Guida Completa all'Alimentazione Artificiale: Benefici, Composizione e Scelte Consapevoli

La nascita di un bambino è un momento pieno di gioia ed emozione, ma può anche sollevare dubbi e domande. Questo argomento preoccupa molti genitori, che desiderano il meglio per lo sviluppo dei propri figli. Sebbene il latte materno sia senza dubbio l'opzione raccomandata per i suoi numerosi benefici, sia per la madre che per il bambino, in alcune situazioni non è possibile, a causa di una scarsa produzione di latte (ipogalattia), patologie materne o del neonato. Il latte formulato, più comunemente conosciuto come latte artificiale, è un alimento che viene dato al neonato, idoneo alle esigenze nutritive del bambino.

illustrazione neonato che beve il biberon

Il Ruolo Fondamentale dell'Allattamento Naturale

Di norma, il miglior modo per nutrire il neonato è tramite il latte materno. L’allattamento diretto porta una serie di benefici, sia alla mamma che al bambino: protegge dalle infezioni respiratorie, riduce il rischio di sviluppare allergie, migliora lo sviluppo intestinale del bambino, aiuta la mamma a perdere il peso accumulato durante la gravidanza, previene alcune forme di tumore al seno e alle ovaie e crea una connessione tra mamma e bimbo. Anche l’OMS raccomanda l’allattamento in maniera esclusiva almeno fino al sesto mese di vita.

Il latte materno è una matrice complessa composta per l’87% da acqua, il 3,8% da grassi, l’1% da proteine e per il 7% da lattosio. Il grasso ed il lattosio forniscono rispettivamente il 50% ed il 40% dell’energia totale. Tuttavia, la composizione del latte materno umano è dinamica e cambia nel tempo, adattandosi alle esigenze del bambino in crescita. Dopo la nascita, il tipo di allattamento è il principale fattore in grado di influenzare il microbiota intestinale del neonato, con ripercussioni immediate a livello gastroenterico ed effetti a più lungo termine sul piano immunitario, metabolico e della salute generale.

Quando Ricorrere al Latte Artificiale

Nonostante l’allattamento al seno risulti essere il miglior modo per nutrire il bimbo, in alcuni casi questo non è sufficiente, o addirittura impossibile. Questi casi si manifestano quando il neonato ha un riflesso di suzione debole, quando alla mamma risulta doloroso l’allattamento al seno, quando la mamma ha problemi di salute per cui deve assumere medicinali incompatibili con l’allattamento, quando la mamma è allontanata dal figlio, o quando la mamma non riesce a produrre latte.

In questi casi si può ricorrere all’utilizzo di latte artificiale per l’alimentazione del bambino, permettendo dunque alle mamme di poter nutrire il neonato. È importante sottolineare che la scelta su quale latte artificiale somministrare al bambino spetta solo e unicamente al pediatra, previa consultazione.

Composizione e Caratteristiche Tecniche

Tutte le marche dei latti artificiali sono uguali dal punto di vista nutrizionale, poiché devono obbligatoriamente attenersi agli standard definiti. Non ci sono prove scientifiche che evidenziano benefici o svantaggi di un latte rispetto ad un altro. Il latte artificiale deriva dal latte di mucca, trattato in modo da renderlo adatto ai bambini. Il latte di mucca presente nella formula contiene una miscela di due tipi di proteine: le sieroproteine e la caseina.

Per rendere la sua composizione quanto più simile a quella del latte materno, il latte vaccino viene modificato tramite una riduzione del contenuto proteico, la sostituzione della panna con una miscela di grassi di origine animale e vegetale, un aumento degli zuccheri (in particolare lattosio), di aminoacidi, vitamine e sali minerali. Le differenze tra proteine contenute nel latte materno e proteine della formula artificiale sono anche qualitative: la seconda presenta in proporzione una maggiore quantità di caseina (rispetto alle sieroproteine del latte umano) che risulta meno digeribile e tende a formare dei precipitati.

infografica comparativa latte materno e latte artificiale

Tipologie di Formulazione: Liquida e in Polvere

Il latte artificiale in commercio è diviso in due formulazioni principali:

  • Latte artificiale liquido: è generalmente venduto in confezioni da 500 ml, per questo viene consumato con molta rapidità. La sua preparazione è molto semplice, in quanto è necessario riscaldarlo a bagnomaria per essere direttamente somministrato, rendendolo di fatto pratico e pronto all’uso. Di contro, data la sua consistenza e i metodi di preparazione, ha un periodo di scadenza breve. È sterile prima dell'apertura della confezione e ciò può aiutare a ridurre il rischio di infezioni.
  • Latte artificiale in polvere: non è pronto all’uso e la sua preparazione richiede un po’ più di tempo. Deve essere mischiato con dell’acqua calda e consumato subito dopo la preparazione in tempi brevi, perché non essendo perfettamente sterile, i microrganismi patogeni che contiene naturalmente si moltiplicano velocemente. Rispetto al latte artificiale liquido, ha una scadenza più lunga.

Suddivisione per Fascia d'Età

Il latte artificiale cambia in base alla fascia di età del bambino, poiché per ogni fascia cambia il fabbisogno nutritivo:

  1. Latte adattato (Latte di partenza): è il latte più usato dalla nascita fino al 4°/5° mese di età, poiché è il più simile al latte materno. E’ il più digeribile e il più ricco di siero proteine, è arricchito in lattosio, in oligosaccaridi, in grassi di origine vegetale, in vitamine e sali minerali. È definito “latte per lattanti” ed è contraddistinto dal numero 1.
  2. Latte parzialmente adattato (Latte di mantenimento): viene somministrato nella fascia di età compresa tra i 6 e i 12 mesi di vita. Rispetto al latte di partenza ha un minor contenuto di lattosio, sostituito in buona parte da glucosio e saccarosio, per un diverso apporto proteico. E’ più simile al latte vaccino, soprattutto per la quantità di proteine e lipidi, inoltre è più ricco di ferro. È contraddistinto dal numero 2.
  3. Latte di crescita: viene somministrato dai 12 mesi di vita in poi. Il prodotto è formulato da latte vaccino addizionato da vitamine e sali minerali. Dal primo anno di vita in poi, infatti, il bambino può consumare tranquillamente latte di mucca in quanto il suo apparato digerente ha raggiunto uno stadio di sviluppo adeguato. È contraddistinto dal numero 3.

Come dare il latte con il biberon al neonato - Consigli dell'ostetrica su posizione di allattamento

Formule Speciali per Esigenze Particolari

Esistono dei tipi di latte artificiale a formula speciale, indicati per alcune patologie di cui può soffrire il bambino. Questi includono:

  • Latte anticolica e antistipsi: idoneo nel caso in cui il neonato soffra di coliche gassose o stitichezza, con ridotto contenuto di lattosio, ricchi di fermenti lattici e con proteine parzialmente idrolizzate per favorire la digestione.
  • Latte antireflusso (A.R.): idoneo nel caso in cui il lattante soffra di reflusso gastroesofageo e rigurgito. Queste formule aggiungono addensanti (come l'amido di riso, di mais, di patate) per aumentarne la viscosità, impedendo la risalita del latte attraverso l’esofago.
  • Latte per allergici o intolleranti (H.A.): idonei nel caso in cui il bambino soffra di allergia o intolleranza verso il latte vaccino. La dimensione delle proteine nelle formule di latte di capra è inferiore rispetto a quella delle proteine presenti nelle formule di latte vaccino, rendendole meno allergeniche. Le formule parzialmente idrolizzate hanno la proteina del latte trattata, rendendole più facili da digerire.
  • Latte per neonati prematuri: questo tipo di latte si somministra quando il bambino nasce prematuro o sottopeso e si verificano condizioni che impediscono l’allattamento al seno. È contraddistinto dal numero 0.

Norme di Sicurezza e Igiene nella Preparazione

Il sistema immunitario di un bambino non è ben sviluppato come quello di un adulto e questo vuol dire che un lattante è molto più sensibile a malattie o infezioni. Prima di sterilizzare l’attrezzatura, dovrete sempre lavarla e risciacquarla: dopo ogni pasto pulite il biberon e la tettarella in acqua calda saponata, utilizzando uno scovolino pulito.

Una guida passo-passo per ricostituire il latte artificiale:

  1. Riempite un contenitore con 1 litro di acqua fresca preferibilmente di rubinetto.
  2. Fatela bollire.
  3. Lasciatela raffreddare per non più di 30 minuti così che l’acqua sia ad una temperatura di almeno 70° C.
  4. Mettete nel biberon la quantità di acqua necessaria per preparare il pasto.
  5. Riempite il misurino presente nella confezione con la polvere e pareggiate il livello, senza pressare.
  6. Mettete sempre per prima l’acqua nel biberon, quando è ancora calda, poi aggiungete la polvere.
  7. Agitate il flacone fino a quando la polvere non si sarà sciolta.
  8. Raffreddate il latte sotto l’acqua corrente prima di somministrarlo, provando la temperatura sul polso: deve essere tiepida.

schema riassuntivo pulizia biberon

Considerazioni su Dosaggio e Conservazione

Considerate che i bambini di solito non finiscono il biberon e che le quantità di latte raccomandate sulle confezioni sono spesso ben maggiori del necessario. Se avete la necessità di trasportare un biberon di latte già pronto, utilizzatelo entro 24 ore se conservato in frigorifero, entro 4 ore se conservato nella borsa frigo con mattonella del ghiaccio, ed entro 2 ore se lasciato a temperatura ambiente. Non utilizzate mai il microonde per riscaldare il latte, perché riscalda in modo disomogeneo e può scottare la bocca del bambino. Non aggiungere al latte in polvere zucchero, cereali o biscotti.

I molti elementi distintivi del latte materno sono proteine e oligosaccaridi che non vengono completamente digerite e assorbite nell’intestino tenue del neonato, arrivando inalterati nel colon, dove sono utilizzati come substrato energetico dal microbiota residente. In considerazione del riconosciuto ruolo favorevole degli HMO (Human Milk Oligosaccharides), negli ultimi anni sono stati sviluppati vari latti in polvere arricchiti di questi o altri composti dall’azione prebiotica, come FOS (frutto-oligosaccaridi) e GOS (galatto-oligosaccaridi). Ad oggi, però, non esistono prove definitive della necessità di un'integrazione con probiotici o altri elementi bioattivi per il lattante sano, poiché la qualità nutrizionale del latte artificiale standard è garantita dalle normative vigenti che ne assicurano l'adeguatezza per la crescita del neonato.

tags: #larva #latte #artificiale