Guida completa all'allattamento: Dalla nascita alla crescita del bambino

L'allattamento al seno è un atto naturale, ma non sempre è un processo innato, motivo per cui solleva così tante domande ai genitori. È difficile da implementare? O doloroso? Farò tutto sbagliato…? Una futura mamma spesso sperimenta queste paure, anche prima di partorire. Seno o biberon? Il tuo bambino non è ancora nato e devi già pensare a come verrà nutrito. Mentre l'allattamento al seno è stata una questione di vita o di morte per millenni (e lo è ancora in alcune zone remote), oggi l'allattamento al seno non è più l'unica opzione disponibile. Oggi, i tuoi sentimenti dovrebbero essere ciò che conta di più nella tua decisione di allattare o meno. Questa scelta molto intima riguarda solo te e il tuo partner.

Una madre che allatta con tenerezza il proprio neonato in un ambiente sereno

Con rare eccezioni, tutte le donne - in teoria - possono allattare i loro bambini. La domanda è davvero cosa desideri. Non ha senso per una neo mamma sforzarsi se sente di non voler allattare il suo bambino. Il tuo latte materno è specificamente adatto alle esigenze fisiologiche del tuo bambino e contiene tutte le sostanze nutritive necessarie: la sua composizione cambia man mano che il tuo piccolo cresce e anche durante l'arco della giornata. Oltre all'importanza biologica, un altro vantaggio evidente dell'allattamento al seno è il legame unico che si sviluppa tra madre e figlio durante questi teneri pasti corpo a corpo.

I benefici biologici ed emotivi dell'allattamento

I benefici dell'allattamento al seno per la mamma sono molteplici. Emotivamente, prima di tutto. Quando allatti, con il tuo bambino vicino a te, sperimenterai una vera sensazione di benessere. L'ossitocina, anche chiamata "l'ormone della felicità", viene secreta quando il neonato si nutre al seno e favorisce l'attaccamento della madre al suo bambino. Dal punto di vista della salute, le contrazioni causate dall'allattamento al seno aiutano anche a rimettere l'utero a posto.

Il latte materno rappresenta l’alimento perfetto: contiene in proporzioni bilanciate tutti i nutrienti, le sostanze bioattive e i microrganismi benefici dei quali il bambino ha bisogno dalla nascita e nel corso della crescita. I vantaggi dell’allattamento al seno sono innumerevoli: rinforza le difese immunitarie, favorisce lo sviluppo intestinale del neonato, rafforza il rapporto mamma-bambino, protegge la donna dal tumore al seno, dal tumore ovarico e dall’osteoporosi in età avanzata.

Infografica che mostra i componenti nutrizionali del latte materno

La produzione di latte materno dipende principalmente dalla domanda del tuo bambino perché è la suzione che provoca la secrezione dei due principali ormoni della lattazione: prolattina e ossitocina. I tuoi seni si sono preparati a dare latte sin dall'inizio della gravidanza, quindi non preoccuparti: avrai abbastanza latte. E più lui allatta, più latte avrai. Quest'ultimo stimola la spremitura della muscolatura presente nella ghiandola mammaria e stimola la contrazione dell’utero dopo il parto riducendo drasticamente l’incidenza delle emorragie post-partum.

Gestione dei ritmi e avvio dell'allattamento

Fin dalla nascita i neonati hanno bisogno di un allattamento al seno a richiesta, ovvero di avere la possibilità di attaccarsi al seno ogni qualvolta lo desiderino. I primi segnali di fame consistono nel cosiddetto “riflesso di ricerca”: il neonato comincia ad aprire gli occhi, a girare la testa e a far sporgere in fuori la lingua in cerca della mamma. Durante le prime settimane, allatta il tuo bambino ogni volta che è sveglio, senza aspettare che pianga. Il tuo bambino deciderà anche la frequenza delle poppate e per quanto tempo dureranno. 10 minuti o ¾ di ora: dagli questa libertà senza imporre un intervallo tra voi.

Il latte prodotto dalle ghiandole delle mammelle a partire da metà della gravidanza e nei primi giorni dopo il parto si chiama colostro. Nei primi giorni di vita, al neonato sono sufficienti piccole quantità di colostro per ogni singola poppata al fine di coprire il suo fabbisogno di nutrienti: non sono indicate supplementazioni a base di acqua, soluzioni glucosate o formule lattee. Man mano che trascorrono i giorni, il colostro cambia di colore e modifica la sua composizione e il suo aspetto (si parla in questa fase di latte di transizione) fino ad assumere il colore bianco del latte.

COME ALLATTARE AL SENO e QUALI SONO LE MIGLIORI POSIZIONI: ATTACCO CORRETTO del NEONATO - OSTETRICA

È bene sapere che nel latte materno sono contenuti nutrienti quali proteine, zuccheri, oligosaccaridi, vitamine, grassi che soddisfano perfettamente le necessità del piccolo. Da studi recenti è stato evidenziato che attraverso il latte materno vengono trasmessi dei batteri che contribuiscono allo sviluppo della normale flora batterica intestinale, determinante nel proteggere il bambino da infezioni nel breve periodo. Attraverso il latte materno, oltre ai batteri buoni, la mamma trasmette al piccolo anticorpi che lo proteggono da numerose infezioni (respiratorie, gastrointestinali…).

Tecniche e posizioni per il comfort materno

Una volta a casa, fidati di te! Ogni mamma trova gradualmente la sua strada per continuare l'avventura dell'allattamento al seno in modo pacifico. Assicurati di essere a tuo agio durante le poppate per evitare dolori alla schiena. Se possibile, scegli un ambiente calmo, o sdraiati su un fianco con il tuo bambino di fronte a te, o siediti con la schiena ben sostenuta da cuscini e il tuo bambino che giace nell'incavo del braccio, o ancora meglio, su un cuscino per l'allattamento.

La posizione di allattamento al seno sdraiata (semireclinata) è la più naturale e apprezzata dalle mamme e dai bambini di tutte le età. Per avere maggiore comodità in questa posizione può essere utile avvalersi di alcuni cuscini di sostegno - così da non trovarsi completamente distesi - o utilizzare una poltrona reclinabile. Una variante, molto utile in caso di punti di sutura o dopo un cesareo, è la posizione sdraiata di lato: mamma e neonato saranno entrambi distesi sul fianco, pancia contro pancia. La posizione di allattamento al seno “rugby” consiste invece nel sostenere il bambino lungo il proprio avambraccio, con la mamma seduta.

Per attaccare bene il bambino al seno è importante stimolare una buona apertura della bocca. In tal senso risulta utile effettuare la spremitura del seno e far affiorare delle gocce di latte/colostro che, grazie al loro odore, indirizzano il piccolo verso il capezzolo. Risulta inoltre utile sfiorare dolcemente con un dito la guancia del bambino dall’angolo delle labbra fino allo zigomo per stimolare una maggiore apertura della bocca. Per un corretto attacco è fondamentale che il piccolo afferri capezzolo e areola all’interno del palato affinché non si formino delle ragadi al seno.

Prevenire e gestire le difficoltà comuni

L'allattamento può essere doloroso, ma per fortuna ci sono soluzioni! È allora che è probabile che compaiano ragadi e screpolature, che possono variare da un semplice capezzolo irritato a una crepa sanguinante. Per evitare questi inconvenienti, è necessario verificare che il tuo bambino sia in una posizione corretta. Un’evenienza molto fastidiosa è l’insorgenza di dolori al seno durante l’allattamento. La prima causa sono le ragadi del capezzolo, causate da un attacco non ottimale del piccolo al seno: il neonato, durante la suzione, danneggia il capezzolo perché la sua bocca non riesce a prendere una quantità sufficiente di mammella.

Un’altra complicazione comune dell'allattamento è l’ingorgo mammario, che si traduce in un indurimento doloroso del seno. Questo si verifica spesso nei primi giorni. La soluzione più efficace è allattare il tuo bambino il più regolarmente possibile, e anche usare un tiralatte se necessario, per svuotare il seno il più possibile. Lo stesso trattamento viene applicato per la mastite. Questa infiammazione della ghiandola mammaria, causata da dotti lattiferi ostruiti, può innescare sintomi simili a quelli dell'influenza. Se la mamma presenta dolore al seno durante l’allattamento e anche a riposo, accompagnato da arrossamento della mammella, febbre, mal di testa e dolori muscolari è probabile che abbia una mastite, che richiede l’assunzione di antinfiammatori e antibiotici.

Diagramma che illustra la prevenzione degli ingorghi mammari

Dopo ogni poppata, prenditi cura anche di te. Applica una crema specifica sui capezzoli: forma un film idratante e protettivo, con effetto riparatore. Apporta sollievo e lenisce i capezzoli prima e dopo l’allattamento. Se il tuo bambino non si addormenta dopo una poppata, mettilo in piedi contro la tua spalla e picchiettagli delicatamente sulla schiena: potrebbe aver bisogno di fare il ruttino!

Il ruolo del partner e il supporto sociale

Il co-genitore deve essere la tua prima fonte di supporto. Il tuo partner deve essere d'accordo con la tua decisione di allattare e convinto dei benefici dell'allattamento per poterti supportare al meglio in questa grande avventura. La sua presenza e il suo sostegno incrollabili saranno inestimabili per dare alla mamma tutta la fiducia di cui ha bisogno. In cambio, è essenziale farlo entrare nello "spazio del bambino" e dargli un ruolo, in particolare coinvolgendolo nelle attività quotidiane con il bambino. Nella pratica dell’allattamento al seno è molto importante coinvolgere anche il padre: infatti un papà consapevole dell’importanza di tale pratica e che coopera con la mamma in tal senso consente un efficace e più duraturo allattamento del piccolo.

L’importanza dell'allattamento per mamme e bambini è universalmente nota, ma le politiche di sostegno a questa pratica - come i permessi retribuiti o le pause sul luogo di lavoro per consentire alle lavoratrici di allattare - non sono ancora accessibili a tutte le donne, nel mondo. È fondamentale che le strutture lavorative si adattino per permettere alle mamme di continuare questa pratica essenziale.

Alimentazione materna durante l'allattamento

Il miglior consiglio da fornire alle mamme che chiedono quale alimentazione seguire durante l’allattamento al seno è quello di scegliere una dieta il più possibile varia ed equilibrata. Inoltre, dato che questa attività richiede un notevole dispendio di calorie (fino a 700 kcal al giorno), l’ideale dieta durante l’allattamento al seno deve fornire circa 500 kcal aggiuntive rispetto a prima della gravidanza; le altre 200 kcal verranno fornite dalla metabolizzazione delle riserve di grasso immagazzinate durante la gravidanza.

Durante la gestazione la donna ha anche un aumento del fabbisogno di vitamine A, C, D, E e K, e rimane elevato il fabbisogno di acido folico, iodio, selenio e zinco, mentre quello di ferro si riduce per via della ridotta perdita se vi è assenza di ciclo durante l’allattamento al seno. In genere, se la dieta è varia e salutare, non c’è bisogno di supplementi perché le vitamine e gli oligoelementi di cui ha bisogno la mamma sono contenuti nella normale alimentazione. Non esistono, durante l’allattamento al seno, cibi da evitare. È bene invece limitare il consumo moderato di caffeina, contenuta in caffè, the e bevande a base di cola, e alcool perché passando nel latte, queste sostanze potrebbero causare nel neonato irritabilità e insonnia.

L'evoluzione dell'allattamento dopo il primo mese

Congratulazioni, sei riuscita a superare il primo mese di allattamento al seno. Il tuo latte materno è ora completamente maturo, la sua produzione sta iniziando a rallentare e non noti (quasi) più perdite dai seni. Non preoccuparti, non stai smettendo di produrre latte; il seno è semplicemente diventato più efficace nel produrlo e conservarlo. A sei settimane inizierai a vedere le gengive del bambino mentre sorride e, una volta compiuti due mesi, potrai dire di aver allattato dalle 500 alle 600 volte.

A circa un mese di vita il bambino inizierà a ingerire quantità maggiori di latte durante le poppate e potrebbe iniziare a fare intervalli più lunghi tra una poppata e l'altra. Il suo stomaco sta crescendo in modo da poter accogliere poppate più voluminose e il latte maturo lo mantiene più sazio per periodi prolungati. Il latte materno fornisce al tuo bambino tutto ciò di cui ha bisogno per i primi sei mesi di vita. Se allattato esclusivamente al seno non ha nemmeno bisogno di bere acqua! Il suo sistema digestivo non è in grado di assimilare cibi solidi prima del sesto mese e non potrà consumare latte di mucca fino a un anno.

Tabella di crescita del neonato e frequenza consigliata delle poppate nel primo semestre

È normale per tutti i bambini svegliarsi durante la notte. La maggior parte dei bambini da uno a sei mesi consuma un quinto dell'assunzione di latte quotidiana durante la notte, per cui queste poppate sono importanti per assicurargli un apporto calorico sufficiente. È stato osservato che, visto che ti devi comunque svegliare, l'allattamento al seno è perlomeno comodo: non c'è bisogno di pianificare, misurare o sterilizzare biberon.

Continuità dell'allattamento e rientro al lavoro

Nei primi sei mesi, mentre stai ancora allattando esclusivamente al seno, potresti dover lasciare il bambino per un paio d'ore o anche di più se hai ricominciato a lavorare o se devi assentarti. Non sentirti obbligata a smettere. Puoi ancora continuare a regalare al tuo bambino i benefici del latte materno estraendolo, in modo che gli venga somministrato in tua assenza. La tecnica di estrazione del primo latte è la spremitura manuale, utilizzabile nei primissimi giorni dopo il parto.

Se stai per ricominciare a lavorare, parla con il tuo datore di lavoro, in modo da mettere in atto un programma. Molte mamme allattano il bambino al seno durante la notte e riescono a occuparsi della prima e dell'ultima poppata della giornata. Dopodiché estraggono il latte all'ora di pranzo, per alleviare eventuali disagi e avere latte per il giorno successivo. Spesso è molto più semplice di quel che si pensi e oggigiorno molti posti di lavoro sono attrezzati per facilitare le mamme.

Allattamento oltre il sesto mese

Se intorno ai sei mesi il bambino mostra di avere interesse verso il cibo e riesce a sedersi dritto senza aver bisogno di supporto significa che è pronto a provare i cibi solidi. Tuttavia ciò non significa che tu debba smettere di allattare al seno. Inizia a introdurre il cibo all'incirca in questo periodo, ma ricorda che l'allattamento al seno rimarrà la sua fonte principale di calorie e sostanze nutritive fino agli otto-nove mesi.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di far assumere ai bambini latte materno, oltre che cibi solidi, fino all'età di due anni e oltre, perché il latte svolge ancora un ruolo vitale per il loro sistema immunitario. È anche un modo importante per offrire loro supporto emotivo quando si sentono poco bene o sopraffatti. Crescendo e diventando più avventuroso mio figlio veniva spesso da me per farsi allattare, come per trovare nuova motivazione e ricaricarsi. Se allatti il bambino al seno fino alla prima infanzia, gli altri potrebbero dirti che rischi che non voglia mai più smettere; ma, se viene offerta loro la libertà di scegliere, i bambini spesso si svezzano autonomamente tra i due e i quattro anni.

Ricorda sempre che ogni mamma trova la propria strada e che non esiste un modo unico per gestire questo percorso. L'allattamento è un viaggio che si costruisce giorno dopo giorno, basato sull'amore, la pazienza e l'ascolto delle reciproche necessità. L'importante è che la scelta presa ti faccia sentire serena e sicura nel tuo ruolo di madre.

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