Il mal di stomaco nei bambini è uno dei più comuni problemi gastrointestinali dei più piccoli; questo disturbo non dovrebbe causare ansia nei loro genitori, perché quasi sicuramente il dolore si risolverà nel giro di poche ore o pochi giorni. Il mal di pancia è uno dei disturbi più comuni sia tra i neonati sia tra i bambini nei primi anni di vita e in età scolare, nonché una delle principali ragioni che portano i genitori a interpellare il pediatra. Anche se il disturbo crea disagio ai piccoli interessati, le cause più comuni del mal di pancia non sono legate a una malattia grave o a un evento acuto che possa mettere in pericolo la salute del bambino. Tuttavia, comprendere le cause, conoscere quali strategie adottare e sapere quando è il caso di rivolgersi al pediatra può aiutare a gestire meglio la situazione e alleviare il disagio dei più piccoli.

Il reflusso gastroesofageo: fisiologia e segnali di allarme
Sebbene il reflusso gastroesofageo sia un processo fisiologico, in alcuni casi potrebbe essere accompagnato da sintomi molto fastidiosi come rigurgito o irritabilità, e richiedere un’attenzione maggiore. In rari casi può evolvere nella malattia da reflusso gastroesofageo (GERD), una condizione più severa associata a complicanze come esofagite, difficoltà respiratorie o una crescita in peso insufficiente. A seconda dell’età, il reflusso può manifestarsi con sintomi diversi. Nei bambini più piccoli, il reflusso gastroesofageo può presentarsi insieme a rigurgito o vomito. In molti casi il mal di pancia può manifestarsi subito dopo il pasto, con un fastidioso senso di pesantezza. A volte il dolore o il bruciore localizzato nell’addome possono risultare più intensi e interferire con le attività quotidiane, come il gioco, lo studio o lo sport. In caso di malattia da reflusso o dispepsia funzionale nei più piccoli generalmente non sono previsti trattamenti specifici, ma alcuni semplici consigli utili, a partire da alcuni accorgimenti nello stile di vita, possono aiutare ad alleviare i sintomi e migliorare il benessere del bambino.
La gastroenterite infantile: riconoscerla e intervenire
La gastroenterite nei bambini è un’infezione frequente, soprattutto nei mesi invernali, spesso causata da virus intestinali come il Rotavirus e il Norovirus. La gastroenterite è un’infezione che colpisce lo stomaco e l’intestino ed è di solito causata da virus che danneggiano la mucosa intestinale. Ciò causa la perdita di una maggiore quantità di acqua e sostanze nutritive assieme alle feci, che diventano per questo motivo più liquide. Si manifesta con vomito, diarrea acquosa, talvolta febbre e malessere generale, con il rischio principale di disidratazione nei più piccoli.
I sintomi principali della gastroenterite nei bambini sono il vomito, la diarrea e il mal di pancia, che di solito è più forte in coincidenza con le scariche di diarrea. Nella maggior parte dei casi la gastroenterite va via da sola e non sono necessari dei farmaci specifici per curarla. L’obiettivo della terapia della gastroenterite non è infatti quello di bloccare il vomito o fermare la diarrea, ma evitare che il bambino si disidrati.

La gestione dell'idratazione e della dieta
Quando gli episodi di vomito e diarrea sono numerosi c’è il rischio che il bambino vada incontro alla disidratazione, che si verifica quando viene persa una parte importante dell’acqua e dei sali minerali normalmente presenti nel nostro organismo. La disidratazione si verifica più spesso nei bimbi molto piccoli, di età inferiore ai 3 anni. In questi casi il bambino è pallido, abbattuto, sonnolento, senza forze, fa pochissima pipì e può perdere peso. Le soluzioni reidratanti orali (SRO) sono il trattamento di prima scelta per prevenire e correggere la disidratazione lieve-moderata. Vanno somministrate a piccoli sorsi frequenti, anche con cucchiaino o siringa senza ago nei più piccoli, soprattutto dopo ogni scarica di diarrea o episodio di vomito. Non vanno sostituite con bevande zuccherate, succhi o bibite gassate, che possono peggiorare la diarrea.
Per quanto riguarda cosa far mangiare al bambino con gastroenterite, è assolutamente sconsigliato effettuare diete particolari, prolungare il digiuno o forzare il piccolo ad assumere alimenti controvoglia. Se il bambino ha appetito, può continuare a mangiare alimenti leggeri e facilmente digeribili, senza forzature. Non è necessario sospendere l’allattamento o la formula artificiale. Diete troppo restrittive non sono raccomandate: è preferibile offrire piccole quantità di cibo, evitando alimenti molto grassi o zuccherati.
Gastrite e disturbi digestivi: cause e gestione alimentare
Il mal di stomaco, o gastrite, spesso si manifesta improvvisamente e in modo intenso. In genere, il bambino prova un senso di fastidio nella parte superiore dell’addome, sotto lo sterno. La sensazione peggiora dopo aver mangiato. Come conseguenza, il bambino perde l’appetito e sviluppa un’avversione verso alcuni tipi di cibo, considerati i responsabili del disturbo: prova nausea e mal di testa, a volte accompagnati da vomito e febbre. A monte, possono esserci l’assunzione di cibi eccessivamente speziati e piccanti e l’abitudine di bere bevande bollenti.
Contrariamente a quanto si crede comunemente, la dieta cosiddetta in bianco non è necessaria. Vanno però evitati cibi molto impegnativi per il processo digestivo, come i grassi, i salumi, i cibi affumicati e i fritti. Inoltre, sono da limitare i cibi raffinati come pane bianco, riso bianco e dolciumi: stimolano la secrezione dei succhi gastrici che non vengono poi neutralizzati dalle fibre, che sono invece presenti negli alimenti integrali.
Piatto sano per bambini | Educazione alimentare
Somatizzazione e mal di stomaco di origine psicologica
La causa del dolore allo stomaco è talvolta psicologica, specie nei bambini sopra i 10 anni. In realtà, attraverso questo sintomo, i bambini manifestano indirettamente un malessere interiore. I bambini che hanno dolori addominali ricorrenti possono somatizzare emozioni come gelosia, difficoltà relazionali con i coetanei, paura e rabbia. Si tratta di condizioni psicologiche che accompagnano frequentemente eventi o circostanze stressanti: separazione dei genitori, ansia di andare a scuola se c’è un esame o una interrogazione, se ci sono compagni di classe prepotenti o che assumono comportamenti intimidatori. Il disagio allo stomaco è spesso usato per cercare l’attenzione e l’affetto dei genitori. Quando i bambini esprimono disagio attraverso malattie psicosomatiche, non dovremmo sottovalutare o ignorare il messaggio che stanno dando, cercando di ascoltarli maggiormente. Non limitiamoci a rimproverare i bambini: se si lamentano o mostrano angoscia, cerchiamo di determinare la causa della loro condizione e solo dopo agiamo di conseguenza.
Quando rivolgersi al medico: segnali d'allarme e urgenze
Spesso i bambini lamentano mal di pancia ma non tutti i mal di pancia richiedono un controllo medico immediato. Esistono cause meno frequenti, ma più serie, di mal di pancia caratterizzate da dolore addominale moderato-severo che non si attenua o peggiora nell’arco di 24 ore, neppure dopo che il bambino ha vomitato o è riuscito a espellere le feci.
Tra le condizioni che richiedono attenzione immediata ricordiamo:
- Invaginazione intestinale: più frequente tra i 6 mesi e 2-3 anni di età, caratterizzata da crisi di dolore con pianto inconsolabile alternati a periodi di benessere, o, a volte, alternati a periodi in cui il bambino appare intontito o sonnolento.
- Ernia inguinale strozzata: si presenta come un gonfiore localizzato sopra il monte di Venere (sopra i testicoli nel maschio e sopra le grandi labbra nella femmina) associata ad aspetto sofferente, pianto, pallore e spesso vomito con rifiuto del cibo.
- Appendicite: quando il dolore diventa più forte e perdura per più giorni è necessario rivolgersi al pediatra.
Inoltre, è importante consultare un pediatra se il mal di pancia dura più di 24 ore, se il dolore è persistente e accompagnato da febbre alta, diarrea grave, o perdita di peso, se il dolore è molto intenso e localizzato in un punto specifico, se il bambino ha sangue nelle feci o se compaiono eruzioni cutanee e dolori articolari.

Strategie quotidiane per la prevenzione
Per prevenire e ridurre il dolore allo stomaco nel bambino bisogna applicare semplici regole. Seguire un’alimentazione equilibrata: ridurre gli alimenti che sono estremamente difficili da digerire, come grassi, salsicce salate, pasti affumicati e cibi fritti. È importante dare ai bambini un’educazione alimentare composta da semplici regole: consumare tutti i cibi con moderazione, masticare bene il cibo per favorire la digestione, bere frequentemente e a piccoli sorsi, non fare eccessiva attività fisica subito dopo aver mangiato.
È necessario curare l’alimentazione limitando il consumo di cibi grassi e fritti, cioccolato, bevande zuccherate e con caffeina che possono aggravare i sintomi. È opportuno evitare pasti abbondanti e preferire pasti leggeri e frequenti. Infine, è fondamentale monitorare lo stato generale del bambino, poiché nella prima infanzia, il bambino può non essere in grado di riconoscere il dolore addominale come tale e/o di comunicarlo ai genitori, esprimendolo in altri modi, come pianto inconsolabile o irritabilità. L'attenzione costante al benessere emotivo e fisico del bambino rappresenta il pilastro fondamentale per gestire correttamente ogni episodio di dolore addominale.