I primi 12 mesi di vita del bambino sono un periodo di crescita e cambiamenti incredibili! Il percorso di sviluppo motorio e psicomotorio è un processo affascinante e complesso, che inizia fin dalla nascita e che vede il neonato acquisire gradualmente un controllo sempre maggiore del proprio corpo e del mondo circostante. Questo sviluppo non è un percorso lineare e uguale per tutti; ogni bambino è a sé e può essere precoce nell’acquisizione di certe competenze e tardivo in altre. Comprendere le tappe fondamentali, le posizioni fisiologiche e l'impatto di elementi esterni come i pannolini è essenziale per accompagnare i genitori in questo viaggio, fornendo loro gli strumenti per osservare con entusiasmo, curiosità e passione le conquiste del proprio figlio.

Le Fasi dello Sviluppo Psicomotorio: Mese per Mese
Lo sviluppo psicomotorio del bambino si articola in diverse fasi, ognuna caratterizzata dall'acquisizione di specifiche capacità e posture. È importante parlare di "fasi" piuttosto che di "tappe" per sottolineare un approccio più flessibile ai tempi di maturazione e ai modi con cui vengono costruite le abilità funzionali. Un modello semplicistico della maturazione del bambino, che rimanda a sequenze obbligate e tempi standardizzati, può indurre a percezioni errate.
Il Primo Mese di Vita: I Primi Contatti e Riflessi
Alla nascita, il neonato viene osservato e valutato, inizialmente con il punteggio di Apgar, mentre è a contatto con il corpo della mamma, e successivamente, nelle prime 24 ore, con una visita completa. L'indice di Apgar, che valuta parametri vitali come attività cardiaca, respiratoria, tono muscolare, riflessi e colorito, fornisce un primo giudizio sull'efficienza delle funzioni vitali del neonato e sulla sua capacità di adattarsi alla nuova vita. I risultati possono variare da un neonato all'altro, sia per via delle differenze di temperamento sia per il tipo e l’esperienza di nascita (parto naturale o cesareo, con travaglio o senza). Valutare movimenti e riflessi permette di capire se durante la fase di nascita sia andato tutto bene o siano sorte complicanze.
Nei primi giorni di vita, il neonato, posto in posizione supina sul lettino, presenta un maggior tono muscolare negli arti, mentre quello del collo e del busto è più rilassato. I suoi movimenti possono apparire scoordinati poiché è ancora privo della capacità di gestirli. La postura dovrebbe essere simmetrica, senza inclinazione a destra o sinistra del tronco, e la testa dovrebbe ruotare allo stesso modo da entrambi i lati. Il piccolo è capace di reagire ai suoni e a seconda dell’intensità, in risposta, potrà piangere, sorridere, tranquillizzarsi o cambiare espressione. Se si nota una mancanza di simmetria nel corpo del bambino, un’incapacità di muovere un arto, una preferenza o difficoltà di rotazione anche nell’allattamento al seno, è fondamentale comunicarlo durante la visita con il pediatra, l’osteopata o l’ostetrica di riferimento. Potrebbe trattarsi di un’asimmetria posturale infantile, non grave e risolvibile, causata dalla posizione che il neonato ha assunto nell’utero durante la gravidanza, nelle ultime settimane o da tensioni che possono verificarsi durante il parto. Con un lavoro preventivo è possibile rieducare il corretto movimento e riequilibrare l’asimmetria, senza che insorgano problemi futuri.
A pochi giorni di vita il bambino inizia a capire che i rumori e le voci che sente hanno una fonte specifica e ruota la testa verso quella fonte. Riconosce i volti umani (anche se solo a distanza ravvicinata) e riconosce l’odore della mamma e la sua voce, tanto che tende a calmarsi se gli si parla e lo si prende in braccio. Inoltre è in grado di stringere un dito con forza, se lo appoggiamo sulla sua manina. Emette solo piccoli vagiti e suoni inarticolati e a pancia in su muove braccia e gambe dolcemente.
Durante i primi giorni di vita sono presenti alcuni riflessi che spariranno nelle settimane successive: i più interessanti, che spesso fanno sorridere i genitori, sono la capacità di sostenersi - spingersi con le gambe, se posizionati eretti - e il riflesso della marcia automatica, come se volesse già camminare. Tali riflessi, osservati nella valutazione dall’osteopata, dal pediatra e dall’ostetrica, servono al neonato per nascere, «strisciare» sul corpo della mamma una volta nato e cercare attivamente il seno per potersi nutrire; come tutti i cuccioli di mammifero, anche i nostri piccoli hanno capacità e schemi motori innati per sopravvivere. In alcuni neonati si può riscontrare un’attitudine maggiore a fare da soli. Saperlo aiuta il genitore ad accompagnare il figlio nel proprio sviluppo, stimolando chi è passivo, creando spazi e offrendo posizioni che permettano di esprimere la ricerca di movimento ed esplorazione.
Molti genitori non vedono l’ora che il proprio figlio cresca e faccia cose da grandi. È un pensiero normale che viene alimentato dall’aspettativa di vedere i piccoli all’opera, ma non bisogna avere fretta. Spesso si anticipano i tempi: la posizione seduta, l’uso di alcuni indumenti o lo stare in piedi, ma è da considerare che, da seduti, i neonati non posseggono ancora lo sviluppo muscolare necessario per controllare il movimento della testa che ricadrà indietro in estensione; anche il busto si troverà in completa flessione. Questa posizione è da evitare fino a quando non sarà il bambino stesso ad assumerla in modo autonomo. La manovra di trazione da seduto deve essere effettuata solo dal professionista per monitorare il tono muscolare del neonato durante i primi mesi di vita. A ogni scatto di crescita corrisponde un cambiamento nella gestione del capo. Nei momenti in cui il neonato non si trova in braccio, la posizione naturale che può adottare è quella distesa.
Da 1 a 3 Mesi: I Primi Controlli e Scoperte
Durante il secondo mese di vita il bimbo inizia a seguire le persone con lo sguardo e ama guardarle negli occhi quando gli parlano. Iniziano anche i primi sorrisi, anche se non sono intenzionali ma solo un riflesso. Il neonato cresce e inizia ad avere un maggiore controllo della testa: quando è a pancia in su riesce a sollevarla leggermente e quando si trova a pancia in giù inizia a sollevare la testa e a sollevarsi sulle braccia per qualche istante. Si sviluppa anche la mimica del viso e si vedono le prime vere espressioni di gioia o fastidio!
A questa età il neonato che non viene preso in braccio o portato nella fascia o nel marsupio resta disteso. In posizione supina, la rotazione del capo è immediata. È importante che sia bidirezionale per prevenire la comparsa di una plagiocefalia, ovvero un’asimmetria della forma del cranio, spesso notata solo quando la testa diventa piatta da un lato. Le braccia e le gambe si muovono con gesti scoordinati che piano piano diventeranno coerenti e sempre più volontari. Le mani vengono tenute chiuse con i pollici all’interno, ma durante qualche brusco movimento può capitare che si aprano, attivando riflessi di aggrappamento. Il neonato, programmato biologicamente per trascorrere in braccio questi primi mesi, istintivamente ricerca confini e contatto protettivo in caso di pericolo. Se posizionato seduto, flette la parte anteriore del tronco poiché ancora non è presente alcun controllo. Senza una forte e competente muscolatura posturale, la gabbia toracica e gli organi interni (cuore, polmoni, stomaco, intestino) subiranno il peso della parte superiore del corpo. Nei primi mesi, quindi, è importante evitare questa posizione per assicurare uno sviluppo motorio armonico. Se posto prono, il neonato tenderà a girare la testa da un lato e proverà a sollevarla per qualche secondo: è questo il periodo giusto per stimolare tale movimento. In questa posizione inizierà a tenere le braccia estese e allontanate dalla linea mediana, le gambe saranno meno flesse e il sederino sollevato. Un sederino non completamente poggiato indica che il tono muscolare del tronco si sta ben sviluppando.

In questo periodo, i lattanti manifestano il «riflesso dello scalino», un movimento che fa spingere loro i piedi con alternanza ed estendere le gambe quando viene stimolato l’arco plantare, ossia la parte inferiore dei piedi. Durante le visite, sfruttare questo riflesso, posizionandosi molto vicino al piccolo in modo che possa spingere con i piedini contro la propria pancia, può renderlo più incline a farsi visitare, dando la possibilità di gestire il momento con più tranquillità. Questi riflessi sono utili a sviluppare i primi movimenti a terra, propedeutici a quelli successivi. Il bacino del neonato è in via di formazione, nello specifico l’acetabolo e la testa del femore, ed è fortemente sconsigliato farlo stare in posizione verticale - caricando il peso sulle gambe - fino a quando non assumerà la posizione in maniera autonoma. Un’altra capacità che il bambino sviluppa durante i primi 3 mesi di vita è l’attitudine visiva a osservare con più attenzione il volto della persona che gli sta parlando o lo sta allattando, gesto che provoca grande gioia nei genitori perché godono dell’interazione con il bambino. In media dalla terza settimana, i bambini sono molto attratti dai fasci luminosi, perfezionano la capacità di attenzione e sono in grado di seguire, solo con movimenti orizzontali, un giocattolo o un oggetto specifico posizionato a una distanza di 15-25 centimetri: la scelta di un giocattolo semplice e sonoro può essere utile per stimolare lo sviluppo motorio. I bambini iniziano a mettersi le mani in bocca e non tutti i genitori gestiscono questa nuova competenza nella stessa maniera: alcuni combattono questo nuovo gesto, altri lo incentivano pensando di favorire la «formazione degli anticorpi». In realtà, stanno facendo conoscenza del loro corpo e del mondo che li circonda. Stanno scoprendo che le loro mani sono interessanti e buone, come possono utilizzarle e coordinarle con la vista, ed è una buona opportunità lasciarli fare. Una cosa molto curiosa che accade ai bambini è il riflesso di ammiccamento palpebrale di difesa che compare tra le 6 e le 7 settimane.
Da 3 a 6 Mesi: Maggiore Controllo e Interazione
I muscoli del collo e delle spalle si fortificano, la testa resta ormai in posizione eretta a lungo (con qualche oscillazione) e se messo a pancia in giù riesce a sollevarsi bene sulle braccia e a provare a rotolare. Può stare seduto con un sostegno e in generale diventa più curioso e interagisce maggiormente con le persone e gli oggetti che lo circondano: può afferrare e scuotere un oggetto, sorride in risposta a un sorriso, gira la testa verso un rumore, emette gridolini per richiamare l’attenzione e riconosce perfettamente la mamma e le persone che lo accudiscono.
Come nei mesi precedenti, il bambino, quando non si trova in braccio, è in posizione distesa; i movimenti delle braccia e delle gambe cominciano a essere più omogenei, fluidi e simmetrici. La testa non appare ruotata ma dritta e viene girata per osservare chi gli sta intorno, anche se il piccolo riesce a seguire con più facilità un oggetto a breve distanza. Di norma, la posizione delle mani è aperta, riesce ad afferrare e tenere un giochino con la presa palmare, ma non a coordinare il movimento delle mani con quello visivo, che acquisirà progressivamente in questa fase. È il momento della scoperta dei giochi e degli oggetti, che verranno prontamente portati verso la bocca, fondamentale strumento di scoperta e conoscenza del mondo.
Alcuni bambini possono iniziare a rotolare, da supini a proni - da pancia sopra a pancia sotto -, solitamente tra i 5 e i 6 mesi. È un errore comune pensare che i lattanti a 1-2 mesi riescano a girarsi. Quando vengono messi pancia sotto durante il tummy time, utile già dalle prime settimane, con le braccia posizionate sotto al torace per sostenere e sollevare la testa, può succedere che i bambini si sbilancino e cadano su un lato, simulando un rotolamento. Solo con il tempo, quando le braccia acquisiranno sufficiente forza e la capacità di gestione del capo sarà migliorata, eviteranno di ribaltarsi. Il tono dei muscoli del collo migliora; la testa, opportunamente gestita, resta in linea con il busto. In posizione prona, la testa si solleva e ruota bene con buon appoggio sulle spalle, soprattutto se stimolata grazie al tummy time nei mesi precedenti. Questa fase di estensione è una tappa motoria importante per la formazione della prima curva che si crea sulla schiena del lattante. Resta sconsigliata la posizione eretta poiché le ginocchia cederanno in assenza dello sviluppo motorio della struttura muscolare e articolare necessaria a mantenerla.
Sviluppo Psicomotorio 4-5-6 mesi [ Sviluppo cognitivo, motorio, linguaggio e sociale ]
Da 6 a 9 Mesi: Esplorazione Attiva e Primi Spostamenti
Ormai il bimbo è in grado di rotolare su stesso e passare dalla posizione sdraiata sulla schiena alla posizione prona. Quando è supino gioca con i suoi piedini e li afferra, così come afferra un oggetto se glielo si porge. Il sesto mese è un momento di passaggio e di conquiste: ormai il bimbo sta ben seduto da solo senza punti di appoggio e da questa posizione gioca, esplora il mondo e afferra gli oggetti senza difficoltà. Anche la vista continua a svilupparsi, acquisendo il senso della tridimensionalità e riconoscendo le sfumature di colore. Ormai il bimbo ha acquisito un buon controllo corporeo, riesce a passare dalla posizione seduta a quella a pancia in giù e dovrebbe rotolare senza difficoltà. A volte inizia a strisciare spingendosi con le manine e quelli più precoci iniziano a tentare di gattonare.
A 6 mesi inizia una fase di esplorazione più attiva: il piccolo è più attento, capisce che da seduto o in braccio ha una migliore visione delle cose e, soprattutto se ancora poco abile nel movimento a terra, chiederà di essere portato in giro per osservare meglio. La curiosità per ciò che lo circonda è molto alta. Si può, allora, posizionare il bambino a terra, vicino a noi, su una superficie isolata dal freddo del pavimento ma abbastanza sostenuta per permettergli di muoversi e osservare ciò che nel frattempo accade attorno a lui. In posizione supina comincia a tenere i giochi vicino alla linea mediana, usa entrambe le mani e si passa gli oggetti. Se abituato a stare seduto o semireclinato, il bimbo tende a fare forza per tirarsi a sedere e spesso ci riesce, aggrappandosi alle mani dell’adulto. In questa fase, alcuni bambini riescono a stare seduti da soli, molto spesso con un supporto, guadagnando man mano sempre maggiore stabilità e controllo. Generalmente è una capacità che si consegue tra i 6 e gli 8 mesi, ma altri necessitano di più tempo e l’acquisiscono dopo il gattonamento. In posizione seduta, è in grado di controllare bene il busto e il capo; incuriosito dai rumori, gira bene la testa in tutte le direzioni. Se sente un suono che non riconosce o che non associa a qualcosa di specifico, rimane dubbioso prima di tornare a guardare chi lo sta sostenendo. Prende familiarità con la profondità: lancia oggetti dal seggiolone e li fissa per qualche secondo; allunga le braccia per recuperarli, se distanti pochi centimetri. Per afferrare utilizza tutta la presa palmare e lascia cadere il gioco per prendere il successivo che gli viene offerto. In posizione prona, gestisce il capo ed estende bene il collo, puntando le mani a terra riesce a sollevare il torace. A quest’età lo strisciamento si evolve: il bambino inizia a spingersi indietro con la forza delle braccia. Lo sviluppo del sistema motorio segue un andamento cranio-caudale, quindi dall’alto verso il basso, portando un maggiore controllo e forza prima nella testa, poi nelle braccia e nel busto e, infine, nelle gambe. Quando si troverà a pancia in giù, si spingerà con le mani per strisciare indietro, mentre, appena inizierà ad avere forza negli arti inferiori, punterà i piedi sul pavimento per spostarsi in avanti. Nel frattempo, potremo vederlo ruotare intorno a sé, come la lancetta di un orologio. Con la progressiva maturazione dei sistemi e degli schemi motori, lo strisciamento si trasformerà in gattonamento.
Verso i 7 mesi è possibile osservare un pre-gattonamento, dove il piccolo trascorrerà il tempo in quadrupedia, dondolandosi avanti e indietro e in diagonale. A tal proposito, diventerà molto importante offrire in tutte queste fasi uno spazio sicuro di esplorazione a terra.
Da 9 a 12 Mesi: Verso l'Autonomia e i Primi Passi
La maggior parte dei bimbi in questo periodo inizia a gattonare, anche se non è una tappa obbligatoria e alcuni imparano direttamente a camminare. A 9 mesi il bimbo si sposta ovunque per casa grazie al gattonamento e iniziano i primi tentativi di camminare aggrappato a un sostegno. Il linguaggio e la comunicazione sono i protagonisti di questa fase: il bambino inizia a piangere in modo deciso quando qualcosa non gli va a genio, capisce molte parole e sa associare un nome agli oggetti più comuni e può anche iniziare ad associare alcune sillabe tra loro dicendo parole che assomigliano molto a “mamma” e “papà”.
Il bambino gattona, è in grado di stare seduto da solo o ha bisogno di un piccolo supporto come il dito/mano del genitore. Con il gattonamento si instaurano le variazioni posturali: sdraiato, prono, quattro zampe, seduto, in ginocchio e, infine, in piedi, aggrappandosi agli appoggi che riesce a raggiungere. Gioca, ruota la testa e adatta la sua postura e il suo punto d’equilibrio alle necessità motorie che ha in quel momento, per esempio raccogliere un giocattolo lontano o esplorare lo spazio.
Il bambino ha uno sviluppo psicomotorio ben preciso che, in base all’età, gli permette di acquisire certe capacità e determinate posture. Il primo schema di movimento che andrà acquistando il bambino a partire dalla nascita è il rotolamento. È proprio questa funzione innata che è utile tener presente nelle varie azioni che compiamo sul neonato. Ad esempio, quando si prende in braccio un bimbo posto supino, bisogna farlo rotolare a pancia in giù sulla nostra mano e poi alzarlo. Le braccia sono addotte, flesse, molto vicine al corpo, non c’è appoggio sugli avambracci. Osservando il bambino a pancia in su (supino), lo vedremo muoversi con tutto il corpo, non c’è differenziazione di attività tra i vari settori del corpo (movimenti disarmonici). Il bambino tenta di flettere ed estendere gli arti inferiori ma con dei movimenti a scatto. Se dovesse presentare tremori, irrigidimenti degli arti inferiori, inarcamento del tronco e movimenti quasi distonici degli arti superiori, potrebbero essere reazioni di paura o a qualcosa da cui è stato stimolato.
A tre mesi quando il bambino è a pancia in su ha già la possibilità di portare le mani in bocca e le gambe flesse a novanta gradi sul bacino. Quando ruota la testa a destra, sposta il carico più a sinistra e viceversa. Questo atteggiamento dà la possibilità di verificare quando un bambino ha disturbi della coordinazione neuromotoria poiché riescono ad appoggiarsi sugli avambracci con un appoggio simmetrico, ma le mani sono inutilizzabili, non sono libere di prendere un giocattolo o manipolare.

Intorno al nono mese è capace di tenersi in piedi se sorretto o appoggiato a un sostegno, verso gli undici-dodici mesi sta in piedi da solo. Lo sviluppo della deambulazione procede di pari passo con quello posturale ma inizia più tardi. Intorno al decimo mese impara a camminare carponi, raggiungendo così una migliore coordinazione delle braccia e delle gambe, oltre un rafforzamento dei muscoli delle stesse. Non tutti i bambini raggiungono la deambulazione eretta vera e propria passando per quella a carponi, ciò dimostra l’estrema variabilità nello sviluppo individuale. Il passo rimane insicuro, il baricentro è spostato in avanti, le braccia mantenute larghe per bilanciarsi e il piede sollevato in alto più del necessario ma, nonostante le frequenti cadute, il bambino trae grande soddisfazione dai suoi successi nel cammino. Adesso è in grado di esplorare lo spazio intorno e agire su esso; ciò facilita lo sviluppo e il riconoscimento di sé e degli altri oltre a determinare la possibilità di sviluppo di nuove abilità motorie come correre, saltare, arrampicarsi ecc.
Infine, intorno al compimento dell’anno di vita la maggior parte dei bambini inizia a camminare da solo senza appoggi. Certo la coordinazione e la sicurezza arriveranno più tardi, ma cammina. Inoltre inizia a svilupparsi l’intelligenza pratica: se inciampa allunga le manine per proteggersi, se vuole raccogliere un oggetto si china, se incontra un ostacolo lo aggira o lo sposta.
Principi Fondamentali dello Sviluppo Motorio
Lo sviluppo motorio è il risultato dell’unione di un processo di crescita fisiologico e delle esperienze vissute nel quotidiano, durante la vita intrauterina ed extrauterina e, poiché le esperienze possono essere positive o negative, questo spiega la grande diversità degli esiti evolutivi tra i bambini. Il movimento, infatti, aiuta a sviluppare l’idea che abbiamo di noi stessi e il nostro cammino verso l’autonomia. La spinta al movimento nasce nel contatto con l’altro, nell’essere portato in braccio e in fascia magari in modo attivo, nell’interazione con i supporti passivi scelti, come sdraiette o passeggini, ed è mossa dall’imitazione, dal desiderio, dalla necessità di raggiungere la mamma, un gioco, o di spostarci da una posizione scomoda a una più confortevole.
Muoversi richiede un sistema di comando e vie di comunicazione in andata e in ritorno, un sistema di propriocezione che ci permette di percepire il nostro corpo nello spazio, un sistema posturale e muscoli volontari che rispondono agli stimoli per fare ciò che chiediamo. Attraverso l’esperienza e la ripetizione, i movimenti casuali diventano automatici, inizia a svilupparsi una progressiva pianificazione motoria, le abilità del bambino si arricchiscono sviluppando intelligenza, connessione tra gli emisferi, linguaggio, pensiero, uso delle mani e motricità fine. Nel raggiungimento delle diverse tappe motorie esiste comunque una normale variabilità di tempo.
Si parla di progressione cefalo-caudale, cioè il controllo volontario del movimento si svilupperebbe prima a partire dalla testa (cefalo), per procedere poi in direzione inferiore verso la colonna vertebrale (caudale). Alla stessa maniera avviene lo sviluppo prossimo-distale: si intende che il controllo motorio negli arti si sviluppa dapprima nella parte prossimale, per esempio nella spalla, per poi procedere verso l’esterno in direzione delle dita.
È fondamentale che i genitori permettano al figlio di svilupparsi secondo il regolare percorso di crescita, rispettando le varie tappe e non pretendendo che faccia cose più avanti della sua età. È altrettanto importante accorgersi di eventuali ritardi nelle tappe di crescita. È bene non mettere il bambino in posizione seduta se lui stesso non è ancora in grado di mettersi da solo seduto; il medesimo discorso vale per lo stare in piedi.
Nei primi 6 mesi di vita i movimenti del neonato sono gesti ripetitivi, necessari allo sviluppo motorio della coordinazione neuromuscolare, veri e propri allenamenti indispensabili per implementare muscolatura e schemi motori, dove ogni tappa raggiunta è propedeutica alla successiva. Per questo motivo, è importante che tutte le fasi siano vissute cercando di evitare anticipazioni e stimolando nel bambino la capacità di fare da solo e di sentirsi competente.
Le Posizioni Fisiologiche e il Loro Ruolo
Le posizioni che il neonato assume e che vengono favorite nell'ambiente circostante giocano un ruolo cruciale nello sviluppo motorio. La necessità primaria del neonato da 0 a 3 mesi è di essere contenuto e stabilizzato durante tutte le sue attività quotidiane finché non sarà capace di controllare le sue posizioni da solo. Bisogna prendersi cura delle sue posizioni in braccio, dando un sostegno particolare all’allineamento e alla stabilità non solo del capo ma anche di tutto l’asse corporeo.
La posizione supina è quella in cui il neonato trascorre la maggior parte del tempo nei primi mesi. In questa posizione, si assisterà a un’evoluzione delle capacità di muovere gli arti superiori. Nei primissimi mesi, il bambino sperimenta la capacità di portare le sue mani alla bocca e ne prova piacere e autoconsolazione. Con la comparsa della postura eretta, scopre anche la verticalità: sarà allora che avrà piacere a raggiungere degli oggetti/giochi posti più in alto.
La posizione prona è fondamentale per lo sviluppo del controllo del capo e del tronco. Permette di rinforzare i muscoli del collo e delle spalle, preparandolo per le fasi successive. Il tummy time, già utile dalle prime settimane, incoraggia il sollevamento della testa e il sostegno sulle braccia, contribuendo alla formazione della prima curva sulla schiena del lattante.
La posizione seduta, che si consolida progressivamente, permette una migliore interazione con l'ambiente. Tuttavia, è da evitare la posizione seduta forzata prima che il bambino sia in grado di raggiungerla autonomamente, poiché il suo tronco e la sua testa non avrebbero il supporto muscolare necessario, compromettendo lo sviluppo armonico. La conquista della posizione seduta autonoma avviene generalmente tra i 6 e gli 8 mesi, ma può richiedere più tempo.
La posizione eretta e la deambulazione sono tappe successive. È sconsigliato mettere il bambino in piedi prima del tempo o forzare la posizione se non è pronto, perché si potrebbero sollecitare arti inferiori e schiena non ancora preparati, rischiando problemi muscolo-scheletrici. La stazione eretta avviene in genere attorno ai 10 mesi, seguita dai primi passi.
L'Influenza dei Pannolini sullo Sviluppo Motorio
Una delle domande più frequenti che i genitori pongono riguarda l'ingombro dei pannolini e il potenziale limite allo sviluppo motorio del bambino. È un mito da sfatare che il pannolino, sia esso lavabile o usa e getta, possa limitare significativamente i movimenti del bimbo se utilizzato correttamente. I pannolini lavabili, fatti di vari tessuti, principalmente cotone, avvolgono il bacino del bambino senza comprimere o stringere, lasciando le anche libere di compiere esattamente gli stessi movimenti che può fare un bimbo nudo o un bimbo con un pannolino usa e getta. Quello che determina il buon sviluppo psicomotorio del vostro bambino sarà esclusivamente la giusta educazione dei genitori nel favorire un ambiente adeguato alla sua età.
L'articolazione dell'anca alla nascita risulta immatura; la conformazione fisiologica, con la testa del femore semisferica che si alloggia nell'acetabolo concavo, si delinea man mano che il neonato cresce. Per favorire il corretto sviluppo dell’anca, la miglior posizione è quella che la maggior parte dei bambini assume in autonomia se lasciati supini: anca in flessione, rotazione esterna e abduzione. Così facendo, l’acetabolo si posiziona perfettamente all’interno dell’articolazione coxo-femorale e ne favorisce il corretto sviluppo. Molti pediatri, nel caso venisse riscontrata una displasia dell’anca, suggeriscono di utilizzare il doppio pannolino proprio per creare più volume e facilitare questa posizione, una pratica che, sebbene priva di validità scientifiche rigorose, è spesso fornita come consiglio clinico per un potenziale miglioramento.
È importante evitare l'uso del girello. Tale attrezzo, infatti, non permette il fisiologico sviluppo delle articolazioni che vengono sovraccaricate, predispone a cadute, non favorisce lo sviluppo dell’equilibrio, tende a far camminare sulle punte e non è favorevole al raggiungimento dell’oggetto. Meglio preferire i "baby vai" o dei giochi a spinta tipo carrellini per i primi passi.
Per quanto riguarda le scarpe, metterle prima che il bambino sappia camminare risponde solo a un’esigenza estetica. Sono totalmente inutili e anzi possono diventare limitanti quando il bambino è a terra o inizia a muoversi. Meglio mettere dei calzini grossi per tenere i piedi al caldo. È preferibile lasciare il bambino scalzo quando cammina su superfici naturali e/o morbide (erba, terra, sabbia) in quanto camminare a piedi nudi stimola la formazione dell’arco plantare e invia numerosi stimoli propriocettivi, vestibolari e sensoriali. Le scarpe sono da mettere invece quando il bambino cammina su superfici ruvide e lisce per dare un maggior sostegno.
Le buone caratteristiche delle scarpe per bambini includono: una suola flessibile e antisdrucciolo, una tela che non superi la grandezza della suola, un sostegno per l’arco plantare, una struttura rinforzata sul tallone e un accollamento fino alla caviglia.
Suggerimenti per Favorire lo Sviluppo Motorio
È vero che non tutti i bambini gattonano e che se non lo fanno non è indice di uno sviluppo alterato, ma è anche vero che è uno schema motorio importantissimo in quanto favorisce lo sviluppo della visione, del tatto, dell’equilibrio, il rinforzo muscolare, la coordinazione, l’equilibrio e l’orientamento spaziale, facilita l’integrazione sensoriale, pone le basi per una buona lateralizzazione.
Vediamo ora come favorire lo sviluppo del gattonamento. Sicuramente lasciando giocare il bambino in posizione prona su un tappeto o una coperta, ponendo davanti a lui una serie di stimoli interessanti (ricordando l'importanza del "tummy time"). Altri suggerimenti per aiutare i neonati a gattonare sono: porre il bambino in posizione quadrupedica con un cuscino o un asciugamano arrotolato sotto l’addome per far sentire il carico sia sugli arti superiori che su quelli inferiori; sedere il bambino tra le proprie gambe e mettere il suo gioco preferito dall’altro lato così da motivarlo a spostare il baricentro e portare le braccia oltre la gamba per afferrarlo, mettendosi di conseguenza in posizione quadrupedica; sostenere attivamente il bambino in posizione quadrupedica e fargli sperimentare il movimento, anche utilizzando un lenzuolino; proporre il gioco del tunnel mettendosi dalla parte opposta richiamando la sua attenzione chiamandolo oppure lanciando una pallina al suo interno.
Lo sviluppo della stazione eretta avviene in genere attorno ai 10 mesi. Possiamo però favorire il suo raggiungimento mettendo degli oggetti sopra il divano o sopra a piccoli mobili ben ancorati al muro e con una buona solidità, così che il bambino spinto dalla curiosità ci si possa attaccare e sia stimolato ad alzarsi in piedi. Una volta alzato, si potranno poi mettere gli oggetti sparsi lateralmente sul divano così che il bambino inizi a spostarsi lateralmente (a costiera, prima forma di cammino), poi si potranno proporre seggioline, carrellini ed oggetti a cui potersi attaccare e camminare spingendoli. In seguito si vedrà il bambino sviluppare il cammino autonomo senza necessità di appoggiarsi. Un ulteriore consiglio: quando il bambino inizia a muovere i primi passi, invece di tenerlo per le mani andando a tirare le braccia e rischiando di sbilanciarlo, è meglio sostenerlo a livello del tronco, così da dare maggiore stabilità e favorire l’equilibrio.
Durante le visite che si compiono nel proprio Studio di Osteopatia, si cerca di informare i genitori su questi processi, in modo che siano in grado di seguire con entusiasmo, curiosità e passione le tappe dello sviluppo del proprio figlio. Lo sguardo di un genitore attento è molto importante perché, se alcuni obiettivi non vengono raggiunti, può offrire nuovi punti di vista e/o chiedere aiuto a uno specialista.
I parametri di salute del neonato, come l'indice di Apgar, l'eventuale iperbilirubinemia (ittero neonatale grave), crisi ipoglicemiche ed ipocalcemiche con segni neurologici, parti da madri diabetiche o con gestosi, parti con liquido amniotico tinto o melmoso, o neonati con infezione in atto, sono tutti elementi che richiedono una particolare attenzione e, in caso di dubbi, una visita specialistica è sempre consigliabile, soprattutto se il bambino mostra segnali di comportamento non nella norma. È bene tenere presente che una delle principali caratteristiche dei bambini con ritardi nello sviluppo è quello di presentare una sorta di “paura del vuoto”, come se temessero di cadere in una voragine ad ogni manipolazione, nel fare il bagnetto, nel vestirli o svestirli ecc.
In conclusione, lo sviluppo motorio del neonato è un processo dinamico e personalizzato. Favorire un ambiente stimolante, rispettare i tempi del bambino e fornire le giuste attenzioni alle sue esigenze fisiologiche costituiscono la base per un percorso di crescita armonioso e sereno.
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