Ninna Nanna: Un Viaggio Sonoro tra Infanzia, Eredità Musicale e Interpretazione

Il mondo della musica, in particolare quella legata all'interpretazione vocale, è un universo vasto e stratificato, capace di evocare emozioni profonde e di connettere epoche e stili diversi. La figura di Alessandra Visentin emerge con prepotenza in questo panorama, distinguendosi per una vocalità pastosa e duttilissima, forgiata nelle prestigiose fucine di Bernadette Manca di Nissa e Regina Resnik e affinata alla scuola della conterranea Sara Mingardo. Questo connubio di radici, talento e fuoco ha fatto di Visentin una delle personalità più affascinanti del panorama lirico attuale, capace di attraversare con pari autorevolezza secoli di letteratura musicale.

L'Infanzia come Tema e la Scrittura di Baraldi

Il recente lavoro di Vittorio, che include la "ninna nanna" come elemento tematico, sembra voler esplorare le sfumature del rapporto tra genitori e figli, e in particolare il mondo dell'infanzia. Come sottolineato nel redazionale di Roberto Recchioni, si pone l'accento su un approccio differente a queste tematiche: "Perché, pare, che solo le mamme e i papà possano esprimere opinioni sul mondo dell’infanzia, come se l’esperienza empirica e diretta fosse la sola a contare in questa materia." Questo suggerisce una volontà di indagare l'infanzia da prospettive meno convenzionali, forse attraverso la lente dell'artista o di chi osserva dall'esterno. Dal punto di vista della scrittura, si nota una maggiore confidenza che Baraldi sta pian piano prendendo con il personaggio e, soprattutto, con il medium, un segno positivo di maturazione artistica che si riflette nella resa complessiva dell'opera.

Illustrazione di un bambino che dorme cullato dalla madre

Un Percorso Artistico Costellato di Successi Internazionali

La carriera di Alessandra Visentin è un susseguirsi di traguardi significativi, che testimoniano la sua eccezionale versatilità e il suo talento indiscusso. La sua capacità di attraversare con autorevolezza repertori che spaziano dal Settecento, che l'ha proiettata sui palcoscenici dei maggiori teatri del mondo, fino alle prime nazionali e mondiali del Novecento inoltrato di compositori come Knussen, Marzocchi e Garcia Demestres, è un indicatore della sua profonda preparazione e del suo amore per la musica in tutte le sue espressioni.

Quella appena conclusasi è stata, per Lei, un'annata davvero straordinaria, consacrata con la Sua partecipazione al docufilm "Higher than Acidic Clouds", realizzato dal regista iraniano Ali Asgari e presentato all'IDFA International Documentary Film Festival di Amsterdam, il più grande festival di documentari al mondo, e successivamente al Torino Film Festival. Visentin stessa ha espresso sorpresa e curiosità per questa esperienza inaspettata: "Prima della proposta di Ali Asgari non avevo mai pensato che la mia voce potesse essere inserita nella colonna sonora di un film: è stato un evento del tutto inaspettato."

Sempre lo scorso novembre, il Suo recente disco dedicato a Respighi è stato presentato negli Stati Uniti, alla Carnegie Hall, in un trionfale concerto diretto da Salvatore di Vittorio, che ha aperto la Stagione 2024/2025 della Chamber Orchestra di New York. La performance alla Carnegie Hall ha rappresentato il culmine di un sodalizio artistico con il Maestro Di Vittorio e la Chamber Orchestra di New York, un legame basato non solo sulla stima professionale ma anche su un profondo affetto.

Visentin ha condiviso le emozioni di quella serata memorabile: "Non dimenticherò sicuramente questo concerto… Quando ho iniziato a studiare canto mi ero prefissata tre sale in cui un giorno, lavorando duramente, avrei voluto cantare: il Teatro alla Scala, il Musikverein di Vienna e la Carnegie Hall di New York. Ecco quella ragazzina ora può ritenersi soddisfatta perché è riuscita a portare a compimento il disegno che aveva in testa e ad esibirsi in tutte e tre. Forse addirittura andando oltre alle aspettative perché una standing ovation alla Carnegie è davvero qualcosa di grandioso."

La facciata della Carnegie Hall di New York

L'Italian Academy Foundation e il Riconoscimento del Timbro

Un altro momento significativo nel percorso di Alessandra Visentin è stato il riconoscimento da parte dell'Italian Academy Foundation, un organo di diplomazia culturale tra Stati Uniti e Italia fondato nel dopoguerra. Questa istituzione ha individuato nel Suo timbro brunito di contralto una sorta di identità rappresentativa della civiltà musicale italiana. Visentin esprime orgoglio per questo attestato, sottolineandone il prestigio intrinseco: "Posso dire innanzitutto che non posso che esserne orgogliosa e che il valore di quell'attestazione sta proprio nel prestigio dell'istituzione stessa."

Questo riconoscimento è avvenuto durante un'annata di successi in America, che ha incluso la registrazione alla Naxos con una sessione di prove aperta al pubblico al Di Menna Center for Classical Music di New York, un recital a New York per “The American Friends of Teatro alla Scala”, la nomina tra i giurati del premio internazionale dedicato a Respighi presso la Carnegie Hall, il debutto al Grand Warner Bros. Theatre sotto la guida di Ken David Masur e il debutto alla Carnegie Hall cantando i celebri larghi di Handel.

Il Disco Dedicato a Respighi: Un Dialogo tra Composizione e Interpretazione

Il prezioso ascolto dedicato a Respighi, curato e restaurato su invito personale delle pronipoti del compositore bolognese dallo stesso Salvatore Di Vittorio, ha offerto ad Alessandra Visentin l'opportunità di confrontarsi con una delle figure più significative del primo Novecento italiano. Questo percorso affascinante si apre con la "Berceuse" P. 38, una toccante ninna nanna per archi composta nel 1902, e conduce alle "Tre Liriche", P. 99a: "Notte e Nebbie" su testi di Ada Negri, e "Pioggia", su testo di Vittoria Aganoor Pompilj.

Visentin descrive il suo approccio a queste miniature, così sottili e complesse sia nella scrittura musicale, evocativa nell'opalescente tavolozza di colori, che in quella poetica: "Avevo già cantato delle liriche di Respighi ma solo con l'accompagnamento del pianoforte che sicuramente facilita la possibilità di giocare con i colori e con gli effetti vocali, come i filati, che permettono delle dinamiche più intime. Con l'orchestra invece tutto cambia, soprattutto la sonorità che si può utilizzare. Ho cercato, per quanto possibile rispetto all'organico orchestrale, di bilanciare il suono in modo da poter scolpire ogni parola e non perdere così l'identità da camera di questi pezzi." La musica vocale da camera è sempre stata una delle sue grandi passioni, fin dagli esordi nello studio del canto.

Per questo trittico, il lavoro di fine tessitura nel completarne l’orchestrazione - presentata in prima mondiale - ha visto il Maestro Di Vittorio impegnato nel duplice ruolo di “sarto”, chiamato a rammendare la tela respighiana, e di direttore. "Lavorare con il Maestro Di Vittorio è stata una tra le esperienze più significative del mio percorso di interprete, non solo dal punto di vista artistico ma anche umano," afferma Visentin. "C'è stata grande sintonia sin dall'inizio, forse per la grande stima ed il profondo rispetto che abbiamo l'uno per il lavoro dell'altro. Nel ruolo di “sarto” Di Vittorio è pazzesco, è un profondo conoscitore delle partiture di Respighi, veramente nei minimi dettagli. Ha dedicato un tempo e una dedizione incredibile ai lavori respighiani, credo che potrebbe dirigere questa musica ad occhi chiusi. Incarna una rarità poiché è sia compositore che direttore ed è stato affascinante vederlo in azione durante le registrazioni del disco: la minima imprecisione veniva colta in una frazione di secondo. La nostra collaborazione continuerà sicuramente, abbiamo nel cassetto altri progetti."

Il tramonto, P. 101 (Version for Voice & Orchestra)

Tra Intimismo e Grandiosità: "Il Tramonto" e "Aretusa"

Se nelle "Tre Liriche" sono il ripiegamento intimista, la sottrazione e la pennellata evocativa a fare da cifra distintiva, più ampio è il respiro che si ritrova ne "Il tramonto", su testo di Shelley tradotto da Roberto Ascoli, e nell'impervia "Aretusa", P. 95, completata nel 1911. "Sì, questi due brani hanno un carattere decisamente contrapposto rispetto alle Tre Liriche," spiega Visentin. "La scelta di inserirli è avvenuta per due ragioni in particolare: de 'Il tramonto' sono rarissime le incisioni fatte con l’orchestra, in genere si esegue col quartetto d'archi, mentre di 'Aretusa' esiste, o diciamo pure, esisteva fino all'uscita del nostro disco Naxos, solo un'incisione di Janet Baker con la London Symphony Orchestra ma molto datata. Si tratta di un pezzo, da un punto di vista tecnico vocale e musicale, decisamente complesso e con un organico orchestrale molto grande."

Insieme a queste gemme, nel CD edito da Naxos spicca l’orchestrazione, firmata da un giovane Respighi e restaurata da Di Vittorio, del monteverdiano "Lamento di Arianna". L'interpretazione di Visentin rende questo unico frammento sopravvissuto della seconda opera del compositore cremonese un canto accorato e fiammeggiante. Questo brano è un suggello perfetto per la sua voce, cresciuta in terra barocca e poi progressivamente approdata alla produzione ottocentesca e novecentesca. Visentin riflette: "Forse i brani di questo disco raccontano proprio la mia storia vocale… O meglio, raccontano quel che la mia vocalità ha percorso negli anni. Il 'Lamento di Arianna' di Respighi è in un certo qual modo la sintesi tra l’universo barocco presente nella linea del canto e la pienezza di un'orchestrazione dei primi del ‘900. La sobrietà stilistica monteverdiana si fonde con la pienezza della scrittura respighiana."

La Voce del Contralto: Ruoli Iconici e Aspirazioni Future

La corda del contralto, come giustamente osservato, è legata a un certo tipo di carattere e di personaggi, spesso appartati e di spiccata tensione introspettiva. Nel repertorio settecentesco, Visentin porta nel cuore il ruolo di Cornelia nel "Giulio Cesare" di Handel, una donna forte con un'alta capacità di sopportazione, il cui canto nobile e pieno richiede un'esecuzione "a corda tirata", come piace a lei. Un'esecuzione particolarmente gioiosa è stata quella all'Opera Reale di Versailles.

Parlando di melodramma, senza esitazione indica la Suzuki della "Butterfly". "Madama Butterfly" è stata una delle opere che ascoltava da bambina, regalatale dal padre, grande amante delle opere pucciniane. Pur non avendo la voce per Cio Cio San, il ruolo di Suzuki era un desiderio che prima o poi avrebbe voluto realizzare. La scrittura dal Teatro San Carlo, con una regia bellissima firmata da Ozpetek, è stata una gioia, peraltro debuttando il ruolo il giorno in cui suo padre compiva ottant'anni.

Per quanto riguarda le aspirazioni future, Visentin desidera addentrarsi maggiormente nel repertorio sinfonico.

Progetti per il 2025: "Casta Diva" e l'Omaggio a Vivaldi

Un progetto a cui Alessandra Visentin tiene in modo particolare e che partirà a breve è "Casta Diva", un'iniziativa che mira a celebrare a livello internazionale le figure femminili nel teatro musicale italiano. Questo progetto, unico nel suo genere, è finanziato dall'Unione Europea e voluto dal Ministero dell’Università e della Ricerca, con il coinvolgimento di numerose istituzioni, tra cui Conservatori, Accademie di Belle Arti e l'Università La Sapienza di Roma.

Nell'ambito di "Casta Diva", verrà messa in scena la "Juditha Triumphans" di Vivaldi, un'opera in cui Visentin interpreterà proprio Juditha. "Un ruolo che ho amato e che amo moltissimo," dichiara. "Quest' oratorio è un’allegoria in cui Giuditta rappresenta Venezia e questa città per me è sinonimo di casa." Vivaldi ha composto per questo personaggio delle arie meravigliose con una strumentazione particolare e di grandissima eleganza. Il penetrante binomio della vocalità contraltile insieme alla viola d'amore, o al chalumeau, ha sempre esercitato su di lei un enorme fascino. Inoltre, la linea del canto è assolutamente perfetta per il registro del contralto, un dono prezioso che il Prete Rosso ha regalato a questa vocalità.

Partitura musicale di

La Ninna Nanna: Un Filo Conduttore tra Lirica e Immaginario

La "ninna nanna", intesa sia come brano musicale specifico che come concetto evocativo, assume un ruolo centrale in questo contesto. Che si tratti della "Berceuse" di Respighi, con la sua dolce melodia per archi, o dell'immaginario legato al sonno e alla protezione infantile, questo tema offre uno spunto di riflessione sulla capacità della musica di toccare corde profonde e universali. La voce di Alessandra Visentin, con la sua capacità di modulare sfumature e colori, si presta magnificamente a esplorare queste delicate atmosfere, riconducendo l'ascoltatore a un senso di intimità e riflessione. La presenza di questo elemento, anche se non esplicitamente al centro dell'analisi di ogni brano citato, permea l'idea di un viaggio sonoro che parte da suggestioni primordiali per arrivare a complesse elaborazioni artistiche.

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