Introduzione: Le Sfide dell'Agricoltura Moderna e la Ricerca di Soluzioni Sostenibili
Una delle maggiori sfide che l’agricoltura deve affrontare oggi è trovare un’alternativa sostenibile all’uso di fertilizzanti e pesticidi, sostanze che hanno un forte impatto sull’ambiente. Visto l’aumento del numero di prodotti vietati o considerati pericolosi per la salute umana e animale, è sempre più urgente la necessità di trovare sostituti sicuri e al tempo stesso efficaci. Una corretta nutrizione delle piante rappresenta un fattore determinante che influenza la crescita ottimale, lo sviluppo, la resa e la qualità complessiva dei frutti nella coltivazione di alberi da frutto. Le condizioni climatiche, in particolare i regimi di temperatura e precipitazioni, determinano fortemente la produttività, la fenologia e la qualità dell’olio. In questo contesto, l'integrazione di soluzioni innovative è cruciale per allineare al meglio produzione e domanda, come l'abbinamento di un impianto fotovoltaico con una fonte programmabile come la biomassa. Una delle strade alternative e promettenti consiste nello stimolare la risposta immunitaria delle piante agli attacchi dei patogeni, ad esempio impiegando nanoparticelle di silice. Il silicio offre agli agricoltori una sorta di polizza assicurativa che aiuta le piante a “cavarsela da sole” in modo naturale, rafforzando la capacità delle stesse nel combattere gli stress abiotici e biotici.
Il Silicio: Dalla Storia Antica alle Innovazioni Nanotecnologiche
Il Silicio (Si) rappresenta una parte significativa, tra il 26% e il 27%, della crosta terrestre, posizionandosi come uno degli elementi più abbondanti del nostro pianeta, subito dopo l’ossigeno. Nella sua forma minerale (polimero), si trova principalmente nel terreno, costituendo una parte essenziale della struttura di rocce, sabbia e argille. Non è sorprendente che le piante abbiano sviluppato, nel corso di milioni di anni, un rapporto stretto e vitale con il silicio presente nel suolo sotto forma di particelle di sabbia e argilla (alluminosilicati). Storicamente l’uso di silicati da parte degli agricoltori, per fertilizzare le piante ed aumentare la loro produttività, risale a molti secoli fa. Fu però lo scienziato tedesco Liebig il primo a suggerire, nel 1840, l’uso del silicato di sodio come fertilizzante. L’inglese Lawes, poi, alla metà del 1800 iniziò le prime prove sul campo con fertilizzanti ai silicati. Nel diciannovesimo secolo e all’inizio del ventesimo diversi scienziati provenienti da Francia, Germania, Giappone e America hanno studiato l’effetto del silicio sulle piante, compreso il suo ruolo nella protezione delle malattie.
Tuttavia, nonostante la sua abbondanza, il Silicio minerale non può essere assimilato direttamente dalle piante. L’unica molecola biodisponibile per le piante è l’acido mono-silicico (Msa), che è altamente instabile e spesso carente nei terreni. Esso viene rilasciato naturalmente dalle rocce e dai minerali di silice attraverso l’idrolisi con acidi organici e carbonici deboli presenti nel suolo. La storia mostra una certa lentezza nell’accettazione dell’uso del silicio in agricoltura, fatta eccezione per alcune colture monocotiledoni come riso, canna da zucchero e cereali, dove gli effetti significativi sono immediatamente evidenti.

Recentemente, la ricerca ha aperto nuove frontiere per l'applicazione del silicio in agricoltura. I ricercatori dell’Adolphe Merkle Institute e del Dipartimento di Biologia dell’Università di Friburgo hanno sintetizzato nanoparticelle in grado di rilasciare acido silicico, una sostanza naturalmente presente nel suolo capace di determinare una risposta immunitaria nelle piante. Hanno testato questi composti su piante di Arabidopsis thaliana (detta anche arabetta comune), infestate dal parassita batterico Pseudomonas syringae, dimostrando un'applicazione innovativa e mirata di questo elemento. Nel corso degli anni, migliaia di articoli scientifici sottoposti a revisione paritaria hanno dimostrato il valore dell’applicazione del silicio su una vasta gamma di colture, contro stress abiotici e biotici, come verificato dall’Issag (International Society for Silicon in Agriculture).
Meccanismi d'Azione del Silicio per la Protezione e la Nutrizione delle Piante
Il Silicio (Si) è un elemento minerale di grande interesse per la nutrizione delle piante. È importante sottolineare che il Silicio svolge un ruolo vitale nelle pareti cellulari delle piante ed è presente in tutte le fibre vegetali, soprattutto nella buccia dei frutti. Contrariamente alla credenza diffusa, il Silicio riveste una grande importanza e le sue funzioni sono molteplici. Oltre a contribuire alla nutrizione delle piante, svolge un ruolo essenziale nell’assorbimento, nella biostimolazione e nella protezione delle stesse.
La Barriera Fisica Rinforzata
La presenza di forme solubili di silicio nelle pareti cellulari le rende più forti e resistenti, costituendo una barriera meccanica agli insetti e parassiti in genere. Lo strato di silice depositato sulle superfici fogliari e nella cuticola fornisce una barriera all’erbivoria, fungendo da deterrente naturale. Gli apparati boccali delle larve si consumano più rapidamente e la penetrazione delle foglie da parte degli insetti che si nutrono di linfa è più difficile. La barriera meccanica si forma con l’aggiunta di silice all’epidermide della foglia, che crea un gel di silice e poi dei fitoliti quando l’acqua evapora nel tempo. I fitoliti di silicio accumulati nelle pareti cellulari fogliari rappresentano una barriera meccanica diretta contro le principali avversità biotiche, in particolare i funghi patogeni. Le cuticole fogliari diventano più dure e resistenti, impedendo o ritardando la penetrazione delle ife fungine e l’attacco ai tessuti fogliari da parte di insetti con apparato boccale pungente-succhiante (come gli afidi) o con apparato boccale masticatore (come alcuni coleotteri). Per questa sola ragione, l’assenza di silicio nelle sperimentazioni contro la Xylella è sorprendente. Casi di Xylella sono stati riscontrati anche nelle viti. Allo stesso modo, le spore fungine di Pythium e Oidium, per esempio, incontrano maggiori difficoltà a penetrare le superfici silicizzate per germinare e diffondersi.
INSETTI UTILI E INSETTI DANNOSI NELL'ORTO
Attivazione delle Difese Immunitarie
Il silicio stimola fortemente la resistenza attiva alle batteriosi e ad ai parassiti inducendo i tessuti a produrre acido silicico. Agisce come messaggero per l’attivazione più rapida e intensa dei meccanismi fisiologici naturali di difesa e del metabolismo antiossidante in risposta a situazioni di stress biotico ed abiotico. L’Msa (acido mono-silicico) agisce anche come regolatore biologico, influenzando l’attività dei geni coinvolti nel metabolismo e nella produzione di enzimi, ormoni e proteine fondamentali per il buon funzionamento del “sistema immunitario” vegetale. Il silicio non “uccide o cura”, bensì sostiene, protegge, previene e scoraggia gli stress abiotici e biotici, diventando sempre più importante in quest’epoca di sensibilità ambientale, cambiamenti climatici ed eventi meteorologici estremi.
Regolazione Idrica e Tolleranza agli Stress Abiotici
Questo elemento incrementa significativamente la tolleranza al calore ed alla carenza di acqua da parte della pianta. Il Silicio contribuisce alla formazione di strutture resistenti e migliora lo status idrico e nutrizionale delle piante. Alcuni autori hanno segnalato i benefici derivanti dall’assorbimento di Silicio da parte delle colture, tra cui una maggiore resistenza all’evapotraspirazione e una maggiore capacità di affrontare situazioni di stress idrico e salino. Prove a Lanzarote hanno dimostrato che l’applicazione fogliare di Msa stabilizzato ha notevolmente migliorato la resistenza delle viti al vento e alla siccità, aumentandone la resa. Infine, la silice è un componente strutturale depositato nelle pareti cellulari, che contribuisce alla forza e alla rigidità dei tessuti vegetali, vitale ad esempio per i vasi conduttori dello xilema.
Mitigazione della Tossicità da Metalli Pesanti
Il silicio esplica inoltre ulteriori azioni positive come quella di limitare la tossicità di taluni metalli. Su questo tema ci sono importanti recenti studi che indagano le possibilità di utilizzo del silicio per mitigare gli impatti negativi dei metalli pesanti negli impianti, proponendone una rassegna esaustiva. Si combina con altri elementi nell’acqua del suolo o all’interno della pianta, riducendo così la potenziale tossicità. Il Silicio, infatti, riduce gli effetti negativi di sali e metalli pesanti.
Contributo alla Nutrizione e Struttura della Pianta
Il Silicio svolge un ruolo vitale nelle pareti cellulari delle piante ed è presente in tutte le fibre vegetali, soprattutto nella buccia dei frutti. Le pareti arricchite di Silicio offrono una maggiore resistenza meccanica agli insetti e ai patogeni, conferendo una protezione fondamentale alle piante. L'acido mono-silicico contribuisce a orchestrare la disponibilità e l’assorbimento dei minerali, in particolare fosforo, potassio e calcio. Inoltre, il Silicio favorisce la crescita e la formazione di noduli nelle leguminose, influenza l’attività degli enzimi vegetali e contribuisce alla composizione minerale delle piante. Il passaggio dal silicio come elemento “semplicemente” stimolante a benefico e infine strutturale-essenziale sembra avvenire quando si passa dalle piante dicotiledoni (0,1% di silicio sul peso secco) alle piante accumulatrici (che possono contenere fino al 10% di silicio sul peso secco). Nelle piante accumulatrici, il silicio assume un ruolo sempre più rilevante diventando un componente essenziale per la struttura delle piante stesse.
Effetti Sinergici e Benefici sulla Resa
Gli effetti sinergici tra silicio e calcio, ad esempio, hanno impatti più benefici sull’oliva rispetto al loro utilizzo individuale (08 agosto 2025 | 16:00 | R.). Questa maggiore efficienza nutrizionale porta ad una crescita qualitativa complessiva dei prodotti. Il silicio offre notevoli vantaggi, soprattutto in condizioni di stress biotico e abiotico, migliorando la produttività e la qualità complessiva dei frutti.
Il Silicio e la Qualità Post-Raccolta: Un Valore Aggiunto Duraturo
Un aspetto ancora non adeguatamente indagato, è l’importanza dell’Msa per le caratteristiche post-raccolta dei frutti. Le risposte fisiologiche agli stress durante la crescita hanno infatti un impatto importante anche in questa fase. Ciò influisce sia sulla qualità esterna (resa, aspetto, ecc.), sia su quella interna (tessuti strutturali, valori nutrizionali, residui d’acqua e chimici). Questi elementi agiscono su raccolta, stoccaggio, imballaggio, trasporto e distribuzione (shelf-life o relativo spreco). I benefici sono tangibili e misurabili. Ad esempio, le mele provenienti da piante trattate con Msa stabilizzato hanno bucce più spesse e cerose e producono più succo una volta spremute. Una ricerca svolta in Italia tramite risonanza magnetica ha dimostrato una conservazione e freschezza prolungata di 11 giorni per i pomodori! Con le fragole, si è registrato un ritardo nel deterioramento di 5-7 giorni. Questi dati evidenziano come l'applicazione del silicio possa estendere significativamente la durata e la qualità dei prodotti agricoli freschi, riducendo le perdite post-raccolta.

Silicio nel Terreno: Disponibilità, Assorbimento e Ruolo dei Microrganismi
Il Silicio (Si) è un componente molto abbondante della crosta terrestre dove rappresenta il 28% del totale, secondo solo all’ossigeno. È essenziale o quasi per la maggior parte degli organismi del nostro pianeta. Rappresenta tra lo 0,1 e il 10% della sostanza secca delle piante terrestri. Tuttavia, va notato che, pur essendo abbondante, il Silicio minerale non può essere assimilato direttamente dalle piante. Questo è un esempio perfetto della diversità tra il concetto di dotazione e quello di disponibilità di un elemento nutriente. Il primo si riferisce al contenuto somma totale di un elemento nelle sue diverse forme; con la disponibilità di un elemento del suolo si intende invece quanto della dotazione complessiva risulta essere effettivamente disponibile per l’assorbimento delle piante.
Naturalmente, gli agricoltori pensano che le piante abbiano silicio a sufficienza. Ma si tratta di una percezione errata: l’unica molecola biodisponibile per le piante è l’acido mono-silicico (Msa), che è altamente instabile e spesso carente nei terreni. Esso viene rilasciato naturalmente dalle rocce e dai minerali di silice attraverso l’idrolisi con acidi organici e carbonici deboli presenti nel suolo. La presenza di acido silicico nel terreno dipende dall’attività microbiologica, che si verifica nella materia organica. Pertanto, i terreni a basso contenuto di materia organica tendono ad avere una scarsa presenza di silicio organico, limitando così il suo assorbimento da parte delle piante. Nonostante il suo ruolo cruciale, il silicio è spesso ignorato dagli agricoltori.
Il silicio viene assorbito dalla maggior parte delle specie vegetali tramite diffusione passiva, arrivando al xilema e raggiungendo la parte aerea attraverso il flusso della traspirazione. Una volta assorbito dalle radici, il silicio viene trasportato e depositato nei tessuti vegetali come silice amorfa idratata (SiO2 NH2O). Alcune specie vegetali, come il mais, l’orzo o il frumento, assorbono il silicio attivamente, richiedendo un notevole dispendio energetico. Le piante possono essere classificate anche in base alla loro capacità di assorbimento e accumulo di silicio nei tessuti. Esistono le piante non accumulatrici (ad esempio, alcune specie dicotiledoni) che presentano una media dello 0,1-0,2% di silicio sul peso secco. Ci sono poi le piante intermedie e le piante accumulatrici. Le graminacee poacee, comprese le specie da tappeto erboso, raggiungono circa l’1% di silicio (con un comportamento più pronunciato nelle specie macroterme) e sono classificate come “intermedie”. In queste piante, il livello di silicio assorbito è paragonabile a quello di macroelementi come l’azoto e il potassio, assumendo quindi lo status di macroelemento. La capacità di accumulo dipende principalmente dalla capacità dei sistemi radicali delle piante di assorbire attivamente e selettivamente il silicio.
Il silicio agisce anche come condizionatore del suolo. Vaste aree di terreno agricolo vengono rese non coltivabili a causa di monocolture intensive, compattazione, contaminazione. Il silicio, dall’altra parte, aiuta a mantenere i suoli aperti e fertili, con popolazioni sane di microrganismi. Gli acidi poli-silicici aiutano ad aggregare le particelle del suolo, aumentandone la superficie, utile per adsorbire i minerali in eccesso e ridurre la lisciviazione. L’assorbimento dell’acido silicico è fondamentale per una nutrizione ottimale delle piante. Le concentrazioni di questo elemento possono variare tra lo 0,1% e il 10% nelle colture come riso e canna da zucchero, a seconda della disponibilità del silicio nel suolo. Sebbene i terreni contengano quantità significative di silicio, spesso si presentano in forme non disponibili per le piante, specialmente a causa di sistemi di coltivazione intensivi o squilibri biologici. Pertanto, integrare l’apporto di silicio sta diventando sempre più importante. L’inoculazione di microrganismi efficaci (EM) nei terreni può migliorare significativamente la disponibilità e l’assorbimento del silicio per le piante coltivate. Gli EM svolgono un’attività metabolica intensa che trasforma il silicio minerale in una forma organica facilmente assimilabile dalle piante, apportando notevoli benefici. A seconda del tipo di coltivazione, un ettaro di terreno coltivato può assorbire tra 40 e 300 kg di silicio (acido silicico) all’anno.
Le Forme di Integrazione del Silicio in Agricoltura: Dalle Farine ai Nanomateriali
L’impiego del silicio nella coltivazione delle piante sta iniziando a suscitare un crescente interesse da parte dei giardinieri, agronomi e professionisti del verde. Consapevoli della sua limitata disponibilità per le piante, grazie alla ricerca, si sono sviluppati concimi a base di silicio di alta qualità che consentono di sfruttarne appieno le sue proprietà benefiche. Gli agricoltori devono valutare il tipo di integratore di silicio migliore per le loro esigenze. Gli integratori presenti sul mercato si presentano in tre forme principali.
Acido Mono-Silicico Stabilizzato (sMsa)
Allo spray fogliare liquido di acido mono-silicico stabilizzato (sMsa) vengono comunemente aggiunti anche altri elementi, come il boro e il molibdeno. Esso può essere tranquillamente combinato con altre sostanze nei programmi di irrorazione. Quando viene applicato sulle foglie, l’Msa (in forma di sMsa) stimola la produzione di clorofilla e attiva una serie di segnali interni che favoriscono la sintesi e il movimento di ormoni ed enzimi. Un esempio di prodotto è Nutribio 5 4 2 con Silicio, un concime liquido biologico della gamma Frayssinet che offre un effetto sinergico per la crescita delle piante. Agisce come biostimolante grazie alla presenza di azoto in forma amminoacidica e all’aggiunta di OSYR, che stimola la crescita radicale. Offre una protezione aggiuntiva grazie al contenuto di ortodifenoli, molecole che contribuiscono a bloccare e mitigare i potenziali danni da stress ossidativo causati da fattori biotici e abiotici. Nutribio 5 4 2 con Silicio si applica per aspersione fogliare e costituisce una soluzione ottimale per incrementare l’assorbimento e l’accumulo di Silicio anche per le piante non accumulatrici.
Sali di Silicato Solubili
I sali di silicato solubili, come il silicato di potassio, sono inclusi in questa categoria. Sono una forma tradizionale di integrazione del silicio.
Sali Particolati, Micronizzati e Nanoparticelle
Un secondo gruppo è costituito da sali particolati, che vanno dalle zeoliti e farine fossili fino al silicato di calcio. Tradizionalmente, quest’ultimo viene utilizzato anche per la calcinazione, ottenuto come sottoprodotto della fusione e raffinazione dei metalli. Più recentemente, il silicato particolato è stato ottenuto da vetro riciclato. Un potenziale vantaggio è il suo rilascio più lento. I terreni vengono spolverati con queste forme granulari o in polvere.
Un esempio di prodotto a base di silicato particolato è la Farina di Basalto® prodotta dalla Basalti Orvieto, applicata come trattamento fogliare. Questa apporta, in termini nutrizionali, un mix equilibrato di minerali alle piante (silicio, potassio, calcio, ferro e magnesio) donando maggiore vigore vegetativo. La prima e più rilevante caratteristica da sottolineare riguarda la tipologia e forma di silicio presente nella Farina di Basalto® che non contiene silice cristallina libera, bensì soltanto silicati amorfi. Peraltro anche altre componenti della Farina di Basalto®, come nel caso del ferro, contribuiscono nel medesimo modo. Tale maggiore efficienza nutrizionale porta ad una crescita qualitativa complessiva dei prodotti, migliora la loro conservabilità ed aumenta la resistenza alla manipolazione delle produzioni. La forma solida microgranulare di CUP GREEN Si (1,7-3- 0 + Silicio) è ideale per soddisfare appieno i maggiori fabbisogni delle piante accumulatrici, come le specie da tappeto erboso. CUP GREEN SILICIO può essere utilizzato per la preparazione del letto di semina, dopo periodi di stress delle piante e come copertura.
In modo più efficace, le particelle micronizzate (0,1 - 10 µ micrometri) o le nanoparticelle (100 nanometri - 0,1 µ) vengono applicate come sospensione liquida in irrorazioni fogliari o in trattamenti del suolo. Questa tecnologia avanzata consente una maggiore superficie di contatto e una migliore biodisponibilità, massimizzando gli effetti benefici del silicio e aprendo nuove prospettive per un'agricoltura di precisione.
INSETTI UTILI E INSETTI DANNOSI NELL'ORTO
Il Futuro del Silicio in Agricoltura: Verso una Mentalità Ecologica
Il Silicio si è guadagnato rapidamente una posizione di rilievo nella coltivazione delle piante grazie alle sue molteplici funzioni e benefici. Nonostante non sia ancora classificato come elemento nutriente essenziale, è considerato elemento quasi essenziale che apporta notevoli vantaggi, soprattutto in condizioni di stress biotico e abiotico. Il Silicio agisce in modo naturale come una barriera meccanica contro i patogeni e promuove l’attivazione dei meccanismi di difesa delle piante. Inoltre, migliora lo status idrico e nutrizionale delle piante, riduce gli effetti negativi di sali e metalli pesanti e contribuisce alla formazione di strutture resistenti. Del resto, è abbastanza comune, per tanti produttori, affrontare i problemi dopo che si sono manifestati: infestazioni di insetti, malattie o stress ambientali che ostacolano la crescita e lo sviluppo. Il valore dei prodotti preventivi, peraltro, è difficile da calcolare, e per le aziende agrochimiche risultano più convenienti da commercializzare.
Il silicio non rientra neanche nelle categorie dei prodotti tradizionali: non è un fertilizzante, né un biostimolante, poiché per definizione quest’ultimo esclude qualsiasi effetto provato contro gli stress biotici. Poiché gli integratori di silicio riducono spesso il consumo di acqua e l’uso di fertilizzanti e agrofarmaci, non ci si può aspettare un grande interesse dall’industria agrochimica. L’autore preferisce qui considerare gli effetti dell’Msa riscontrati principalmente in prove commerciali, piuttosto che in articoli di ricerca scientifica. In aggiunta, gli effetti dell’Msa tendono a essere specifici per ogni coltura e gli agricoltori devono seguire indicazioni precise sull’applicazione, come il tipo di coltura, le fasi di crescita, il dosaggio e la frequenza. Applicare il silicio in agricoltura richiede però una mentalità ecologica, una visione che valorizza la prevenzione e il rafforzamento intrinseco delle piante per una produzione più sostenibile e resiliente ai cambiamenti climatici e agli eventi meteorologici estremi.
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