Il consumo di latte vaccino nell'infanzia: tra grassi, sviluppo e salute metabolica

Nell’ambito dell'alimentazione del bambino, i dubbi legati al latte vaccino sono frequenti: da quando può essere offerto? Che tipo di latte scegliere tra intero, parzialmente scremato o scremato? Il latte vaccino va offerto diluito? Se ci pensiamo bene, infatti, il latte vaccino sarebbe destinato al consumo da parte del vitello, con quindi fabbisogni nutrizionali specifici per quella specie. È fondamentale ricordare che il nome “latte” è fuorviante, in quanto può essere chiamato latte solo il prodotto della secrezione delle mammelle di un mammifero. Le bevande vegetali in commercio (bevanda di soia, avena, mandorla, riso, cocco, etc.) sono spesso arricchite in zuccheri, da limitare il più possibile entro i primi due anni di vita.

illustrazione schematica della composizione del latte vaccino a confronto con quello materno

Il latte vaccino nel primo anno di vita

Il latte vaccino (intero, parzialmente scremato o scremato) non costituisce un’alternativa al latte materno nel primo anno di vita. La composizione del latte vaccino è infatti perfetta per un vitellino ma totalmente inadatta al cucciolo d’uomo. Il latte di mucca ha un contenuto in proteine, sali minerali e grassi saturi eccessivo per le capacità filtranti dei reni e per le capacità digestive dell’apparato gastrointestinale del bambino, e aumenta il rischio di sovrappeso e obesità in età adulta. Il latte vaccino pertanto non deve essere somministrato prima dei 12 mesi. Quanto detto sul latte vaccino vale anche per il latte di altri mammiferi d’allevamento (capra, pecora e asina) e per i cosiddetti “latti vegetali” (con l’eccezione dei casi di bambini non allattati al seno e intolleranti alle proteine del latte vaccino).

Oltre questa età, è necessario integrare il latte materno mediante alimenti complementari, ma l’allattamento materno può e deve continuare, anche fino a 2 anni. Infatti, il latte materno mantiene, anche dopo i 6 mesi, proprietà benefiche: protegge dalle infezioni, favorisce la digestione degli alimenti complementari e apporta in modo bilanciato nutrienti di cui il bambino ha bisogno. Anche dopo i 12 mesi di vita, il latte materno continua ad essere il latte d’elezione: segue infatti le esigenze nutrizionali del bambino man mano che cresce, modificando nel tempo la sua composizione.

Scelte nutrizionali dopo i 12 mesi: latti di crescita e latte vaccino

I latti in formula per la prima infanzia, anche chiamati comunemente latti di crescita, sono pensati specificamente per le esigenze nutrizionali dei bambini tra 12 e 36 mesi. Rispetto al latte vaccino “di latteria”, il latte di crescita ha un apporto proteico minore (più simile a quello del latte materno) ed è arricchito di alcuni micronutrienti, come ferro e zinco, che hanno un ruolo importante in questa fase dello sviluppo neuropsicomotorio. Se il latte materno non è disponibile, dopo l’anno di vita si può introdurre nell’alimentazione del bambino anche il latte vaccino intero, fresco e pastorizzato.

Nell’alimentazione del bambino dopo l’anno di vita, il latte non è più né l’unica né la principale fonte di nutrienti. La regola generale prevede l’abbinamento di una fonte di carboidrati, una fonte proteica e una fonte di grassi. Ricordiamoci di offrire sempre il latte vaccino in un bicchiere o tazza, mai quindi nel biberon. Questo perché la suzione dalla tettarella è molto piacevole per il bambino e tende quindi a consumare più latte del necessario.

Alimentazione sana per bambini – Carboidrati, grassi, proteine, vitamine e sali minerali

Differenze tra latte intero e parzialmente scremato

La differenza tra i due tipi di latte sta nel contenuto di grassi e quindi di calorie. Il latte intero contiene 3,6 gr di lipidi ogni 100 gr di latte, mentre il latte parzialmente scremato, come suggerisce lo stesso termine, è stato alleggerito e contiene 1,6 gr di grassi ogni 100 gr di latte. Il loro contenuto di proteine e calcio invece è uguale. Il latte intero, a differenza di quello parzialmente scremato, contiene più vitamina A (37µg contro i 19 µg).

Se non ci sono problemi di sovrappeso, per un bambino di 5 anni va bene il latte intero fresco. Se il suo bambino non è in sovrappeso, può usare tranquillamente il latte intero, fresco, non quello a lunga conservazione. Vale anche per i latti scremati o senza lattosio, che appunto devono essere proposti freschi. La lunga conservazione prevede procedimenti di sterilizzazione che privano il latte di proteine e vitamine. Al latte UHT, cioè a lunga conservazione, preferisca se possibile quello pastorizzato.

Latte, adiposità e rischi metabolici

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il consumo di latte intero durante la crescita è associato ad una minore probabilità di sovrappeso e obesità rispetto a quello di latte parzialmente scremato. È quanto emerge da una metanalisi pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition da un gruppo di ricerca del St. Michael’s Hospital di Toronto. I risultati hanno dimostrato che 18 degli studi selezionati hanno individuato un’associazione tra il consumo di latte intero e una minore adiposità nei soggetti esaminati. In particolare, i soggetti che assumevano latte intero (3,25% di grassi) hanno manifestato un rischio notevolmente inferiore di sovrappeso e obesità rispetto a coloro che preferivano latte a minor tenore di grassi (0,1-2%).

La maggiore sensazione di sazietà offerta dal latte intero potrebbe essere un fattore chiave nell’aiutare a limitare l’introito calorico e ridurre il consumo di bevande zuccherate, contribuendo così alla diminuzione del rischio di sovrappeso e obesità. La riduzione del rischio di sovrappeso e obesità associata al consumo di latte intero, rispetto a quello di latte a ridotto tenore lipidico, risulta del 25% negli studi prospettici e 40% negli studi trasversali. Gli autori ribadiscono che il dato che emerge dalla metanalisi è di tipo osservazionale e che sono necessari studi clinici prospettici mirati per una conferma definitiva; sottolineano tuttavia che l’assenza di una correlazione sfavorevole tra consumo di latte intero e peso è comune a tutti gli studi considerati.

grafico che mostra la correlazione tra consumo di latte intero e indice di massa corporea nell'infanzia

Linee guida internazionali e prospettive scientifiche

In Italia, le Linee Guida per una Sana Alimentazione raccomandano il consumo di latte vaccino intero fino ai 6 anni, suggerendo quantità specifiche di 150 ml al giorno fino ai 2 anni e 200 ml al giorno dai 2 ai 6 anni. Sono diverse le società scientifiche che, come misura contro l’obesità infantile, incentivano il consumo di latte a ridotto contenuto di grassi: l’American Academy of Pediatrics e la Canadian Pediatric Society, ad esempio, consigliano il latte intero solo fino ai 2 anni di età.

Uno studio pubblicato sul Journal of Nutrition nel 2022 ha approfondito le relazioni tra la frequenza di consumo e il tenore di grassi del latte durante la prima infanzia e i rischi relativi alla salute cardiometabolica durante l’adolescenza. È emerso che consumare latte ad alto contenuto di grassi durante la prima infanzia, rispetto a quello a basso contenuto di grassi, era associato a una minore adiposità. La frequenza del consumo di latte vaccino nella prima infanzia non era invece associata all’adiposità o al rischio cardiometabolico nella prima adolescenza.

È importante considerare che il latte è un pasto, cioè non va dato come conclusione di una cena completa, mentre accompagnato per esempio dai cereali può di tanto in tanto sostituire altre pietanze. La dose di latte consigliata in una giornata per i bambini è di 300 ml, occasionalmente di 500 ml (due tazze circa), salvo diversa indicazione del pediatra. In merito alle raccomandazioni generali, alcuni esperti ritengono che, anche se i bambini non sono in sovrappeso, sia preferibile consumare il latte parzialmente scremato: i grassi e le calorie in più del latte intero, infatti, potrebbero aggiungersi ad un’alimentazione già ricca di grassi, come spesso capita per i nostri bambini.

Gli effetti della scrematura del latte vaccino sulla salute dei consumatori non sono del tutto chiari. I dati raccolti non evidenziano alcun effetto negativo del consumo di latte intero sul peso o sulla composizione corporea in età pediatrica. Un gruppo di ricerca italiano ha recentemente pubblicato su Nature i risultati di uno studio che evidenzia i benefici della matrice fermentata, ovvero il prodotto (detto postbiotico) della fermentazione del latte vaccino ad opera del Lactobacillus Paracasei CBA L74, suggerendo che la ricerca scientifica sta esplorando nuove vie per comprendere come il latte possa influenzare positivamente il microbioma e lo sviluppo del bambino.

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