Latticini e Diabete Gestazionale: Un Approccio Nutrizionale Completo

Il diabete mellito gestazionale (GDM) rappresenta una condizione sempre più rilevante nel panorama della salute femminile, manifestandosi o venendo diagnosticato per la prima volta nel secondo o terzo trimestre di gravidanza. Questa patologia è caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio, o zucchero, nel sangue, una condizione nota come iperglicemia. È fondamentale riconoscere e trattare precocemente il diabete gestazionale, poiché comporta conseguenze importanti sia per la salute della madre sia per quella del feto. Il diabete, in generale, è una malattia caratterizzata da un aumento nel sangue dei livelli di glucosio, causato da una produzione ridotta o da un'inefficacia a livello biologico dell'insulina, l'ormone che regola tali livelli e che è prodotto dal pancreas. L'insulina consente al glucosio di entrare nelle cellule e di essere utilizzato come fonte di energia. Quando questo meccanismo subisce un'alterazione di qualsiasi natura, il glucosio si accumula nel sangue con varie conseguenze per l'organismo. In Italia, a circa 3 milioni di persone è stata diagnosticata questa patologia, e i fattori di rischio includono la familiarità e uno stile di vita non adeguato, come un'alimentazione scorretta e la sedentarietà.

Diabete gestazionale: donna incinta e alimenti sani

Comprendere il Diabete Gestazionale e i Suoi Rischi

Il diabete gestazionale, pur presentandosi nella maggior parte dei casi come una patologia silente, non deve essere sottovalutato, dal momento che può comportare seri rischi per chi ne soffre. In genere, il diabete gestazionale compare dopo la sedicesima settimana e raggiunge un suo picco dopo la ventiquattresima settimana, periodo in cui la produzione di ormone lattogeno da parte della placenta è massima. L'insorgenza del diabete gestazionale è il risultato di un aumento nella produzione dell'ormone lattogeno placentare (HPL) da parte della placenta. Questo ormone ha il compito di favorire l'assunzione di sostanze nutritive e glucosio per il feto, ma interferisce d'altro canto con la produzione insulinica della gestante. Di conseguenza, il pancreas risponde producendo una quantità maggiore di insulina al fine di contrastare l'azione dell'ormone lattogeno placentare. Tuttavia, per effetto degli ormoni placentari, è fisiologico l'instaurarsi di una condizione di insulino-resistenza, con conseguente aumento dei livelli ematici di glucosio (glicemia). Questo processo, sebbene permetta un corretto flusso di nutrienti dalla mamma al feto in accrescimento, può portare a iperglicemia fetale se i livelli di glucosio materno sono eccessivi. Un passaggio eccessivo di glucosio nel sangue materno, attraverso la placenta, è responsabile di questa iperglicemia fetale, che può causare una crescita eccessiva del feto, ipoglicemia dopo la nascita, e un aumentato rischio di obesità durante l'infanzia. Maggiormente a rischio di sviluppare diabete gestazionale sono le donne con più di 40 anni e/o con una condizione di sovrappeso o obesità pregravidica, o un Indice di Massa Corporea (o BMI) prima della gravidanza uguale o superiore a 25. È essenziale la valutazione dei valori di glicemia nello stadio iniziale della gravidanza per una diagnosi tempestiva. La prevenzione di questo tipo di diabete può essere avviata prima della gravidanza se le donne obese e quelle con sindrome da insulino-resistenza hanno iniziato una dieta dimagrante e un programma di attività fisica appropriata e costante.

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Il Diabete di Tipo 2 e il Ruolo dei Cibi di Origine Animale

Prima di addentrarci nelle specificità del diabete gestazionale, è utile comprendere il contesto più ampio del diabete di tipo 2, la forma più comune di diabete. Questa si verifica quando il pancreas non riesce a produrre abbastanza insulina, oppure l'insulina che viene prodotta non funziona correttamente. Il sovrappeso e l'obesità sono i principali fattori di rischio e, per questo motivo, l'incidenza di diabete di tipo 2 è destinata ad aumentare. Le linee guida dietetiche esistenti per la prevenzione del diabete di tipo 2 raccomandano di consumare alimenti specifici a base vegetale, come cereali integrali, verdura, frutta, legumi e olio d'oliva. Consigliano, invece, di limitare il consumo della maggior parte dei prodotti animali. Tuttavia, non tutte le fonti di proteine animali sono uguali dal punto di vista nutrizionale. Sapere in che modo i diversi prodotti animali sono associati al rischio di diabete consentirebbe di aggiornare le linee guida, permettendo alle persone di scegliere gli alimenti migliori.

A questo scopo, risulta di particolare importanza la revisione, recentemente condotta da ricercatori dell'Università Federico II di Napoli, di 13 meta-analisi esistenti sul legame tra sviluppo del diabete e consumo di dodici diversi prodotti di origine animale. I risultati hanno mostrato che le carni rosse e lavorate sono collegate a un rischio più elevato di diabete di tipo 2. È stato riscontrato un aumento del 20% del rischio di diabete di tipo 2 con il consumo di 100 grammi di carne totale al giorno e del 22% con il consumo di 100 grammi di carne rossa assunta quotidianamente. Il rischio è ancora maggiore, pari al 30% in più, se si consumano 50 grammi al giorno di carni lavorate. Ma a cosa imputare il rischio? Le carni rosse, ovvero carne di manzo, agnello e maiale, e le carni lavorate come pancetta, salsicce e salumi, sono fonte di acidi grassi saturi, colesterolo e ferro ematico. Tutti questi componenti sono noti per promuovere l'infiammazione cronica e lo stress ossidativo, in grado di ridurre la sensibilità delle cellule all'insulina. Le carni lavorate contengono anche nitrati, nitriti e sodio che, tra gli altri effetti negativi, possono danneggiare le cellule del pancreas che producono insulina. Al loro posto, sarebbe preferibile consumare quantità moderate di pesce e uova che, invece, non sembrano influenzare il rischio di diabete.

Latticini e la Loro Associazione con il Diabete di Tipo 2

In questo contesto, il consumo di latticini, in particolare latte e yogurt, è associato a un minor rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Questa evidenza è stata mostrata da una nuova ricerca presentata a Stoccolma al meeting annuale dell'Associazione Europea per lo Studio del Diabete. I latticini, in quantità moderate, sembravano correlati a un rischio più basso di diabete di tipo 2 o, in ogni caso, avere un rapporto neutro con lo sviluppo della patologia. Il consumo di 200 grammi di latte al giorno è stato associato con una riduzione del rischio del 10%. I latticini totali, invece, sempre nella quantità di 200 grammi al giorno, riducono il rischio del 5%. Minore è invece la riduzione del rischio data dal consumo di latticini a basso contenuto di grassi, pari al 3%. Il consumo di 100 grammi di yogurt al giorno è stato associato a una riduzione del rischio del 6%.

Tipi di latticini

A cosa si deve questo ruolo protettivo? I prodotti lattiero-caseari sono ricchi di sostanze nutritive, vitamine e altri composti bioattivi che possono influenzare favorevolmente il metabolismo del glucosio. Le proteine del siero del latte, ad esempio, sono note per modulare l'aumento dei livelli di zucchero nel sangue dopo il pasto. Per quanto riguarda i grassi, sebbene i risultati suggeriscano che i prodotti lattiero-caseari a basso contenuto di grassi siano più benefici di quelli a pieno contenuto di grassi nel ridurre il rischio di diabete di tipo 2, saranno necessarie ulteriori ricerche per raggiungere prove certe, necessarie a fornire raccomandazioni preventive solide. Tutti i prodotti lattiero-caseari sono importanti all'interno di un regime alimentare sano ed equilibrato: latte e derivati sono deputati all'apporto di vitamine, proteine nobili, grassi ed elevate quantità di calcio biodisponibile. Tuttavia, a causa delle caratteristiche energetiche e della quota di grassi in essi contenuta, tali prodotti vengono troppo spesso guardati con diffidenza. Le raccomandazioni nutrizionali contemporanee dei Paesi occidentali danno un particolare peso alla frazione lipidica della dieta, sia in termini di quantità giornaliere che di qualità, oltre che di fonti di grasso: per un apporto bilanciato di questi princìpi nutritivi è necessario rivolgere l'attenzione alle porzioni dei diversi alimenti. Uno studio del 2014 condotto dalla diabetologa Ulrika Ericson, dell'università di Lund in Svezia, ha rilevato che mangiare formaggi e latticini potrebbe avere un effetto preventivo nei confronti del diabete di tipo 2: sembra che il consumo di 8 porzioni al giorno di prodotti lattiero caseari sia associato a una riduzione del 23% del rischio di sviluppo di questa patologia, nella misura in cui i loro grassi influenzano l'insulina e il metabolismo del glucosio.

Il Lattosio e il Suo Impatto sulla Glicemia

Un aspetto importante da considerare quando si parla di latticini è il lattosio. Il lattosio è uno zucchero disaccaride, che si trova con diverse concentrazioni in tutti gli alimenti appartenenti al gruppo del latte e dei suoi derivati. È composto da due monosaccaridi, il glucosio e il galattosio. La percentuale di lattosio contenuta nel latte vaccino è molto maggiore rispetto allo yogurt, e questa si azzera nei formaggi stagionati e a pasta dura, come il parmigiano o il pecorino. Il lattosio, però, non si trova solo in questo tipo di alimenti. A livello industriale, infatti, spesso viene aggiunto direttamente nella preparazione oppure viene utilizzato come conservante o anche come eccipiente per alcuni farmaci. Per questo motivo si possono trovare tracce di lattosio nei prodotti da forno, nei salumi, nelle salse e nelle minestre. Chi soffre di intolleranza al lattosio deve perciò scegliere gli alimenti da consumare prestando attenzione alle etichette.

Struttura molecolare del lattosio

Il lattosio, così come il glucosio, il galattosio, il fruttosio e il saccarosio, rientra nei carboidrati semplici, ovvero gli zuccheri che si trovano principalmente nella frutta e nei dolci. A differenza dei carboidrati complessi, che si trovano nei cereali, ad esempio, e sono composti prevalentemente da amido, i carboidrati semplici vengono assorbiti in meno di 10 minuti dall'intestino. Questo processo è messo in atto dall'insulina, che trasforma i carboidrati in energia per l'organismo. L'assorbimento di carboidrati si traduce in un aumento di glucosio nel sangue. L'indice glicemico è un valore che esprime la velocità con cui la glicemia, ovvero il valore della concentrazione di glucosio nel sangue, aumenta dopo aver mangiato un alimento. Tanto più i carboidrati sono semplici e raffinati, tanto più velocemente aumenterà l'indice glicemico. Per questo motivo chi è affetto da diabete deve evitare il consumo di carboidrati semplici e prediligere quelli a basso indice glicemico, senza abusarne. Il consumo di carboidrati complessi risulta migliore poiché a lento rilascio e hanno quindi un minor impatto sulla glicemia. Inoltre, se si tratta di carboidrati complessi integrali, contengono anche le fibre, alcune delle quali non vengono digerite dal nostro organismo e abbassano l'indice glicemico. È bene consumare, quindi, alimenti privi di lattosio o alternare quelli che lo contengono con il consumo di altre bevande o prodotti alternativi, ad esempio il latte di origine vegetale senza zuccheri aggiunti e lo yogurt di soia. Il latte delattosato, rispetto a quello normale, ha un indice glicemico più alto poiché la digestione del lattosio è più veloce, essendo già scisso nelle sue due componenti. Questo determina un'assimilazione più veloce degli zuccheri, ma la quantità di zuccheri totali è la stessa. In caso di intolleranza al lattosio, è molto importante consultare il medico.

Regole Alimentari Fondamentali per il Diabete Gestazionale

La domanda che spesso si pongono le donne con una glicemia alta in gravidanza è cosa mangiare. Il primo trattamento efficace per il diabete gestazionale è proprio quello di ripensare alla propria dieta con lo scopo di tenere sotto controllo la glicemia e avere un'alimentazione varia ed equilibrata, che garantisca al feto una crescita adeguata. È essenziale la consulenza con un dietista o un dietologo, che è in grado di valutare il fabbisogno nutrizionale di ogni donna e di formulare un idoneo piano alimentare vario, proporzionato e moderato. Seguire una dieta appropriata per la gravidanza, che rispetti i fabbisogni in particolare di calcio, ferro e acido folico. È importante ricordare che "dieta" non significa mangiare poco, quindi una "restrizione calorica", ma regime alimentare corretto, sano ed equilibrato.

La prima regola alimentare che la donna con diabete gestazionale deve rispettare è assumere pasti piccoli e frequenti nell'arco della giornata. Più precisamente, deve assumere: tre pasti principali (colazione, pranzo e cena) e tre piccoli spuntini (metà mattinata, metà pomeriggio, sera prima di coricarsi). Il digiuno prolungato e l'assunzione di pasti abbondanti ma troppo distanti l'uno dall'altro favoriscono la formazione dei corpi chetonici che sono nocivi per il feto. La seconda regola consiste nel ridurre il consumo di zuccheri semplici (ad esempio bibite zuccherate, dolci, merendine, frutta molto zuccherina o sciroppata) a favore dei carboidrati complessi e ricchi di fibra (come cereali integrali, legumi e verdure). La terza regola consiste nel ridurre il consumo dei grassi, in particolare i grassi saturi.

Alimenti Consigliati e Latticini nel Diabete Gestazionale

Non bisogna ridurre le calorie ma semplicemente fare più attenzione agli alimenti che contengono carboidrati, che durante la digestione diventano glucosio e modificano la glicemia. Pasta, riso, pane, patate, orzo, farro e gli altri cereali rappresentano però il carburante necessario sia per la mamma sia per il bambino, essendo un'importante fonte di energia per la crescita sana del nascituro, e non devono dunque essere eliminati.

Tra gli alimenti consigliati, i latticini e derivati (pastorizzati o ben cotti) sono importanti perché apportano la maggior quantità di calcio altamente biodisponibile (assimilabile), oltre a proteine, vitamine e sali minerali. È preferibile scegliere i prodotti scremati o parzialmente scremati, poiché hanno meno calorie ma contengono ugualmente calcio. In caso d'intolleranza al lattosio, si può consumare latte delattosato (se ben tollerato) oppure Grana Padano DOP, che è naturalmente privo di lattosio e fornisce il calcio per la crescita delle ossa, oltre ad altri minerali essenziali quali zinco e selenio, proteine ad alto valore biologico e vitamine fondamentali come B2, B12 e vitamina A.

Al di là dei latticini, la dieta dovrebbe includere:

  • Verdure di stagione: Eccetto barbabietole e carote lessate, il consumo delle restanti verdure è libero e consigliato in porzioni abbondanti, purché non si superi la quantità di condimento assegnata. Alternare verdura cruda a verdura cotta e assumerne prima dei pasti. La verdura apporta vitamina C, vitamina A e fibre. La vitamina C è presente in spinaci, asparagi, cavolini di Bruxelles, cavoli, verze, pomodori e rape.
  • Cereali integrali: Riso integrale, avena, pasta integrale.
  • Legumi: Ceci, fagioli, piselli, fave, lenticchie, ecc., in quanto contengono carboidrati e quindi alzano la glicemia. Tuttavia, i legumi sono anche un'importante fonte di proteine vegetali e possono pertanto essere considerati dei veri e propri secondi piatti. Si consiglia di consumarli in associazione ai cereali (una o due volte alla settimana), componendo così dei piatti unici.
  • Pesce (fresco o surgelato): Consumato ben cotto, da preferire a tutti gli altri alimenti ricchi di proteine.
  • Carni: Manzo, vitello, vitellone, pollo, coniglio, tacchino, lonza di maiale, cavallo, scelte nelle parti più magre e private del grasso visibile. La carne va cucinata ben cotta (anche nella parte interna) alla griglia, arrosto, bollita, al forno o anche in umido, purché il tutto venga cucinato senza far friggere i condimenti.
  • Uova: Da consumare sempre bene cotte, perché sono un'importante fonte di proteine, ferro e di luteina.
  • Olio d'oliva extravergine: Aggiunto a crudo e con moderazione.
  • Acqua: Almeno 1,5 litri al giorno, liscia o moderatamente frizzante. Variare la qualità dell'acqua consente di recuperare sali minerali diversi in quantità variabile a seconda della fonte di provenienza.
  • Frutta: Due o tre porzioni di frutta fresca al giorno. Agrumi come mandarini, pompelmi, arance, kiwi, e frutti rossi come ciliegie, fragole e lamponi sono buone scelte. La vitamina A si trova in meloni, albicocche, mango, pesche e cachi.

Frutta e verdura per dieta bilanciata

Alimenti da Evitare o Limitare nel Diabete Gestazionale

È sicuramente importante ridurre, o meglio ancora eliminare, gli alimenti ricchi di zucchero come bibite zuccherate e/o gassate, succhi di frutta, merendine e dolci in generale. Per tutta la durata della gravidanza non sono ammessi numerosi alimenti che possono influire negativamente sulla glicemia o presentare rischi per la salute.

Tra gli alimenti da evitare o limitare figurano:

  • Zuccheri raffinati e dolciumi: Dolci e dolciumi come dessert, torte farcite con creme elaborate, pasticcini, snack al cioccolato, merendine, caramelle, gelatine, ecc.
  • Bevande zuccherate e alcolici: Si consiglia l'astensione da qualsiasi bevanda alcolica, inclusi vino e birra, per gli effetti che l'etanolo può avere sul nascituro, oltre che per gli apporti elevati di zuccheri dati da molte di queste bevande.
  • Latticini e caseari ad alto contenuto di grassi o a rischio: Latte intero, panna, burro, formaggi grassi, fermentati o di fossa. È fondamentale evitare formaggi teneri da latte crudo (es. feta), formaggi a crosta fiorita ed erborinati quali brie, gorgonzola, camembert, taleggio, formaggi con le venature blu come il gorgonzola e quelli messicani (queso Oaxaca) per il rischio di listeriosi.
  • Carni grasse e lavorate: Carni grasse (es. anatra, agnello, guanciale, ecc.), carni conservate, impanate e fritte, frattaglie. Anche insaccati ad elevato tenore in grassi saturi come salame, salsiccia, wurstel, cotechino, e carni pronte al consumo come salsicce, porchetta, hot dog, wurstel.
  • Uova crude o poco cotte.
  • Pesce a rischio: Crostacei e frutti di mare (es. caviale, ostriche, gamberi, aragoste, acciughe, alici sott'olio).
  • Caffè: Limitare il consumo a non più di due tazzine al giorno.
  • Frutta molto zuccherina: È importante rispettare le quantità indicate nella dieta e limitare al consumo occasionale i frutti più zuccherini (uva, banane, fichi, cachi, mandarini, castagne).
  • Sale: È buona regola ridurre quello aggiunto alle pietanze durante e dopo la cottura.
  • Patate: Non sono verdure ma importanti fonti di amido, quindi sono da considerare come sostituti di pane, pasta, riso e altri cereali.

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Esempio di Piano Alimentare Giornaliero

Per dare un'idea pratica di come strutturare i pasti, ecco un esempio di piano alimentare giornaliero che rispetta le regole per il diabete gestazionale:

Colazione: Una tazza di latte parzialmente scremato o di bevanda vegetale senza zuccheri aggiunti, oppure un vasetto di yogurt al naturale. Assieme, si può scegliere tra: due-tre fette biscottate; quattro biscotti secchi; due-tre cucchiai di cereali senza zuccheri aggiunti; due fette di pane, preferibilmente integrali, con marmellata con pochi zuccheri o con un velo di ricotta. Sulla base di uno studio condotto su pazienti diabetici, è emerso che una colazione ricca ed energetica è in grado di tenere sotto controllo la glicemia media durante tutto l'arco della giornata e dopo i pasti, dopo i quali, solitamente, si ha un picco glicemico. Questo sarebbe dovuto a una maggior risposta delle cellule β del pancreas e un maggior assorbimento di glucosio durante le prime fasi del giorno. Un esempio di colazione per diabetici può prevedere: mezzo pompelmo e uno Yogurt Zymil Bianco o di soia con due fette di pane integrale ricoperte da due-tre cucchiaini di marmellata senza zucchero. Tutto accompagnato da un caffè decaffeinato e senza zucchero.

Spuntini: Una porzione di frutta, oppure uno yogurt bianco o alla frutta, oppure un pacchetto di crackers o di taralli, oppure un pugnetto di frutta secca (noci, nocciole, mandorle eccetera). Gli spuntini sono molto importanti, soprattutto quello pomeridiano, per evitare lunghi periodi di digiuno.

Pranzo e Cena: È una buona pratica quella di iniziare sempre il pasto con una porzione di verdura cotta o cruda che aiuta a controllare meglio la glicemia. Se non si riesce a fare un pasto completo (primo, secondo e contorno), si può scegliere di assumere il primo piatto e una verdura a pranzo e un secondo piatto con la verdura e un panino piccolo a cena. Come primo piatto, si consiglia pasta integrale condita con delle verdure, seguita da un secondo a base di pesce oppure carne bianca cucinata alla piastra o in padella antiaderente, senza alcuna aggiunta di grassi e accompagnata da verdure.

Monitoraggio, Attività Fisica e Altri Consigli Pratici

Un regolare monitoraggio dei livelli di glucosio nel sangue è indispensabile affinché il trattamento possa essere valutato e, se necessario, modificato. L'autocontrollo quotidiano della glicemia costituisce un'arma essenziale che permette di pianificare e verificare al meglio i risultati ottenuti. È molto importante mangiare tutti i cibi previsti nella dieta ad ore prefissate, mantenendo sempre la stessa distribuzione tra proteine, grassi e carboidrati. Un modo per scambiare gli alimenti mantenendo inalterato l'apporto calorico è quello di raggrupparli in base al loro contenuto in zuccheri.

Misuratore di glicemia

Una regolare attività fisica aiuta la mamma a tenersi in forma e la prepara per la nascita del bambino. L'attività fisica serve anche per far sì che l'insulina controlli il tasso di glucosio nel sangue in modo più efficace. Oltre all'alimentazione e all'attività fisica, ci sono altri consigli importanti da seguire:

  • Cucinare in modo semplice, cioè senza grassi aggiunti, come la cottura ai ferri, alla griglia, al vapore, lessatura, al forno, arrosto, ecc., utilizzando quelle attrezzature che consentono di ridurre l'impiego dei grassi.
  • Scegliere frutta e verdura in base alla stagione, variando spesso la qualità (i colori) dei vegetali.
  • Mondare accuratamente frutta e verdura fresche, sciacquare sotto acqua corrente e lasciare in ammollo per 30 minuti con bicarbonato o un disinfettante alimentare.
  • Leggere le etichette dei prodotti, soprattutto per accertarsi del loro contenuto in zuccheri.
  • Non fumare! Chi fuma le sigarette elettroniche, le sigarette "normali" o le fuma tutt'e due potrebbe, se confermato, trovarsi dinanzi ad un rischio più alto di sviluppare il diabete, come afferma una ricerca dell'Università della Georgia (Usa) pubblicata su Ajpm Focus.

Affrontare il diabete gestazionale richiede un approccio olistico che integri una dieta ben pianificata, l'attività fisica e un attento monitoraggio, con il supporto di professionisti della salute specializzati nel diabete, come un endocrinologo, un dietologo registrato o un educatore del diabete.

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