Comprendere come nasciamo, cresciamo e ci sviluppiamo è una delle più antiche e profonde curiosità dell'essere umano. Domande come "Come eravamo dentro la pancia della nostra mamma?", "Come si sviluppa il feto?", o "Come avviene lo sviluppo degli organi?" trovano risposta nell'embriologia, quella scienza che studia i processi con i quali gli organismi viventi nascono, crescono e si sviluppano. Ogni specie ha il proprio sviluppo embrionale, e nel caso della specie umana, tutto parte dalla fecondazione. Questo processo straordinario, in cui la cellula uovo della donna riceve al suo interno uno spermatozoo dell’uomo, segna l'inizio della nostra vita. La fusione di questi due gameti genera una cellula chiamata zigote, il punto di partenza per un viaggio che porterà, dopo circa 40 settimane, all'ingresso nel mondo con tutti gli organi formati e pronti per affrontare l'ambiente extrauterino. Dalla nascita dello zigote fino al parto, si verificano innumerevoli cambiamenti che permettono uno sviluppo completo, un percorso complesso e affascinante che coinvolge sia la biologia riproduttiva che i meccanismi evolutivi.
La Fecondazione Umana: L'Inizio di Ogni Vita
Il viaggio della vita inizia ben prima dell'incontro tra spermatozoo e ovulo. La formazione delle cellule uovo immature, chiamate oogoni, avviene già nella vita intrauterina della donna. Fin dall'infanzia, si sviluppano i follicoli all'interno dei quali si trova l'ovocita, ma è a partire dalla pubertà che, ogni mese durante il ciclo mestruale, solo uno o, occasionalmente, due di essi raggiungeranno la maturità. Questo processo include diverse fasi: dal follicolo primario, immaturo e contenente l'ovocita primario circondato da cellule, si passa al follicolo pre-antrale, in crescita, dove grazie all'ormone FSH le cellule del follicolo primario si moltiplicano circondando l'ovocita. Successivamente, nel follicolo antrale maturo, si forma una cavità piena di liquido chiamata antrum, mentre l’ovocita primario continua a maturare. Il follicolo maturo prende il nome di Follicolo di Graaf. L'ovocita primario, continuando la sua maturazione, diventa ovocita secondario e viene circondato da uno strato di cellule che formano la zona pellucida, una membrana che avvolge l’uovo nei mammiferi. Infine, si verifica l'ovulazione: l'ovocita è pronto per essere fecondato da uno spermatozoo quando viene trasportato nelle tube di Falloppio, due organi cavi fissati con un'estremità all'utero e con un'altra estremità all'ovaio.
Parallelamente, nei testicoli maschili possono essere prodotti miliardi di spermatozoi. Di questi, dopo l'eiaculazione, solo uno riuscirà ad attraversare la corona radiata che circonda l'ovulo e a superare la membrana. La fecondazione si verifica in genere quando l'ovocita si trova nella tuba di Falloppio. Per il concepimento, gli spermatozoi, gameti aploidi maschili, migrano attraverso il canale cervicale, la cavità uterina e nelle tube di Falloppio. L'ovocita, il gamete aploide femminile, entra nella tuba di Falloppio attraverso l'estremità fimbriata, viaggia attraverso la tuba di Falloppio e poi passa nella cavità uterina. L'ovocita diventa un ovulo fecondato quando uno spermatozoo penetra negli strati esterni dell'ovocita.
È importante notare che, in alcune rare circostanze, può essere rilasciato più di un ovulo durante un ciclo mestruale. Quando ciò accade e più di uno di questi ovuli viene fecondato con successo da spermatozoi diversi, può verificarsi una gravidanza gemellare dizigotica (fraterna). In genere, 1 spermatozoo fertilizza 1 ovocita. Tuttavia, 2 ovociti possono essere rilasciati e poi fecondati da 2 spermatozoi, con conseguente gravidanza gemellare dizigotica. Una gestazione multipla di ordine superiore (p. es., triplette, quadruplette) può verificarsi se vengono liberati e fecondati più di 2 ovociti, ma questo è raro. Inoltre, più di 1 spermatozoo può penetrare un singolo ovocita, ma questo si traduce in uno zigote anormale. Una volta che uno spermatozoo ha attraversato la corona radiata e raggiunto la membrana cellulare esterna dell’ovulo, il processo di fecondazione è pronto per iniziare. La fusione di questi due gameti genera una cellula chiamata zigote, la prima cellula del nuovo individuo. La formazione dello zigote avviene grazie all’unione del DNA dello spermatozoo (23 cromosomi) con quello dell’ovocita (23 cromosomi).

Nei trattamenti di fecondazione in vitro (FIV), sia che si tratti di FIV convenzionale che di ICSI, gli embrioni vengono coltivati in laboratorio per alcuni giorni. Ciò permette di poter decidere quale o quali saranno trasferiti nell'utero e quale o quali saranno congelati (vetrificati). Per prendere questa decisione, la qualità dell'embrione deve essere valutata durante tutte le fasi dello sviluppo embrionale. A seconda del giorno di sviluppo dell'embrione, gli embriologi analizzano diverse caratteristiche per determinare la sua qualità e la sua suscettibilità all'impianto, al fine di dare origine a una gravidanza. Nel processo di FIV-ICSI, in cui la fecondazione degli ovociti viene effettuata in laboratorio, è importante valutare la qualità degli embrioni risultanti. È comune che si ottenga più di un embrione, quindi la sua classificazione aiuta a scegliere quali embrioni tra tutti quelli in coltura hanno più probabilità di impiantarsi e di dare origine a una gravidanza. Pertanto, per il trasferimento si terrà conto della classificazione degli embrioni, poiché gli embrioni di qualità più elevata saranno quelli introdotti nell'utero della madre.
I Primi Giorni di Sviluppo Embrionale: Dal Concepimento all'Impianto
Dopo la formazione dello zigote, il processo di sviluppo embrionale procede attraverso diverse fasi prima dell’annidamento nell’endometrio, la mucosa che riveste internamente l’utero. Il primo processo è la fecondazione della cellula uovo con uno spermatozoo, che forma lo zigote. Dopo circa 24 ore dalla fecondazione, lo zigote inizia a dividersi ripetutamente grazie a un processo chiamato mitosi e dà, così, origine a cellule sempre più piccole chiamate blastomeri. I blastomeri sono le cellule figlie che derivano dalle prime divisioni dello zigote. All’inizio sono totipotenti, cioè ciascuna può teoricamente dare origine a un intero organismo con i suoi annessi.
Dopo tre giorni dalla fecondazione si forma la morula, che è costituita da 8-16 blastomeri. Nel passaggio da 8 a 16 cellule, l’embrione inizia un processo detto di “compattazione”. Le cellule, i blastomeri, si schiacciano le une sulle altre formando una massa cellulare compatta, che massimizza i contatti tra una cellula e le circostanti. A questo stadio l’embrione si trova al 4° giorno del suo sviluppo e viene chiamato morula. Dalla morula si passa poi alla blastula, che è costituita da numerosi blastomeri. La morula continua ad aumentare esponenzialmente il numero delle sue cellule.
Quando l’embrione è ormai costituito da un centinaio di cellule, inizia a formare, per accumulo di fluido all’interno della massa cellulare, una cavità detta blastocele, che si espande progressivamente. Questa fase è caratterizzata dalla formazione di una cavità centrale chiamata blastocele. Quando la morula continua a dividersi, si trasforma gradualmente in una “blastocisti” circa cinque-sei giorni dopo la fecondazione. Nella blastocisti possiamo individuare due parti principali: il trofoblasto, o trophectoderma, che diventerà la placenta, e la massa cellulare interna (MCI), che darà origine agli strati embrionali che a loro volta daranno origine agli organi del bambino. Entrambe le strutture si distinguono per l'aspetto del blastocele, la cavità centrale riempita di fluido. Il trofoectoderma, o massa della cellula esterna, darà origine alla placenta.
Il processo di differenziazione delle cellule avviene proprio in questo momento, quando, all'interno della blastula, le cellule si riuniscono a seconda del loro scopo finale formando dei veri e propri ammassi di cellule che definiscono tre foglietti embrionali sovrapposti: dall'esterno all'interno, ectoderma, mesoderma, endoderma. Questo processo si chiama gastrulazione ed è un processo fondamentale nello sviluppo perché ogni cellula ha un proprio compito specifico e deve collocarsi in uno dei tre foglietti embrionali. Solo in questo modo ogni organo potrà formarsi in maniera corretta all'interno dell'organismo del bambino. Le prime 9 settimane di gravidanza rappresentano una fase delicatissima dello sviluppo embrionale, in particolare, l’ambiente uterino diventa responsabile del corretto differenziamento e sviluppo dei tessuti e degli organi e del loro funzionamento. Dopo la compattazione e la cavitazione, i blastomeri iniziano a specializzarsi: quelli più esterni formano il trofoectoderma, quelli interni costituiscono la massa cellulare interna.
L'Impianto nell'Endometrio: Un Processo Cruciale
Circa 6 giorni dopo la fecondazione, la blastocisti si impianta nell'endometrio; il polo embrionale, che si svilupperà nell'embrione, è il primo punto dell'impianto. La blastocisti è uno strato di cellule che circonda una cavità. La parete della blastocisti ha un singolo strato di cellule eccetto il polo embrionale, formato da 3 o 4 strati di cellule. Il processo di impianto è influenzato da diversi fattori:
- Fattori ormonali: L’ormone progesterone, prodotto dal corpo luteo nell’ovaio dopo l’ovulazione, aumenta lo spessore dell’endometrio e favorisce la produzione di sostanze chimiche che consentono all’embrione di aderire. La Gonadotropina Corionica Umana (hCG) è invece un ormone, prodotto dall’embrione dopo l’annidamento, che segnala al corpo luteo di continuare a produrre progesterone. Il mantenimento del progesterone infatti è essenziale per evitare il rifiuto dell’embrione da parte del sistema immunitario materno.
- Fattori molecolari: Le selectine e le molecole di adesione svolgono un ruolo cruciale nell’attaccamento dell’embrione all’endometrio.

Valutazione della Qualità Embrionale in Laboratorio
La valutazione della qualità degli embrioni richiede che si tenga conto delle diverse caratteristiche della loro morfologia, cioè della loro forma o aspetto, e dell'evoluzione nei giorni in cui rimangono in coltura. Per fare questo ci sono due opzioni: rimuovere gli embrioni dall'incubatrice ogni giorno per alcuni minuti in modo che possano essere valutati al microscopio, oppure valutarli utilizzando un sistema time-lapse, che permette di ottenere immagini ogni pochi minuti per valutare il loro completo sviluppo senza rimuoverli dall'incubatrice. La seconda alternativa, l'uso di sistemi time-lapse, permette all'embriologo di osservare l'intero sviluppo embrionale, non solo i momenti specifici in cui l'osservazione verrebbe effettuata al microscopio. Inoltre, evita le variazioni di temperatura e i gas che si producono quando gli embrioni vengono prelevati dall'incubatrice, riducendo lo stress e migliorando la vitalità degli embrioni.
Sia con la visualizzazione diretta al microscopio che con il sistema time-lapse, gli embrioni vengono valutati quasi ogni giorno fino al trasferimento o al congelamento. A seconda del giorno, gli embriologi devono prestare attenzione ad alcuni o altri aspetti della morfologia embrionale per poterli classificare.
Embrione il primo giorno: Zigote. Il giorno dopo la fecondazione (giorno 0) deve essere confermato se gli ovuli hanno fecondato con la comparsa del primo stadio embrionale: lo zigote. Si tratta di una singola cellula che non ha ancora iniziato a dividersi e nella quale si deve osservare la presenza di due pronuclei (NP), uno dall'ovulo e uno dallo sperma, e la presenza di due globuli polari (PC), che indicano che dopo la fecondazione la meiosi dell'uovo è stata completata. L'aspetto del citoplasma dello zigote deve essere uniforme e chiaro. È importante effettuare questa valutazione tra 16 e 18 ore dopo l'inseminazione in vitro o la microiniezione. L'esistenza dei due NP conferma che c'è stata una fecondazione. Se si osservano 1 o 3 pronuclei, l'embrione deve essere scartato, poiché ciò indica che la dotazione genetica dell'embrione non è adeguata.
Embrione il giorno 2: Quattro cellule. Due giorni dopo l'inizio dello sviluppo, l'embrione ha già avuto due divisioni e sarà composto da 4 cellule, chiamate blastomeri. L'osservazione di un numero di cellule inferiore o superiore a 4 è indicativa di uno sviluppo ritardato o accelerato. L'osservazione degli embrioni in questa fase dello sviluppo dovrebbe essere fatta tra le 44 e le 45 ore dopo l'emancipazione, prestando attenzione soprattutto al numero e alla simmetria dei blastomeri (le 4 celle dovrebbero essere approssimativamente di dimensioni uguali), al numero di nuclei (ogni cellula deve avere un solo nucleo, se ne hanno due sarebbero binucleati e se ne hanno più di due, sarebbero multinucleati, considerati anomali), al tasso di frammentazione (piccole tracce di citoplasma da una divisione anomala dei blastomeri, che possono compromettere lo sviluppo dell'embrione), alla presenza di vacuoli (sacchetti pieni di liquido che possono avere un'influenza negativa sulla qualità se grandi o numerosi) e alla forma e spessore della zona pellucida (devono essere rotondi e non troppo spessi o troppo sottili).
Embrione il giorno 3: Otto cellule. Per analizzare la qualità embrionale il terzo giorno, gli embrioni vengono valutati tra le 68 e le 69 ore dopo la nascita. A questo punto vengono analizzati gli stessi parametri considerati nel secondo giorno di sviluppo, così come il ritmo di divisione. Gli embrioni della migliore qualità saranno quelli con 7-8 cellule da embrioni a 4 cellule il giorno 2. Gli embrioni possono essere trasferiti in questo momento dello sviluppo o conservati in incubatrice fino al 5 o 6° giorno per il trasferimento in fase di blastocisti.
Embrione il giorno 4: Morula. Dal quarto giorno di sviluppo si verifica il fenomeno della compattazione per formare una morula. È un processo attraverso il quale le cellule dell'embrione formano legami stretti tra loro e l'embrione assume l'aspetto di una mora. La morula è di solito osservata tra le 90 e le 94 ore dopo la semina (quarto giorno di sviluppo). Questo momento fornisce poche informazioni sullo stato dell'embrione, dato che non è possibile contare le cellule o osservare altre caratteristiche distintive. Negli embrioni in stadio di morula si valutano il numero di cellule (l'embrione deve avere più di 8 cellule), il grado di compattazione (deve essere completa e interessare tutte le cellule dell'embrione, una compattazione parziale indica cattiva prognosi) e la presenza di frammenti e vacuoli (se osservati, l'embrione o parte di esso può essere degenerante).
Embrione il giorno 5 o 6: Blastocisti. Tra 114 e 118 ore (5° giorno) o 136-140 ore (6° giorno) post-seminazione ci troviamo di fronte a una blastocisti, l'ultimo stadio dello sviluppo embrionale che può avvenire in laboratorio. La formazione della blastocisti è essenziale per l'impianto dell'embrione nell'utero, quindi la sua formazione in coltura è considerata di buona prognosi. Per valutare la qualità delle blastocisti vengono presi in considerazione parametri simili a quelli proposti da Gardner nel 1998, tra cui il grado di espansione (da 1 a 5), lo stato della massa della cellula interna (MCI) per dimensione, forma e compattazione (valutazione con lettere A, B, C, D) e lo stato del trofoectoderma per struttura e numero di celle (valutazione con lettere A, B, C, D). Anche lo spessore della zona pellucida è importante, che deve diventare più sottile per consentire l'espansione della blastocisti e la sua uscita per l'impianto nell'endometrio.
Le categorie di qualità embrionale classificano gli embrioni in base alla loro qualità morfocinetica. Sia gli embrioni del terzo giorno che le blastocisti possono essere classificati, ma in modo diverso. Gli embrioni precoci (giorno 2 o 3) sono assegnati a categorie A (ottima qualità), B (buona qualità), C (qualità intermedia) o D (scarsa qualità). Per le blastocisti, la classificazione usuale ha un numero e due lettere: il numero (da 1 a 5) indica il grado di espansione, la prima lettera (A, B, C o D) la qualità della massa cellulare interna, e la seconda (A, B, C o D) quella del trofoectoderma. Così, le blastocisti con la migliore morfologia e la maggiore capacità di impianto sarebbero le 3AA. L'embriologo Jose Luis De Pablo ci informa che nella blastocisti si valutano due parti fondamentali: la massa cellulare interna, che darà origine all'embrione, e il trofoectoderma, uno strato di cellule che darà origine alla placenta. L'Associazione per lo Studio della Biologia della Riproduzione (ASEBIR) ha proposto una nuova classificazione embrionale che dà maggior peso alla morfologia del trofoectoderma rispetto a quella della massa cellulare interna, assegnando una singola lettera (A, B, C o D) che comprende lo stato sia della massa cellulare interna che del trofoectoderma.

Il Periodo Embrionale: La Formazione degli Organi (Settimane 1-8)
Dopo l'impianto, intorno al decimo giorno circa dopo la fecondazione, si possono solitamente distinguere all'interno dell'embrione tre foglietti germinativi: ectoderma, mesoderma ed endoderma. Molte evidenze e ricerche, anche recenti, hanno dimostrato come le prime 9 settimane di gravidanza rappresentino una fase delicatissima dello sviluppo embrionale. Durante questo periodo di massima crescita, la differenziazione cellulare dà origine a varie parti del corpo e a vari tessuti. Inizia a formarsi un disco embrionale composto da due strati, l’epiblasto e l’ipoblasto, che iniziano a definire i primi tessuti e organi dell’embrione. La gastrulazione è il processo attraverso cui si formano i tre strati germinativi principali dell’embrione: ectoderma, mesoderma e endoderma. Grazie alla nascita di questi tre foglietti embrionali, si iniziano a formare gli organi e i tessuti che arriveranno a completamento, in genere, poco prima che il bambino nasca.
In generale, il periodo embrionale va dalle 3 alle 8 settimane di gestazione. Durante questo intervallo, l'embrione si sviluppa per diventare un organismo dalle sembianze umane riconoscibili che viene chiamato feto. Alla fine dell'ottava settimana, l'embrione arriva a misurare circa 2,5 cm.
Durante le prime 9 settimane di gravidanza, infatti, si verificano una serie di trasformazioni significative nell’embrione e nel corpo materno.
- Settimane 1-2: La blastocisti si impianta nell’endometrio. Le cellule germinali primordiali iniziano a formare i precursori degli organi.
- Settimane 3-4: L’embrione inizia a sviluppare il tubo neurale, che darà origine al sistema nervoso centrale. Si formano anche le prime cellule cardiache e il cuore inizia a battere. Iniziano a formarsi le prime strutture che diventeranno gli occhi e le orecchie. Intorno al sedicesimo giorno la porzione cefalica del mesoderma si ispessisce formando un canale centrale che darà origine al cuore e ai grossi vasi. Il cuore inizia a pompare il plasma intorno al ventesimo giorno e il giorno successivo compaiono i globuli rossi fetali, che sono immaturi e nucleati. I globuli rossi fetali sono subito sostituiti da globuli rossi maturi e i vasi sanguigni si sviluppano in tutto l'embrione. Infine, si formano l'arteria e la vena ombelicale che collegano i vasi dell'embrione alla placenta. La maggior parte degli organi si forma tra i 21 e i 57 giorni dopo la fecondazione (5-10 settimane di gestazione); tuttavia, il sistema nervoso centrale continua a svilupparsi durante tutta la gravidanza.
- Settimane 5-6: L’embrione mostra i primi abbozzi di arti superiori e inferiori e si sviluppano ulteriormente il cuore e il sistema circolatorio. Inizia a formarsi quello che sarà l’apparato digerente. In questo periodo si formano testa, cervello, midollo spinale, occhi, orecchie, naso, sistema nervoso, reni, polmoni, ecc.
- Settimane 7-8: L’embrione sta diventando un feto. Si formano le dita delle mani e dei piedi, mentre i reni iniziano a funzionare e l’embrione inizia a urinare nell’ambiente amniotico circostante.
In questo arco di tempo, alcuni nutrienti giocano un ruolo essenziale nel favorire il corretto sviluppo embrio-fetale, nell’attività della placenta e nella regolazione del flusso sanguigno. Uno studio della SUNY Downstate University di New York sottolinea l’importanza dei folati e delle vitamine del gruppo B nello sviluppo neurologico nel periodo fetale fino all’età adulta di un individuo.
Sviluppo del Sacco Amniotico e della Placenta
Entro 1 o 2 giorni dall'impianto, uno strato di cellule, le cellule del trofoblasto, si sviluppa intorno alla blastocisti. Le cellule progenitrici dei villi del trofoblasto, ovvero le cellule staminali della placenta, si differenziano in due linee cellulari: il citotrofoblasto, o trofoblasto extravilloso non proliferativo, le cui cellule penetrano nell'endometrio, facilitando l'impianto e ancorando la placenta; e il sinciziotrofoblasto, le cui cellule producono gonadotropina corionica entro il decimo giorno e altri ormoni trofici poco dopo.
Uno strato interno, l'amnios, e uno strato esterno, il corion, delle membrane si sviluppano a partire dal trofoblasto; queste membrane formano il sacco amniotico, che contiene il prodotto del concepimento (termine usato per i derivati dello zigote in qualunque stadio). Quando il sacco è formato e la cavità della blastocisti si chiude, approssimativamente entro il decimo giorno, il prodotto del concepimento viene considerato un embrione. Il sacco amniotico si riempie di liquido e si espande al crescere dell'embrione, riempiendo la cavità endometriale verso le 12 settimane circa dopo il concepimento; a questo punto, il sacco amniotico è la sola cavità rimanente nell'utero. L'embrione misura 4,2 cm. Le cellule del trofoblasto si differenziano in cellule che formano la placenta. Il trofoblasto extravilloso forma i villi, che penetrano nell'utero. Il sinciziotrofoblasto copre i villi, sintetizza ormoni trofici e fornisce scambi arteriosi e venosi tra la circolazione embrionale e quella materna. La placenta è completamente formata entro le 18-20 settimane ma continua a crescere, fino a raggiungere il peso di circa 500 g al termine della gravidanza.

Il Periodo Fetale: Crescita e Maturazione (Dalla Settimana 9 alla Nascita)
A partire dall'undicesima settimana di gravidanza, non si parla più di embrione ma di feto e, in questo lungo periodo, si conclude lo sviluppo fisico. Le settimane 9-11 rappresentano il momento in cui gli organi interni continuano a maturare.
Questi i cambiamenti principali che si registrano durante il periodo fetale:
- Aspetto: A 11 settimane di gravidanza, il viso inizia a svilupparsi ulteriormente, con l’apertura degli occhi. Le orecchie si spostano verso la loro posizione definitiva e le narici cominciano a distinguersi. Le dita delle mani e dei piedi hanno le unghie in formazione. La testa del feto, che inizialmente era grande quanto il resto del corpo, inizia a ridimensionarsi per arrivare ad avere una dimensione pari a un quarto del corpo. A partire dal quinto mese, la pelle si sviluppa completamente e si formano i capelli e le unghie. A partire dal sesto mese, il feto riesce ad aprire e chiudere gli occhi e a distinguere la luce dal buio.
- Sistema nervoso: Il sistema nervoso continua a svilupparsi rapidamente. Il cervello produce sempre più neuroni e inizia a formarsi il midollo spinale. Il feto può fare movimenti involontari, sebbene la madre non li percepisca ancora. Questo rappresenta un momento particolare non solo a livello biologico ma proprio emozionale per la coppia, soprattutto quando attraverso gli esami strumentali è possibile ascoltare il battito cardiaco.
- Organi interni: Gli organi interni continuano a maturare. Il cuore del feto è completamente formato e batte regolarmente. Il fegato inizia a produrre bile e i reni cominciano a filtrare l’urina. L’apparato digerente è in fase di sviluppo. A partire dal terzo mese, gli organi si sono formati e iniziano a funzionare tranne i polmoni che, nonostante siano già ben sviluppati, non funzioneranno fino alla nascita. Infatti, durante la gestazione, i polmoni sono pieni di liquido amniotico e non ancora funzionali per la respirazione. Sarà grazie al riflesso di respirazione che il neonato, alla nascita, riuscirà a respirare automaticamente.
- Sistema circolatorio del feto: Si sta sviluppando ancora meglio. Il cuore pompa il sangue attraverso i vasi sanguigni e il sangue inizia a trasportare ossigeno e nutrienti ai tessuti del feto.
- Movimenti e crescita: A partire dal quarto mese, la mamma sentirà in modo sempre più nitido i movimenti del bambino dentro di lei. Durante il quarto mese si registra il periodo di crescita più veloce del feto. Durante l'ultimo trimestre, il feto inizia ad avere meno spazio e, generalmente, per sfruttarlo al meglio si posiziona a testa in giù nella posizione cosiddetta "cefalica" che consentirà, successivamente, il parto naturale.
Rispetto alle prime settimane di gravidanza, il feto a 11 settimane ha una struttura fisica più definita. Le parti del corpo stanno assumendo una loro forma, il sistema nervoso continua a evolversi, aprendo la strada ai futuri sviluppi cognitivi, e inizia a coordinare i movimenti.
L'Evoluzione della Fecondazione: Strategie Riproduttive nel Regno Animale
La fecondazione, il processo fondamentale per la riproduzione sessuale, ha assunto diverse forme nel corso dell'evoluzione, adattandosi agli ambienti e alle esigenze delle specie. Esistono due modelli che spiegano come possa essersi evoluta la meiosi e, di conseguenza, la fecondazione. Fondamentalmente, si distinguono due strategie principali: la fecondazione esterna e la fecondazione interna.
Fecondazione Esterna: Un Modello Ancestrale
La fecondazione esterna avviene solo in acqua. L'ambiente acquatico consente all'individuo di rilasciare i gameti in modo che il partner al momento opportuno sia in grado di raccoglierli. Questa strategia è tipica di molti organismi acquatici, inclusi pesci e anfibi, dove le uova e gli spermatozoi vengono liberati nell'ambiente esterno per l'unione.
Fecondazione Interna: L'Innovazione Evolutiva
Nella fecondazione interna, i gameti maschili vengono rilasciati direttamente nell'apparato femminile. Questa modalità riproduttiva ha rappresentato un passo evolutivo significativo, consentendo alle specie di colonizzare ambienti terrestri e di offrire una maggiore protezione ai gameti e agli embrioni in via di sviluppo.
Affinché gli spermatozoi raggiungano l'ovocita è necessario un meccanismo di attrazione. Questo ruolo è svolto dalla famiglia di peptidi che attivano lo spermatozoo, SAP, presenti nell'involucro gelatinoso dell'ovocita. Queste proteine sono specie-specifiche, in modo da essere riconosciute solo da spermatozoi della stessa specie dell'uovo. I SAP, dissolvendosi nell'acqua, creano un gradiente di densità attorno all'ovocita. In Arbacia punctulata, un riccio di mare, la SAP è stata identificata in Resact. Gli spermatozoi di A. punctulata, ma non quelli di altre specie, anche se filogeneticamente vicine, presentano dei recettori per Resact. Quando i recettori rilevano Resact, viene innescata la loro attività guanilil ciclasica, un meccanismo cruciale per la motilità e l'orientamento dello spermatozoo.
Una volta raggiunto l'ovulo, l'involucro gelatinoso innesca nello spermatozoo la reazione acrosomale. In seguito a questa reazione, vengono esposte le bindine sulla testa dello spermatozoo. Le bindine sono proteine specie-specifiche riconosciute da recettori presenti sulla membrana vitellina dell'ovulo. Una volta avvenuto il legame bindine-recettori può avvenire la fusione dei gameti. La fusione è un processo attivo al quale partecipano sia l'uovo che lo spermatozoo: la credenza secondo la quale lo spermatozoo è attivo e l'uovo passivo è falsa. Questi meccanismi assicurano la normospermia, e quindi un normale assetto cromosomico.

Durante la fecondazione, è fondamentale prevenire la polispermia, ovvero l'ingresso di più di uno spermatozoo nell'ovulo, che porterebbe a uno zigote anormale. Esistono due meccanismi principali per bloccare la polispermia:
- Il blocco rapido della polispermia: Consiste in una variazione del potenziale di membrana dell'ovulo da -70 mV a +20 mV. Tale variazione avviene dopo 1-3 secondi dal legame del primo spermatozoo, ed è dovuta a un'apertura dei canali del sodio, permettendo l'ingresso di ioni Na+. Il potenziale di membrana rimane positivo per circa un minuto: il blocco rapido della polispermia assicura definitivamente la monospermia.
- La reazione dei granuli corticali (blocco lento): In seguito alla fusione delle membrane, si verifica il rilascio del calcio intracellulare dal reticolo endoplasmatico. L'aumento della concentrazione del calcio innesca la reazione dei granuli corticali, che avviene circa 20 secondi dopo l'ingresso del gamete maschile. Questo processo consiste nella fusione dei granuli corticali con la membrana cellulare, col conseguente rilascio del loro contenuto nello spazio perivitellino. Il rilascio del calcio intracellulare è dovuto all'attivazione della fosfolipasi C, che produce inositolo trifosfato (IP3) e diacilgricerolo (DAG). Il primo provoca il rilascio dello ione calcio, il secondo attiva la protein chinasi C, che apre uno scambiatore Na+/H+. Questi eventi portano alla modifica della zona pellucida (o membrana vitellina), rendendola impermeabile ad ulteriori spermatozoi.
Al momento dell'ingresso il pronucleo spermatico ruota di 180°, così che il centriolo spermatico si interpone fra i due pronuclei, e forma un aster di microtubuli, consentendo l'avvicinarsi dei cromosomi materni e paterni. Il pronucleo maschile, che era fortemente condensato e modificato, subisce un notevole decondensamento, e perde i propri istoni modificati, sostituendoli con gli istoni materni.
Com'era la vita intima in un monastero medievale?
Sorprendentemente, l'accoppiamento con fecondazione interna sarebbe molto più antico di quanto si pensasse, risalendo al Devoniano, più di 400 milioni di anni fa, quando comparvero gli gnatostomi, i vertebrati dotati di mascelle. Questa scoperta suggerisce che la fecondazione interna sarebbe addirittura precedente alla fecondazione esterna, cioè attraverso la liberazione nell'acqua delle uova, tipica dei pesci e di altri animali acquatici odierni. Questo rivolgimento del quadro dell'evoluzione dei processi di riproduzione si deve alle ricerche di un team internazionale di zoologi e paleontologi che hanno studiato un gruppo di fossili recentemente scoperti in varie regioni del globo, dalla Scozia, all'Estonia fino alla Cina, tra cui il pesce placoderma Microbrachius dicki, evidenziando come alcune forme di riproduzione interna siano estremamente ancestrali.
Dalla Fecondazione alla Nascita: Diversità nelle Specie
Le strategie riproduttive variano ampiamente nel regno animale, riflettendo adattamenti specifici agli ambienti e stili di vita. Ogni specie ha sviluppato un proprio modo per garantire la sopravvivenza della prole, dall'oviparità alla viviparità, passando per forme intermedie.
La Fecondazione nelle Spermatofite
Anche nel regno vegetale, le spermatofite, che comprendono le piante con semi, mostrano un processo di fecondazione interna altamente evoluto. La fecondazione nelle spermatofite avviene soltanto dopo l'impollinazione, ossia, quando il polline arriva sullo stigma del fiore e aderisce alla sua superficie vischiosa. A questo punto il granulo pollinico completa il suo sviluppo e produce il tubo pollinico, il gametofito maschile, che libera il gamete nell'ovario, dove è presente il gamete femminile, o oosfera. I due gameti si fondono e creano una nuova cellula, detta zigote, che si dividerà per originare un embrione, il seme. Questo sistema assicura che il gamete maschile raggiunga il gamete femminile in un ambiente protetto, senza dipendere dalla presenza di acqua liquida per il trasporto dei gameti, un adattamento chiave che ha permesso la colonizzazione della terraferma da parte delle piante.
Strategie Riproduttive negli Animali
Negli animali con fecondazione interna, l'ulteriore sviluppo dell'embrione può seguire diverse vie:
Oviparità: In questo caso, le uova vengono fecondate dagli spermatozoi durante l’accoppiamento e poi deposte nell’ambiente esterno. Queste uova sono contenute internamente o protette da un guscio calcareo che si forma dopo la fecondazione, come avviene in molti rettili e uccelli. La presenza di sostanze nutritive all'interno dell'uovo, come il tuorlo, permette all’embrione di nutrirsi sino alla schiusa. Il numero di uova prodotte è relativamente piccolo rispetto agli organismi a fecondazione esterna. Rettili e uccelli sono perciò ovipari. Anche i mammiferi monotremi, come l’ornitorinco e l’echidna, sono ovipari, un tratto ancestrale sorprendente per questa classe.
Ovoviviparità: Questa è una strategia intermedia in cui le uova vengono ritenute all'interno del corpo materno, ma lo sviluppo dell'embrione avviene principalmente a spese delle riserve nutritive dell'uovo stesso, senza un collegamento diretto con la circolazione materna. Solo quando lo sviluppo degli embrioni è completato, le uova si rompono e ne escono i piccoli perfettamente formati. La vipera è un esempio di rettile che deposita le sue uova nell’ambiente solo quando lo sviluppo degli embrioni è completato.
Viviparità: Questa è la strategia riproduttiva che caratterizza la maggior parte dei mammiferi, inclusa la specie umana. In questo caso, l'embrione si sviluppa interamente all'interno del corpo materno, in un organo chiamato utero. Un organo altamente specializzato, la placenta, si forma per collegare l'embrione alla madre. La placenta, ricca di vasi sanguigni, permette lo scambio di sostanze nutritizie e di rifiuto tra madre ed embrione. Lo sviluppo intrauterino si svolge per un periodo detto gestazione. I mammiferi, ad eccezione dei monotremi, sono perciò vivipari. Questa strategia offre il massimo grado di protezione e nutrimento all'embrione in via di sviluppo, ma solitamente comporta la produzione di un numero molto limitato di prole per evento riproduttivo.
Ogni singola strategia, dalla semplice liberazione di gameti nell'acqua fino alla complessa interazione placentare, rappresenta un capolavoro di adattamento evolutivo, dimostrando l'incredibile diversità e ingegnosità dei meccanismi attraverso cui la vita si perpetua sul nostro pianeta.
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