L'industria del porno mainstream occupa uno spazio predominante nell'immaginario collettivo, modellando spesso le percezioni sociali riguardo alla sessualità umana. Tuttavia, quando si analizza il genere specificamente dedicato al sesso tra donne, emerge una discrepanza abissale tra la realtà vissuta dalla comunità LGBTIQ e le costruzioni mediatiche destinate al consumo di massa. Bastano 20 secondi di un qualsiasi porno lesbo per avere l’impressione che non c’è niente che le lesbiche amino più dei dildo e dello scissoring. Un sacco di scissoring. Ma queste sono fantasie elaborate e curate da uomini, e hanno poco a che fare con il vero sesso che fanno le vere persone all’interno della comunità LGBTIQ.

Il divario tra rappresentazione cinematografica e realtà intima
Per comprendere appieno questa distorsione, è necessario ascoltare le voci di chi vive queste dinamiche quotidianamente. Ci siamo rivolti ad alcune ragazze lesbiche di Melbourne per scoprire cosa piace loro nell’intimità, e capire cosa c’è di falso nella stragrande maggioranza del porno lesbo. Le testimonianze raccolte delineano un quadro in cui l'aggressività performativa del porno si scontra con una realtà fatta di delicatezza, comunicazione emotiva e rispetto reciproco.
Dora, una delle intervistate, sottolinea come la differenza più grande tra il porno lesbo e il vero sesso tra lesbiche sia probabilmente quella relativa al livello di intimità. Per lei, il sesso è più delicato e non così aggressivo. Nel porno lesbo, al contrario, cercano solo di infilarsi dentro cose a vicenda, senza alcun tentativo di provocare piacere. Anche il sesso lesbo più spinto non è nemmeno lontanamente così aggressivo quanto quello rappresentato sullo schermo. Gli elementi di irrealismo sono molteplici: dai volumi estremamente alti alla totale assenza di contatto visivo tra le partner, fino al modo in cui le protagoniste si sbattono le rispettive vagine addosso. In questo scenario, non c’è nulla di intimo, mentre le ragazze di solito lo sono. Il modo in cui le donne vengono educate a dare voce ai loro sentimenti si traduce nel sesso e nella loro intimità, un aspetto che il porno ignora sistematicamente a favore di una mera meccanica dei corpi.
La mercificazione del desiderio: una fiera degli stereotipi
Molte intervistate concordano nel definire il porno lesbo attuale come una fiera degli stereotipi per uomini eterosessuali. La critica principale non riguarda l'esistenza del porno in sé, ma la mancanza di rappresentazione autentica che porti a vedere due persone che si amano, anziché due soggetti ridotti a icone di scissoring forzato.
Sally, un’altra intervistata, mette in luce un aspetto tecnico ma significativo: le unghie lunghe. Oltre a essere un dettaglio che rende il tutto surreale, evidenzia come le protagoniste sembrino spesso disinteressate al piacere dell'altra. Nella vita reale, la ricerca del piacere reciproco è il fulcro del rapporto sessuale; nel porno, le donne sono spesso ritratte come entità passive o puramente strumentali. Questo porta a una oggettivazione costante. Gli uomini etero mostrano spesso un interesse per la vita sessuale delle donne lesbiche che deriva direttamente dalle distorsioni apprese dal porno. Capitano situazioni in cui uomini etero fanno commenti inappropriati, arrivando a chiedere dettagli su pratiche come lo squirting o lo scissoring solo perché hanno appreso queste definizioni dai filmati per adulti. La gente perpetua quest’immagine sessualizzata che risulta profondamente irrispettosa.
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L'impatto culturale dello scissoring come mito del porno
Lo scissoring, elevato a vero e proprio emblema del sesso lesbico nel cinema pornografico, viene vissuto dalle lesbiche come un cliché fastidioso. Liv, intervistata sul tema, afferma: credo che qualsiasi lesbica prima o poi lo abbia provato, ma non è molto utile. Per me non ha alcun senso. La persistenza di questo mito nell’immaginario collettivo deriva probabilmente dal modo in cui gli uomini etero concettualizzano il sesso: quando le persone etero pensano al sesso pensano alla penetrazione, quindi se sostituisci un uomo con una donna lo scissoring è probabilmente la cosa più vicina alla penetrazione - se si esclude l’uso delle mani.
Questo approccio riduzionista non solo è inaccurato, ma ignora la complessità dell'erotismo femminile. Il vero sesso tra lesbiche non è mai ritratto accuratamente nel porno lesbo, ha più a che fare con il modo in cui le persone pensano al sesso lesbo. Spesso, dietro queste produzioni, non vi sono donne che esplorano la propria sessualità, ma ragazze etero che recitano per un pubblico maschile.
Intimità contro performance: la ricerca di un legame emotivo
Per Jess, il sesso ha a che fare con un legame emotivo tra due persone e non è così che funziona nel porno lesbo. La performance pornografica si concentra sul far raggiungere all’altra persona l’orgasmo in due secondi, un obiettivo che nella realtà non succede mai. Andare a letto con una ragazza richiede lavoro, cura dei dettagli e una profonda connessione.

Il problema risiede nella struttura economica del settore: si tratta sempre di due bambole con unghie lunghe che si sputano addosso. So che anche le donne lo guardano, ma è principalmente per uomini, da cui derivano la maggior parte dei soldi. Ciò che renderebbe il prodotto più realistico sarebbe l'inclusione dell'intimità, il valore fondante della relazione. Spesso, in queste produzioni, le persone neanche si baciano, svuotando l'atto sessuale di ogni significato affettivo. È una consuetudine per molte donne cercare alternative, come piattaforme del tipo Tumblr, dove la rappresentazione dell'intimità è più vicina alla percezione soggettiva e vissuta.
La persistenza del cliché costringe le donne lesbiche a dover spiegare costantemente che la realtà è differente, in un ciclo di disinformazione alimentato dal consumo di contenuti digitali che privilegiano lo sguardo maschile a discapito della verità biologica ed emotiva delle protagoniste. Il rifiuto di tale estetica è quindi un atto di affermazione dell'identità: le relazioni meritano di essere considerate nella loro interezza, rispettando la dignità delle persone coinvolte invece di ridurle a una messinscena costruita per il piacere altrui. Il superamento di queste narrazioni richiede un approccio critico verso i media consumati e una valorizzazione delle storie e delle esperienze dirette, che rimangono l'unica fonte autentica di conoscenza su ciò che l'intimità rappresenta per la comunità.