La sicurezza degli alimenti destinati ai consumatori più vulnerabili, come i neonati, rappresenta uno dei pilastri fondamentali della sanità pubblica europea. Recentemente, la cronaca ha riportato vicende preoccupanti riguardanti il latte artificiale in Francia, sollevando interrogativi cruciali sulla tenuta del sistema europeo di controllo e sulla resilienza della catena di approvvigionamento globale. La questione, che ha rapidamente assunto proporzioni internazionali, vede coinvolti giganti del settore alimentare e ha spinto le istituzioni dell'Unione Europea a fornire chiarimenti dettagliati in merito alla gestione del rischio e alla trasparenza delle procedure.

Il contesto dei decessi e le indagini giudiziarie
In Francia due neonati sono morti, entrambi avevano assunto latte artificiale Nestlé appartenente ai lotti richiamati per possibile contaminazione. Due neonati sono morti a causa del latte artificiale contaminato prodotto dal colosso alimentare Nestlé? Due indagini penali sono state aperte in Francia proprio per capirlo, dopo la morte dei piccoli che avevano consumato latte formulato potenzialmente contaminato. La vicenda riguarda due bambini molto piccoli: un maschietto nato il 25 dicembre e deceduto l’8 gennaio nell’ospedale di Pessac, vicino Bordeaux, e una femminuccia di 27 giorni morta il 23 dicembre ad Angers.
Il sospetto degli inquirenti ricade sulla possibile presenza all’interno del latte di cereulide, una tossina prodotta dal batterio Bacillus cereus. Al momento, le autorità francesi sottolineano che non è ancora stato dimostrato un nesso causale diretto tra il consumo del latte e i decessi. Questa incertezza scientifica rende il compito degli inquirenti particolarmente complesso, richiedendo analisi tossicologiche e microbiologiche approfondite per determinare se vi sia una correlazione effettiva tra l'ingestione della formula e il tragico epilogo.
Latte e prodotti lattiero caseari: analisi chimiche e microbiologiche
L'estensione del fenomeno e il ruolo della filiera globale
Come avevamo già riportato nei giorni scorsi, il problema ha rapidamente assunto proporzioni internazionali. In Italia sono stati richiamati in via precauzionale alcuni lotti delle linee Nan, Nidina, PreNan e Alfamino. Ma la questione non si ferma a Nestlé. Negli ultimi giorni anche Lactalis ha ritirato sei lotti del suo latte per neonati Picot, distribuiti in 18 Paesi (l’Italia non è tra questi).
Secondo le ricostruzioni, all’origine della contaminazione ci sarebbe un unico fornitore cinese di olio ARA (acido arachidonico), un ingrediente utilizzato nelle formule premium per riprodurre la composizione lipidica del latte materno. La vulnerabilità della filiera globale degli ingredienti emerge in tutta la sua evidenza. La dipendenza da fornitori esterni per componenti critici espone il mercato europeo a rischi di contaminazione difficilmente controllabili direttamente dai marchi finali, se non attraverso protocolli di verifica estremamente rigidi e continui. L’organizzazione Foodwatch ha puntato il dito contro Nestlé, accusando il gruppo di aver gestito la crisi in modo poco trasparente. Le autorità sanitarie invitano i genitori a non farsi prendere dal panico, ma a verificare attentamente i lotti dei prodotti in loro possesso.
La risposta delle istituzioni europee
Bruxelles - La Commissione europea non ha riscontrato alcuna prova che le norme dell’Unione Europea vigenti siano inadeguate, ma resta impegnata a rivedere continuamente le procedure per migliorare la governance della sicurezza alimentare. Lo ha messo nero su bianco il commissario per la Salute e il benessere degli animali, Olivér Várhelyi, rispondendo a una interrogazione parlamentare in merito al ritiro di diversi lotti di latte in polvere per neonati in Europa per una sospetta contaminazione da cereulide. Un tema caldo, soprattutto dopo che la Francia ha iniziato ad indagare su due decessi infantili potenzialmente collegati alla formula richiamata: caso su cui, ha chiarito Várhelyi, non è stato stabilito alcun nesso causale.
Sulla questione ha presentato una interrogazione la deputata croata socialista, Biljana Borzan, “a seguito dei recenti ritiri a livello europeo di latte artificiale per sospetta contaminazione da cereulide (tossina del Bacillus cereus) e alla luce delle indagini in corso da parte delle autorità francesi sui decessi infantili potenzialmente collegati al consumo dei prodotti ritirati, sono sorte serie preoccupazioni circa l’efficacia della governance UE in materia di sicurezza alimentare per i prodotti destinati ai consumatori più vulnerabili”.
Procedure di allerta e gestione del rischio
In questo contesto, l’eurodeputata ha chiesto alla Commissione quando sia stata informata per la prima volta dei sospetti rischi per la salute e in che modo e quando queste informazioni sono state trasmesse agli Stati membri tramite il Sistema di allerta rapida per alimenti e mangimi (RASFF); come valuti l’adeguatezza delle norme UE vigenti in materia di approvvigionamento degli ingredienti, controllo dei fornitori, analisi dei pericoli e obblighi di notifica ai fabbricanti per il latte artificiale; e quali misure immediate ha adottato la Commissione per garantire la piena responsabilità lungo tutta la filiera del latte artificiale.
A rispondere, a nome dell’esecutivo europeo, è stato il commissario per la Salute e il benessere degli animali, Olivér Várhelyi. “Il 10 dicembre 2025 la Commissione europea è stata avvisata della contaminazione da cereulide nei prodotti di un’azienda Nestlé nei Paesi Bassi”, ha precisato Várhelyi, aggiungendo che l’azienda “ha richiamato lo stesso giorno 25 lotti in 16 Paesi europei e ha trattato l’incidente con la massima serietà”. Il sistema europeo di allerta rapida per alimenti e mangimi (RASFF) “è stato emesso il 12 dicembre 2025”, ha precisato il commissario, riferendosi allo strumento utilizzato dagli Stati membri per condividere rapidamente informazioni su rischi per la sicurezza alimentare.

Sviluppi temporali e coordinamento transfrontaliero
La vicenda ha assunto una dimensione ancora più sensibile alcune settimane dopo. “Il 20 gennaio 2026 la Commissione è stata informata che la Francia stava indagando su due decessi infantili potenzialmente collegati alla formula richiamata”, ha dichiarato Várhelyi. Allo stesso tempo, il commissario ha sottolineato che “da allora non è stato stabilito alcun nesso causale”.
L’interrogazione solleva interrogativi sulla tenuta del sistema europeo di sicurezza alimentare e sulla capacità delle norme attuali di individuare tempestivamente i rischi lungo la catena di approvvigionamento. Secondo la Commissione, tuttavia, non emergono elementi che indichino carenze strutturali. “Non appena la Commissione è stata informata del richiamo volontario legato all’aumento dei livelli di cereulide riscontrati negli alimenti per lattanti, sono stati attivati i diversi strumenti esistenti per garantire il coordinamento transfrontaliero tra le autorità competenti per la sicurezza alimentare degli Stati membri”, ha spiegato Várhelyi. In particolare, “la Commissione non ha riscontrato alcuna prova che le norme UE vigenti siano inadeguate, ma rimane impegnata a rivedere continuamente le procedure per migliorare la governance della sicurezza alimentare”, ha osservato.
Integrazione scientifica e cooperazione internazionale
Sul piano scientifico, l’esecutivo europeo ha coinvolto anche l’European Food Safety Authority, l’autorità europea che si occupa di sicurezza alimentare e che fornisce dati scientifici e consulenze indipendenti sui possibili rischi nella filiera alimentare (EFSA). L’indagine sulla possibile origine della contaminazione si estende inoltre al di là dei confini dell’Unione: la Commissione UE ha esortato le autorità cinesi a indagare sui lotti di olio di acido arachidonico.
“In risposta a questo incidente, la Commissione ha intensificato il coordinamento con gli Stati membri condividendo gli avvisi RASFF e attivando la propria rete di coordinatori di crisi. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) è stata incaricata con urgenza di stabilire una dose di riferimento acuta (ARfD) per la cereulide al fine di orientare una gestione armonizzata del rischio. Inoltre, la Commissione ha esortato le autorità cinesi a indagare sui lotti di olio di acido arachidonico contaminati, identificati come fonte della contaminazione della catena di approvvigionamento”, ha chiarito il commissario.
Infine, nonostante l’attenzione politica suscitata dal caso, Bruxelles non prevede al momento una revisione complessiva della legislazione europea sulla nutrizione infantile. Il nostro pianeta ha bisogno di un’informazione libera e indipendente per monitorare costantemente questi processi, garantendo che la responsabilità delle aziende e l'efficacia delle norme rimangano priorità assolute nel mercato globale. La complessità dei prodotti moderni richiede una sorveglianza che va oltre il singolo stabilimento di produzione, abbracciando l'intera rete di fornitori internazionali.
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