La Fibrosi Cistica e le prospettive di genitorialità attraverso la procreazione medicalmente assistita

La fibrosi cistica (FC) rappresenta una delle patologie genetiche ereditarie più diffuse nel mondo occidentale. Si tratta di una condizione cronica e progressiva che si manifesta nelle prime tappe dell’infanzia e che colpisce numerosi organi del corpo, tra cui i polmoni, l’intestino, il pancreas e il fegato. La complessità di questa malattia risiede nella sua natura genetica: è una patologia autosomica recessiva causata da mutazioni del gene CFTR (cystic fibrosis trans membrane regulator), identificato alla fine degli anni '80. Questo gene regola il trasporto di sali e acqua nelle cellule. Quando alterato, provoca un ispessimento delle secrezioni mucose che coinvolgono diversi organi, tra cui anche gli apparati riproduttivi.

rappresentazione del gene CFTR e del meccanismo di trasporto ionico nelle cellule epiteliali

Comprendere la genetica della fibrosi cistica

Ogni individuo possiede due copie del gene CFTR, ciascuna proveniente da uno dei genitori. Per essere affetto da fibrosi cistica, un individuo deve presentare mutazioni in entrambe le copie, configurandosi come omozigote. Se una persona dispone di una sola mutazione nella coppia del gene, viene definita portatrice sana della malattia. Queste persone non presentano sintomi evidenti, ma possono trasmettere la mutazione ai figli.

In Italia si stima che una persona su 25 sia portatrice sana della mutazione della fibrosi cistica. Essere portatori sani significa avere una sola copia del gene mutato, senza manifestare la patologia. La fibrosi cistica costituisce una delle malattie ereditarie più frequenti nel mondo occidentale, con una frequenza di 1:2500 nascite, mentre la frequenza dei portatori si calcola in 1:20-1:25 individui. Un bambino affetto da fibrosi cistica nasce quando entrambi i genitori presentano mutazioni genetiche; in tale scenario, esiste il 25% di possibilità che il figlio nasca con la malattia. Fino ad oggi, sono state individuate oltre 1600 lesioni nel materiale genetico dei pazienti, la maggior parte delle quali ritenute patologiche. La mutazione più diffusa è la Delta-F508, ritenuta tra le più gravi per sintomatologia.

Diagnostica e impatto sulla fertilità maschile

La diagnosi precoce e la valutazione genetica sono fondamentali. Il test del sudore determina la concentrazione di cloro, che nei malati di fibrosi cistica risulta eccezionalmente alta. Nello studio genetico vengono analizzate tutte le regioni codificanti del gene, ovvero quelle che contengono le informazioni per sintetizzare la proteina CFTR.

Le ripercussioni sulla fertilità sono significative. Gli uomini malati di fibrosi cistica possono soffrire problemi di fertilità, in particolare a causa dell'agenesia congenita dei dotti deferenti (CBAVD - Congenital Bilateral Absence of Vas Deferens). Nel 98% circa dei casi maschili, la fibrosi cistica comporta l’assenza di questi canali, attraverso cui gli spermatozoi si spostano dai testicoli all’eiaculato. Questo impedisce il passaggio fisico degli spermatozoi, provocando una forma di infertilità chiamata azoospermia ostruttiva.

4. PREVENZIONE | La fibrosi cistica causa infertilità? // #fertilità #fibrosicistica #pma

Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)

Quando i malati di fibrosi cistica desiderano ampliare la famiglia, dovranno richiedere una consulenza medica e genetica. Lo specialista suggerirà di ampliare lo studio genetico a entrambi i membri della coppia. Se, dopo accurato approfondimento, viene diagnosticata una condizione di ipofertilità, le coppie possono avvalersi delle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) in Centri Specializzati.

Grazie alle tecniche di PMA, è possibile recuperare chirurgicamente gli spermatozoi attraverso procedure come MESA, TESE o PESA, per poi procedere con la fecondazione in vitro tramite ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo). In alcuni casi, è possibile inoculare gli spermatozoi in utero e lasciare che la fecondazione avvenga naturalmente, mentre in altri si ricorre alla fecondazione dell’ovocita in vitro con successivo impianto. È importante sottolineare che con l’arrivo dei modulatori CFTR - farmaci innovativi che migliorano la funzione del gene CFTR - è stato osservato un aumento dei tassi di gravidanza spontanea.

Il ruolo della Diagnosi Genetica Preimpianto (DGP)

La Diagnosi Genetica Preimpianto (DGP) è una tecnica di riproduzione assistita che permette di selezionare gli embrioni sani per la fibrosi cistica. Questi embrioni potranno poi essere trasferiti in utero materno, permettendo la nascita di un figlio libero dalla malattia. Fare il test genetico per la fibrosi cistica è un gesto di amore e responsabilità che permette alla coppia di avere tutte le informazioni necessarie per affrontare consapevolmente il percorso verso la genitorialità.

diagramma che illustra il processo di DGP (diagnosi genetica preimpianto) dalla biopsia embrionale al trasferimento

La gestione della fertilità in presenza di mutazioni CFTR non è standardizzata e richiede valutazioni individuali. Ad esempio, nel caso di una paziente con due mutazioni F508del e un compagno portatore della mutazione R31C, la consulenza specialistica basata su database come cftr2.org diventa cruciale. In tali scenari, la probabilità di generare un figlio affetto è diversa rispetto a una condizione di omozigosi per mutazioni severe. Per questo motivo, la pianificazione deve essere attenta e basata su un confronto costante con genetisti e specialisti in medicina della riproduzione, poiché la fibrosi cistica, pur essendo una malattia genetica complessa, permette oggi a chi ne è affetto di vivere più a lungo e con una qualità di vita decisamente migliore, rendendo il progetto di genitorialità un obiettivo concreto e realizzabile.

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