Guida completa al percorso nascita: scelte, assistenza e consapevolezza in ospedale

La nascita di un bambino rappresenta uno degli eventi più significativi nella vita di una donna e di una coppia. Oggi, in Italia, la scelta del luogo e delle modalità del parto è un tema di crescente rilevanza, poiché influenzata da fattori culturali, medici e organizzativi. Molte donne, oggi in Italia, vengono indirizzate al taglio cesareo o scelgono di non partorire in maniera naturale. In conseguenza di ciò stanno emergendo due dati: il primo, di importanza medica, è relativo alle complicanze immediate e future rispetto a uno e, soprattutto, più cesarei. La comprensione del percorso nascita, dalla gravidanza al post-partum, è fondamentale per poter affrontare questo momento con maggiore serenità e preparazione, indipendentemente dalla scelta finale della gestante.

illustrazione del percorso nascita e dell'assistenza ostetrica

Dinamiche del travaglio e assistenza ostetrica

Il travaglio è un processo fisiologico complesso e unico per ogni donna. È importante sottolineare che la fase attiva del travaglio è caratterizzata da contrazioni uterine dolorose e regolari, da un significativo appianamento cervicale e da una dilatazione del collo dell’utero più rapida e che va dai 5 centimetri alla dilatazione completa sia per la primigravida che per la pluripara. Le donne dovrebbero essere informate che la durata standard della fase di latenza non è definita e può notevolmente variare da una donna all’altra.

Esistono ancora molti miti sulla velocità del parto. Per le gravide con inizio del travaglio spontaneo la progressione della dilatazione di 1 centimetro all’ora durante la fase attiva (linea di allerta del partogramma) non identifica correttamente le donne a rischio di esito negativo del parto e quindi NON E’ RACCOMANDATA per questa finalità. Una velocità della dilatazione di almeno 1 cm/ora durante la fase attiva del travaglio è poco realistica e per certe donne troppo rapida e quindi NON E’ RACCOMANDATA per definire la normalità di progressione del travaglio. La sola dilatazione cervicale ad una velocità inferiore a 1 cm/ora non dovrebbe essere indicazione di routine per un intervento ostetrico. Il travaglio può non accelerare spontaneamente prima che la dilatazione sia arrivata a 5 centimetri. Quindi gli interventi medici per accelerare il travaglio e il parto (ossitocina o taglio cesareo) prima dei 5 cm NON SONO RACCOMANDATI se le condizioni materne e fetali sono rassicuranti.

Durante la degenza, il benessere materno e fetale è monitorato con attenzione ma senza eccessi non necessari. Ad esempio, per le gravide in buona salute con insorgenza spontanea del travaglio una politica di attesa fino all’inizio della fase attiva prima del ricovero (ammissione in sala travaglio/parto) E’ RACCOMANDATA SOLO in un contesto di ricerca clinica. Una visita vaginale E’ RACCOMANDATA ogni 4 ore per valutare la fase attiva del primo stadio del travaglio nelle donne a basso rischio ostetrico. La cardiotocografia in continuo NON È RACCOMANDATA per la valutazione del benessere fetale nelle donne gravide in buona salute durante un travaglio spontaneo. Il ricorso all’amniorexi precoce per prevenire il prolungamento del travaglio NON È RACCOMANDATO, così come l’uso di antispastici.

La fase espulsiva e il ruolo dell'ostetrica

La seconda fase del travaglio, quella espulsiva, richiede sostegno e incoraggiamento. Le donne dovrebbero essere informate che la durata della seconda fase varia da una donna all’altra. Durante il primo parto la durata del secondo stadio è generalmente inferiore a 3 ore mentre nei parti successivi è generalmente inferiore a 2 ore. Le donne nella fase espulsiva della seconda fase del travaglio dovrebbero essere incoraggiate e sostenute a seguire il proprio impulso di spingere.

Per le donne nella seconda fase del travaglio, SONO RACCOMANDATE tecniche per ridurre il trauma perineale e facilitare la nascita spontanea (incluso il massaggio perineale, compresse calde e protezioni "hands on" del perineo), sulla base della preferenza delle donne e delle opzioni disponibili. Durante il travaglio e il parto, da chi sarò seguita? L’ostetrica l’affiancherà per tutta la durata del travaglio e del parto. Inoltre, il papà o una persona di fiducia da lei scelta potrà stare al suo fianco, previa esecuzione di un tampone antigenico rapido.

ostetrica che assiste una donna durante il travaglio

Gestione del dolore e analgesia epidurale

Il dolore è una componente soggettiva del parto. Nella vostra Struttura è possibile usufruire della parto-analgesia? Sì, l’analgesia epidurale (o peridurale) è una tra le tecniche di controllo del dolore che la donna in travaglio può scegliere. La parto-analgesia epidurale consiste nel posizionamento di un cateterino nella schiena (zona lombare) della donna, attraverso cui viene somministrata una combinazione a basso dosaggio di anestetico locale e oppioide.

Presso la clinica di ostetrica è attiva dal 2003 h 24 una guardia anestesiologica dedicata all’assistenza delle donne ricoverate. La visita anestesiologica è raccomandata per tutte le donne con patologie preesistenti o di nuova insorgenza. La procedura prevede l'ausilio dell'ostetrica per il posizionamento. La donna viene aiutata dall’ostetrica a mettersi seduta o distesa sul fianco sinistro, in posizione “fetale” in modo da esporre il più possibile la zona lombare della schiena. Durante la procedura è molto importante cercare di muoversi il meno possibile, anche durante la contrazione.

È bene sapere che il parto in analgesia sta diventando sempre più diffuso in molte strutture pubbliche, anche se con qualche difficoltà dovuta all'organizzazione del lavoro. Il parto naturale in analgesia si effettua in tutto e per tutto come un tradizionale parto fisiologico, ma grazie all'anestesia peridurale il dolore della partoriente viene notevolmente ridotto (non eliminato), pur mantenendo la completa mobilità del corpo e degli arti.

Alcune riflessioni sull' EPIDURALE per il tuo travaglio e parto

Parto cesareo e situazioni particolari

Il taglio cesareo ha lo scopo di tutelare, quando necessario, la salute della mamma e/o del bambino. Il parto con taglio cesareo può avvenire anche in particolari condizioni cliniche durante il travaglio. Anche con la nascita da taglio cesareo, quando possibile, si farà lo skin-to-skin (pelle-a-pelle) del bambino con la mamma prima di tagliare il cordone ombelicale.

La presentazione podalica a termine della gravidanza si presenta in circa il 3% di tutte le gravidanze. Nel corso del colloquio presso l’ambulatorio di consulenza preparto, verranno fornite tutte le informazioni utili e necessario alle pazienti interessate al “rivolgimento per manovre esterne”, oltre ai possibili esercizi e alle posizioni da assumere per favorire il rivolgimento spontaneo del feto. La stanza del colloquio P537 è situata al 5° piano tra i due reparti di Ostetricia.

Luoghi del parto: ospedale, domicilio e case di maternità

Le condizioni e le strutture disponibili variano tra le diverse aree territoriali: di norma, dopo i primi accertamenti, viene assegnata una sala parto alla gestante, dove, accompagnata da una persona di sua scelta, trascorre la fase del travaglio e partorisce assistita da ostetrica e ginecologo. Tuttavia, sono ancora molti gli ospedali dove le sale travaglio ospitano più partorienti e dove solo la fase finale viene effettuata in sala parto.

Un tempo si partoriva in casa, assistiti dall'ostetrica del paese e dalle donne della famiglia. Quando ormai il parto casalingo sembrava esiliato alla sola fiction ecco che, partorire tra le mura domestiche, ritorna di grande attualità. Il parto a domicilio è regolamentato dall’art. 5 della Legge regionale, n. 26 dell’11 agosto 1998. Dal punto di vista culturale, è molto diffuso nella mentalità italiana il pensiero che il parto in casa sia meno sicuro rispetto a quello in ospedale, ma gli studi scientifici dicono che partorire in casa ha gli stessi esiti di salute per mamma e bambino del parto in ospedale per gravidanze fisiologiche.

Esistono inoltre le "Case di maternità", previste dall’art. 6 della stessa legge, che rappresentano luoghi accoglienti dove la donna e la coppia possono vivere serenamente l'intero percorso della maternità. In Emilia Romagna, ad esempio, è presente la Casa Maternità Il Nido.

schema dei diversi percorsi nascita: ospedale, casa, casa maternità

Organizzazione e preparazione alla nascita

Preparare la valigia per il parto è uno dei passaggi che segnano l’avvicinarsi della nascita e spesso porta con sé molti dubbi pratici. Non esiste una “valigia per il parto in ospedale tipo” uguale per tutte, perché ogni mamma troverà il contenuto migliore per sé. Le ostetriche generalmente consigliano di avere pronta la valigia per il parto almeno un mese prima della data presunta.

È importante evitare spese superflue: in alcuni casi l’ospedale consiglia di mettere nel borsone maternità anche dispositivi come tiralatte, coppette assorbilatte, creme per il seno, paracapezzoli. Questa è una spesa non necessaria e che potrebbe essere utile solo in casi specifici, su consiglio dell’ostetrica che supporta l’allattamento. Per il neonato, il vizio di coprire troppo i piccoli per paura che soffrano il freddo può essere un errore. Il sudore è un segno chiaro che il bambino ha bisogno di essere vestito in modo più leggero.

Per quanto riguarda l'alimentazione del neonato: Devo portare ciucci e biberon? No, l’utilizzo di ciucci e biberon è sconsigliato per non interferire con l’avvio dell’allattamento.

Risorse regionali e digitali a supporto della maternità

La Regione Emilia-Romagna ha messo a disposizione strumenti come l’App “Non Da Sola”, dedicata al mondo della gravidanza e del parto, con l'obiettivo di accompagnare la donna - e la coppia - in tutto il percorso: dalla gestazione ai mesi successivi alla nascita del bimbo. L'applicazione permette di specificare le proprie preferenze in merito ai percorsi per il travaglio, il parto o il post parto.

Inoltre, la "Cartella della gravidanza" e la "Cartella del neonato" sono strumenti di supporto fondamentali per informare i genitori sulla salute e sulle cure nelle prime settimane. Queste risorse, consultabili anche online sul sito di SaPeRiDoc, forniscono linee guida basate su evidenze scientifiche per garantire un'assistenza appropriata, sicura e umanizzata in ogni fase del percorso nascita. La consapevolezza della donna e il dialogo con gli operatori sanitari rimangono, in ultima analisi, i pilastri su cui poggia la qualità dell'esperienza della nascita.

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