La Migliore Posizione del Bambino per il Parto: Guida Completa

La gravidanza è un evento naturale e straordinario, che culmina nel parto, momento in cui il bambino viene al mondo. Un aspetto cruciale che influenza l'esito del parto è la posizione che il feto assume all'interno dell'utero materno. Sebbene la gravidanza sia un processo fisiologico, la posizione del feto ha un effetto importante sul parto e, in alcune situazioni, può rendere necessario un parto cesareo. La comprensione delle diverse presentazioni e posizioni fetali è fondamentale per anticipare potenziali difficoltà durante il travaglio e il parto, garantendo la sicurezza sia della madre che del bambino.

posizioni feto utero

Le Presentazioni Fetali: Cosa Sono e Perché Contano

La presentazione indica la parte del corpo del feto che si immette per prima nel canale del parto, detta anche "parte presentata". Solitamente, si tratta della testa, ma a volte possono essere i glutei (presentazione podalica), una spalla o il viso. Identificare la presentazione fetale aiuta i medici a prepararsi al meglio per il parto.

Presentazione Cefalica: L'Ideale per il Parto Fisiologico

Nel 95% delle gravidanze, il bambino assume la posizione cefalica, la più adatta per nascere, solitamente intorno alla 30esima settimana di gravidanza. In questa situazione, il capo è rivolto verso il basso, l'asse longitudinale del corpo è parallelo a quello della madre, la testa è piegata in avanti, con il mento appoggiato allo sterno, e le gambe e le braccia sono flesse e raccolte sul tronco. Questa è la presentazione più comune, più sicura e più facile per la madre.

Quando il bebè è posizionato con il capo verso il basso, con la testa come prima parte che si affaccia al momento della nascita, si parla di presentazione cefalica. Se il collo del piccolo è completamente flesso e la regione della testa che avanza per prima nel canale del parto è la parte posteriore del capo (dove si apre la più piccola delle due fontanelle), la presentazione si chiama cefali di vertice. Questa è la situazione ideale per un parto fisiologico. La posizione ottimale per il parto è, infatti, quella "a testa in giù", una posizione di vertice, comunemente detta a testa in giù, ovvero con la testa del bambino rivolta verso il bacino della madre. Quando la testa del neonato è rivolta verso il bacino materno, tutto il corpo prende un atteggiamento di flessione, favorendo così il parto vaginale.

presentazione cefalica ideale

Variazioni della Presentazione Cefalica e le Loro Implicazioni

Qualche complicazione può insorgere se il collo non è del tutto piegato in avanti. In tal caso, il bimbo può farsi strada nel canale del parto con la parte superiore della testa (la regione dove si apre la fontanella maggiore), o con la fronte, o con la faccia. Si parla allora, rispettivamente, di “presentazione di bregma”, “di fronte” o “di faccia”.

  • Presentazione di Bregma: La parte che si presenta è la fontanella maggiore.
  • Presentazione di Fronte: La parte che si presenta è la fronte. Il collo è moderatamente inarcato.
  • Presentazione di Faccia: Il collo è piegato all’indietro, e si presenta per primo il viso.

In queste condizioni, la discesa del bambino nel canale del parto può arrestarsi e il monitoraggio del battito fetale può evidenziare uno stato di sofferenza del piccolo dovuto allo stress. Di solito il feto non rimane in una presentazione di faccia o di fronte, queste presentazioni spesso si trasformano in presentazione di vertice (parte superiore della testa) prima o durante il travaglio. In caso contrario, è raccomandato un parto cesareo.

Presentazione Podalica: Quando i Glutei o i Piedi Vengono Prima

Nel 4% delle gravidanze, il bimbo arriva alle soglie della nascita con la testa rivolta verso l'alto e l'estremità inferiore del corpo rivolta verso il basso, pronta a impegnarsi nel canale del parto. Questa è la presentazione podalica. Talvolta le gambe del bambino sono flesse e raccolte sul bacino. In tal caso, la parte che si presenta per prima è il sederino del piccolo.

presentazione podalica

Non sempre la presentazione podalica richiede un parto cesareo. Il ricorso al bisturi è necessario se il bambino ha un peso stimato superiore ai 3,8 chilogrammi, o se il diametro del bacino del bambino è inferiore a quello della sua testa.

I rischi aumentano se la presentazione è di piedi, perché la rapida fuoriuscita delle gambe può far sì che le braccia del bambino, normalmente raccolte sul petto, si distendano verso l'alto. Se ciò accade, il bimbo può rimanere bloccato all'altezza delle spalle. Un'altra complicazione possibile, in particolare nella presentazione di piedi, è il prolasso del cordone ombelicale, cioè la fuoriuscita di una parte del cordone durante la fase espulsiva. Così, compresso nel canale del parto, il cordone non è in grado di rifornire di ossigeno il piccolo impegnato a nascere.

Nel parto vaginale, i bambini che presentano prima le natiche sono maggiormente a rischio di subire lesioni o persino morire rispetto a quelli che si presentano di testa. Il motivo dei rischi per i bambini in presentazione podalica è che le anche e le natiche del bambino non sono larghe quanto la testa. Pertanto, se le anche e le natiche passano per prime attraverso la cervice, il passaggio potrebbe non essere abbastanza largo per la testa. Inoltre, se la testa segue le natiche, il collo può essere piegato leggermente all’indietro, aumentando la larghezza necessaria per l’espulsione rispetto a quando la testa è inclinata in avanti con il mento flesso, la posizione più agevole per il parto. Pertanto, mentre il corpo del bambino può essere partorito, la testa può rimanere intrappolata e non essere in grado di attraversare il canale del parto. Se la testa rimane incastrata, esercita una pressione sul cordone ombelicale nel canale del parto, cosicché al bambino arriva molto poco ossigeno. Il danno cerebrale dovuto alla mancanza di ossigeno è più comune nei bambini con presentazione podalica rispetto a quelli con presentazione cefalica.

Nella primipara questi problemi possono verificarsi più spesso, perché i tessuti della donna non sono stati allungati da parti precedenti. A causa del rischio di lesioni o perfino di morte del bambino, si preferisce il parto cesareo se il feto è in presentazione podalica, salvo quando il medico ha molta esperienza ed è abile nel parto podalico oppure non sia disponibile una struttura o strumentazione adeguata per eseguire un parto cesareo in sicurezza.

La presentazione podalica ha maggiori probabilità di verificarsi nelle seguenti circostanze:

  • Il travaglio inizia troppo presto (travaglio pretermine).
  • È presente più di un feto (gestazione multipla).
  • L’utero ha una forma anomala o contiene neoformazioni anomale come fibromi.
  • Il feto ha un difetto congenito.

Presentazione di Spalla: La Situazione Più Rara e Rischioss

Più rara in assoluto è la presentazione di spalla: quella del feto che ha l'asse del corpo trasversale rispetto all'asse dell'utero e una spalla che spinge verso il basso. È un'evenienza che si verifica nello 0,5-1% delle gravidanze. In questa posizione trasversale il feto giace in posizione orizzontale attraverso il canale del parto e si presenta prima di spalle.

Nelle primipare, la posizione trasversale può essere dovuta a una malformazione dell'utero o del bacino oppure alla presenza di un fibroma di grosse dimensioni sul fondo uterino. Nelle pluripare, può essere una conseguenza della perdita di elasticità delle pareti dell'utero.

Oltre all'impossibilità fisica per il feto di venire alla luce spontaneamente in queste condizioni, la presentazione di spalla comporta anche un rischio molto elevato di prolasso del cordone ombelicale. In tal caso viene eseguito un parto cesareo a meno che il feto non sia il secondo di una coppia di gemelli.

presentazione trasversale feto

Posizione e Situazione Fetale: Ulteriori Dettagli del Posizionamento

Oltre alla presentazione, esistono altri termini medici che descrivono con precisione la posizione del feto, contribuendo a un'analisi completa per i medici.

La Posizione: Orientamento del Feto Rispetto alla Madre

La posizione indica se il feto è rivolto all’indietro (occipito-anteriore) o in avanti (occipito-posteriore). L’occipite è un osso situato nella parte posteriore della testa del bambino.

  • Posizione Occipito-Anteriore: Il feto è rivolto verso la schiena della madre e verso il basso (quando la madre è distesa supina). Questa è la posizione più favorevole e comune.
  • Posizione Occipito-Posteriore: Il feto è rivolto verso l’osso pubico della madre e verso l’alto (quando la madre è sdraiata supina). Questa posizione è meno comune rispetto all'occipito-anteriore e rende il parto più difficile. Spesso quando un feto ha la testa rivolta anteriormente il collo è diritto anziché flesso e ciò fa sì che sia necessario maggiore spazio affinché la testa attraversi il canale del parto. Può essere necessario un parto assistito con una ventosa ostetrica o il forcipe oppure il parto cesareo.

La Situazione: Angolo del Feto Rispetto alla Madre e all'Utero

La situazione fetale si riferisce all’angolo del feto rispetto alla madre e all’utero.

  • Situazione Longitudinale: La colonna vertebrale del bambino è parallela alla colonna vertebrale della madre. Questa è la situazione normale.
  • Situazione Trasversale: Il feto è posizionato lateralmente, come nella presentazione di spalla.
  • Situazione Obliqua: Il feto è posizionato ad un angolo.

La combinazione più comune, più sicura e più facile per la madre è la seguente:

  • Presentazione di testa (detta presentazione di vertice o cefalica)
  • Rivolto all’indietro (posizione occipito-anteriore)
  • Colonna vertebrale parallela alla colonna vertebrale della madre (situazione longitudinale)
  • Collo piegato in avanti con il mento flesso
  • Braccia incrociate sul petto

Se il feto si trova in una posizione, situazione o presentazione diversa, il travaglio può essere molto più difficoltoso e il parto vaginale può rivelarsi impossibile.

Fattori che Influenzano il Posizionamento Fetale

Variazioni nella presentazione, nella posizione o nella situazione fetale possono verificarsi per diverse ragioni:

  • Il feto è troppo grande per la pelvi della madre (sproporzione feto-pelvica).
  • L’utero ha una forma anomala o contiene masse anomale come fibromi.
  • Il feto ha un difetto congenito.
  • È presente più di un feto (gestazione multipla).

Il feto infatti si posiziona in base allo spazio che trova, spazio creato dalle modificazioni naturali del nostro corpo. Innanzi tutto, grazie agli ormoni secreti in gravidanza il corpo diventa più “morbido”. Il bacino si allarga e si inclina in avanti.

Quando il Feto si Posiziona per il Parto

Durante i primi mesi della gravidanza, il feto cambia posizione di frequente, avendo una maggiore capacità di muoversi all’interno dell’utero poiché lo spazio a sua disposizione è più ampio.

  • Primo trimestre (settimane 1-12): Il feto è relativamente piccolo e ha spazio sufficiente nell’utero per muoversi liberamente. La sua posizione non è stabilita e può variare notevolmente.
  • Secondo trimestre (settimane 13-27): Il feto inizia a crescere più rapidamente. In questa fase, nella maggior parte dei casi, assume una presentazione cefalica. Tuttavia, poiché lo spazio nell’utero cresce, il feto può ancora cambiare posizione occasionalmente.
  • Terzo trimestre (settimane 28-40): Nella maggior parte delle gravidanze, specialmente verso il termine, il feto si stabilizza in una posizione più definitiva, anche se ci sono diversi casi in cui si muove fino alle ultime settimane di gravidanza. Verso la fine della gravidanza, il feto è più grande, ha meno spazio per muoversi e rimane in una posizione.

Il momento in cui il feto si incanala nel bacino materno è fondamentale nel processo di preparazione al parto. Si verifica nelle settimane o nei giorni finali della gravidanza, con tempistiche che possono variare notevolmente. In questa fase, che si è soliti chiamare “impegno”, la testa del bambino - se si tratta di un feto con una presentazione cefalica - si sposta più in basso nel bacino, assumendo una posizione ottimale per il parto. Durante le ultime visite ostetriche l’ostetrica o il ginecologo valuterà la posizione del bambino e il livello di incanalamento della testa nel bacino.

Come Verificare la Posizione Fetale

Per capire la posizione del feto, ancor prima degli esami clinici ci si può avvalere delle tecniche di palpazione. Ostetriche e ginecologi possono infatti eseguire un esame tattile sull’addome della futura mamma per capire la posizione della testa, delle spalle e dei glutei del feto. Uno studio ha mostrato come il controllo e il monitoraggio della posizione fetale con il metodo tattile migliori la consapevolezza materna e la percezione dei movimenti fetali, oltre ad avere benefici nel rapporto di fiducia con lo specialista che segue la gravidanza.

Tuttavia, per valutare con attendibilità scientifica la posizione del feto, l’esame diagnostico di riferimento è l’ecografia. L’ecografia morfologica ovviamente fornisce una visione dettagliata del feto nell’utero, e quindi dà la possibilità di valutare la posizione con maggiore esattezza, incluso il posizionamento della testa, degli arti e della colonna vertebrale, oltre allo stato di salute e di benessere fetale. È un esame diagnostico essenziale nel corso della gravidanza, che può essere eseguito anche più frequentemente se la situazione generale lo richiede, se ci sono fattori di rischio o familiari, gravidanze gemellari o la presenza di malformazioni da monitorare. Le linee guida dell’OMS sulla gravidanza fisiologica raccomandano in generale almeno un’ecografia e otto visite prima della 24^ settimana di gravidanza.

La mamma da sola può riuscire a capire la posizione del feto senza ecografia o l’aiuto dello specialista? In realtà, anche se è possibile percepire i movimenti fetali, osservare il solco del piedino che scalcia, o avere la percezione che il bambino si stia spostando, non ci sono metodi certi “fai da te”. Se il bambino assume una posizione cefalica, con il volto rivolto verso la schiena materna, la mamma potrebbe percepire dei piccoli calci a livello delle costole e una maggiore pressione a livello della vescica. Se invece, toccando la pancia, si riesce a percepire una protuberanza dura che spinge contro lo stomaco, si tratta della testa del feto che si trova in posizione podalica.

Interventi per un Posizionamento Ottimale

Quando il feto non assume la posizione cefalica, è possibile stimolarlo a ruotare spontaneamente.

Manovre di Rivolgimento Manuale e Tecniche Complementari

Si può ricorrere all'agopuntura e la moxibustione, due tecniche originarie della medicina tradizionale cinese che, applicate singolarmente o abbinate tra loro, stimolano la contrattilità uterina e incoraggiano il feto a muoversi.

Infine, c'è la possibilità di intervenire con una manovra di rivolgimento manuale (chiamata anche versione cefalica esterna, VCE), una procedura che consiste nella manipolazione esterna dell'addome della madre per spingere il nascituro a ruotare in posizione cefalica. Si esegue in ospedale, sotto sorveglianza ecografica, pronti a intervenire con un cesareo d'urgenza se la rotazione forzata dovesse provocare una rottura della placenta o danni al cordone ombelicale.

In alcuni casi, soprattutto in presenza di una posizione podalica, è possibile adottare alcune misure per aiutare il feto a mettersi in posizione corretta. Questa manovra, effettuata da professionisti sanitari esperti e formati, è possibile solo in determinate circostanze e a partire dalla 36^-37^ settimana di gravidanza, sotto monitoraggio ecografico e in ospedale, con disponibilità di una sala operatoria per un eventuale parto cesareo, qualora necessario.

Ci sono diverse situazioni in cui la versione cefalica esterna potrebbe non essere raccomandata o addirittura risultare controindicata:

  • Gravidanza gemellare/multipla: In questo caso, la versione cefalica esterna può essere più complessa e rischiosa, avendo a disposizione uno spazio minore.
  • Complicanze legate alla placenta (ad esempio, placenta previa).
  • Polidramnios o Oligodramnios: ovvero troppo o troppo poco liquido amniotico.
  • Pregressi parti cesarei e/o interventi all’utero.
  • Condizioni mediche specifiche sia della madre che del feto: Possono influire sulla sicurezza e sulla fattibilità della procedura.

Rivolgimento cefalico per manovre esterne

Strategie Posturali e Stile di Vita per il Posizionamento Ottimale Fetale (POF)

Con l’acronimo “POF” ci si riferisce alla posizione del bambino nell'utero che è più favorevole per un parto vaginale naturale. La posizione del bambino in pancia è quindi determinante nel favorire una buona nascita. Non basta essere a "testa in giù", quello che conta è l’atteggiamento generale del corpo del bambino. Non esiste una posizione ottimale-univoca per tutti i bambini/e ma è sempre relativa a quella della madre e soprattutto a quel bacino.

I bimbi, se liberi di esplorare lo spazio in cui sono immersi, assumono la posizione migliore possibile per nascere. Limitazioni dello spazio sono determinate da tensioni muscolari, legamentose spesso associate a uno stile di vita sedentario. Ovviamente la posizione fetale non è l’unica cosa che determina la nascita, ma è sicuramente un aspetto su cui possiamo agire già in gravidanza.

Ci sono diverse azioni che le donne in attesa possono intraprendere per incoraggiare un posizionamento ottimale del feto:

  1. Muoversi il più possibile per evitare la sedentarietà: camminare è una delle attività consigliate.
  2. Fare alcuni tipi di esercizi specifici che promuovono un posizionamento ottimale. Praticare Yoga in gravidanza per tutta la gravidanza aiuta a mantenere in equilibrio la pelvi, correggere la postura, mantenere forte ed elastico il pavimento pelvico, oltre che rilassare le tensioni che si creano nella muscolatura e rinforzare il corpo.
  3. Sostituire, ove possibile, la seduta con una fitball.
  4. Evitare periodi prolungati in posizione seduta o in piedi, in quanto ciò può far sì che il bambino si sposti in una posizione meno favorevole.
  5. Assumere una corretta postura può aiutare a mantenere il bambino nella posizione ottimale.
  6. Usare una palla da parto durante il travaglio per aiutare il bambino a muoversi lungo il canale del parto.
  7. Usufruire dell’aiuto di un osteopata o chiropratico per allineare il bacino e supportare un posizionamento ottimale del feto.

È importante sottolineare che questi accorgimenti non sono garanzia assoluta di ottenere una posizione ottimale per il parto e, in alcuni casi, potrebbero essere necessari altri tipi di interventi come il rivolgimento manuale o, in ultima ipotesi, il taglio cesareo.

Da qualche tempo si discute sulla validità delle tecniche posturali per favorire il posizionamento del feto, senza manovre esterne o nel caso queste non siano possibili. Si tratta di una serie di esercizi e metodi utili a risolvere i problemi legati alla postura e allo sbilanciamento del corpo dovuti alla gravidanza stessa. Sono mirati a mantenere un buon tono muscolare, camminare, non avere una vita sedentaria, sedersi con la schiena dritta, e sono tutte strategie di “prevenzione” per evitare affaticamento e dolori nella zona lombare. Il problema è dato dai pochi studi scientifici che ne dimostrano la validità su larga scala. Uno di questi non esclude i benefici delle tecniche posturali per la mamma e per il feto con malposizionamento, anche se non si osserva una significativa riduzione dei parti cesarei nelle donne che hanno partecipato alla ricerca. Un altro studio si è focalizzato invece sui benefici che la postura laterale materna durante il sonno può avere sul posizionamento corretto del neonato. In diversi casi si sono rivelati efficaci anche alcuni esercizi quotidiani, come assumere per qualche minuto una posizione fetale o ruotare il bacino, oppure praticare per 10 minuti al giorno un leggero sollevamento del bacino con un cuscino.

Posizioni Materne Durante il Parto: L'Importanza della Scelta

Il parto naturale non deve avvenire necessariamente in un letto. Esistono diverse posizioni che si possono assumere durante il travaglio e la fase delle spinte, in grado non solo di aumentare il benessere della mamma e di conseguenza del bambino, ma anche di influenzare l’efficacia delle contrazioni e la durata del parto stesso.

L’ideale è che la mamma abbia la possibilità di sperimentare diverse soluzioni e di adottare quelle che preferisce in ogni momento del parto in base alle proprie sensazioni, ai propri bisogni e alle proprie condizioni cliniche. Non esiste una posizione ideale in assoluto in cui partorire: dovrebbe sempre essere la donna a poter scegliere la soluzione migliore per sé in ogni fase del travaglio e del parto, quella cioè in cui si sente più comoda e a proprio agio.

Fino a qualche anno fa, molti operatori sanitari e ospedali indirizzavano le future mamme verso la posizione sdraiata a letto, da alternare a delle brevi camminate. Negli ultimi tempi, invece, l’attenzione verso il benessere della mamma e la naturalità del momento della nascita è aumentata molto, per cui oggi spesso si incoraggia la donna a provare posizioni parto diverse, anche alternandole, per favorire il travaglio e anche un miglior comfort.

È importante, dunque, che la donna conosca le varie posizioni del parto naturale per vivere l’esperienza in modo più attivo, autonomo e meno medicalizzato, spesso ricavandone anche una maggiore soddisfazione complessiva e una diminuzione del dolore. A questo scopo è molto utile frequentare i corsi preparto di accompagnamento alla nascita, che permettono alle future mamme (e ai partner) di scoprire le posizioni, provarle e acquisire fiducia nel proprio corpo. Questo può anche ridurre la necessità di interventi ostetrici (forcipe, ventosa, episiotomia).

posizioni parto donna

Posizioni Libere e Verticali: Sfruttare la Gravità

Le posizioni per partorire migliori in assoluto sono quelle libere, con la mamma che scende dal lettino ginecologico e, ascoltando il suo corpo e il suo cucciolo, sceglie come muoversi e come accompagnare il piccolo verso la luce.

I vantaggi delle posizioni libere e verticali sono numerosi:

  • La gravità favorisce la discesa del feto, che è in asse perfetta con il canale del parto.
  • Si può dimenticare il problema della compressione di vasi sanguigni importanti come la vena cava e l’aorta, messi a dura prova in caso di posizione ginecologica, con tutti i rischi del caso per l’ossigenazione fetale.
  • Aumento del diametro del bacino nei casi in cui si assume la posizione accovacciata o quella inginocchiata.

Utili per ridurre la durata del travaglio - sia la fase dilatante, sia quella espulsiva - le posizioni libere permettono di avere un parto facile e veloce, con meno dolore, e riducono il rischio di ricorso di parto indotto con ossitocina e di amnioressi (rottura artificiale delle membrane amniotiche).

Le principali posizioni per partorire libere e verticali sono le seguenti:

Eretta (In Piedi)

Nella storia, la posizione eretta e in movimento è stata quella più adottata dalle donne per partorire. In effetti, stare in piedi e anche camminare asseconda la forza di gravità, facilitando la corretta discesa del bambino e il suo giusto posizionamento nel canale del parto. Inoltre, aiuta a rendere le contrazioni più efficaci. È perfetta per sperimentare diversi movimenti del bacino. Lo si può muovere avanti e indietro, proprio come se fosse una scodella che raccoglie acqua e successivamente la versa, ma anche tracciare nell’aria il disegno di un 8 rovesciato.

Accovacciata

La posizione accovacciata è perfetta per aiutare il proprio cucciolo a incanalarsi correttamente nella pelvi, può essere perfezionata già in gravidanza. Essenziale, infatti, è avere cura di mantenere le piante dei piedi salde al pavimento e le punte dritte. Il pancione pesa troppo e si sente il bisogno di un appoggio? Si può usare un mobile, uno sgabello, il materasso del letto dell’ospedale o chiedere l’aiuto del proprio compagno. Non appena ci si sente pronte, è possibile staccare le mani, unire i palmi e, con i gomiti, spingere le ginocchia quasi a volerle allontanare di più. Grazie a questa posizione per il parto, si possono apprezzare vantaggi notevoli riguardanti la distensione del bacino e del pavimento pelvico. Passato qualche secondo, si possono riappoggiare tranquillamente le mani.

La posizione accovacciata ha una variante interessante: quella accovacciata sospesa. Si può utilizzare come supporto una corda appesa al soffitto della sala parto. I pro? La possibilità, grazie alla sospensione del bacino, di lavorare sull’allungamento della colonna e sulla distensione del perineo. In caso di particolari anomalie di presentazione del cucciolo - per esempio l’asinclitismo - la sospensione del bacino aiuta a normalizzare la posizione del feto per il parto naturale. Nei frangenti in cui si decide di partorire in casa, in assenza della corda è possibile sfruttare la posizione accovacciata sospesa facendosi sostenere dal futuro papà.

Seduta con l’Ausilio dello Sgabello Olandese

Doveroso è un cenno anche alla posizione seduta sullo sgabello olandese, supporto ergonomico specifico. Quando la si chiama in causa, è importante rammentare il suo essere portentosa, al pari della posizione accovacciata e l’accovacciata sospesa, per aumentare l’apertura del bacino, così da rendere più facile, per il feto, il passaggio lungo la sua parte più stretta. Questa posizione, specie se si compiono movimenti circolari del bacino, accelera il travaglio e riduce i dolori. Inoltre, favorisce il rilassamento del pavimento pelvico e offre comfort tra una contrazione e l’altra.

Inginocchiata

Questa posizione è sperimentabile, per esempio, durante il parto in acqua.

Posizioni Libere e Orizzontali: Comfort e Adattabilità

Passiamo ora a parlare delle posizioni per partorire libere e orizzontali.

Posizione a Carponi (Quadrupede)

La mamma è a quattro zampe, sul letto o su un tappetino per terra. Sembra una posizione insolita, ma in realtà aiuta il piccolo a posizionarsi correttamente e a scivolare nel canale del parto. Per questo, è particolarmente utile quando il feto è mal posizionato. Inoltre, allevia la pressione sulla colonna vertebrale, risultando ideale per le donne con mal di schiena. Da assumere facendo sempre attenzione ai movimenti del bacino, che devono essere liberi e presenti, può aiutare quando il dolore in zona lombare si accentua. Per regalarsi qualche minuto di defaticamento, si può prendere la fitball e abbracciarla mantenendo le spalle in stato di relax. Ci si può dondolare sia avanti e indietro, sia lateralmente, concentrandosi sul comfort che si apprezza grazie all’allungamento della colonna.

Posizione sul Fianco Sinistro (Laterale)

Per riposarsi quando si sente stanca, la donna può sdraiarsi sul letto, sul fianco destro o sinistro. Anche questa posizione facilita l’incanalamento del bambino. È una posizione scelta spontaneamente da molte donne, perché è quella più naturale. Le gambe sono piegate e tutto il peso del corpo appoggia sui talloni. In questa posizione la zona muscolare del perineo si distende più facilmente, evitando il rischio lacerazioni, il diametro del bacino si allarga al massimo e le spinte risultano più efficaci. Tuttavia, dopo un po’ le gambe possono intorpidirsi e la mamma può sentire il desiderio di cambiare posizione oppure di alzarsi e camminare un po’.

La Posizione Litotomica: Pro e Contro

Con l’avvento della medicina ospedaliera moderna si è diffusa la posizione litotomica, ossia sdraiata sulla schiena su un lettino, con le gambe sollevate e divaricate, per permettere agli operatori un maggior controllo e facilitare le manovre ostetriche (monitoraggio fetale, manovra di Kristeller, visite, somministrazione di analgesici, ecc).

Tuttavia, non si tratta dell’opzione migliore da un punto di vista fisiologico. Infatti, ostacola la gravità, rendendo le contrazioni meno efficaci, e comprime vasi sanguigni importanti. Inoltre, in questa posizione l’utero della partoriente non è bene in asse con il canale del parto e, quindi, la fase dilatante può protrarsi più del dovuto. La mamma può sentirsi poco coinvolta e avere la percezione di avere un ruolo passivo perché le sembra di non aver il controllo della situazione. In questa posizione però la mamma può riposarsi fra una contrazione e l’altra.

litotomica vs posizioni verticali

Parto Gemellare: La Complessità del Doppio

Due gemelli in procinto di nascere non si dispongono sempre nella stessa posizione. Può accadere che uno sia podalico e l'altro cefalico. Quella che conta ai fini delle modalità del parto è la presentazione del gemello destinato a nascere per primo. L'ecografia fatta nelle ultime settimane di gravidanza mostra chiaramente quale dei due fratelli è sceso più in basso e si impegnerà per primo nel canale del parto.

Se il primo gemello è in posizione cefalica, il secondo non avrà problemi a uscire anche se si presenta di natiche o di gambe. In questo caso, si può procedere con relativa tranquillità con il parto vaginale. Se il primo gemello si presenta in posizione trasversale, il cesareo è d'obbligo.

Il Ruolo del Corpo Materno e la Responsabilità della Madre

Nonostante la gravidanza sia un evento naturale, noi siamo responsabili di alcuni fattori. La gravidanza ha luogo in un posto che conosciamo gran poco, il nostro corpo! Spesso si arriva solo in gravidanza a sentir parlare per la prima volta di pavimento pelvico. Diamo la gravidanza e quindi la creazione di un bambino per scontata, come se noi non ne fossimo le responsabili. La prima tra tutte sei responsabile della creazione di quel bambino. Seconda cosa, e non per importanza, il tuo corpo si adatta e si plasma sopra quel bambino per farlo crescere e nascere. Senza i cambiamenti del nostro corpo non saremmo in grado di portare a termine una gravidanza. Il nostro corpo è responsabile della gravidanza e anche del posizionamento in utero del bambino.

Il feto infatti si posiziona in base allo spazio che trova. Poco c’entrano le tue ossa, bacino stretto o largo. Il bambino si posiziona in base allo spazio che trova, spazio creato dalle modificazioni naturali del nostro corpo. Se la mamma ha qualche disequilibrio a livello della pelvi, il bambino potrebbe non trovare lo spazio ottimale per posizionarsi correttamente.

Il bambino si trova in una posizione ottimale per il parto quando si presenta con la testolina verso il basso e la schiena verso la pancia della mamma. Naturalmente per garantire un parto naturale senza complicazioni il bambino deve presentarsi in posizione cefalica naturale, con la schiena verso la pancia della mamma. I motivi per cui il bambino non si posiziona bene sono veramente molti e spesso non sono nostra responsabilità.

È fondamentale che la madre si informi e lavori attivamente per favorire un posizionamento ottimale e un parto sereno.

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