Quando un neonato viene al mondo, il suo unico nutrimento è il latte, sia materno che artificiale. Nei primi mesi di vita, il bambino ha un'alimentazione esclusiva, che deve fornirgli tutto ciò di cui ha bisogno per crescere in modo sano ed equilibrato. A differenza dei bambini più grandi, che possono variare la loro dieta, il neonato ha fabbisogni ben precisi, sia in termini di quantità che di frequenza delle poppate. Questi fabbisogni variano in base all’età, al peso e alla capacità dello stomaco del neonato, adattandosi dinamicamente al suo sviluppo.
L'alimentazione dei neonati è così esclusiva che anche l'acqua va esclusa. Infatti, il latte fornisce già tutta l’idratazione necessaria e dargli dei biberon di acqua potrebbe ridurre l'assunzione dei nutrienti essenziali. Aggiungere acqua alla loro alimentazione in questa fase potrebbe causare carenze nutrizionali. Inoltre, il loro organismo ancora immaturo potrebbe non gestire bene un apporto idrico privo di sostanze nutritive. Solo con l'inizio dello svezzamento, attorno ai sei mesi, si può introdurre gradualmente l’acqua, sempre in quantità moderate e senza mai sostituire il latte.
Una delle domande più frequenti che le neo-mamme si pongono in consulenza, soprattutto con il primo figlio, è: "Dottoressa, quanto latte deve bere un neonato?". Vista la rilevanza del tema, è fondamentale approfondire. Ma quanto latte deve assumere esattamente un neonato, specialmente se alimentato con formula artificiale o se mostra un ridotto appetito? Vediamolo nel dettaglio.
Il Fabbisogno di Latte del Neonato: Una Guida Generale
Il fabbisogno di latte di un neonato aumenta con il trascorrere del tempo. Nei primi giorni di vita, lo stomaco del bambino è molto piccolo e le quantità di latte ingerite sono minime. Tuttavia, con la crescita aumentano progressivamente anche la fame e la richiesta di latte, fino ad arrivare al periodo dello svezzamento, momento dal quale il latte si può cominciare a ridurre.
In generale, il fabbisogno giornaliero varia in base all’età e al peso del bambino. Esistono formule indicative per stimare la quantità necessaria, ma è sempre importante osservare i segnali di fame e sazietà del piccolo e seguire le indicazioni del pediatra. Un’indicazione generale è che un neonato assuma tra 150 e 180 ml di latte per ogni kg di peso corporeo al giorno. Ad esempio, un bambino di 4 kg può aver bisogno di circa 600-720 ml di latte distribuiti nell’arco della giornata. Questa formula, che prevede di moltiplicare 150/160 ml per il peso del bambino e dividere questo volume per il numero di poppate che effettivamente assume nel corso di 24 ore, rappresenta tuttavia solo un’indicazione generale che deve necessariamente essere adeguata al bambino, il quale va rispettato nel suo senso di fame e sazietà.

Quantificare il Latte: Differenze tra Allattamento al Seno e Artificiale
Determinare quanto latte assume un neonato può essere più semplice con il biberon, poiché le quantità sono misurabili in millilitri. Per quanto riguarda il latte artificiale, ci saranno indicazioni chiare sulla confezione, a seconda del latte, ma anche in questo caso il bambino popperà fino a sazietà e ne chiederà ancora quando avrà di nuovo fame.
Con l’allattamento al seno, invece, non è possibile quantificare con precisione quanto latte il bambino ingerisce a ogni poppata e potrebbe anche non essere necessario, ma ci sono alcuni metodi per valutare se sta ricevendo la giusta quantità. Una delle strategie più utilizzate è monitorare la crescita del neonato, il numero di pannolini bagnati e il suo comportamento dopo la poppata; se appare sazio e sereno, probabilmente ha assunto abbastanza latte. Con l’allattamento al seno non è necessario calcolare le quantità perché il neonato si autoregola in base alle proprie necessità.
Non esiste una quantità prestabilita; la durata della poppata può variare da pochi minuti a mezz’ora o più. È fondamentale non forzarlo e lasciargli il tempo di nutrirsi senza fretta. Quando si staccherà spontaneamente, sarà il segnale che è sazio. L’allattamento con il biberon si può fare anche con il latte materno, grazie ai moderni tiralatte pratici ed efficienti. È importante essere consapevoli del fatto che ogni poppata è diversa dall’altra e che i neonati, differenti dal punto di vista del peso e delle curve di crescita, non stanno certo attaccati al capezzolo con l’orologio. Questo è il motivo per cui, quando il piccolo è nutrito al seno, non c’è ragione di interrogarsi su quanto latte deve bere un neonato di un mese o uno di due.

Latte Materno o Latte Artificiale? Una Scelta Informata
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda l’allattamento al seno esclusivo per almeno i primi sei mesi di vita, prima di iniziare lo svezzamento. Tuttavia, l’allattamento può proseguire fino ai due anni o oltre, in base al desiderio sia del bambino che della madre. Molte donne scelgono di allattare al seno, mentre altre, per vari motivi, optano per il latte artificiale. Non esiste un giudizio in merito a questa scelta; la rinuncia all’allattamento al seno a volte scaturisce da motivi clinici, a volte da una libera scelta, mentre molte altre, purtroppo, dal mancato sostegno fisico ed emotivo della mamma.
Il latte materno è generalmente il miglior alimento per il neonato, ma in rari casi, fattori come una produzione insufficiente o carenze nutrizionali materne possono renderlo non pienamente adeguato alle esigenze del bambino. Questo può essere intuito se il bambino non riesce a saziarsi o se il suo peso aumenta lentamente. In queste situazioni, è importante consultare un pediatra per valutare eventuali integrazioni. Se si decide di allattare sia al seno che con il biberon, è importante evitare intervalli troppo lunghi tra una poppata al seno e l’altra, poiché il latte materno si produce in risposta alla suzione del bambino: se questa si riduce, anche la produzione di latte tenderà a calare progressivamente.
Quando si discute di latte artificiale, si sa che non si tratta propriamente di “latte” ma di una formulazione “artificiale”, in quanto creata in laboratorio a partire, nella maggioranza dei casi, da latte vaccino. Gli alimenti per lattanti sono accomunati da caratteristiche precise. Dal compimento del primo anno di vita è possibile e raccomandato ricorrere al latte vaccino, ma è fondamentale ricordare che il latte vaccino comune non è un cibo adatto al bambino durante il primo anno di vita, a causa della sua composizione non ottimale per le esigenze dei neonati.
Quanti ML di Latte Artificiale Nelle Prime Settimane e Mesi di Vita?
Il fabbisogno di latte di un neonato cambia rapidamente nei primi mesi di vita, aumentando progressivamente man mano che lo stomaco si espande e il bambino cresce. Vediamo dei quantitativi indicativi tenendo conto che queste necessità variano da bambino a bambino anche in base al peso alla nascita ed alla velocità con cui cresce.
- Nei primissimi giorni: il neonato assume piccole quantità di colostro, un liquido altamente nutriente prodotto dalla madre. Successivamente, in ospedale, i neonati sono alimentati subito dopo il parto e poi ogni volta che lo desiderano.
- Dopo la montata lattea, intorno al terzo-quarto giorno: il latte materno aumenta e il bambino può arrivare a bere circa 30-60 ml per poppata, per un totale giornaliero di circa 300-400 ml.
- Durante la prima settimana dopo la nascita: i neonati alimentati artificialmente assumono 15-60 ml alla volta.
- Dalla seconda settimana di vita: si osserva un graduale aumento, sino a 90 o 120 ml circa 6-8 volte al giorno.
- A due settimane di vita: il neonato ha già aumentato il suo fabbisogno e può assumere tra 60 e 90 ml di latte per poppata, con un consumo totale giornaliero che si aggira intorno ai 450-600 ml, distribuiti su circa 8-12 pasti.
- A un mese: il bambino è in grado di assumere quantità maggiori di latte a ogni poppata, arrivando a bere tra 90 e 120 ml per volta. Il totale giornaliero si aggira sui 600-750 ml, con poppate sempre più regolari.
- A due mesi: il fabbisogno continua ad aumentare e il neonato può bere tra 120 e 150 ml per poppata, con un consumo giornaliero di circa 750-900 ml, distribuito su 6-8 pasti al giorno. A questo punto, i ritmi di alimentazione iniziano a stabilizzarsi, pur variando da bambino a bambino.
- Entro il terzo o quarto mese: i neonati, crescendo, assumono maggiori quantità di latte, fino a 180-240 ml per volta.
Come preparare il biberon con latte in polvere #HiPP

Frequenza delle Poppate: Ritmi e Segnali del Neonato
A un mese di vita, il neonato si nutre ancora esclusivamente di latte, che sia materno o artificiale. La frequenza delle poppate varia da bambino a bambino, ma se ci si vuole orientare possiamo dire che in genere si alimenta ogni 2-4 ore, per un totale di circa 6-8 pasti al giorno. Nel caso dell’allattamento al seno, il bambino può richiedere di poppare più spesso, poiché il latte materno viene digerito rapidamente. È importante assecondare le sue esigenze, lasciandolo attaccare ogni volta che lo richiede.
Con il latte artificiale, invece, gli intervalli tra un pasto e l’altro possono essere più regolari, in quanto il latte artificiale ha tempi di digestione leggermente più lunghi. Si consiglia di proporre il biberon ogni 3 ore, anche se non è una regola rigida. Ogni neonato ha i propri ritmi, quindi è fondamentale osservare i suoi segnali di fame e sazietà. Se il bambino cresce bene e appare soddisfatto dopo le poppate, significa che sta assumendo la giusta quantità di latte. Per qualsiasi dubbio sulla frequenza o sulla quantità di latte, è sempre consigliabile confrontarsi con il pediatra.
È importante ricordare che le necessità variano da bambino a bambino e non si può stabilire con esattezza quando ha bisogno di alimenti e in che quantità. Anche i piccoli che seguono un allattamento artificiale sono perfettamente capaci di regolare le proprie necessità alimentari e la frequenza delle poppate. Di conseguenza, il ritmo delle poppate verrà stabilito dal bambino, su richiesta, non esistono norme fisse per tutti i bambini.
Scegliere il Latte Artificiale: Opzioni e Considerazioni
Molte famiglie si trovano spesso di fronte alla necessità di scegliere il latte artificiale per il neonato e di capire le differenze tra le varie formule presenti in commercio. Quando il latte materno non è disponibile o si sceglie un'alimentazione alternativa, il latte artificiale diventa una soluzione essenziale per garantire una nutrizione adeguata al neonato. Esistono diverse formule studiate per rispondere alle esigenze specifiche dei bambini, dal supporto alla digestione alla riduzione delle coliche.
Tutti i latti artificiali in commercio sono approvati da normativa internazionale e sono equivalenti da un punto di vista nutrizionale e di salute. Come dicevamo, la formula deve rispettare dei requisiti precisi per poter essere immessa in commercio. Assodato questo presupposto, tutte le formule artificiali risultano adeguate per la nutrizione dei lattanti. Ogni azienda, muovendosi nell’ambito dei limiti stabiliti, lavorerà su aspetti secondari come una differente gradevolezza del gusto, prodotti base di differente provenienza, composizione implementata da probiotici, prebiotici o postbiotici, HiMO (Human identical Milk Oligosaccharides, zuccheri che tentano di mimare la capacità degli oligosaccaridi del latte materno di nutrire i batteri buoni), GOS e FOS (oligoelementi che provano ad imitare la capacità del latte materno di aumentare la conta dei lactobacilli intestinali).
Esistono poi latti speciali che devono essere scelti con cura in caso di allergie, problematiche (come stitichezza o problemi digestivi) o latti specifici per soddisfare esigenze particolari, come latti antireflusso o acidificati. Se il lattante non tollera la comune varietà di latte artificiale, il pediatra può consigliare di passare a una varietà a base di soia o idrolizzata. In caso non tolleri il latte idrolizzato, è possibile passare alla varietà con aminoacidi. A lungo termine, non sono state rilevate sostanziali differenze nello stato di salute dei bambini allattati con i due diversi tipi di formula. Tutti i bambini allattati artificialmente dovrebbero assumere delle formulazioni di latte arricchite con ferro per prevenire l’anemia da carenza di ferro.
Valori nutrizionali e differenze con il latte materno:Il latte materno è una matrice complessa composta per l’87% da acqua, il 3,8% da grassi, l’1% da proteine e per il 7% da lattosio. Il grasso ed il lattosio forniscono rispettivamente il 50% ed il 40% dell’energia totale. Tuttavia, la composizione del latte materno umano è dinamica e cambia nel tempo, adattandosi alle esigenze del bambino in crescita. Le formule artificiali tentano di riprodurre questo cambiamento di nutrienti del latte materno modificando le proprie caratteristiche nutrizionali tra i principali tipi 1, 2 e 3. Le differenze tra proteine contenute nel latte materno e proteine della formula artificiale sono anche qualitative, infatti la seconda presenta in proporzione una maggiore quantità di caseina (rispetto alle sieroproteine del latte umano) che risulta meno digeribile e tende a formare dei precipitati.
Latte in polvere o liquido: quale scegliere?La differenza tra formula artificiale in polvere o liquida è prevalentemente pratica. La formula artificiale liquida viene commercializzata in brick in genere da circa 500 ml, è sterile e una volta aperta può essere conservata in frigo per 24 ore. La formula in polvere non è sterile, è suscettibile di contaminazione nel corso della conservazione e manipolazione e deve essere resa sicura mediante l’ebollizione dell’acqua; la polvere va aggiunta quando la temperatura arriva a 70°C e poi raffreddata fino a diventare tiepida.Come orientarsi, quindi, per scegliere? Sicuramente la formula liquida risulta sterile e di comodo impiego, non presentando il rischio di contaminazione connesso alla preparazione e alla più lunga conservazione. Nel corso di integrazione dell’allattamento al seno materno, allattamento misto, laddove meno di 500 ml di formula al giorno vengano assunti dal bambino, scegliere una liquida può comportare degli sprechi di prodotto aperto e non impiegato. Sono entrati di recente nel mercato prodotti in polvere confezionati in porzioni, blocchetti incapsulati singolarmente, si aprono uno stick per volta e gli altri restano intonsi, durando fino alla data di scadenza.

Alcune opzioni di latte artificiale disponibili:Ecco alcuni esempi di formulazioni di latte artificiale studiate per le diverse esigenze dei neonati:
- Neolatte 1 BIO: È un latte biologico in polvere, pensato per l'alimentazione dei neonati fin dalla nascita e durante i primi mesi di vita. Questa formula è studiata per favorire una digestione ottimale, contenendo carboidrati facilmente assimilabili e oli vegetali di alta qualità. È arricchito con vitamine, sali minerali, oligoelementi e ferro. Un punto di forza è la presenza di fermenti probiotici naturali (Bifidus), che contribuiscono a equilibrare la flora intestinale. È formulato senza zuccheri aggiunti e con ingredienti di origine biologica.
- Aptamil Conformil: È un latte in polvere formulato per neonati dalla nascita fino ai 6 mesi, con attenzione particolare ai bambini soggetti a coliche e stipsi. Contiene beta-palmitato per migliorare l’assorbimento dei grassi e ridurre la stitichezza, oltre a proteine parzialmente idrolizzate per una maggiore digeribilità. È arricchito con GOS/FOS in rapporto 9:1, che favorisce lo sviluppo della flora intestinale. È un alimento a fini medici speciali e la sua preparazione richiede che la polvere sia sciolta in acqua a 70°C.
- Nestlé NAN Supreme Pro 1: Un latte liquido per l’alimentazione dei neonati dalla nascita fino ai 6 mesi, privo di olio di palma e arricchito con DHA. Supporta il sistema immunitario, riduce il rischio di infezioni, favorisce l'equilibrio del microbiota intestinale grazie ai prebiotici e sostiene il metabolismo. La sua composizione include proteine parzialmente idrolizzate, oligosaccaridi simili a quelli presenti nel latte materno e un mix bilanciato di minerali e vitamine. È fondamentale seguire scrupolosamente le indicazioni di preparazione e conservazione.
Preparazione e Somministrazione del Latte Artificiale: Istruzioni e Precauzioni Fondamentali
La corretta preparazione e somministrazione del latte artificiale sono cruciali per la salute del neonato. I genitori che usano latte concentrato o in polvere devono seguire attentamente le indicazioni per la preparazione; questi tipi di latte dovrebbero essere preparati con acqua che contenga del fluoro.
Igiene e sterilizzazione:Per ridurre il rischio di infezioni, il latte artificiale deve essere assunto in un contenitore sterile. Contenitori di plastica monouso eliminano la necessità di usare biberon sterili. Le tettarelle per il biberon devono essere sterilizzate in lavastoviglie o in una pentola con acqua bollente per 5 minuti.
Temperatura del latte:I genitori devono riscaldare il latte artificiale fino alla temperatura corporea. I biberon pieni (o i contenitori di latte artificiale, se monouso) vengono messi in acqua calda e portati alla temperatura corporea. I bambini possono ustionarsi gravemente se il latte è troppo caldo, quindi è necessario agitare delicatamente il biberon per uniformarne all’interno la temperatura e controllarla versandone alcune gocce sulla zona interna del polso, particolarmente sensibile. Il latte a temperatura corporea non deve risultare troppo caldo o troppo freddo al tatto. Il forno a microonde può surriscaldare pericolosamente gli alimenti e non viene consigliato per preparare latte o cibi per neonati.
La tettarella e la posizione durante la poppata:La dimensione dei fori della tettarella è importante: in genere, il latte deve fuoriuscire lentamente dal biberon capovolto. La posizione ideale per i neonati che si alimentano al biberon è quella semiflessa o seduta. I bambini non devono prendere il biberon sdraiati sulla schiena, perché il latte può risalire nel naso o nelle trombe di Eustachio.

Biberon e sonno:I bambini più grandi, capaci di reggere il biberon da soli, non devono essere messi a dormire con il biberon, perché il contatto prolungato con latte o succo di frutta può danneggiare e cariare i denti.
Problematiche Comuni e Consigli Pratici sull'Allattamento Artificiale
Durante l'allattamento artificiale possono sorgere diverse preoccupazioni o difficoltà. È fondamentale approcciarsi a queste situazioni con flessibilità, ascoltando i segnali del bambino e consultando il pediatra.
Il Neonato Beve Poco Latte Artificiale: Cause e Soluzioni
Capita che i neonati sembrino mangiare meno del dovuto. Ad esempio, una mamma nota che la sua bambina di 3 mesi, allattata con latte artificiale di tipo 1 in polvere, mangia solo 60-70 ml (a volte 90 ml) dei 120 ml preparati con 3 misurini, mentre dovrebbe assumerne 120-150 ml con 4-5 misurini. Nonostante la pediatra le abbia consigliato di non preoccuparsi se la bambina è tranquilla, la mamma si sente in ansia. In questo caso, la prima cosa da notare è un errore nella preparazione del latte: la giusta diluizione è un misurino di polvere ogni 30 grammi di acqua. Usarne solo 3 in 120 ml di acqua significa che la concentrazione di nutrienti è inferiore a quella giusta, e la piccola compensa con un numero maggiore di poppate la ridotta densità energetica di ciascuna. La corretta diluizione è quindi un punto cruciale da verificare.
Un altro esempio riguarda una bimba di quattro mesi e mezzo, allattata artificialmente, che dopo un periodo iniziale di tranquillità ha manifestato reflusso, ora quasi regredito. Attualmente ha difficoltà a mangiare, arrivando a malapena a toccare i 100 ml su 5 poppate, contro i circa 170 ml attesi. La crescita è rallentata. Il pediatra di base suggerisce svezzamento precoce e vitamina B per stimolare l’appetito. I genitori temono che la bimba possa sviluppare un cattivo rapporto con il cibo. In questo scenario, il consiglio del pediatra sullo svezzamento “precoce” potrebbe essere legato al problema del reflusso, in effetti alcuni bambini con tale problema trovano giovamento da un’alimentazione più “solida”. Tuttavia, se il problema del reflusso è superato, forse questa necessità non c'è. I bambini fino ai due anni si autoregolano, per cui se non ci sono dati oggettivi che facciano supporre una crescita inadeguata (scarsa crescita, pianto frequente, sonnolenza estrema), sarebbe bene conformarsi alle sue necessità e volontà, non forzandola a mangiare mentre dorme, poiché questo deregolerebbe il suo ritmo di appetito. Ogni bambino è vivo e unico, e non può essere trattato come un oggetto con regole fisse.
A 11 mesi, un bambino che beve pochissimo latte, ad esempio 180 ml la mattina e 30 ml la sera, mentre prima ne beveva 330 ml la mattina e 180 ml la sera, può preoccupare. Solitamente a questa età lo svezzamento è avanzato e prevede 2 pasti completi (pranzo e cena) e una quantità di latte di circa 500 ml, modulabile in termini di fabbisogno in funzione dei quantitativi di derivati del latte inseriti nella dieta (ad esempio formaggino, parmigiano, etc.). I motivi del cambiamento nell'assunzione di latte possono essere vari, ma è più importante capire come gestire tale cambiamento. Si potrebbe, ad esempio, inserire uno spuntino, a base di yogurt, nel pomeriggio, 3-4 ore prima della cena.
Per un bambino di 12 mesi che vomita la pappa della sera al formaggio e non termina mai il biberon, lasciando sempre 30 o 50 grammi, è utile ricordare che man mano che i bambini crescono, cambiano le loro abitudini alimentari e i loro gusti. È improbabile si tratti di un’intolleranza alle proteine del latte se il vomito non si manifesta in altre ore della giornata o con l’introduzione del latte. A 1 anno, il bisogno di calorie si riduce rispetto ai primi mesi e il bambino può già fare solo quattro pasti come gli adulti. La colazione e la merenda a base di latte o yogurt (non sostituire quest’ultimo con la frutta, che può solo integrarlo) e due pasti con alimenti diversi. Il biberon di latte prima di dormire, evidentemente, non è più necessario, per cui è consigliabile non insistere. Due biberon al giorno (e/o lo yogurt), a cui si aggiunge anche un po’ di latte materno, sono adeguati per coprire gran parte del fabbisogno di calcio. Per gli alimenti non graditi, sospenderli per tre o quattro giorni e poi riproporli in un clima più sereno e distaccato.
L'Eccessiva Assunzione di Latte Artificiale
Un altro problema comune è l'eccessiva assunzione di latte. Un bambino di 10 mesi (12,9 kg), che beve latte artificiale dalla nascita e ne assume troppo, svegliandosi 2 volte la notte per il latte (210 ml durante il pisolino della mattina, 150 ml durante il riposino pomeridiano, 210 ml della nanna) e mangiando pochissimo a pranzo, è un caso da gestire. Questo bambino "cresce troppo", e preoccupa il fatto che prenda oltre 1 litro di latte al giorno. Questa elevata assunzione lo sazia, per cui non solo non fa i suoi 2 pasti solidi quotidiani, ma corre anche il rischio maggiore di sviluppare un'educazione alimentare sbagliata, che sarà poi difficile correggere.
Il consiglio è di mantenere i due pasti principali di latte, cioè colazione e merenda, e iniziare a diluire gli altri biberon: se si usano formule liquide, iniziare con 3/4 di latte e 1/4 di acqua oligominerale, per poi passare a diluizioni via via maggiori; se invece si usano formule in polvere, iniziare diluendo la polvere in ragione di un misurino ogni 40 ml di acqua, per poi aumentare a 50, 60 e così via. In questo modo, pur mantenendo il vezzo del biberon, soprattutto per addormentarsi, il bimbo comincerà ad avere più fame e ad affezionarsi ad altri alimenti. Tale processo potrebbe non essere affatto facile, ma per ottenere il risultato auspicato non bisogna demordere. Si potrebbe, infine, provare a sostituire il rito dell’assunzione del latte per l’addormentamento con nuove cerimonie meno mangerecce, come cantare una ninna nanna, leggere una favola, abbassare le luci e ascoltare della musica o qualunque altra cosa che si pensi possa fare piacere al bambino.
Un bambino di 2 anni che la sera prima di dormire beve minimo 350 ml di latte parzialmente scremato con 6-8 biscotti riceve consigli di diminuire le quantità perché eccessive. Molti bambini utilizzano la sera il biberon per rilassarsi prima di addormentarsi; tale rito ricorda l’allattamento materno e permette al bambino di staccarsi serenamente dalla veglia. Tuttavia, la quantità dei biscotti nel latte è decisamente eccessiva ed elevando l’osmolarità del latte induce sete e un notevole sovraccarico renale; in buona sostanza, non sono affatto necessari, costituendo perlopiù un notevole eccesso calorico che, col tempo, non può non influire sul peso del bambino. Togliendo, quindi, un biscotto a settimana si eviteranno i problemi di un cambio troppo drastico del sapore del latte. Anche la quantità di latte è eccessiva e tra l’altro non più indispensabile a questa età. È bene iniziare a ridurre le quantità, nell’arco di 2-4 settimane, fino a 250-200 ml. Arrivati a questo punto, sarebbe il caso, sempre per favorire la perdita dell’abitudine, di iniziare a diluire il latte, magari sostituendo 20-30 ml di latte con acqua ogni 4-7 giorni, finché non sarà il bambino stesso a non desiderarlo più. A questo punto il bambino inizierà probabilmente a volere un po’ più di latte al mattino e a merenda, poiché attualmente non ha molta voglia di mangiare al risveglio, assumendo già oltre metà del suo fabbisogno sia calorico che proteico col solo pasto di latte pre-sonno. Il latte pre-sonno non è da demonizzare in assoluto, può infatti essere mantenuto soprattutto se rientra nelle abitudini conviviali di tutta la famiglia (un po’ di latte tutti insieme e poi tutti a nanna), ma la quantità è importante, per cui una tazzina da caffè può essere più che sufficiente a 2 anni.
Un bambino di 30 mesi che mangia 200 gr di latte e biscotti prima di andare a letto alla sera (tardi, verso le 23) e a colazione ne mangia 230 gr con 6 biscotti tipo Plasmon, con un peso di 12,8 kg e altezza di 88 cm, presenta una situazione in cui il pediatra consiglia di eliminare il latte della sera per un possibile problema di assorbimento intestinale. In effetti le 23 sono un orario non proprio consono per un bambino di 30 mesi, per cui sarebbe importante iniziare ad abituarlo progressivamente ad andare a dormire un po’ prima. In ogni caso, qualunque sia l’ora a cui va a letto, è opportuno concordare con il pediatra riguardo all’evitare questa abitudine di prendere latte e biscotti prima di andare a letto, anche considerate le quantità che ne assume: una tazza di latte con 6 biscotti. Probabilmente per il bambino questa è ormai un’abitudine acquisita e ben consolidata, perciò è probabile che non sarà così semplice disabituarlo. Un piccolo trucchetto per farlo è di intervenire in modo graduale, ad esempio togliendo 1 biscotto alla volta e contemporaneamente allungando il latte con acqua (partendo da 20 g di acqua su 200 e poi aumentando di 20 in 20, magari facendo trascorrere 5-7 giorni da una modifica all’altra). Di solito, arrivati ad un certo grado di diluizione e dopo aver tolto tutti i biscotti, è il bambino stesso ad abbandonare tale abitudine. Sull’ipotesi di problema di assorbimento intestinale, si potrebbe riferirsi ad un deficit di lattasi.
Il Rifiuto del Latte durante lo Svezzamento
Una bambina di 7 mesi, sempre allattata artificialmente, da 2 mesi ha iniziato lo svezzamento con pappe a pranzo e cena, che gradisce. L’unico problema è che da un mese non vuole più il latte. Alla vista del biberon piange disperata. Ha provato a cambiare biberon, tettarella, latte, biscotti, farine varie, tazza, cucchiaino, ma senza successo. Con il cucchiaino dopo un po’ si stufa. A colazione e merenda le viene dato yogurt adatto alla sua età o frutta. Sono numerosi i cambiamenti che i bambini subiscono senza che noi riusciamo a darcene una ragione. Soprattutto al momento del divezzamento, in cui si modificano i sapori e la consistenza del cibo, possono insorgere delle situazioni apparentemente inspiegabili, come il rifiuto del tanto amato biberon. Una delle situazioni più frequenti è quella legata ad atteggiamenti che involontariamente abbiamo assunto, come ad esempio forzare il bambino a terminare tutto il latte del biberon. È bene cercare di dare alla bimba il latte con il cucchiaino, facendole fare colazione insieme ai genitori, a tavola, e, soprattutto, senza insistere e mostrare il dispiacere per il rifiuto. Più in là si potrebbe riprovare con il biberon. L’esempio di una prima colazione insieme potrebbe distrarla, facendola riaffezionare più rapidamente al latte. Considerando le scarse quantità di latte che la bambina assume, è consigliabile l’utilizzo di un latte adattato arricchito in ferro.
L'Allattamento Misto: Un'Armoniosa Combinazione
L’allattamento misto prevede l’alternanza tra allattamento al seno e allattamento con latte artificiale con il biberon. L’allattamento al seno è altamente raccomandato e, nella maggior parte dei casi, il latte materno è più che sufficiente ad alimentare il neonato. Non esiste un momento specifico per iniziare l'allattamento misto, e anche la sua durata è variabile proprio perché dipende dalle necessità specifiche di madre e neonato. Una volta iniziato, si può scegliere di continuare fino allo svezzamento, o solamente finché non si risolve la problematica sottostante (per esempio, ripresa del peso ponderale o stabilizzazione della produzione di latte materno).
Una volta deciso di adottare l'allattamento misto, è essenziale comprendere come combinare l'allattamento al seno con quello al biberon. Gli approcci più popolari sono due:
- Allattamento misto alternato: prevede un’alternanza tra allattamento al seno e quello al biberon. Tuttavia, questo metodo può compromettere la produzione di latte materno, per via della minor stimolazione delle ghiandole mammarie. Usare un tiralatte può aiutare a mantenere stabile la produzione di latte.
- Alimentazione combinata: prevede l’offerta sia di latte materno sia di latte artificiale ad ogni poppata.
L'allattamento misto è sicuro per la salute del bambino e della madre. Questo è particolarmente certo nei casi in cui viene implementato per far fronte a difficoltà nella crescita del bambino o in assenza di sufficiente latte materno. In generale, il latte materno è sempre l’opzione da preferire, ma l'alternanza con il latte artificiale non compromette la crescita del neonato, se eseguita con attenzione e sotto controllo medico.
Come per la modalità, anche le dosi e le tempistiche dell’allattamento misto devono essere stabilite con il pediatra, per evitare un’alimentazione eccessiva o insufficiente. Parlare di tabelle e dosi per l'allattamento misto è complesso, perché il dosaggio varia notevolmente da caso a caso. Per comprendere il quantitativo di latte per ciascuna poppata, il totale deve essere diviso per il numero di pasti giornalieri. Queste cifre sono indicative e il numero di poppate nell’arco della giornata può differire da neonato a neonato. Nell’allattamento misto, uno dei dubbi principali è ogni quante ore dare il biberon o il seno. Non esiste una risposta univoca, perché la frequenza, come le dosi, dipende dall'età e dalle esigenze del bambino o bambina. Solitamente, i neonati alimentati con latte artificiale vengono nutriti ogni 2-4 ore; questo mantenendo sempre un’adeguata elasticità sugli orari, lasciando dormire il piccolo se riposa o anticipando un pochino il biberon se manifesta fame. Tuttavia, è fondamentale essere sensibili ai segnali di ogni neonato e alimentarlo quando manifesta fame, anziché seguire rigide tabelle, utili per comprendere le quantità standard per un bambino per età e peso. Al contrario, è importante anche non sovra-alimentare il neonato: generalmente si consiglia di dare la possibilità affinché il piccolo possa avanzare una piccola quantità di latte alla fine della poppata, senza insistere con l’allattamento quando il bambino mostra di voler allontanare il biberon con la lingua. Infatti, anche i bambini allattati con latte artificiale sono in grado di autoregolarsi, proprio come accade con l’allattamento al seno.
Inoltre, spesso si pensa che limitare l'allattamento misto solo alla sera semplifichi la routine del sonno, supponendo che un neonato allattato con latte artificiale dorma più a lungo rispetto a uno allattato al seno. Questo non è vero.
Come fare allattamento misto con il biberon:Nell’allattamento misto, è molto importante utilizzare il biberon in modo adeguato, mantenendo il contatto visivo e rispettando i segnali di fame e sazietà del bambino o bambina. Per un allattamento al biberon sereno e piacevole per tutti, vi sono alcuni accorgimenti utili: mantenere il bambino con il busto sollevato, stimolare le labbra con il dito o la tettarella, instaurare un contatto visivo con il piccolo e mantenere il bambino aderente al corpo dell'adulto. Per fare questo, si può aiutare con un supporto allattamento.
Scegliere il biberon ideale per l'allattamento misto:Nell'allattamento misto, la scelta di un biberon di alta qualità è essenziale per il benessere del bambino. In particolare, un buon biberon per l’allattamento misto ha queste caratteristiche:
- Tettarella simile al seno materno: morbida e larga per i primi mesi per simulare al meglio l’attacco al seno.
- Funzione anti-colica: il biberon dovrebbe ridurre al minimo l'ingestione di aria durante la suzione per prevenire la formazione di coliche, grazie a un flusso uniforme di latte.
- Flusso adeguato: il biberon deve essere dotato di tettarella adeguata all'età e alle esigenze di ogni bambino. Un flusso lento è indicato per bambini piccoli o per i neonati meno affamati, mentre flussi più veloci sono adatti a bambini più grandicelli o per i più voraci.
Il set NaturalFeeling di Chicco offre tutto ciò di cui si ha bisogno fin dai primi giorni. Infatti, contiene ben quattro biberon NaturalFeeling, due adatti a partire dei primi giorni di vita (0M+) e con tettarella per flusso lento, e due biberon adatti ai bambini più grandi a partire dai due mesi, con tettarella per flusso medio. Tutti i biberon hanno una tettarella larga e morbida che simula l’attacco naturale al seno.
