Benefici e controindicazioni del consumo di lenticchie durante l’allattamento

L’arrivo di un neonato porta con sé una serie di trasformazioni profonde, non solo nella vita quotidiana ma anche nel corpo della madre. In questa fase delicata, l’alimentazione gioca un ruolo cruciale: non è solo fondamentale per recuperare le energie dopo il parto, ma è anche il mezzo attraverso cui la mamma fornisce nutrienti essenziali al bambino. Tra gli alimenti più discussi e spesso ingiustamente limitati, i legumi, e in particolare le lenticchie, occupano un posto di rilievo.

piatto di lenticchie cotte e nutrienti

Alimentazione, allattamento e il peso corporeo

Esiste una convinzione comune secondo cui l’allattamento porti a perdere peso automaticamente; tuttavia, non è sempre vero, poiché esiste anche la possibilità di assumere peso. È importante chiarire che, dopo il parto, tornare al peso pre-parto richiederà un po’ di tempo ed è fondamentale assecondare l’organismo con un’alimentazione sana ed equilibrata. Non si dovrebbe tentare di dimagrire drasticamente prima dei 2 mesi dal parto, poiché una dieta restrittiva nuoce all’allattamento.

Per mantenere un’adeguata produzione di latte, l’organismo ha bisogno di un maggior apporto di energia, in parte fornita dalla dieta e in parte dalle riserve energetiche accumulate durante la gravidanza. Nei primi mesi, se l’allattamento è di tipo esclusivo, si ritiene necessario un incremento energetico giornaliero di circa 330-500 kcal rispetto al fabbisogno energetico abituale della madre, che dipende comunque da corporatura, età e livello di attività fisica. La chiave non è mangiare "per due", ma garantire che il corpo riceva tutto ciò di cui ha bisogno.

Il ruolo nutrizionale delle lenticchie

Le lenticchie, considerate un legume ad alto valore nutritivo, sono i semi di un’erba annuale (Lens culinaris) appartenente alla famiglia delle Fabaceae. Sono alimenti ricchi di sostanze preziose:

  • Proteine e Fibre: Le lenticchie sono un’ottima fonte di proteine vegetali e fibre, sia solubili che insolubili, che promuovono la salute dell’intestino favorendo il mantenimento di una flora microbica in equilibrio.
  • Ferro e Zinco: Fondamentali per sostenere il fabbisogno di micronutrienti della neomamma.
  • Energia a lungo termine: Grazie al contenuto di carboidrati complessi, rappresentano un serbatoio di energia costante.
  • Folati e minerali: Apportano inoltre una buona quota di folati, essenziali per il benessere metabolico.

In 100 grammi di lenticchie secche si contano circa 290-310 calorie, che si riducono a 115-120 dopo la cottura, rendendole un alimento eccellente per sostenere il fabbisogno calorico senza appesantire eccessivamente la dieta.

Legumi e allattamento: i falsi miti sulle coliche

Una delle preoccupazioni maggiori per le neomamme è che il consumo di legumi, come le lenticchie, possa causare coliche al neonato. È necessario fare chiarezza: nella maggior parte dei casi non c’è motivo per procedere con una dieta di esclusione. Le coliche sono disturbi dalle cause ancora sconosciute, molto comuni nei primi 3 mesi di vita, caratterizzate da pianti inconsolabili e dolori addominali.

L’alimentazione durante l’allattamento non risulta influire sulla possibile comparsa di coliche, se non in rarissimi casi. È un luogo comune da sfatare che i legumi possano procurare fastidi intestinali al bambino. Se la mamma ha sempre mangiato e digerito bene le lenticchie, non c’è motivo di escluderle. Il latte materno è protettivo nei confronti delle allergie e il bambino non si sensibilizza attraverso di esso. Al contrario, se la madre consuma abitualmente questi alimenti, il neonato ne ha già imparato a conoscere i sapori durante la vita intrauterina, tramite il liquido amniotico.

infografica sui nutrienti presenti nelle lenticchie

Gestione dei disturbi digestivi e raccomandazioni

Sebbene le lenticchie siano sicure, a causa del loro elevato contenuto in carboidrati complessi e fibre, sono considerate alimenti FODMAP (fermentabili). In alcune persone, questo può causare gas, gonfiore o dolori addominali. Se una madre dovesse notare effettivamente dei fastidi, il consiglio non è eliminare i legumi per sempre, ma modulare il consumo. È possibile, ad esempio, consumare le lenticchie almeno due volte a settimana, con porzioni moderate (non superiori ai 50g), magari privilegiando la varietà decorticata che risulta più digeribile.

Consigli pratici per la dieta della neomamma

  • Varietà: La dieta deve essere quanto più possibile bilanciata e sana. La varietà garantisce un apporto sempre adeguato di tutti i nutrienti.
  • Idratazione: La sete aumenta durante l’allattamento; è fondamentale assecondare i segnali del proprio corpo, stando attente a non arrivare a provare arsura.
  • Alcol e sostanze eccitanti: L'alcol può passare nel latte materno; non esistono livelli di assunzione sicuri, quindi è raccomandato evitarlo o attendere almeno 2-3 ore dopo l'assunzione prima di allattare. Anche caffè e bevande eccitanti andrebbero limitati.
  • Proteine animali e vegetali: È utile alternare le fonti proteiche, combinando cereali integrali e legumi per ottenere un profilo aminoacidico completo.

I legumi nell'alimentazione: valutazione nutrizionale

Quando consultare un esperto

Se si sospetta che il bambino possa essere infastidito da un alimento specifico, è indispensabile parlarne con il pediatra o un nutrizionista prima di intraprendere diete "fai da te". Restrizioni alimentari inutili possono impoverire la dieta della mamma e non portare alcun beneficio al neonato. La strategia migliore resta quella di seguire un’alimentazione varia, sana e genuina, ascoltando i segnali di fame e sazietà del proprio corpo e monitorando insieme a professionisti della salute eventuali sintomi persistenti del neonato, distinguendo tra il fisiologico sviluppo intestinale e reali intolleranze o allergie.

tags: #mangiare #lenticchie #in #allattamento