La Ninna Nanna: Un Canto Millenario tra Amore, Sonno e Tradizione Universale

Una ninna nanna è una melodia rasserenante cantata ai bambini per farli addormentare. È il modo perfetto per aiutare neonati e bambini a prendere sonno con dolcezza. Spesso, far addormentare il tuo bambino può essere una vera sfida, ma la ninna nanna si rivela uno strumento infallibile. Questa melodia dolce non è solo un suono; è un ponte tra la veglia e il sonno, un accompagnamento nel mondo dei sogni, un modo per addolcire la necessaria separazione tra genitore e figlio, un passaggio che i più piccoli notoriamente temono. La ninna nanna per neonati è una forma di amore materno, ma anche paterno e, in senso più ampio, familiare, verso il piccolo.

Bambino che dorme sereno con una ninna nanna

Il Potere Trasformativo delle Ninne Nanne: Benefici e Sviluppo

Le ninne nanne offrono numerosi benefici al sonno e allo sviluppo emotivo dei neonati. La melodia dolce e costante di una ninna nanna aiuta a creare una routine rassicurante prima di coricarsi, preparando il bambino per una notte tranquilla. Questi canti favoriscono il sonno tranquillo, aiutano lo sviluppo del linguaggio e rafforzano il legame emotivo con il genitore. Alcune ninne nanne sono particolarmente efficaci per calmare i neonati che faticano ad addormentarsi, dimostrando la loro utilità pratica nel quotidiano familiare.

Oltre a indurre il sonno, le ninne nanne svolgono un ruolo cruciale nello sviluppo cognitivo ed emotivo. Non solo cantare i testi delle canzoni o persino recitare le filastrocche può favorire le prime capacità linguistiche. È stato dimostrato che la musica stessa è un valido aiuto all’apprendimento per i neonati e i bambini piccoli. La regolarità, la ripetizione delle parole e la semplicità della struttura musicale, insieme all'andamento lento della melodia, aiutano i bambini a crearsi dei modelli e a controllare le emozioni. Inoltre, se assieme al canto, una mamma addormenta i propri piccoli cullandoli, il movimento dondolante, stimolando il sistema vestibolare del bimbo, aumenta l’attenzione, contribuisce allo sviluppo dell’equilibrio e soddisfa il suo bisogno di movimento. La voce rassicurante della mamma, o di un familiare, può sostituire il conforto dell'abbraccio, assicurando al bimbo la sua presenza anche quando la madre è altrimenti occupata.

♫♫♫ 4 Ore Ninna Nanna di Brahms ♫♫♫ Musica per Dormire Bambini e Neonati, Musica per Bambini

Le Radici Profonde: Storia e Universalità delle Ninne Nanne

La ninna nanna è una delle più antiche forme di comunicazione, un genere di canto che appartiene alla tradizione orale e rispecchia la cultura di cui fa parte. Per quanto ne sappiamo, le ninne nanne esistevano già nel 2000 a.C. Su una tavoletta di argilla delle dimensioni di un palmo risalente all’antica Babilonia, l’odierno Iraq, è riportata una ninna nanna scritta in caratteri cuneiformi, a testimonianza della sua antichità.

La ninna nanna è una tradizione comune a tutti i popoli e a tutte le culture, un prodotto culturale costruito collettivamente nel corso dei secoli, con molte melodie che hanno radici nelle tradizioni popolari di diverse culture. L'antropologo Dean Falk suggerisce che la comunicazione vocale attraverso la ninna nanna risalga probabilmente a molto prima che venisse in uso il marsupio, più di un milione e mezzo di anni fa. Secondo la sua teoria, le madri preistoriche, quando dovevano occuparsi delle faccende quotidiane, mettevano a terra i loro neonati. Questi, sicuramente, avranno protestato piangendo e lamentandosi, non gradendo di essere separati, anche se momentaneamente, dalle loro mamme. È probabile che le madri abbiano iniziato a mantenere il contatto con i figli vocalmente. La voce rasserenante avrà ogni tanto sostituito il conforto dell’abbraccio, mentre la madre altrimenti occupata conciliava il sonno del bimbo, assicurandolo della sua presenza. Questa intuizione, riportata in "Lingua madre", sottolinea come il canto sia stato fin dalle origini un mezzo primario di rassicurazione e connessione.

Le ninne nanne hanno radici che affondano nei secoli, intrecciandosi con la ricca tradizione musicale popolare. Per preservare questo prezioso patrimonio culturale umano, la Commissione europea ha creato il progetto "Lullabies of Europe", che intende raccogliere tutte le ninne nanne nelle diverse lingue della Comunità. Ciò riflette la consapevolezza che, sebbene le ninne nanne possano apparire diverse, sono canzoni speciali, riconoscibili anche se cantate in una lingua non familiare, grazie al loro ritmo uniforme e all'andamento lento che supera le barriere linguistiche.

Anatomia di una Ninna Nanna Efficace: Ritmo, Melodia e Voce

Le caratteristiche della ninna nanna sono comuni a tutte le culture. Una caratteristica distintiva che permette di riconoscere una ninna nanna è il suo ritmo. Il ritmo è solitamente semplice, binario o ternario, e si unisce a una ripetizione ritmica e melodica che tende a rilassare, poiché induce un effetto ipnotico. L’etnologo Ernesto de Martino fa notare come, nella nenia, l’oscillazione ritmica del busto che accompagna il lamento sia analoga a quella del canto di culla, evidenziando una connessione profonda tra movimento e suono nel processo di addormentamento.

Per cantare una ninna nanna, non serve essere intonati; l’importante è la dolcezza del suono. Si canta con voce calma, mantenendo un ritmo lento. È interessante osservare come le madri tendano ad attirare l’attenzione del loro bambino cantando più velocemente all’inizio, per poi rallentare l’esecuzione e mantenere alta quell’attenzione. Questo adattamento spontaneo dimostra una comprensione intuitiva delle dinamiche dell'attenzione infantile.

Il testo di canzoni come "Good Night" o "Golden Slumbers" dei Beatles può avere più senso come ninna nanna, ma brani come "Lucy in the Sky with Diamonds" o "Norwegian Wood" potrebbero essere più efficaci per via del loro ritmo in 3/4. È il ritmo del valzer, che ricorda un po’ il dondolio di una culla, e molte ninne nanne tradizionali di tutto il mondo sono scritte in questo modo, suggerendo una risonanza universale con il movimento che culla.

Partitura musicale di una ninna nanna con indicazioni di tempo lento

La Voce Familiare e il Legame: Il Ruolo dei Genitori

L'efficacia di una ninna nanna è intrinsecamente legata alla fonte del canto. Una ninna nanna efficace, infatti, è quella cantata dalla mamma o dal papà, insomma da una voce familiare che il neonato o il bambino piccolo sente affine. Non serve essere brave cantanti, e in ogni caso la voce della mamma è sicuramente più gradita ai bimbi e da preferire, perché portatrice di emozioni vere e di un legame insostituibile.

I bimbi piccoli sono disposti a tutto pur di evitare la separazione dalla madre e per ristabilire il contatto fisico: urlano, scalciano, si aggrappano e piangono. Il pianto provoca l’empatia dell’adulto, innesca emozioni e sollecita una risposta. In questo contesto, la ninna nanna è un potente strumento per rassicurare.

Quando il bambino è nel grembo materno, non può percepire molto dall’esterno. Ma l’altro suono che il bambino sente prima della nascita è la voce della madre. Anche se questa gli giunge ovattata, il bambino ne è consapevole e si dice che le ninne nanne cantate dalla madre possano fungere da ponte tra la vita nel grembo materno e quella al di fuori di esso. Questo può funzionare anche se, mentre è nell’utero, il bambino è esposto continuamente anche ad altre voci. Si narra persino di un fratello che cantava ogni sera "You Are My Sunshine" alla sorellina mentre era nella pancia della madre; quando la bimba nacque con problemi di salute e sembrava che non ce l’avrebbe fatta, fu proprio la voce del fratello che cantava per lei a far risalire i suoi parametri vitali e farla guarire miracolosamente. Questa storia esemplifica il profondo potere curativo e rassicurante della voce familiare.

I toni tranquillizzanti e i ritmi dolci sembrano essere la ragione per cui una ninna nanna aiuti un bambino ad addormentarsi. Tuttavia, gli studi hanno dimostrato che se a cantarle sono voci familiari al bambino, queste ninne nanne sono più efficaci nel calmarlo. Questo rende l'abitudine di lasciare acceso il telefono su una compilation di ninne nanne un espediente solitamente utilizzato per far addormentare il bimbo e potersi allontanare, meno efficace della voce dal vivo.

Nel corso della storia, il ruolo del cantore di ninne nanne ha avuto le sue specificità. In passato, nella famiglia patriarcale, il canto della ninna nanna spettava alle donne della famiglia, non solamente alla mamma. Di solito all’interno della famiglia rurale e patriarcale la ninna nanna era prerogativa esclusiva delle donne. Tuttavia, il concetto di "voce familiare" si è ampliato, e oggi coinvolge attivamente entrambi i genitori e altri membri della famiglia.

Una mamma che si appresta a cantare per il suo bambino può disporre di un ricco repertorio che appartiene alla tradizione infantile italiana e straniera. In commercio si trovano diversi libri, piacevolmente illustrati e corredati di CD. Da sempre le ninne nanne, come tutta la cultura musicale popolare, si sono prestate a essere cambiate, mescolate tra loro, modificate nel testo o nel profilo melodico. Ogni mamma può dunque inventare una ninna nanna per il suo piccolino. Oppure, può cambiarne una che conosce, adattandola con la propria fantasia al suo mondo. Un ricordo particolare è legato alla volta in cui il pianto di mio figlio più piccolo è durato per delle ore. Dopo aver cantato tutto il repertorio che conoscevo, averlo cullato e coccolato a lungo, aver inventato rime e vocalizzazioni, non sapendo più cosa fare, ho scelto una canzone che piaceva a me e ho iniziato a cantarla, avendo cura di rallentarla molto, di intonarla in una zona un po’ più acuta e di frammentarla con dei silenzi che via via rendevo sempre più lunghi. Il rito delle ninne nanne a casa mia si è protratto per anni, dimostrando la flessibilità e l'adattabilità di questi canti alle esigenze individuali di ogni famiglia e bambino.

Padre che canta una ninna nanna al suo bambino

Un Repertorio Globale: Ninne Nanne da Ogni Angolo del Mondo

Il mondo delle ninne nanne è vasto e variegato, riflettendo la ricchezza culturale di ogni popolo. Ci si può imbattere in ninne nanne diverse, ma con la stessa musica e testo differente, oppure in filastrocche in cui tutto fila così alla perfezione che è difficile cambiare qualcosa.

Ninne Nanne Italiane Tradizionali e Popolari

L'Italia vanta un repertorio ricchissimo di ninne nanne, molte delle quali sono divenute parte integrante dell'immaginario collettivo. Tra le più amate ci sono Ninna Nanna Stella stellina e la celebre Ninna nanna ninna oh, entrambe pilastri della tradizione infantile. La "Ninna Nanna Stella Stellina", composta da Lina Schwarz, è una delle ninne nanne più popolari in tutta l'Italia; persone anziane hanno confermato di averla ascoltata nella loro infanzia. In questa categoria rientra anche Brilla brilla la stellina, spesso cantata in parallelo a "Twinkle, Twinkle, Little Star".

Un'altra ninna nanna molto diffusa è la Ninna Nanna del chicco del caffè, conosciuta anche come "Ninna Nanna Mamma". I suoi versi evocano immagini dolci e rassicuranti:"Ninna nanna, mamma tienimi con teNel tuo letto grande solo per un po'Una ninna nanna io ti canteròE se ti addormenti, mi addormenteròNinna nanna, mamma insalata non ce n'èSette le scodelle sulla tavola del reNinna nanna, mamma ce n'è una anche per teDentro cosa c'è? Solo un chicco di caffèDormono le case, dorme la cittàSolo l'orologio suona e fa tic tacAnche la formica si riposa ormaiMa tu sei la mamma e non dormi mai"Questi testi, con la loro semplicità e dolcezza, sono un esempio perfetto di come le ninne nanne parlino direttamente al cuore del bambino e del genitore.

Tra le ninne nanne più famose, vengono utilizzate anche le celebri Fra’ Martino Campanaro e Alla Fiera dell’Est, di Angelo Branduardi, che pur non essendo nate specificamente come ninne nanne, vengono adattate per il loro ritmo e la loro familiarità. Anche cantanti famosi si sono cimentati nello scrivere e musicare ninne nanne, che possono essere utilizzate per far addormentare il proprio piccolino, come la Ninna Nanna di Bruno Lauzi, la Ninna Nanna di Mary Poppins e la Ninna Nanna di Wendy in Peter Pan.

Dalla Toscana proviene la ninna nanna Fai la Nanna, Mio Simone, un esempio delle ninne nanne tradizionali italiane che presenta, all'inizio, un tono esuberante, seguito da un ritmo più dolce e più appropriato per una canzone da culla. Sempre dalla Toscana, molte madri italiane conoscono "Fate la nanna, coscine di pollo", che viene usata di solito senza alcuna variazione di testo. Con un po' di fantasia, possiamo pensare alle gambette di un bambino appena nato e paragonarle affettuosamente alle coscine di pollo.

Dalle regioni del Nord-Est, la ninna nanna "Ninna nanna sette e venti" fa parte del ricco folclore e delle villotte friulane:"Cuant ch'in cîl a ven le gnot e chi sês aí bessôi,se tu no tu duars inmó, jê ti cjale fís tai vôi.Quando il cielo si oscura e che siete lì da soli,se tu non dormi ancora, lei ti guarda negli occhi…"Questa dolce e melodica ninna nanna racconta di altre donne in piazza a conversare e passeggiare piacevolmente, ma la madre rimane a casa, per sorvegliare la cottura al forno di un tipo di pane chiamato focaccia, e ad occuparsi del suo bambino, sottolineando il legame indissolubile. Dalla laguna veneta, Nana Bobò è una bella ed antica ninna nanna con evidenti influenze balcaniche e bizantine nella struttura. Colei che canta augura salute e ricchezza all'amato bambino che non vuole dormire, mentre la madre non è presente, essendo andata alla fontana a prendere dell'acqua. Infine, la Ninna nanna dei suoni e dei colori è una ninna nanna contemporanea, composta in occasione del progetto europeo "Languages from the Cradle", a dimostrazione che il genere continua a evolversi.

Classici Senza Tempo: Ninne Nanne di Compositori Famosi

La ninna nanna è stata anche oggetto di composizione classica. Infatti, le due ninne nanne più famose e usate dai genitori per far addormentare i loro piccoli sono la ninna nanna di Brahms e quella comunemente attribuita a Mozart. La Ninna nanna di Brahms, nota anche come "Canzone della culla", è in realtà il "Wiegenlied op. 49 n° 4 'Guten Abend, gute Nacht'", una composizione in Mi bemolle Maggiore per voce e pianoforte, creata da Johannes Brahms nel 1868.

Ninne nanne scritte da famosi compositori di musica classica prendono il nome di "berceuse", che è il termine francese per ninna nanna, come la Berceuse scritta da Fryderyk Chopin nel 1844, un esempio sublime della delicatezza e della profondità che la musica classica può infondere in questo genere.

Le Ninne Nanne Anglosassoni: Tra Tradizione e Fascino

Il mondo anglosassone ha contribuito con numerose ninne nanne iconiche. Tra queste, Rock a Bye Baby è celeberrima, anche se, come molte ninne nanne antiche, il suo testo può contenere un'immagine inaspettatamente macabra: "Pensa alla tragedia di un ramo d’albero che si spezza e di un bambino che cade da esso, che cantiamo senza pensare in Rock-a-bye Baby." Le sue origini, e quelle di "Hush Little Baby", sono varie e difficili da individuare. La versione R&B di quest’ultima, scritta e registrata da Inez e Charlie Foxx e resa popolare da James Taylor e Carly Simon, è diventata più una canzone romantica che una vera e propria ninna nanna.

Un'altra pietra miliare è Twinkle, Twinkle, Little Star, una delle più popolari filastrocche inglesi. È comunemente attribuita a Mozart, ma la melodia deriva in realtà da una vecchia canzone francese del 1761 intitolata "Ah! Vous dirai-je, Maman". Mozart compose una serie di dodici variazioni basate su questa melodia, probabilmente mentre si trovava a Parigi nel 1778, e le fu aggiunto il testo di una poesia intitolata "The Star" della poetessa inglese Jane Taylor. La poesia, con strofe composte di coppie di versi in rima, fu pubblicata nel 1806 in "Rhymes for the Nursery", una raccolta di poesie di Jane Taylor e di sua sorella Ann. Il testo contiene cinque stanze, sebbene soltanto la prima sia largamente conosciuta. Mozart scrisse dodici variazioni su "Twinkle, Twinkle, Little star" (Brilla, brilla, stellina), catalogate come "Variazioni su Ah! Vous dirai-je, Maman".

Lavender's blue è una canzone tradizionale usata come ninna nanna. Non si sa quando fu scritta o da chi, ma risale almeno al XVII secolo. Come molte ninne nanne, anche questa probabilmente è stata tramandata da una generazione all'altra e ha subito modifiche nel tempo. By Baby Bunting è una gioiosa canzoncina tanto antica quanto le filastrocche inglesi. Nell'inglese antico, le ninne nanne erano chiamate Byssinge e il prefisso "by" significava sonnellino. Le madri inglesi l'hanno cantata ai loro bambini e risulta familiare ovunque si parli la lingua inglese. La melodia è giunta fino ai nostri giorni senza variazioni. Come nelle ninne nanne di altri luoghi, la promessa di una ricompensa per un buon comportamento viene presentata al bambino. Nell'inglese odierno, la parola "bunting" potrebbe riferirsi a un tipo di uccello oppure a un panno soffice e spesso.

Hush, little baby è un'altra ninna nanna tradizionale e non sappiamo chi compose la musica o chi scrisse le parole. Si suppone che abbia origine nel Nord America, poiché il tipo di uccello menzionato nella canzone, il tordo beffeggiatore, si trova nel continente americano. Infine, la Scottish Lullaby è una melodia tradizionale che proviene dai fieri clan delle Highlands scozzesi. Soltanto l'aria "Cdul gu lo" (Dormi fino all'alba) e non i versi originali scozzesi furono usati quando venne presentata una drammatizzazione di "Guy Mannering" di Sir Walter Scott. La storia delle Highlands e delle interminabili battaglie con cui i clan potevano preservare la loro sofferta indipendenza contro le schiaccianti disparità, sono evocate in questo primo canto per l'infanzia, dove il sogno concerne lo squillo di tromba e l'ideale è il coraggio.

Echi dall'Est Europa: Ninne Nanne Ceche e Rumene

L'Est Europa offre una ricchezza di ninne nanne che riflettono storie e paesaggi unici. Dalla Repubblica Ceca, diverse melodie sono state tramandate: Spi, Janíčku, spi (Dormi, Janíček, dormi) fu raccolta in Moravia da František Sušil, un prete e attivista della rinascita nazionale ceca. Questa ninna nanna usa il nome proprio di un bambino, Janíček, usato familiarmente per il nome maschile Jan. Ukolébavka (Ninna nanna) fu pubblicata nel 1633 nell'"Informatorium della Scuola Infantile" di Johan Amos Comenius, probabilmente il primo trattato sullo sviluppo e l'educazione dei bambini fino a sei anni, che sottolineò la necessità di offrire stimoli sensoriali ed emozionali nella prima infanzia. Hajej můj andílku (Angioletto mio) è una delle ninne nanne ceche più melodiose, raccolta inizialmente dallo scrittore romantico Karel Jaromír Erben. Halí, dítě (Fai la ninna, bambino) fu raccolta da František Bartoš, un pedagogo ed etnografo che collezionò canti moravi. Infine, Halaj, belaj, malučký (Dormi, dormi, piccolo) proviene dalla Moravia orientale, dove il dialetto viene influenzato dallo slovacco, e i canti popolari sono simili a quelli slovacchi al di là del confine.

Il repertorio rumeno è altrettanto suggestivo. Culcă-te, puiuţ micuţ (Addormentati, piccino mio) è un'antica ninna nanna della Romania occidentale e centrale (Cluj, Bihor, Năsăud), ancora cantata dalle donne che vivono in campagna e disponibile in diverse versioni. Viene anche menzionata nei testi scolastici nella versione cantata da Maria Tănase, una famosa cantante folk rumena. Nani, nani, puişor (Ninna, nanna dolce piccolino mio) è usata in tutte le regioni della Romania e inizia con le tipiche parole che inducono al sonno: "nani, nani". La madre si augura che il bambino dorma a lungo, fino a mezzogiorno del dì seguente; in rumeno, la parola "domani" corrisponde a "mâine", ma nella ninna nanna si può ascoltare un'antica variante, "mâni". Culcă-mi-te mititel (Vai a dormire come un bimbo piccolino) è un antico canto per cullare i bambini, proveniente dalla regione della Montenia (Romania meridionale). La madre desidera che il suo bambino cresca e sia in grado di badare a pecore, agnelli ed anatroccoli nei campi, riflettendo la vita rurale dove i bambini giocano sempre con piccoli animali e fiori e, quando diventano un po' più grandi, continuano a prendersene cura. Nani, nani, puiù mamii (Ninna, nanna, il bambino della mamma) è un'altra ninna nanna molto antica, nata nelle regioni meridionali della Romania, in Oltenia. È breve e ripete specifiche parole per indurre il bambino alla quiete e al sonno: "nani" è una parola tipica delle ninne nanne; "maică/maichii" significa "mamma mia/della mamma". In rumeno è comune rivolgersi ai bambini con le parole "della mamma", per dimostrare affetto. Infine, Haia, haia, mică baia (Haia, haia, il bagnetto) inizia con le parole "haia, haia" che suggeriscono l'atto del cullare o del mettersi a giocare. Il tema principale della ninna nanna è la ripetizione del numero ventuno; in rumeno, il numero venti si dice "douăzeci", ma nella ninna nanna si può ascoltare "douăzăşi", il modo in cui si pronuncia nella regione del Banato.

Armonie Nordiche: Le Ninne Nanne Danesi

La Danimarca contribuisce al patrimonio delle ninne nanne con canti che evocano immagini della natura e della quotidianità. Per i danesi, Solen er så rød, mor (Il sole è così rosso, mamma) è una ninna nanna classica. Elefantens vuggevise (La ninna nanna dell'elefante) è una delle ninne nanne più popolari e considerata un classico danese. Il tema tratta degli animali esotici, il contenuto ed il testo sono semplici e di facile comprensione per un bambino. Per rendere questa canzone politicamente corretta, negli anni novanta fu sostituita la parola "negerdukkedreng" (bambolotto negro) con "kokosnød" (noce di cocco). Il testo della canzone fu scritto nel 1948 dallo scrittore e poeta Harald H. Godnatsang (Canzone della buona notte) presenta testi e musica composti da Sigurd Barrett, pianista, compositore e conduttore di un programma televisivo per bambini, assieme a Steen Nikolaj Hansen. Sigurd di solito canta questa canzone alla fine del suo programma per bambini, e il tema riguarda il sonno. Mues sang få Hansemand (La canzone della mamma per il piccolo Hans) proviene dalla zona meridionale dello Jutland, è molto antica e non si conosce l'anno in cui fu composta. Non è però molto conosciuta in tutta la Danimarca, probabilmente perché scritta nel dialetto dello Jutland. Infine, Jeg vil tælle stjernerne (Conterò le stelle) fu scritta nel 1951 dal famoso poeta e scrittore danese Halfdan Rasmussen, con musica composta da Hans Dalgaard.

Profumi di Mediterraneo: Le Ninne Nanne Greche

Le ninne nanne greche sono intrise di riferimenti alla natura e alla mitologia. Νάνι μού το νάνι νάνι (Ninna, mio caro, ninna, nanna) proviene dall'isola di Calimno, situata a Sud-Est dell'Egeo, un'isola che combina la bellezza delle montagne, l'aroma dell'origano e del timo con le acque cristalline. In questa ninna nanna, le parole sono influenzate dalla bellezza della natura, menzionando ulivi e sole, elementi essenziali per gli abitanti di Calimno. Oltre alle parole 'nani-nanì', si trova il suono 'e e è', molto popolare e comune nelle ninne nanne greche. Νάνι νάνι το παιδί μου (Ninna, nanna, bambino mio) ha origine dalla montuosa Kastoria, città greca nella Macedonia Occidentale, famosa per i vigneti, citati nella ninna nanna. Vi sono anche molti allevamenti di bestiame, spiegando i riferimenti all'agnello, alla capra e all'ovile, e l'uso di diminutivi come "pecorella", "capretta".

Ύπνε, που παίρνεις τα μικρά (Sonno, che prendi i piccoli), originariamente creata nell'isola di Tasso, si ascolta in tutta la Grecia con numerose variazioni. L'elemento del "Sonno" ("Ύπνος") è centrale; in molte ninne nanne greche ci si rivolge al Sonno, a cui gentilmente si richiede di prendere il bambino nelle sue braccia e di aiutarlo ad addormentarsi. Secondo la mitologia greca, "Ύπνος" era il dio del sonno. In questa ninna nanna si menzionano l'Est e l'Ovest ad indicare la vastità del mondo. Ύπνε μου, επάρε μού το (Sonno caro, ti passo il mio bambino) nasce nell'Italia meridionale, abitata da popolazioni di lingua greca fin dall'VIII secolo a.C. nelle regioni del Salento, in Calabria, a Taranto e a Metaponto. Queste aree hanno una vasta produzione di rose, e forse per questo, nella ninna nanna, troviamo il riferimento alle rose e al loro assortimento. Infine, Τζοιμάται ο ήλιος στα βουνά (Il sole dorme sulle montagne), di tradizione greca, ebbe origine nell'isola di Egina e, passata a Cipro, fu trasformata nel dialetto cipriota con l'aggiunta di alcuni versi. La ninna nanna greca originale era formata soltanto dalla prima stanza e parla del momento del tramonto, quando il sole e la pernice dormono ed anche i bambini dovrebbero dormire, con la madre che culla il suo bambino cercando di farlo addormentare e parlandogli a bassa voce, per non svegliarlo.

Le Ninne Nanne Turche: Tra Auguri e Simbolismo

Le ninne nanne turche spesso esprimono auguri e desideri per il bambino. Uyusun da büyüsün (Che il mio bambino cresca mentre dorme) rientra nella categoria più estesa delle ninne nanne turche che esprimono tali auspici, perlopiù il desiderio che il bambino si addormenti. Generalmente, esprimono ciò che la madre desidera per la sua bambina o per il suo bambino, inclusi benefici materiali come giocattoli, vestiti, cibi e bevande. Nella prima strofa di questa ninna nanna, la madre esprime il desiderio che la sua bambina cresca sana. È usata, inoltre, l'espressione onomatopeica "tıpısh tıpısh", per rendere il suono dei passi della bambina. Nella seconda strofa, la madre descrive le mani e le braccia della sua piccola decorate con l'henna, un tempo molto comune in Turchia come segno di benedizione.

Babanın Ninnisi (Ninna nanna del papà) è una ninna nanna moderna composta da Özge İlayda, a indicare l'evoluzione e l'inclusione di nuove voci nel repertorio. Dandini Dandini Dastana è una delle ninne nanne più conosciute, con quasi tutti in Turchia che conoscono la prima strofa. È possibile cantarla con variazioni del primo verso o di quelli successivi. A prima vista, il verso iniziale può sembrare strano, in quanto il suo contenuto è piuttosto estraneo ai concetti del mondo del bambino o della ninna nanna. Secondo alcune fonti (Karabaş, 1999:62), tuttavia, il significato è metaforico: "dana" (vitello) rappresenta il figlio, "bostan" (orto) è la vita, "bostancı" (giardiniere) sta per il padre e "lahana" (cavolo) rappresenta una ragazza che la madre del ragazzo non approva. Questa ninna nanna invoca il nome di Dio e chiede che tenga il bambino lontano dal malocchio. Elogiare la bellezza del bambino o della bambina è un tratto molto comune nelle ninne nanne turche. La madre usa diverse similitudini e paragona le labbra della sua bambina alle ciliegie, e le sopracciglia alla luna crescente o a una piuma. Per la madre, il suo bambino è più bello che qualsiasi altra cosa, perfino degli angeli. Un altro esempio è "Sen bir güzel meleksin" (Sei un magnifico angelo), che esprime un affetto simile.

Mappa delle ninne nanne nel mondo

Il Lato Ombroso delle Ninne Nanne: Tra Miti e Timori Antichi

Nonostante la loro natura rassicurante, le ninne nanne possono talvolta contenere elementi sorprendenti e persino inquietanti, che riflettono credenze e paure radicate nelle culture popolari. Poiché molte ninne nanne sono state tramandate da generazioni, è facile dimenticare che le canzoni, le filastrocche e persino le fiabe non sono sempre state così adatte alle famiglie come lo sono oggi, e che alcune sono addirittura macabre e spaventose.

In molte ninne nanne si fa riferimento ad alcune figure, come la Befana o l’uomo nero, o la morte che inquietano il bambino. Questa tendenza è comprensibile se si pensa che scivolare nel sonno è un po’ un “morire”, e la paura di separarsi è presente in quel momento di passaggio dalla veglia al sonno. Questi elementi non sono necessariamente malintenzionati, ma piuttosto servono a incanalare e a esorcizzare le ansie inconsce, sia del bambino che del genitore, riguardo al sonno e alla separazione.

Un esempio lampante è proprio la già citata "Rock-a-bye Baby" in inglese. Cantiamo senza pensarci alla tragedia di un ramo d’albero che si spezza e di un bambino che cade da esso. Queste immagini, sebbene crude per la sensibilità moderna, facevano parte di un immaginario collettivo in cui la vita era più precaria e i pericoli erano spesso evocati per insegnare, avvertire o persino per esprimere le ansie dei cantori. Le ninne nanne sono canzoni speciali che, attraverso il loro ritmo e la loro melodia, non solo cullano, ma talvolta raccontano anche storie e paure che appartengono a un passato remoto.

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