Cos'è il Liquido Amniotico e la sua Funzione Vitale
Il liquido amniotico è un liquido chiaro contenuto nel sacco amniotico che circonda e protegge il bambino durante la gravidanza. Questo elemento è fondamentale per lo sviluppo armonico del feto e per il benessere della gestazione. All’inizio della gravidanza, il liquido amniotico è costituito essenzialmente da acqua, prodotta principalmente dalla madre. Tuttavia, con l'avanzare della gravidanza, la sua composizione evolve. Verso la 20° settimana di gestazione, l’urina del feto ne diventa la sostanza principale, poiché il bambino inizia a ingoiare il liquido per poi espellerlo sotto forma di urina. Conseguentemente, a circa 20 settimane di gravidanza, il liquido amniotico è costituito interamente da urina fetale.
Il suo compito è proteggere la creatura che si sta formando da traumi e infezioni, tenerla al caldo e consentirle di allenare l'apparato digerente e respiratorio. Il feto respira e inghiotte il liquido amniotico che favorisce la nutrizione, la maturazione dei polmoni, la crescita del feto ed il mantenimento di una temperatura stabile. Attraverso il liquido, il feto impara a conoscere i gusti alimentari della madre e può compiere movimenti in libertà per poi mettersi a testa in giù quando si avvicina il momento del parto. La produzione del liquido amniotico è regolata da varie strutture come la placenta, la pelle fetale, il tratto urinario e il tratto respiratorio.

Oligoidramnios: Una Condizione da Non Sottovalutare
L’oligoidramnios, a differenza della polidramnios (una quantità eccessiva di liquido amniotico), è una condizione che può presentarsi durante la gravidanza, caratterizzata da una riduzione della quantità di liquido amniotico. Quando il volume di liquido amniotico diminuisce o diventa inadeguato, insorge la condizione di oligoidramnios o oligoidramnio. L'assenza totale di liquido prende il nome di anidramnios.
L'oligoidramnios colpisce dal 4% all’8% delle gravidanze e deve essere necessariamente diagnosticato e gestito in modo tempestivo per prevenire lesioni al bambino. Nella maggior parte dei casi, questo fenomeno non compromette l’esito della gestazione, che procede normalmente. Nella tarda gravidanza, inoltre, una lieve riduzione del liquido amniotico può considerarsi una condizione parafisiologica. Tuttavia, quando l’oligoidramnios si sviluppa nel primo e secondo trimestre, può predisporre all'insorgenza di complicanze molto gravi. L'oligoidramnios è di frequente riscontro nelle gravidanze oltre il termine, ovvero quando sono trascorse 40 settimane di età gestazionale ed il bambino non è ancora stato partorito.
Le Cause della Riduzione del Liquido Amniotico
Il volume del liquido amniotico è determinato dalla quantità di liquido che fluisce nel e dal sacco amniotico. Pertanto, le cause di una quantità insufficiente di liquido amniotico sono molteplici e possono derivare da problemi materni, fetali o placentari.
Cause Fetali:Dal momento che il liquido amniotico è costituito principalmente da urina del feto durante la seconda metà della gravidanza, l’oligoidramnios può essere causato anche dall’assenza di produzione di urina da parte del feto o da un blocco presente nel tratto urinario del feto. Raramente, l’oligoidramnios può indicare una malformazione fetale relativa all’apparato digerente o urinario, poiché le urine rappresentano uno dei costituenti principali del liquido amniotico. Difetti congeniti delle vie urinarie del feto, in particolare dei reni, o anomalie cromosomiche del feto possono essere alla base di questa carenza.
Cause Placentari:Una delle cause principali è l’insufficienza utero-placentare, dove la placenta e l’utero non funzionano normalmente. Questo può essere dovuto a condizioni materne come l'ipertensione arteriosa o il distacco della placenta (distacco prematuro della placenta), che possono determinare una crescita del feto inferiore al previsto. La carenza di liquido può anche riflettere uno scarso flusso ematico placentare e, quindi, può essere associato a un ritardo di crescita fetale. L’oligoidramnios è uno dei principali segnali di malfunzionamento della placenta.
Cause Materne:Le cause materne possono includere:
- Rottura delle membrane: La rottura delle membrane è la causa più comune di oligoidramnio. Il liquido amniotio può diminuire a causa dell’alterata permeabilità delle membrane o della rottura prematura delle stesse.
- Infezioni: Come in corso di infezioni da citomegalovirus o toxoplasmosi, possono compromettere l'integrità delle membrane.
- Disidratazione o stress: In qualche caso, l'oligoidramnios è provocato anche dalla scarsa assunzione di liquidi da parte della madre o da un forte stato di stress.
- Gravidanza post-termine: L'oligoidramnios è di frequente riscontro nelle gravidanze oltre il termine, ovvero quando la gravidanza dura 42 settimane o più.
- Pre-eclampsia: Una pre-eclampsia molto grave può causare una condizione acuta di oligoidramnios, presentandosi nei casi di ipossia fetale.
- Farmaci: L’assunzione di alcuni farmaci come gli ACE-inibitori (tra cui enalapril o captopril) durante il secondo e il terzo trimestre può causare una quantità insufficiente di liquido amniotico; per questo motivo, questi farmaci vengono solitamente evitati durante la gravidanza. Raramente, tuttavia, sono necessari per trattare situazioni di grave insufficienza cardiaca. Anche l’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come l’ibuprofene, durante la gravidanza può ridurre la quantità di liquido amniotico.
In molti casi, la causa dell'oligoidramnios rimane sconosciuta. L’oligoidramnio può essere una condizione cronica o acuta. L’oligoidramnio è raro nel primo trimestre e le cause di questa condizione nell’arco di questo periodo della gravidanza rimangono tuttora oscure.

Conseguenze e Rischi per il Feto e la Madre
Le complicazioni associate all’oligoidramnios possono essere gravi e influenzare sia il benessere del feto che l'andamento della gravidanza e del parto.
Per il Feto:
- Ritardo nella crescita del feto: La riduzione del volume di liquido amniotico può riflettere uno scarso flusso ematico placentare e, quindi, può essere associato a un ritardo di crescita fetale (restrizione intrauterina della crescita).
- Sviluppo polmonare insufficiente: L’ipoplasia polmonare e i disturbi perinatali respiratori (sindrome da distress respiratorio, atelettasie) sono complicanze associate all’oligoidramnios, soprattutto se si sviluppa nel primo e secondo trimestre, ostacolando la normale maturazione dei polmoni.
- Patologie malformative: Il bambino risulta compresso contro le pareti dell’utero materno e potrebbe non esserci spazio sufficiente per la sua crescita; questo stato di sofferenza può tradursi in patologie malformative (quali il piede torto e displasia dell’anca). Se la quantità di liquido è notevolmente ridotta e inizia nelle prime fasi della gravidanza, possono verificarsi deformità degli arti e del viso.
- Compressione del cordone ombelicale: L’oligoidramnios può causare la compressione del cordone ombelicale, che a sua volta può portare a sofferenza fetale, anomalie nel battito fetale e ipossia fetale (mancanza di ossigeno). Questo può richiedere un parto cesareo e dare un basso punteggio Apgar.
- Aspirazione di meconio: L’aspirazione di meconio è un'altra complicanza possibile, con conseguenze pericolose se il meconio viene aspirato dal feto, entrando nei suoi polmoni.
- Parto prematuro: L'oligoidramnios aumenta il rischio di parto prematuro.
- Morte fetale: Nei casi più gravi, l’oligoidramnios può portare all'encefalopatia ipossico-ischemica e altre lesioni gravi al bambino, inclusa la morte fetale. Quando l’oligoidramnios è presente nel secondo trimestre spesso si verifica la morte del feto o del neonato.
Per la Madre:
- Percezione intensificata dei movimenti fetali: La madre può avvertire i movimenti fetali con particolare intensità, così come il battito cardiaco del bambino, a causa della ridotta ammortizzazione.
- Parto prematuro o indotto: Una madre che presenta questa condizione potrebbe dover partorire prematuramente o potrebbe avere un parto indotto prima che il bambino subisca lesioni a causa di una disfunzione placentare o della compressione del cordone ombelicale durante il travaglio.
- Travaglio difficoltoso: Durante il travaglio, mancando l’azione protettiva del liquido amniotico, il feto può andare più facilmente incontro a sofferenza, rendendo il travaglio più difficile. L'oligoidramnios può aumentare il rischio di dover sottoporre la madre ad un parto cesareo.

Diagnosi dell'Oligoidramnios: Come si Rileva la Carenza
Il ginecologo che assiste la gestante durante il periodo prenatale deve monitorare il volume del liquido amniotico delle sue pazienti tramite l'ecografia. L’oligoidramnio viene generalmente diagnosticato da una visita medica, un’analisi della storia materna ed un’ecografia.
Sintomi e Sospetto Iniziale:Di solito, la presenza di una quantità insufficiente di liquido amniotico non causa sintomi diretti alla donna. Le donne possono notare che il feto non si muove tanto quanto nelle fasi precedenti della gravidanza. I medici sospettano la presenza di quantità insufficienti di liquido amniotico quando l’utero è troppo piccolo rispetto alla durata della gravidanza o se il feto non si muove quanto previsto. Talvolta il problema viene rivelato casualmente dall’ecografia.
Misurazione Ecografica:Se viene individuato un problema, i medici possono utilizzare l’ecografia per determinare quanto liquido amniotico è presente. I medici effettuano la diagnosi di oligoidramnio tramite ultrasuoni ottenendo una misura chiamata indice del liquido amniotico (AFI - Amniotic Fluid Index). Questo indice viene calcolato misurando la profondità del liquido in 4 sezioni dell’utero che poi vengono sommate.

- In prossimità del termine della gravidanza un indice normale di fluido amniotico è fra gli 8 e 18 cm (a volte viene considerato normale anche un indice fra i 5 e i 15cm).
- Fra la 20º e la 35º settimana di gestazione viene considerato normale un indice di 14 cm.
- Se l’indice è minore di 5cm fra la 32º e la 36º settimana la donna ha l’oligoidramnio, anche se alcuni medici considerano la presenza di questa condizione con un indice minore di 8 cm.
- Tipicamente l’oligoidramnio viene diagnosticato quando l’indice è al di sotto dei 5cm, mentre un indice di 5-8 cm viene considerato borderline.
- Fra la 36º e la 42º settimana un indice normale è di 12,9 cm con una variazione di 4,6 cm.Dato che il volume del liquido amniotico dipende dall’età gestazionale, l’oligoidramnio può anche essere definito come un indice di liquido amniotico minore del 5º percentile di un indice normale proprio dell’età gestazionale.
Ricerca delle Cause Sottostanti:Se la quantità di liquido è troppo poca, i medici possono cercare la possibile causa. Per esempio, possono esaminare la vagina e la cervice per determinare se le membrane attorno al feto si siano rotte troppo presto. Possono essere effettuati esami del sangue per identificare disturbi che possono influenzare il liquido amniotico (come il diabete o infezioni). Possono essere condotti un’ecografia e altri esami (possibilmente l’amniocentesi) che consentono di controllare la presenza di difetti congeniti e anomalie genetiche del feto.
Gestione e Trattamento dell'Oligoidramnios
Non esiste una terapia a lungo termine per gestire l’oligoidramnio in tutte le sue forme. La diagnosi di liquido amniotico ridotto durante il primo trimestre è quasi assente, dal momento che in genere il feto abortisce spontaneamente. Durante questo periodo, la gestione e la prognosi dell’oligoidramnio dipende dalla causa e gravità della condizione. In situazioni limite di volume ridotto del liquido amniotico, in genere, si verifica una prognosi positiva.
Monitoraggio Continuo:Viene eseguita regolarmente un’ecografia per monitorare quanto stia crescendo il feto e per misurare i livelli di liquido amniotico. Questo controllo è molto importante perché il bambino necessita di una certa quantità di liquido amniotico per svilupparsi correttamente. Viene anche monitorata regolarmente la frequenza cardiaca del feto quando è immobile e quando si muove (non stress test) e il profilo biofisico. Un bambino con un profilo biofisico di 8 punti su 10 e con liquido amniotico ridotto come causa dei 2 punti mancanti viene considerato a rischio di livelli bassi di ossigeno e scompensi acuti.
Interventi e Terapie:
- Trattamento delle patologie sottostanti: Eventuali disturbi sottostanti, come diabete e ipertensione, vengono trattati.
- Idratazione materna: La terapia in genere consiste nel somministrare liquidi per via orale alla madre affinché si reidrati o per via endovenosa.
- Amnioinfusione: Se non si riesce a visualizzare bene il feto, si può ricorrere all'amnioinfusione. L’amnioinfusione con tinta può facilitare la diagnosi di rottura prematura delle membrane e la visualizzazione di anomalie fetali. Da una parte permette una sufficiente visualizzazione ecografica per evidenziare malformazioni strutturali fetali e dall’altra reintegra il liquido amniotico, la cui quantità è fondamentale per lo sviluppo armonico corporeo e il corretto sviluppo della funzionalità respiratoria.
- Ricovero e monitoraggio intensivo: Quando il liquido amniotico risulta ridotto in un lasso breve di tempo, si dovrebbe considerare l’opportunità di effettuare esami più frequenti e di ricovero in ospedale con monitoraggio fetale costante.
- Parto indotto o cesareo: Le complicazioni specifiche della gravidanza associate all’oligoidramnio devono essere gestite in modo appropriato. Se in una gravidanza post-termine è presente l’oligoidramnio si procede subito al parto, al di là del punteggio dal profilo biofisico, e la sorveglianza costante del neonato è fondamentale. L’oligoidramnio in gravidanze post-termine è associata ad un’incidenza maggiore di presenza di meconio nel liquido amniotico e un rischio maggiore di parto cesareo. Durante il travaglio bisogna monitorare continuamente il battito cardiaco. Il parto indotto incrementa il rischio di dover sottoporre la madre ad un parto cesareo e alle complicazioni associate ad esso. In alternativa si può seguire la madre con frequenti monitoraggi fetali e profilo biofisico fino al termine della gestazione.

Idrope Fetale: Una Complicanza Potenziale e le Sue Cause
L’idrope fetale è l’accumulo anomalo di liquidi nei tessuti del feto e si manifesta con gonfiore (edema) in almeno due compartimenti fetali, come l'addome, il torace o il sottocute. L’idrope fetale di solito viene rilevata durante l’ecografia morfologica, tra il 2° e il 3° trimestre. L’idrope fetale è essa stessa un sintomo. È proprio la sua comparsa a costituire il primo campanello d’allarme della presenza di altre patologie.
Tipologie di Idrope Fetale:
- Idrope Fetale Immune: Costituisce il 10% di tutte le idropi fetali. È causata dall'incompatibilità tra il gruppo sanguigno della madre e quello del feto (ad esempio, madre Rh negativo e feto Rh positivo). Questa incompatibilità produce una reazione degli anticorpi materni contro i globuli rossi del bambino (eritroblastosi). Questo tipo di situazione incide, non tanto sulla gravidanza attuale, quanto sulle gravidanze future. L’idrope fetale immune è una condizione rara, soprattutto perché le gestanti possono disporre di alcuni strumenti preventivi, come la profilassi con immunoglobuline anti-Rh.
- Idrope Fetale Non Immune: Rappresenta la maggior parte dei casi di idrope fetale (circa il 90%) e ha cause molto diverse. Tra queste si annoverano gravi anemie, conseguenti a talassemia o a carenza di ferro, malformazioni cardiache, infezioni fetali (come parvovirus B19), anomalie cromosomiche e malattie metaboliche. Un’ulteriore complicazione del quadro è dovuta alla difficoltà di fare diagnosi delle malattie del metabolismo o di malformazioni nel sistema linfatico.
Diagnosi e Complicazioni:La diagnosi di idrope fetale in genere avviene in maniera casuale nel momento dei controlli ecografici. Per determinare il tipo di idrope fetale si fa ricorso al prelievo di un campione di sangue materno al fine di evidenziare l’eventuale presenza degli anticorpi anti-fattore Rh. Le complicazioni dell’idrope fetale sono numerose e dipendono dalla causa sottostante. La condizione infatti è grave e nella maggior parte dei casi provoca la morte perinatale del feto. Un altro fattore sfavorevole è la gravità delle patologie che di solito stanno alla base dell’idrope. In ogni caso, le complicazioni dipendono strettamente dall’epoca gestazionale in cui la condizione viene diagnosticata.
Trattamento:Se identificata precocemente e soprattutto se individuata precisamente la causa scatenante, è possibile curare l’idrope trattando la patologia che la provoca. Nei casi in cui la gravidanza arrivi a termine, è necessario che i bambini affetti da idrope vengano fatti nascere in strutture adeguate, con neonatologi e attrezzature specializzate per affrontare le potenziali complicanze post-natali.
Quando le Acque si Rompono: Riconoscere la Perdita di Liquido Amniotico
Alcune gestanti hanno difficoltà a capire se stiano veramente perdendo liquido amniotico o se si tratti della fuoriuscita di un'altra sostanza, come l'urina o le perdite vaginali.
Differenziare le Perdite:
- Liquido amniotico: Non ha odore. Può essere chiaro, avere macchie bianche o contenere piccole quantità di muco o sangue.
- Urina: Di solito ha un odore ed è di colore giallo. Sebbene le donne in gravidanza abbiano spesso perdite di urina, in genere mantengono un certo livello di controllo sul suo rilascio, mentre tale controllo non si ha per il liquido vaginale o il liquido amniotico.
- Liquido vaginale: È solitamente bianco o giallognolo. Durante la gravidanza, nella gestante possono anche verificarsi un'eccesso di liquido vaginale (che faciliterà il processo della nascita).
"Pensa al tuo sacco amniotico come ad un pallone d'acqua. Mentre è possibile rompere il pallone d'acqua, causando un forte flusso di liquido (noto come la rottura delle acque), è anche possibile che si possa sviluppare un piccolo foro in esso. Ciò può causare una lenta perdita di liquido amniotico." La rottura delle acque può verificarsi in alcune donne come un'improvvisa esplosione di liquido, ma più spesso essa inizia come un lento rivolo.
Cosa fare in caso di sospetto:Al fine di determinare se una sostanza è liquido amniotico, si raccomanda di svuotare prima la vescica e quindi di indossare un assorbente per un periodo di tempo da 30 minuti ad un'ora. Se sospetti di aver perso liquido amniotico, la cosa migliore da fare è chiamare subito un dottore. Dovresti anche chiamare immediatamente il medico se il liquido fuoriuscito ha un colore giallo o marroncino. Ciò potrebbe significare che il feto ha espulso meconio (materiale di scarto che fuoriesce dall'ano); se il meconio viene aspirato dal feto, entrando nei suoi polmoni, possono verificarsi delle conseguenze pericolose.
La precoce fuoriuscita di liquido amniotico durante la gravidanza è associata ad un aumento del rischio di lesioni al neonato. La fuoriuscita di liquido amniotico può indicare la rottura prematura delle membrane (PROM), una complicazione in cui il sacco amniotico si rompe (rottura delle acque) prima che il bambino sia nella posizione corretta per la nascita. La PROM si verifica in circa il 2% delle gravidanze e può provocare infezioni, prolasso del cordone ombelicale (quando il cordone scende nel canale del parto prima o accanto al bambino, eventualmente compresso) e altri problemi. La PROM può anche verificarsi prematuramente, nel qual caso è nota come rottura prematura delle membrane prima del termine (PPROM). Oligoidramnios, PROM, PPROM e altre complicanze associate alla fuoriuscita di liquido amniotico possono essere molto pericolosi. Se la perdita di liquido amniotico è prematura, è necessario chiamare immediatamente il medico e andare in ospedale il prima possibile.
ROTTURA DELLE ACQUE: come accorgersene e cosa fare
L'Importanza della Diagnosi Tempestiva: Un Caso Esemplare
Il caso della piccola Marta, nata il 7 maggio, prematura ma sana, sottolinea l'importanza di un approccio tempestivo e innovativo nella gestione dell'oligoidramnios grave. Per Valentina, 40 anni e alla prima gravidanza, e il marito Gabriele, una coppia di Pistoia, un difficile percorso iniziò con perdite ematiche alla quattordicesima settimana probabilmente legate ad un piccolo distacco amniocoriale. Dopo essersi recati al pronto soccorso di Pistoia, intensificarono i controlli per il sopraggiungere di alcune complicazioni.
Fu un medico dell'unità operativa di ginecologia del San Donato di Arezzo, Enrico Periti, a proporre loro una scelta diversa dall'interruzione della gravidanza. "Ci propose la tecnica dell’amnioinfusione e noi accettammo, consapevoli dei rischi per il futuro della bambina ma anche decisi a non perderla", ricorda la madre. La signora aveva infatti una grave assenza di liquido amniotico alla ventesima settimana di gravidanza. La paziente decise insieme al marito e, da quel momento, una volta alla settimana e quindi per 14 volte, si spostò da Pistoia ad Arezzo. Ogni parte si assunse la propria responsabilità. La paziente era consapevole che la bambina sarebbe potuta nascere prematura e quindi con gravi conseguenze sulla sua vita futura.
"È stato un momento molto difficile - ricorda mamma Valentina. Dovevamo decidere rapidamente e lo abbiamo fatto. In realtà non abbiamo mai avuto dubbi sulla scelta da compiere". L’attenzione di tutti si è concentrata sulle potenzialità dell’amnioinfusione: da una parte permettere una sufficiente visualizzazione ecografica per evidenziare malformazioni strutturali fetali e dall’altra reintegrare il liquido amniotico.
Il 5 maggio, la mamma ebbe una nuova perdita di liquido amniotico e si recò al pronto soccorso di Prato. Tre giorni dopo ebbe le contrazioni e il 7 maggio Marta è nata. Ovviamente prematura, pesava 1 chilo e 520 grammi e adesso è nella terapia intensiva neonatale dell’ospedale di Prato, dove dovrà restare probabilmente un mese. Ma è sana e sta bene.
Questo caso dimostra come "uno dei cardini della nostra professione sia il dovere che abbiamo di proporre tutte le soluzioni che abbiamo a disposizione per aiutare la paziente. E questo anche in assenza di tecniche o terapie dal sicuro successo, assumendoci il conseguente rischio", come affermato dal Dott. Ciro Sommella, Direttore di ginecologia e ostetricia del San Donato. I genitori si trovarono a scegliere tra il tentare di tutto per salvare la vita del feto e il timore di avere per la bambina una qualità scadente di vita. Una scelta condivisa con i sanitari, dimostrando che "Scienza e umanità devono sempre procedere di pari passo perché si possa dire di aver preso a cuore un paziente".
Malasanità e Oligoidramnios: Diritti e Assistenza Legale
L’oligoidramnios può avere effetti devastanti. Pertanto è essenziale che il team medico segua le linee guida per la cura, soprattutto se sono presenti i fattori di rischio per la gravidanza. Il controllo è molto importante perché il bambino necessita di una certa quantità di liquido amniotico per svilupparsi correttamente.
Casi di Negligenza Medica:
- La mancata valutazione del volume del liquido amniotico durante i test prenatali costituisce una condotta negligente contraria alle leggi dell'arte medica.
- Si è in presenza di negligenza anche se un medico o un'infermiera respingono le preoccupazioni di una donna incinta circa la perdita di liquido amniotico.
- È fondamentale che i medici tengano sotto stretto controllo tramite analisi e monitoraggi frequenti sia la madre che il bambino per prevenire o minimizzare le complicazioni associate all’oligoidramnios. Il medico dovrebbe essere pronto a ricoverare la madre in ospedale per il monitoraggio costante del feto e per un possibile parto cesareo o comunque un parto al più presto possibile.
- È essenziale che il medico curi tutte le condizioni che possano causare l’oligoidramnio, che sia in grado di diagnosticarlo accuratamente e che possa monitorare attentamente il liquido amniotico mentre scende di livello.
- Quando l’oligoidramnio non viene gestito in modo appropriato e i fattori di rischio non vengono diagnosticati o curati si verifica un caso di negligenza medica.
- Quando la madre e il bambino non vengono monitorati con attenzione e non si seguono gli standard per gestire la condizione, si è in presenza di un atto di negligenza.
Se i medici non riescono a riconoscere/reagire alla fuoriuscita di liquido amniotico e tale condotta è in collegamento con lesioni subite dal bambino, si tratta di malasanità. Un errore del sanitario nella mancata o ritardata diagnosi potrebbe portare nei casi più gravi, al decesso della madre o del bambino.

Assistenza Legale per Danni da Malasanità:Se il tuo bambino ha subito un danno da parto perché i sanitari non hanno saputo rispondere correttamente alla fuoriuscita di liquido amniotico, o a causa di una gestione inappropriata dell'oligoidramnios, gli avvocati specializzati in negligenza medica potrebbero essere in grado di aiutarti. Nel caso in cui il bambino o la madre siano vittime di malasanità, anche i familiari del paziente, come il marito (convivente more uxorio o il partner convivente), i genitori, il figlio o la figlia, i fratelli o le sorelle e gli eredi, potrebbero avere diritto al risarcimento.
Il medico legale, coadiuvato da un medico specialista e affiancato dal legale, può capire se vi siano stati errori nella diagnosi, nell’esecuzione del trattamento sanitario o nello svolgimento della terapia e verificare se vi sia responsabilità del medico o dell’Ospedale. Essenziale in questa fase sarà lo studio della documentazione medica, tra cui cartella clinica, esami e consenso informato che dovranno essere richiesti alla struttura.