Il 25 marzo è una data di profonda risonanza in diverse tradizioni e campi del sapere, specialmente quando si considera il tema del concepimento e della procreazione. Per la Chiesa Cattolica, il 25 marzo si celebra l'Annunciazione del Signore, evento che commemora il concepimento di Gesù nel grembo della Vergine Maria, nove mesi prima del Natale. Questo evento cardine della fede cristiana si pone all'incrocio tra il divino e l'umano, sollevando questioni di grande complessità teologica e storica. Tuttavia, la frase "non concepire figli" in relazione a questa data o in generale apre anche a un vasto dibattito che spazia dalle norme morali e le pratiche di pianificazione familiare adottate nel corso dei secoli, alla comprensione scientifica della fertilità e alle sfide che le coppie affrontano oggi nel desiderio di procreare. Questo articolo esplora le molteplici dimensioni che convergono attorno all'idea del concepimento, prendendo spunto dalla specifica ricorrenza del 25 marzo per addentrarsi nelle diverse prospettive che hanno plasmato la comprensione umana della generazione della vita.
Il 25 Marzo: L'Annunciazione e il Concepimento Miracoloso di Gesù
La tradizione cristiana identifica il 25 marzo come il giorno in cui l'Arcangelo Gabriele annunciò a Maria che avrebbe concepito Gesù per opera dello Spirito Santo. Questo evento, noto come Annunciazione, è di fondamentale importanza per la dottrina della Nascita Verginale di Gesù, un dogma accettato da tutte le confessioni cristiane. La dottrina si fonda principalmente sui vangeli di Matteo e Luca.
Il Vangelo di Matteo, al capitolo 1, versetti 24-25, riporta: «E Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l'angelo del Signore gli aveva comandato e prese con sé sua moglie; ma egli non la conobbe, finché ella ebbe partorito il suo figlio primogenito, al quale pose nome Gesù.» Questo passaggio sottolinea che Giuseppe e Maria non ebbero rapporti sessuali prima della nascita di Gesù, indicando un concepimento straordinario.
Similmente, il Vangelo di Luca, al capitolo 1, versetti 34-35, narra il dialogo tra Maria e l'angelo: «E Maria disse all'angelo: "Come avverrà questo, perché io non conosco uomo?". E l'angelo rispondendo: "Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell'Altissimo ti adombrerà: pertanto, il santo che nascerà da te sarà chiamato figlio di Dio".» Questo testo rafforza l'idea di un concepimento divino, senza l'intervento maschile.
Gli altri vangeli canonici, Marco e Giovanni, non menzionano esplicitamente il concepimento verginale. Il Vangelo di Marco inizia con il racconto dell'inizio della vita pubblica di Gesù, mentre il Vangelo di Giovanni parla inizialmente della preesistenza e dell'incarnazione di Cristo (Gv1,1-14), ma non di un concepimento verginale nei termini narrativi di Matteo e Luca. Questa differenza ha alimentato dibattiti sulla storicità dell'evento.
La spiegazione di questo concepimento miracoloso è profondamente teologica. Vari autori ritengono che, al di là del significato letterale, i racconti evangelici vogliano comunicare che Giuseppe e Maria ricevettero rivelazioni spirituali sulla futura nascita di Gesù e le accolsero con fede, accettando di aderire al progetto di Dio e di collaborarvi. Per Hans Urs von Balthasar, il concepimento verginale di Gesù era necessario poiché non poteva avere due padri; un padre umano avrebbe infatti oscurato il suo rapporto con il Padre celeste. Inoltre, i vangeli di Luca e Matteo intendono comunicare che Gesù è venuto al mondo non per caso ma per volontà di Dio e che in lui si sono realizzate le profezie dell'Antico Testamento sulla nascita del Messia.
La questione della storicità del concepimento verginale è stata oggetto di ampio dibattito. I fautori della storicità sostengono la loro tesi tramite il criterio dell'attestazione multipla, notando che il riferimento in due vangeli, sebbene con dettagli e punti di vista differenti (Matteo da quello di Giuseppe, Luca da quello di Maria), rafforzerebbe la presunta autenticità storica. Essi spiegano il silenzio degli altri vangeli ipotizzando che il racconto fosse inizialmente una tradizione familiare nota a pochissimi cristiani, trasmessa dai parenti di Giuseppe a Matteo e dai parenti di Maria a Luca.
Tuttavia, il dibattito include anche posizioni più critiche. Autori come Frederick Dale Bruner ritengono che Matteo e Luca fossero più interessati a fare affermazioni teologiche che storiche, e l'accettazione del racconto sarebbe una questione di fede. Karl Rahner e John Paul Meier concordano sull'insufficienza di prove storiche per sostenere l'evento. Bart Ehrman ha evidenziato che fonti storiche non cristiane non accennano minimamente a una nascita verginale, e il principio di attestazione reciproca dei vangeli non è di per sé garanzia assoluta di storicità.
È stato anche ipotizzato che i racconti evangelici possano essere stati influenzati da storie simili presenti nelle mitologie di altri popoli, in particolare nell'ambiente ellenistico, sebbene altri studiosi mettano in risalto le differenze tra i racconti evangelici e i miti pagani, come la mancanza di antropomorfismo e aspetti fantastici nei primi. Alcuni teologi contemporanei, tra cui Martin Dibelius, considerano il concepimento verginale di Gesù un "teologumeno", ovvero un'affermazione teologica presentata come fatto storico, la cui storicità è difficilmente sostenibile oggi e richiede una reinterpretazione.

La Dottrina dell'Immacolata Concezione di Maria
Collegato alla figura di Maria, sebbene distinto dal concepimento verginale di Gesù, è il dogma dell'Immacolata Concezione, celebrato l'8 dicembre, ma la cui preparazione di fede per un grembo puro è intrinsecamente legata all'evento dell'Annunciazione. Questo dogma afferma che Maria fu preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. Questa verità di fede è cruciale per la Chiesa Cattolica poiché, premesso che ogni essere umano nasce con il peccato originale, solo la madre di Cristo ne fu esente, in vista della prima venuta del Messia per la sua missione di redenzione dell'umanità. Dio volle che la Vergine dovesse essere il grembo puro e senza peccato per accogliere in modo degno e perfetto il Figlio divino incarnato.
Il cammino che ha portato alla definizione dogmatica dell'Immacolata Concezione è stato lungo e complesso, con radici che affondano nella storia antica della Chiesa. Già nel Protovangelo di Giacomo, composto tra il 140 e il 170, si riscontra l'idea che Maria fosse una persona "speciale" sin dal concepimento, presentando il suo concepimento come una grazia divina annunciata da un angelo ai suoi genitori.
Ireneo di Lione, Giustino martire e Cirillo di Gerusalemme svilupparono la dottrina di Maria come "seconda Eva", pura, immacolata, incorrotta e innocente, e quindi immune dal peccato originale. Agostino d'Ippona (354-430), pur calato nella sua polemica anti-pelagiana che vedeva l'umanità come una "massa dannata", distinse Maria da questo destino, affermando: «…la pietà impone di riconoscere Maria senza peccato […]. Per l'onore del Signore […] Maria non entra assolutamente in questione quando si parla di peccati». Ancora più esplicito fu sant'Ambrogio (340-397): «Maria non fu sollevata dalla caduta, ma fu preservata dalla caduta.» In Oriente, i padri del Concilio di Nicea II (VIII secolo) definirono Maria come «ἄχραντος» ("pura, immacolata"). Proclo di Costantinopoli (m. 446-7) la descrisse come «il santuario dell'impeccabilità, il tempio santificato di Dio […], il paradiso verdeggiante e incorruttibile.»
In Occidente, Pascasio Radberto (m. circa 865) scrisse che Maria "è stata esente da ogni peccato originale." Tuttavia, fu con Duns Scoto (m. 1308), soprannominato il "Dottore dell'Immacolata", che prese forma la formulazione che sarebbe poi diventata dogma. Scoto sostenne non una "redenzione anticipata" (come proposto da Anselmo d'Aosta, che vedeva Maria redenta da Cristo prima della nascita del Salvatore), ma una "redenzione preventiva" o "preservativa". Maria non fu concepita nel peccato originale e poi redenta, ma fu concepita direttamente senza peccato originale. Il suo ragionamento era che Cristo esercitò il più perfetto grado possibile di mediazione per Maria, il che implicava una preservazione dal peccato fin dall'inizio.
Le discussioni teologiche sull'Immacolata Concezione continuarono per secoli, animando un dibattito intenso e duraturo tra teologi, in particolare tra domenicani (spesso contrari, seguendo Tommaso d'Aquino) e francescani (sostenitori). Papa Sisto IV (m. 1484) introdusse la festa liturgica della Concezione a Roma, e con le bolle Cum Praeexcelsa (1477) e Grave Nimis (1482) proibì a sostenitori e oppositori di accusarsi reciprocamente di eresia, evidenziando che la questione non era ancora definita dogmaticamente.
La dottrina ricevette un sostegno crescente, culminato nella bolla Sollicitudo di Papa Alessandro VII nel 1661, e infine nella decisione di Papa Pio IX nel 1848 di chiudere la questione. Dopo aver consultato i vescovi di tutto il mondo con l'enciclica Ubi Primum del 1849 (546 su 603 si dichiararono a favore), Pio IX proclamò solennemente il dogma l'8 dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus.
La festa dell'Immacolata Concezione, celebrata l'8 dicembre, è una delle feste mariane più importanti. È particolarmente sentita in alcune regioni, come la Sicilia, dove la devozione risale a tempi antichi, e il parlamento del Regno di Sardegna giurò nel 1632 di difendere la dottrina della Purissima Concezione. La pratica moderna dell'omaggio floreale in Piazza di Spagna a Roma da parte del Papa ogni 8 dicembre è un segno tangibile della continua devozione.

Insegnamenti della Chiesa sulla Procreazione e la Regolazione delle Nascite
La riflessione sulla procreazione e sul "non concepire figli" non è solo teologica ma anche pastorale e morale, e ha radici antiche nel cristianesimo. Nella storia antica, alcuni scrittori cristiani erano contrari all'astinenza per impedire il parto, mentre altri la consentivano. Un primo scritto cristiano sull'astinenza periodica fu di Clemente d'Alessandria, che scrisse: "Che l'educatore (Cristo) ci svergogni con la parola di Ezechiele: 'Mettete via le vostre fornicazioni' [Eze. 43:9]. Perché, anche le bestie irragionevoli sanno abbastanza per non accoppiarsi in certi momenti."
Nell'anno 388, sant'Agostino scriveva contro i manichei, i quali credevano che fosse immorale creare figli perché la procreazione intrappolava le anime all'interno di corpi mortali. Agostino criticò questa visione, menzionando: «Non sei tu che solevi consigliarci di osservare il più possibile il tempo in cui la donna, dopo la sua purificazione, è più adatta a concepire, e ad astenersi dalla convivenza a quel tempo…?» Questo mostra che l'idea di astinenza periodica per scopi procreativi era già presente, sebbene in contesti dibattuti.
San Tommaso d'Aquino, nella sua Summa contra gentiles, scrisse: "Quindi è chiaro che ogni emissione del seme è contraria al bene dell'uomo, quando questa avviene in modo da rendere impossibile la generazione; e se questa viene fatta apposta, deve essere un peccato, intendo un modo in cui la generazione è in se stessa impossibile, come avviene in ogni emissione del seme senza l'unione naturale del maschio e della femmina: onde tali peccati si chiamano 'peccati contro natura'." Questa visione ha profondamente influenzato la dottrina cattolica sulla procreazione.
La conoscenza sulla porzione fertile del ciclo mestruale, se i manichei ne avevano un'idea precisa, morì con loro. I tentativi documentati di prevenire la gravidanza praticando l'astinenza periodica non comparvero più fino alla metà del XIX secolo, quando vari metodi basati sul calendario furono sviluppati "da alcuni pensatori laici" (ad esempio, il metodo Ogino-Knaus). La presa di posizione della Chiesa Cattolica Romana su questi metodi risale al 1853, quando una sentenza del Sacro Penitenziario affrontò l'argomento.
Nel 1930, John Smulders, un medico cattolico olandese, utilizzò le scoperte di Knaus e Ogino per creare il "metodo del ritmo". Smulders pubblicò il suo lavoro con l'associazione medica cattolica olandese, e questo metodo ritmico fu promosso nei decenni successivi.
L'enciclica Casti Connubii di Papa Pio XI (dicembre 1930) pur mantenendo la procreazione come funzione primaria del rapporto sessuale, riconosceva il fine unitivo come secondario. Questa enciclica affermava che non vi era alcuna macchia morale associata all'avere rapporti coniugali in momenti in cui "non si può generare nuova vita." Ciò si riferiva principalmente a condizioni come la gravidanza in corso e la menopausa, ma apriva la porta a una riflessione più ampia sui tempi del rapporto coniugale.
Nel 1932, un medico cattolico pubblicò un libro intitolato The Rhythm of Sterility and Fertility in Women che descriveva il metodo, e gli anni '30 videro anche l’apertura della prima Rhythm Clinic statunitense (fondata da John Rock) nella quale si insegnava il metodo alle coppie cattoliche.
Negli anni '50, il Dr. John Billings scoprì la relazione tra il muco cervicale e la fertilità mentre lavorava per il Melbourne Catholic Family Welfare Bureau, segnando un importante progresso nella consapevolezza della fertilità.
La Costituzione Pastorale sulla Chiesa nel mondo moderno del Concilio Vaticano II (Gaudium et Spes) dichiarava: «l'amore coniugale vero e ben compreso e tutta la struttura familiare che ne nasce tendono, senza trascurare gli altri fini del matrimonio, a rendere i coniugi disponibili a cooperare coraggiosamente con l'amore del Creatore e del Salvatore che attraverso di loro continuamente dilata e arricchisce la sua famiglia» (n. 50). I vescovi delegarono alla Pontificia Commissione per il controllo delle nascite il compito di consigliare papa Paolo VI sulla questione.
L'enciclica Humanae Vitae, pubblicata nel 1968 da Papa Paolo VI, rivolgeva agli scienziati una direttiva pastorale: "È sommamente desiderabile… che la scienza medica riesca, mediante lo studio dei ritmi naturali, a determinare una base sufficientemente sicura per la casta limitazione della prole." Il documento fu letto come una pronuncia a favore degli emergenti metodi di riconoscimento della fertilità, basati su principi più affidabili rispetto al semplice metodo del ritmo.
Solo pochi anni dopo, nel 1971, fu avviata la prima organizzazione che insegnava un metodo sinto-termico, utilizzando sia il muco che l'osservazione della temperatura. Ora chiamata Couple to Couple League International, questa organizzazione fu fondata da John e Sheila Kippley, cattolici laici, insieme al dottor Konald Prem.
I Metodi Naturali: Basi scientifiche, Esperienza d'uso
La Pianificazione Familiare Naturale (NFP) e i suoi Metodi
L'uso del termine "pianificazione familiare naturale" (NFP) è spesso preferito dalla Chiesa Cattolica per descrivere i metodi basati sul riconoscimento della fertilità, in contrapposizione alla "contraccezione artificiale". La Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti considera errato classificare i metodi basati sul calendario come forme di PFN, ritenendoli "imprecisi" rispetto ai metodi più moderni e scientificamente validi. Tuttavia, alcune organizzazioni classificarono i metodi basati sul calendario come forme di PFN. Ad esempio, nel 1999 l'Istituto per la salute riproduttiva della Georgetown University sviluppò lo Standard Days Method (SDM), che è più efficace del metodo del ritmo.
Una parte della letteratura NFP sostiene che la pianificazione familiare naturale è distinta dalla contraccezione. I fautori giustificano questo sistema di classificazione dicendo che la PFN ha caratteristiche uniche non condivise da nessun altro metodo di regolazione delle nascite ad eccezione dell'astinenza, enfatizzando il rispetto della natura del rapporto coniugale. Affermazioni su come la contraccezione possa avere un impatto negativo sulla fedeltà all'interno del matrimonio sono supportate da uno studio del 2021 su oltre 2.000 donne sposate, confrontando chi praticava la PFN con chi usava la contraccezione.
Esistono tre tipi principali di NFP:
- Metodi basati sui sintomi: Questi metodi tracciano i segni biologici della fertilità. Attraverso l'osservazione di questi sintomi, una donna può imparare a valutare la propria fertilità senza l'uso di un dispositivo computerizzato.
- Metodi basati sul muco cervicale: Due noti metodi che utilizzano solo il muco sono il metodo di ovulazione di Billings e il Creighton Model FertilityCare System.
- Metodi sintotermici: Se vengono tracciati due o più segni (es. muco cervicale e temperatura basale), il metodo è definito sintotermico. Due popolari sistemi sintotermici sono insegnati dalla Couple to Couple League e dal Fertility Awareness Method (FAM) con Toni Weschler, che non ha connessioni con la Chiesa Cattolica.
- Metodi sinto-ormonali: Un metodo sviluppato presso la Marquette University utilizza il monitoraggio della fertilità ClearBlue Easy e la cronologia del ciclo per determinare il periodo fertile. Il monitoraggio misura gli estrogeni e l'LH per determinare il giorno di picco.
- Metodi basati sul calendario: Questi metodi determinano la fertilità in base alla registrazione della durata dei precedenti cicli mestruali. Ne sono esempi il Metodo del Ritmo e il Metodo dei Giorni Standard. Il metodo CycleBeads (CB), indipendente dagli insegnamenti religiosi, è uno strumento visivo basato sul Metodo dei Giorni Standard.
- Metodo dell'amenorrea da allattamento (LAM): È un metodo per evitare la gravidanza basato sulla naturale infertilità postpartum che si verifica quando una donna è amenorroica e allatta completamente.
Si stima che il 2% -3% della popolazione mondiale in età riproduttiva faccia affidamento sull'astinenza periodica per evitare la gravidanza. Tuttavia, non è chiaro quanta parte di questa faccia uso di metodi NFP, e pochi dati sono disponibili sulla diffusione della pianificazione familiare naturale a livello mondiale.

Dibattiti e Prospettive sulla Contraccezione
Il tema del "non concepire figli" si interseca anche con il dibattito più ampio sull'uso della contraccezione. Nel 2003, la serie TV della BBC Panorama dichiarò che i funzionari della Chiesa insegnarono che l'HIV può passare attraverso la membrana del lattice di gomma di cui sono composti i preservativi. In un'intervista alla televisione olandese nel 2004, il cardinale belga Godfried Danneels dichiarò che l'uso del preservativo dovrebbe essere sostenuto per prevenire l'AIDS nel caso di sesso con una persona infetta dall'HIV, sebbene ciò sia da evitare. Secondo Danneels, "la persona deve usare il preservativo per non disobbedire al comandamento che condanna l'omicidio, oltre a violare il comandamento che proibisce l'adulterio… Proteggersi dalla malattia o dalla morte è un atto di prevenzione." Questa posizione riflette una tensione tra l'insegnamento tradizionale e le esigenze di salute pubblica.
Stephen D. Mumford, sostenitore della pianificazione familiare artificiale, ha criticato l'incoerenza che deriverebbe dall'affermare che la contraccezione non è un male in sé. Egli osserva: «Se si dovesse affermare che la contraccezione non è un male in sé, allora dovremmo ammettere francamente che lo Spirito Santo era stato dalla parte delle chiese protestanti nel 1930 (quando l'enciclica Casti connubii fu promulgata), nel 1951 (discorso di Pio XII alle ostetriche), e nel 1958 (discorso pronunciato davanti alla Società degli Ematologi nell'anno della morte del papa). Si deve parimenti ammettere che per mezzo secolo lo Spirito non è riuscito a proteggere Pio XI, Pio XII e gran parte della gerarchia cattolica da un gravissimo errore.» Mumford conclude che ciò significherebbe che i vertici della Chiesa, agendo con estrema imprudenza, avrebbero condannato migliaia di atti umani innocenti. Questa critica solleva la questione dell'infallibilità papale, ma è stato osservato che nessuno dei casi citati rientra nel dominio dell'infallibilità papale, dato che il Papa non è considerato infallibile se non nelle rare e solenni occasioni in cui parla ex cathedra.
M.R. Gagnebet aggiunge che, sebbene l'enciclica Humanae Vitae sia considerata da alcuni un documento non infallibile, «l'autorità dottrinale del Papa e dei Vescovi non si limita all'insegnamento infallibile.»
Le obiezioni alla posizione cattolica sulla contraccezione non provengono solo dall'esterno, ma anche da alcune denominazioni del cristianesimo protestante. Ad esempio, Sam e Bethany Torode, inizialmente promotori della PFN, cinque anni dopo la pubblicazione di un loro libro nel 2002, iniziarono a sostenere la moralità dei metodi di barriera, affermando: «Vediamo anche un'onesta congruenza con il linguaggio del corpo dicendo "no" al concepimento con i nostri corpi (tramite metodi di barriera) quando anche le nostre menti e i nostri cuori dicono "no" al concepimento. Non crediamo che questo faccia arrabbiare Dio, né che conduca alla china scivolosa del relativismo o del divorzio. Siamo fortemente in disaccordo con l'idea che questo sia un peccato mortale…»
Queste posizioni divergenti illustrano la complessità del dibattito etico e teologico sulla regolazione delle nascite e sulla moralità del "non concepire figli" attraverso mezzi diversi dall'astinenza periodica. La Chiesa Cattolica sottolinea che, quando sussiste una ragione per non procreare, questa scelta può essere accettabile e finanche necessaria, ma deve essere perseguita con criteri e metodi che rispettino la verità intera dell'atto maritale nella sua dimensione unitiva e procreativa, come largamente regolata dalla natura e dai suoi ritmi biologici, senza violarli con un'interferenza artificiale.
Infertilità: Quando il Concepimento Non Avviene Naturalmente
Il desiderio di un figlio accomuna molte coppie, ma può accadere che il tempo passi e l'esito non sia quello sperato. La gravidanza non inizia. Un mese, quattro, dieci: quando cominciare a preoccuparsi e a chi rivolgersi? In questo contesto, il "non concepire figli" non è una scelta ma una condizione subita.
Si considera una coppia non fertile dopo 12 mesi di rapporti regolari non protetti che non abbiano portato a una gravidanza. Tuttavia, l'età della coppia, in particolare della donna, è un fattore determinante. Come spiega Valeria Savasi, vicepresidente della Società italiana di fertilità e sterilità, una giovane donna fino ai 35 anni, che cerca una gravidanza senza fattori di infertilità noti, può tranquillamente attendere fino a un anno prima di rivolgersi a uno specialista, purché ci siano rapporti sessuali regolari. Diverso è il caso se la donna ha più di 35 anni: in questo caso, dopo 4-6 mesi potrebbe essere già indicato consultare un medico. Sarà uno specialista di fisiopatologia della riproduzione a valutare gli esami necessari.

Cause dell'Infertilità
L'infertilità può dipendere da condizioni che riguardano in egual misura uomini e donne. Secondo Savasi, in una coppia può dipendere per un 30% da cause di origine femminile, per un 30% da cause di origine maschile e per un 30% da concause.
Fattori legati all'età: Una delle principali ragioni di infertilità è legata alla tendenza a procrastinare la maternità. Le donne, per motivi lavorativi e sociali, spesso non desiderano avere figli troppo precocemente. Purtroppo, l'attività dell'ovaio e la qualità degli ovociti tendono a decrescere significativamente dopo i 35 anni. Questa consapevolezza è spesso insufficiente nella popolazione, rendendo cruciale la sensibilizzazione delle giovani donne sull'importanza dell'età giovanile per la maternità. Nell'uomo, superati i 50 anni, peggiora l'efficienza degli spermatozoi. L'età media della madre al primo figlio in Italia è 32 anni, due in più rispetto a vent'anni fa.
Fattori maschili: Per i maschi, si sta assistendo a una riduzione importante della qualità seminale, dovuta probabilmente a fattori di vario tipo come l'alto tasso di inquinamento, la bassa qualità del cibo e la mancata consultazione di andrologi o urologi.
Infezioni a trasmissione sessuale (ITS): Sono un'altra causa importante di infertilità, spesso legate allo scarso uso del preservativo e a una promiscuità sessuale.
Stile di vita: Gioca un ruolo cruciale sulla fertilità.
- Alimentazione e peso: È fondamentale avere un'alimentazione corretta ed equilibrata, idealmente la dieta mediterranea. Sia l'obesità che l'eccessiva magrezza possono condizionare la fertilità. L'obesità è uno dei fattori prognostici peggiori sia nel maschio che nella femmina per gli squilibri ormonali che può comportare, associata ad alterazioni del ciclo mestruale e rischio di aborti nelle donne, e a riduzione dei livelli di testosterone e alterazioni del liquido seminale negli uomini. All'opposto, una drastica riduzione di peso nelle donne può interrompere i cicli e l'ovulazione.
- Esercizio fisico: È altrettanto rilevante. Nelle donne con policistosi ovarica, l'attività fisica riduce del 50% le cause di infertilità.
- Fumo e alcol: Hanno effetti negativi. Il fumo è nocivo sia per gli ovociti che per gli spermatozoi; le donne che fumano sono meno fertili, hanno un ridotto indice di fecondabilità e impiegano più tempo a rimanere incinte. Negli uomini che fumano, gli spermatozoi prodotti sono meno numerosi e meno vitali, con un aumento di quelli con anomalie genetiche. L'alcol può causare una minore produzione di ormoni femminili, alterazioni degli estrogeni e irregolarità mestruali, e nei maschi danneggia la produzione e la qualità degli spermatozoi.
Terapie mediche: Alcuni tipi di terapie, come la chemioterapia, possono compromettere la fertilità. La buona notizia è che, per qualsiasi tipo di tumore, è possibile preservare ovociti o spermatozoi. Gli effetti di alcuni farmaci biologici sulla fertilità sono ancora in fase di studio, mentre le terapie per patologie croniche come la colite ulcerosa, il morbo di Crohn e alcune malattie reumatologiche sembrano non avere effetti negativi.
Quando e Come Indagare l'Infertilità
Di fronte all'infertilità di coppia, è fondamentale partire subito con gli esami giusti per entrambi i partner. Paolo Levi Setti, direttore del centro di fertilità dell'ospedale Humanitas di Milano, sottolinea come lo stress possa ridurre non solo il desiderio sessuale ma anche il grado di eccitazione, abbassando le probabilità di concepimento. L'orologio biologico che avanza inesorabile è un fattore critico; dopo i 35 anni le probabilità di gravidanza diminuiscono progressivamente, e gli ovociti calano di numero e perdono di qualità.
Per le donne, la visita ginecologica è il primo passo. Si prescrivono esami per il dosaggio di ormoni come FSH, LH, estradiolo, prolattina e progesterone. Indagini strumentali includono l'ecografia transvaginale tridimensionale per verificare lesioni o malformazioni uterine, l'isterosonografia per controllare la pervietà delle tube, e tamponi vaginali per rilevare infezioni. In base all'esito, si possono richiedere isteroscopia per fibromi e laparoscopia per l'endometriosi.
Per gli uomini, l'andrologo prescrive un esame del liquido seminale (spermiogramma) per analizzare numero, forma e motilità degli spermatozoi, e una spermiocoltura per rilevare microrganismi patogeni. In caso di valori alterati, seguiranno esami di secondo livello come test ormonali, test genetici e anticorpi antispermatozoo, ecografia della prostata e dei testicoli. In presenza di fattori di rischio (infezioni pregresse, varicocele, prostatiti, terapie oncologiche, età avanzata, obesità, fumo, alcol), è consigliabile rivolgersi subito all'andrologo.
La prevenzione fin da giovani sarebbe la cura migliore. La coppia ha diritto a prestazioni gratuite (in esenzione da ticket) prima di provare a concepire, per prevenire complicanze durante la gravidanza: per la donna una visita ginecologica, test per anticorpi contro i globuli rossi, immunità dalla rosolia, emocromo e pap test; per entrambi test HIV, sifilide, gruppo sanguigno e fattore Rh.
Credenze Popolari e Scienza: L'Influenza Lunare sul Concepimento
L'idea che il concepimento possa essere influenzato da fattori esterni, come le fasi lunari, è una credenza antica e diffusa, che si lega alla nozione del "calendario" e dei ritmi naturali. A cosa serve consultare il calendario lunare? Può essere davvero utile per aumentare le probabilità di rimanere incinta o addirittura quelle di avere un maschietto o una femminuccia?
Cominciamo col dire che la Luna, nelle sue diverse fasi, influenza senza dubbio le maree, mentre non si trovano prove scientifiche del fatto che possa avere un qualche effetto sui raccolti o su altri aspetti della natura o della biologia umana. La suggestione che il ciclo mestruale duri esattamente quanto quello lunare (circa 28 giorni) e che copra, in media, il tempo tra due lune piene, ha favorito la diffusione di credenze popolari e anche di qualche teoria scientifica che supporterebbe l'idea che durante la Luna piena sia più facile rimanere incinta. Secondo i sostenitori di questa ipotesi, la Luna influenzerebbe la produzione di melatonina, un ormone coinvolto nella regolazione del ciclo mestruale. Tuttavia, al momento non esistono conferme scientifiche robuste per queste teorie.
Secondo antichi scritti assiro-babilonesi, la fertilità della donna subirebbe l'influenza delle fasi lunari, per cui, in alcuni periodi, sarebbe più facile riuscire a concepire e anche ad aumentare le probabilità di avere un maschio o una femmina. Un esempio moderno di tale credenza è il "metodo Jonas", secondo cui il giorno di massima fertilità di una donna è quando, nel corso del mese, la Luna si ripresenta nella stessa posizione che essa aveva al momento della sua nascita. Anche in questo caso, la scienza non supporta tali correlazioni. Premettendo che non esistono conferme scientifiche del fatto che la Luna possa influenzare il sesso del bambino, è importante ricordare che a determinare il sesso sono gli spermatozoi del padre.
Le fasi lunari sono collegate anche ad altre credenze popolari, come quella che i parti si verifichino più frequentemente durante le fasi di cambio lunare. Non è raro sentire ostetriche o osservare dati aneddotici da alcuni punti nascita che suggeriscono un aumento delle nascite nei giorni di Luna piena. La maggior parte di queste credenze si legano alla teoria dell'attrazione gravitazionale, che fa alzare la marea in maniera consistente nei giorni di Luna piena, ipotizzando che il liquido amniotico possa rispondere in modo simile alle leggi della fisica. Tuttavia, studi scientifici rigorosi non hanno trovato un nesso significativo e consistente tra le fasi lunari e l'aumento del tasso di nascite umane.
