Le ninne nanne sono un arcaico rituale scelto per addormentare i bambini, relazionando la mamma con il bambino in una sintonia vitalizzante e sonora. Esse serbano nutrite proprietà salutari e terapeutiche, costituendo un patrimonio culturale universale, presente nelle culture di tutti i popoli. Sebbene i testi delle ninne nanne possano esprimere dei nonsense, celano notevoli qualità, come si può desumere da un’attenta analisi. L'approccio a questo fenomeno presume, invero, una metodologia multidisciplinare, attraverso cui la visione antropologica s’interseca con quella musicologica e psicologica, fornendo una comprensione olistica di questi canti tradizionali.
Le Radici Storiche e Semantiche della Ninna Nanna
Le origini delle ninne nanne sono remote, con una prima documentazione letteraria che si ritrova in Teocrito, il quale in uno dei suoi Idilli narra che Alcmena, madre di Eracle, intonava ninne nanne ai propri figli. Già nel 2000 a.C., le ninne nanne esistevano, come dimostra una tavoletta di argilla delle dimensioni di un palmo risalente all’antica Babilonia (l’odierno Iraq), riportante una ninna nanna scritta in caratteri cuneiformi.
L’etimologia del termine "ninna nanna" è altrettanto affascinante. Come attesta l’Accademia della Crusca fin dal 1612, il termine designa una cantilena dal ritmo uniforme e modulato, con cui si cullano i bambini per indurli al sonno. L’espressione è onomatopeica e si pensa che riproduca il dondolio della culla. Sia «ninna» che «nanna» sono termini che nel linguaggio infantile significano «sonno». Nel linguaggio dei bambini o parlando ai bambini, "Nanna" significa il dormire, il sonno. "Nanna" preceduto da "ninna" identifica quel particolare testo (filastrocca, nenia, cantilena) da sempre usato dalle mamme per favorire la calma, la rassicurazione e la fiducia del bambino nel momento del passaggio dalla veglia al sonno. È interessante notare come la parola italiana Ninnananna fosse compresa già nel “dizionario dell’Accademia della Crusca del 1612 che la attribuiva alle balie”.
Storicamente, già i Latini parlando di nenia volevano indicare la cantilena, il linguaggio magico e il canto funebre. Il canto di culla era chiamato Lallum o Lallus, e ancor oggi, quando diciamo lallare, indichiamo il suono che emettiamo quando dondoliamo il bambino che teniamo in braccio o è dolcemente posto nella culla ondulante per facilitargli il sonno. Gli antichi romani cantavano «lalla lalla». Lo stesso termine per gli inglesi è lullaby, e l’assonanza con gli antichi non è casuale, mentre in francese è detto berceuse, nana per spagnoli e portoghesi, Wiegenlied per i tedeschi. La parola «dormire» per l’arabo, nella variante tunisina, è detto nänni, mentre per gli egiziani lo stesso significato è riposto nel termine ninne. Le similitudini o le radici etimologiche simili della parola ninna nanna fanno supporre che fin dall’antichità cantare con un bambino tra le braccia era, in ogni luogo, uno dei gesti più naturali dell’uomo.

La Ninna Nanna come Forma di Comunicazione Multimodale e Legame Affettivo
La particolarità delle ninne nanne, rispetto ad altre forme di composizioni, deriva dalla commistione di musica-canto e gesto che, unitamente all’interazione madre-bambino grazie alla quale si combinano conoscenze e raffigurazioni simboliche, genera una comunicazione multimodale. La modulazione della voce racchiude l’interazione tra tonalità, pausa e fine dell’esecuzione, che si coordinano e si modulano in base alla graduale distensione del neonato. Nasce, così, un sentimento dialogante, dove il bimbo non è un apatico destinatario bensì un soggetto partecipe e interagente.
Il legame tra canto e movimento del cullare il bambino in braccio o in culla è così stretto, che gesto e canto si rivelano rigorosamente intessuti. L’antropologo Ernesto de Martino ha rimarcato la funzione cui ottempera il dondolio ritmico del busto, sia nel lamento funebre che nella ninna nanna: «È il moto che accompagna il ritmo della ninna-nanna, ed ha al pari di esso una funzione ipnogena». L’etnologo Ernesto de Martino “fa notare come, nella nenia, l’oscillazione ritmica del busto che accompagna il lamento sia analoga a quella del canto di culla.” Roberto De Simone (1933) asserisce, infatti, che «l’atto dell’essere cullato però rimanda all’immagine della culla vissuta culturalmente anche come barca con tutti i significati associati al mare e alle barche. E allora per tali associazioni il dondolio e l’oscillazione ritmica si ricollegano alla nascita e invariabilmente alla morte».
Cantare una ninna nanna al proprio bambino che fatica a prendere sonno è una pratica molto antica ed è tuttora presente in culture diversissime per territorio geografico, per linguaggio, tradizioni e storia. La ninna nanna è un canto popolare che viene dal cuore e presenta delle caratteristiche specifiche: innanzitutto viene cantata quando c’è un contatto corporeo, che trasmette oltre al messaggio uditivo una stimolazione plurisensoriale fatta di calore, di odore, di stimolazione vestibolare che accompagna il dondolio e facilita l’addormentamento. Anche quando il bambino non è tenuto in braccio c’è una vicinanza che porta oltre al messaggio uditivo anche quello affettivo visivo. Il ritmo lento e costante della ninna nanna (solitamente intorno ai 60-80 battiti al minuto) imita il battito cardiaco materno che il bambino percepiva nel grembo.
I neonati sono estremamente sensibili alla voce umana, in particolare a quella della madre, che riconoscono fin dai primi istanti di vita. L'elemento fondamentale non sono le parole, ma la musicalità, il tono affettuoso della voce e la cadenza ritmica. Gli studi hanno dimostrato che se a cantarle sono voci familiari al bambino, queste ninne nanne sono più efficaci nel calmarlo. La ninna nanna, in questo senso, può fungere da ponte tra la vita nel grembo materno e quella al di fuori di esso. Anche se il bambino è esposto continuamente anche ad altre voci nell’utero, si narra persino di un fratello che cantava ogni sera You Are My Sunshine alla sorellina mentre era nella pancia della madre; quando la bimba nacque con problemi di salute e sembrava che non ce l’avrebbe fatta, fu proprio la voce del fratello che cantava per lei a far risalire i suoi parametri vitali e farla guarire miracolosamente.
Benefici Terapeutici e Formativi delle Ninne Nanne
Le ninne nanne, oltre alla loro funzione primaria di indurre il sonno, svolgono un ruolo cruciale nello sviluppo del bambino. In tal senso, esse rievocano l’antico rito magico dell’incantamentum, fornendo effetti rasserenanti degli stati emozionali inconsci. Ernesto de Martino evidenzia che l’incantesimo del sonno è il momento magico delle ninne nanne. Nel mondo lucano delle sue ricerche, il sonno e la nottata raffigurano un momento avverso per i bambini, da superare ricorrendo al mondo magico-religioso.
Oltre a tale funzione c’è quella di socializzazione/inculturazione linguistica e musicale, dal momento che il canto divulga i dati basilari dell’idioma e dei suoni. Il canto di culla offre al bimbo occasione di “acculturazione linguistica e musicale”: un primo contatto con la musica e con la realtà che lo circonda avviene proprio grazie alla voce della mamma, che lui ricerca e gradisce sin dalla nascita. Cantare i testi delle canzoni o persino recitare le filastrocche può favorire le prime capacità linguistiche. È stato dimostrato che la musica stessa è un valido aiuto all’apprendimento per i neonati e i bambini piccoli.
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Il sincronismo di suono, canto e gesto, tipico delle ninne nanne, porta con sé fondamentali essenze culturali e simboliche, perché immette il bimbo sia in una zona protetta sia in uno spazio culturale. Il gesto accorda la voce materna e guida a un dondolio ritmato che è di andata e ritorno, di separazione e riavvicinamento; un moto che rinfranca e trasmette fiducia. Le ninne nanne sono canzoni speciali, si riconoscono anche se cantate in una lingua non familiare. Attraverso il ritmo uniforme, la regolarità e la ripetizione delle parole, la semplicità della struttura musicale, l’andamento lento della melodia, aiutano i bambini a crearsi dei modelli e a controllare le emozioni. E se assieme al canto, una mamma addormenta i propri piccoli cullandoli, il movimento dondolante, stimolando il sistema vestibolare del bimbo, aumenta l’attenzione, contribuisce allo sviluppo dell’equilibrio, soddisfa il suo bisogno di movimento.
Le madri tendono ad attirare l’attenzione del loro bambino cantando più velocemente all’inizio; poi rallentano l’esecuzione per mantenere alta quell’attenzione. Il ritmo è una caratteristica che permette di riconoscere una ninna nanna. Le caratteristiche della ninnananna sono comuni a tutte le culture: il ritmo è semplice, binario o ternario e inoltre abbiamo una ripetizione ritmica e melodica che tende a rilassare perché induce un effetto ipnotico. Il testo di Good Night o Golden Slumbers dei Beatles può avere più senso come ninna nanna, ma le canzoni Lucy in the Sky with Diamonds o Norwegian Wood potrebbero essere più efficaci per via del loro ritmo in 3/4. È il ritmo del valzer, che ricorda un po’ il dondolio di una culla, e molte ninne nanne tradizionali di tutto il mondo sono scritte in questo modo.
Temi e Simbolismi nelle Ninne Nanne Tradizionali
La preferenza dei temi delle ninne nanne va dall’invocazione al sonno, al tema augurale, all’argomento religioso, mostrando anche elementi della quotidianità, come ad esempio le canzoni moderne.
Nella tradizione orale napoletana, il sonno è una tematica ampiamente presente: simboleggia caratteristiche a volte di tipo umano, a volte di tipo soprannaturale. È un protagonista sfrontato: la mamma lo invoca ma esso indugia a palesarsi. «Nonna nonnòooooo./Aggio mannato lu suonno a chiammare e m’ha mannato a di’ ca mo’ veneva./Quanno ce vene lu voglio pavare/le voglio dare ’na muneta d’oro». In questo brano la donna auspica di pagare il sonno con una moneta d’oro. In alcune varianti il sonno è raffigurato come un angelo che addormenta i bambini accarezzandoli in fronte con una sfera d’oro.L’icona della Madonna bambina, cullata dalla mamma, Sant’Anna, è venerata principalmente nella religione popolare. Siffatta ninna nanna ha una struttura narrativa che rievoca la natività di Maria in un contesto relazionale mamma-bambino.
Le ninne nanne napoletane esprimono, inoltre, un’antinomia tra la durevolezza delle tematiche e le informazioni soavi della voce; racchiudono sembianze intimidatorie. Tra queste, in primis, la minaccia della morte esercitata da una bestia famelica, che nella tradizione popolare meridionale è raffigurata dal lupo, in quanto animale che imprime paura. Il lupo simboleggia, anche fuori dall’ambiente contadino, il rischio, il corrispettivo dell’orco o di altri personaggi che incutono paura. Il bimbo, invece, è comparato a una pecorella inerme, divenendo preda del lupo, determinando così l’assimilazione bambino-animale. Questa filastrocca è frequente nelle ninne nanne: per addormentare il bambino, lo si impaurisce con angosce infantili, tra cui quella d’essere ripudiato, indifeso dalla madre in circostanze terrificanti. In questi versi s’illustra sia uno scenario di morte sia di durezza: il lupo, inoltre, può assumere fisionomie erotiche, giacché è reputato un predone sessuale e impersona l’eros nel proprio atteggiamento brutale. Inoltre, questa ninna nanna acquista qualità didattica, al fine di preparare il bambino all’ardua concretezza dell’esistenza. Molte ninnenanne fanno riferimento ad alcune figure, come la Befana o l’uomo nero, o la morte che inquietano il bambino. E in effetti scivolare nel sonno è un po’ un “morire”, la paura di separarsi è presente in quel momento.

Anche la famosa Rock-a-bye Baby porta con sé un'immagine drammatica, pensiamo alla tragedia di un ramo d’albero che si spezza e di un bambino che cade da esso, che cantiamo senza pensare. Poiché molte ninne nanne sono state tramandate da generazioni, è facile dimenticare che le canzoni, le filastrocche e persino le fiabe non sono sempre state così adatte alle famiglie come lo sono oggi, e che alcune sono addirittura macabre e spaventose.
Un Viaggio tra le Ninne Nanne del Mondo
Le ninne nanne si presentano come un determinato genere letterario musicale, dalla struttura di nenia cantilenante, ma con specifiche modalità d’esecuzione. Questo genere musicale è probabilmente il più cantato al mondo.
Italia: Tradizione e Nuove Armonie
Oltre agli esempi napoletani, l'Italia vanta un ricco repertorio di ninne nanne.
- Nana Bobò: Questa è una bella ed antica ninna nanna della laguna veneta. Influenze balcaniche e bizantine sono evidenti nella struttura della canzone. Colei che canta, augura salute e ricchezza all'amato bambino che non vuole dormire. La madre non è presente, è andata alla fontana a prendere dell'acqua.
- Fai la Nanna, Mio Simone: Proviene dalla Toscana e presenta, all'inizio, un tono esuberante, seguito da un ritmo più dolce e più appropriato per una canzone da culla. Le immagini ed i sentimenti che suggerisce sono quelli di una vita vissuta con semplicità e candore, nei tempi passati.
- Ninna nanna sette e venti: Fa parte del ricco folclore e delle villotte friulane. "Cuant ch'in cîl a ven le gnot e chi sês aí bessôi, se tu no tu duars inmó, jê ti cjale fís tai vôi. Quando il cielo si oscura e che siete lì da soli, se tu non dormi ancora, lei ti guarda negli occhi…" Altre donne sono in piazza a conversare e passeggiare piacevolmente, ma la madre rimane a casa, per sorvegliare la cottura al forno di un tipo di pane chiamato focaccia, e ad occuparsi del suo bambino.
- Stella stellina: Composta da Lina Schwarz, è una delle ninne nanne più popolari in tutta l'Italia. Molte persone anziane la ricordano dalla loro infanzia.
- Fate la nanna, coscine di pollo: Molte madri italiane conoscono questa ninna nanna toscana che viene usata di solito senza alcuna variazione di testo. Con un po' di fantasia, possiamo pensare alle gambette di un bambino appena nato e paragonarle affettuosamente alle coscine di pollo.
- Ninna nanna dei suoni e dei colori: Questa è una ninna nanna contemporanea, composta in occasione del progetto europeo Languages from the Cradle.
Una delle ninne nanne più conosciute è la Ninna nanna di Brahms, nota anche come Canzone della culla. Questa, chiamata Wiegenlied, fu scritta dal compositore tedesco Johannes Brahms per una certa Berta Faber in occasione della nascita del suo secondo figlio, ed è la più famosa tra le ninne nanne d’”arte”.
Repubblica Ceca: Canti Moravi e Preghiere al Sonno
La Repubblica Ceca offre esempi di ninne nanne radicate nella storia e nella cultura popolare.
- Spi, Janíčku, spi (Dormi, Janíček, dormi): Questa vivace ninna nanna fu raccolta in Moravia da František Sušil (1804-1868), prete ed attivista della rinascita nazionale ceca. Egli raccolse canti in Moravia, Slesia ed anche nei villaggi slavi dell'Austria. Questa ninna nanna usa il nome proprio di un bambino, Janíček, che è usato familiarmente per il nome maschile Jan, molto comune.
- Ukolébavka (Ninna nanna): Fu pubblicata nel 1633 ne ‘L'Informatorium della Scuola Infantile' di Johan Amos Comenius (1592 - 1670). Questo libro è probabilmente il primo trattato sullo sviluppo e l'educazione dei bambini fino a sei anni, nella famiglia. Comenius sottolineò, fra altre tematiche, la necessità di offrire stimoli sensoriali ed emozionali nella prima infanzia.
- Hajej můj andílku (Angioletto mio): Questa è una delle ninnananne ceche più melodiose, raccolta inizialmente da Karel Jaromír Erben (1811-1870), scrittore romantico ceco, poeta e collezionista di canti popolari e fiabe cechi.
- Halí, dítě (Fai la ninna, bambino): Fu raccolta da František Bartoš (1837-1906), pedagogo ed etnografo che collezionò canti moravi.
- Halaj, belaj, malučký (Dormi, dormi, piccolo): Proviene dalla Moravia orientale, dove il dialetto viene influenzato dallo slovacco. I canti popolari sono simili a quelli slovacchi al di là del confine.
Danimarca: Storie di Animali e Melodie Modernhe
In Danimarca, le ninne nanne spaziano da classici antichi a composizioni più recenti.
- Solen er så rød, mor (Il sole è così rosso, mamma): Per i danesi, questa è una ninna nanna classica.
- Elefantens vuggevise (La ninna nanna dell'elefante): Questa è una delle ninna nanne più popolari ed è considerata un classico delle ninna nanne danesi. Il tema tratta degli animali esotici, il contenuto ed il testo sono semplici e di facile comprensione per un bambino. Per rendere questa canzone politicamente corretta, negli anni novanta fu sostituita la parola negerdukkedreng (bambolotto negro) con kokosnød (noce di cocco). Il testo della canzone fu scritto nel 1948 dallo scrittore e poeta, Harald H.
- Godnatsang (Canzone della buona notte): I testi e la musica di questa ninna nanna, molto popolare, sono stati composti da Sigurd Barrett (1967), pianista, compositore e conduttore di un programma televisivo per bambini, in Danimarca, assieme a un suo collega, il musicista Steen Nikolaj Hansen. Sigurd di solito canta questa canzone alla fine del suo programma per bambini e presenta un tema riguardante il sonno.
- Mues sang få Hansemand (La canzone della mamma per il piccolo Hans): Proviene dalla zona meridionale dello Jutland, è molto antica e non si conosce l'anno in cui fu composta. Non è però molto conosciuta in tutta la Danimarca e questo si deve probabilmente al fatto che fu scritta nel dialetto dello Jutland.
- Jeg vil tælle stjernerne (Conterò le stelle): Questa ninna nanna fu scritta nel 1951 dal famoso poeta e scrittore danese, Halfdan Rasmussen (1915-2002). Rasmussen scrisse numerose rime e filastrocche di cui alcune sono ancora usate nelle lezioni dei primi anni di danese nelle scuole pubbliche. La musica di questa ninnananna fu composta da Hans Dalgaard (1919 - 81).
Mondo Anglosassone: Canti Tradizionali e Composizioni Famose
Il mondo anglosassone ha contribuito con ninne nanne diventate icone globali.
- Lavender's blue (La lavanda è blu): È una canzone tradizionale usata come ninna nanna. Non si sa quando fu scritta o da chi, ma risale almeno al XVII secolo. Come molte ninne nanne, anche questa probabilmente è stata tramandata da una generazione all'altra ed ha subito modifiche nel tempo.
- By Baby Bunting (Ciao, bimbo ‘fagottino’): Nell'inglese antico, le ninne nanne erano chiamate Byssinge ed il prefisso by significava sonnellino. Questa gioiosa canzoncina è tanto antica quanto le filastrocche inglesi. Le madri inglesi l'hanno cantata ai loro bambini e risulta familiare ovunque si parli la lingua inglese. La melodia è giunta fino ai nostri giorni senza variazioni. Come nelle ninne nanne di altri luoghi, la promessa di una ricompensa per un buon comportamento viene presentata al bambino. Nell'inglese odierno, la parola bunting potrebbe riferirsi a un tipo di uccello oppure a un panno soffice e spesso.
- Hush, little baby (Ninna, nanna, piccolino): Questa è un'altra ninna nanna tradizionale e non sappiamo chi compose la musica o chi scrisse le parole. Si suppone che abbia origine nel nord America, poiché il tipo di uccello menzionato nella canzone, il tordo beffeggiatore, si trova nel continente americano. La versione R&B di quest’ultima, scritta e registrata da Inez e Charlie Foxx e resa popolare da James Taylor e Carly Simon, è diventata più una canzone romantica che una vera e propria ninna nanna.
- Twinkle twinkle little star (Brilla brilla stellina): Questa è una delle più popolari filastrocche inglesi e combina la melodia di una canzone francese del 1761 Ah! Vous dirai-je, Maman con la poesia inglese The Star di Jane Taylor. La poesia, con strofe composte di coppie di versi in rima, fu pubblicata nel 1806 in Rhymes for the Nursery, una raccolta di poesie di Jane Taylor e di sua sorella Ann. Il testo contiene cinque stanze, sebbene soltanto la prima sia largamente conosciuta. Mozart scrisse dodici variazioni su Twinkle, Twinkle, Little star, catalogate come Variazioni su Ah!, probabilmente mentre si trovava a Parigi nel 1778, e le fu aggiunto il testo di una poesia intitolata The Star della poetessa inglese Jane Taylor.
- Scottish Lullaby (Ninna nanna scozzese): Questa melodia tradizionale proviene dai fieri clan delle Highlands (regioni montagnose) scozzesi. Soltanto l'aria Cdul gu lo (Dormi fino all'alba) e non i versi originali scozzesi furono usati quando venne presentata una drammatizzazione di Guy Mannering di Sir Walter Scott. La storia delle Highlands e delle interminabili battaglie con cui i clan potevano preservare la loro sofferta indipendenza contro le schiaccianti disparità, sono evocate in questo primo canto per l'infanzia. Il sogno concerne lo squillo di tromba e l'ideale è il coraggio.
Grecia: Influenze Geografiche e Mitologiche
Le ninne nanne greche riflettono la bellezza del paesaggio e antiche credenze mitologiche.
- Νάνι μού το νάνι νάνι (Ninna, mio caro, ninna, nanna): Questa ninna nanna proviene dall'isola di Calimno, una delle isole del Dodecaneso, situata a Sud-Est dell'Egeo. Quest'isola combina la bellezza delle montagne, l'aroma dell'origano e del timo con le acque cristalline. In questa ninna nanna, in particolare, le parole sono influenzate dalla bellezza della natura. Calimno è anche famosa per le spugne e la produzione dell'olio d'oliva, il che spiega perché nella ninna nanna vengono menzionati gli ulivi ed il sole, elementi essenziali per gli abitanti di Calimno. Oltre alle parole ‘nani-nanì, abbiamo qui anche il suono ‘e e è che è molto popolare e comune nelle ninne nanne greche.
- Νάνι νάνι το παιδί μου (Ninna, nanna, bambino mio): La montuosa Kastoria, città greca situata nella Macedonia Occidentale, è il luogo di origine di questa ninna nanna. A Castoria vi sono molte aree coltivate e la regione è famosa specialmente per i vigneti, che non a caso sono citati nella ninna nanna. Vi sono anche molti allevamenti di bestiame e questo spiega i riferimenti all'agnello, alla capra e all'ovile. Un altro interessante elemento di questa composizione è l'uso di diminutivi, per esempio pecorella, capretta, ecc.
- Ύπνε, που παίρνεις τα μικρά (Sonno, che prendi i piccoli): Questa ninna nanna, originariamente creata nell'isola di Tasso (Egeo settentrionale), si ascolta in tutta la Grecia con numerose variazioni. L'elemento del ‘Sonno’ (‘Ύπνος') è centrale. In molte ninne nanne greche ci si rivolge al Sonno al quale gentilmente si richiede di prendere il bambino nelle sue braccia e di aiutarlo ad addormentarsi. Secondo la mitologia greca, ‘Ύπνος' era il dio del sonno. In questa ninna nanna si menzionano l'Est e l'Ovest ad indicare la vastità del mondo.
- Ύπνε μου, επάρε μού το (Sonno caro, ti passo il mio bambino): Questa ninna nanna nasce nell'Italia meridionale. Popolazioni di lingua greca hanno abitato quella parte dell'Italia fin dall'VIII secolo a.C., quando le prime colonie greche si stabilirono nelle regioni del Salento, in Calabria, a Taranto e a Metaponto. Queste aree hanno una vasta produzione di rose e forse per questo, nella ninnananna, troviamo il riferimento alle rose ed al loro assortimento.
- Τζοιμάται ο ήλιος στα βουνά (Il sole dorme sulle montagne): Questa ninna nanna, di tradizione greca, ebbe origine nell'isola di Egina, situata vicino alla città di Atene. Passata all'isola di Cipro, fu trasformata nel dialetto cipriota e vi si aggiunsero alcuni versi. La ninna nanna greca originale era formata soltanto dalla prima stanza. La ninna nanna parla del momento del tramonto, quando il sole e la pernice dormono ed anche i bambini dovrebbero dormire. La madre culla il suo bambino cercando di farlo addormentare. Bisogna parlare al bambino a bassa voce, per non svegliarlo.
Romania: Canti Rurali e Affettuosi Desideri
Le ninne nanne rumene, spesso di origine rurale, esprimono desideri e affetto.
- Culcă-te, puiuţ micuţ (Addormentati, piccino mio): Questa è un'antica ninna nanna della Romania occidentale e centrale (Cluj, Bihor, Năsăud), cantata ancora dalle donne che vivono in campagna e se ne possono ascoltare diverse versioni. Viene anche menzionata nei testi scolastici nella versione cantata da Maria Tănase (1913-1963), una famosa cantante folk rumena che contribuì grandemente a far conoscere la musica popolare rumena all'estero.
- Nani, nani, puişor (Ninna, nanna dolce piccolino mio): Questa ninna nanna è usata in tutte le regioni della Romania. Inizia con le tipiche parole che inducono al sonno: nani, nani. La madre si augura che il bambino dorma a lungo, fino a mezzogiorno del dì seguente. In rumeno, la parola domani corrisponde a mâine, ma nella ninna nanna si può ascoltare un'antica variante, mâni.
- Culcă-mi-te mititel (Vai a dormire come un bimbo piccolino): Il titolo di questa ninna nanna è dato dal terzo verso della prima stanza invece che dal primo, poiché la quarta ninna nanna di questa selezione comincia con le stesse parole e si è voluto riservare a quest'ultima il titolo tratto dal primo verso. È un antico canto per cullare i bambini, proveniente dalla regione della Montenia (Romania meridionale). La madre desidera che il suo bambino cresca e sia in grado di badare a pecore, agnelli ed anatroccoli nei campi. In campagna, i bambini giocano sempre con piccoli animali e fiori e, quando diventano un po' più grandi, continuano a prendersene cura.
- Nani, nani, puiù mamii (Ninna, nanna, il bambino della mamma): Questa è un'altra ninna nanna molto antica, nata nelle regioni meridionali della Romania, in Oltenia. È breve e ripete specifiche parole per indurre il bambino alla quiete e al sonno: nani è una parola tipica delle ninnananne; maică/maichii significa mamma mia/della mamma. In rumeno è comune rivolgersi ai bambini con le parole della mamma, per dimostrare affetto.
- Haia, haia, mică baia (Haia, haia, il bagnetto): Inizia con le parole haia, haia che suggeriscono l'atto del cullare o del mettersi a giocare. Il tema principale della ninna nanna è la ripetizione del numero ventuno. In rumeno, il numero venti si dice douăzeci, ma nella ninnananna si può ascoltare douăzăşi, il modo in cui si pronuncia nella regione del Banato.
Turchia: Auguri, Desideri e Metafore Poetiche
Le ninne nanne turche sono ricche di auguri, desideri e immagini poetiche per il bambino.
- Uyusun da büyüsün (Che il mio bambino cresca mentre dorme): Questa ninna nanna è inclusa nella categoria più estesa delle ninne nanne turche, quelle che esprimono auguri e desideri. In queste ninne nanne perlopiù è espresso il desiderio che il bambino si addormenti. Generalmente, esprimono ciò che la madre desidera per la sua bambina o per il suo bambino, inclusi benefici materiali come giocattoli, vestiti, cibi e bevande. Nella prima strofa di questa ninna nanna, la madre esprime il desiderio che la sua bambina cresca sana. È usata, inoltre, l'espressione onomatopeica tıpısh tıpısh, per rendere il suono dei passi della bambina. Nella seconda strofa, la madre descrive le mani e le braccia della sua piccola decorate con l'henna. Una volta era molto comune per i turchi applicare l'henna sulle mani delle bambine in segno di benedizione.
- Babanın Ninnisi (Ninna nanna del papà): Questa è una ninna nanna moderna composta da Özge İlayda.
- Dandini Dandini Dastana (Dandini Dandini Dastana): Quasi tutti in Turchia conoscono la prima strofa di questa ninna nanna. È possibile cantarla con variazioni del primo verso o di quelli successivi. A prima vista, il verso iniziale può sembrare strano, in quanto il suo contenuto è piuttosto estraneo ai concetti che si hanno del mondo del bambino o della ninna nanna. Secondo alcune fonti (Karabaş, 1999:62), tuttavia, il significato è metaforico: dana (vitello) rappresenta il figlio, bostan (orto) è la vita, bostancı (giardiniere) sta per il padre e lahana (cavolo) rappresenta una ragazza che la madre del ragazzo non approva. Invoca il nome di Dio e chiede che lo tenga lontano dal malocchio.
- Sen bir güzel meleksin (Sei un magnifico angelo): Questa è una ninna nanna dallo stile più urbano che rurale. Oltre all'elogio, questa ninna nanna è un esempio del gran buon cuore della madre. Nella prima strofa, la madre paragona il suo bambino a un angelo, un fiore; egli diventa la mela dei suoi occhi.
- Adalardan çıktım yola (Ho lasciato le isole camminando): Conosciuta anche come Bebeğin beşiği çamdan (La culla del bambino è fatta di pino), questa ninna nanna è usata in tutta la Turchia, ma specialmente nelle regioni orientali.
Il Contatto Umano: Insostituibile Dalla Tecnologia
Oggi, strumenti tecnologici come smartphone e tablet rischiano di sostituire il contatto diretto tra genitore e figlio. Sebbene possano offrire playlist e app dedicate, è importante ricordare che la tecnologia non può replicare il calore e la fusione comunicativa della voce di un genitore. Il valore della ninna nanna risiede proprio in quel legame dialogante, un momento di intimità insostituibile che reca benefici a entrambi.
Le madri tendono a sentirsi richiamate al passato, ad un tempo precedente a cui attingere queste poche strofe imparate spesso in forma dialettale, perché appartenenti alla propria regione o paese di nascita. Ascoltate e riascoltate, mandate a memoria assieme al ricordo di quella voce particolare e della persona a cui apparteneva. Brevi cantilene ripetute con tempi lenti, con ritmo regolare, senza cambiamenti, con un’intensità di suono lieve, a predisporre il sonno del bambino.
Ora le ninne nanne si ricordano sempre meno, perché più frequentemente vengono usati carillon di sola musica o anche registrazioni con canto vocale; si carica lo strumento con una chiavetta, oppure ancora più velocemente si spinge un tasto e si lascia il bambino che ascolta, da solo, una voce che non è della famiglia, non è stanca della giornata trascorsa, non ha preoccupazioni per il giorno dopo, insomma una voce di melensa stereotipia, uguale a comando per tutte le occasioni.
Tuttavia, il rumore bianco, che è in pratica la somma di tutte le frequenze udibili e suoni come quelli del phon, dell'aspirapolvere o della cappa, è talvolta utilizzato per aiutare i bambini ad addormentarsi, mostrando come certi suoni ambientali possano avere un effetto calmante, sebbene differente dal canto di una ninna nanna.
La Ninna Nanna come Elemento Culturale e Formativo
La ninna nanna è un patrimonio culturale universale. In passato, nella famiglia patriarcale, il canto della ninna nanna spettava alle donne della famiglia, non solamente alla mamma. La ninna nanna viene cantata dalla mamma ma anche dalla nonna, dalle zie, dalle sorelle, e secondo una conquista culturale del nostro tempo anche dal padre, dal nonno eccetera. Chi canta sente inevitabilmente un richiamo al passato. Questo genere di canto appartiene alla tradizione orale e rispecchia la cultura di cui fa parte.
Tra i vari rituali dell’addormentamento dunque, la ninna nanna dovrebbe occupare un posto privilegiato. Una mamma che si appresta a cantare per il suo bambino può disporre di un ricco repertorio che appartiene alla tradizione infantile italiana e straniera. In commercio si trovano diversi libri, piacevolmente illustrati e corredati di CD. Non serve essere brave cantanti e in ogni caso la voce della mamma è sicuramente più gradita ai bimbi e da preferire, perché portatrice di emozioni vere. Da sempre le ninne nanne, come tutta la cultura musicale popolare, si sono prestate a essere cambiate, mescolate tra loro, modificate nel testo o nel profilo melodico. Ogni mamma può dunque inventare una ninna nanna per il suo piccolino. Oppure, può cambiarne una che conosce, adattandola con la propria fantasia al suo mondo.
Un ricordo particolare è legato alla volta in cui il pianto di un figlio è durato per delle ore. Dopo aver cantato tutto il repertorio conosciuto, averlo cullato e coccolato a lungo, aver inventato rime e vocalizzazioni, non sapendo più cosa fare, è stata scelta una canzone che piaceva all'adulto e si è iniziato a cantarla, avendo cura di rallentarla molto, di intonarla in una zona un po’ più acuta e di frammentarla con dei silenzi che via via diventavano sempre più lunghi. Il rito delle ninne nanne a casa si è protratto per anni.
Il Progetto Lullabies of Europe: Preservare un Patrimonio
Le ninne nanne sono le prime canzoni che la mamma canta al neonato: esprimono amore e generano sicurezza nel bambino. Alcune sono state scritte da famosi compositori di musica classica e prendono il nome di berceuse, che è il termine francese per ninna nanna, come la Berceuse scritta da Fryderyk Chopin nel 1844.La Commissione europea ha creato il progetto Lullabies of Europe per raccogliere tutte le ninne nanne nelle diverse lingue della Comunità per preservarne il patrimonio culturale. Lullabies of Europe è un progetto finanziato dall'Unione Europea per raccogliere le ninne nanne dell'Europa: sono disponibili 35 ninne nanne in sette lingue europee (ceco, danese, inglese, greco, italiano, rumeno e turco), un esempio concreto di come la cultura venga valorizzata e tramandata attraverso le generazioni.

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