La figura femminile, da sempre specchio della fertilità e della vita, trova nella natura il suo compimento ideale. Corpi femminili immersi e fatti della stessa sostanza della natura: la donna e la flora sono protagoniste assolute del nuovo lavoro di Brian Kirhagis. Così nelle sue coloratissime opere, vere e proprie boccate d’aria o tuffi in una natura materna e allo stesso tempo selvaggia, Kirhagis riunisce la figura femminile alla natura. Non a caso, il titolo dato alla mostra, che si terrà a New York dal 7 giugno al 6 luglio al Dean Borghi Fine Art, è per l’appunto “ E A R T H - Everything Always Returns To Her”: Terra, tutto torna a Lei.

Dalle parole dell’artista: “Dovremmo smettere di correre, girarci e tornare da dove siamo venuti. Il sacro femminile. La nostra fonte. Una sinfonia di colori e pennellate che unisce o, per meglio dire, riunisce il corpo femminile al suo primordiale elemento: la Terra in quanto madre che accoglie e che dona vita. Un organismo rigoglioso e accogliente, paradiso di ricchezze che non abbiamo saputo salvaguardare e onorare a dovere. La sua salute ci preoccupa, anche se mai a sufficienza, e sta diventando sempre più tematica centrale anche sul piano politico”.
La simbiosi tra donna e biosfera nelle arti contemporanee
Il linguaggio dell'arte contemporanea esplora questa connessione non solo come celebrazione, ma come denuncia di un rapporto compromesso. Una Terra che sa accettare anche le ingiustizie, le immondizie che le abbiamo propinato, ritrasformandole in risorsa, donando una nuova rinascita anche al peggio, al brutto. Una madre a pieno titolo, che ama i suoi figli in modo incondizionato. Una mostra di quadri, quella di Kirhagis, che vuole definitivamente sdoganare millenni di ostracismo nei confronti della figura della donna e della madre, restituendole finalmente il posto che le spetta.
Sulla locandina che accompagna la mostra, l’artista ha ben spiegato che il ruolo della donna, ma ancor più il nome della madre, è sempre stato utilizzato in tanti ambiti, senza mai darle però lo spazio che merita. In questa epoca di rinascita e in cui la cultura finalmente sta imparando a valorizzare la donna - e, con lei, forse a prendersi cura del nostro pianeta - Kirhagis vuol essere messaggero e paladino di tanto valore e bellezza. Questo il suo invito al pubblico: “Queste tele sono come polline da conservare nel vostro spirito e spargere affinchè facciano sbocciare nuovi pensieri e azioni. Il vostro compito è portarlo con voi e seminarlo tra i vostri amici e vicini, nelle vostre conversazioni. Perché diciamo che dietro ogni grande uomo c’è una donna ancora più grande? Mamma, donna, Terra”.
Dalla giungla tropicale al ritratto iconografico
La rappresentazione di Madre Natura si declina anche in forme più intimiste e decorative. Si prenda, ad esempio, l'opera "Madre Natura nella giungla". Il dipinto raffigura un delicato ritratto di una donna circondata da fogliame esotico e tonalità tropicali. Tale composizione è un dipinto su tela unico che affascina con la sua visione artistica. Raffigura il ritratto di una donna circondata da una lussureggiante vegetazione esotica, conferendo alla composizione un carattere tropicale. Delicate transizioni di colore e dettagli discreti creano un insieme armonioso che attira l'attenzione e introduce un elemento di mistero negli interni.

I colori tropicali e i motivi vegetali catturano perfettamente l'atmosfera della giungla, portando pace e armonia nella stanza. Il motivo di una donna immersa nella natura simboleggia l'armonia e la connessione tra l'umanità e il mondo circostante. La composizione trasmette delicatezza e forza allo stesso tempo, enfatizzando il carattere unico del dipinto. Lo scenario tropicale, unito a una visione artistica, fa sì che quest'opera trasmetta pace e inspiri riflessione.
L'evoluzione storica del rapporto con il cibo e la terra
La rappresentazione di Madre Natura e dei suoi frutti ha radici profonde nella storia della pittura. Se oggi leggiamo la natura come organismo vivente e sacro, nei secoli scorsi la stessa è stata indagata attraverso il genere della "natura morta". La storia delle immagini ci tramanda molte opere in cui l’alimentazione gioca un ruolo diverso da quello del mero nutrimento. Accade per esempio nel genere pittorico che da sempre definisce il nostro rapporto con il mondo delle cose: la natura morta.
Il termine, che compare in Europa per la prima volta all’inizio del XVII secolo, rimanda alla rappresentazione di un soggetto inanimato: scrivanie ricolme di libri e oggetti, vasi di fiori, ma anche selvaggina appesa alle pareti, tavole imbandite, dispense da cui zampillano carni e formaggi o canestre di frutta e verdura. In queste variopinte composizioni, che spaziano dalle colazioni tedesche e fiamminghe al bodegón spagnolo, l’interesse per la resa del dato naturale non rappresenta soltanto un esercizio per il pittore ma anche un’occasione per esprimere le sue complesse tensioni.
10 momenti di arte del XVIII secolo
Un esempio emblematico è l'opera di Carlo Antonio Crespi, "Natura morta con fiori, frutta, un pappagallo e cacciagione". La grande composizione è ricca di numerosi elementi differenti: al centro campeggia una grande composizione floreale, di multiple varietà a colori vivaci; sulla sinistra dei fiori, poggiato su un capitello dorico, è appoggiato un pappagallino dai colori sgargianti e contrastanti con quelli spenti degli uccelli che giacciono sul piano sottostante, insieme ad alcune zucche e ad un vaso in peltro. Il Crespi comasco amava realizzare composizioni con i prodotti della fertile terra padana, in compagnia di piccoli animali, ceramiche o ceste in vimini, vasi di fiori, il tutto sullo sfondo di elementi architettonici barocchi o classicheggianti.
Le donne, il cibo e la tavola: una riflessione critica
Storicamente, la presenza femminile nel banchetto è stata spesso mediata dallo sguardo maschile, che la relegava a ruoli domestici o di tentazione. A tavola, difatti, le donne non siedono quasi mai. E quando vi siedono, oltre ad avere uno spazio di azione ristretto, non possono farlo liberamente: hanno sempre un posto assegnato accanto all’uomo che le possiede o che le dovrà possedere. Questa dinamica è stata profondamente messa in discussione dall'arte contemporanea.
Lo fa in maniera deliberata l’artista femminista Judy Chicago con la sua opera creata tra il 1974 e il 1979: The Dinner Party. Questa monumentale installazione, visibile nella collezione permanente del Brooklyn Museum di New York, riproduce un’immensa tavola triangolare, senza sedie, in cui vi sono trentanove coperti - tredici per lato, come i partecipanti dell’ultima cena - ognuno riservato a una donna esclusa dalla storia. A ogni posto spettano un piatto, un calice e delle posate in ceramica di fattura artigianale, dipinte con decori colorati come fiori e farfalle (dal chiaro rimando all’organo sessuale femminile) che poggiano su una tovaglietta ricamata con il nome della figura a cui l’artista intende ridare un posto a tavola.

Il passaggio dal possesso della terra e dei frutti - come nelle nature morte seicentesche e settecentesche - alla rivendicazione del diritto alla rappresentazione e al protagonismo, segna un cambio di paradigma. Le immagini sono una fonte preziosa, perché tanto quanto i testi con le loro infinite variabili, ci permettono di osservare non soltanto le testimonianze di un passato lontano, ma anche le modalità con cui abbiamo scelto di rappresentare noi stessi.
La tecnologia al servizio dell'arte naturale
Oggi, l'arte che celebra la Madre Natura beneficia di tecniche di stampa avanzate che ne garantiscono la conservazione. Il quadro è realizzato utilizzando moderne tecnologie di stampa. Durante la produzione vengono utilizzati inchiostri a pigmenti, ecologici e inodori, con un'intensa saturazione dei colori. Il quadro è rivestito con un laminato, che lo protegge dallo sbiadimento dei colori nonché da piccoli danneggiamenti meccanici. I quadri possono essere puliti, strofinati, toccati: l'effetto di aloni o di impronte delle dita non si presenta.
La tela utilizzata per i dipinti contemporanei è spesso un tessuto impermeabile di alta qualità, dedicato ai plotter professionali, che consente la produzione di stampe ecologiche. I lati dell'immagine vengono stampati e ne creano la continuazione, conferendo così un grande effetto visivo. Questa cura del dettaglio tecnico non è un semplice esercizio di stile, ma un modo per rendere la fruizione dell'arte naturale accessibile e durevole in ogni ambiente, che sia il soggiorno, la camera da letto o l'ufficio.

Questo approccio permette di portare un tocco naturale nella casa, trasformando l'ambiente in un luogo di riflessione sulla nostra connessione con il pianeta. Sia che si scelga una riproduzione che richiami la giungla esotica, sia che si preferisca un'opera che omaggi il sacro femminile, il legame tra l'uomo, la donna e la terra rimane il nucleo pulsante di questa espressione artistica. L'arte non è solo decorazione, ma un modo per riconnetterci con le nostre origini, celebrando la fonte da cui tutto è venuto: le nostre terre. Ricordiamoci di ringraziarle sempre e di celebrarle in ogni momento.