Guida completa al latte in formula per neonati: tipologie, caratteristiche e preparazione

Scegliere quale allattamento sia meglio per il proprio neonato è un momento cruciale per i neogenitori: sappiamo che l’allattamento al seno in linea teorica è la scelta migliore possibile, ma non sempre si può percorrere questa strada, per molti motivi. Quando ci si approccia al mondo del latte artificiale, però, la complessità non diminuisce, ma aumenta: cosa bisogna scegliere? Latte in polvere, liquido o pronto all’uso? Quale formula si avvicina di più al latte materno?

illustrazione che confronta le tipologie di latte artificiale: polvere, liquido concentrato e pronto all'uso

Le tipologie di latte artificiale

Partiamo con il definire il campo di gioco: le formule per neonati si dividono in tre tipologie principali. Il latte in polvere è la forma più comune ed economica. Va ricostituito con acqua e richiede un'accurata preparazione per garantire la sicurezza alimentare. È preferito per la sua lunga conservazione e per la possibilità di preparare la quantità necessaria in base alle esigenze del neonato. Il latte liquido concentrato va diluito con acqua ed è più pratico del latte in polvere, ma ha un costo maggiore; risulta un buon compromesso per chi cerca praticità senza rinunciare alla flessibilità della preparazione. Infine, il latte liquido pronto all’uso è la soluzione più comoda: non necessita di preparazione ed è ideale per situazioni fuori casa, ma ha un prezzo più elevato e una scadenza più breve.

Il latte in polvere è la formula più diffusa per diversi motivi: la lunga conservazione permette di mantenerlo a lungo senza bisogno di refrigerazione, ideale per un utilizzo flessibile. Il costo basso, rispetto alle versioni liquide o pronte all’uso, risulta conveniente e sul lungo periodo questo diventa un fattore importante. Inoltre, la personalizzazione è fondamentale: alcune formule specifiche, come quelle per neonati prematuri o con esigenze particolari, sono disponibili solo in polvere.

È importante però non lanciarsi nella scelta in questa direzione solo perché è la formulazione più scelta; prima di compiere questo passo ricorda che il latte in polvere richiede grande attenzione nella preparazione per garantire igiene e sicurezza, seguendo scrupolosamente le indicazioni riportate sulle confezioni. Questo perché il latte in polvere, a differenza del latte liquido, non è sterile e potrebbe contenere una flora microbica residua.

Come preparare il latte in polvere per il neonato e come si prepara il latte artificiale liquido

Cos'è il latte in formula?

Il nome più appropriato del sostituto del latte materno non è “latte” - come, per facilità, continueremo comunque a chiamarlo in questo articolo - ma “formula”, in quanto è una vera e propria miscela, preparata con processi industriali, che comprende vari componenti provenienti dal mondo animale e vegetale, al fine di ottenere un prodotto che si avvicini il più possibile alla composizione del latte materno. I produttori di latte artificiale hanno ideato varie tipologie di latte oltre quella “standard” per rispondere alle esigenze specifiche di ciascun neonato: questi prodotti includendo nutrienti essenziali come DHA, ARA, prebiotici e probiotici, ognuno con una funzione specifica.

La maggior parte delle formule viene prodotta a partire dal latte vaccino modificato e adattato nelle proteine, grassi e minerali in modo da renderlo quanto più simile possibile alla composizione nutrizionale del latte materno. In linea con le indicazioni dell’OMS, si raccomanda che i bambini inizino ad allattare al seno entro la prima ora dalla nascita e che siano allattati esclusivamente al seno per i primi 6 mesi di vita. Pertanto, l’uso del latte in formula dovrebbe essere considerato solo come alternativa o supporto, sempre dietro raccomandazione da parte del Pediatra.

Allattamento misto e integrazione

Se l’allattamento al seno non è sufficiente o non è possibile, l'integrazione con il latte artificiale può essere fatta in modo graduale per ridurre lo stress del neonato e della mamma. Si chiama in questo caso “allattamento misto” e si può scegliere in un periodo di transizione: non si può affiancare latte materno e latte artificiale per lungo tempo, ma è necessario passare al latte artificiale in breve. Recenti dati dell’Istituto Superiore di Sanità confermano che sono molti i bambini che ricevono una formula artificiale in aggiunta o in sostituzione del latte materno sin dalla nascita.

Tra questi c’è Mario, e i suoi genitori, Luisa e Alfredo, che alla dimissione dall’ospedale si recano in farmacia per acquistare una confezione di latte artificiale. Alfredo si reca alla farmacia vicino casa, ma non trova la marca che era stata utilizzata in ospedale. Molti genitori, tuttavia, non sanno che le marche di sostituti del latte materno utilizzate nei punti nascita, e a volte consigliate alla dimissione, subiscono delle “turnazioni”. Questo perché le varie formule in commercio sono equivalenti e dunque intercambiabili; per essere autorizzate, devono ovviamente rispondere a delle specifiche caratteristiche, ben regolamentate dalla Comunità Europea sulla base delle norme stabilite dal Codex Alimentarius dell'OMS e della FAO.

Differenze tra formati e praticità

Una volta correttamente ricostituito, non c’è alcuna differenza nutrizionale tra latte in polvere o liquido. È ovvio che per questioni di praticità il latte in polvere è preferibile se si devono solo fare delle aggiunte, dal momento che la formula artificiale già pronta per l’uso deve essere consumata entro 24 ore dall’apertura della confezione.

Il latte liquido viene venduto sterile in contenitori e ha una preparazione molto più rapida, basta versarlo nel biberon e scaldarlo. La confezione sigillata può essere conservata a temperatura ambiente grazie al trattamento UHT o alla sterilizzazione, mentre, una volta aperta, dovrà essere consumata subito o conservata in frigorifero per massimo 72 ore. Pur avendo un costo mediamente più elevato della polvere, il latte liquido viene apprezzato per la sua praticità e risulta molto comodo soprattutto quando i genitori sono fuori casa, o per le poppate notturne.

infografica che mostra la durata di conservazione del latte in polvere vs liquido

Frequenza e quantità delle poppate

La frequenza delle poppate col latte formulato dipende da una serie di fattori, in primo luogo l'età e le abitudini del bambino. Secondo le principali linee guida pediatriche, nei primi mesi di vita i lattanti dovrebbero bere a richiesta quando mostrano segnali di fame quali i movimenti delle mani, della bocca e il pianto, e non avere orari fissi. Il numero delle poppate va riducendosi con la crescita del bambino, dato che aumenterà la sua capacità gastrica.

Una formula pratica per stimare il fabbisogno di latte nei primi mesi di vita è 150 ml/kg al giorno da dividere nelle poppate. In accordo con le indicazioni del pediatra, sarà comunque sempre importante rispettare i segnali di sazietà del lattante e non forzarlo a finire il biberon. Se bagna con le urine almeno 5 pannolini al giorno, è tranquillo a fine poppata e cresce regolarmente, verosimilmente la quantità di latte di formula sarà stata sufficiente.

Procedura corretta di preparazione

Secondo le indicazioni del Ministero della Salute, una corretta preparazione del latte di formula prevede innanzitutto di lavarsi le mani con acqua e sapone e sterilizzare il biberon se il bambino è prematuro o ha meno di 3 mesi di vita. Successivamente bisognerà far bollire l'acqua e lasciarla raffreddare fino ad arrivare a una temperatura di circa 70°. Per questo basta lasciare l'acqua bollita a temperatura ambiente per un tempo non superiore ai 30 minuti, quindi versare l'acqua nel biberon secondo la quantità totale indicata e poi aggiungere il latte in polvere con l'apposito misurino incluso nella confezione.

Dopo aver sciolto bene la polvere, il latte dovrà essere raffreddato rapidamente fino a circa 37° (la temperatura corporea) prima di offrirlo al neonato. Il biberon andrà chiuso bene e agitato fino ad ottenere una miscela omogenea; sarà quindi opportuno controllare la temperatura del latte, magari versandone qualche goccia sul polso del genitore e verificando così che risulti tiepido e non troppo caldo. Il latte andrebbe somministrato subito, senza riutilizzare il latte rimasto nel biberon al termine della poppata.

Digeribilità e formule speciali

Le formule moderne sono sicure e nutrizionalmente complete, tuttavia, generalmente, il latte di formula è meno digeribile del latte materno per la sua composizione proteica. Le sieroproteine del latte materno hanno un peso molecolare minore e sono quindi più facilmente digeribili rispetto alle caseine prevalenti nelle formule. Inoltre, il latte materno include enzimi lipolitici come le lipasi utili per la digestione dei grassi, che sono invece assenti nelle formule.

Esistono diverse "formule speciali" per rispondere a esigenze cliniche:

  • Latte anticolica e antistipsi: con ridotto contenuto di lattosio e proteine parzialmente idrolizzate per favorire la digestione.
  • Latte antireflusso (A.R.): con una composizione più densa che impedisce la risalita del latte attraverso l’esofago.
  • Latte per allergici (H.A.): contengono siero proteine del latte e miscele di grassi arricchiti con Omega 3 e Omega 6.
  • Latte per prematuri: contraddistinto dal numero 0, ideale per l’accrescimento corporeo dei primi giorni di vita.

Suddivisione per fasce d'età

Oltre a differire per la formulazione, il latte artificiale cambia in base alla fascia di età del bambino:

  1. Latte di tipo 1 (0-6 mesi): chiamato anche latte di partenza, è il più simile al latte materno, arricchito in lattosio, oligosaccaridi e vitamine.
  2. Latte di tipo 2 (6-12 mesi): chiamato latte di mantenimento, presenta un minor contenuto di lattosio e un diverso apporto proteico e di ferro, più simile al latte vaccino.
  3. Latte di tipo 3 o di crescita (dai 12 mesi): addizionato di vitamine e sali minerali, utile quando con la dieta non si riesce a coprire il fabbisogno nutrizionale.

schema grafico che riassume le fasi di crescita e il tipo di latte corrispondente

Produzione industriale del latte in polvere

Il latte in polvere è un prodotto ottenuto attraverso un processo di disidratazione del latte liquido, che consente una conservazione più lunga. Il procedimento di produzione include la raccolta e il controllo qualità, la pastorizzazione (72°C per 15 secondi), la concentrazione sotto vuoto e l'essiccazione. L'essiccazione può avvenire tramite "spray drying" (spruzzo in camera calda) o rulli caldi. Il risultato è una polvere fine che, per migliorarne la solubilità, può essere sottoposta all'istantaneizzazione, creando agglomerati di particelle umidificate più facilmente. È importante notare che nel latte in polvere, attraverso alcune analisi, è stata rilevata la presenza di due tipi di beta-lattoglobulina, una "nativa" e una "modificata", derivante proprio dal processo produttivo.

tags: #latte #in #polvere #per #bimbi #con