L’aeroporto "Riviera del Corallo" di Alghero: il paradosso dell'accoglienza
Metà mattina, domenica di fine giugno, l’area arrivi dell’aeroporto “Riviera del Corallo” di Alghero poco dopo mezzogiorno si riempie di facce pallide e sorridenti provenienti da Dortmund, ricca città industriale della Germania. Insieme a tanti tedeschi di tutte le fasce di età, dal volo Ryanair appena atterrato a Fertilia scende una coppia di giapponesi. Sguardi spaesati, forse anche un po’ stanchi dal viaggio, i turisti orientali non sembrano due che si scoraggiano facilmente. Zaino in spalla e infradito che sporgono da una tasca laterale, dopo due ore di volo dalla Germania la coppia di asiatici non chiede molto al posto in cui si trova per la prima volta nella vita: due informazioni su cosa vedere di interessante nella zona, dove andare a dormire e a che ora parte il prossimo autobus per il centro di Alghero.
La grande “i” di informazioni al centro dello scalo attira la loro attenzione. La collocazione scelta dal sistema turistico locale per l’infopoint dell’aeroporto è strategica, perfetta, è impossibile non vederla. Ai due turisti giapponesi provenienti dalla Germania (due posti che non scherzano affatto quando si tratta di efficienza e di servizio agli utenti) basta voltare lo sguardo verso destra per scorgere l’isola esagonale su cui campeggia la “i” rassicurante. Molto meno rassicurante è quello che si trova sotto il cubo blu su cui è stampata la lettera che in quasi tutte le lingue del mondo è sinonimo di informazioni: tre maxi schermi spenti e ancora più giù due postazioni desolatamente vuote. «L’ufficio informazioni? È chiuso e non sappiamo se e quando riaprirà», commenta allargando le braccia la dipendente di una delle società che a pochi passi dall’infopoint deserto noleggiano auto.

E ai turisti giapponesi adesso chi glielo spiega? I due si guardano in faccia, ma non sembrano preoccupati. Del resto è il loro primo giorno di vacanza, sono finalmente arrivati in Sardegna, l’isola dell’ospitalità, non sarà un ufficio informazioni chiuso a rovinare i loro piani. Sembrano due che hanno girato il mondo i giapponesi con lo zaino e le infradito infilate nella tasca laterale, avranno visto di peggio. «Siamo noi a dare le informazioni ai turisti - spiega la dipendente dell’autonoleggio - l’ufficio informazioni è chiuso da gennaio e allora siamo noi, sia a chi noleggia la macchina sia a chi si ferma per avere due dritte su come spostarsi, a dare le risposte che dovrebbe dare l’infopoint dell’aeroporto».
La storia di un progetto di comunicazione integrata
L’ufficio informazioni e accoglienza voluto fortemente dall'Stl (il Sistema turistico locale del nord ovest Sardegna) e messo su insieme con la Sogeaal (società di gestione dello scalo), ma anche con il comune di Alghero, era stato inaugurato il 13 giugno di un anno fa, con tante aspettative. «Sentivamo la necessità di un ufficio che facesse davvero comunicazione integrata - aveva detto Gavino Sini, presidente della Camera di Commercio di Sassari -, perché la nostra idea è quella di accogliere i turisti che arrivano per il mare e nel frattempo far scoprire loro che da queste parti c'è cultura e enogastronomia di alta qualità».
E infatti nelle vetrine dell’esagono piazzato proprio al centro dello scalo di Fertilia, sei mesi dopo la chiusura sono rimaste, ancora in bella mostra, alcune bottiglie di ottimi Cagnluari di Usini, qualche copia di un libro sui Candelieri di Nulvi, qualche depliant che pubblicizza strutture alberghiere di Stintino e di siti archeologici e una decina di coltelli di Pattada finemente lavorati da artigiani esperti. E ai turisti giapponesi chi glielo spiega come arrivare a Nulvi, a Pattada e a Usini? Faranno da soli, troveranno il modo chiedendo a qualche persona gentile, del resto siamo in Sardegna l’isola dell’ospitalità. E infatti usciti dallo scalo, sotto la fermata dell’autobus per Alghero, la cortesia ha le sembianze di due biondine che però non sembrano del posto. Tedesche? Sì, scese anche loro dal volo proveniente da Dortmund: hanno seguito l’indicazione “Autobus” che porta fuori dalla porta a vetri dell’aeroporto e ora sono loro l’ufficio informazioni improvvisato per gli altri passeggeri che devono raggiungere Alghero.
Intanto si fa quasi l’ora di pranzo e una coppia di anziani di Bucarest dentro l’aeroporto attende che apra l’infopoint per avere qualche informazione sul check-in. «No, non aprirà - gli spiega un dipendente del bar - andate sempre dritti e troverete i banconi per i check-in e per gli imbarchi». Dal 31 dicembre la scena si ripete tutti i giorni, da quando l’ufficio informazioni del sistema turistico locale è rimasto vuoto. Scaduti i contratti e le convenzioni, i quattro dipendenti dell’Stl sono rimasti senza lavoro e i turisti che transitano ogni giorno per lo scalo di Fertilia devono sperare in qualche anima gentile e competente che risponda alle loro domande.
Zone blu: il segreto della longevità in Sardegna (e Ikaria)
«Cosa le serve? Posso provare ad aiutarla io» risponde con un sorriso la dipendente di una società che accanto all’area arrivi ha piazzato uno stand per promuovere il noleggio di motociclette. «L’ufficio turistico è chiuso - spiega la ragazza - e se qualcuno mi chiede informazioni che sono in grado di fornire lo faccio volentieri, anche se non è il mio lavoro». Del resto se siamo l’isola dell’accoglienza sarà anche grazie a persone del genere. A qualche chilometro di distanza dal “Riviera del Corallo” l’altra porta d’ingresso nell’isola, il porto di Porto Torres, all’interno della stazione marittima non offre un servizio migliore. A qualche ora dalla partenza dei traghetti per Genova un gruppo di turisti cerca riparo dalla calura nella struttura che porta il nome di Nino Pala, un palombaro che morì a 26 anni mentre lavorava al banchinamento del porto. Bisogna attendere le 16.45 per scoprire che dentro la struttura regna la desolazione. A febbraio era stata annunciata l’apertura imminente di un bar di alto livello qualitativo, come materiali e rifiniture, con l’ambizione di diventare un vero polo d’attrazione per passeggeri in transito. Per ora, anche da queste parti, l’accoglienza è fai da te.
La dermatologia moderna: competenza medica e gestione del paziente
Parallelamente alle dinamiche di accoglienza territoriale, esiste un mondo, quello sanitario, in cui l'informazione e il rapporto con l'utenza sono altrettanto cruciali. Un esempio di specializzazione è dato dal percorso del Dott. Luca Costanzo, specialista in Dermatologia e Venereologia. Laureato con 110 lode e menzione alla carriera presso l'Università di Napoli "Federico II", dove ha poi conseguito la specializzazione con 50/50 e lode. Durante la sua formazione specialistica, si è interessato di tutte le patologie della pelle, ponendo sempre il paziente al centro delle sue scelte terapeutiche.
Ha posto particolare attenzione alla prevenzione e al trattamento dei tumori cutanei e alla chirurgia dermatologica, lavorando al fianco dei maggiori esperti del settore; ha inoltre partecipato a numerosi corsi e congressi per approfondire le migliori tecniche per la diagnosi e la cura delle patologie dei capelli e delle unghie, dell'acne e delle patologie infiammatorie (psoriasi e dermatite atopica). Ha inoltre conseguito con profitto numerosi corsi nel campo della Tricologia e della Medicina estetica, tra cui il "Corso di perfezionamento in Dermatologia estetico-correttiva e Dermoscopia" presso l'Università di Napoli Federico II. Ha concluso con Lode il Master di II livello in Malattie Infiammatorie Cutanee Croniche. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche riguardanti le patologie infiammatorie cutanee e le malattie infettive e veneree su riviste nazionali e internazionali. Attualmente lavora presso la Clinica Dermatologica dell'Università di Napoli "Federico II", dove continua ad aggiornare le sue conoscenze mediche e a partecipare in qualità di relatore a congressi nazionali e internazionali.

La sfida della digitalizzazione e dell'efficienza nei servizi
Il contrasto tra l'efficienza richiesta e l'esperienza vissuta si riflette spesso nelle piattaforme digitali. Ad esempio, nel portale MioDottore, i professionisti sanitari ed i centri medici sono responsabili dei prezzi mostrati e delle informazioni correlate. MioDottore non determina né influisce sui prezzi che vengono mostrati. Il sistema verifica l'autenticità di tutte le recensioni per garantire che provengano da pazienti dello specialista o del centro. Si considerano come verificati i pazienti che hanno prenotato una visita ed effettuato il pagamento tramite la piattaforma, con numero di telefono confermato tramite codice SMS.
Nonostante l'accuratezza clinica, possono sorgere problemi logistici: «Prenoti una visita sul portale mio dottore alle 18:45, mi presento in sede alle 18:40 come da prenotazione, davanti mi trovo 7 persone in attesa prima di me, inutile prenotare dall’app e credo che nel 2026 sia una mancanza di professionalità verso i pazienti». Questa testimonianza evidenzia come, sia nel turismo che nella medicina, il disallineamento tra sistemi digitali e gestione fisica dei flussi crei frustrazione.
Tuttavia, esistono riscontri positivi: «Visita accurata, competenza e professionalità». O ancora: «Ho effettuato una mappatura dei nei come controllo preventivo presso il centro medico MTN e mi sono trovata benissimo». Queste esperienze confermano che, al di là dell'organizzazione dei flussi, la qualità del servizio professionale resta l'elemento centrale. Quando un paziente pone dubbi comuni, come la correlazione tra allergie e formazioni cutanee - «ma è normale che da una reazione allergica possa nascere un neo?» - la risposta medica è immediata: «Salve, una reazione allergica non può generare la formazione di un neo». La precisione dell'informazione, che sia essa turistica o scientifica, rimane il pilastro fondamentale per la fiducia dell'utente, sia esso un turista in transito a Fertilia o un paziente in uno studio medico.