Procreazione Medicalmente Assistita: Un Confronto tra Italia e Regno Unito tra Normative, Etica e Innovazione

Le moderne tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) hanno rivoluzionato le possibilità di formare una famiglia, estendendo il diritto alla genitorialità a coppie omoaffettive, eteroaffettive e famiglie monoparentali. Tuttavia, il panorama giuridico e sociale che circonda queste procedure, in particolare la maternità surrogata, presenta notevoli differenze tra i diversi ordinamenti nazionali, con implicazioni significative per coloro che cercano di diventare genitori. Questo articolo esplora le complesse normative e le diverse filosofie che governano la PMA e la maternità surrogata in Italia e nel Regno Unito, evidenziando le sfide e le opportunità che emergono da un contesto in continua evoluzione.

La Maternità Surrogata: Un Percorso Globale tra Proibizioni e Opportunità

La maternità surrogata, pur essendo una pratica che consente a diverse configurazioni familiari di realizzare il desiderio di genitorialità, si scontra con divieti e restrizioni in molti ordinamenti europei. In questi contesti, il riconoscimento giuridico del genitore non biologico può risultare ambiguo, indipendentemente dall'orientamento sessuale. Questa disparità normativa spinge molti a cercare soluzioni in paesi dove la maternità surrogata è legalmente riconosciuta, come la California, la Florida, il Messico e Cipro. Nonostante l'inserimento del nome del genitore intenzionale in documenti esteri come il Parental Order o il certificato di nascita, il ritorno nel paese d'origine può comportare problematiche nel riconoscimento della filiazione. Le modalità con cui i diversi ordinamenti affrontano il diritto del minore nato tramite maternità surrogata a vedere riconosciuto legalmente il proprio genitore sono estremamente variegate, riflettendo non solo il diritto e le politiche nazionali, ma anche considerazioni di natura religiosa, sociale e culturale.

Mappa del mondo con evidenziati i paesi che legalizzano la maternità surrogata

Il Quadro Giuridico della Surrogazione in Francia: Tra Divieti e Aperture Giurisprudenziali

In Francia, la maternità surrogata è attualmente vietata sulla base del principio di indisponibilità del corpo umano, codificato nell'articolo 16.9 del Codice Civile. Questo divieto, rafforzato da disposizioni di ordine pubblico punite come reato, deriva da principi fondamentali che sanciscono l'inviolabilità e la non commercializzazione del corpo umano. Nonostante questo divieto esplicito, dal 2019 i tribunali francesi hanno iniziato a riconoscere indirettamente la maternità surrogata eseguita all'estero, ponendo l'accento sul "best interests of the child". Questa evoluzione giurisprudenziale ha portato a una prima svolta nel 2015, quando la Cour de Cassation ha accettato di riconoscere la trascrizione della filiazione del genitore biologico, a condizione che l'atto di nascita straniero fosse valido e conforme alla realtà.

Tuttavia, la nuova legge francese sulla bioetica, adottata nel 2021, ha introdotto un sistema su due livelli per i minori nati tramite maternità surrogata. Sebbene questa legge abbia chiarito la distinzione tra la registrazione di un atto di nascita straniero e l'accertamento della filiazione, la sua applicazione pratica e l'interpretazione dei tribunali rimangono oggetto di dibattito. La legge prevede che il riconoscimento della filiazione paterna sia "valutato alla luce della legge francese", ma resta incerto se la Cour de Cassation tornerà a un orientamento più restrittivo o continuerà a sviluppare una posizione progressista in nome del superiore interesse del minore. Un esempio recente, una decisione del 21 settembre 2022, ha visto la Corte di Cassazione rifiutare di revocare la potestà genitoriale alla madre surrogata in assenza di prove di pericolo per il bambino, indicando una possibile apertura verso la valutazione dei casi individuali.

La Surrogazione nell'Ordinamento Giuridico Spagnolo: Nullità del Contratto e Riconoscimento degli Effetti

Il sistema legale spagnolo si distingue per una rapida accettazione delle tecniche di riproduzione assistita, ma la surrogazione rimane una pratica controversa che ha paralizzato la sua piena regolamentazione. La legge n. 14/2006 del 26 maggio, che disciplina le tecniche di riproduzione umana assistita, non include la maternità surrogata tra le procedure regolamentate. Al contrario, l'articolo 10 di tale legge dichiara nulli i contratti di maternità surrogata, stabilendo che la madre legale è colei che partorisce. Questo significa che il legame figlio-madre surrogata è stabilito di diritto, indipendentemente dall'accordo tra le parti. La legge è più protettiva nei confronti del padre, prevedendo che l'azione di rivendicazione della paternità contro il padre biologico rimanga impregiudicata.

Nonostante il divieto contrattuale, la maternità surrogata ha trovato ingresso nell'ordinamento spagnolo attraverso il riconoscimento degli effetti giuridici. Incoraggiato dall'impossibilità di ricorrere a contratti interni, il ricorso alla pratica all'estero è aumentato. Una decisione della Direzione Generale dei Registri e del Notariato (DGRN) del 18 febbraio 2009 ha rappresentato una svolta, favorendo la registrazione della filiazione nel registro civile. In quel caso, la DGRN ha considerato che l'introduzione della decisione straniera (un certificato anagrafico californiano) non fosse contraria all'ordine pubblico internazionale spagnolo, tenendo conto del miglior interesse dei minori, e ha ordinato la registrazione della doppia filiazione paterna. Questa decisione è stata poi confermata da una successiva istruzione della DGRN del 2010, che ha stabilito la possibilità di registrare la nascita di un bambino nato all'estero tramite maternità surrogata presentando una decisione giudiziaria che stabilisce la filiazione.

Tuttavia, la legge 1/2023 del 28 febbraio ha rafforzato la condanna della maternità surrogata, descrivendola genericamente come "violenza contro le donne nel campo della salute sessuale e riproduttiva". Questa legge prevede la promozione di campagne istituzionali per demistificare la pratica, informare sulla sua illegalità e vietarne la promozione commerciale. Il quadro giuridico spagnolo, pur non impedendo il riconoscimento degli effetti, mantiene una notevole incertezza giuridica, senza una piena salvaguardia dei diritti di tutte le parti coinvolte.

La Procreazione Medicalmente Assistita in Italia: Un Percorso Giuridico Tortuoso

Per lungo tempo, l'Italia ha vissuto in un vuoto normativo riguardo alla procreazione medicalmente assistita (PMA). La difficoltà di disciplinare questa pratica, al di là degli aspetti ideologici, risiedeva nei molteplici problemi derivanti dalla proliferazione di soggetti con interessi potenzialmente in conflitto. La Legge 40 del 2004 ha introdotto un impianto normativo rigido e repressivo, suscitando subito critiche e portando a una campagna referendaria volta a dichiararne l'incostituzionalità. Sebbene la Corte Costituzionale abbia bocciato il referendum totale, ha successivamente pronunciato diverse sentenze che hanno modificato significativamente l'applicazione della legge.

101007 Il dibattito sulla legge 40 e i limiti della fecondazione eterologa

La sentenza 151 dell'8 maggio 2009 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 14, ritenendo irragionevole l'imposizione di un nuovo trattamento di stimolazione ovarica in caso di insuccesso del primo impianto, lesivo del diritto alla salute della donna. Successivamente, con sentenze del 2015, la Corte ha ammesso l'accesso alla PMA per coppie fertili portatrici di malattie genetiche e la selezione di embrioni affetti da gravi malattie trasmissibili.

Un punto cruciale è stato il divieto di fecondazione eterologa, previsto dall'articolo 4, comma 3, della Legge 40. Con la sentenza 162 del 9 aprile 2014, la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità di tale divieto, riconoscendo la libertà di autodeterminazione e il diritto alla salute della coppia. La Corte ha argomentato che impedire l'accesso all'eterologa a soggetti totalmente sterili che possono formare una famiglia solo con gameti esterni alla coppia è irragionevole rispetto alle finalità della legge stessa. Nonostante questa apertura, la donazione di gameti in Italia è rimasta a titolo completamente gratuito, a differenza di altri paesi come la Spagna, dove è previsto un compenso. Questo ha portato a un numero esiguo di donatrici, insufficiente a soddisfare la domanda.

Un'altra questione dibattuta riguarda l'articolo 13 della Legge 40, che vieta qualsiasi sperimentazione sugli embrioni umani. Questo divieto colpisce anche gli embrioni soprannumerari crioconservati, impedendone la donazione alla ricerca. Sia la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (nel caso Parrillo c. Italia) sia la Corte Costituzionale italiana (con sentenza 84 dell'8 marzo 2016) hanno ribadito l'intangibilità della scelta legislativa di salvaguardare la dignità dell'embrione, a scapito della libertà di ricerca scientifica.

La gestazione per altri, o maternità surrogata, è vietata in Italia. Nonostante ciò, casi di questa pratica si riscontrano con crescente frequenza, spesso con implicazioni legali complesse al rientro in Italia. La sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo nel caso Paradiso e Campanelli c. Italia ha stabilito che il riconoscimento della doppia genitorialità maschile, basato su un accordo di surrogazione in Russia, non violava l'articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, a causa dell'assenza di legame biologico e della brevità della relazione. Tuttavia, un'ordinanza della Corte d'appello di Trento del 2017 ha ritenuto illegittimo il rifiuto dell'ufficiale di stato civile di trascrivere una sentenza straniera che riconosceva la doppia genitorialità maschile, giudicandolo contrario all'ordine pubblico.

Il Regno Unito: Innovazione Genetica e Ampliamento dei Diritti

Il Regno Unito si è distinto per un approccio pionieristico nel campo della riproduzione assistita, culminato con l'approvazione di una legge storica che consente la creazione di bambini con il DNA di tre persone. Questa procedura rivoluzionaria mira a prevenire malattie genetiche ereditarie, combinando il materiale genetico di una donna e di un uomo con il mitocondrio di una terza persona. L'approvazione di questa legge riflette la consolidata tradizione britannica di ricerca scientifica all'avanguardia e il supporto delle più rinomate equipe internazionali.

Illustrazione stilizzata di DNA con tre componenti distinti

Parallelamente a questi sviluppi nell'innovazione genetica, il Regno Unito ha assistito a un aumento del numero di donne single e coppie di donne che ricorrono alla fecondazione in vitro o all'inseminazione artificiale per avere un figlio. Questo incremento riflette una crescente diversificazione dei gruppi familiari che richiedono trattamenti per la fertilità. Tuttavia, questo trend positivo si accompagna a una diminuzione dei finanziamenti pubblici per i trattamenti di fertilità nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN), che ora copre solo il 27% dei cicli di fecondazione in vitro, rispetto al 40% del 2012.

Un aspetto interessante riguarda l'abolizione dell'anonimato del dono di sperma nel 2005, che consente ai figli di accedere all'identità del donatore una volta raggiunta la maggiore età. Questo approccio contrasta con la normativa francese, che ha mantenuto il principio dell'anonimato, sebbene un nuovo progetto di legge bioetica possa portare a cambiamenti.

Confronto e Prospettive Future: Verso una Cooperazione Internazionale

Il confronto tra Italia e Regno Unito mette in luce approcci normativi e filosofici radicalmente diversi. Mentre l'Italia affronta un percorso giuridico complesso, segnato da sentenze della Corte Costituzionale che hanno progressivamente allargato l'accesso alla PMA e permesso la fecondazione eterologa, la maternità surrogata rimane vietata e fonte di incertezza. Il Regno Unito, invece, si posiziona all'avanguardia nell'innovazione genetica e mostra una maggiore apertura verso diverse configurazioni familiari, pur affrontando sfide legate ai finanziamenti pubblici.

L'incertezza giuridica per genitori e figli nati tramite maternità surrogata è una realtà marcata non solo in Italia, ma anche in Francia e Spagna. È evidente l'urgente necessità di una cooperazione tra le giurisdizioni per l'adozione di una convenzione internazionale. Tale convenzione dovrebbe avere lo scopo di proteggere i diritti di tutti i bambini nati tramite maternità surrogata, indipendentemente dallo status giuridico dei contratti di maternità surrogata ai sensi del diritto nazionale o internazionale. La difformità di normazione ha già spinto il Consiglio della Conferenza dell'Aja, fin dal 2010, a cercare soluzioni uniformi a questioni di diritto internazionale privato.

La libertà procreativa, inserita nel contesto della "rivoluzione procreativa", sottolinea come la biologia non sia più un destino. La possibilità di scegliere quando, come e se riprodursi, inserita nella sfera più intima e intangibile della persona umana, non può essere coercibile se non vulnera altri valori costituzionali. Tuttavia, il bilanciamento tra questi valori e le esigenze di tutela della dignità umana, dell'embrione e della società nel suo complesso rimane una sfida costante, che richiede un dialogo democratico continuo e una riflessione etica approfondita.

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