Il momento del parto è un'esperienza trasformativa, e l'Azienda Unità Sanitaria Locale (AUSL) di Piacenza si impegna a fornire un ambiente di cura che supporti le future madri e i loro neonati attraverso un percorso informato e personalizzato. Dalle prime fasi della gravidanza fino al momento del parto e al successivo ricovero, le linee guida ostetriche dell'AUSL di Piacenza mirano a garantire la sicurezza, il benessere e un'esperienza positiva per ogni nucleo mamma-neonato. Questo articolo esplora in dettaglio i servizi, le procedure e le raccomandazioni fornite, con un focus particolare sulla gestione del travaglio, del parto e del rooming-in.
La Presa in Carico Pre-Parto: Iniziare il Percorso all'Ospedale di Piacenza
Quando il momento del parto si avvicina, le future mamme che desiderano partorire presso il punto nascita dell'AUSL di Piacenza vengono prese in carico da medici e personale ostetrico specializzato. Questo avviene presso l'ambulatorio dedicato alla presa in carico della sala parto, situato nell'edificio 8 (polichirurgico), ingresso B, dell'ospedale di Piacenza. L'obiettivo di questo incontro è proseguire il percorso clinico-assistenziale iniziato durante la gravidanza, assicurando una transizione fluida verso le fasi finali della gestazione e il parto.
Entro quattro giorni dalla richiesta, il personale dell'AUSL contatterà la futura mamma tramite un numero di cellulare aziendale per fissare un appuntamento. Durante la prenotazione, qualora si preveda un parto con analgesia epidurale o un taglio cesareo programmato, viene proposta una consulenza con l'anestesista, che si terrà presso l'Ospedale di Fiorenzuola.
Per questo primo appuntamento, è fondamentale portare con sé una serie di documenti essenziali:
- Una fotocopia del proprio documento d'identità e della tessera sanitaria, insieme a quelli del partner.
- Tutti gli esami del sangue e le ecografie eseguiti durante la gravidanza in corso, oltre a quelli di eventuali gravidanze precedenti (ad esempio, il gruppo sanguigno).
- I referti delle visite, delle ecografie e di eventuali consulenze specialistiche effettuate durante la gravidanza.
- Tutta la documentazione sanitaria relativa al proprio stato di salute, inclusi referti di eventuali precedenti interventi chirurgici e/o malattie.
- Un campione di urine raccolto la mattina stessa dell'appuntamento (utilizzando un barattolo grande).
Durante l'incontro, il personale ostetrico compilerà la cartella clinica e procederà con diversi accertamenti e procedure:
- Esami di fine gravidanza: per questi esami è richiesto il digiuno dalla mezzanotte, a meno di diverse indicazioni ostetriche.
- Eventuale elettrocardiogramma.
- Tampone vagino-rettale per la ricerca dello Streptococco Agalactiae.
- Programmazione di un eventuale colloquio con uno psicologo, su richiesta della futura mamma.
- Pianificazione dei controlli successivi.
- Informazioni dettagliate sulla donazione del sangue cordonale, sul corredino necessario per il neonato e sulle procedure per una dimissione appropriata e protetta per mamma e bambino.
La presa in carico può richiedere diverse ore, pertanto si consiglia di liberare la mattinata e di organizzarsi per quanto riguarda la cura degli altri bambini, evitando di portarli con sé.

Il Corredino per il Neonato e i Consigli per la Mamma
Il corredino del neonato deve essere preparato con cura, privilegiando la praticità e la semplicità degli indumenti. L'ospedale fornisce i pannolini. Sono necessari:
- Completini spezzati o tutine in cotone, felpa o spugna, a seconda della stagione.
- Body in cotone a mezza manica.
- Una cuffietta (necessaria solo per lo skin-to-skin).
- Una copertina.
- Salviettine umidificate.
Si raccomanda di prevedere circa un cambio completo al giorno per il neonato (3 per un parto spontaneo e 4 per un parto cesareo), con qualche cambio aggiuntivo per eventuali necessità impreviste. Ogni cambio dovrebbe essere preparato in buste separate, etichettate con nome e cognome del neonato.
Per la mamma, sono consigliati:
- Camicie da notte o pigiami, preferibilmente con apertura anteriore.
- Una felpa o vestaglia.
- Calze.
- Ciabatte, preferibilmente con suola in gomma.
- Mutande di rete monouso o in cotone, da utilizzare con assorbenti post-parto.
- Tutto il necessario per l'igiene personale.
- Asciugamani (l'accappatoio non è fornito).
- Eventuali snack per il travaglio, come miele, cioccolato, mandorle, ecc.
La Presenza in Ostetricia e Sala Parto: Un Supporto Continuo
Nell'area di Ostetricia, è consentita la presenza del papà o di un'altra persona di fiducia. La presenza di un solo accompagnatore è fondamentale per garantire il rooming-in, ovvero la possibilità per mamma e neonato di rimanere insieme nella stessa stanza dopo la nascita. Questa opportunità, ampiamente supportata dalle linee guida internazionali, offre molteplici benefici:
- Sostegno alle prime cure del neonato: Favorisce la conoscenza reciproca, il contatto e l'attaccamento tra mamma e bambino fin dai primi momenti.
- Facilita l'adattamento del neonato: Rispetta i ritmi di sonno e veglia del neonato, promuovendo l'allattamento a richiesta e un migliore adattamento alla vita extrauterina.
- Mantiene un contatto più stretto con il papà: Permette al padre di essere parte integrante dell'esperienza fin da subito.
In Sala Parto, è ammessa la presenza del padre o, in alternativa, di una sola persona di riferimento per tutta la durata del travaglio e del post-partum. È importante sottolineare che, in caso di positività al Covid-19, la persona di riferimento (padre o altro accompagnatore) non potrà accedere a causa dell'isolamento domiciliare. In tale circostanza, potrà essere ammessa un'altra persona di riferimento, a condizione che sia negativa al Covid-19. L'accesso ai minori non è permesso in sala parto.
6 | Ma perché il rooming-in è così divisivo? - ROBERTA VILLA
Il Travaglio e il Parto: Un Processo Unico e Guidato
Per travaglio e parto si intendono una serie di fenomeni che conducono alla nascita del bambino. Ogni travaglio è un evento unico e speciale, con un suo corso e una sua durata variabile da donna a donna. Il travaglio si articola in diverse fasi: prodromica, dilatante, espulsiva e secondamento. I tempi sono scanditi dalle contrazioni uterine e dalle pause tra di esse. La pausa, che dura circa quattro volte di più rispetto alla contrazione, è essenziale per la dinamica e l'esito positivo del travaglio.
I luoghi del travaglio e del parto sono concepiti per essere intimi, garantire sicurezza e infondere un senso di tranquillità. La donna deve potersi lasciare andare, abbandonarsi e affidarsi, condizione necessaria per favorire la produzione di ossitocina, oppiacei ed endorfine endogene, a discapito della produzione di adrenalina.
Un travaglio può essere indotto o spontaneo. Al momento del travaglio, le donne vengono accompagnate in un box travaglio-parto, scelto in base alla disponibilità del momento (come sala gialla, verde, azzurra, bolle, lilla). Questi spazi sono pensati come un "nido", dove le donne sono libere di muoversi, usufruire dei benefici dell'acqua attraverso la doccia o l'immersione, e adottare le posizioni più antalgiche. I letti parto di ultima generazione sono progettati per supportare la donna nell'adozione di posizioni congeniali.
L'adozione di posizioni libere o consigliate dall'ostetrica è cruciale per il corretto adattamento del feto nel canale del parto, per assicurare un buon scambio placentare e per facilitare il passaggio del nascituro. Questa libertà di movimento è possibile anche in caso di epidurale.
Come raccomandato dalle linee guida internazionali, è fondamentale la presenza di una persona di fiducia che sappia offrire supporto. Nel punto nascita di Piacenza, si cerca di garantire il one-to-one, ovvero la presenza costante di un'ostetrica per tutta la durata del travaglio. Durante questo periodo, il benessere materno-fetale, i parametri vitali, l'andamento e la progressione del travaglio vengono monitorati a intervalli programmati o ogni qualvolta l'ostetrica/o o il ginecologo lo ritengano necessario. La donna viene costantemente informata sui motivi e sulle azioni intraprese.
Le donne in travaglio sono invitate a idratarsi e, se lo desiderano, a consumare generi di conforto. Sono particolarmente consigliati frutta secca, caramelle, o cibi solidi salati e semplici, che è consigliabile portare con sé.
Il parto può avvenire in diverse posizioni: accovacciata, litotomica, in piedi, sullo sgabello, in vasca, in decubito laterale, o a carponi. Queste posizioni vengono consigliate dal personale assistente in base alla progressione del feto nel canale del parto e al suo benessere, o scelte istintivamente dalla donna stessa.

Il Post-Parto Immediato: Skin-to-Skin e Bonding
Dopo il parto, segue il secondamento, ovvero l'espulsione della placenta. Prima di questo momento, se la donna lo desidera, le condizioni cliniche sono appropriate e il questionario compilato durante la gravidanza lo prevede, si può eseguire la raccolta del sangue cordonale.
Fondamentale durante e dopo il secondamento è il controllo dei parametri vitali, la valutazione dei segni di benessere di madre e bambino e il monitoraggio delle perdite ematiche della puerpera.
Fortemente raccomandato subito dopo il parto è lo skin-to-skin, una pratica che l'AUSL di Piacenza sostiene con fermezza. Salvo specifiche condizioni cliniche di madre e neonato, questa pratica deve essere svolta. Lo skin-to-skin offre numerosi benefici:
- Regolazione della temperatura corporea: Aiuta il neonato a mantenere una temperatura stabile.
- Controllo della frequenza cardiaca: Stabilizza i battiti cardiaci del neonato.
- Stabilizzazione dei livelli di glucosio nel sangue: Contribuisce a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue del neonato.
- Allattamento precoce: Favorisce l'avvio dell'allattamento al seno.
Durante lo skin-to-skin, il neonato viene posizionato sul corpo della mamma (o del papà, se richiesto), garantendo il contatto pelle a pelle. Viene coperto con teli caldi, ma non avvolto strettamente. La testa del neonato viene coperta da un cappellino, mentre il viso rimane scoperto.
Nelle due ore che seguono il parto, si mira a garantire il bonding, quel legame speciale che aiuta la diade mamma-neonato a superare il momento di transizione dal mondo intrauterino a quello extrauterino, attraverso l'abbraccio e la vicinanza. Durante queste due ore in sala parto, l'ostetrica/o monitorerà il benessere di entrambi con valutazioni programmate dei parametri e osservazioni. Al termine di questo periodo, madre e neonato vengono trasferiti nel reparto di degenza.
Le donne che vengono sostenute e assistite da un'ostetrica/o durante tutto il travaglio mostrano un'incidenza ridotta di richiesta di epidurale e di taglio cesareo. Si percepisce un potere intrinseco che le donne scoprono nel momento del parto.
L'Analgesia Epidurale: Un Supporto per Gestire il Dolore
Il dolore del travaglio è un'esperienza nota, ma può diventare così intensa da impedire di vivere il parto in modo sereno. In questi casi, l'analgesia epidurale può rappresentare un valido aiuto, consentendo di controllare il sintomo del dolore e permettendo alla donna di partorire in modo naturale e spontaneo.
I requisiti dell'analgesia epidurale sono:
- Efficacia: La contrazione uterina viene percepita, ma non è dolorosa.
- Sicurezza: Garantisce la sicurezza sia materna che fetale.
- Flessibilità: I farmaci possono essere modulati in base alla fase del travaglio e all'intensità del dolore.
- Rispetto della fisiologia: Non influenza negativamente la dinamica del travaglio.
La pratica dell'analgesia epidurale prevede che la partoriente venga posizionata su un fianco o seduta con la schiena incurvata. L'anestesista, dopo aver disinfettato la cute, pratica un'iniezione di anestetico locale nella cute e nel sottocute. Durante questa fase, la partoriente può avvertire una sensazione di pressione dovuta all'introduzione dell'ago che raggiunge lo spazio epidurale. Una volta raggiunto lo spazio, attraverso l'ago viene introdotto un sottile e morbido tubicino di plastica, che rimane in sede per tutta la durata del travaglio e attraverso il quale vengono somministrati i farmaci. L'effetto analgesico può manifestarsi immediatamente o gradualmente entro 15-20 minuti, a seconda dei farmaci e della tecnica impiegati. L'analgesia viene mantenuta fino al compimento del parto.
Le bassissime concentrazioni di anestetico locale e analgesici utilizzate non alterano la contrattilità e la forza muscolare dei muscoli del canale del parto e degli arti inferiori. Di conseguenza, vengono conservate la forza del torchio addominale e la motilità degli arti inferiori, permettendo alla partoriente di muoversi liberamente, camminare e, se la situazione lo consente, andare in bagno.
L'analgesia epidurale può essere richiesta a condizione che il travaglio sia avviato. La procedura potrà essere eseguita solo dopo la valutazione ostetrica e la visita del ginecologo. Alcune situazioni ostetriche e anestesiologiche potrebbero, tuttavia, ritardarne l'esecuzione.
Se correttamente eseguita, l'analgesia epidurale comporta complicanze rarissime. Alcuni farmaci possono provocare un modesto prurito. Nell'1-2% dei casi si segnala cefalea post-puntura durale, che dura qualche giorno ed è fastidiosa ma reversibile, e dolore lombare nel punto d'inserzione, difficilmente distinguibile dai dolori lombari dovuti alla gravidanza.
La maggior parte delle partorienti può beneficiare dell'analgesia epidurale. È controindicata in caso di deficit coagulativi congeniti o farmacologici, infezioni localizzate nel punto d'inserzione del catetere o infezioni generalizzate.
È necessario sottoporsi alla visita dell'anestesista, portando con sé gli esami più recenti, ed esprimere per iscritto il proprio consenso informato alla procedura. Il consenso non è vincolante e viene espresso liberamente, senza condizionamenti emotivi che potrebbero emergere durante il travaglio. Una donna ben informata affronta il parto con maggiore serenità e consapevolezza, sapendo di poter contare su un valido aiuto anche dall'analgesia epidurale nei momenti difficili.
Il Percorso per l'Analgesia Epidurale
La visita con l'anestesista va prenotata contestualmente alla prenotazione della presa in carico, tra la 31esima e la 34esima settimana di gravidanza. Per prenotare, è necessario telefonare al numero 0523.303079, dalle 14:30 alle 16:00, dal lunedì al venerdì. A tutte le gestanti è raccomandata la partecipazione alla videoconferenza informativa gratuita che si tiene online. È importante prenotare la visita anestesiologica entro la 34esima settimana di gestazione e portare con sé gli esami effettuati durante la gravidanza.
L'Importanza dell'Acqua nel Travaglio e nel Parto
L'utilizzo dell'acqua durante il travaglio e il parto è una pratica supportata da numerose evidenze scientifiche e raccomandata dalle linee guida internazionali. L'immersione in acqua può offrire un sollievo significativo dal dolore, favorire il rilassamento e promuovere una maggiore libertà di movimento. Le sale parto dell'AUSL di Piacenza sono dotate di vasche che permettono alle donne di sperimentare i benefici dell'acqua, sia attraverso la doccia che l'immersione completa.
Studi indicano che l'uso dell'acqua durante il travaglio può contribuire a ridurre la necessità di analgesici e a migliorare l'esperienza complessiva del parto. Le donne che scelgono di partorire in acqua spesso riportano una sensazione di maggiore controllo e tranquillità. Il personale ostetrico è formato per supportare le donne che desiderano utilizzare l'acqua, monitorando costantemente il benessere materno-fetale e assicurando un ambiente sicuro.

Monitoraggio e Sicurezza: Un Impegno Costante
Il benessere materno-fetale è la priorità assoluta durante tutto il processo del travaglio e del parto. Il monitoraggio continuo dei parametri vitali della madre e del feto, insieme all'andamento del travaglio, garantisce un'assistenza tempestiva e appropriata. L'AUSL di Piacenza adotta protocolli rigorosi per la gestione del rischio clinico e la sicurezza dei pazienti, in linea con le direttive ministeriali e le raccomandazioni delle società scientifiche.
La documentazione sanitaria accurata, la comunicazione trasparente con la donna e il suo partner, e un approccio basato sull'evidenza scientifica sono pilastri fondamentali dell'assistenza ostetrica offerta. La partecipazione a incontri informativi e la compilazione di piani del parto personalizzati contribuiscono a creare un'esperienza di parto più consapevole e sicura.
Conclusioni Parziali sull'Assistenza Ostetrica a Piacenza
Il percorso nascita presso l'AUSL di Piacenza è progettato per essere un'esperienza di supporto, informazione e cura personalizzata. Dalla presa in carico precoce in gravidanza, attraverso un'assistenza attenta durante il travaglio e il parto, fino al periodo post-partum immediato, l'obiettivo è garantire il massimo benessere per madre e neonato. L'enfasi posta sul rooming-in, sullo skin-to-skin, sul supporto alla scelta delle posizioni durante il parto e sull'offerta di opzioni per la gestione del dolore come l'analgesia epidurale, riflette un approccio moderno e centrato sulla donna. L'integrazione di pratiche basate sull'evidenza, come l'uso dell'acqua nel travaglio, e un monitoraggio costante, assicurano un elevato standard di sicurezza e qualità dell'assistenza.
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