Il ruolo dell’ostetrica: guida esperta nel percorso della nascita e oltre

L’ostetrica è una figura professionale fondamentale non solo al momento della nascita di un bambino, ma anche prima. Segue la donna durante la gravidanza, si occupa dei corsi di preparazione al parto, è accanto alla neomamma in momenti come l’avvio dell’allattamento e il ritorno a casa. Insomma, l’ostetrica è una professionista completa e competente, che fa anche da raccordo tra la partoriente e il ginecologo, fornendo un supporto insostituibile.

rappresentazione stilizzata dell'assistenza ostetrica durante la gravidanza

L’evoluzione storica e il significato della professione

Un tempo l’ostetrica era chiamata “commare” (da cum-mater, colei che sta con la madre) oppure “levatrice” (poiché “levava” la sofferenza alla donna durante il parto). Con l’unità d’Italia c’è stato il riconoscimento giuridico della professione ed ecco che è nata la figura dell’ostetrica condotta. In passato era la levatrice che, senza un’istruzione specifica, si occupava di assistere le donne durante il parto.

Oggi l’ostetrica è una professionista competente e laureata che si prende cura della donna non solo durante il parto, ma per tutta la gravidanza, il puerperio e in tante altre fasi della sua vita, come l’adolescenza e la menopausa. Le ostetriche e gli ostetrici (sì, ce ne sono!) sono la figura professionale sanitaria che assiste, accompagna e consiglia la donna riguardo agli aspetti fisiologici della femminilità.

Competenza, etica e contesto lavorativo

Oggi l’ostetrica esercita la sua professione nel rispetto di un Codice deontologico aggiornato periodicamente dalla Federazione Nazionale Collegi Ostetriche, all’interno della Legge Italiana. Il Codice regola l’attività delle ostetriche in base a presupposti etici universalmente accettati, che tengono conto dei valori di oggi all’interno dello scenario sociale e culturale di un mondo in evoluzione. Per raggiungere la qualifica di ostetrica è richiesta una preparazione universitaria e una formazione successiva. Ha bisogno di acquisire nozioni teoriche e competenze pratiche, alle quali si aggiungono esperienze acquisite negli anni, grazie alle esigenze assistenziali incontrate.

L’ostetrica svolge un’attività professionale che si inquadra quindi all’interno delle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, promuovendo il benessere femminile e della comunità ma anche favorendo l’accesso alle cure e al sistema sanitario. L’ostetrica è attiva presso ospedali, consultori familiari, ambulatori, cliniche universitarie, presso uno studio privato o al domicilio della donna. Può essere una lavoratrice dipendente o una libera professionista.

Il ruolo dell'ostetrica e quello del ginecologo a confronto

Il ritorno a una visione naturale della nascita

Negli ultimi anni, il ruolo dell’ostetrica è stato nuovamente valorizzato, dopo alcuni decenni (soprattutto tra gli anni Settanta e Ottanta) in cui la gravidanza è stata molto medicalizzata. I ricoveri erano lunghi, si ricorreva al parto pilotato, la partoriente voleva accanto a sé il ginecologo anche se la gravidanza era trascorsa in assoluto benessere. Tutto questo aveva fatto perdere di vista l’aspetto della naturalezza della gravidanza e della nascita.

È importante evidenziare che l’ostetrica asseconda la fisiologia, ovvero l’andamento naturale degli eventi, lavorando ed educando a mantenere lo stato di salute della donna, della coppia, della famiglia e del bambino. Mi piace spesso ripetere che noi non facciamo nascere i bambini, noi li aiutiamo a nascere. Se la donna è stata informata in maniera scrupolosa dal concepimento al parto sul suo ruolo, e se non ci sono complicanze, l’ostetrica, come figura professionale, può seguire in autonomia tutto ciò che durante il parto è fisiologico. L’ostetrica è preparata dal suo percorso di studi ad assistere la donna nelle 40 settimane di gravidanza e durante il parto e a riconoscere la necessità di intervento da parte del medico.

L’assistenza durante il travaglio e il parto

Oggi l’ostetrica è la principale figura di riferimento per la donna in attesa, per comprendere i meccanismi della gravidanza. Il suo ruolo si rivela fondamentale nei momenti del travaglio e del parto. Compito dell’ostetrica è essere presente in questi momenti dal punto di vista clinico e sostenere la donna, incoraggiandola e rassicurandola e impegnarsi a proteggere lo svolgimento quanto più possibile naturale degli eventi. Il parto naturale, portato a termine con le proprie forze, è un’esperienza straordinaria che conferisce alla donna forza e fiducia nelle proprie capacità e aumenta se possibile l’istinto materno.

L’ostetrica è vicina alla donna in tutto il periodo del parto, da quando si arriva in sala travaglio. Grazie alla frequentazione durante gli incontri di preparazione al parto, l’ostetrica conosce la donna, la supporta con umanità e competenza. Applica gli strumenti per il monitoraggio fetale, esegue ed interpreta il tracciato cardiotocografico (ossia l’attività del cuore del bambino che sta per nascere), rilevando eventuali difficoltà che possono rendere necessario l’intervento del ginecologo. Controlla il collo dell’utero, che si appiattisce e si dilata progressivamente sotto l’effetto delle contrazioni del travaglio. Incoraggia la donna nello sforzo delle spinte, la sostiene e la aiuta a rilassarsi con la respirazione e a concentrarsi sulle proprie risorse per portare a termine la nascita. Il travaglio è forse la parte più difficile, fare un buon travaglio significa fare un buon parto e portare la donna in sala parto serena. In sala parto l’ostetrica assiste il parto fisiologico in completa autonomia, la partoriente è rassicurata, informata di tutto, se ha fatto un corso preparto già conosce le modalità di spinta.

schema grafico del monitoraggio cardiotocografico in travaglio

Il supporto globale alla salute femminile

Si è soliti legare la figura dell’ostetrica “all’evento gravidanza e nascita” ma non deve sorprendere che questa professionalità possa tornare utile a tutta la famiglia ed in più momenti. Durante il periodo fertile si occupa di contraccezione, relazione di coppia, ricerca di una gravidanza, sessualità, salute degli organi riproduttivi, piacere sessuale.

Nelle gravidanze fisiologiche assiste la donna per nove mesi con un contributo del tutto peculiare: l’ostetrica, infatti, oltre a verificare lo stato di salute della mamma e del bambino, prepara la neomamma a vivere in prima persona la nascita del suo bambino e a giungere al parto con un bagaglio di serenità e sicurezza. L’ostetrica non abbandona la donna dopo il parto, ma continua a seguirla dal primo mese fino all’anno di età del bambino. Ha però tutte le competenze necessarie a individuare eventuali ulteriori bisogni di assistenza ostetrico-ginecologica che richiedono l’intervento di altri specialisti: patologia mammaria, malattie infettive e metaboliche, sterilità, infertilità. In caso di disturbi legati alla sfera riproduttiva (come vaginiti, cistiti, irregolarità mestruale, cisti ovariche) occorre invece la diagnosi ginecologica.

Umanizzazione e consapevolezza nel percorso nascita

L’ostetrica ha la capacità di tranquillizzare la donna che può provare ansia e preoccupazioni anche prima del parto, durante i nove mesi. Gli incontri e le visite non si limitano alla valutazione della situazione fisica della gravidanza e al benessere di mamma e bambino. Grazie alle sue competenze e alla sua esperienza è in grado di ascoltare anche i dubbi apparentemente più banali della futura mamma e sa trovare le parole per fornire rassicurazioni sia dal punto di vista umano sia da quello professionale. L’ostetrica inoltre coinvolge nell’avventura del parto anche il futuro papà, i nonni, le amiche della mamma e tutti coloro che si trovano a condividere le emozioni della gravidanza.

Il rapporto tra la donna, il partner e tutta la famiglia con l’ostetrica continua anche quando si giunge al momento più complesso e appagante dal punto di vista emozionale: l’aumento di volume del bambino, la maturazione di sacco amniotico e placenta e i primi movimenti del feto, percepibili dalla madre. L’ostetrica può insegnare alla donna a vivere in modo più profondo e coinvolgente questa esperienza, ad ascoltare il proprio corpo, a instaurare una forma di comunicazione profonda con il bambino fatta di un linguaggio di sensazioni e di emozioni.

Il percorso di accompagnamento alla nascita che l’ostetrica propone alla donna in attesa deve fornire anche tutte le informazioni sui controlli e sui professionisti che si prenderanno cura di lei, sui servizi sanitari e sulle opzioni disponibili. Queste informazioni permetteranno alla donna di avere maggior potere decisionale e di operare scelte informate consapevoli. Nonostante negli ultimi anni ci sia stata una certa inversione di tendenza, con più uomini iscritti a Ostetricia, la maggioranza delle ostetriche è ancora composta da donne. Si tende a percepire una donna ostetrica come più intima, ma non è detto che i colleghi uomini non possano essere altrettanto rassicuranti ed empatici.

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