Per certe donne, l’istinto materno non ha età. Tuttavia, il corpo femminile è soggetto ad un orologio biologico che prevede tempistiche precise. Negli ultimi decenni, i cambiamenti socio-economici hanno portato a un progressivo spostamento dell’età della prima gravidanza. Sebbene i progressi della medicina della riproduzione permettano oggi scenari un tempo impensabili, è fondamentale partire da un dato biologico imprescindibile: la fertilità naturale femminile subisce un declino significativo molto prima dei cinquant’anni.
Questa tendenza è particolarmente evidente nei paesi occidentali, in particolare nell’Europa e in Italia, dove si registra una propensione crescente ad avere figli in età sempre più avanzata. In Italia, per esempio, il numero di donne che hanno figli oltre i 40 anni è triplicato rispetto al 1995. Secondo gli ultimi dati Istat, e in base al Rapporto Cedap, l’età media in cui le donne italiane diventano madri supera i 33 anni, e le fonti Eurostat per l’Associazione Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani riferiscono che 9 donne su 100 mettono al mondo un figlio dopo i 40 anni. Questa situazione ha sollevato importanti discussioni sui rischi e le implicazioni di una gravidanza che si verifica in quella che viene definita "età materna avanzata".
Il Declino della Fertilità e l'Orologio Biologico Femminile
La fertilità è inversamente proporzionale all’aumento dell’età. Per questo motivo si considera che il periodo più fertile sia quello che va dai 20 ai 32 anni. Successivamente, la fertilità diminuisce in modo graduale fino ad esaurirsi con la menopausa. Tra i 40 e i 42 anni, la fertilità subisce una flessione arrivando intorno al 5-7%. Infatti, mediamente, in questa fascia di età inizia un periodo chiamato “fertipausa”, nel quale l’attività ormonale può essere ancora regolare, ma la quantità e la qualità di ovociti disponibili è solitamente scarsa.

Questo è dovuto al fatto che la qualità degli ovuli peggiora con l’età. In questa fase della vita, la capacità riproduttiva è ridotta; gli ovuli sono di qualità e quantità inferiori ed è più frequente che si verifichino errori nei processi di divisione e moltiplicazione cellulare durante lo sviluppo embrionale. A partire dai 39-40 anni, più della metà degli embrioni può avere alterazioni cromosomiche.
Età e fertilità: si può rimanere incinta dopo i 40 anni?
I Rischi per la Madre in Gravidanza Tardiva
Affrontare una gravidanza in età avanzata impone un carico fisiologico notevole su organi e apparati che potrebbero già presentare i primi segni di invecchiamento o patologie latenti. Sebbene la gravidanza possa essere uno dei momenti più belli della vita di una donna, è comunque uno Stress Test sia prima che dopo il parto, richiedendo una notevole quantità di energie fisiche e psicologiche.
I rischi sia materni che neonatali aumentano nelle gravidanze tardive. I fattori di rischio della gravidanza correlati all’età avanzata della madre sono: diminuzione della fertilità, aborto spontaneo, problemi genetici, elevata pressione sanguigna, parto di feto morto e morte materna.

Tra le patologie che la donna potrebbe sviluppare, spiccano il diabete gestazionale e l’ipertensione gestazionale:
Ipertensione Gestazionale e Preeclampsia: Si verifica quando la pressione arteriosa della futura mamma supera determinati valori in modo continuativo. È particolarmente frequente in donne in età riproduttiva avanzata, specie in presenza di una pregressa condizione di ipertensione, che è oggi una patologia molto comune. Normalmente si riscontra nelle fasi più avanzate della gravidanza e richiede un monitoraggio costante della pressione materna. L’ipertensione può provocare complicanze anche gravi sia per la madre (danni agli organi, rischio di edemi ed emorragie, preeclampsia) che per il feto (scarsa ossigenazione, con conseguenti anomalie della crescita). La gestosi, o preeclampsia, è caratterizzata da aumento dei valori della pressione arteriosa, comparsa di proteine nelle urine e tendenza a trattenere liquidi nei tessuti. Va affrontata con riposo, farmaci specifici e spesso è necessario anticipare la nascita del bambino. Le donne con un’età di 40 anni e più sono soggette ad un più alto rischio di ipertensione durante la gravidanza.
Diabete Gestazionale: È una patologia che colpisce alcune donne durante la gravidanza e non è da confondere con il diabete di tipo I. Si tratta di un’alterazione del metabolismo del glucosio, che potrebbe aumentare la predisposizione della donna a sviluppare in futuro il diabete di tipo II. Le donne over 50 hanno una probabilità molto più elevata di sviluppare il diabete gestazionale. Questo accade perché l’insulino-resistenza aumenta naturalmente con l’età e lo stress metabolico della gravidanza può agire da fattore scatenante. In caso di gravidanza a rischio in età avanzata, la probabilità di soffrire di diabete gestazionale aumenta.
Altre complicanze materne includono:
Gravidanze Ectopiche: Quando la gravidanza è in età più avanzata, si verificano più frequentemente condizioni come la gravidanza extrauterina. In questo caso, l’embrione fecondato si impianta non nell’utero, ma in un’altra sede (solitamente una delle tube), dove non può svilupparsi. È inevitabile quindi ricorrere alla interruzione di gravidanza.
Aborto Spontaneo: Le donne di 35 anni e oltre sono più soggette ad aborto spontaneo prima della ventesima settimana. Tale rischio è spesso causato da un incremento delle anomalie cromosomiche. Il tasso di aborto spontaneo a 25-30 anni è di circa il 20%, ma sale al 30-35 per cento quando la donna ha 35-40 anni. Se una donna rimane incinta a 40 anni, il rischio di aborto raddoppia rispetto a una donna incinta di 20 anni.
Parto Cesario: Il parto cesareo è più frequente nella gestazione dopo i 35-40 anni. Si tratta pur sempre di un parto operativo, che comporta qualche difficoltà in più anche nella ripresa psicofisica rispetto al parto naturale.
Morte della Mamma: Con l’avanzare dell’età materna, si verifica un aumento del rischio di morte della mamma durante la gravidanza, il travaglio ed il parto. Alcuni studi hanno indicato che le donne con un’età di 35 anni ed oltre hanno una probabilità di morire durante la gravidanza od il parto, tripla rispetto a madri di età inferiore.
Sistema Cardiovascolare: È il più sollecitato in una gravidanza tardiva. Affrontare una gestazione superata la soglia dei cinquant’anni impone un carico fisiologico notevole su organi e apparati che potrebbero già presentare i primi segni di invecchiamento o patologie latenti.
Implicazioni per la Salute del Nascituro
La salute del nascituro è strettamente legata alle condizioni dell’ambiente uterino e alla salute della madre. Una delle preoccupazioni principali nelle gravidanze tardive è il parto prematuro. Alti erano anche i tassi di morbilità fetale, come la nascita pretermine.

- Anomalie Cromosomiche: L’età materna avanzata è un fattore di aumento del rischio di anomalie cromosomiche. Tali anomalie possono provocare patologie del bambino, come la sindrome di Down, la malattia di Tay-Sach, la fibrosi cistica ed altre. Un altro rischio che aumenta con il crescere dell’età della donna sono le anomalie cromosomiche, come la Trisomia 21 o Sindrome di Down, ma anche altre meno frequenti. È interessante notare, tuttavia, che se la gravidanza avviene tramite ovodonazione, il rischio di anomalie cromosomiche nel bambino è legato all’età della donatrice e non a quella della ricevente.
- Parto Prematuro e Basso Peso alla Nascita: È frequente riscontrare casi di ritardo di crescita intrauterino o basso peso alla nascita, spesso dovuti a una funzionalità placentare meno efficiente. L’alta pressione sanguigna può causare il parto prematuro; ne consegue che le donne in età avanzata sono più soggette al rischio di partorire un neonato prematuro o di basso peso corporeo. Il rischio di un parto pretermine, secondo le statistiche, colpisce mediamente più spesso le donne con gravidanza tardiva rispetto a coloro che diventano mamme in più giovane età.
- Parto di Feto Morto: L’età avanzata della madre può anche essere all’origine del parto di feto morto dopo la ventesima settimana. Le donne dai 40 anni in su hanno una probabilità di partorire un feto morto due volte e mezzo superiore al normale. La probabilità che il bimbo nasca morto aumenta del 41 per cento, rispetto a un bimbo concepito da genitori più giovani.
Il Ruolo della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) e i Suoi Limiti
La medicina moderna non pone un divieto assoluto alla maternità over 50, ma impone un approccio di estrema prudenza. Sebbene i progressi della medicina della riproduzione permettano oggi scenari un tempo impensabili, l’illusione più grande per una coppia che rimandi la ricerca del primo figlio è il pensare che con la riproduzione assistita si possa ovviare a qualsiasi limite naturale. Attenzione: non è così. Lo si riduce, certo, ma non lo si elimina.
Età e fertilità: si può rimanere incinta dopo i 40 anni?
Uno studio francese pubblicato su International Journal of Gynecology & Obstetrics ha concluso che i rischi sia materni che neonatali aumentano nelle gravidanze tardive, ma vi è una differenza a seconda del metodo di concepimento: gli eventi avversi sono maggiori nel caso di gravidanze ottenute con una tecnica di riproduzione assistita rispetto a quelle in cui il concepimento è avvenuto in maniera spontanea. La ricerca ha coinvolto 532 donne di almeno 42 anni che avevano partorito presso un ospedale di Tolosa (Francia) tra il 2014 e il 2019. Circa il 30% aveva concepito grazie a una tecnica di PMA.
Le donne sottoposte a PMA presentavano, rispetto a quelle che avevano concepito in modo spontaneo, maggiori esiti negativi sia materni che perinatali. In particolare, il tasso di parto cesareo risultava circa il doppio (65,3% contro 36,7%), così come era particolarmente elevato il rischio di parto pretermine, con circa il 29% delle donne che ha dato alla luce il figlio prima delle 37 settimane di gestazione (contro il 17%). Inoltre, c’era un’incidenza più alta di preeclampsia sia prima del parto che nel post-partum e un rischio più elevato di sviluppare eventi vascolari. Tra queste pazienti il rischio di sviluppare preeclampsia durante la gravidanza aumentava fino a quattro volte.
La riproduzione assistita, pur essendo una risorsa preziosa, non mette al riparo da tutti i rischi legati all’età dei futuri genitori. La stessa tecnologia si scontra con questo fattore fortissimo legato all’età. Dopo un concepimento ottenuto tramite riproduzione assistita, il rischio di diabete gestazionale aumenta del 263 per cento; l’elevata età paterna (oltre i 40 anni) raddoppia il rischio di anomalie congenite; la placenta previa aumenta del 94 per cento; la scelta di un taglio cesareo elettivo cresce del 77 per cento.
La Gestione e il Monitoraggio Multidisciplinare della Gravidanza Tardiva
“A causa della crescente prevalenza di donne gravide di età pari o superiore a 42 anni e della loro incidenza di complicanze, è importante fornire a queste pazienti informazioni chiare e adatte alla loro situazione" scrivono i ricercatori. Queste informazioni permettono non solo di fornire un supporto migliore alle pazienti riguardo ai loro obiettivi di peso, attraverso misure preventive o follow-up medico dedicato, ma anche di individuare patologie vascolari il più precocemente possibile e impostare un follow-up personalizzato.

La gravidanza tardiva va seguita con particolare cura dal ginecologo perché può più facilmente andare incontro a complicanze come diabete gestazionale o preeclampsia. In una gravidanza in età avanzata, la donna matura e consapevole dal punto di vista psicologico e affettivo deve essere cosciente che l’organismo può iniziare a rispondere in modo diverso rispetto a prima. È importante affrontare una gravidanza a questa età anche con consapevolezza dei rischi aumentati.
Per aumentare la sicurezza in gravidanza, oggi la donna, in qualunque età e non solo in caso di gravidanza tardiva, può contare su una serie di presidi che la aiutano a prendersi cura della salute del bambino anche prima della gravidanza, per esempio l’assunzione di acido folico. Questa sostanza, presa a partire da circa tre mesi prima dell’inizio della gravidanza, aiuta a combattere i difetti di chiusura del tubo neurale, la struttura dalla quale poi origina il sistema nervoso.
Inoltre, la donna può scegliere un esame diagnostico prenatale invasivo, come l’amniocentesi o la villocentesi, che analizzando il DNA fetale può individuare anomalie cromosomiche o altre malattie, per esempio la fibrosi cistica. Non si deve dimenticare l’importanza di poter scegliere con consapevolezza vaccini basilari, da quello dell’influenza a quello contro la rosolia (se la donna non è immune a questa malattia), per proteggere il benessere del feto in formazione da infezioni che possono interferire con il suo sviluppo. È importante anche la somministrazione del vaccino materno contro il Virus respiratorio sinciziale che, effettuato nel terzo trimestre, protegge il bebè fin dalla nascita, riducendo il rischio di infezioni respiratorie e ricovero nei primi mesi.
È necessario che gli scambi tra le diverse figure professionali, quali ostetriche, pediatri e psicologi, migliorino in modo da supportare le coppie a cui andrebbe proposto, prima di una cura per le complicanze, un programma di gestione dei rischi. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente.
Quando si parla di gravidanza a rischio? Non esiste una definizione universale di gravidanza a rischio. Ma a partire da quale età della donna la gravidanza è più a rischio? Una gravidanza viene considerata a rischio a partire dai 35 anni. Questo non significa tuttavia che le donne incinte a partire da questa età debbano per forza fare i conti con complicanze. Anche una gravidanza in età avanzata ha talvolta un decorso completamente senza problemi. Se una gravidanza ha un decorso privo di problemi, indipendentemente dall’età, sono previste sette visite di controllo e due esami ecografici. Una prima visita di controllo prevede un’anamnesi, un esame clinico e ginecologico nonché un esame per le vene varicose e gli edemi delle gambe. Esami successivi includono il controllo di peso, pressione sanguigna, misura del fondo-sinfisi (altezza del fondo uterino), esame delle urine e auscultazione dei toni cardiaci del feto. In caso di gravidanza a rischio, la cassa malati spesso copre ulteriori esami, ad esempio controlli più frequenti o ecografie. Nelle donne con più di 40 anni, il rischio di avere un figlio affetto da un’anomalia cromosomica aumenta notevolmente. Gli esami prenatali sono quindi particolarmente importanti nelle madri in età avanzata.
Le Ragioni Sociali ed Economiche Dietro la Scelta di Ritardare la Maternità
L’Italia è uno dei Paesi in cui la gravidanza tardiva è più frequente. Le ragioni che portano a questa scelta sono numerose, complesse e legate anche a fattori economici e sociali che parlano di un mondo in evoluzione.
La possibilità di pianificare la gravidanza e di affrontare la maternità in modo consapevole ha permesso alla donna di vivere questa decisione con consapevolezza e responsabilità. L’età biologica per la riproduzione è attorno ai 20-25 anni, ma a questa età non esiste ancora una sufficiente consapevolezza e, soprattutto, una donna è impegnata con lo studio, con progetti lavorativi o personali essenziali per il suo percorso di vita e di realizzazione individuale. In età più avanzata, al contrario, una donna ha già realizzato un percorso cognitivo e affettivo che la rende consapevole del significato della gravidanza. Questo fa sì che il progetto di una gestazione coincida realmente con un suo desiderio.
La donna in giovane età non si lascia condizionare da pressioni sociali che, purtroppo, identificano la realizzazione femminile con il concetto di riproduzione, casa, famiglia. Sceglie il partner in modo consapevole e non passivo e, di conseguenza, possono passare anni prima di incontrare la persona giusta con la quale affrontare un progetto di genitorialità realmente condiviso da entrambi, che preveda un coinvolgimento alla pari per quanto riguarda anche i doveri e le responsabilità.
Ci sono infine fattori di tipo economico. Il costo della vita in Italia, la precarietà del lavoro, l’aumento dei prezzi di case e affitti obbligano a spostare in avanti il progetto di una famiglia, fino a quando la donna e, in generale, il nucleo familiare hanno raggiunto una certa stabilità.
Casi Limite e il Dibattito Etico-Sociale sulla Maternità in Età Estrema
Ormai da qualche anno le notizie di donne che hanno messo al mondo dei figli dopo i 45 anni non ci sorprendono più di tanto. Brigitte Nielsen, Janet Jackson, Cameron Diaz, Naomi Campbell e Halle Berry ne sono alcuni esempi. Si tratta di un fenomeno sempre più frequente, che non riguarda solo le celebrità. La maternità tardiva è quindi diventata quasi una “normalità”, e viene accettata come se fosse un fatto naturale. Anche se dal punto di vista biologico non lo è, dal momento che è evidente, o almeno presunto, che dopo i 45 anni la maggior parte di queste donne sia rimasta incinta grazie a tecniche di procreazione assistita.

Il caso fa discutere esattamente come quando accadde la prima volta in Italia. Le reazioni sono immediate: “Avere un figlio a 57 anni è al di fuori della biologia e anche del buon senso”, è il commento del senatore del Pd Ignazio Marino, che aggiunge: “Auguro ogni bene a questa famiglia, ma penso che sia un comportamento pericoloso voler diventare mamma a quasi sessant’anni, quando invece, secondo il ciclo biologico, si dovrebbe essere nonna”.
Questo solleva la domanda: fino a che punto è fattibile ritardare la maternità? In ogni caso, il vero limite non è l’età della madre, ma l’età degli ovuli e, ovviamente, la loro qualità. Il messaggio è uno solo: se il figlio è una priorità, è bene cercarlo non oltre i trent’anni per lei e i trentacinque per lui: cosicché, quand’anche ci fosse un problema, il ricorso alla fecondazione assistita avvenga prima della soglia dei trentacinque anni di lei. La cosa più importante è che le donne siano ben informate sull’età ideale per avere figli, su quando la fertilità femminile inizia a diminuire e sulle reali possibilità di diventare madri. Pertanto, è fondamentale richiedere al proprio ginecologo una valutazione della riserva ovarica quando si è giovani (tra i 25 e i 30 anni). È inoltre importante che, se non si riesce a rimanere incinte naturalmente dopo 10-12 mesi (se si ha meno di 35 anni) o 6 mesi (se si ha più di 35 anni), ci si rivolga a uno specialista della procreazione medicalmente assistita per una valutazione.
Aspetti Legali e la Responsabilità Medica
Le donne di 35 anni e più incontrano maggiori difficoltà a rimanere incinte e maggiori difficoltà durante il parto. Tale dato scientifico ha due importanti implicazioni in tema di responsabilità medica. In primo luogo, tra le donne di 35 anni ed oltre è più diffuso il ricorso a trattamenti per aumentare fertilità per contrastare la difficoltà a rimanere incinte. In secondo luogo, le donne di 35 anni e oltre sono più soggette ad aborto spontaneo prima della ventesima settimana. Tale rischio è spesso causato da un incremento delle anomalie cromosomiche. In una piccola percentuale di casi il medico può evitare l’aborto spontaneo attraverso specifiche cure ed interventi. Il medico, inoltre, deve diagnosticare tempestivamente l’aborto spontaneo per prevenire lesioni alla madre.
In relazione alle anomalie cromosomiche, i dottori sono tenuti a diagnosticare tempestivamente il difetto genetico, in modo che la madre, qualora il difetto del figlio possa provocare un grave danno alla sua salute, possa decidere di interrompere la gravidanza. Il medico che non consenta alla madre di effettuare questa scelta dovrà risarcire alla madre il cosiddetto danno da nascita indesiderata, comprensivo di tutte le spese mediche necessarie per le cure di cui il bambino avrà bisogno per tutto il corso della sua vita.
Se tu o il tuo bambino avete subito lesioni durante il parto causate da malasanità, dovresti al più presto rivolgerti ad un avvocato specializzato in negligenza medica. Gli avvocati specializzati in lesioni subite dal neonato a causa di errori del personale medico durante la gravidanza, il travaglio o il parto, ti diranno, con l’ausilio di un team di medici neonatologi e ginecologi, se la persona lesa ed i suoi familiari potranno aver diritto ad un risarcimento dei danni.
tags: #mamma #nonna #partorisce