Lenti a Contatto Pediatriche: Una Guida Completa per Genitori

Le lenti a contatto, un tempo considerate una soluzione riservata agli adulti, stanno diventando sempre più una pratica comune anche per gli occhi dei più piccini. Grazie all'introduzione di nuovi materiali, sempre più sicuri e tollerabili, miopia, astigmatismo e ipermetropia nel bambino possono essere corretti senza dover ricorrere agli occhiali, offrendo una serie di vantaggi aggiuntivi. Queste lenti, morbide e leggere, sono facilmente applicabili e rappresentano una valida alternativa in diverse situazioni cliniche, anche fin dalla primissima infanzia.

Bambino con lenti a contatto

L'Importanza della Correzione Visiva in Età Pediatrica

La vista è uno dei sensi fondamentali per lo sviluppo cognitivo e motorio del bambino. Un difetto visivo non corretto, soprattutto se grave, può avere ripercussioni significative sull'apprendimento, sulla socializzazione e sull'autostima. L'oculista può prescrivere lenti a contatto non appena vengono riscontrati gravi difetti visivi, cosa che in genere avviene alla prima visita oculistica attorno ai 3 anni di età. In alcuni casi, l'indicazione della lente a contatto è d'obbligo, come ad esempio per il cheratocono, una malattia degenerativa che determina un progressivo sfiancamento della cornea, o per correggere anomalie refrattive che non sono compensabili con gli occhiali.

Vantaggi Funzionali delle Lenti a Contatto

Il primo vantaggio delle lenti a contatto è di tipo funzionale. A differenza delle lenti degli occhiali, la lente a contatto aderisce alla superficie della cornea, riducendo la deformazione delle immagini percepite. Questo perché la lente a contatto annulla la distanza occhio-lente e segue l'occhio in tutti i suoi spostamenti, garantendo una visione più nitida e un campo visivo più ampio. Le lenti a contatto permettono di compensare alcuni anomalie refrattive che non sono compensabili con occhiali.

L'Applicazione delle Lenti a Contatto nei Neonati e Bambini

La contattologia pediatrica è la branca dell'oftalmologia che si occupa dell'uso di lenti a contatto nei bambini, compresi i neonati. Nel caso dei neonati, l'uso di lenti a contatto è una scelta clinica che viene presa in situazioni specifiche, e sempre sotto la supervisione di un oculista esperto. L’indicazione per le lenti a contatto, infatti, può essere una valida alternativa nei pazienti che a causa di una cataratta congenita hanno subito la rimozione del cristallino a pochi mesi dalla nascita. In questi casi, la correzione necessaria, mediamente una lente positiva di circa 15 diottrie, sarebbe assolutamente intollerabile su una montatura da vista, ma è facilmente accettabile come lente a contatto.

Altre situazioni in cui le lenti a contatto sono indicate fin dalla primissima infanzia includono:

  • Cataratta congenita: Quando un neonato nasce con una cataratta (opacizzazione del cristallino), l'intervento chirurgico per rimuoverla può essere necessario. La successiva correzione visiva, spesso di elevata entità, viene gestita con lenti a contatto.
  • Aniridia: Una condizione rara in cui una parte o tutta l'iride è assente, rendendo difficile il controllo della luce che entra nell'occhio.
  • Inabilità ad indossare occhiali: Neonati o bambini molto piccoli potrebbero non tollerare gli occhiali per vari motivi, come la difficoltà nel mantenerli sul viso.

La Storia delle Lenti a Contatto: Dalle Ipotesi di Da Vinci alle Lenti Moderne

Le lenti a contatto, sebbene percepite come un'invenzione relativamente moderna, hanno radici che risalgono a diversi secoli fa. Già nel 1508, Leonardo da Vinci ipotizzò che immergere la testa in una ciotola di vetro piena d'acqua potesse correggere alcuni disturbi della vista, creando una lente di vetro collegata a un imbuto per versarvi acqua, sebbene l'invenzione si rivelasse impraticabile.

Nel 1636, René Descartes suggerì un metodo alternativo, avvicinandosi al concetto delle lenti moderne, proponendo l'applicazione di un tubo contenente acqua con un'estremità concava in vetro sulla superficie oculare. John Herschel, nel 1827, riprese le idee di Descartes, suggerendo l'uso di uno stampo fisico dell'occhio per creare lenti su misura.

Il maestro vetraio tedesco August Müller, nel 1887, creò la prima copertura corneale, denominandola "lente a contatto". Adolf Fick, sulla base delle scoperte di Müller, costruì la prima lente a contatto in vetro soffiato nel 1888.

La vera rivoluzione arrivò nel 1936 con William Feinbloom, il primo a utilizzare la plastica nelle lenti a contatto, creando una lente sclerale in plastica che ridusse notevolmente il peso e i rischi associati alle lenti in vetro. Nel 1948, Kevin Tuohy creò una versione più piccola in polimetilmetacrilato (PMMA), un materiale plastico più morbido, portando a lenti più piccole, comode e meno fastidiose. Questo portò a una graduale diminuzione del diametro e dello spessore delle lenti, fino al design odierno.

Cronologia storica delle lenti a contatto

Un'ulteriore svolta si ebbe all'inizio degli anni '60, quando i chimici Cecoslovacchi Wichterle e Lim perfezionarono il processo di fusione dell'idrogel. Nel 1971, le lenti a contatto morbide in idrogel ottennero l'approvazione della Food and Drug Administration statunitense, diventando incredibilmente popolari e dando il via all'era moderna delle lenti a contatto.

La ricerca e l'innovazione scientifica continuano a caratterizzare la contattologia, con lo studio di nuovi materiali per consentire una maggiore trasmissione di ossigeno alla cornea e una minore tendenza alla disidratazione. Le lenti a contatto in silicone idrogel, approvate negli Stati Uniti nel 2001, consentono un maggiore apporto di ossigeno all'occhio, migliorando comfort e durata d'uso.

Tipologie di Lenti a Contatto e Materiali

Le lenti a contatto (abbreviate Lac o LC) sono dispositivi medici a forma di piccola calotta trasparente, applicati sulla superficie oculare per la correzione della maggior parte dei difetti di rifrazione o ametropie (miopia, ipermetropia, astigmatismo). Specifiche lenti a contatto sono in grado di correggere sia l'ametropia sia la presbiopia.

Le lenti a contatto si dividono per durata, dalla più comune usa e getta alle lenti a ricambio annuale, e per materiale. Le più diffuse sono le lenti a contatto morbide in silicone idrogel, considerate anche le più economiche.

  • Lenti a Contatto Morbide: Realizzate in idrogel o silicone idrogel, sono le più comuni grazie al loro comfort e alla facilità di adattamento. Possono essere giornaliere, quindicinali, mensili o a ricambio annuale.
  • Lenti a Contatto Rigide Gas-Permeabili (RGP): Più piccole e rigide rispetto a quelle morbide, offrono una maggiore precisione nel correggere difetti visivi complessi e astigmatismi elevati o irregolari. Permettono un buon passaggio di ossigeno.
  • Lenti a Contatto Sclerali: Lenti rigide di diametro maggiore che poggiano sulla sclera (la parte bianca dell'occhio), lasciando uno spazio tra la lente e la cornea. Sono indicate in casi di cheratocono, secchezza oculare severa o altre patologie corneali.

La permeabilità all'ossigeno è una caratteristica fondamentale per la tollerabilità delle lenti a contatto, poiché l'ossigeno è indispensabile per il metabolismo corneale. Lo spessore della lente influenza il passaggio di ossigeno. Normalmente, in condizione idratata, le dimensioni di una lente a contatto morbida sono comprese tra i 13 e i 15 mm con uno spessore da 0,06 a 0,4 mm.

Esistono anche lenti a contatto colorate, disponibili in due tipi:

  • Opache: Coprono completamente l'iride, cambiando il colore naturale degli occhi.
  • Intensificanti: Non cambiano il colore, ma rendono più intenso quello già presente.

Alcune lenti a contatto colorate possono anche correggere i difetti visivi.

Manutenzione e Igiene: Fondamentali per la Salute Oculare

Effettuare una corretta manutenzione delle lenti a contatto è la regola fondamentale per preservare la funzionalità ottimale e garantire la salute oculare. La pulizia è essenziale per rimuovere muco e cosmetici dalla superficie della lente, precedendo l'azione disinfettante. Gli agenti pulenti possono essere anionici, non ionici o anfoteri. L'azione di risciacquo elimina gli scarti della disinfezione e mantiene la bagnabilità della superficie, mentre l'azione umettante è necessaria per mantenere l'idrofilia del materiale.

LENTI A CONTATTO!!!Come pulirle e conservarle bene.

Il "porto" (wear) si riferisce a quanto a lungo il dispositivo sta nell'occhio, mentre l'"uso" (use) indica per quanto tempo il dispositivo può essere usato nel tempo. È fondamentale attenersi scrupolosamente alle indicazioni sulla durata di utilizzo delle lenti.

La Figura dell'Ottico e dell'Optometrista

Diverse professioni sono coinvolte nella gestione delle lenti a contatto. La normativa in vigore in Italia stabilisce che la vendita diretta al pubblico di lenti a contatto su misura, correttive dei difetti visivi, è riservata agli ottici. L'ottico è l'unica figura in grado di effettuare la scelta e la fornitura delle lenti a contatto. L'optometrista amplia le competenze dell'ottico e può scegliere e fornire direttamente le lenti a contatto, essendo solitamente il professionista responsabile delle applicazioni su misura o specialistiche.

I Dubbi dei Genitori e il Supporto dell'Ambulatorio di Contattologia

“Sarò in grado?” o “Non gli farò male?” sono spesso i dubbi che attanagliano i genitori nel delicato compito di gestire le lenti a contatto per i propri figli. Per fornire supporto e risposte, sono nati ambulatori specializzati. È importante che il genitore sia motivato e preparato. Bisogna ricordare loro elementari pratiche di igiene e di buona conservazione delle lenti, per poi passare alla tecnica di posizionamento e rimozione, un vero e proprio training che inizia in ambulatorio e prosegue a casa con i piccoli.

Il parere degli specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante.

Lenti a Contatto e Progression Miopica

L'importanza della correzione visiva nei bambini è fondamentale anche per contrastare la progressione miopica. La miopia, nei soggetti predisposti, rappresenta spesso un adattamento all'eccessivo lavoro da vicino. Molti studi hanno dimostrato che l'utilizzo di lenti a contatto, anche semplici lenti giornaliere, può avere un effetto di rallentamento della progressione miopica rispetto all'uso costante dell'occhiale.

Lenti a Contatto vs. Occhiali: Una Scelta Consapevole

Le lenti a contatto offrono numerosi vantaggi, ma è fondamentale valutare attentamente se siano la soluzione più adatta per ogni singolo caso, soprattutto in età pediatrica. L'uso di lenti a contatto richiede un maturo senso di responsabilità, sia da parte del bambino (se abbastanza grande) sia da parte dei genitori. La secchezza oculare può indurre i bambini a strofinarsi gli occhi con le mani sporche, aumentando il rischio di infezioni.

Per la maggior parte delle persone, le lenti a contatto sono una scelta dettata dall'estetica e dalla praticità, ma è essenziale che la decisione sia presa in accordo con l'oculista di fiducia e considerando le specifiche esigenze del bambino, come la pratica sportiva. In caso di difetti refrattivi comuni, potrebbe essere più opportuno attendere che i bambini diventino più consapevoli e in grado di gestire autonomamente l'igiene e la manutenzione delle lenti.

È importante ricordare che le lenti a contatto non possono essere tenute tutto il giorno e che agli occhiali ci si deve comunque abituare. La scelta tra lenti a contatto e occhiali deve essere sempre basata su una valutazione medica approfondita e su un dialogo aperto tra genitori, specialisti e, quando possibile, il bambino stesso.

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