziente al Centro Demetra
Il percorso della PMA è profondamente personale e carico di emozioni, e le esperienze delle coppie che si rivolgono a centri come Demetra possono variare significativamente. Alcuni pazienti riferiscono di essersi trovati abbastanza bene, anche se i monitoraggi vengono fatti al mattino e per le convenzionate c'è un po' da aspettare. Molti hanno conosciuto la dottoressa Livi e la dottoressa Chelo, descrivendole come gentili. Ad esempio, una paziente ha riferito di aver avuto un ottimo rapporto con la dottoressa Chelo, la quale è sempre disponibile, anche se è una donna un po' chiusa, e le ha sempre dato coraggio e supporto anche durante periodi di sospensione dei trattamenti. Un'altra paziente ha ringraziato pubblicamente l'ostetrica Grazia, la biologa Simona e la dottoressa Chelo per il successo di un ciclo ICSI al Demetra. Un'altra coppia, dopo un colloquio con l'andrologo Dott. Beretta (giudicato bravissimo), ha prenotato una prima visita con la dottoressa Livi, e nonostante i pareri non troppo positivi sul centro, hanno deciso di provare. Hanno poi confermato che la dottoressa Livi "merita l'attesa" per la sua disponibilità, gentilezza e affabilità a livello umano, la sua capacità di stemperare nervosismi e tensioni, e la sua professionalità nell'analizzare gli esami e spiegare le procedure, al punto da individuare un problema tubarico che altri non avevano notato.
Tuttavia, altre testimonianze rivelano anche alcune perplessità e difficoltà riscontrate. Alcune pazienti, pur riconoscendo la professionalità dei medici, non si trovano molto bene al Demetra, pur rimanendo per la vicinanza al posto di lavoro. Viene menzionata la mancanza di continuità nel seguire la stessa persona, con IUI effettuate da dottoresse mai viste prima e difficoltà nell'ottenere immediatamente informazioni cruciali sui referti. C'è chi ha percepito un'impressione di freddezza e distacco, di non essere presa minimamente a cuore. Sono stati riportati casi di consigli poco professionali, come suggerimenti di ovodonazione in Grecia mentre si era ancora sotto stimolazione per ICSI, o la raccomandazione di rapporti mirati nonostante un fattore maschile critico, che altri centri hanno subito indirizzato verso ICSI. Viene anche sollevato il dubbio sulla coerenza delle terapie quando si consiglia l'ovodonazione ma si continua con IUI e stimolazioni ad oltranza, generando un "circolo vizioso".
Esperienze di visite iniziali "tutte rose e fiori" con medici super disponibili e attenti all'aspetto psicologico, si sono poi scontrate con una "fretta spaventosa nel cominciare" e con appuntamenti successivi che non hanno soddisfatto le aspettative. Una paziente ha raccontato di una visita sbrigativa di meno di 3 minuti, con il medico che non ricordava nulla del suo caso e una mancata "chiacchierata" di pianificazione precedentemente promessa. C'è chi ha descritto una sensazione di "essere una vera idiota incompresa" perché deve riepilogare la propria situazione ad ogni visita, avendo la sensazione che il medico non abbia afferrato bene chi sia e qual è la sua situazione, mettendo in dubbio l'efficacia di una terapia personalizzata. Alcuni lamentano l'acidità delle segretarie e la mancanza di privacy, con dettagli clinici discussi in sale d'attesa affollate. Nonostante questi aspetti, alcuni pazienti persistono, a volte per la gravità della loro situazione o per fiducia riposta in un medico specifico, pur ammettendo di essere "stufa marcia" di dover affrontare l'infertilità già complessa con ulteriori complicazioni burocratiche e relazionali.
Il rapporto tra medico e paziente è molto personale, e le tariffe del centro sono generali e non fissate dai singoli medici. Una paziente ha espresso la necessità di distinguere il giudizio per la dottoressa Livi, che considera molto brava, competente, umana, disponibilissima e presente, dal giudizio per il centro, dove ha avuto perplessità per via di altri medici. Un'altra paziente della Dottoressa Livi da oltre 15 anni, ha notato come la dottoressa, da un iniziale atteggiamento dolce e affabile, in seguito sia apparsa "eccessivamente ottimistica, un po' pressappochista, sicuramente sempre di corsa, indaffarata, impegnata in mille altri pensieri ed impegni", tanto che per problematiche specifiche ha dovuto insistere per avere trattamenti più mirati rispetto ai soli rapporti ad libitum. Questi resoconti evidenziano la complessità del percorso di PMA e l'importanza di un supporto non solo medico, ma anche umano e organizzativo, in grado di gestire le aspettative e le esigenze dei pazienti in ogni fase.
La PMA in un Contesto Sociale in Evoluzione: Demografia e Stigma
La procreazione medicalmente assistita si inserisce in un panorama sociale in continua evoluzione, caratterizzato da cambiamenti demografici e dalla progressiva riduzione dello stigma associato all'infertilità. Claudia Livi osserva, senza definirsi sociologa, che oltre all'aspetto prettamente economico, ci sono anche altri aspetti da studiare che ci sfuggono in merito alle dinamiche demografiche. Basti pensare alla Francia, che è un paese d'eccellenza per i sostegni alla famiglia, ma dove stanno comunque diminuendo i nati per donna. Questo suggerisce che i fattori che influenzano la natalità sono complessi e multifattoriali, andando oltre il solo supporto economico o l'accesso alla PMA. Un aspetto che sicuramente è cambiato negli ultimi anni è la decisione da parte delle coppie di fare meno figli rispetto al passato oppure di non averne affatto.

Un cambiamento significativo riguarda la percezione dell'infertilità stessa. "Quando abbiamo iniziato l'infertilità aveva quel famoso stigma sociale di cui si è parlato tante volte. Adesso è diverso, non è quasi più un tabù", afferma Claudia Livi. Questo cambiamento è dovuto in parte anche ad Internet, che ha fornito alle pazienti maggiori possibilità di parlare fra di loro e di scambiarsi esperienze. La condivisione di informazioni e il supporto reciproco hanno contribuito a creare una comunità, riducendo l'isolamento e la vergogna che in passato circondavano la diagnosi di infertilità.
tags: #ovodonazione #convenzione #claudia #livi