L'integrazione dell'aromaterapia nella pratica ostetrica: verso un approccio fisiologico e consapevole

Non esistono regole per un parto ideale, perché ogni donna lo affronta a modo suo. Il primo tassello, senza il quale nulla è possibile, è sempre il rispetto delle scelte individuali di ogni futura mamma, che si definiscono nei mesi di gravidanza e che devono trovare ascolto nei luoghi del parto. Sempre, però, all’interno di un dialogo aperto e di un confronto proficuo con gli operatori, che consenta alla donna di maturare decisioni consapevoli perché fondate su un’informazione corretta. È necessario trovare il punto di incontro tra i desideri della donna e le opportunità concretamente offerte dall’ospedale.

Una sala parto accogliente con luci soffuse, pensata per il rispetto della fisiologia del parto

Il rispetto della fisiologia e il ruolo della relazione nel parto

“Attorno a me vorrei penombra, silenzio, privacy”. “Preferirei essere libera di camminare nella fase dilatante”. “Vorrei evitare l’episiotomia”. “Spero sarà possibile ascoltare la musica che ho scelto a casa con mio marito”. Oltre all’opportunità di manifestare i propri desideri, e di discuterne la fattibilità grazie alla collaborazione di medici e ostetriche, rimangono punti fondamentali per molte il desiderio di restare accanto al proprio partner (ma anche la sua esclusione dalla sala parto, se la donna preferisce così) e l’assistenza ostetrica secondo il modello one to one, cioè una presenza continuativa che accompagni la donna durante le ore del travaglio e del parto.

La vicinanza e l’ascolto sono elementi centrali anche nel metodo studiato da Jean Paul Rességuier, detto nouage relazionale a risonanza fisica o postura di accompagnamento. Il metodo, che si concentra sulla relazione tra operatore e paziente, nasce nell’ambito della fisioterapia ma può essere applicato in molti contesti e si realizza con particolare efficacia nei reparti di ostetricia. “Non si tratta di fare, quanto di essere presenti”, spiega la capo ostetrica Flavia Allegretti dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Urbino. “È importante non dare consigli, ma offrire alternative. Usare poche parole, o persino nessuna. Trasmettere la propria vicinanza attraverso la postura”.

La posizione del corpo, la voce, l’attenzione di chi sta accanto alla donna non sono elementi astratti: hanno effetti concreti e misurabili. “Ho ascoltato per la prima volta Jean-Paul Rességuier quindici anni fa a Monza, con una collega”, racconta l’ostetrica Allegretti. “Tornate in reparto, abbiamo provato subito ad applicare alcune delle sue indicazioni: era evidente che succedeva qualcosa. Abbiamo così raccolto una serie di dati significativi per dimostrarlo e successivamente si è deciso di preparare tutto il personale per l’applicazione del metodo. C’è stato un periodo di formazione con Jean Paul Rességuier e poi siamo partiti”.

L'aromaterapia come strumento di supporto non farmacologico

Un altro esempio di intervento non farmacologico per il controllo del dolore del parto, accanto all’uso delle vasche e delle docce o all’ascolto della musica, è l’aromaterapia, un ramo della fitoterapia che prevede l’uso di oli essenziali con importanti proprietà farmacologiche. In natura gli oli essenziali hanno delle funzioni ben precise, infatti le piante le utilizzano per diversi fini: richiamano gli insetti amici e favoriscono l’impollinazione, si difendono da microorganismi nocivi quali muffe e batteri, comunicano con l’ambiente tramite messaggi profumati.

Gli oli essenziali sono sostanze molto concentrate, agiscono in maniera profonda, e possiedono proprietà molto diverse fra loro, non devono essere utilizzati con leggerezza. Non bisogna però improvvisarsi, utilizzando queste sostanze senza opportuna preparazione: è importante affidarsi a ostetriche specificamente formate. Gli oli essenziali possono essere utilizzati per via olfattiva (attraverso inalazione secca), in diffusione ambientale (con lampade a ultrasuoni) o con massaggi.

“Le molecole odorose degli oli essenziali sono sostanze altamente volatili e sottili e, proprio grazie a questa caratteristica, raggiungono facilmente il naso, entrando subito in contatto con la mucosa olfattiva e scatenando reazioni emotive anche molto intense”, spiega l’ostetrica Marina Carfagna, che nella sua esperienza all’ospedale Maurizio Bufalini di Cesena-Ausl della Romagna ha utilizzato oltre venti oli essenziali differenti, di certificata qualità biologica e biodinamica, puri al 100% (senza sostanze sintetiche) e accompagnati da una scheda di sicurezza. “L’aromaterapia durante il travaglio favorisce il rilassamento, contiene l’ansia e la paura del parto, riduce l’ormone dello stress, il cortisolo, facilitando la produzione di ossitocina - ormone che distende e favorisce il legame di attaccamento -, allevia il dolore e aumenta la fiducia in se stessa della donna, contribuendo a far sì che tutto si svolga secondo la fisiologia”.

Schema illustrativo dell'interazione olfattiva: dalle molecole volatili al sistema limbico

Evidenze scientifiche e procedure operative

La revisione della letteratura è stata condotta consultando gli articoli contenenti nella banca dati PUBMED, selezionando esclusivamente RCT, meta-analisi e revisione sistematiche pubblicate negli ultimi 10 anni (2014-2024). È stato deciso di concentrare la raccolta dati solo su articoli che trattassero degli oli essenziali di lavanda, salvia sclarea, geranio, gelsomino e arancio, in quanto risulterebbero essere le essenze maggiormente impiegate all’interno dell’UOc di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso.

A conclusione del processo di selezione degli articoli, sono stati inclusi 9 articoli nella revisione. I 5 oli essenziali studiati sono stati impiegati per 3 scopi principali: riduzione del dolore, dell’ansia e della durata del travaglio. Le modalità con cui le essenze sono state somministrate sono state soprattutto l’inalazione e il massaggio. Dagli studi è emerso che lavanda, gelsomino e arancio dolce sono efficaci nel ridurre il dolore nel corso del periodo dilatante del travaglio, nella medesima fase lavanda, geranio e arancio dolce, hanno determinato la riduzione dell’ansia provata dalle partorienti, mentre per quanto riguarda la durata del travaglio, la lavanda è stata efficace nel ridurre i primi 2 stadi quando fatta inalare alle partorienti e nel ridurre tutte e 3 le fasi quando applicata tramite massaggio. In base all'analisi dei costi effettuata nel presente studio, è emerso che questa tecnica di medicina complementare risulta poco onerosa nell’ambito dell’assistenza al travaglio e al parto. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per approfondire questo campo e per confermare o meno gli effetti degli oli essenziali, sui quali questo studio non è stato in grado di esprimere una posizione definitiva.

Da quando si usano gli oli essenziali? (breve storia dell'aromaterapia)

Sicurezza, qualità e precauzioni d'uso

Negli ultimi anni la richiesta di oli essenziali da parte del mercato è aumentata, sempre più persone si rivolgono ai prodotti naturali, da qui purtroppo parallelamente alla domanda si è assistito ad un forte incremento di prodotti di dubbia qualità. Le contraffazioni sono piuttosto frequenti, spesso vengono aggiunti composti sintetici per aumentare la profumazione degli oli e ridurne i costi. Il non corretto utilizzo, può determinare rischi per la persona, soprattutto in certe condizioni quali, l’allattamento, la prima infanzia e la gravidanza.

Questa tesi sulla Naturopatia, svolta come lavoro finale della Scuola di Naturopatia di Psica, affronta l’uso degli oli essenziali nell’ambito della gravidanza e del parto, focalizzandosi sull’approccio naturale e fisiologico della pratica ostetrica. La tesi sulla Naturopatia si sviluppa attraverso una panoramica storica degli oli essenziali, esplorando le loro origini e modalità di estrazione, oltre alle loro applicazioni in aromaterapia. Attraverso una disamina dettagliata dei vettori e dei profili degli oli essenziali, la tesi fornisce una guida pratica per l’utilizzo sicuro ed efficace degli oli durante la gravidanza e il parto.

Quest’ultima è un periodo molto speciale della vita di una donna (e non solo), e richiede particolari cure e attenzioni sia dal punto di vista fisico che emotivo. Alcuni oli sono troppo stimolanti, gli emmenagoghi possono stimolare le mestruazioni e vanno evitati soprattutto nei primi mesi. Riguardano circa il 90% delle donne in gravidanza, la causa dell’insorgenza delle smagliature sono la rottura delle fibre elastiche di collagene che, superato il punto di rottura si retraggono creando la fenditura tipica della smagliatura.

L'approccio olistico: oltre l'aromaterapia

Anche l’agopuntura, tecnica terapeutica della medicina tradizionale cinese, può essere utilizzata per trattare numerose sintomatologie della gravidanza, come la nausea, il mal di testa, la lombalgia, l’insonnia, la correzione della posizione fetale anomale. Nei nove mesi è sconsigliato prendere farmaci senza la valutazione di un medico: l’agopuntura, la cui efficacia trova riscontro in numerosi studi, può dunque rivelarsi preziosa. Anche perché non ha alcun effetto collaterale. “Una variante di questa tecnica, l’idropuntura, può essere utilizzata in sala parto”, spiega Luisa Fornaro, ostetrica dell’Ospedale A. Manzoni di Lecco. La tecnica, particolarmente innovativa per la modalità con cui viene praticata a Lecco, è molto semplice: in alcuni punti specifici viene infiltrata una soluzione fisiologica. L’uso degli aghi come avviene in agopuntura, del resto, renderebbe difficile il movimento durante il travaglio. I risultati? In base agli studi effettuati a Lecco, l’idropuntura porta a una riduzione importante del dolore del parto nell’86% dei casi. Uno studio di qualche anno fa, commissionato da Éupolis Lombardia, ne sottolinea l’efficacia e la sicurezza a fronte, peraltro, di bassi costi.

“La medicina orientale non si ferma al sintomo, ma guarda alle persone in modo olistico”, spiega Luisa Fornaro. “Volendo fare un parallelo, il medico di medicina orientale è più simile a un giardiniere, che deve tener conto del terreno e del clima prima di intervenire. Il travaglio e il parto sono strettamente legati all’azione di una serie di ormoni, la cui secrezione è connessa all’attivazione del sistema simpatico e parasimpatico, i quali si devono bilanciare in maniera molto precisa per permettere il fisiologico svolgimento di questi processi. Quando questo equilibrio non viene mantenuto, l’ostetrica deve intervenire nel tentativo di ristabilirlo”.

Diagramma che illustra l'equilibrio tra sistema simpatico e parasimpatico durante il travaglio

Sperimentazione clinica: l'esperienza di Padova

Background: L’aromaterapia è una tecnica complementare sempre più utilizzata nella pratica ostetrica per migliorare il benessere psicofisico della donna durante il travaglio di parto. Studi recenti ne evidenziano i benefici nel controllo del dolore e dell’ansia, attribuiti alla capacità degli oli essenziali di interazione con il sistema nervoso, in particolare sul sistema limbico strettamente legato alla gestione dell’emotività. Scopo dello studio: L'obiettivo primario è valutare l'efficacia dell’aromaterapia nel ridurre il dolore, l’ansia e nel favorire le contrazioni uterine rispetto ai metodi tradizionali disponibili, revisionando la letteratura scientifica disponibile ed introducendo una procedura operativa che delinei un approccio standardizzato e sicuro per l’utilizzo di tale tecnica all’interno di un contesto ospedaliero.

Materiali e metodi: Lo studio è stato condotto presso la Sala Parto dell’Azienda Ospedaliera di Padova tra giugno e settembre 2024, coinvolgendo un campione di 20 donne in travaglio di parto con gestazione oltre 36 settimane, sia primipare che pluripare, in travaglio spontaneo o indotto e con nessuna controindicazione agli oli essenziali). L'applicazione degli oli è avvenuta mediante inalazione, massaggio e bagno caldo. Le informazioni riguardanti le indicazioni d’uso la tipologia di oli utilizzati, i dosaggi e il relativo metodo di somministrazione sono state registrate attraverso una scheda raccolta dati, nella quale si chiedeva sia alla paziente che all’ostetrica di valutare l’efficacia percepita mediante una scala di valutazione da 0 a 5. Risultati: L’analisi dei dati ha rilevato riscontri positivi da parte delle pazienti e del personale ostetrico. La tecnica si è dimostrata particolarmente efficace nella riduzione del dolore e dell’ansia, specialmente nella prima fase del travaglio. Gli oli essenziali di lavanda, ylang ylang, mandarino e camomilla si sono distinti per le loro proprietà calmanti. Tra le modalità di somministrazione, l’inalazione è risultata la preferita per alleviare l’ansia, mentre massaggio e bagno caldo hanno favorito il rilassamento muscolare e il controllo del dolore. Per stimolare le contrazioni, sono stati usati oli quali chiodi di garofano, cannella e salvia tramite massaggio, dimostrando un’efficacia variabile ma complessivamente positiva.

Conclusioni: I risultati suggeriscono che l’aromaterapia rappresenta una tecnica valida e sicura per migliorare il comfort delle pazienti e promuovere un parto meno medicalizzato. La procedura operativa elaborata consente una standardizzazione del metodo e ne garantisce un’applicazione sicura.

Benessere materno nel puerperio: un percorso continuativo

La gravidanza, il parto e il periodo dell’allattamento costituiscono una delle fasi più delicate della vita di una donna. Le erbe medicinali assunte in questa fase sotto stretto ed attento controllo medico possono alleviare una parte di questi disturbi e giovare alla salute della gestante e del bambino. Spesso le erbe aiutano a recuperare le energie, hanno azione rilassante e migliorano il tono dell’umore stimolando le funzioni dei vari organi. Sono inoltre efficaci nel controllo dei sintomi come la nausea mattutina, la stitichezza ed il bruciore di stomaco. È importante cercare di avere un atteggiamento equilibrato nei confronti di questo evento e di viverlo come la naturale realizzazione della propria femminilità; per fare questo è necessario avere cura di sé, ritagliarsi del tempo per riflettere serenamene e per seguire ritmi di vita equilibrati cercando di dormire più ore, condurre una vita sana, non bere alcolici e non assumere dosi elevate di sostanze eccitanti (tè, caffè).

Spesso le tisane possono rivelarsi un rimedio contro la stanchezza fisica, una lieve depressione o semplicemente contro lo stress. Durante il puerperio, evento faticoso per l’organismo, il corpo ha bisogno di ritrovare il proprio equilibrio. È importante riabilitare la muscolatura perineale, per prevenire il prolasso uterino, l’incontinenza urinaria; è importante anche riattivare con esercizi mirati la circolazione negli arti inferiori, rassodare la muscolatura addominale. In puerperio sono utili massaggi agli arti inferiori con oli essenziali di rosmarino, lavanda e arancio amaro, per riattivare la microcircolazione. L’approccio olistico e l’aromaterapia rappresentano quindi un continuum che accompagna la donna dal concepimento fino ai mesi successivi al parto, garantendo un supporto fisiologico che mette al centro il rispetto delle scelte individuali e il benessere profondo della diade mamma-bambino.

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