Lo svezzamento dei suinetti rappresenta una fase di transizione estremamente delicata e critica nell'allevamento suinicolo, che impatta profondamente la salute e le prestazioni future degli animali. È di fondamentale importanza avere chiari gli obiettivi da raggiungere durante lo svezzamento dei suinetti, poiché tutte le azioni che si intraprendono in questo periodo con gli animali avranno delle conseguenze nel futuro. Allo stesso modo, il momento in cui i suinetti vengono separati dalla scrofa è un fattore determinante per il loro benessere e la loro successiva crescita. L'obiettivo primario di questa fase è ottenere un suinetto di qualità, facilitando l'adattamento e l'avviamento in questa fase cruciale, e conseguire buone prestazioni tecniche ed economiche. La variazione del peso allo svezzamento è una circostanza sfavorevole che si è evidenziata con l’avvento della genetica iperprolifica, soprattutto a causa della dispersione del peso alla nascita e della ridotta assunzione di latte e colostro. Questo aspetto sottolinea la complessità e le molteplici variabili da considerare per un svezzamento di successo.
I Fondamenti dello Svezzamento: Salute e Crescita Precoce
Un elemento chiave per un svezzamento efficace è la salute del suinetto. Il fattore più importante che influenza la mortalità è lo stato di salute dei suinetti allo svezzamento. È necessaria un’assunzione regolare ed elevata di mangime da parte del suinetto fin dai primi giorni. L'esperienza dimostra che i suinetti che hanno mangiato mangime durante la lattazione, anche in piccole quantità, si adattano meglio allo svezzamento. Questo adattamento precoce al cibo solido è cruciale per ridurre lo stress post-svezzamento.

Come evidenziato, ad esempio, dalla Figura 1, che illustra la percentuale di mortalità cumulativa durante il periodo di allevamento e ingrasso in funzione del peso dei suinetti allo svezzamento, un peso adeguato è fortemente correlato a una minore mortalità. Un peso alla nascita adeguato segnerà un buon peso allo svezzamento. Sebbene sia difficile intervenire sul peso alla nascita, le conseguenze di un peso troppo basso possono essere critiche e portare a una mortalità pre-svezzamento più elevata. Un altro aspetto fondamentale per ottenere il peso desiderato allo svezzamento è l'età del suinetto, poiché quanto più tardi viene svezzato il suinetto, tanto più generalmente è preparato.

La Figura 2 mostra la correlazione tra l’assunzione di mangime nella prima settimana post-svezzamento e l’aumento di peso nelle prime cinque settimane post-svezzamento. Da questo si deduce che una corretta stimolazione del consumo di mangime subito dopo la separazione dalla scrofa è direttamente proporzionale a una crescita più robusta.
Gestione Alimentare Strategica per la Transizione
La fase di svezzamento implica un importante cambiamento alimentare, passando da una dieta liquida calda come il latte a un mangime composto. Il latte di scrofa è composto per circa l’85% da acqua e per il 15% da sostanza secca, di cui circa il 25% è lattosio, il 40% da grassi e il 30% da proteine. Questo sottolinea la sostanziale differenza nutrizionale che il suinetto deve affrontare. Il suinetto allo svezzamento ha un’efficienza alimentare molto elevata; se mangia crescerà e questo avrà una ripercussione molto positiva per tutta la sua vita. Per facilitare questa transizione, è consigliabile fornire ai suinetti lo stesso tipo di mangime utilizzato nella fase finale della lattazione, prediligendo diete di alta qualità con ingredienti speciali gustosi e appetibili.
La corretta gestione del mangime è essenziale: somministrarlo più volte al giorno, disponendo di piatti supplementari, lavorando con le pappette nei primi giorni, e aggiungendo acqua con agente reidratante in tramogge rotonde. Nei primi 2-3 giorni, è inoltre fondamentale dare piccole quantità di mangime fresco ai suinetti in modo che lo consumino durante il giorno, ma senza razionarlo. Con l’abolizione dello zinco, questo è particolarmente importante per evitare sia il digiuno prolungato, sia l'eccesso di alimentazione che potrebbe scatenare la diarrea. È altrettanto importante che abbiano a disposizione una mangiatoia di lunghezza sufficiente, con l’incorporazione temporanea di piatti o direttamente nell’area solida del recinto, in modo che possano mangiare contemporaneamente, come facevano con le loro madri.
Categorie di Suinetti e Interventi Specifici
Non tutti i suinetti affrontano lo svezzamento allo stesso modo, e per questo è fondamentale adottare strategie mirate:
- Suinetti sottopeso o immaturi: Questa è la situazione più sfavorevole, poiché questi suinetti non solo sono immaturi, ma anche sottopeso. Sono molto sensibili alla mancanza di “comfort termico”. Per loro, una gestione ambientale attenta e un supporto nutrizionale mirato sono vitali.
- Suinetti con peso adeguato ma immaturità intestinale: Questi suinetti hanno un peso soddisfacente, ma il loro apparato digerente non è ancora pienamente pronto per il cambio di dieta. In questa situazione, è fondamentale far iniziare precocemente l’alimentazione solida al maggior numero possibile di suinetti con strategie come l’alimentazione a scorrimento, che incentiva il consumo precoce e costante.
- Suinetti di peso ridotto ma età fisiologica adeguata: Normalmente gli animali più piccoli di ogni cucciolata sono più abituati a consumare ed esplorare il mangime per soddisfare l’apporto nutrizionale che non trovano nel latte materno. Per questi suinetti, l'attenzione dovrebbe essere posta sul mantenimento di questa abitudine, garantendo un accesso costante e facilitato al mangime.
L'Importanza dell'Acqua e della Qualità Nutrizionale
L’acqua è uno dei principali nutrienti per il suinetto, e non va trascurata. In questa serie di articoli, per non dilungarci troppo, non tratteremo del consumo di acqua in dettaglio, ma dobbiamo sapere che è fondamentale somministrare acqua di qualità biochimica e batteriologica, con livelli di portata e temperatura adeguati. Il latte ha un'alta percentuale di acqua, ma l'unico apporto di acqua in svezzamento sarà quello che il suinetto ottiene da solo. Pertanto, nella sala parto è necessario fornire acqua di qualità e in quantità sufficiente perché il suinetto possa berla facilmente. Negli allevamenti che presentano problemi digestivi nei suinetti allo svezzamento, è consigliabile somministrare acqua con acidi organici che abbassano il pH a circa 5.
Per quanto riguarda il mangime solido, nelle prime due settimane di post-svezzamento, sono necessari ingredienti speciali per aumentare l’appetibilità e la digeribilità della dieta. Le diete per suinetti ad alto contenuto di proteine grezze (PG) predispongono alla diarrea colibacillare; quindi, è necessario lavorare con bassi livelli di PG. Lavori recenti indicano che le diete con il 17-18% di PG di qualità integrato con aminoacidi sintetici sono molto adatte per l’alimentazione dello svezzamento. Tuttavia, uno studio (con zinco) di Ian Wellock ha dimostrato che la qualità e l’origine delle proteine sono più importanti della percentuale di PG. La PG di per sé non porta necessariamente alla crescita di agenti patogeni, in particolare dell’E. Coli.
Per mantenere la motilità intestinale, i livelli di fibra grezza dovrebbero essere compresi tra il 2 e il 3%; livelli più elevati limitano l’assunzione di mangime. In prima età, invece di parlare di fibra grezza, si inizia a lavorare con le diverse fonti di fibra, anche se non se ne sa ancora molto, si parla di fibra solubile e insolubile. In questa fase, fornire più fibra solubile (polpa di barbabietola) è pericoloso, perché rallenta e può causare lo stravaso di liquidi nell’intestino. D’altra parte, la fibra insolubile ha un effetto benefico di trascinamento meccanico, ma accelerando il transito e rendendo i nutrienti meno accessibili, ne diminuisce la digeribilità. In un articolo di Mollist, si legge che nei pasti preconfezionati si dovrebbe utilizzare una quantità di fibre insolubili 3-4 volte superiore a quella delle fibre solubili. È possibile lavorare con le emicellulose, che si comportano come fibre insolubili ma sono in grado di fermentare nel tratto posteriore, svolgendo questa doppia funzione. Alcune fibre fermentano lungo l’intestino, soprattutto quello crasso, producendo acidi grassi volatili, che possono avere un effetto benefico sulla salute dell’intestino. Tra gli acidi grassi volatili più interessanti c’è l’acido butirrico, che migliora la struttura e la funzione del colon. La fibra fermentabile influenza la composizione e l’attività del microbiota, offrendo una certa protezione contro la colibacillosi post-svezzamento.
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Il plasma animale è un prodotto contenente poliammine e immunoglobuline che favoriscono la crescita intestinale. Le percentuali di inclusione variano dal 3 al 6% nella prima alimentazione. Si ottengono risultati migliori con mangimi in farina che in pellet, poiché la temperatura di pellettizzazione influisce sulle immunoglobuline presenti nel plasma. L’obiettivo dell’integrazione di acidi organici nella dieta è quello di ridurre il pH a livello dello stomaco (il pH dello stomaco è di 2,5-4,0, ma nei suinetti è di circa 4,5-7,0) per favorire la digestione delle proteine, controllare la proliferazione del microbiota patogeno e prevenire l’insorgenza di diarrea. L’inclusione di acidificanti nei mangimi migliora le prestazioni degli animali, soprattutto quando si somministrano diete a base di proteine vegetali con un basso contenuto di proteine del latte. Per non penalizzare l’efficacia degli acidificanti, è importante fornire diete con bassa capacità tampone. Elevati livelli di lattosio inducono una crescita significativa del microbiota intestinale benefico (lattobacilli e bifido batteri), creando un ambiente competitivo che protegge il microbiota intestinale e limita la colonizzazione di agenti patogeni come E. coli, Cloctridium spp.
Il Comfort Ambientale e la Gestione dello Stress
Il comfort climatico è un requisito fondamentale per i suinetti. Lo svezzamento, quando il suinetto viene separato dalla scrofa, è un momento chiave, una situazione di grande stress in cui cambiano il luogo di allevamento e l’alimentazione, e si stabiliscono nuove gerarchie con i nuovi compagni, normalmente raggruppati per taglia e/o sesso. I bruschi cambiamenti nell'ambiente sociale, nell'ambiente di stabulazione e nella composizione del mangime rendono i suinetti molto suscettibili a malattie e disturbi dello sviluppo. È necessaria una buona sanità per ridurre l'incidenza delle diarree in sala parto, che aiuterà il corretto sviluppo della flora intestinale. Oltre alla buona salute, un management che garantisca al suinetto sempre condizioni ideali contribuirà a ridurre i rischi di problemi digestivi.
Le raccomandazioni per la temperatura e la ventilazione durante la fase post-svezzamento, a seconda del giorno dello svezzamento e della stagione, sono illustrate in tabelle specifiche. È cruciale garantire condizioni ambientali ideali per i suinetti, soprattutto quelli sottopeso che sono molto sensibili alla mancanza di "comfort termico".

La foto dei suinetti con comfort termico (a destra), con eccesso di calore (sinistra) o con freddo (centro) mostra visivamente l'impatto delle condizioni ambientali sul benessere degli animali. Lo svezzamento provoca stress e questo produce un calo delle difese immunitarie, quindi, qualsiasi procedimento intorno ad esso deve essere evitato, ad esempio le vaccinazioni, che possono aggiungere ulteriore stress o generare febbre. È opportuno adattare le movimentazioni e gli spostamenti agli orari ottimali della giornata a seconda del periodo dell'anno. Recentemente, è stato verificato che se si lascia il suinetto nella stessa sala parto per una settimana dopo lo svezzamento, evitando di sottoporlo a tutto lo stress ad esso associato, si riducono i successivi problemi di diarrea. L'idea di fare investimenti aggiuntivi così pesanti con questo tipo di strutture (sale parto con posti doppi) mira a evitare ai suinetti il forte stress di creare nuovi gruppi sociali in un momento così delicato come lo svezzamento. È quindi importante valutare il beneficio da un punto di vista produttivo ed economico.
Strategie e Timing dello Svezzamento
In linea di massima, lo svezzamento deve essere effettuato al mattino presto, dopo che la scrofa ha ricevuto il primo pasto. La scrofa sarà più tranquilla e sarà più facile per lei sdraiarsi e allattare i suinetti. Inoltre, per motivi di organizzazione del lavoro negli allevamenti, è meglio svezzare la mattina presto, in modo da poter svuotare le sale parto il prima possibile e iniziare la pulizia delle stanze. Si consiglia di lasciare i locali lavati al mattino in modo che possano asciugarsi durante la notte. La pratica più comune è quella di svezzare prima tutte le scrofe presenti nella sala e, una volta trasferite nel reparto gestazione, procedere al trasferimento dei suinetti.
La scelta del giorno dello svezzamento ha implicazioni significative sull'organizzazione del lavoro in allevamento. A seconda del giorno della settimana in cui si effettua lo svezzamento, la fecondazione e il parto si inseriscono meglio o peggio nei giorni lavorativi della settimana. Il fine settimana è il momento in cui il lavoro in azienda è minore, a causa della minore presenza di manodopera. È quindi molto importante scegliere il giorno giusto per lo svezzamento. L’intervallo di 4 giorni tra lo svezzamento e l’estro principale consente di coprire la maggior parte delle scrofe il lunedì e il martedì, evitando così il fine settimana. Il principale svantaggio dello svezzamento del giovedì è l’ispezione e le procedure delle nidiate. La somministrazione del ferro e la rifilatura di coda e dentini è un’altra delle attività più impegnative dell’allevamento legate al parto. Se lo svezzamento avviene il giovedì, l’ideale sarebbe portare la maggior parte del gruppo di scrofe in sala parto la domenica. In questo modo c’è abbastanza tempo per la pulizia e l’aspirazione (3 giorni) e le scrofe entrano 4 giorni prima del parto. Ma dato che il lavoro di routine durante il fine weekend deve essere evitato, un’altra opzione è quella di farle entrare il lunedì, 3 giorni prima del parto previsto. Questa è probabilmente la distribuzione dei compiti più frequente nelle aziende con un unico svezzamento settimanale il giovedì.
Negli ultimi anni si è scoperto che le scrofe iperprolifiche hanno gestazioni più lunghe, che durano due o tre giorni in più, tra i 116 e i 117 giorni, per cui lo svezzamento di giovedì sposta il parto alla fine della settimana, quando c’è meno personale nelle aziende. In alcuni grandi allevamenti, lo svezzamento viene effettuato ogni giorno della settimana per sfruttare meglio i posti parto, ma questo sistema non è consigliabile perché complica la gestione. Lo svantaggio di svezzare il lunedì con una genetica iperprolifica è che la maggior parte delle coperture avviene il venerdì e il sabato, e se lo svezzamento avviene la domenica molti dei parti avvengono nel fine settimana.
Interventi Specifici e Benessere Animale
Oltre alla gestione alimentare e ambientale, vi sono altre pratiche che contribuiscono al benessere dei suinetti. Entro i primi sette giorni di vita del suinetto viene praticata la castrazione dei maschi. Questa operazione è svolta da operatori formati da medici veterinari ed è necessaria perché permette di evitare che le carni suine sviluppino odori sgradevoli determinati dagli ormoni sessuali.
Il comportamento tipico di questi animali è quello di grufolare, quindi è importante fornire loro dei materiali simili a quelli che potrebbero trovare nel terreno, esplorabili, masticabili, commestibile e manipolabile, detti materiali di arricchimento. Per rispondere alle richieste della normativa europea (Raccomandazione (UE) 2016/336 della Commissione relativa all'applicazione della direttiva 2008/120/CE del Consiglio che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini in relazione alle misure intese a ridurre la necessità del mozzamento della coda), si cerca di limitare il ricorso alla pratica del taglio della coda, intervenendo sui numerosi fattori ambientali che possono prevenire la morsicatura delle code. Per questo il materiale di arricchimento negli allevamenti del Nord Italia è costituito da diverse tipologie utilizzate anche contemporaneamente, quali: tronchi a terra, legni appesi, catene appese, corde masticabili attaccate alle pareti.
I maiali sono animali sociali e hanno bisogno di essere allevati in gruppo. Quando i suini sono inseriti in gruppi nuovi, possono verificarsi dei fenomeni di lotta tra gli animali, ma una volta stabilite le gerarchie, si crea un equilibrio sociale. È stato verificato che, durante i primi giorni dopo lo svezzamento, i suinetti di figliate senza socializzazione presentavano interazioni più aggressive e meno positive. La lattazione condivisa, dove i suinetti sono già socializzati in lattazione, ridurrà le lotte e lo stress dopo lo svezzamento. Questo dimostra l'importanza delle dinamiche sociali e della preparazione precoce.
Le Fasi di Crescita dei Suini: Un Quadro Generale
La fase di svezzamento, sebbene critica, è solo una parte del ciclo di vita del suino. In base alle fasi di crescita dei suini, si possono distinguere cinque fasi principali, ognuna delle quali richiede un approccio gestionale e nutrizionale specifico: lattonzoli, suinetti, suini di media statura, suini di grossa taglia e suini riproduttori.
1. Lattonzoli: Il termine "maialino da latte" si riferisce a un suino in crescita dalla nascita allo svezzamento. La crescita e lo sviluppo dei maialini da latte sono relativamente rapidi e, ovviamente, non è sufficiente affidarsi al latte materno per l'alimentazione esclusiva, da qui la necessità di un'alimentazione complementare precoce.
2. Suinetti: I suinetti sono suini in crescita, il cui peso corporeo dopo lo svezzamento è di circa 30 kg, per un periodo di circa 35-40 giorni. In questa fase, il suinetto deve completare la transizione dall'alimentazione prevalentemente lattea a quella completamente solida. Dopo lo svezzamento, i suinetti dovrebbero mangiare meno e più pasti nei primi 3-4 giorni. Dopo un graduale adattamento, possono mangiare liberamente. Questo periodo è cruciale per stabilire buone abitudini alimentari e garantire una crescita sostenuta.
3. Suini di Media Statura: Questa fase riguarda i suini in crescita, con un peso compreso tra 30 e 60 kg. In questa fase, la crescita dei suini è vigorosa e il rapporto tra energia e proteine nel mangime dovrebbe essere mantenuto. Ogni suino viene nutrito 2-3 volte al giorno, con alimentazione libera e mangime illimitato. È importante fornire una dieta equilibrata per supportare lo sviluppo muscolare.
4. Suini di Grossa Taglia: Si tratta di suini in crescita che pesano 60 kg e sono pronti per la macellazione. In questa fase, la massa muscolare e grassa dei suini crescono più velocemente e la richiesta di energia e proteine è maggiore. Una formulazione tipica del mangime potrebbe includere: Mais 69.7%, crusca 4.4%, farina di soia 17%, polvere di noccioli 0.8%, fosfato bicalcico 0.7%, sale 0.4%, pellet di erba medica 6% e additivo per mangimi per suini in crescita 1%.
5. Suini Riproduttori: I suini di grossa taglia possono essere riservati alla riproduzione se non vengono utilizzati come suini da macello. La preparazione del mangime per i suini da riproduzione è molto importante, poiché è correlata all'allevamento e alla riproduzione, migliorando la qualità della produzione e le prestazioni di crescita dei suini. Si dividono i suini da riproduzione in scrofe da riproduzione e verri da riproduzione.
* **Scrofe Gravide:** Sono scrofe in crescita, dalla riproduzione al parto. L'obiettivo dell'alimentazione e della gestione delle scrofe gravide è garantire il normale sviluppo del feto nel corpo della madre, prevenire aborti spontanei e natimortalità e mantenere le condizioni fisiche della scrofa. Le scrofe entrano in sala parto da 1 mese prima del parto fino a 7 giorni prima. In questa fase, le scrofe devono essere alimentate con mangime per l'allattamento, due volte al giorno per capo, con una quantità giornaliera di 3-3.5 kg; dall'ingresso in sala parto fino a durante il parto, la razione giornaliera deve essere gradualmente ridotta e non verrà somministrato alcun alimento il giorno del parto.* **Scrofe in Lattazione:** Si intendono le scrofe in crescita dal parto fino alla fine dell'allattamento. Il compito principale della scrofa in lattazione è produrre latte a sufficienza, mantenendo al contempo una buona condizione fisica per la successiva riproduzione. Dopo il parto, ogni capo deve essere alimentato con 3.5-6 kg al giorno, due volte; nella fase dallo svezzamento alla riproduzione, ogni capo deve essere alimentato ogni giorno. Una formulazione di mangime per scrofe in lattazione potrebbe essere: Mais 56.4%, crusca 4%, farina di soia 16.3%, farina di arachidi 3%, soia espansa 10%, farina di pesce importata 3%, polvere di noccioli 0.6%, fosfato di calcio bibasico 2.1%, sale 0.4%, cloruro di colina 0.2%, pellet di erba medica 3%, additivi per mangimi per scrofe 1%.* **Verri da Riproduzione:** Sono verri utilizzati per la riproduzione. Lo scopo dei verri da riproduzione è la riproduzione e l'accoppiamento, al fine di ottenere una prole di qualità. Per questi animali si raccomanda di somministrare 2-3 volte al giorno a capo, con una quantità di cibo di 3-3.5 kg, per mantenere una condizione fisica ottimale.Questo approccio articolato e attento alle diverse fasi e alle esigenze specifiche dei suinetti è la chiave per un allevamento suinicolo produttivo, efficiente e rispettoso del benessere animale. Il management, come descritto da Javier Lorente, richiede una comprensione passo dopo passo delle chiavi per ridurre lo stress del suinetto durante la procedura dello svezzamento. Nel primo articolo di questa serie, si esaminano gli obiettivi da avere in sala parto per ottenere uno svezzamento di successo.
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