La Voce della Mamma: Un Primo Ponte con il Mondo
Quando il bambino è nel grembo materno, non può percepire molto dall’esterno. Tuttavia, l’altro suono che il bambino sente prima della nascita è la voce della madre. Anche se questa gli giunge ovattata, il bambino ne è consapevole e si dice che le ninne nanne cantate dalla madre possano fungere da ponte tra la vita nel grembo materno e quella al di fuori di esso. Questo può funzionare anche se, mentre è nell’utero, il bambino è esposto continuamente anche ad altre voci. Si narra persino di un fratello che cantava ogni sera You Are My Sunshine alla sorellina mentre era nella pancia della madre; quando la bimba nacque con problemi di salute e sembrava che non ce l’avrebbe fatta, fu proprio la voce del fratello che cantava per lei a far risalire i suoi parametri vitali e farla guarire miracolosamente.
I toni tranquillizzanti e i ritmi dolci sembrano essere la ragione per cui una ninna nanna aiuti un bambino ad addormentarsi. Tuttavia, gli studi hanno dimostrato che se a cantarle sono voci familiari al bambino, queste ninne nanne sono più efficaci nel calmarlo. Non solo, cantare i testi delle canzoni o persino recitare le filastrocche può favorire le prime capacità linguistiche. È stato dimostrato che la musica stessa è un valido aiuto all’apprendimento per i neonati e i bambini piccoli. Un altro scopo è quello di offrire al bimbo occasione di “acculturazione linguistica e musicale”: un primo contatto con la musica e con la realtà che lo circonda avviene proprio grazie alla voce della mamma, che lui ricerca e gradisce sin dalla nascita.

Le Antiche Radici e le Caratteristiche Universali del Canto di Culla
Le ninne nanne, melodie rasserenanti cantate ai bambini per farli addormentare, hanno una storia che affonda le radici in tempi lontanissimi. Per quanto ne sappiamo, le ninne nanne esistevano già nel 2000 a.C.. Su una tavoletta di argilla delle dimensioni di un palmo risalente all’antica Babilonia (l’odierno Iraq) è riportata una ninna nanna scritta in caratteri cuneiformi.
Una caratteristica che permette di riconoscere una ninna nanna è il ritmo. Le caratteristiche della ninna nanna sono comuni a tutte le culture, infatti, il ritmo è semplice, binario o ternario e inoltre abbiamo una ripetizione ritmica e melodica che tende a rilassare perché induce un effetto ipnotico. L’etnologo Ernesto de Martino “fa notare come, nella nenia, l’oscillazione ritmica del busto che accompagna il lamento sia analoga a quella del canto di culla.” (rivista Mondo zero3 numero 2). Il testo di Good Night o Golden Slumbers dei Beatles può avere più senso come ninna nanna, ma le canzoni Lucy in the Sky with Diamonds o Norwegian Wood potrebbero essere più efficaci per via del loro ritmo in 3/4. È il ritmo del valzer, che ricorda un po’ il dondolio di una culla, e molte ninne nanne tradizionali di tutto il mondo sono scritte in questo modo. Ninne nanne scritte da famosi compositori di musica classica prendono il nome di berceuse, che è il termine francese per ninna nanna, come la Berceuse scritta da Fryderyk Chopin nel 1844. Una delle ninne nanne più conosciute è la Ninna nanna di Brahms, nota anche come Canzone della culla. Per quanto riguarda Twinkle, Twinkle, Little Star, questa è comunemente attribuita a Mozart, ma la melodia deriva in realtà da una vecchia canzone francese. Mozart compose una serie di dodici variazioni basate su questa melodia, probabilmente mentre si trovava a Parigi nel 1778, e le fu aggiunto il testo di una poesia intitolata The Star della poetessa inglese Jane Taylor. Le origini di Rock-a-bye Baby e Hush Little Baby, invece, sono varie e difficili da individuare, ma la versione R&B di quest’ultima, scritta e registrata da Inez e Charlie Foxx e resa popolare da James Taylor e Carly Simon, è diventata più una canzone romantica che una vera e propria ninna nanna.

La Ninna Nanna come Rito e Specchio della Cultura Materna
Questo genere di canto appartiene alla tradizione orale e rispecchia la cultura di cui fa parte. Di solito all’interno della famiglia rurale e patriarcale la ninnananna è prerogativa esclusiva delle donne. La festa della mamma mi ha fatto nascere la curiosità di sapere se il ruolo materno non avesse subito trasformazioni nell’arco dei secoli. Ebbene, approfondendo il tema mi sono imbattuto in trasformazioni sociali che hanno visto la donna in generale cambiare e trasformare il suo ruolo nella società, passando da una società matriarcale ad una patriarcale, ma il maternage, ovvero il ruolo materno nei secoli è rimasto più o meno sempre lo stesso.
L’etimologia della parola ninna nanna, sebbene possa ritenersi d’origine onomatopeica, fa riferimento al nome della Madre Terra, in quanto richiama l’universo femminile capace di generare la vita. I Sumeri veneravano la Madre Terra con il nome di Nana, la dea della vita e della natura, della fecondità e della nascita. La dea Nana è la Madre nell’atto di allattare, che coincide con il momento in cui la mamma fa addormentare il bambino. La posizione che assume il bambino durante l’allattamento al seno è una posizione fetale, che riporta il piccolo a una regressione nel grembo materno.
Il fatto che la ninna nanna fosse prerogativa prettamente femminile lo ricaviamo dall’analisi del mito di Erigone che va alla ricerca del padre Icario. Questi aveva ricevuto da Dioniso la rivelazione dei segreti sulla distillazione del vino e, dopo aver condiviso il nettare degli dei con alcuni vignaioli, fu ucciso e gettato in un pozzo da questi, perché si credettero avvelenati essendosi addormentati ubriachi. Quando la figlia Erigone trovò il cadavere del padre, si impiccò ad un ramo dell’albero e scatenò una follia suicida tra le vergini attiche, che rimanevano appese agli alberi dondolanti. Apollo, per mettere fine a questo scempio, fece istituire la festa dell’aiora, cioè l’altalena delle vergini. Questo mito, che in età puberale giustifica la rottura del legame che si è saldato tra il padre e la figlia, pronta ad abbandonare la casa per prendere marito, può essere interpretato come una chiusura del cerchio tra madre, figlia e padre. Più precisamente possiamo chiederci: se la dea Nana è la madre e l’infante il figlio, dove si trova il padre? Il padre, lo desumiamo dal mito, è morto, non è presente e questo giustifica il fatto che la ninna nanna è una prerogativa tutta femminile.
Se ogni rito è composto da un canto, da una danza e da una sostanza inebriante, la fase del sonno dell’infante le comprende tutte se per canto consideriamo la nenia, per danza il dondolio e per sostanza inebriante “a papagnelle” ovvero l’infuso di semi di papavero che le nostre nonne o bisnonne ci facevano bere per addormentarci. In fondo la ninna nanna rappresenta un rito di passaggio che porta il bambino da una condizione di veglia ad una di sonno e in una società arcaica questo microciclo veglia-sonno equivaleva al macrociclo vita-morte. Se analizziamo le ninna nanne tradizionali ci rendiamo conto che la musicalità ed il ritmo sono del tutto simili ai lamenti funebri, affidati anche questi, alle voci femminili.

Le Figure Simboliche: Dal Terrore Antico alla Protezione del Sonno
In molte ninnenanne si fa riferimento ad alcune figure, come la Befana o l’uomo nero, o la morte che inquietano il bambino. E in effetti scivolare nel sonno è un po’ un “morire”, la paura di separarsi è presente in quel momento. Pensa alla tragedia di un ramo d’albero che si spezza e di un bambino che cade da esso, che cantiamo senza pensare in Rock-a-bye Baby. Poiché molte ninne nanne sono state tramandate da generazioni, è facile dimenticare che le canzoni, le filastrocche e persino le fiabe non sono sempre state così adatte alle famiglie come lo sono oggi, e che alcune sono addirittura macabre e spaventose.
L’immagine del lupo, che indica la notte e per associazione il sonno, è una chiara rappresentazione simbolica che è cantata come invocazione al sonno che tarda ad arrivare. La pecorella, invece, rappresenta il neonato nell’atto di prendere sonno e rappresenta il giorno che si approssima a venire. Inoltre il lupo diventa importante all’interno della ninna nanna in quanto incapace di farsi addomesticare. La mamma, nella ninna nanna, evoca la paura atavica dell’addomesticamento del suo figliuolo che non vuole cedere al sonno. Imporre il ritmo del sonno al piccolo è il primo insegnamento, la prima forma di educazione che la mamma rivolge al figlio.
Un’altra figura ricorrente nelle ninna nanne è quella della gallina che muore sull’uovo. Questa immagine fa riferimento alla diade madre-figlio. La gallina è la femmina del gallo, simbolo solare per eccellenza perché è il primo animale a cantare quando spunta il sole. Per questo motivo la gallina assume una connotazione negativa, o meglio opposta rispetto al gallo e quindi diviene simbolo lunare, terreno, notturno e di morte. L’uovo è solitamente associato alla primavera, stagione di rinascita per eccellenza, perché è in questo periodo, che, dopo le migrazioni, è deposto dagli uccelli. Interpretando il simbolo della gallina che, nella ninna nanna, muore sull’uovo, possiamo concludere che l’auspicio della mamma è quello del risveglio del figlio, per esorcizzare la paura atavica del sonno eterno. Entrambe le figure mitologiche sembrano riferirsi al ciclo dell’anno e soprattutto alla primigenia divisione che di esso si faceva in epoche passate.
Già nell’etimo della parola Anna possiamo scorgere il significato di ciclicità dell’anno lunare. Il nome Anna, infatti, può essere letto come Anno al femminile e la ciclicità si evince dal fatto che esso si può leggere indifferentemente da destra e da sinistra, senza per questo corromperne il significato. Anna Perenne, la dea alla quale si è sovrapposta Sant’Anna della religione Cristiana, era una dea dalle tre facce: la vecchia, che rappresenta la natura che non può dare frutti; la lasciva, colei che si dona per far nascere i frutti dalla terra; la ninfa protettrice delle acque, simbolo di vita nascente e simbolo lunare. Le tre facce di Anna Perenna possono coincidere anche con le tre fasi lunari (crescente, piena e calante) proprio perché la dea assurge a simbolo della luna, elemento femminile, che, con il suo influsso sul pianeta terra, determina l’andamento dei raccolti stagionali. Possiamo concludere affermando che l’icona di Sant’Anna, nella ninna nanna, si riferisce al ciclo lunare e vuole evocare la protezione della dea madre, simbolo di fertilità e di abbondanza. San Nicola, invece, insediatosi successivamente con l’avvento del cristianesimo, si riferisce al ciclo solare che da questo momento in poi determinerà il computo dei giorni nel nostro calendario.

Un Mosaico di Melodie: Ninne Nanne dal Mondo e le Loro Storie
La musica, con la sua profonda capacità di trascendere confini e comunicare emozioni, rappresenta un potente veicolo di espressione culturale e identità. Tra le sue molteplici forme, le ninne nanne emergono come un esempio affascinante, attraversando diverse culture in tutto il mondo, riecheggiando le esperienze condivise dell’umanità e nutrendo le identità uniche delle comunità. Attraverso continenti e secoli, queste tenere canzoni hanno rappresentato una lingua universale, cullando i neonati nel sonno e portando con sé le narrazioni delle rispettive culture. Immergendosi nel ricco arazzo delle ninne nanne, si incontra un mosaico di melodie, ciascuna delle quali riflette le sfumature del proprio contesto culturale.
Nel cuore dell’Africa, i battiti ritmici dei tamburi tradizionali si intrecciano con canti melodici, avvolgendo i neonati nel calore della loro eredità. Inoltre, le ninne nanne fungono da passaggi di tradizione orale, trasmettendo valori, credenze e storie da una generazione all’altra. All’interno delle comunità indigene, queste canzoni racchiudono saggezza ancestrale, promuovendo una profonda connessione con la terra e con gli spiriti che la abitano. Inoltre, l’universalità delle ninne nanne evidenzia l’interconnessione dell’umanità, trascendendo confini linguistici e geografici.
Di seguito, un'esplorazione di alcune ninne nanne provenienti da diverse parti del mondo, con le loro peculiarità e i loro significati:
Ninne Nanne Ceche e Morave
La Repubblica Ceca e la Moravia vantano un ricco repertorio di ninne nanne tradizionali. Spi, Janíčku, spi (Dormi, Janíček, dormi) è una vivace ninna nanna raccolta in Moravia da František Sušil (1804-1868), prete ed attivista della rinascita nazionale ceca, che collezionò canti in Moravia, Slesia ed anche nei villaggi slavi dell'Austria. Questa ninna nanna usa il nome proprio di un bambino, Janíček, che è usato familiarmente per il nome maschile Jan, molto comune.Un'altra melodia significativa è Ukolébavka (Ninna nanna), pubblicata nel 1633 ne ‘L'Informatorium della Scuola Infantile' di Johan Amos Comenius (1592 - 1670). Questo libro è probabilmente il primo trattato sullo sviluppo e l'educazione dei bambini fino a sei anni, nella famiglia. Comenius sottolineò, fra altre tematiche, la necessità di offrire stimoli sensoriali ed emozionali nella prima infanzia.Hajej můj andílku (Angioletto mio) è una delle ninnananne ceche più melodiose, raccolta inizialmente da Karel Jaromír Erben (1811-1870), scrittore romantico ceco, poeta e collezionista di canti popolari e fiabe cechi.Halí, dítě (Fai la ninna, bambino) fu raccolta da František Bartoš (1837-1906), pedagogo ed etnografo che collezionò canti moravi.Infine, Halaj, belaj, malučký (Dormi, dormi, piccolo) proviene dalla Moravia orientale, dove il dialetto viene influenzato dallo slovacco. I canti popolari sono simili a quelli slovacchi al di là del confine.
Ninne Nanne Danesi
La Danimarca offre anch'essa un insieme di ninne nanne molto amate. Solen er så rød, mor (Il sole è così rosso, mamma) è considerata una ninna nanna classica per i danesi.Elefantens vuggevise (La ninna nanna dell'elefante) è una delle ninna nanne più popolari ed è considerata un classico delle ninna nanne danesi. Il tema tratta degli animali esotici, il contenuto ed il testo sono semplici e di facile comprensione per un bambino. Per rendere questa canzone politicamente corretta, negli anni novanta fu sostituita la parola negerdukkedreng (bambolotto negro) con kokosnød (noce di cocco). Il testo della canzone fu scritto nel 1948 dallo scrittore e poeta, Harald H.Godnatsang (Canzone della buona notte), molto popolare, ha testi e musica composti da Sigurd Barrett (1967), pianista, compositore e conduttore di un programma televisivo per bambini, in Danimarca, assieme a un suo collega, il musicista Steen Nikolaj Hansen. Sigurd di solito canta questa canzone alla fine del suo programma per bambini e presenta un tema riguardante il sonno.Mues sang få Hansemand (La canzone della mamma per il piccolo Hans) proviene dalla zona meridionale dello Jutland, è molto antica e non si conosce l'anno in cui fu composta. Non è però molto conosciuta in tutta la Danimarca e questo si deve probabilmente al fatto che fu scritta nel dialetto dello Jutland.Jeg vil tælle stjernerne (Conterò le stelle) fu scritta nel 1951 dal famoso poeta e scrittore danese, Halfdan Rasmussen (1915-2002). La musica di questa ninnananna fu composta da Hans Dalgaard (1919 - 81).
Ninne Nanne Anglosassoni
Il mondo anglosassone ci ha regalato alcune delle ninne nanne più riconoscibili a livello globale. Lavender's blue (La lavanda è blu) è una canzone tradizionale usata come ninna nanna. Non si sa quando fu scritta o da chi, ma risale almeno al XVII secolo. Come molte ninna nanne, anche questa probabilmente è stata tramandata da una generazione all'altra ed ha subito modifiche nel tempo.By Baby Bunting (Ciao, bimbo ‘fagottino’) è una gioiosa canzoncina tanto antica quanto le filastrocche inglesi. Nell'inglese antico, le ninna nanne erano chiamate Byssinge ed il prefisso by significava sonnellino. Le madri inglesi l'hanno cantata ai loro bambini e risulta familiare ovunque si parli la lingua inglese. La melodia è giunta fino ai nostri giorni senza variazioni. Come nelle ninna nanne di altri luoghi, la promessa di una ricompensa per un buon comportamento viene presentata al bambino. Nell'inglese odierno, la parola bunting potrebbe riferirsi a un tipo di uccello oppure a un panno soffice e spesso.Hush, little baby (Ninna, nanna, piccolino) è un'altra ninna nanna tradizionale e non sappiamo chi compose la musica o chi scrisse le parole. Si suppone che abbia origine nel Nord America, poiché il tipo di uccello menzionato nella canzone, il tordo beffeggiatore, si trova nel continente americano.Twinkle twinkle little star (Brilla brilla stellina) è una delle più popolari filastrocche inglesi e combina la melodia di una canzone francese del 1761 Ah! Vous dirai-je, Maman con la poesia inglese The Star di Jane Taylor. La poesia, con strofe composte di coppie di versi in rima, fu pubblicata nel 1806 in Rhymes for the Nursery, una raccolta di poesie di Jane Taylor e di sua sorella Ann. Il testo contiene cinque stanze, sebbene soltanto la prima sia largamente conosciuta. Mozart scrisse dodici variazioni su Twinkle, Twinkle, Little star (Brilla, brilla, stellina), catalogate come Variazioni su Ah! Vous dirai-je Maman.
Ninne Nanne Scozzesi
Le Highlands scozzesi ci offrono la Scottish Lullaby. Questa melodia tradizionale proviene dai fieri clan delle regioni montagnose scozzesi. Soltanto l'aria Cdul gu lo (Dormi fino all'alba) e non i versi originali scozzesi furono usati quando venne presentata una drammatizzazione di Guy Mannering di Sir Walter Scott. La storia delle Highlands e delle interminabili battaglie con cui i clan potevano preservare la loro sofferta indipendenza contro le schiaccianti disparità, sono evocate in questo primo canto per l'infanzia. Il sogno concerne lo squillo di tromba e l'ideale è il coraggio.
Ninne Nanne Greche
La Grecia, culla di civiltà, ha ninne nanne intrise di richiami alla natura e alla mitologia. Νάνι μού το νάνι νάνι (Ninna, mio caro, ninna, nanna) proviene dall'isola di Calimno, una delle isole del Dodecaneso, situata a Sud-Est dell'Egeo. Quest'isola combina la bellezza delle montagne, l'aroma dell'origano e del timo con le acque cristalline. In questa ninna nanna, in particolare, le parole sono influenzate dalla bellezza della natura. Calimno è anche famosa per le spugne e la produzione dell'olio d'oliva, il che spiega perché nella ninna nanna vengono menzionati gli ulivi ed il sole, elementi essenziali per gli abitanti di Calimno. Oltre alle parole ‘nani-nanì’, troviamo qui anche il suono ‘e e è’ che è molto popolare e comune nelle ninna nanne greche.Νάνι νάνι το παιδί μου (Ninna, nanna, bambino mio) ha origine nella montuosa Kastoria, città greca situata nella Macedonia Occidentale. A Castoria vi sono molte aree coltivate e la regione è famosa specialmente per i vigneti, che non a caso sono citati nella ninna nanna. Vi sono anche molti allevamenti di bestiame e questo spiega i riferimenti all'agnello, alla capra e all'ovile. Un altro interessante elemento di questa composizione è l'uso di diminutivi, per esempio pecorella, capretta, ecc.Ύπνε, που παίρνεις τα μικρά (Sonno, che prendi i piccoli), originariamente creata nell'isola di Tasso (Egeo settentrionale), si ascolta in tutta la Grecia con numerose variazioni. L'elemento del ‘Sonno’ (‘Ύπνος') è centrale. In molte ninna nanne greche ci si rivolge al Sonno al quale gentilmente si richiede di prendere il bambino nelle sue braccia e di aiutarlo ad addormentarsi. Secondo la mitologia greca, ‘Ύπνος' era il dio del sonno. In questa ninna nanna si menzionano l'Est e l'Ovest ad indicare la vastità del mondo.Ύπνε μου, επάρε μού το (Sonno caro, ti passo il mio bambino) nasce nell'Italia meridionale. Popolazioni di lingua greca hanno abitato quella parte dell'Italia fin dall'VIII secolo a.C., quando le prime colonie greche si stabilirono nelle regioni del Salento, in Calabria, a Taranto e a Metaponto. Queste aree hanno una vasta produzione di rose e forse per questo, nella ninnananna, troviamo il riferimento alle rose ed al loro assortimento.Τζοιμάται ο ήλιος στα βουνά (Il sole dorme sulle montagne), di tradizione greca, ebbe origine nell'isola di Egina, situata vicino alla città di Atene. Passata all'isola di Cipro, fu trasformata nel dialetto cipriota e vi si aggiunsero alcuni versi. La ninna nanna greca originale era formata soltanto dalla prima stanza. Non vi sono informazioni circa l'anno in cui fu creata o su chi abbia composto le rime e la musica. La ninna nanna parla del momento del tramonto, quando il sole e la pernice dormono ed anche i bambini dovrebbero dormire. La madre culla il suo bambino cercando di farlo addormentare. Bisogna parlare al bambino a bassa voce, per non svegliarlo.
Ninne Nanne Italiane
L'Italia, con la sua ricchezza di dialetti e tradizioni regionali, custodisce numerose ninne nanne. Nana Bobò è una bella ed antica ninna nanna della laguna veneta. Influenze balcaniche e bizantine sono evidenti nella struttura della canzone. Colei che canta augura salute e ricchezza all'amato bambino che non vuole dormire. La madre non è presente, è andata alla fontana a prendere dell'acqua.Fai la Nanna, Mio Simone è un esempio delle ninna nanne tradizionali italiane. Questa canzone proviene dalla Toscana e presenta, all'inizio, un tono esuberante, seguito da un ritmo più dolce e più appropriato per una canzone da culla.La ninna nanna Ninna nanna sette e venti fa parte del ricco folclore e delle villotte friulane: "Cuant ch'in cîl a ven le gnot e chi sês aí bessôi, se tu no tu duars inmó, jê ti cjale fís tai vôi" (Quando il cielo si oscura e che siete lì da soli, se tu non dormi ancora, lei ti guarda negli occhi…). Altre donne sono in piazza a conversare e passeggiare piacevolmente, ma la madre rimane a casa, per sorvegliare la cottura al forno di un tipo di pane chiamato focaccia, e ad occuparsi del suo bambino.Stella stellina, composta da Lina Schwarz, è una delle ninna nanne più popolari in tutta l'Italia. Quando abbiamo chiesto a persone anziane se avessero ascoltato questa canzoncina nella loro infanzia, la risposta è stata positiva.Fate la nanna, coscine di pollo: Molte madri italiane conoscono questa ninna nanna toscana che viene usata di solito senza alcuna variazione di testo. Con un po' di fantasia, possiamo pensare alle gambette di un bambino appena nato e paragonarle affettuosamente alle coscine di pollo.Ninna nanna dei suoni e dei colori è una ninna nanna contemporanea, composta in occasione del progetto europeo Languages from the Cradle.
Ninne Nanne Rumene
La Romania ci offre ninne nanne che riflettono la vita rurale e gli affetti familiari. Culcă-te, puiuţ micuţ (Addormentati, piccino mio) è un'antica ninna nanna della Romania occidentale e centrale (Cluj, Bihor, Năsăud), cantata ancora dalle donne che vivono in campagna e se ne possono ascoltare diverse versioni. Viene anche menzionata nei testi scolastici nella versione cantata da Maria Tănase (1913-1963), una famosa cantante folk rumena che contribuì grandemente a far conoscere la musica popolare rumena all'estero.Nani, nani, puişor (Ninna, nanna dolce piccolino mio) è usata in tutte le regioni della Romania. Inizia con le tipiche parole che inducono al sonno: nani, nani. La madre si augura che il bambino dorma a lungo, fino a mezzogiorno del dì seguente. In rumeno, la parola "domani" corrisponde a mâine, ma nella ninna nanna si può ascoltare un'antica variante, mâni.Culcă-mi-te mititel (Vai a dormire come un bimbo piccolino): il titolo di questa ninna nanna è dato dal terzo verso della prima stanza invece che dal primo, poiché la quarta ninna nanna di questa selezione comincia con le stesse parole e si è voluto riservare a quest'ultima il titolo tratto dal primo verso. Culcă-Mi-Te Mititel è un antico canto per cullare i bambini, proveniente dalla regione della Montenia (Romania meridionale). La madre desidera che il suo bambino cresca e sia in grado di badare a pecore, agnelli ed anatroccoli nei campi. In campagna, i bambini giocano sempre con piccoli animali e fiori e, quando diventano un po' più grandi, continuano a prendersene cura.Nani, nani, puiù mamii (Ninna, nanna, il bambino della mamma) è un'altra ninna nanna molto antica, nata nelle regioni meridionali della Romania, in Oltenia. È breve e ripete specifiche parole per indurre il bambino alla quiete e al sonno: nani è una parola tipica delle ninnananne; maică/maichii significa mamma mia/della mamma. In rumeno è comune rivolgersi ai bambini con le parole della mamma, per dimostrare affetto.Haia, haia, mică baia (Haia, haia, il bagnetto) inizia con le parole haia, haia che suggeriscono l'atto del cullare o del mettersi a giocare. Il tema principale della ninna nanna è la ripetizione del numero ventuno. In rumeno, il numero venti si dice douăzeci, ma nella ninnananna si può ascoltare douăzăşi, il modo in cui si pronuncia nella regione del Banato.
Ninne Nanne Turche
Le ninne nanne turche spesso esprimono auguri e desideri per il futuro del bambino. Uyusun da büyüsün (Che il mio bambino cresca mentre dorme) è inclusa nella categoria più estesa delle ninna nanne turche, quelle che esprimono auguri e desideri. In queste ninna nanne perlopiù è espresso il desiderio che il bambino si addormenti. Generalmente, esprimono ciò che la madre desidera per la sua bambina o per il suo bambino, inclusi benefici materiali come giocattoli, vestiti, cibi e bevande. Nella prima strofa di questa ninna nanna, la madre esprime il desiderio che la sua bambina cresca sana. È usata, inoltre, l'espressione onomatopeica tıpısh tıpısh, per rendere il suono dei passi della bambina. Nella seconda strofa, la madre descrive le mani e le braccia della sua piccola decorate con l'henna. Una volta era molto comune per i turchi applicare l'henna sulle mani delle bambine in segno di benedizione.Babanın Ninnisi (Ninna nanna del papà) è una ninna nanna moderna composta da Özge İlayda.Dandini Dandini Dastana: quasi tutti in Turchia conoscono la prima strofa di questa ninna nanna. È possibile cantarla con variazioni del primo verso o di quelli successivi. A prima vista, il verso iniziale può sembrare strano, in quanto il suo contenuto è piuttosto estraneo ai concetti che si hanno del mondo del bambino o della ninna nanna. Secondo alcune fonti (Karabaş, 1999:62), tuttavia, il significato è metaforico: dana (vitello) rappresenta il figlio, bostan (orto) è la vita, bostancı (giardiniere) sta per il padre e lahana (cavolo) rappresenta una ragazza che la madre del ragazzo non approva. Invoca il nome di Dio e chiede che lo tenga lontano dal malocchio. Elogiare la bellezza del bambino o della bambina è un tratto molto comune nelle ninna nanne turche. La madre usa diverse similitudini e paragona le labbra della sua bambina alle ciliegie, e le sopracciglia alla luna crescente o a una piuma. Per la madre, il suo bambino è più bello che qualsiasi altra cosa, perfino degli angeli.Sen bir güzel meleksin (Sei un magnifico angelo) è anch'essa una ninna nanna turca che esprime il profondo affetto e ammirazione della madre per il suo bambino.
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Il Patrimonio Universale delle Ninne Nanne e la Loro Rilevanza Oggi
In sostanza, le ninne nanne sono un esempio della natura sfaccettata della musica come indicatore culturale e identitario. Come custodi della tradizione e portatrici di emozioni, queste dolci canzoni fungono da canale del patrimonio culturale, nutrendo le identità uniche delle comunità di tutto il mondo.
La Commissione europea ha creato il progetto Lullabies of Europe per raccogliere tutte le ninna nanne nelle diverse lingue della Comunità per preservarne il patrimonio culturale. Questo testimonia il riconoscimento del valore intrinseco di queste melodie non solo per l'individuo ma per l'intera collettività.
L'interesse per le ninne nanne e il loro impatto si estende anche al campo della divulgazione e dell'educazione. Emily Prokop, laureata in giornalismo alla Southern Connecticut State University, è riuscita a combinare la sua passione per le curiosità e il racconto di storie con la creazione, nel 2016, del podcast The Story Behind, fonte di questo libro. Uno dei miei mentori in materia di podcast, Dave Jackson, era solito dire che i bambini sono i killer dei podcast. Quando Emily ha iniziato The Story Behind, era decisa a non lasciare che la gravidanza scoraggiasse i suoi piani di continuare il programma ed è riuscita a immagazzinare abbastanza episodi per cinque settimane. Questa esperienza personale sottolinea la sfida e la dedizione nel conciliare la maternità con le proprie passioni professionali, un tema che risuona con la natura stessa delle ninne nanne come espressione materna.
Durante l’unità “Global perspectives” unit, agli studenti di Y2 è stato chiesto di portare da casa degli esempi di ninne nanne che i loro genitori e nonni cantavano loro o cantano ancora ai fratelli più piccoli. L’obiettivo era evidenziare alcune caratteristiche comuni che si possono ritrovare in tutte o nella maggior parte delle ninne nanne del mondo, concentrandosi sui testi ma anche sull’atmosfera che queste canzoni creano. Usando gli iPad, gli studenti hanno poi dovuto accedere a un sito web di ninne nanne e cercare altri due esempi. Questa iniziativa didattica dimostra come le ninne nanne possano essere un punto di partenza per esplorare la diversità culturale e l'universalità delle esperienze umane.
La rilevanza delle ninne nanne si manifesta anche nel campo dell'educazione musicale e pedagogica. Anna ha iniziato a suonare il pianoforte all’età di sette anni e da allora si è dedicata alla musica. Si è diplomata in pianoforte classico presso il Conservatorio di Musica di Castelfranco Veneto (Treviso) e ha insegnato lezioni private di pianoforte per molti anni, lavorando con studenti di tutte le età, dai bambini piccoli agli adulti. Si esibisce anche come contralto in un coro professionale. La sua formazione accademica combina il suo amore per la musica con un profondo impegno per l’educazione. Oltre agli studi musicali, Anna ha conseguito una laurea in Scienze dell’Educazione e una laurea magistrale in Scienze Pedagogiche presso l’Università IUSVE di Venezia. La sua tesi magistrale si è concentrata sull’approccio IB e sull’importanza delle soft skills nella società odierna. Attualmente sta ampliando le sue competenze attraverso corsi di pedagogia musicale basati sull’approccio Orff. Anna si è unita alla nostra scuola nell’agosto 2021, inizialmente supportando gli studenti MYP e DP con bisogni educativi speciali. La sua expertise in pedagogia musicale e il suo impegno per l'educazione sottolineano il valore duraturo della musica, e in particolare delle ninne nanne, nello sviluppo dei bambini e nella trasmissione culturale.
