Otite nei Neonati: Sintomi, Rimedi e Prevenzione

L'otite è un'infiammazione dell'orecchio molto frequente nei bambini, in particolare nei neonati e nei lattanti. Si tratta di un problema comune, e per i genitori può essere difficile capire se il proprio bambino ne è affetto e come intervenire. È fondamentale, più che parlare di "otite" in generale, distinguere tra le diverse forme in cui può manifestarsi, poiché interessano parti differenti dell'orecchio e richiedono approcci terapeutici specifici. Per l'esattezza, più che parlare di "otite" bisognerebbe parlare di "otiti". Il mal d’orecchio è un sintomo ricorrente soprattutto fra i più piccoli e nei neonati. Circa cinque bambini su sei soffrono di questo disturbo almeno una volta prima del loro terzo anno di età. In circa il 75% dei casi l’otite viene entro i primi 10 anni, anche se spesso il primo episodio si manifesta prima dei 2 anni. I bambini hanno sempre meno otiti dopo i 3 anni e ne hanno molto raramente dopo i 6 anni. Tuttavia, è possibile prendere un'otite a qualsiasi età, anche da adulti. Le otiti si prendono più facilmente durante la stagione fredda, cioè alla fine dell'autunno, in inverno e all'inizio della primavera, paragonabili al raffreddore o all'influenza.

Tipi di otite

Tipi di Otite: Esterna, Media e Secretiva

L'otite si può presentare in forme diverse, come l’otite esterna, l’otite media essudativa o la più rara otite cronica.

Otite Esterna

Si tratta dell’infiammazione della pelle che riveste il condotto uditivo, ovvero il passaggio che connette la conca del padiglione auricolare con l’orecchio medio fino ad arrivare al timpano. È provocata in genere da batteri o funghi e favorita dall’ambiente umido. Viene di solito in estate, quando si fanno frequenti bagni al mare e in piscina. I sintomi sono soprattutto il dolore, in genere preceduto dal prurito, la percezione “ovattata” dei suoni e, più raramente, la presenza di secrezione e/o sangue nel condotto uditivo. Se un bambino è al mare o frequenta una piscina e improvvisamente avverte un forte dolore all’orecchio, il pediatra sospetterà subito un’otite esterna. I rimedi per questo tipo di otite sono farmaci da applicare a livello locale: antibiotici, antifungini, cortisone e anestetici in gocce da applicare più volte al giorno.

Otite Media Acuta (OMA)

L'otite media colpisce l’orecchio “medio”, ovvero quella minuscola cassa di risonanza che trasforma le vibrazioni del timpano in suoni e rumori da trasmettere al cervello. È un’infiammazione acuta con presenza di pus all’interno dell’orecchio medio, prevalentemente di origine batterica. Per capire come si arriva a questa infezione bisogna considerare che l’orecchio medio è in comunicazione diretta con il naso e le vie respiratorie mediante un sottilissimo canale che si chiama “Tuba di Eustachio”. Nei bambini, la tuba è più corta, ampia e meno inclinata che nell’adulto. Ciò favorisce il passaggio dei germi in essa. L’orecchio comunica con il naso attraverso un tubicino, la tuba di Eustachio, che nei bambini piccoli non è ancora del tutto formata e presenta un’inclinazione che favorisce il ristagno dei liquidi e la risalita dei germi dal naso e dalla faringe. L’età più a rischio è proprio quella tra i 2 e i 5 anni, considerando anche che i bambini non sanno ancora soffiarsi bene il nasino. I due fattori che concorrono alla comparsa dell’otite media acuta sono l’alterata funzionalità della tuba di Eustachio e l’immaturità del sistema immunitario. Generalmente, un'otite media acuta si sviluppa dopo un'infezione delle vie respiratorie superiori, ad esempio un raffreddore.

I sintomi dell’otite media acuta possono essere vari, ma sicuramente il principale è il dolore all’orecchio (otodinia), un dolore pulsante, violentissimo che insorge soprattutto quando il bambino è in posizione supina, in quanto la tuba viene ad assumere un decorso antigravitario favorendo il ristagno di secrezioni. I segnali però possono essere indiretti, come lo sfregamento dell’orecchio, ma anche pianto e irritabilità notturni, difficoltà a dormire, perdita dell'appetito e febbre (tipicamente tra 38 e 40 °C). Nel caso di otite purulenta, può esserci pus o un liquido giallastro con un po’ di sangue che cola dall’orecchio. Ciò può significare che si è verificato un piccolo foro nel timpano a causa dell’infezione, che guarirà con il tempo. La maggior parte delle volte l'otite guarisce da sola, ma è importante consultare il pediatra per una diagnosi accurata e per escludere complicanze. L’otite media non è una malattia contagiosa in quanto non si trasmette da un soggetto all’altro.

L'otite nei neonati e nei bambini

Otite Media Acuta Ricorrente

Ci sono poi bambini che hanno l’otite di continuo. Anche l’otite media acuta ricorrente non è un evento drammatico e può essere trattata, episodio dopo episodio, con l’antibiotico. Come per tutte le malattie che colpiscono i bambini dell’asilo nido e della scuola materna, anche le otiti ricorrenti diventano sempre meno frequenti via via che il bambino cresce; alla fine la sequenza si interrompe, quasi sempre senza alcuna conseguenza permanente sull’udito.

Otite Media Essudativa (o Otite Catarrale o Otite Media con Effusione)

Questa forma è chiamata anche comunemente “otite catarrale”. La causa è un’otite acuta che non è guarita del tutto: l’infezione è passata, il dolore non c’è più, ma nell’orecchio medio è rimasto del catarro che ostacola i movimenti del timpano e la trasmissione dei suoni e che può restare lì fino a tre mesi, o in alcuni casi anche molto di più. L'otite media effusiva è frequente nei bambini sotto i due anni ed è simile all’otite media ma senza infezione. Può presentare del fluido residuo nell'orecchio anche senza infezione. Il bambino che soffre di otite media secretiva potrebbe non manifestare sintomi se non una pressione auricolare. Nell’immediato ci può essere un abbassamento dell’udito.

Struttura dell'orecchio

Come Riconoscere l'Otite nei Neonati

Riconoscere l’otite nei lattanti non è sempre facile. I più piccoli non possono dirci dove sentono dolore, e i sintomi spesso si confondono con quelli di un malessere generale. A differenza dei bambini più grandi, i neonati non possono verbalizzare il dolore.

Ecco alcuni segni e sintomi a cui fare attenzione:

  • Sfregamento o tiro dell'orecchio: Se il bambino si strofina o si tira l’orecchio.
  • Pianto inconsolabile o irritabilità: Un pianto inconsolabile o un forte mal di orecchie orientano subito la diagnosi del pediatra. Pianto e irritabilità notturni sono segnali indiretti.
  • Difficoltà a dormire: L’otite può causare disagio e rendere difficile il sonno.
  • Perdita dell'appetito: Il dolore può influire sull'alimentazione.
  • Febbre: Tipicamente tra 38 e 40 °C.
  • Difficoltà a mantenere l'equilibrio: Se ha difficoltà a mantenere l’equilibrio camminando. Infatti, la presenza di liquido nell’orecchio medio può disturbare il senso dell’equilibrio.
  • Fuoriuscita di liquido dall'orecchio: Se del pus o un liquido giallastro con un po’ di sangue gli cola dall’orecchio (il tuo bambino ha allora un’otite purulenta). Ciò può significare che si è verificato un piccolo foro nel timpano a causa dell’infezione, che guarirà con il tempo. La fuoriuscita di liquido può indicare la perforazione del timpano, evento che spesso riduce il dolore perché la pressione nell’orecchio diminuisce.
  • Difficoltà uditive: Se sente male. La presenza di liquido nell’orecchio medio impedisce la buona trasmissione dei suoni. Te ne renderai conto se dovrai alzare la voce per farti sentire o se la sua maestra ti segnala che il bambino non presta più attenzione in classe.

Quando si notano questi segnali, è importante rivolgersi al pediatra per una valutazione rapida, senza allarmismi ma con attenzione.

Bambino che si tocca l'orecchio

Diagnosi e Valutazione Clinica

La visita pediatrica è essenziale, in particolare l’otoscopia. Un pianto inconsolabile o un forte mal di orecchie orientano subito la diagnosi del pediatra, anche perché l’otite media acuta è una malattia molto frequente nell’infanzia. Ma è l’otoscopio lo strumento che scioglie ogni dubbio, consentendo al medico di vedere il timpano e constatare l’entità dell’infiammazione e/o una sua eventuale perforazione (otite perforante) o un sanguinamento (otite emorragica). I pediatri più bravi usano un otoscopio pneumatico, capace di soffiare aria a pressione nel condotto uditivo per vedere se il timpano si muove correttamente. Questo controllo permette di determinare se si tratta effettivamente di un’otite o di dolori legati alla dentizione, a un corpo estraneo bloccato nell’orecchio o a un tappo di cerume.

Se il tuo bambino ha avuto un'otite e frequenta i corsi di nuoto per neonati, chiedi il parere del pediatra. Andare in piscina non è necessariamente un problema ma può essere controproducente se il timpano del tuo piccolo è perforato.

Cause e Fattori di Rischio dell'Otite nei Neonati

L’otite nei primi mesi di vita è spesso una complicanza di infezioni virali come il raffreddore o la bronchiolite. Nella maggioranza dei casi, l’otite nei bambini è provocata da infezioni batteriche o, talvolta, da infezioni virali. Qualora l’infezione fosse di tipo virale, ossia causata da virus come il Rhinovirus del raffreddore, l’ambiente microbico generico può attirare i germi che infetteranno poi l’orecchio (infezione secondaria). I bambini sono molto più soggetti ai disturbi fisici come l’otite poiché il loro sistema immunitario è molto debole, in quanto ancora in fase di sviluppo.

Ecco alcune possibili cause e fattori di rischio:

  • Infezioni delle vie respiratorie superiori: Il bambino ha avuto un raffreddore o una rinofaringite di recente. Circa il 70% delle otiti si verifica quando il sistema immunitario del tuo bambino è indebolito, ad esempio subito dopo un raffreddore.
  • Immaturità della tromba d'Eustachio: La tromba d’Eustachio non è abbastanza matura. I bambini sono nel pieno dello sviluppo e la loro tromba d’Eustachio, che collega l’orecchio medio alla gola, è piccola e corta, il che la rende più predisposta all’infezione.
  • Frequenza del nido: Il bambino va al nido. I bambini di meno di un anno che vanno al nido o dalla tata hanno più possibilità di ammalarsi poiché sono in contatto con altri bambini e quindi, potenzialmente, con più virus.
  • Alimentazione in posizione sdraiata: Se allatti o dai il biberon in posizione sdraiata, c’è il rischio di un reflusso di latte verso l’orecchio interno, che può causare l’otite. La valvola brevettata a basso vuoto dei biberon antiotiti J BIMBI® è stata studiata per compensare naturalmente il vuoto d’aria all’interno del biberon, permettendo una suzione fisiologica e controllata come con l’allattamento al seno.
  • Sesso maschile: Il tuo bambino è un maschio. I neonati maschi hanno più otiti delle femmine. La causa di questo fenomeno non è stata identificata.
  • Predisposizione familiare: Hai pregressi familiari. Sorprendentemente, le predisposizioni alle otiti possono essere una questione di famiglia. Se uno dei tuoi figli più grandi o tu stessa avete avuto molte otiti crescendo, è possibile che sia lo stesso per il tuo bambino.
  • Fumo passivo: Il tuo bambino è esposto al fumo passivo. Il fumo di sigaretta può aumentare il rischio di otite nel tuo bambino oltre ad altre malattie come bronchite, polmonite o asma.
  • Inquinamento ambientale e obesità infantile: Tra i fattori di rischio che andrebbero eliminati o ridotti dove possibile, ricordiamo l’inquinamento ambientale e l’obesità infantile.
  • Allergie stagionali: Le otiti possono anche essere legate ad allergie stagionali, soprattutto nei bambini più grandi.

Trattamento e Gestione del Dolore

La scelta di una corretta terapia dipende dall’entità dell’infiammazione e dall’età del bambino. La maggior parte delle volte l’otite guarisce da sola, altre volte occorre curarla con un antibiotico che fa effetto in pochi giorni. Le linee guida della SIP si sono focalizzate sulla terapia, nel tentativo di limitare l’immediata prescrizione di antibiotici fino a quando non è davvero necessario.

Farmaci

  • Antibiotici: Non per tutte le infezioni dell’orecchio è necessaria la terapia antibiotica. Se il piccolo ha meno di 6 mesi la cura è sempre antibiotica, in particolare con Amoxicillina, che viene somministrata per bocca per un periodo variabile fra gli otto e i dieci giorni. Se l’otite media acuta non è grave, a giudizio del pediatra, e il bambino ha un’età superiore ai 2 anni, è indicato curare l’infezione con farmaci per i sintomi, antipiretici e antidolorifici, per 24-48 ore, e proseguire osservandone l’evoluzione. Se questi dovessero peggiorare nel corso delle ore, se la febbre e il dolore non fossero controllati dai farmaci, in presenza di complicanze (quali l’otomastoidite), di otorrea (fuoriuscita di pus dall’orecchio) o nei bambini di età inferiore ai 2 anni, è suggerita una terapia antibiotica ad ampio spettro per almeno 10 giorni, ad esempio con Amoxicillina. Il farmaco di prima scelta rimane l’Amoxicillina. È importante non interrompere il trattamento prima del termine indicato sulla prescrizione, anche se il tuo bambino sembra guarito: ciò potrebbe provocare il ritorno dell’infezione. Una cura antibiotica in grado di risolvere le otiti medie acute può dare, in questo caso, un beneficio momentaneo, ma a distanza di tempo questo beneficio si perde e la situazione dell’orecchio nei bambini curati con antibiotici e in quelli che non hanno ricevuto farmaci è praticamente la stessa.
  • Analgesici: Se necessario, contro il dolore si può usare, insieme all’antibiotico, il Paracetamolo o l’Ibuprofene: il farmaco verrà somministrato “al bisogno”, cioè solo se i sintomi (pianto inconsolabile) suggeriscono la presenza di dolore. Una volta fatta la diagnosi conviene astenersi dal somministrare l’antibiotico per i primi due o tre giorni e limitarsi a curare il dolore (sempre con Paracetamolo o Ibuprofene somministrati al bisogno).
  • Farmaci inefficaci: Non bisogna somministrare antistaminici, mucolitici per bocca o per aerosol, gocce decongestionanti nasali o gocce auricolari: tutti questi farmaci sono assolutamente inefficaci.

Rimedi Naturali e di Supporto

  • Impacchi caldi: Può essere applicato un asciugamano caldo sull’orecchio per aiutare a calmare il dolore e rilassare il bambino. Un panno umido e caldo sull’orecchio del tuo bambino può aiutare a ridurre il dolore.
  • Olio d’oliva tiepido: Alcuni bambini trovano sollievo mettendo 1-2 gocce di olio d’oliva leggermente riscaldato (non bollente) nell’orecchio per lenire il fastidio. L’olio d’oliva, di sesamo o di lavanda leggermente riscaldato o anche a temperatura ambiente può essere utile per drenare il cerume dell’orecchio del tuo bambino.
  • Infuso di camomilla: Un’erba con proprietà calmanti e antinfiammatorie.
  • Mantenere la testa alzata: Se la testa del bambino rimane leggermente sollevata, il drenaggio dei fluidi è più facilitato.
  • Distrarre il bambino: Giocare e tenere il tuo bambino occupato in più attività è sempre un’ottima distrazione: scegli un giocattolo per la dentizione dei neonati o un cartone animato per i bambini più grandi.

Durata e Monitoraggio

Nelle prime 24-48 ore il dolore può essere più intenso, soprattutto di notte, poi tende a ridursi gradualmente. Anche con terapia adeguata può persistere qualche giorno, mentre la congestione dell’orecchio può durare più a lungo. È importante monitorare febbre, livello di dolore e condizioni generali. Il liquido nell’orecchio medio comincia a scomparire non prima delle tre settimane dall’inizio del trattamento, mentre scompare nella stragrande maggioranza dei casi entro tre mesi. In caso di presenza di liquido nell’orecchio del tuo bambino dopo tre mesi, il pediatra probabilmente chiederà una visita dall’otorinolaringoiatra.

Quando Ricontattare il Pediatra

È opportuno ricontattare il pediatra se il dolore peggiora o non migliora dopo alcuni giorni, se la febbre è persistente, se compare fuoriuscita di liquido dall’orecchio, se il bambino è molto irritabile o sonnolento, oppure se si nota una riduzione dell’udito. Anche nei casi di otiti ricorrenti è utile una valutazione più approfondita.

Possibili Complicanze

Un’otite media ben curata con l’antibiotico giusto, dato al giusto dosaggio e per un periodo adeguato, guarisce praticamente sempre senza conseguenze, ma in qualche raro caso comporta delle complicazioni: l’infezione può passare dall’orecchio medio alle meningi e dare il via a una meningite, oppure a una mastoidite se invece si trasmette alla mastoide, una sporgenza ossea dietro il padiglione auricolare che presenta delle piccole cavità comunicanti con l’orecchio medio. Raramente l’infezione acuta dell’orecchio medio può essere pericolosa e causare complicanze più gravi. La maggior parte dei bambini avrà un’otite prima o poi. Per il 5-10% di essi un forte mal di orecchio comporterà anche la rottura del timpano.

Perforazione del timpano

In alcuni bambini, la membrana timpanica può perforarsi. In questa situazione, dall’orecchio può fuoriuscire liquido purulento e giallastro. In genere, con la fuoriuscita del liquido il dolore sparisce, si riduce la pressione nella cassa del timpano. Di solito la perforazione guarisce spontaneamente, ma è comunque necessario un controllo medico per verificare la situazione e ricevere indicazioni specifiche. In caso di perforazione del timpano, l’unica precauzione da seguire è quella di evitare che l’acqua entri nell’orecchio durante bagni o docce.

Prevenzione dell'Otite nei Neonati

Esistono vari modi per ridurre il rischio che il bambino prenda un’otite. Prevenire l’otite nei lattanti è possibile.

Bambino allattato al seno

  • Allattamento al seno: L’allattamento al seno esclusivo per i primi 6 mesi di vita e prolungato oltre quell’età ha un effetto protettivo contro l’otite. Il latte materno è ricco di anticorpi e aiuta il tuo bambino a proteggersi meglio da alcune infezioni, tra cui le otiti.
  • Posizione durante l'alimentazione: Dare il biberon in posizione seduta o eretta. Quando dai il biberon o allatti il bambino, assicurati che la sua testa sia più in alto rispetto al suo stomaco in modo che il liquido non defluisca verso le trombe di Eustachio.
  • Evitare il fumo passivo: Evitare l’esposizione al fumo passivo. Non fumare, soprattutto vicino al bambino.
  • Igiene delle mani: Un altro fattore molto utile è che il bambino si lavi spesso le mani: ciò ostacola il propagarsi di tutte le infezioni, anche del comune raffreddore che, come abbiamo visto, è la causa primaria di tutte le otiti. Avere una buona igiene, soprattutto lavandosi spesso le mani.
  • Vaccinazioni: Assicurarsi che il bambino sia in regola con le vaccinazioni e i richiami.
  • Alimentazione sana: Fornire al tuo bambino un’alimentazione sana e ricca di nutrienti.
  • Evitare bastoncini cotonati: Evitare l’uso eccessivo di bastoncini cotonati: l’utilizzo frequente di bastoncini cotonati può spingere il cerume all’interno del condotto uditivo, ostruendolo e favorendo la proliferazione di batteri. Da evitare invece l’uso di cotton fioc o altri oggetti per pulire l’interno dell’orecchio, in quanto possono spingere il cerume più in profondità o danneggiare il timpano.

Otite Cronica e Interventi Chirurgici

Se l’otite media acuta non viene correttamente trattata o se il fluido rimane a lungo nella zona del timpano anche senza infezione, l’otite può diventare di carattere cronico e ripresentarsi molte volte nel corso della crescita. Nel momento in cui questo accade, i germi possono trovare terreno fertile e causare un’infezione.

In alcuni casi di otite media con essudato (OME) persistente e perdita d'udito, possono essere considerati interventi chirurgici.

  • Drenaggio transtimpanico: Consiste nell’applicazione di un “drenaggio transtimpanico” che avviene inserendo nell’orecchio un minuscolo tubicino che impedisce la chiusura del timpano. In questo modo l’orecchio medio resta in comunicazione con l’esterno e il catarro dovrebbe riassorbirsi. Anche in questo caso i benefici sono in genere transitori, ma possono esserci sgradevoli effetti collaterali. Infatti, questo intervento, che in passato ha avuto una grande popolarità, oggi è praticato sempre più raramente. In alcuni casi, soprattutto per otiti ricorrenti con perdita d’udito, potrebbe essere necessario un piccolo intervento chirurgico per inserire dei tubi nei timpani del bambino e ripristinare le capacità uditive, evitando che i batteri penetrino nell'orecchio medio. Questa operazione si svolge sotto anestesia.
  • Adenoidectomia: L’adenoidectomia consiste invece nel levare le adenoidi; in qualche caso si associa alla tonsillectomia. Probabilmente la cosa migliore da fare in questi casi è aspettare senza fare niente.

Se il tuo bambino ha spesso otiti e ciò ti preoccupa, parlane con il pediatra o un otorinolaringoiatra.

Altre Considerazioni

Attività in Piscina e Viaggi in Aereo

Durante l’otite acuta è consigliabile evitare la piscina per ridurre il rischio di fastidio e ulteriori irritazioni. È sconsigliato portare i bambini in piscina se soffrono di otite, poiché l’acqua può entrare nell’orecchio e peggiorare l’infezione o rallentare il processo di guarigione. I viaggi in aereo possono risultare dolorosi a causa delle variazioni di pressione; è meglio rimandarli quando possibile. Se devi prendere l’aereo e il tuo bambino ha avuto un’otite, ciò non è esplicitamente controindicato ma sappi che potrebbe avere mal d’orecchio a causa delle variazioni di pressione.

Ritorno all'Asilo o a Scuola

Il bambino può tornare all’asilo o a scuola quando la febbre è completamente passata. Nonostante l’otite non sia contagiosa, spesso viene seguita da una rinofaringite, che lo è fortemente. Chiedi al pediatra se è meglio che il tuo piccolo resti a casa a giocare con te piuttosto che andare al nido o a scuola, soprattutto se ha la febbre. Se non ha la febbre e frequenta il nido, informa il personale del nido o della scuola in modo che sappiano che il tuo bambino ha un’otite e possano eventualmente aiutarlo con le medicine. Se è sotto antibiotici, verifica se questi debbano essere conservati in frigorifero, e in tal caso segnalalo al personale del nido. Assicurati che ci sia il nome del tuo bambino e le istruzioni di dosaggio sulla scatola.

Sviluppo del Linguaggio

Se il bambino non sente più (a causa di otite media con essudato), è molto improbabile che ciò possa portare conseguenze sullo sviluppo del linguaggio o sulla vita scolastica e familiare del bambino, che al massimo potrà sembrare un po’ assente e distratto. Tuttavia, se l’otite del tuo bambino è guarita, ma ha ancora problemi di udito, pensa a consultare il pediatra o uno specialista (otorinolaringoiatra).

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