Cronologia delle Civiltà nella Mezzaluna Fertile: Dalle Origini alla Nascita degli Imperi Duraturi

Introduzione: La Culla della Civiltà

La Mezzaluna Fertile (in arabo: الهلال الخصيب al-hilāl al-ḫaṣīb; in ebraico: הסהר הפורה ha-sahar ha-porah) è una regione storica del Medio Oriente, un'area che ha rivestito un ruolo centrale nello sviluppo della storia umana per millenni. Questa regione viene spesso definita come la "culla della civiltà" grazie alla sua straordinaria importanza nella storia umana dal Neolitico all'età del bronzo e del ferro. La sua denominazione evoca non solo la forma geografica, ma anche la sua intrinseca capacità di generare vita e sviluppo in un contesto altrimenti arido. J.H. Breasted, in un'osservazione iconica, descrive questa particolare conformazione: «Questa mezzaluna fertile è più o meno semicircolare, con il lato aperto che punta a sud, l'estremità occidentale che coincide con l'angolo sud-est del Mediterraneo, il centro che cade direttamente a nord dell'Arabia, e la parte orientale all'estremità nord del Golfo Persico. Si protende come un esercito che punta a sud, con un'ala che si estende lungo la riva orientale del Mediterraneo e l'altra che arriva fino al Golfo Persico, mentre il centro raggiunge le montagne settentrionali.» Tale configurazione geografica, unita alla presenza abbondante di risorse idriche, ha reso questa zona un magnete per gli insediamenti umani fin dalla preistoria.

Fu nelle valli fertili dei quattro grandi fiumi della regione (Nilo, Giordano, Tigri ed Eufrate) che si svilupparono le prime civiltà agricole e le prime grandi formazioni statali dell'antichità. Questi corsi d'acqua non erano solo fonti vitali di acqua dolce, ma anche vettori di limo fertile che arricchiva il terreno ad ogni esondazione, creando le condizioni ideali per l'agricoltura su larga scala. Gli storici hanno chiamato così questa regione, perché ha la forma di una mezzaluna e perché è caratterizzata dalla presenza di alcuni fiumi, come il Nilo, il Giordano, il Tigri e l’Eufrate che rendevano fertili i terreni, favorendo così l’agricoltura e l’allevamento e quindi l’insediamento umano. Nonostante l'importanza attribuita a questa regione, è opportuno notare, come indicato nel testo di Breasted, che «Non esiste un nome, né geografico né politico, che includa questo intero semicerchio», sottolineando la sua natura di concetto storico-geografico piuttosto che di entità politica unitaria.

Le Radici Profonde: Dal Mesolitico alla Rivoluzione Agricola

I più antichi reperti ritrovati nella Mezzaluna Fertile dimostrano la presenza di umani antecedenti all'Homo sapiens (per esempio nella grotta di Kebara, in Israele), indicando una frequentazione molto antica di queste terre. Tuttavia, l'importanza della Mezzaluna Fertile è associata soprattutto al Mesolitico e alla nascita dell'agricoltura, eventi che hanno radicalmente trasformato la vita umana. Ti sei mai chiesto come siamo passati dalle caverne alle città moderne? Tutto è iniziato 10.000 anni fa con la rivoluzione agricola nella Mezzaluna Fertile. Questa trasformazione ha portato tre cambiamenti fondamentali.

Il Clima e la Biodiversità: Fattori Scatenanti dell'Agricoltura

Diversi fattori fecero di questa regione il teatro ideale della rivoluzione agricola. Il clima della Mezzaluna Fertile era di tipo mediterraneo, caratterizzato da estati lunghe e secche e inverni miti e umidi. Tale clima favorisce lo sviluppo di piante annuali con grossi semi e fusto non legnoso come le diverse specie di cereali e anche di legumi selvatici. Questa specifica combinazione climatica ha permesso l'abbondanza spontanea di specie vegetali adatte alla domesticazione.

Si trovavano nella regione le varianti selvatiche di quelle che sarebbero diventate le otto coltivazioni fondamentali del Neolitico: farro, einkorn (il progenitore del moderno frumento), orzo, lino, ceci, piselli, lenticchie e la Vicia ervilia, un legume simile alle lenticchie rosse. La disponibilità di queste risorse primarie in un'area relativamente concentrata ha fornito alle prime comunità umane un vantaggio decisivo, rendendo l'addomesticamento delle piante una scelta quasi naturale.

I Primi Insediamenti e la Nascita della Sedentarietà

La zona occidentale attorno al Giordano e all'alto Eufrate diede le origini ai più antichi insediamenti neolitici noti, quelli del cosiddetto Neolitico A Pre-Ceramica o PPNA (Pre-Pottery Neolithic A), del IX millennio a.C. circa. A questo periodo risale per esempio il sito di Gerico, una delle prime città fortificate della storia, testimonianza tangibile della capacità umana di organizzarsi in comunità stabili.

Questa trasformazione ha portato prima di tutto, l'aumento della popolazione grazie a più cibo disponibile. Il secondo grande cambiamento fu la vita sedentaria. Le persone smisero di spostarsi continuamente e iniziarono a costruire i primi villaggi permanenti. I primi veri villaggi comparvero intorno al 7000 a.C., come la famosa Gerico in Palestina. La possibilità di contare su fonti alimentari stabili ha liberato l'uomo dalla necessità di una vita nomade da cacciatore-raccoglitore, consentendo lo sviluppo di strutture sociali più complesse e la nascita di nuove tecnologie.

Mappa della Mezzaluna Fertile con evidenziati i siti neolitici principali

L'Irrigazione e le Sfide Ambientali

Fin dall'età del bronzo la fertilità della Mezzaluna è stata favorita dall'irrigazione, in origine di carattere naturale dovuta alle esondazioni periodiche con deposito di limo fertile su cui venivano seminati direttamente i semi, in vaste pianure paludose (agriculture de decrue). Questo sistema, sebbene efficace, era soggetto alle imprevedibilità climatiche e alle dinamiche fluviali.

Poi la necessità di mantenere efficienti le strutture di irrigazione, e di contrastare un sempre attivo processo di suolo salino (salinizzazione) ha fatto sì che la regione conoscesse momenti alterni di grande produttività e di forte declino, in funzione delle diverse culture e forme sociali che vi si sono formate o insediate. La salinizzazione, l'accumulo di sali nel terreno dovuto all'evaporazione dell'acqua di irrigazione, rappresentava una minaccia costante alla produttività agricola, richiedendo ingegnosità e cooperazione per la gestione delle terre. Le comunità che riuscivano a gestire queste sfide idriche ed ecologiche erano destinate a prosperare, mentre quelle che fallivano vedevano il loro declino.

La Mesopotamia: La Terra tra i Due Fiumi

La Mesopotamia è un'ampia regione pianeggiante estesa fra l'altopiano iranico, il Golfo Persico e l'area Siro-palestinese, fino a poca distanza dal Mediterraneo, compresa tra i corsi dei fiumi Tigri ed Eufrate. Questa posizione geografica la rendeva un crocevia di culture e commerci, ma anche un teatro di continue invasioni e scambi. Tra la fine dell'ultima era glaciale, 10 000 a.C. circa, e l'inizio della storia, la Mesopotamia, che era una delle regioni della Mezzaluna Fertile, venne abitata da diverse civiltà che fondarono città come Ubaid ed Uruk.

Dalle Comunità Agricole alle Prime Città

Uno dei siti neolitici più antichi conosciuti in Mesopotamia è Jarmo, risalente al 7000 a.C., che fornisce prove di una vita agricola stabile. Verso il 4000 a.C., nella Mesopotamia meridionale, alcuni villaggi crebbero fino a diventare le prime città della storia. La crescita demografica e l'organizzazione complessa necessaria per gestire l'irrigazione e la distribuzione delle risorse portarono alla nascita di centri urbani sempre più grandi e strutturati. Con la nascita delle città arrivarono anche le differenze sociali e persino la schiavitù, segni di una società stratificata e gerarchica.

All'inizio, le prime città erano governate dai sacerdoti, considerati gli intermediari tra gli uomini e gli dei. Questa teocrazia rifletteva la profonda religiosità delle prime civiltà mesopotamiche e il ruolo centrale dei templi nella vita comunitaria. Dal 2900 a.C. in poi, emerse la figura del re, che inizialmente era anche un gran sacerdote ma poi divenne soprattutto un guerriero e conquistatore, un cambiamento che rifletteva la crescente importanza del potere militare e della difesa delle città.

Le civiltà fluviali si diffusero lungo i grandi fiumi perché garantivano acqua abbondante per l'agricoltura. I Sumeri furono i pionieri di questo modello. La loro prima città, Uruk, divenne intorno al 4000 a.C. la prima vera città della storia. La ziggurat, il famoso tempio a gradini mesopotamico, simboleggiava il collegamento tra terra e cielo, rappresentando il fulcro spirituale e spesso anche amministrativo di ogni città-stato.

La Vita Quotidiana, l'Economia e la Società

La vita quotidiana in Mesopotamia ruotava intorno all'agricoltura irrigua. I Sumeri avevano creato un sistema avanzato di canali che permetteva raccolti 30 volte superiori alla semente! Questa straordinaria produttività era la base dell'economia mesopotamica e sosteneva l'aumento della popolazione e lo sviluppo urbano. L'allevamento era altrettanto importante: ovini e bovini fornivano latte, formaggi, carne e soprattutto lana, usata come merce di scambio e forma di pagamento per i lavoratori.

La società mesopotamica era patriarcale, ma le donne avevano ruoli diversificati. Le regine e le principesse esercitavano poteri effettivi, mentre le donne comuni si occupavano di casa, famiglia e lavori tessili. Questa distinzione mostra una struttura sociale complessa dove il genere non precludeva completamente l'esercizio del potere, pur in un contesto dominato dagli uomini. Gli artigiani lavoravano principalmente nella tessitura (con migliaia di lavoratori, inclusi bambini), nella produzione di vasellame al tornio e nella lavorazione dei metalli, dimostrando una specializzazione del lavoro avanzata.

La religione era politeista con migliaia di divinità: Enlil (vento), Shamash (sole), Inanna (amore e guerra), Nanna (luna). I culti prevedevano sacrifici animali, feste con pasti rituali, gare sportive e musica. La ricchezza del pantheon mesopotamico rifletteva la percezione di un mondo popolato da forze divine che influenzavano ogni aspetto della vita.

L'Invenzione della Scrittura

Immagina di dover gestire una città di migliaia di persone senza computer, telefoni o nemmeno la carta! La necessità di amministrare complessi sistemi economici e sociali portò a una delle più grandi invenzioni dell'umanità: la scrittura. Inizialmente si usavano pittogrammi (disegni semplici) su tavolette di argilla umida per tenere inventari di magazzino e registri commerciali. Dal 2900 a.C. la scrittura cuneiforme prendeva il nome dai segni simili a chiodi che si tracciavano con il calamo.

Gli scribi erano fondamentali per il funzionamento dello Stato. Rappresentavano il personale amministrativo più importante dopo re e sacerdoti, formando la prima classe dirigente della storia. La loro abilità nella lettura e scrittura li rendeva indispensabili per la burocrazia, la legge, la religione e la trasmissione del sapere. Un documento del 2000 a.C. chiamato "Giorni di scuola" ci racconta la dura vita di un giovane apprendista scriba, testimoniando l'importanza e la rigore della loro formazione.

Chi erano i Sumeri e cosa hanno inventato? La storia della prima civiltà Mesopotamica

L'Età del Bronzo e l'Emergere delle Prime Grandi Civiltà (3500 - 2000 a.C.)

A partire dal 3500 a.C. la Mesopotamia vide il fiorire di grandi civiltà, come i Sumeri, gli Accadi, i Babilonesi, gli Assiri, gli Ittiti, gli Hurriti e i Cassiti. Ad alcune di esse si devono importanti scoperte e invenzioni.

I Sumeri: Pionieri della Scrittura e dell'Organizzazione Urbana

I Sumeri giunsero, presumibilmente, in Mesopotamia intorno al 3500 a.C. e fondarono città-stato tra cui Ubaid e Uruk. Considerati i rappresentanti della prima civiltà stanziale della storia nonché i primi inventori della scrittura, i Sumeri posero le basi per lo sviluppo urbano e culturale della regione. La fioritura sumera si colloca tra il 3500 e il 2500 a.C., un periodo di straordinaria innovazione.

Il periodo della Preistoria mesopotamica (dal 5200 al 3100 a.C.) vede l'affermarsi di insediamenti significativi come Ubaid, Eridu e Uruk (con le fasi da Uruk XVIII a Uruk IV). È la fase in cui all'uso della pietra si affianca quello del rame, segnando l'inizio della metallurgia. La vita associata e stabile si fa più consistente, preludio all'epoca storica. La Protostoria (intorno al 3000 a.C.), con siti come Gemdet Nasr e Uruk III, vede il consolidamento delle strutture pre-statali.

Le prime testimonianze storiche le datano al periodo detto "proto-dinastico", approssimativamente attorno al 2900 a.C. La scrittura cuneiforme si affermò pienamente dal 2900 a.C. Queste testimonianze sono piuttosto scarse fino all'inizio del periodo di massimo splendore della città di Lagash, verso il 2600 a.C.

Il Periodo Protodinastico I (dal 2900 al 2700 a.C.), il Protodinastico II (dal 2700 al 2500 a.C.) e il Protodinastico III (dal 2500 al 2350 a.C.) sono caratterizzati dall'emergere e dal consolidarsi delle città-Stato sumeriche, spesso in lotta fra loro per l'egemonia regionale. Un caso emblematico è la lotta fra la città di Kiš e quella di Uruk dove sembra che la prima prevalga sulla seconda, a testimonianza di una dinamica politica fluida e competitiva. Questo periodo è conosciuto anche come "I dinastia di Ur" la quale comprende 405 re noti storicamente, sebbene molti dettagli siano ancora oggetto di studio e interpretazione.

Gli Accadi: Il Primo Impero "Universale"

La storia della Mesopotamia è una saga di conquiste e imperi che si susseguono. L'età classica sumera termina con l'invasione degli Accadi, che conquistarono la Mesopotamia nel 2400 a.C. Nel 2330 a.C. gli Accadi, un popolo di pastori nomadi di lingua semitica, si erano integrati nella vita cittadina mesopotamica, acquisendo forza e organizzazione.

Il Periodo accadico (sargonico; dal 2350 al 2200 a.C.) segna la nascita del primo vero impero della Mesopotamia. Lugal-Zagesi, re sumero, viene sconfitto da Sargon (Šarru-kīnu), re del popolo semitico degli Accadi, che così conquista l'intero territorio abitato dai Sumeri. Sotto Sargon e Naram-Sin, gli Accadi diedero vita al primo "impero universale" della storia, unificando per la prima volta una vasta area sotto un unico potere centrale.

L'Intermezzo Guteo e la Rinascita Sumerica

Il Periodo dei Gutei (dal 2200 al 2120 a.C.) rappresenta un'interruzione dell'egemonia accadica. Il popolo dei Gutei (Gutium, Luristan) irrompe, provenendo da est, nell'impero accadico conquistandolo e portando a un periodo di frammentazione politica e, per molti aspetti, di declino culturale, sebbene la loro influenza sia ancora dibattuta dagli storici.

Successivamente al periodo Guteo, vi fu una breve rinascita della civiltà sumera, dal 2200 al 2000 a.C. circa. Questo è il Periodo di Ur III (dal 2120 al 2000 a.C.). Il re di Uruk, e contemporaneo di Gudea, Utuḫengal, sconfigge i Gutei e libera la Bassa Mesopotamia dal loro dominio, restaurando un periodo di stabilità. Tuttavia, un suo generale, Ur-Nammu, lo detronizza, fondando un regno che abbraccia tutte le città sumere con capitale nella città di Ur. Il figlio di Ur-Nammu, Šulgi, caratterizzerà questo periodo con una grande riforma culturale e religiosa, dove la figura del dio Enki assurgerà a un ruolo fondamentale, consolidando l'identità sumerica dopo il dominio accadico e guteo.

Il Secondo Millennio a.C.: Un Periodo di Imperi e Conflitti

Il secondo millennio a.C. fu un'epoca di grandi movimenti di popoli, cambiamenti politici e l'emergere di nuove potenze che avrebbero plasmato il Medio Oriente per secoli.

L'Epoca degli Amorrei e la Caduta di Ur

Intorno al 2000 a.C., una lunga siccità causò tensioni per l'acqua tra i popoli sedentari e gli Amorrei, nomadi di lingua semitica provenienti dalla Siria-Palestina. Durante il regno di Ibbi-Sin, ultimo re della dinastia di Ur III, le città meridionali, già infiltrate o saccheggiate dai nomadi Amorrei, si rendono indipendenti, segnando una progressiva frammentazione del regno.

Intorno al 2004 a.C., gli Elamiti (popolo pre-iranico proveniente da est) assediano la città di Ur che capitola per fame. Il re, Ibbi-Sin viene fatto prigioniero e la capitale sumera distrutta. Nel 2000 a.C. quindi l'irruzione degli Amorrei e la distruzione di Ur da parte dei pre-iranici Elamiti, estingue l'ultimo regno sumero, condannando al declino culturale e linguistico questa etnia. La semitizzazione della Mesopotamia diventa inarrestabile e la lingua sumera, e il suo retaggio religioso, restano solo un autorevole ricordo per i regni che si succederanno, fino alla conquista, nel VI secolo a.C., di Babilonia da parte del persiano Ciro II.

Il Periodo Paleobabilonese e l'Apogeo di Hammurapi

A seguito del crollo di Ur III, il potere si frammentò in varie città-stato. Il Periodo di Isin e Larsa vide Išbi-Erra (2017-1985 a.C.) come il primo re della nuova dinastia di Isin, che si estinguerà con il suo ultimo re, Lipit-Ištar (1873-1869 a.C.), il quale verrà allontanato dalla città.

A partire dal suo re Sumu-Abum (1894-1881 a.C.) un'altra città si avvia a dominare la zona centrale della Mesopotamia, è la città di Babilonia che, con l'erede di Sum-Abum, Sum-al-El (1880-1845 a.C.), controlla ormai le città di Sippar, Dilbat, Marad, Kiš e Kazallu. Il Periodo paleobabilonese raggiunse il suo apice con Hammurapi.

Nel XVIII secolo a.C. il loro successore, Hammurapi (1792-1750 a.C.), regna in Babilonia. In questo periodo erano sei le potenze che si contendevano il controllo della Mesopotamia: Larsa, Babilonia, Ešnunna, Yamkhad (attuale Aleppo), Qatna e Aššur. Verso la fine del suo regno Hammurapi riesce, con alleanze subito sciolte, a sconfiggere le varie potenze concorrenti ottenendo infine l'unificazione di quello che era inteso come il regno "di Sumer e di Akkad". Il regno di Hammurapi, collocato tra il 1792 e il 1750 a.C., ci ha lasciato il più famoso codice di leggi dell'antichità.

Il Codice di Hammurabi non fu la prima raccolta di leggi (ce n'erano già dei Sumeri), ma è la più completa arrivata fino a noi. Questa raccolta di 282 leggi incise su una stele di diorite fornisce un'immagine dettagliata della società, dell'economia e della giustizia babilonese, stabilendo un precedente per il diritto scritto.

Stele del Codice di Hammurabi che mostra il re Hammurapi di fronte al dio Shamash

L'Ascesa degli Ittiti e dei Cassiti

Tra il 1700 e il 1600 a.C. emerse un nuovo potente impero: quello degli Ittiti in Anatolia (attuale Turchia). Essi, grazie alla superiorità militare, conquistarono la Mesopotamia e la Siria ed entrarono in conflitto con la vicina potenza egizia, come testimoniato dalla famosa battaglia di Qadesh. L'impero ittita fiorì tra il 1700 e il 1200 a.C., introducendo nuove tecnologie militari come i carri da guerra leggeri.

Contemporaneamente, in Mesopotamia, il Periodo mediobabilonese (Cassiti) vide un cambio di potere. Intorno al XVI secolo a.C. la dinastia reale del popolo dei Cassiti (in accadico: Kaššū; originari dei monti Zagros), guidati come i Hurriti di Mitanni da un'élite indoeuropea, prende il sopravvento in Babilonia. La loro dominazione portò a un periodo di relativa stabilità e sincretismo culturale. Il re cassita Agum II (ca 1550 a.C.) restituisce al santuario babilonese la statua del suo dio, Marduk, precedentemente prelevata dagli Ittiti e da questi consegnata alla città di Khana, un gesto che sottolinea l'importanza religiosa e politica del dio patrono di Babilonia.

L'Emergere dell'Assiria (Periodo Medioassiro)

Il Periodo paleoassiro e successivamente il Periodo medioassiro videro l'Assiria affermarsi come potenza regionale. Il re assiro Aššur-uballiṭ I (1363-1328 a.C.) libera il suo paese dall'influenza di Mitanni, avviando un confronto sempre più serrato e frequente tra Assiri e Babilonesi cassiti. Gli Assiri, popolo guerriero del nord della Mesopotamia, iniziarono a costruire le fondamenta del loro futuro impero.

La Crisi del Tardo Bronzo e i Popoli del Mare

Intorno al 1200 a.C., misteriosi Popoli del Mare provenienti dall'area egeo-anatolica travolsero l'impero ittita, probabilmente spinti da siccità e carestie. Questa ondata di invasioni e migrazioni destabilizzò l'intero Mediterraneo orientale e chiuse l'epoca delle prime grandi civiltà mesopotamiche e anatoliche, portando a un "collasso dell'Età del Bronzo".

Il Periodo della fine del periodo cassita e arrivo in Mesopotamia degli Aramei fu segnato da grande instabilità. I continui conflitti con gli Assiri a nord e con gli Elamiti a est rende il regno babilonese più debole. Nel 1155 a.C. il re elamico Kutir-Nakhunte (1155-1140 a.C.) saccheggia Babilonia, trasferendo la statua di Marduk nella capitale elamica, la città di Susa, e ponendo fine alla dinastia cassita. Questo evento segna la fine di un'era per Babilonia.

Con il crollo dei Cassiti emerge dalla città di Isin una nuova dinastia regnante che trasferisce la propria capitale a Babilonia, dando inizio al Periodo della II dinastia di Isin.

Il Primo Millennio a.C.: Imperi e la Fine dell'Indipendenza Mesopotamica

Il primo millennio a.C. è dominato dall'ascesa e caduta di vasti imperi, culminando con l'incorporazione della Mesopotamia in domini più ampi.

L'Impero Neoassiro: Potenza Militare e Culturale

Il Periodo neoassiro rappresenta l'apice della potenza militare assira. Con il re Assurnasirpal II (Aššur-nâṣir-apli II, 883-859), il processo di restaurazione del dominio assiro si può ritenere concluso. Il suo dominio coincide con quello dell'ultimo grande re del periodo medioassiro, Tiglatpileser I, ma è con Assurnasirpal II che l'Impero Neoassiro inizia la sua fase più aggressiva di espansione.

Nel frattempo, dagli annali assiri del IX secolo a.C. sappiamo dell'esistenza di un altro popolo semitico, connesso agli Aramei ma etnicamente distinto da esso, formato da cinque tribù e che si stabilisce nel sud della Mesopotamia, i Caldei (accadico: Kaldu). Nel corso dell'VIII secolo a.C. tale etnia si mescolerà con gli altri popoli della Bassa Mesopotamia perdendo progressivamente le proprie caratteristiche, ma giocando un ruolo cruciale nella politica babilonese.

I rapporti tra Assiri e Babilonesi sono improntati a un sostanziale equilibrio, con una forte influenza religiosa e culturale da parte dei secondi (Adad-nirari III, 810-783 a.C., erigerà in Aššur la statua di Nabû, figlio del dio poliade di Babilonia Marduk), dimostrando che anche nell'egemonia assira, Babilonia manteneva un prestigio culturale e spirituale.

Tornata a svolgere un ruolo egemone nell'area, l'Assiria resta fragile sul piano interno con l'instaurarsi di potentati divisi tra loro. Tale condizione di debolezza non sfugge ai suoi nemici storici come il regno di Urartu (assiro: Urarṭu, situato nel Nord, nella regione orientale dell'attuale Turchia) che, con il suo re Sarduri I, riesce a coalizzarsi con gli stati neo-ittiti in funzione anti-assira.

La salita al trono dell'energico Tiglatpileser III (Tukulti-apil-ešarra III, 744-727 a.C.), risolve i problemi assiri: il re dapprima sconfigge i Babilonesi e, l'anno successivo, nel 743, sconfigge a Kištan una coalizione composta da eserciti di Uratru, neo-ittiti e del regno di Arpad (città collocata a Nord dell'attuale Siria, capitale dello stato aramaico di Bīt Aguši; in assiro: Arpaddu). L'opera di Tiglatpileser III non si ferma, il re trasforma i tradizionali stati vassalli in province, spingendosi fino ai confini con l'Arabia e l'Egitto, nonché giungendo sui Monti Zagros dove incontra le prime genti iraniche indoeuropee (Medi e Mannei; in assiro rispettivamente Manda e Mannu; da tener presente che il primo termine indica anche i Cimmeri) che si sono sostituiti al precedente strato pre-indoeuropeo. Nel frattempo, in Babilonia era emersa l'egemonia caldea la quale viene comunque sconfitta dagli eserciti di Tiglatpileser III, il quale, giunto a Babilonia, si incorona suo re con il nome di Pulu.

Anche il suo successore, Salmanassar V (Šulmanu-ašared V, 762-722 a.C.) sarà anche re di Babilonia con il nome di Ululaya, ma se da una parte questo re sottometterà i regni palestinesi, tra cui Israele, dall'altra genererà un profondo scontento interno privando dei privilegi le città di Aššur e di Ḫarran. Il suo erede, l'usurpatore Sargon II (Šarru-kīn II, 721-705 a.C.), continuerà l'opera di rafforzamento e di compattamento dell'impero assiro, fondando, tra l'altro, la nuova capitale Dur Šarrukin (attuale Khorsabad). E se a Nord Sargon II ridurrà a province gli stati neo-ittiti, a Sud incontrerà ancora la resistenza delle dinastie caldee appoggiate dagli Elamiti.

Rilievo assiro che mostra una scena di battaglia o un sovrano

Egemonia e Tramonto dell'Impero Neoassiro; il Periodo Neobabilonese (Caldei)

Nell'arco del VII secolo l'impero neoassiro, con capitale Ninive, raggiunge il suo apogeo, diventando la potenza dominante di tutto il Vicino Oriente. Con Sennacherib (Sîn-aḫḫe-eriba, 704-681 a.C.) il tema della città di Babilonia torna a emergere con tutta la sua problematicità. Le dinastie caldee, con i loro alleati elamici, premono per l'indipendenza di Babilonia, ma il confronto si risolve ancora a favore degli Assiri. Sennacherib pone quindi sul trono della città il proprio figlio Aššur-nadin-šumi, ma in uno scontro successivo, gli Elamiti catturano il nuovo re assiro di Babilonia. Esasperato da ulteriori nuovi confronti, e determinato a vendicare il proprio figlio, nel 693 a.C. Sennacherib giunge in forze nella Mesopotamia centrale e rade al suolo la città di Babilonia, allagandone le rovine, in un atto di brutalità senza precedenti.

L'erede di Sennacherib, Esarhaddon (Aššur-aḫḫe-iddina, 680-669 a.C.), ripara l'opera empia del padre ricostruendo Babilonia, ricollocandovi le statue degli dèi babilonesi trasferiti nei santuari assiri e, infine, incoronandosi re della città, in un tentativo di riconciliazione e legittimazione. Erede Esarhaddon sarà Assurbanipal (Aššur-bāni-apli, 668-631 a.C.) il quale conserverà la potenza dell'impero assiro, coltivandone personalmente gli aspetti culturali. Esperto scriba, Assurbanipal costruisce nel suo magnifico palazzo un'imponente biblioteca con la pretesa di raccogliervi tutta la letteratura allora conosciuta. Grazie al ritrovamento di questa biblioteca, avvenuto nel XIX secolo, sono giunte a noi numerose opere babilonesi, fornendo un tesoro inestimabile per la conoscenza della cultura mesopotamica.

Sul trono di Babilonia Assurbanipal pone suo fratello Šamaš-šuma-ukin (667-648 a.C.) il quale, tuttavia, presto si rende indipendente, giungendo a guidare una coalizione composta anche dai tradizionali nemici degli assiri, gli Elamiti. Assurbanipal decide dapprima di inviare un generale, Bel-ibni, per riconquistare Babilonia e punire il fratello traditore, il quale perirà tra le fiamme del suo palazzo; poi di stroncare definitivamente il proprio nemico tradizionale, l'Elam, che sarà conquistato e distrutto. Questi eventi segnarono il culmine della potenza assira, ma anche l'inizio del suo rapido declino.

L'impero assiro viene investito anche, ma da Oriente, dagli eserciti dei Medi guidati da Ciassare (Ḫavachštra, 625-585 a.C.) e, quando Nabopolassar giungerà, nel 610 a.C., alle mura di Aššur, Ciassare ha già conquistato la città. L'alleanza tra Babilonesi e Medi servirà comunque nella conquista, comune, di Ninive, avvenuta nel 612 a.C., e nella caduta della città di Ḫarran, dove aveva trovato rifugio l'ultimo imperatore assiro, Aššur-uballit II (611-609 a.C.). L'impero assiro viene distrutto e sostituito, nella sua egemonia in Mesopotamia, dall'impero neobabilonese.

L'Impero Neobabilonese: L'Ultima Grande Civiltà Indigena

Con la fine dell'Impero Assiro, si apre il Periodo neobabilonese o caldeo, un'ultima effimera fioritura di Babilonia. Con il crollo dei Cassiti emerge dalla città di Isin una nuova dinastia regnante che trasferisce la propria capitale a Babilonia. Sotto il re Nabopolassar (626-605 a.C.), che espelle dal territorio babilonese gli ultimi eserciti assiri invadendone l'impero, Babilonia riconquista la sua indipendenza e risorge come potenza regionale. Il suo successore, Nabucodonosor II (605-562 a.C.), portò l'impero al suo massimo splendore, rendendo Babilonia una delle città più grandi e magnifiche del mondo antico.

Tuttavia, con la morte di Nabucodonosor II incomincia il declino babilonese. Al grande re di Babilonia seguono il figlio Amil-Marduk, che regnerà per due anni (561-560 a.C.), quando il trono viene usurpato dal condottiero Neriglissar (Nergal-šarra-uṣur, 559-556 a.C.) e quindi dal di lui figlio Lābāši-Marduk (556 a.C.) che cade vittima di una congiura di palazzo che porterà sul trono l'ultimo re babilonese, Nabonedo (Nabû-nāʾid, 555-539 a.C.), originario proprio di Ḫarran, quella città assira situata nell'Alta Mesopotamia dove trovò la morte l'ultimo imperatore assiro, Aššur-uballit II.

La madre di Nabonedo, Adad-gruppi', è l'alta sacerdotessa del dio Sîn (dio Luna, il Nanna dei Sumeri) nel santuario dell'E-khul-khul in Ḫarran, quindi di quel santuario violato dai Medi nel 609 a.C. Nabonedo è quindi estraneo alla cultura religiosa babilonese e visto con grande diffidenza dal suo clero devoto a il dio poliade e re degli dèi, Marduk. Nabonedo, consapevole della sua difficile condizione, risponde con una teologia di cui resta un'iscrizione. In questa teologia, Nabonedo difende gli Assiri quando sostiene che la distruzione di Babilonia causata da Sennacherib fu voluta dallo stesso Marduk, anche se poi punì lo stesso re assiro; quindi i Medi non si limitarono a distruggere le città assire ma infierirono anche su quelle babilonesi che non sostenevano Nabopalassar. Solo Nabucodonosor II e Neriglissar compresero, ma in parte, quanto fosse urgente ripristinare gli antichi culti. I loro successori furono empi e non regnarono. Quindi Nabonedo spiega che lui regna per ristabilire i culti e i santuari distrutti.

Alla triade babilonese di Marduk-Nabû-Nergal (rispettivamente poliadi di Babilonia, Borsippa e Kutha) Nabonedo affianca la triade astrale di Šamaš, Sîn e Ištar (divinità rispettivamente del Sole, della Luna e dell'astro di Venere; legate rispettivamente, la prima alla città di Larsa e Sippar, la seconda a Ur e Ḫarran, la terza alla città di Akkad). Tale nuova triade consente al re babilonese di origine assira di restaurare, dopo 54 anni, il santuario in cui officiava la madre e lì iscrivere non solo il ricordo della sacerdotessa Adad-gruppi', ma anche indicare il dio Sîn come re degli dèi e detentore della regalità babilonese, di fatto sostituendolo a Marduk. I potenti sacerdoti di Babilonia non poterono che leggere come "eresia" la teologia di Nabonedo, minando la legittimità del suo regno.

Chi erano i Sumeri e cosa hanno inventato? La storia della prima civiltà Mesopotamica

La Conquista Persiana e la Fine di un'Era

E quando il re dei persiani, l'achemenide (dinastia che nel frattempo aveva sostituito quella meda nell'egemonia degli Iranici), Ciro II (Kūruš II, 559-530 a.C.), entrerà, nel 539 a.C., vittorioso in Babilonia, verrà dai sacerdoti di Marduk e dall'intera popolazione di Babilonia accolto trionfalmente e come "liberatore". Ciro II si proclamerà esecutore dei voleri di Marduk e difensore dell'ortodossia, così i Persiani quando entrarono nell'Esagila (il tempio di Marduk in Babilonia) lo fecero disarmati evitando di interrompere i riti. Questo evento segna la fine dell'indipendenza politica della Mesopotamia e l'inizio di una lunga serie di dominazioni straniere (come quella seleucide, parto, sasanide, arabo e ottomano), pur mantenendo la regione la sua importanza culturale e strategica.

Altre Civiltà nella Mezzaluna Fertile

Oltre alla Mesopotamia, altre civiltà significative fiorirono nella più ampia regione della Mezzaluna Fertile.

L'Antico Egitto lungo il Nilo

Lungo il fiume Nilo, sin dal IV millennio a.C., nasce e si sviluppa la civiltà egizia, destinata a durare per 40 secoli, nonostante molteplici invasioni di altri popoli e la continua alternanza tra periodi di stabilità politica e periodi di crisi. La sua longevità e la sua complessa organizzazione la rendono una delle civiltà più affascinanti dell'antichità, influenzando profondamente le culture vicine.

I Fenici: Maestri del Mare e del Commercio

A partire dal 1200 a.C. sulla costa siro-palestinese, i Fenici, popolo di mercanti e navigatori, si organizzano in città-Stato autonome e intraprendono una politica di espansione commerciale e coloniale nel Mediterraneo. La loro abilità nella navigazione e nel commercio li rese un ponte tra le civiltà orientali e quelle nascenti del Mediterraneo occidentale, lasciando un'eredità duratura, inclusa l'invenzione dell'alfabeto fonetico.

Gli Ebrei in Palestina

Contestualmente in Palestina si insediano gli Ebrei, un popolo che, pur non sviluppando un impero vasto come altri, ha avuto un impatto culturale e religioso profondo, la cui storia è intrinsecamente legata a quella della Mezzaluna Fertile. La loro narrazione e le loro tradizioni hanno plasmato le successive civiltà monoteiste.

Rappresentazione di una nave mercantile fenicia

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