L'impatto della radice di liquirizia sulla fertilità e sulla salute riproduttiva: un'analisi multidisciplinare

Origini storiche e diffusione geografica della Glycyrrhiza glabra

India, Cina e bacino del Mediterraneo rappresentano tre culture antiche come la storia, tre differenti luoghi che hanno goduto e beneficiato delle proprietà della liquirizia. Dalle nostre parti europee fu Ippocrate a definirla una panacea per la tosse e la faringite, e il medico, botanico e farmacista greco Dioscoride Pedanio nella sua opera De materia medica parla per la prima volta di questa dolce radice, da utilizzare grezza oppure in decotti più o meno blandi per i mal di gola e di petto. Ma è forse la Cina la regione della Terra dove la liquirizia ha avuto una vera e propria codificazione. Pare che venisse già utilizzata in campo medico in Cina 3.000 anni fa. Fin dai tempi antichi la sua radice è stata utilizzata come medicinale naturale; sembra che i primi a scoprirne i poteri benefici siano stati gli Egiziani, che la utilizzavano per creare una bevanda amata dai faraoni.

La pianta, nota scientificamente come Glycyrrhiza glabra, è una specie erbacea perenne, alta fino a 1 m, dal grosso rizoma legnoso, da cui si dipartono radici e stoloni fino a 2 m di lunghezza. Produce fusti eretti e cilindrici con foglie alterne, imparipennate, composte da sette paia di foglioline ellittiche verde brillante, viscide nella pagina inferiore. I fiori sono azzurri, tubulari, riuniti in racemi. Originaria dell’Asia Minore, viene coltivata in tutta l’Europa meridionale, compreso il Sud Italia - famosa è la liquirizia calabrese, definita come la liquirizia cru, eccellenza diventata Dop nel 2012 - e isole, fino ai 100 m d’altitudine.

Pianta di liquirizia in ambiente naturale

Parametri di coltivazione e trasformazione della radice

Data l’estensione delle radici, la pianta non può vivere in vaso. Resiste per alcuni giorni fino a -3 °C, va quindi coltivata in zone miti d’inverno. Necessita di un terreno argilloso-calcareo o siliceo-argilloso, privo di sassi e residui, mediamente fertile e drenato. Si riproduce in primavera per divisione dei cespi radicali. Bisogna annaffiare regolarmente durante la bella stagione e concimare in primavera e autunno con un fertilizzante organico a lenta cessione.

A partire dal terzo anno, durante l’autunno si raccolgono le radici, scalzandole con la vanga o il forcone. Si pongono a essiccare in locale asciutto e ventilato per almeno un mese, poi si tagliano a pezzi e si conservano all’interno di sacchi di tela. Il Museo della Liquirizia, aperto nel 2001 a Rossano, in provincia di Cosenza, testimonia l'importanza storica di questa produzione, fortemente voluta dalla famiglia Amarelli. Fresca, la radice è di colore giallo paglierino e ha sapore dolce, aromatico, intenso.

Proprietà biochimiche e potenzialità terapeutiche

La glicirrizina è un glucoside che ha proprietà digestive, antinfiammatorie, antivirali, depurative, diuretiche e protettive delle mucose. La capacità della liquirizia di migliorare alcune condizioni come il bruciore di stomaco, il reflusso e il mal di gola è dovuta proprio alla presenza della glicirrizina. Inoltre, l’isoliquiritigenina contenuta nella radice possiede delle proprietà antitumorali, benefiche in particolare per alcuni tipi di carcinomi della mammella, della prostata e del colon.

Oltre all'uso farmacologico, la liquirizia trova impiego per la preparazione di dolci, caramelle, liquori aromatizzati, ed è utilizzata per aromatizzare la birra e per la lavorazione di alcune varietà di tabacco. Alcune persone la assumono durante i trattamenti contro la bronchite, la tosse, il mal di gola, l’artrosi, il lupus eritematoso sistemico, la malaria, la tubercolosi, la sindrome da fatica cronica e le intossicazioni alimentari. Tuttavia, la liquirizia può interagire con diversi farmaci, tra cui il warfarin, la digossina, gli estrogeni, l’acido etacrinico, la furosemide, i corticosteroidi e i diuretici.

Interazioni ormonali e rischi per la fertilità

Nonostante i benefici, la liquirizia presenta effetti collaterali non trascurabili. È sconsigliata a chi soffre di ipertensione, mal di testa, cirrosi epatica, insufficienza renale, nonché ai diabetici e alle donne in gravidanza o allattamento. Il principio attivo responsabile della regolazione della pressione è la glicirrizina, che agisce aumentando la concentrazione di due ormoni: il cortisolo e l’aldosterone. Maggiori concentrazioni di questi ormoni favoriscono la ritenzione di sodio nei reni e la perdita di potassio. Un consumo moderato è considerato sicuro, ma assumerne grandi quantità per più di quattro settimane può portare a ipertensione, debolezza, stanchezza e, in casi rari, danni cerebrali.

Il punto più critico riguarda la sfera riproduttiva. La rivista internazionale New England Journal of Medicine ha reso noto che la liquirizia abbassa del 44% il livello di testosterone. Basterebbero sette grammi al giorno per favorire in giovani uomini impotenza e ipertensione venosa, a cui seguono calo del desiderio e deficit sessuali.

Parallelamente, la ricerca scientifica ha indagato l'impatto sul sistema femminile. I ricercatori dell’Università dell’Illinois hanno rilevato effetti del composto isoliquiritigenina sui livelli dell’ormone femminile estrogeno. Durante l’esperimento su ratti, è emersa una forte sensibilità del tessuto riproduttivo a questo composto, la cui azione intacca la produzione degli ormoni nelle ovaie. «In generale, quando si inizia ad avere un problema a livello ormonale, sorgono anche varie difficoltà nel concepimento», hanno osservato gli studiosi. Sebbene le proprietà antitumorali dell'isoliquiritigenina siano documentate, sono proprio le stesse qualità che possono provocare squilibri ormonali ovarici.

Dinamiche sessuali e infertilità di coppia nel contesto moderno

L’infertilità di coppia rappresenta una condizione sempre più diffusa a causa del mutamento socio-culturale che procrastina il progetto di una gravidanza ad un’età più avanzata. Il modello della consulenza sessuologica dedica particolare attenzione alla coppia, analizzando come il paziente vive la sua relazione e come l'eventuale scoperta dell'infertilità influenzi la dinamica intima. Spesso, il mancato concepimento dovuto all’assenza di rapporti sessuali coitali riguarda solo una minoranza; più frequentemente, l’iter diagnostico-terapeutico stesso può favorire la comparsa di disfunzioni sessuali.

Schema dei fattori che influenzano la fertilità di coppia

Nell'epoca attuale, il concetto di sessualità si è evoluto. Dalla radice latina “sapiens” e “sexualis” nasce la definizione di “sapiosexual”, che rappresenta l’attrazione erotica per l’intelligenza, spesso oltre gli standard estetici. Questo approccio si contrappone a una sessualità bulimica e ginnica che ha caratterizzato tempi recenti. Parallelamente, il ruolo dei genitori trasforma la coppia coniugale in coppia genitoriale, una sfida che spesso riduce le componenti romantiche ed erotiche, rendendo la transizione da due a tre persone estremamente complessa.

Considerazioni finali sulla sicurezza e l'assunzione

Sebbene la liquirizia sia considerata un prodotto alimentare sicuro secondo la FDA, il Comitato Scientifico Europeo dell’Alimentazione suggerisce di non superare i 100 mg di glicirrizina al giorno. L'uso di questa radice deve essere bilanciato rispetto a stili di vita che vedono il consumo conviviale di alcol - sostanza che, pur agendo come "lubrificante sociale" in piccole dosi, è classificata dalla rivista Lancet come la droga più socialmente pericolosa.

La cautela è d'obbligo: le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Chiunque stia pianificando una gravidanza o soffra di disfunzioni ormonali dovrebbe considerare con estrema attenzione il consumo di estratti di liquirizia, date le interferenze dimostrate con l'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi e la sintesi ormonale necessaria per la salute riproduttiva.

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